Floriagafir Bellariva-Pontassieve 2-0
ARBITRO: Filippo Bracciali di Arezzo
RETI: Serrini, Birindelli
Fatta ancora no, però quasi: la Floriagafir vede la salvezza; sarebbe ipocrita far finta di no, considerati il ritmo delle squadre che stanno dietro (l'Arezzo Academy terzultimo viaggia a meno di 0,8 a partita) e il vantaggio sulla zona retrocessione. Qui invece annaspa il Pontassieve, sconfitto 2-0 e scivolato a quattro punti dal Firenze Ovest sul quale al momento si fa la corsa; non bastano neppure Buset, Mattia Papini, Del Zotto e Mattia Mengozzi, che la categoria la conoscono bene e che per la categoria rappresentano un vanto. A un primo tempo bloccatissimo (i punti in palio cominciano a pesare), privo d'occasioni e d'emozioni, segue una ripresa divertente; la Floriagafir ha il merito di flettere gli episodi a proprio vantaggio, dopo aver rischiato di finire sotto: in apnea per sette-otto minuti dal riavvio (sul primo tempo è inutile tornare: basti quanto detto, con l'aggiunta minima d'una serie infinita di duelli in mediana), il Pontassieve infatti reagisce bene, e nel quarto d'ora successivo crea l'occasione per rivoluzionare il campionato d'una buona metà delle squadre in elenco; l'Ancien Régime lo conserva Ceccuti, decisivo a opporsi col piede al tiro di Luzzi che gli era sbucato davanti. Il rischio corso impressiona la Floriagafir, che intuisce che concedersene un altro potrebbe esserle fatale; si torna dunque a giocare nella metà campo del Pontassieve, piegato a tredici minuti dalla fine sul retropassaggio azzardato di Mattia Papini e sul dribbling azzardatissimo di Niccoli in posizione di terzino sinistro: sull'azzardo Amato recupera il pallone e da destra crossa per Serrini, che sbuca sul secondo palo e calcia in porta dopo lo stop volante. In svantaggio per l'ennesima volta d'una stagione disgraziata, il Pontassieve ora è costretto a triplicare la spinta: neppure il pari gli farebbe granché comodo. Del pari però ora s'accontenterebbe, e invece nel recupero subisce anche la seconda rete: la segna Birindelli, che dalla distanza corona l'ultima ripartenza (dopo la convalida, Bracciali non farà neppure riprendere il gioco) con un tiro stratosferico e angolatissimo; Balli s'arrende di nuovo, la Floriagafir nega d'essere già salva ma dicendolo lascia intravedere in controluce il profilo meraviglioso d'Emanuela Fanelli che complice ammicca.
Calciatoripiù : la parata di
Ceccuti evita lo svantaggio, e consente alla Floriagafir di costruire le premesse per spezzare una partita che fin lì era vissuta sui duelli in mediana; nel mischione s'era distinto
Biagini , il primo a tentare di rompere la manovra del Pontassieve affidata alla sapienza di
Buset .
Fucecchio-Forte Dei Marmi 2015 1-1
ARBITRO: Niccolo Ferro di Prato
RETI: Tiozzo, Autorete
Aveva sognato il colpaccio, col quale sarebbe balzato lontanissimo dalla zona incandescente; anche se il risveglio è amaro, il Forte dei Marmi conserva prezioso il punto che strappa (1-1) da Fucecchio: gli è utile infatti per tornare a muovere la classifica dopo la sconfitta amara del Lapenta. Ne aveva bisogno, e su questo s'orienta il suo approccio alla partita: è evidente già al 3' sull'iniziativa di Luchini, che da fuori cerca lo specchio mancandolo di molto. Più pericoloso è il diagonale che Donati scarica verso la porta da una ventina di metri, destro il fronte dell'attacco: s'oppone attento Samuele Pagni, che accompagna il pallone in angolo (18'). Il Fucecchio, che già aveva provato a pungere con un angolo di Matteo Paradiso schiacciato alto da Matteucci dopo un rimbalzo a terra (9'), replica con l'imbucata di Piccirilli per Gjoni, che da sei-sette metri calcia in diagonale col mancino: favolosa l'opposizione di Matteo Pucci in angolo (21'). È il momento migliore per il Fucecchio, che cento secondi più tardi ci riprova sul medesimo asse a ruoli invertiti: stavolta Gjoni rifinisce con una sponda di testa, e Piccirilli cerca la porta con un mancino in girata, troppo sporco per far male. S'apre qui un quarto d'ora sonnolento: il taccuino torna a sporcarsi al 38', in pedana Matteucci il cui tiro la difesa allontana prima che diventi un pericolo reale. Potrebbe esserlo quello che nel minuto di recupero crea Gjoni, che scarica sotto la traversa il pallone servitogli da Matteo Paradiso: lo sarebbe se Ferro non considerasse irregolare la posizione, e annullasse la rete del possibile vantaggio. Dunque il Forte dei Marmi si salva, e dopo aver fatto trascorrere quasi metà ripresa riesce sorprendentemente a piegare il Fucecchio: a dir la verità lo piega Panicucci, che nel tentativo d'anticipare il colpo di testa di Lagomarsini pizzica la punizione d'Iacomini quanto basta per correggerla nella porta sbagliata. Lo 0-1 regge ventitré minuti, a lungo sterile la reazione del Fucecchio che per pareggiare ha bisogno della giocata individuale: la indovina Tiozzo, che Giorgetti aveva inserito dalla panchina nel tentativo d'aumentare la pressione offensiva e che scarica in porta un tesissimo tiro di collo dopo aver calamitato una respinta della difesa intorno ai diciotto metri. Resta il tempo giusto per una curiosità: la panchina del Fucecchio è così corta che il colpo subito da Piccirilli, che chiede il cambio, costringe Giorgetti a inserire Gabriele Gori, il portiere titolare nell'occasione dodicesimo, come calciatore di movimento. Se dopo la rete è questa l'emozione principale dell'ultimo quarto si capisce perché il pari sia legittimo: a questo punto della stagione (è ancora gennaio, ma sabato si giocherà la ventesima giornata) più che i fiocchetti conta essere concreti.
Calciatoripiù: Compagnucci, Berhoxha (Fucecchio),
Palla e
Deda (Forte dei Marmi).
Maliseti Seano-Lastrigiana 0-0
ARBITRO: Niccolo Venuti di Valdarno
Son tutte lì, e da lì non si schiodano: lo 0-0 tra Maliseti e Lastrigiana tiene apertissima la battaglia per completare il roster delle squadre iscritte in coppa; per questo ormai si lotta, irraggiungibile la Sestese, staccati Affrico e Fucecchio. È un obiettivo di ripiego solo in apparenza: anche se non brilla come un titolo regionale, non fa la storia come uno scudetto, un trofeo per cui lottare impreziosisce un campionato di transizione. Per motivi diversi lo è su entrambi i fronti; la Lastrigiana ci aggiunge una serie di problemi (anche se convocati, Massaro e Martini non sono ancora in condizione di giocare; Fontani non c'è; sceso dalla prima squadra, El Youssefi è autonomo per un'ora poco più), considerati i quali a fine partita Guasti si complimenta con chi è sceso in campo. È probabile che gli elogi sarebbero stati maggiori se nel quarto d'ora iniziale Pezzano non avesse strozzato il tiro sulla lunga rimessa di De Pascalis spizzata da Cavicchi (para facile Naselli), se Baldini non si fosse fatto murare dalla difesa avversaria, se Canale avesse centrato lo specchio; sarebbero stati maggiori perché la Lastrigiana sarebbe passata in vantaggio, e avrebbe costretto il Maliseti a una partita diversa da quella che da lì in poi può sviluppare. È infatti inevitabile che sullo 0-0 trovi spazi, nei quali si ficca Palumbo prima da sinistra (esecuzione centrale dal limite dell'area) e poi da destra: il suo mancino esce d'un metro. Ben più pericolosa è l'azione che nasce dal traversone di Kola: lo controlla Graziano, sul cui tiro s'immola Finelli a protezione del palo; neppure sulla ribattuta, che Dardha consegna a Chiarello, il Maliseti ha fortuna. Così, ripreso fiato, la Lastrigiana può tornare ad attaccare; ma per passare in vantaggio non gli bastano né Canale né Oliveri, che da posizione perfetta calciano strozzato. L'equilibrio persistente rende gradevole anche la ripresa, aperta da una serie d'occasioni: la prima vede Oliveri triangolare al limite dell'area e accentrarsi al dischetto, dove però anziché calciare di punta cerca l'ultimo dribbling e perde il pallone; l'azione l'aveva avviata Pezzano, che intorno al quarto d'ora ci prova in prima persona: efficace l'uscita di Naselli, identica a quella con cui spezza le ambizioni di Baldini che s'era incuneato in area. Nel mezzo ci aveva provato De Pascalis, il cui lob sugli sviluppi d'un corner s'adagia sulla parte alta della rete; dopo replica Cavicchi, mancino infelice. È il momento di massimo sforzo per la Lastrigiana, che però comincia a perdere pezzi: lo stop di Mancini costringe Guasti a forzare l'ingresso di Bonaiuti, che avrebbe preferito rimandare; obbligata anche la scelta di sostituire Cavicchi ed El Youssefi (dentro Marcus Mari e Bravo). È inevitabile che la pressione cali, inevitabilissimo nel momento in cui i crampi di Baldini costringono all'inferiorità numerica: torna dunque ad attaccare il Maliseti, pericoloso con Dardha che anche se stavolta manca in continuità quando s'accende rischia di far male; finisce però alto il tiro che scarica dopo aver recuperato il pallone in prossimità della bandiera destra, ed essersi accentrato fino a violare l'area di rigore. Neppure il colpo di testa di Bonaiuti, a lato d'un metro, è utile per rompere l'equilibrio: tra Maliseti e Lastrigiana per delineare meglio le gerarchie occorrerà attendere l'ultimo tratto della stagione.
Calciatoripiù: Niccolai, Palumbo (Maliseti),
De Pascalis, Oliveri, Baldini (Lastrigiana).
Sestese-Fratres Perignano 6-3
RETI: Vannini, Vannini, Vannini, Patrignani, Vilcea, Verzicco, Lupi, Hoxha, Ferretti
Tra andata e ritorno al Perignano, che dell'élite resta comunque una delle squadre più strutturate, ha segnato dieci reti: è un dato singolo che già di per sé basterebbe a spiegare lo strapotere della Sestese, avviata a vincere il campionato meno contendibile dell'ultimo secolo. Il secondo dei due posticipi del lunedì (maledetti, maledettissimi) fa salire a tredici i punti di vantaggio sull'Affrico, che sabato Jallow aveva piegato: a undici giornate dalla fine la vittoria del titolo diventa poco meno che ufficiale. Per ribadirlo la Sestese ha bisogno di cinque minuti scarsi: un errore della difesa avversaria, che legge male un fallo laterale e si fa scavalcare, consente a Vannini di spedire il pallone in porta da distanza ravvicinatissima. Prima della pausa la Sestese si porta sul 2-0: Becherini fa quello che può su Cremonini, ma deve arrendersi alla ribattuta di Patrignani che in classifica marcatori raggiunge Fiorentino e la doppia cifra. A metà frazione il Perignano avrebbe l'occasione di dimezzare lo scarto: la spreca Crispino, che calcia sulla faccia interna del palo il rigore concesso da Cellai per un (dubbio) fallo di Chelli su Venturin. Sul primo tempo mastodontico della Sestese la macchia resta insignificante: tra la mediana e la trequarti giganteggia Cremonini, che prima colpisce la traversa e poi con un lancio sublime mette Vannini in condizione di segnare di nuovo. Dunque si va alla pausa sul 3-0, risultato che nel primo quarto d'ora della ripresa s'accentua ancora a vantaggio della Sestese: segna Vilcea con un diagonale da fuori area, poi di nuovo Vannini che dal limite dell'area indovina la girata della tripletta. Ormai certo della sconfitta, il Perignano prova a scuotersi e salvare quantomeno l'onore: le reti di Pirrone (vincente la deviazione di testa sull'angolo di Lupi) e di Hoxha, che recupera il pallone scivolato a Giusti sul terreno umido e viscidissimo, portano il punteggio sul 5-2. Lo scarto di tre reti è quello con cui, variato due volte il punteggio, si chiude la partita: Verzicco segna il 6-2 correggendo in porta una punizione laterale, Ferretti il 6-3 risolvendo una mischia innescata da un retropassaggio troppo corto. È una leggerezza che alla Sestese è facile perdonare