Forte Dei Marmi 2015-Maliseti Seano 2-2
ARBITRO: Vincenzo Monteleone di Pisa
RETI: 16' Passalacqua, 40' El Amri, 57' rig.Makhlouf, 95' rig. Monti
Non è tanto per la dinamica del rigore, netto: Dazzi travolge Monti Guarnieri, che sull'ultimo rinvio di Mura era salito come centravanti di complemento e che sul rimbalzo s'era ritrovato senza marcature all'interno dell'area avversaria; è per il minuto in cui l'episodio si concretizza (il quinto oltre il novantesimo, e così tanto recupero non era stato annunciato) e soprattutto per le tre espulsioni che il Forte dei Marmi non può dirsi soddisfatto, eufemismo, per la direzione di Monteleone. Con una vittoria, possibilità a lungo concreta nonostante l'inferiorità numerica dal 12', il vantaggio della Sestese capolista e prossima avversaria si sarebbe ridotto a due punti; invece il 2-2, secondo pareggio consecutivo concesso a ridosso del gong, consente soltanto di sbocconcellarlo. Del dialogo tra l'arbitro e gli avversari poco s'interessa il Maliseti, che da un campo difficilissimo strappa un pari pesante in chiave salvezza; e lo strappa con una doppia rimonta, che già in avvio si capisce che sarà necessaria: al quarto d'ora, già in dieci (espulso Tonarelli per un fallo su Mema, che però più che dirigersi verso la porta si stava defilando: non granché chiara l'occasione da rete), il Forte dei Marmi passa in vantaggio con uno schema su punizione, Darzeza alla battuta e Passalacqua a ricevere, e a concretizzare, dietro la barriera. D'un calcio da fermo, il primo tempo pronto a esaurirsi, si serve anche il Maliseti per pareggiare: segna El Amri, che di testa corregge in porta l'angolo di Moretti. Dettaglio curioso per chi ama le statistiche, tutte e quattro le reti arrivano sugli sviluppi d'una ripresa del gioco: al quarto d'ora della ripresa il Forte dei Marmi torna in vantaggio grazie a un rigore concesso da Monteleone per un (presunto, il Maliseti un po' protesta) tocco di mano di Barlumi su un traversone d'Anghelè e trasformato da Makhlouf, che col dodicesimo centro stagionale consolida la leadership in classifica marcatori. Segue, nonostante la superiorità numerica, il momento di maggior difficoltà per il Maliseti, che rischia due volte sulle iniziative di Frandi (alta la volée sull'invito di Marcellusi, contro il palo la deviazione sull'angolo d'Anghelè) e nel mezzo sull'esterno di Torcigliani e sul mancino di Makhlouf, che calcia dalla parte sbagliata del primo palo. Uno sguardo retrospettivo suggerisce che gli episodi pesano, tanto più che all'83' Monteleone considera eccessiva la protesta di Marcellusi per una rimessa laterale invertita, lo ammonisce per la seconda volta e lascia il Forte dei Marmi in nove. Da qui in poi si scivola lungo il piano inclinato che conduce all'epilogo: nel lungo recupero Monti Guarnieri conquista e trasforma il rigore del 2-2, e tra i due verbi c'è il tempo per l'espulsione d'Anghelè, non proprio d'accordo con Monteleone e la sua gestione del recupero. Nonostante una classifica ancora belloccia, dell'ultima del 2025 in Versilia al Forte dei Marmi resta solo l'amarezza: al 2-2, e ai due punti di nuovo volatilizzati nel finale, s'aggiunge l'assenza certa di tre pedine chiave nel big match di sabato contro la Sestese.
Calciatoripiù: sull'angolo di
Moretti il Maliseti aveva pareggiato la prima volta, col rigore di
Monti Guarnieri pareggia la seconda.
esseti
Fratres Perignano-Pieta 2004 1-0
ARBITRO: Luca Vergnano di Pistoia
RETI: 19' Silvestri M.
È molto più d'una seconda possibilità. Dopo aver raccolto un solo punto in due giornate e aver perso in casa tre volte di fila, il Fratres Perignano torna a vincere al Matteoli, e vincendo sfrutta la sponda del San Giuliano per riportarsi a ridosso della Sestese: l'1-0 alla Pietà ufficializza che nella lotta al titolo (intanto d'inverno, poi si vedrà) è rientrata una delle protagoniste più attese. Perché il messaggio si senta scandito ben distinto, quasi urlato, è sufficiente scavallare di poco il primo quarto d'ora, nel quale già Zampardi e Riccomi (mira imprecisa per entrambi) avevano tentato d'insidiare la porta avversaria: il tentativo buono è il terzo, in pedana Marco Silvestri, rimasto all'attacco sugli sviluppi d'un calcio d'angolo che la difesa della Pietà aveva allontanato senza spegnere il pericolo, che Pucci ripropone al centro dopo un dribbling doppio e che sulla deviazione sottoporta si trasforma nel vantaggio. La quarta rete stagionale del suo leader, che di mestiere farebbe il difensore centrale, galvanizza il Fratres Perignano, fino alla mezz'ora in totale controllo d'una partita che prova subito a chiudere: non ci riesce Celi, che imbeccato dall'onnipresente Pucci converge bene verso l'interno del terreno di gioco e calcia a lato. Fino alla pausa la Pietà riesce a replicare soltanto con una manciata di manovre che, anche se ben sviluppate, a Mazzetti non creano ansie particolari: efficace l'uscita ad anticipare Tartoni sull'invito di Marzullo da sinistra; murati sia Ciaschi sia Vannuzzi, che dell'occasione precedente era stato l'ispiratore e che quasi sul gong ci prova in prima persona con un taglio da destra favorito da una pressione alta. Non è abbastanza per far male al Perignano, che anche se non chiude la partita (di nuovo pungono poco Riccomi e Zampardi, poi dopo il riavvio Pucci, che calcia sporco, e Marco Silvestri, che a colpo sicuro manca la doppietta) continua a governarla: lo facilita l'ingresso di Falleni, Karaj e soprattutto Malacarne, che Massimo Lucarelli inserisce nella prima parte della ripresa per aumentare la brillantezza della fase offensiva. Anche se piagata dall'inferiorità numerica cui la riduce l'espulsione di Ciaschi (doppia ammonizione, più che dubbia la seconda) la Pietà ha un gran merito: resta in partita fino all'ultimo, e così tiene ancora intatte le chance per il pareggio. Nel finale lo mancano in tre: non segnano né Rayyad, che Alessio Gori aveva liberato davanti a Mazzetti (efficace l'uscita), né Marseo, che sul successivo calcio d'angolo (Giuliani alla bandiera) scheggia il palo con un colpo di testa, né Frati, la cui girata allo scadere spedisce il pallone ben lontano dallo specchio. Il Fratres Perignano riprende a respirare, e quel respiro lo impiega per farsi sentire da tutto il vicinato: è tornato a vincere in casa, e ora per toccare la maglia della Sestese gli è sufficiente stendere un braccio.
Calciatoripiù: anche se,
Marseo a comandarla, la difesa della Pietà è bella solida, l'ennesima magia stagionale di
Pucci consente a
Marco Silvestri di farla cadere; da lì in poi per il Fratres Perignano, rinforzato dagli ingressi a partita in corso (ottima la prova di
Malacarne), la strada si fa piana.
esseti
Fucecchio-Pontassieve 3-1
ARBITRO: Mattia D Agnese di Pontedera
RETI: 8' Matteoli, 17' Berhoxha, 35' Matteoli, 85' Rossi
A disposizione ci sono ancora quarantotto punti, se gioca sempre così il Pontassieve - n'è convinto Alessandro Rossi - potrà conquistarne abbastanza per salvarsi: nonostante la sconfitta, l'ultima trasferta del 2025 (per chiudere il girone d'andata manca solo la partita in casa col Fratres Perignano) lascia più di un'indicazione positiva. Ne trae a sufficienza anche il Fucecchio, che torna a vincere dopo più d'un mese (nelle ultime quattro partite aveva totalizzato giusto due punti) e prova a dare l'assalto alla zona che vale la qualificazione in coppa: dalla costa intanto arriva una buona notizia, lo Sporting Cecina è caduto in casa contro la Floriagafir. Le altre le produce una prestazione convincente, abbinata a una grande efficacia sottoporta: è implacabile Matteoli, che apre le marcature deviando in rete il traversone basso di Fanara e poco oltre la mezz'ora segna il 3-0 dopo essersi liberato davanti a Biagioli; nel mezzo, insieme alle proteste del Pontassieve per due possibili rigori non concessi a Matteo Rossi e a Fibbi, c'era stato da registrare il 2-0: lo aveva segnato Berhoxha correggendo di testa l'angolo ben calciato da Niccolò Mazzoni. Alla pausa, tanto il divario tra le due squadre, il successo del Fucecchio è già in archivio; solo nel finale il Pontassieve prova a rimetterlo in discussione col tocco di Matteo Rossi, che risolve una mischia nata da un calcio d'angolo di Macheda. Non è abbastanza per riaprire la partita, può esserlo però per far capire alla Toscana che, Natale ancora da arrivare, l'ultima posizione non può essere una condanna.
Calciatoripiù: la doppietta di Matteoli e la rete di Berhoxha consentono al Fucecchio di tornare alla vittoria.
Lampo Meridien-Bibbiena 1-1
ARBITRO: Nicolo Rubino di Valdarno
RETI: 58' Bellesi, 75' Bimbocci
Solo alla fine si saprà se l'1-1 è tornato utile a entrambe oppure no; per il momento sia la Lampo sia il Bibbiena, che a questo punteggio sembrano abbonate (è, rispettivamente, il terzo e il secondo di fila), si concedono di sperare: visto che delle squadre che stanno dietro nessuna corre e che le retrocessioni sono soltanto tre, ci sta di salvarsi a forza di pareggi. Entrambe le duellanti hanno ragioni per rammaricarsi, e dunque ragioni per essere contente: la Lampo era riuscita a passare in vantaggio nonostante l'inferiorità numerica cui per tutta la ripresa l'aveva costretta l'espulsione di Dianda; nel finale il Bibbiena spreca l'occasione per completare la rimonta. È l'epilogo d'un primo tempo che per mezz'ora fa registrare soltanto un'occasione per parte: nessuna delle due è limpida, perché Di Lorenzo calcia debole (Santini blocca) e da posizione invitantissima Giorgioni strozza l'esecuzione. La partita s'accende d'un tratto, trentotto i minuti sul cronometro: per due volte, innescato da un calcio d'angolo di Luca Mazzoni, Dianda cerca il vantaggio, negatogli prima dal palo e poi dalla difesa avversaria, che s'era stretta a protezione della linea di porta; nel mezzo d'istinto Santini neutralizza la prima ribattuta, Di Lorenzo in pedana. Alla doppia occasione sfumata Dianda reagisce nel modo peggiore: un calcettino a pallone lontano (colpo non forte, Rubino punisce il gesto) vale a lui l'espulsione e alla Lampo l'inferiorità numerica per tutta la ripresa. Dell'uomo in più a lungo il Bibbiena non riesce ad approfittare; anzi, nei venti minuti horror che si concede al riavvio consente alla Lampo di prendere fiducia e di portarsi in vantaggio: segna Bellesi, che controlla il pallone servitogli da Mattia Lucarelli dopo un dribbling secco e col mancino supera Santini. Per invertire l'inerzia d'una partita ancora rimediabile Regina pesca dalla panchina, e pesca bene: da sinistra è Biondini, uno dei neoentrati (con lui dentro anche Simone Renzetti, Alessio Gentile, Paolini e Bonelli) a confezionare il traversone che, la sponda di Giorgioni a mediare, consente a Bimbocci di battere Pinzani. Da giocare resta ancora un quarto d'ora, alla fine del quale il Bibbiena costruisce l'occasione per vincere la partita: non la sfrutta Bonelli, che calamita il pallone conteso tra Giorgioni e la difesa avversaria e col destro calcia alto dall'imbocco dell'area di porta. La Lampo, che di perdere non avrebbe meritato, respira; il Bibbiena si rammarica, eppure ci sta che alla fine un punto torni buono, buonissimo.
Calciatoripiù: Gocaj, Mattia Lucarelli, Bellesi (Lampo Meridien),
Jallow e
Biondini (Bibbiena).
esseti
San Giuliano-Sestese 3-2
ARBITRO: Edoardo Tonioli di Carrara
RETI: 52' Antoni, 60' Tarantini, 75' Athuman, 84' Esposito, 94' Pomponio
Non tutti alle terme vanno volentieri. Non ci va volentieri la Sestese, che l'anno scorso dovette accontentarsi d'un singolarissimo 5-5 e che stavolta subisce la terza sconfitta stagionale, la seconda consecutiva in trasferta dopo quella con la Floriagafir: vince infatti il San Giuliano, vince 3-2 (ma la rete che rende minimo lo scarto Pomponio la segna alla fine del recupero) e conquista la simpatia eterna delle altre squadre in lotta per il titolo; vince e regala a Nuti il primo storico successo contro un avversario che aveva affrontato tante volte e fin qui mai battuto. Anche se il punteggio matura per intero nella ripresa, già nel primo tempo s'intuisce che per la Sestese rischia d'essere un pomeriggio complicato: la fanno rabbrividire prima Tarantini, che cerca il bis della rete al Casentino e la manca d'un paio di spanne, e soprattutto Di Martino, al cui destro sottoporta Fantini s'oppone con una parata gigantesca. L'azione l'aveva avviata una punizione perfetta d'Antoni, regista sublime, che quando della ripresa sono trascorsi sette minuti scarsi segna la rete del vantaggio accompagnando da mezzala una ripartenza alimentata da Tommaso Esposito: il filtrante nel corridoio vale la convocazione davanti a Fantini, battuto con un tiro secco sotto la traversa. La Sestese sbanda, e nel giro d'otto minuti si ritrova a dover rimontare uno svantaggio doppio: infastidita dalla pressione di Tommaso Esposito, la difesa legge male un lungo rinvio e lascia rimbalzare il pallone prima al limite e poi all'interno dell'area di rigore, dove s'incunea Tarantini rapido nella conclusione che vale a lui la seconda rete consecutiva e al San Giuliano il 2-0. Contro una squadra così forte non è abbastanza: a un quarto d'ora dalla fine la Sestese dimezza lo scarto con la volée d'Athuman, che Alessandro Rossi aveva inserito da una manciata di minuti e che spedisce in porta il traversone di Menchetti prolungato dalla spizzata di Verzicco. È lecito attendersi l'arrembaggio della Sestese, che invece naufraga sull'ennesima giocata mastodontica di Tommaso Esposito: è lui, servito spalle alla porta e forte tanto da andare via in velocità e calciare di potenza il pallone nell'angolo, a riportare doppia la misura del vantaggio. Lo resta fino al 94', quando in mischia (Raugi, che era uscito per abbrancare un traversone, perde il possesso dopo un contatto forse con un avversario, forse - più probabile - con un compagno) Pomponio segna la rete del 3-2. Non è abbastanza per evitare la sconfitta: vince il San Giuliano, e in almeno tre angoli della Toscana (forse quattro?) in silenzio si fa festa.
Calciatoripiù: la rete d'
Athuman non basta alla Sestese per evitare la terza sconfitta in campionato; di fatto gliela infligge la settima rete stagionale di
Tommaso Esposito, che entra anche nell'1-0 (assist vincente) e nel 2-0 (presenza decisiva) e che così costringe
Lila, autore d'una prova perfetta, ad accontentarsi del secondo posto tra i migliori d'una partita che a San Giuliano si racconterà a lungo.
esseti
Sporting Cecina-Floriagafir Bellariva 1-2
ARBITRO: Gabriele Piccarreta di Pisa
RETI: 5' Zazzeri, 22' La Greca, 80' Serrini
Alcune verità sono evidenti anche immerse nel silenzio, e dunque anche se nessuno lo dice sono enormi i rimpianti della Floriagafir per la rete subita nel recupero della partita con la Pietà: se Cocci non avesse segnato e tutto ciò che è successo dopo fosse rimasto identico (difficile, è la vecchia storia del battito d'ali e del terremoto), il campionato avrebbe una nuova regina. S'è ridotto all'importo minimo, infatti, il distacco dalla Sestese caduta a San Giuliano; minimo perché dopo più di due mesi lo Sporting Cecina torna a perdere (1-2) al Rossetti, dov'era reduce da quattro vittorie consecutive, e lascia tre punti a una delle squadre che per solidità, brillantezza e costanza più stanno impressionando la Toscana. Per vincere però la Floriagafir ha avuto bisogno di rimontare, perché lo staff avversario la partita l'aveva preparata benissimo, e insieme alla partita aveva preparato benissimo gli schemi sui calci da fermo: è efficace quello che, appena cinque i minuti sul cronometro, vede il velo di Cerri far filtrare l'angolo di Tei verso il limite dell'area di rigore, da dove il mancino di Zazzeri (settima rete in campionato, score eccellente per un terzino) schiocca il pallone sotto l'incrocio più lontano. Su un altro calcio d'angolo la Floriagafir rischia la capitolazione anticipata: dell'esecuzione stavolta s'incarica Castelli da destra, e perché il suo mancino a rientrare non finisca direttamente tra i pali c'è bisogno dell'opposizione di Fanticelli in prossimità della linea di porta. L'episodio, venti esatti i minuti sul cronometro, segna la fine del frangente in cui mantenendo un ritmo infernale lo Sporting Cecina s'era fatto preferire, e avvia la rimonta della Floriagafir: l'antipasto lo serve la giocata di Benucci, che liberato spalle alla porta da un traversone d'Ermini Polacci sceso sulla corsia destra riesce a disegnare una sorta di pallonetto respinto dalla parte alta della traversa. Di rammaricarsi la Floriagafir non ha neppure il tempo: lo Sporting Cecina allontana male la punizione che Piccarreta fischia sulla trequarti di lì a qualche secondo, e sul traversone profondo di Mosconi s'inserisce bene La Greca, che sbuca sul secondo palo e di testa batte Bendinelli. Raggiunto sull'1-1, a tre minuti dalla pausa lo Sporting Cecina costruisce l'occasione migliore per tornare avanti: non la sfrutta Tei, che Lega aveva servito in profondità dopo aver calamitato un rinvio storto di Raggi e che dai venti metri manca la porta d'una spanna. Di qui alla fine è l'unica circostanza in cui la Floriagafir rischia; se ai pochi rischi s'aggiunge l'efficacia sottoporta, vincere diventa quasi scontato: a dieci minuti dalla fine Bendinelli, che in avvio di ripresa s'era ben opposto al tiro di Mosconi dalla distanza, deve arrendersi alla fuga di Serrini, che sfrutta l'invito di Fanticelli in campo aperto per accentrarsi da destra e col mancino trovare l'incrocio dei pali. È una rete splendida per l'esecuzione e pesantissima per il significato: oltre a espugnare il Rossetti, impresa che nel girone d'andata è riuscita solo a Sestese e Lastrigiana (allora però faceva caldo, c'era la gente ancora sulla spiaggia), la Floriagafir vede vicinissima la testa della classifica; e anche se nessuno lo dice, quando il girone d'andata sta per esaurirsi non pensarci inizia a diventare impossibile.
Calciatoripiù: Castelli, Cerri (Sporting Cecina),
La Greca, Fanticelli (Floriagafir)
esseti
Casentino Academy-Affrico 1-1
RETI: 53' Camara, 60' Ala
Solo a uno sguardo superficiale quella dell'Affrico sembra un'occasione sprecata; lo può sembrare, perché i risultati del sabato avevano reso la Sestese avvicinabilissima, e perché l'avversaria di giornata non riesce a vincere da settembre. Invece a rammaricarsi per l'1-1 finale è soprattutto il Casentino Academy, che s'è visto rimontare l'iniziale rete di vantaggio e soprattutto all'85' ha cestinato il rigore del possibile successo: lo neutralizza Mugnaini, che l'aveva provocato travolgendo Bartolini e che sul rilancio avvia un contropiede per interrompere il quale Fiacchini si gioca un fallo intelligentissimo. È l'epilogo d'una partita che nel primo tempo aveva visto l'Affrico manovrare meglio e però faticare ogni volta che cercava di trovare sbocchi in verticale, e il Casentino due volte vicino alla rete: in entrambi i casi al centro della scena c'è Dei, il cui rasoterra Mugnaini neutralizza (15') e il cui colpo di testa Shehade intercetta prima che possa assumere profili di pericolo. Ben più ricca d'episodi è la ripresa, aperta dall'1-0 quando dal riavvio sono trascorsi sette minuti e qualche cosa: segna Camara, che l'azione di ripartenza l'aveva avviata con un lancio per Chianucci e che la conclude dopo aver ricevuto il pallone di ritorno a chiudere un triangolo ampio. Il nuovo parziale regge giusto fino all'ora di gioco, poi l'Affrico pareggia: con un movimento perfetto Ala taglia sul primo palo, e incrocia sul secondo il traversone rasoterra di Termini sceso sulla corsia sinistra. L'1-1 cambia l'inerzia della partita, che ora vede l'Affrico attaccare fortissimo alla ricerca del raddoppio: glielo negano il palo (aveva calciato Termini, e aveva calciato bene) e Borghini, decisivo sui colpi di testa d'Iania e di D'Onofrio smarcati l'uno da un angolo di Nutini, l'altro da una punizione di Galgano. Il Casentino difende il pareggio e a cinque minuti dalla fine confeziona un'occasione mastodontica per tornare in vantaggio: Eva Lisi, imprecisa in più circostanze ma attenta in quest'episodio, valuta fallosa l'uscita di Mugnaini su Bartolini, che aveva catturato la respinta imperfetta su una punizione rasoterra dal limite dell'area; l'aveva calciata Lorenzo Pollio, che s'incarica del rigore e che se lo fa parare. Sul rilancio Ala scappa in ripartenza tre contro due: ai venti metri Fiacchini si gioca il fallo che evita che l'azione produca pericoli maggiori. È il sigillo sull'1-1, e nessuna delle due squadre ha grandi ragioni per esserne soddisfatta.
Calciatoripiù:
Borghini (Casentino Academy) e
Nutini (Affrico).
esseti
Lastrigiana-Mobilieri Ponsacco 2-1
RETI: 23' Moccia, 65' Fenza, 97' Panettella
LASTRIGIANA: Glielmi, Finelli, Grevi, Giotti, Maxharri, De Pascalis, Niccolai, B. Aldighieri, Canale, Pezzano, Moccia. A disp.: Lascialfari, Semeraro, Fenza, Gomma, Bindi, Fè, Manescalchi, Burroni. All.: Giovanni Mollica - Filippo Fanfani.
MOB. PONSACCO: Becherini, Fanteria, Tuntoni, Cavallini, Ribechini, Biondi, Cappello, Marchetti, S. Landi, Panettella, Leotta. A disp.: Matassi, Gurabardhi, L. Nesti, Silvi, M. Viviani, A. Viviani, Panicucci, M. Calloni, Bianchi. All.: Stefano Vuono.
ARBITRO: La Rosa di Firenze
RETI: 23' Moccia, 65' Fenza, 97' Panettella.È pesantissima la terza vittoria stagionale della Lastrigiana, la seconda consecutiva dopo quella col Maliseti; pesantissima perché davanti c'era il Ponsacco, che sconfitto 2-1 scivola a meno sei. L'incontro si sblocca a metà del primo tempo, sulla pressione alta di Canale, che interrompe il possesso avversario e allarga per Pezzano: l'azione si completa col servizio per Moccia, che smarcato ai tredici metri spiazza Becherini. L'1-0 scavalla intatto la pausa e intatto arriva alle soglie dell'ultimo quarto, poi la Lastrigiana raddoppia: segna Fenza, entrato da poco a presidio della corsia destra, che calciando in porta massimizza il servizio offertogli da Grevi con un traversone da sinistra. Con uno sviluppo simile, stavolta Canale di testa a stoccare, la Lastrigiana troverebbe anche la terza rete: non la convalida La Rosa, che fischia un fuorigioco dubbio. Dunque il vantaggio non resta più che doppio, e alla fine d'un recupero extralarge il Ponsacco accorcia: Panettella combina con Silvi, brucia Maxharri e batte Glielmi. Non c'è tempo per altro: la Lastrigiana vince e scappa dalla zona incandescente.
Calciatorepiù: Grevi (Lastrigiana).
Commento di : calciopiu