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    Le idee e le proposte dei presidenti di Calcio in Rete. Il commento

Il percorso di 'Calcio in Rete' continua. E si arricchisce di una serie di proposte che possono essere una base di discussione per il futuro.


Il lavoro svolto da Fabio Giorgetti, ideatore dell'iniziativa fin dal mese di marzo 2020, con i presidenti fondatori si rivolge alle autorità sportive, politiche e istituzionali nazionali e regionali ed è assolutamente meritorio. Si tratta di una serie di proposte e di idee su cui poggiano le istanze e le esigenze di un numero importante di società che hanno aderito all'iniziativa e che vogliono lavorare per trovare dei punti in comune che possano essere sufficienti per offrire un ventaglio di idee che consenta a questo mondo di programmare il futuro.


Ciascuno si farà un'opinione ma sicuramente, accanto ad altre iniziative, questa proposta infarcita di contenuti assume una rilevanza importante. L'occasione giusta per proseguire in un confronto, in un bagno di idee, in un caminetto in cui la voglia di dire qualcosa di importante da parte di tutto un settore possa essere l'elemento su cui poggia tutto il resto. Lavorare accanto, lavorare uniti, lavorare per. Nelle richieste e nelle proposte da parte dei presidenti di 'Calcio in Rete' si trovano richieste da perfezionare, valutazioni da far proprie ma anche idee condivisibili da sviluppare. Si parte dall'identificazione del ruolo che deve avere il calcio giovanile e dilettanti: un ruolo sociale, un ruolo da terzo settore, un ruolo che deve essere riconosciuto dalla politica e dalla società civile. Il resto viene di conseguenza. Si richiedono aiuti e sussidi alla Lega Dilettanti, alle amministrazioni, agli enti. Alcune parti delle proposte programmatiche mi trovano d'accordo, su altre ritengo opportuno vagliare e valutare.


Non è però questo il punto. Il punto è dato dalla forza del calcio della nostra regione che anche in questa vicenda, come in altre più o meno istituzionali vissute in tutti questi mesi, dimostra di avere un cuore e un'anima. Le proposte assumono un significato ideale e costruttivo, le idee al di là delle legittime richieste economiche possono rappresentare in alcuni punti una base di analisi e di discussione. Il lavoro fatto dai presidenti di 'Calcio in Rete' si può considerare un lavoro faticoso, importante, un lavoro significativo.


Un lavoro che ha trovato nell'ideatore Fabio Giorgetti un punto di riferimento importante, lui uomo di campo e di gol e che ha avuto un sostegno importante da parte di tutti quei presidenti e quei dirigenti che hanno creduto a questa forma di comunicazione non disconnessa con la realtà. Tutti ci ritagliamo un ruolo che però deve essere assimilato al pensiero e all'azione. Non facciamoci prendere né dalla fretta né del personalismo. Non vorrei trovarmi fra qualche mese con una Toscana divisa calcisticamente, con una contrapposizione anche se ideale e baciata dal cielo, altrimenti abbiamo fallito tutti, proprio tutti. Ragionare non significa spezzare l'idealità di una scelta e non può avere la pretesa di sostituire l'istituzione. Il populismo in tempo di pandemia può prendere il sopravvento, la rabbia e la delusione possono fare altrettanto. Il lavoro fatto merita un'attenzione e ora deve essere verificato nelle sedi opportune e nel contatto fra le varie realtà. Merita una valutazione importante e scevra da personalismo il lavoro svolto da Paolo Mangini e dall'istituzione calcistica regionale, eletta dalla quasi totalità delle società, sempre attenta alle esigenze delle realtà comuni in questo periodo.


Basti ricordare che cosa ha fatto il presidente a settembre di questo anno per venire incontro alle società. Dico questo perché lo penso e perché ho seguito da protagonista un percorso virtuoso, quello del Movimento Dilettanti '90 che da Mazzini a Bresci infine a Mangini è sempre stato al fianco delle società e alle loro esigenze. Considero Paolo Mangini un signore e una persona intellettualmente onesta, in questa vicenda, per le posizioni che ha preso e per la difesa dell'intero settore: ha dimostrato come l'intuizione avuta da Fabio Bresci nel passaggio del testimone sia stata felice. Paolo Mangini ha dimostrato doti importanti nel ruolo di presidente del Crt.


Considero inoltre Massimo Taiti una bella testa pensante. Calciopiù sarà sempre al fianco di tutti quelli che hanno qualcosa da dire per salvare il nostro mondo. Lo ha fatto in ogni fase della sua storia (dal 1990 ad oggi) e lo farà sempre nel rispetto delle idee e delle opinioni di tutti. L'informazione e la democrazia sono la nostra bussola. Quella di una comunità di persone indipendenti, non omologate, libere di avere una idea e un pensiero.


Alessio Facchini è una cosa diversa: la sua storia, il suo percorso sono chiari, possono essere condivisibili o no, ma hanno un inizio e uno sviluppo frutto di un impegno e di una storia personale nata con il Movimento Dilettanti '90. Che il calcio toscano possa uscire bene da questa fase come nei momenti maggiormente difficili che ha vissuto in tutta la sua storia, sarebbe il regalo più bello per tutti quelli che hanno a cuore il calcio dilettantistico e giovanile della nostra regione. Lo speriamo e ci crediamo fortemente.


Alessio Facchini