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    Lastrigiana, il momento decisivo per Juniores e prima squadra

Ultime settimane decisive per la Lastrigiana, impegnata su due fronti delicati, da una parte la prima squadra, dall'altra gli Juniores: entrambe le formazioni sono chiamate a lottare fino all'ultimo per i rispettivi obiettivi in Eccellenza e nel campionato Juniores élite. In casa biancorossa, però, non manca la fiducia. Il tecnico della prima squadra Davide Guasti analizza la stagione e il finale di campionato, mentre il neoallenatore degli Juniores Leonardo Fabrizzi racconta le sue prime sensazioni alla guida del gruppo, tra difficoltà e rinnovato entusiasmo.

Davide Guasti, allenatore prima squadra

Mister, partiamo dagli Juniores: come nasce la scelta di affidare la squadra a Leonardo Fabrizzi?

La società ha preso questa decisione dopo che Giovanni Mollica ha comunicato che non sarebbe rimasto. Parliamo di una figura importante, che era direttore sportivo ma anche allenatore della prima squadra per un periodo. La squadra aveva bisogno di un cambiamento e si è deciso di puntare su Leonardo Fabrizzi.

Che tipo di allenatore è Fabrizzi?

È un ragazzo giovane, con ancora poca esperienza, ma molto preparato. In questa settimana l'ho visto lavorare da vicino, visto che ci alleniamo in contemporanea, e ho ritrovato nei ragazzi anche un po' di entusiasmo in più.

La situazione però è complicata..

Sì, bisogna essere realistici: la salvezza è molto difficile. Passa praticamente da tre vittorie nelle ultime tre partite. L'obiettivo è provarci fino alla fine, a partire dalla gara di sabato a Maliseti. Da lì passa tutto: con un pareggio o una sconfitta le possibilità diventerebbero quasi nulle.

Passando alla prima squadra, che stagione è stata finora?

Siamo la squadra più giovane del campionato e questo inevitabilmente si paga, soprattutto all'inizio. Un po' di inesperienza l'abbiamo sentita, ma siamo comunque in linea con quello che ci aveva chiesto la società.

Adesso vi giocate tutto nel finale..

Sì, ci aspettano tre finali: Affrico, Signa e Lanciotto. Siamo tutte lì a pari punti, quindi sarà un finale entusiasmante. La prossima partita, soprattutto quella con l'Affrico, sarà decisiva anche per loro oltre che per noi.

Qual è stato il problema principale durante l'anno?

Sicuramente gli infortuni. Non abbiamo mai avuto tutta la rosa a disposizione. Ci sono mancati giocatori importanti: Sarti è fuori, Romei non è al cento per cento, un altro giocatore si è rotto la caviglia. È stata una costante per tutta la stagione.

Nonostante questo, siete ancora in corsa.

Sì, e questo è un merito. Siamo una squadra giovane ma preparata, con caratteristiche precise. Cercheremo di giocarcela fino in fondo.

Che campionato è stato?

Di altissimo livello, quasi da Serie D. Ci sono squadre come Figline o Sangiovannese che più attrezzate di noi, eppure non sono molti i punti che hanno più di noi. Questo dà valore a quello che stiamo facendo e dimostra il valore alto complessivo del girone.

La vostra è una rosa molto giovane..

Assolutamente. Il nostro capitano storico, Federico Del Colle, è stato fuori a lungo, e il più vecchio è un '99. Spesso finiamo le partite con ragazzi del 2005, 2006 o 2007. È normale pagare qualcosa in termini di esperienza, ma era tutto previsto a inizio stagione.

Un progetto quindi chiaro fin dall'inizio?

Sì. Tutti parlano di far giocare i giovani, noi lo stiamo facendo davvero. Questo per noi è un valore importante.


Leonardo Fabrizzi, allenatore Juniores

Mister, che gruppo ha trovato al suo arrivo?

Pensavo di trovare una squadra giù di morale, vista la classifica. Invece la cosa che mi ha sorpreso di più è stata trovare un gruppo unito, volenteroso e pronto a giocarsi queste tre partite.

Un segnale importante in vista del finale.

Sì, anche perché nelle ultime due settimane ci siamo potuti allenare bene. Ho trovato un ambiente positivo: i ragazzi sono consapevoli della situazione ma anche convinti di potersela giocare. Questo mi rende fiducioso.

C'è più da lavorare sulla testa o sull'aspetto tecnico?

Sicuramente più sulla testa. Non credo ci siano grandi problemi tecnici: i ragazzi sono pronti per la categoria, qualcuno anche per livelli più alti. In questo momento contano più la convinzione e l'atteggiamento che i moduli o la tattica.

Quali difficoltà avete riscontrato durante l'anno?

Nelle categorie Juniores ci sono sempre dinamiche particolari, anche legate al rapporto con la prima squadra. Forse è mancata un po' di continuità da questo punto di vista, oltre a qualche infortunio che ha creato difficoltà numeriche.

Cosa serve adesso per provarci fino alla fine?

Una scintilla. Se parti bene e trovi entusiasmo, poi tutto diventa più semplice. I ragazzi devono credere nel loro valore, che secondo me non rispecchia la classifica attuale.

È la prima volta che si trova in una situazione del genere?

A livello di settore giovanile sì. Mi era capitato qualcosa di simile da giocatore in prima squadra, dove le dinamiche sono diverse. Qui è tutto nuovo, ma anche stimolante.

Che peso hanno queste ultime settimane?

Sono le più importanti. Se i ragazzi trovano la convinzione giusta, possono fare qualcosa di significativo. Il valore c'è, ora bisogna dimostrarlo.

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