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    Post assemblea dei soci a Calenzano, deciderà l'amministrazione comunale

Il peggiore modo per chiudere una storia infinita. Un risultato in bilico (26 a favore della cordata Tartuferi, 24 a favore di Fulvio Coli, 3 astenuti) che ha diviso in modo accentuato la società e che non ha espresso alcun risultato certo. Così si è espressa l'assemblea dei soci della Folgor Calenzano (riunita ieri pomeriggio per la seconda volta, nella prima si era espressa per Coli quasi all'unanimità) e sicuramente l'elemento di maggiore risalto della riunione sono le parole del primo cittadino Riccardo Prestini, che è intervenuto e ha raccomandato unità, fusione fra A.Calenzano e Folgor Calenzano, voglia di pensare al futuro, valutazione dei due progetti scritti e protocollati entro fine giugno. Una posizione determinante che lascia pensare alla possibile ipotesi che siamo solo al primo tempo e che sulla concessione dell'impianto sportivo, in assenza di un accordo fra le parti, si giocherà la battaglia più importante. Ora Fulvio Coli potrebbe uscire di scena ma non è detto. Le sue proposte sono state ascoltate e valorizzate e rimangono agli atti. Come può l'amministrazione comunale, che ha fatto un grosso investimento sul sintetico proprio in questi mesi, rinunciare alla visione Coli ovvero al sintetico anche del Paolo Magnolfi e a un ulteriore investimento da parte della società (Coli) di oltre 500 mila euro? Vogliamo rinunciare a tutto questo? E i cittadini e gli sportivi potranno se informati avere un'opinione a tal proposito? Il verbale dell'assemblea dovrebbe essere ratificato e firmato dal presidente Lorella Paolieri e dal segretario Fabio Micheloni e siamo sicuri che tutto questo sarà fatto. La mia impressione è che con questa votazione che si è orientata a favore di una cordata 'indigena' si sia scelta la conservazione e non l'innovazione. Si ripropone Il Gattopardo tanto per intendersi e per capire che in fondo l'anima della società è la stessa di prima. Con Fulvio Coli si rompeva uno schema e ci si catapultava nel futuro. Bene o male, sarebbe stato il tempo e gli investimenti fatti a dircelo. Ora siamo tornati al solito Calenzano. Ammirevole per alcune cose, criticabile per molte altre. Così ha deciso l'assemblea dei soci, che ha pensato al passato ma secondo il mio parere non certamente al futuro. Ne rispettiamo l'esito. Il futuro corre inesorabile, la scelta fatta, la mia è solo una opinione personale, è una scelta di retroguardia che difficilmente potrà reggere l'urto dell'innovazione e del cambiamento. E qui torna in ballo l'amministrazione comunale che rappresenta tutti i cittadini (maggioranza e opposizione). Non è un problema di scelte ma solo un problema di futuro che non possiamo disperdere. E sicuramente l'amministrazione comunale è ben consapevole di tutto ciò e agirà di conseguenza.
Alessio Facchini