Mobilieri Ponsacco-Maliseti Seano 1-1
MOBILIERI PONSACCO: Becherini, Fanteria, Biondi, Ribechini, Cavallini, Landi S., Meioli, Silvi, Calloni, Panettella, Leotta. A disp.: Matassi, Tuntoni, Panicucci, Marchetti, Cogliano, Viviani, Cappello, Viviani, Esosa. All.: Vuono Stefano
MALISETI SEANO: Mura, Barlumi, El Amri, Guastamacchia, Libiu, Monti, Moretti S., Demiri, Guizzaro, Sarno, Petracchi. A disp.: Fiordi, Arcioni, Belli, Gurra, Micheloni, Ruggiero, Serra, Varrosi. All.: Masi Jacopo
ARBITRO: Tommaso Guarguaglini di Livorno
RETI: 12' rig.Panettella, 63' rig. Sarno
Un punto può far comodo, può far comodo a entrambi. Può far comodo al Ponsacco, che resta davanti e conserva l'imbattibilità per la quarta partita di fila; e può far comodo al Maliseti, che mantiene il vantaggio nel doppio confronto (non è vero che non serve a niente: serve se pari arrivano non due squadre, ma di più) e soprattutto aggancia la Lastrigiana nella posizione che oggi varrebbe lo spareggio salvezza. Dunque è facile spiegare perché dopo l'1-1 (è il 63', alla fine manca mezz'ora) s'addormenta una partita nata su presupposti diversi: a freddo Sarno costringe Becherini a una parata complessa, replica subito Panettella conquistando e trasformando il rigore che porta il Ponsacco in vantaggio. Per evitare la sconfitta il Maliseti è costretto a ripensare il proprio approccio già al quarto d'ora: è inevitabile una maggior intraprendenza offensiva, che però fino alla pausa produce soltanto un tiro di Guastamacchia ben neutralizzato da Becherini. Efficaci sono anche le parate con cui nella seconda parte del primo tempo Mura impedisce a Marco Calloni e due volte a Panettella d'appesantire lo scarto, che resta minimo anche nel primo quarto d'ora della ripresa: è decisivo l'istante di ritardo con cui Cavallini approda su due calci d'angolo crossati profondi. Alla pressione avversaria il Maliseti replica conquistando il rigore del pari: lo segna Sarno, ottimizzando il fallo che Petracchi subisce da Ribechini. Da giocare resta ancora mezz'ora, ma si potrebbe far festa qui: il Maliseti sfrutta la propria fisicità per rendere sterile il possesso del Ponsacco, più talentuoso soprattutto in mediana, e tenendo sgombra l'area di rigore riduce al minimo i pericoli per Mura. L'1-1 è impossibile da scalfire: fra tre mesi si saprà a quale delle due rivali avrà fatto comodo, o se avrà fatto comodo a entrambe.
Calciatoripiù: per un'ora, finché il rimescolamento dovuto alla sostituzione di Libiu non lo costringe ad arretrare nella vecchia posizione di centrale difensivo, in mediana
Monti Guarnieri (Maliseti Seano) ingaggia una battaglia stellare con
Silvi e
Leotta (Mob. Ponsacco).
esseti
Bibbiena-Affrico 1-0
BIBBIENA: Santini, Chiarini, Luca, Renzetti, Jallow, Zavagli, Moncini, Cappuccini, Giorgioni, Vella, Bonelli. A disp.: , Chiti, Ferrini, Ciabatti, Gentile, Biondini, Sagno, Bandelloni, Paolini. All.: Regina Alessandro
AFFRICO: Mugnaini, iania, Agosti, Gianassi, Shehade, D Onofrio, Traore, Palazzini, Morelli, Ala, Termini. A disp.: Lombardi, Bahry, Sciulli, Guerrini, Nutini, Tinelli, Donigaglia, Nunziati, Migliorini. All.: Gori Filippo
ARBITRO: Lorenzo Petrelli di Arezzo
RETI: 21' Giorgioni
In casa è la terza vittoria di fila, e considerato il valore dell'avversario è un'autentica impresa per qualità, atteggiamento tattico, tenuta atletica, capacità di gestione della partita e consapevolezza complessiva. Insomma, il Bibbiena che batte di misura l'Affrico (1-0, decide Giorgioni) è una squadra in crescita malgrado le assenze di Goretti, Senesi (stagione finita) e Bimbocci, cui la squadra augura una rapida guarigione, e gli fa sapere che lo aspetta più forte di prima. Il Bibbiena disputa il miglior primo tempo della stagione per corsa, aggressività e chiarezza di idee; nell'arco dell'intera partita l'Affrico, pur mostrando intatte la qualità che lo caratterizzano, riesce a creare solo due occasioni, frutto soprattutto di errori individuali degli avversari. La partita s'accende al quarto d'ora, quando l'aggressività nella pressione consente al Bibbiena di imbastire una ripartenza: in pedana si porta Giorgioni, che calcia a centimetri dalla porta. Segue, quasi immediata, la risposta dell'Affrico su una cattiva lettura di Santini salito sulla trequarti: Ala non sfrutta l'occasione offerta dalla porta sguarnita e si perde in una serie di dribbling senza esito. Il Bibbiena prende fiato e torna ad attaccare: Giorgioni chiama Mugnaini a un intervento strepitoso (20'). Il punteggio si sblocca sul calcio d'angolo che segue: a prevalere è la testa di Giorgioni, che tra andata e ritorno realizza all'Affrico la rete numero tre. È la svolta di una partita che nel primo tempo non produce altre occasioni; nella ripresa l'Affrico mostra altro piglio, ma rischia intorno all'ora di gioco, quando Moncini si libera sulla corsia laterale e dal fondo serve Giorgioni, che però complice una deviazione calcia male e favorisce la parata di Mugnaini. Il punteggio dunque resta in bilico, e al 75' l'Affrico sfiora il pareggio: sporcato da un paio di deviazioni, sbatte sulla traversa l'angolo calciato da Ala. È lui il protagonista anche dell'ultima occasione, quella che introduce il lungo recupero (sette minuti, resterà da registrare solo l'espulsione d'Agosti per proteste): si spegne sul fondo il suo tiro che dopo lo stop orientato lo sviluppo dell'azione aveva presentato come un rigore in movimento. Il Bibbiena ricomincia a respirare, e al respiro mischia l'esultanza: una vittoria contro un avversario così forte impreziosisce una stagione il cui traguardo si vede sempre più vicino.
Calciatoripiù: Giorgioni, Alessandro Chiarini, Simone Renzetti, Cappuccini (Bibbiena),
Mugnaini, Ala e
Palazzini (Affrico).
A.G.
Floriagafir Bellariva-Lampo Meridien 4-0
FLORIAGAFIR BELLARIVA: Raggi, Nahi, Benvegnu, Fanticelli, Mosconi, Lenzi, Ermini Polacci, La Greca, Labiad, Giannone, Serrini. A disp.: Prelashi, Soliman, Buiani, Galietta, Benucci, Gori, De Simone, Landolina, Gashi. All.: Bertuccio Marco
LAMPO MERIDIEN: Mariotti, Fiori, Vannini, Vannini, Faratro, Pellegrini, Mazzoni, Musumeci, Attinasi, Califano, Bellesi. A disp.: Pinzani, Noka, Gokaj, Baldini, Lucarelli, Bettaccini, Cortesi, Botti, DUlivo. All.: Giorgetti Mirko
ARBITRO: Luca Papale di Arezzo
RETI: 42' Ermini Polacci, 47' Ermini Polacci, 82' Giannone, 93' De Simone
Sei è due volte tre, quindi due volte la perfezione. C'è una bellezza strutturale nel vantaggio che, due terzi di stagione ormai alle spalle, la Floriagafir costruisce grazie alla combinazione tra il 4-0 sulla Lampo Meridien, piegata con uno scarto troppo penalizzante, e la frenata della Sestese a Perignano; c'è una bellezza strutturale che ha una ricaduta pratica in un aspetto concretissimo: sei punti rendono indolore un'eventuale sconfitta nelle nove partite che mancano all'ultima giornata. Il primo obiettivo è tenerne sgombre quante più possibile delle prossime sei (Forte dei Marmi, Affrico e Ponsacco in casa; Maliseti, Bibbiena e Pontassieve fuori): la settima è lo scontro diretto, che un vantaggio cospicuo consentirebbe d'affrontare con due risultati buoni su tre, forse addirittura due e mezzo. A tutti questi calcoli la Floriagafir non pensa, perlomeno non ancora: rischierebbero di distrarla da un sogno che nessuno aveva pronosticato all'inizio d'una stagione nella quale ora è la favorita principale. Come tale l'affrontano tutte le avversarie: Giorgetti, che a vincere un campionato sa come si fa, aveva preparato una trappola perfetta, disinnescata soltanto a un metro dalla pausa. Fin lì, quarantadue i minuti sul cronometro di Papale, la Floriagafir non era riuscita a calciare verso la porta; tre volte invece ci aveva provato la Lampo, due con Bellesi in diagonale e una con Luca Mazzoni, più sfortunati che imprecisi. Lo 0-0 sembra ormai destinato a raggiungere intatto la ripresa nel momento in cui la retroguardia della Lampo legge male un lungo rinvio di Raggi e lascia alle proprie spalle una letale trentina di metri: ci s'avventura Ermini Polacci, che affronta Mariotti e lo supera con un lob eccellente. Interprete fin lì d'una partita perfetta, la Lampo sbanda, e sbandando rischia di concedere alla capolista il raddoppio immediato: lo manca Benucci, che servito sul disco del rigore dal milionesimo traversone stagionale di Serrini calcia alto a colpo sicuro. Il rammarico della Floriagafir regge giusto per la durata della pausa, alla fine della quale il raddoppio prende forma: anche questo lo segna Ermini Polacci, che da una decina di metri si serve del destro per calciare in porta il pallone sceso nella sua zona dopo una rimessa laterale di Mosconi sporcata ma non allontanata dalla difesa avversaria. Ora per la Lampo sono due le reti da rimontare, e restano due anche sull'attacco di Califano: in uscita gli s'oppone Raggi, per un fallo sul quale di lì a poco Papale espelle Bellesi con una decisione a lungo contestata. Oltre al doppio vantaggio, la Floriagafir ora beneficia di un uomo in più: ne fa poco conto la Lampo, che cerca di riaprire la contesa col lob di Botti buono per tecnica e traiettoria ma non abbastanza rapido da impedire a Raggi di recuperare la posizione. Resta comunque un segnale limpido dei pericoli che la Floriagafir può correre se non chiude la partita: il messaggio lo decritta bene Giannone, cui a otto minuti dalla fine il traversone di Lorenzo Gori da destra consente di calciare con l'interno collo sotto la traversa. È il 3-0, cui nel recupero segue un'altra rete: la segna De Simone, che approfitta del filtrante splendido di Galietta e batte Mariotti una volta vinta la sfida in velocità con la retroguardia avversaria. Punteggio troppo pesante per la Lampo, il 4-0 è un promemoria limpido: ora, è il messaggio, non conta più chi è outsider e chi no, ora i pronostici li fa la classifica.
Calciatoripiù: la doppietta d'
Ermini Polacci spezza a favore della Floriagafir una partita che grazie alle giocate di
Bellesi (gran peccato l'espulsione) la Lampo stava interpretando benissimo.
esseti
Fratres Perignano-Sestese 1-1
FRATRES PERIGNANO: Calloni, Gentile, Celi, Pirrone, Rofi, Silvestri M., Ben Toraa, Chiarini (3), Piccirilli, Pucci, Riccomi. A disp.: Mazzetti, Lepri, Malacarne, D Angelo, Nieddu, Karaj, Colangelo, Silvestri Y., Falleni. All.: Lucarelli Massimo
SESTESE: Fantini, Napolitano, Scarpelli, Pecori, Gaffarelli, Papucci, Patrignani, Menchetti, Bravi, Nesti, Zei. A disp.: Tabani, Athuman, Biscardi, Cesarano, Ferro, Gusciglio, Pomponio, Verzicco, Riboli. All.: Rossi Alessandro
ARBITRO: Giacomo Lambardi di Piombino
RETI: 20' Pucci, 58' Scarpelli
All'andata perse, e gli concesse il sorpasso e il primo posto in classifica; stavolta contro il Fratres Perignano, che rompe la striscia negativa avviata dopo Natale, la Sestese riesce quantomeno a evitare la sconfitta. Non che l'1-1 ottenuto in rimonta fornisca molti motivi per festeggiare: la Floriagafir scappa a più sei, un divario da ridurre prima dello scontro diretto che aprirà la primavera. Prima d'arrivarci c'è ancora un po' di tempo, non abbastanza però per consolidare l'ipotesi che nella battaglia possano entrare altre squadre: perdendo a Bibbiena l'Affrico è scivolato a dieci punti dalla vetta; ancora più indietro, a meno quattordici, è il Fratres Perignano, che paga un mese intero senza vittorie. La striscia negativa s'allunga nonostante l'ottimo avvio: più dello spunto di Riccomi, chiuso a freddo da Papucci, incide la punizione che al 20' Pucci calcia sopra la barriera e sotto l'incrocio dei pali. È l'episodio che rompe l'equilibrio: al primo tiro subito nello specchio la Sestese, che sullo 0-0 aveva cercato il vantaggio con Menchetti (palo sfiorato, ma dalla parte sbagliata) e con Patrignani, murato dalla difesa avversaria, si ritrova a rincorrere. Nel giro di cento secondi la rincorsa potrebbe farsi durissima: parando la seconda punizione di Pucci, che cercando la sorpresa aveva cambiato palo, Fantini tiene la pendenza ancora tollerabile. La strada torna in piano al quarto d'ora della ripresa, sugli sviluppi d'un calcio d'angolo che Gianluca Nesti crossa carico d'effetto e che la difesa del Fratres Perignano respinge senz'allontanare: sottoporta Scarpelli firma la prima rete personale in campionato. Il pari raggiunto è uno dei due fattori che spingono la Sestese a confidare nella rimonta completa; l'altro è la superiorità numerica dovuta all'espulsione di Piccirilli, che Lambardi ammonisce per la seconda volta sanzionandolo per una presunta simulazione nel cerchio centrale. Ora, anche se sa che così svanisce ogni possibilità residua di rilanciarsi per le posizioni di vertice, il Fratres Perignano deve accontentarsi del pari: la missione di difenderlo va a buon fine, perché nella frammentatissima - troppi fischi, esagerati - mezz'ora che resta da giocare solo due volte la sua difesa lascia spazi alla Sestese, e calciando a lato non li sfruttano né Pomponio né Patrignani. Dal Matteoli niente più dell'1-1 viene fuori: ne beneficia non chi ha rimontato né chi in dieci è riuscito a non perdere, ma chi a entrambe sta davanti, e ora lontana o lontanissima.
Calciatoripiù: Pucci (Fratres Perignano),
Zei, Papucci (Sestese).
esseti
Pontassieve-Forte Dei Marmi 2015 2-1
PONTASSIEVE: Biagioli, Francalanci, Casci, Misuraca, Rosetti, Giudice, Rossi, Urbinati, Taiti, Macheda, Fibbi. A disp.: Decoro, Baggiani, Unitulli, Carlucci, Brogi, Mati, Piccioli, Tesi . All.: Marchionni Marco
FORTE DEI MARMI 2015: Dazzi, Torcigliani, Curcio, Tonarelli, Rolla, Passalacqua, Darzeza, Fommei, Marcellusi, Anghele, Spadoni. A disp.: Lombardi, Borghini, Simonini L., Ceru, Frandi, Cecchini, Barducci, Del Bucchia. All.: Tedeschi Davide
ARBITRO: Nicola Cerofolini di Arezzo
RETI: 33' Fibbi, 44' rig.Rossi, 86' Tonarelli
Nessuno s'azzardi a darlo per finito: battendo 2-1 il Forte dei Marmi, che continua a patire l'assenza di Makhlouf per squalifica, il Pontassieve ribadisce alla Toscana che né all'ultima piazza né alla retrocessione anticipata s'è rassegnato. La partita s'accende subito, con uno schema con cui il Pontassieve prova a capitalizzare una delle prime punizioni fischiate da Cerofolini: Macheda batte forte su Dazzi alla ricerca di Matteo Rossi, che liberatosi dalla marcatura e favorito dal blocco di Fibbi cerca la deviazione a rete, senza trovarla per centimetri. Con una punizione - Passalacqua la batte rapidamente - replica il Forte dei Marmi: Spadoni cerca subito la via della porta, murata dal ritorno di Rosetti, che con una diagonale perfetta concede solo l'angolo. Sui suoi sviluppi Biagioli è costretto al primo intervento della partita: ci vuole la sua smanacciata per evitare il gol olimpico. Il Forte dei Marmi continua ad attaccare con una manovra avvolgente, fatta di scambi di prima tra i tre attori offensivi; uno di questi porta Marcellusi davanti a Biagioli, che però non ha bisogno dell'ausilio dei guantoni: da dietro, qualche passo fuori area, Giudice affonda un tackle che vale una serie prolungata di proteste (in caso di fischio l'espulsione sarebbe stata doverosa, chiara l'occasione da rete) e che però Cerofolini considera regolare. Nella dinamica della partita è un episodio che pesa, perché alla mezz'ora il Pontassieve si porta avanti: all'altezza della linea mediana Urbinati raccoglie l'eccellente sponda volante di Taiti, avanza indisturbato a lunghe falcate fino al limite dell'area di rigore e poi serve Fibbi, che di prima intenzione si serve dell'interno destro per firmare la rete del vantaggio. Trovato l'1-0, il Pontassieve cerca subito il raddoppio: dell'azione è protagonista ancora Fibbi, dirompente nella discesa sull'out destro, alla quale segue un traversone basso contenuto dalla difesa. Il raddoppio è rinviato alla fine del primo tempo: il pericolo nasce da un calcio d'angolo che Macheda calcia sul primo palo, dove un difensore dei Forte dei Marmi s'oppone con un braccio. Per Cerofolini il tocco è punibile: del calcio di rigore s'incarica Matteo Rossi, che con l'interno destro spiazza Dazzi e fa 2-0. Per il Pontassieve però neppure il doppio vantaggio offre un margine rassicurante; non lo offre perché in avvio di ripresa Fibbi si rende protagonista di una reazione a pallone lontano, ed espulso lascia il Pontassieve in inferiorità numerica. Dell'uomo in più il Forte dei Marmi cerca subito d'approfittare: Curcio calamita un calcio d'angolo respinto dalla difesa e cerca la porta, ben protetta da Biagioli. Resta a lungo l'unico pericolo per il Pontassieve, che al 78' sfiora il tris in ripartenza: Piccioli scappa alla marcatura leggera di Tonarelli, vola verso la porta e sbatte su Dazzi, che respinge coi piedi e in due tempi evita la ribattuta di Urbinati da distanza ravvicinata. Dunque lo scarto resta doppio, e all'86' il Forte dei Marmi lo dimezza: l'angolo di Passalacqua (efficace la traiettoria stretta) trova sul secondo palo Tonarelli, che da breve distanza segna di testa la rete del 2-1. È l'avvio di una possibile rimonta che però resta solo virtuale: anche se ridotto in dieci il Pontassieve difende la vittoria, la terza stagionale, grazie alla quale accorcia sul Casentino penultimo e sulla coppia Maliseti-Lastrigiana.
Calciatoripiù: Misurarca, Rosetti, Urbinati (Pontassieve),
Tonarelli (Forte dei Marmi).
Alessandro Buffi
San Giuliano-Lastrigiana 3-2
SAN GIULIANO: Ria, Matteini, Buselli, Di Martino, Antoni, Mazzoncini, Lila, Dessi, Esposito, Cortopassi, Tarantini. A disp.: Raugi, Nicoletti, Lovo, La Monica, Accorsini, Cecchini, Di Ciolo, Hoxha C. . All.: Nuti Fabrizio
LASTRIGIANA: Glielmi, Gomma, Maxharri, Bindi, Manescalchi, Fenza, Finelli, Pezzano, Semeraro, Gracci, Giotti. A disp.: Lascialfari, Aldighieri, Canale, Fe, Sollazzi, Burroni, Moccia, . All.: Mollica Alessandro
ARBITRO: Francesco Trebbi di Pisa
RETI: 25' rig. Pezzano, 48' Antoni, 60' rig.Esposito, 88' Burroni, 94' Di Ciolo
Così fa più che male: così è straziante. Il 3-2 matura al 94', dettaglio che già di per sé sarebbe sufficiente a descrivere l'intensità del dolore percepito dalla Lastrigiana; se ci s'aggiunge che l'ottava sconfitta stagionale equivale all'aggancio del Maliseti, e quindi di nuovo all'effetto calamita in zona retrocessione, e che la rete del 2-2 Burroni l'aveva segnata due minuti prima che s'esaurisse il tempo regolamentare, le lacrime - di rabbia, di dispiacere e di paura - sono legittime. Ha tutt'altro umore il San Giuliano, che domani si presenterà a Lamporecchio per provare a chiudere la pratica salvezza con dieci turni d'anticipo: alla vigilia del recupero che gli consentirà di rimettersi in pari con tutte le avversarie lo scarto sulla zona brutta è salito a dieci punti. È difficile pensare che nelle prossime settimane il contesto cambierà così tanto da far scattare qualche allarme; a sentirli suonare ormai s'è rassegnata la Lastrigiana, che prova a indirizzare a proprio favore la nervosissima partita del Bui: il punteggio si sblocca alla prima vera occasione, il rigore che Coverini concede per un tocco di mano di Buselli (prima controlla col petto, il braccio però è largo: ci vorrebbe un milione di replay per capire se si tratta o no d'autogiocata) e che Pezzano trasforma nel vantaggio (25'). È lo 0-1, che valica intatto la pausa: non sfonda il San Giuliano, non sfonda nonostante un tiro di Tarantini sopra la traversa (ci aveva già provato sullo 0-0, esito identico) e un traversone da destra che Tommaso Esposito non riesce a spingere in porta. Per il pareggio è necessario attendere l'avvio della ripresa e un altro episodio delicato, stavolta a colori invertiti: ora protestare tocca alla Lastrigiana, che a Coverini contesta sia la ricostruzione geometrica - pallone già in porta, e dunque 1-1, sull'angolo calciato da Antoni a rientrare - sia una valutazione tecnica, niente carica su Glielmi parso più che in ritardo. Le proteste si riaccendono una dozzina di minuti più tardi, stavolta però meno giustificate: è fuori tempo il tackle di Gomma, corretta la decisione di concedere il rigore che Tommaso Esposito converte nel 2-1. Il fallo l'aveva subito Tarantini, che con la giocata che inaugura l'ultimo quarto prova a chiudere la partita: gli fa opposizione il palo, su cui sbatte il pallone colpito in acrobazia. Non ha fortuna neppure Tommaso Esposito, che calciando a giro dal limite dell'area di rigore sbocconcella la traversa: in pedana l'aveva invitato Di Ciolo, che cinque minuti più tardi vede evaporare sull'uscita di Glielmi il terzo tentativo buono per il doppio vantaggio. La poca concretezza nel momento di maggior difficoltà degli avversari il San Giuliano la paga all'88': la Lastrigiana pareggia grazie a Burroni, che risolve una mischia nata sottoporta da una rimessa laterale spizzata senza volerlo da Buselli. La rete riporta l'equilibrio in campo e accende la bagarre in tribuna, che s'infiamma così tanto da indurre Coverini a non far riprendere la partita per un paio di minuti, fors'anche tre. Quando la situazione si placa e il gioco riprende la Lastrigiana non sa come ritrovare la concentrazione, e d'improvviso precipita di nuovo in svantaggio, stavolta per rimanerci: scattato in posizione sospetta, situazione che scatena di nuovo un bel po' di polemiche, Di Ciolo sfrutta il lancio d'Antoni per violare da sinistra l'area di rigore e col destro spedire il pallone nell'angolo lontano. È il 3-2, il nuovo vantaggio del San Giuliano, stavolta definitivo: la Lastrigiana perde, perde e si ritrova di nuovo risucchiata in zona retrocessione. Più di tutto pesa un fattore: la vittoria le manca dal 15 dicembre, nelle sei partite successive il contatore propone tre punti appena.
Calciatoripiù: alla lunga il San Giuliano vince la partita grazie al predominio della mediana, nella quale sfrutta il talento limpido d'
Antoni e la corsa di
Dessì, di nuovo titolare dopo lo stop forzato.
esseti
Sporting Cecina-Fucecchio 1-1
SPORTING CECINA: Cionini, Ricciardi, Zazzeri, Cerri, Sola, Lega, Castelli, Manetti, Londi, Dragone, Gabriellini. A disp.: Bendinelli, Battini, Dardar Y., Dardar E., Tei, Tarrini, . All.: Magri Alessandro
FUCECCHIO: Gori, Carfagna, Donzelli, Ciardelli, Bartoli F., Berhoxha, Matteoli, Fanara, Gjoni, Di Donfrancesco, Nuti. A disp.: Guidi, Squarcini, Paradiso, Mazzoni, Pieragnoli, Morelli, Diviggiano, Gatto. All.: Roncucci Federico
ARBITRO: Roberto Niccolai di Piombino
RETI: 12' Autorete, 87' Battini
Anche se l'ha ottenuto in casa, se così prolunga la striscia di partite senza vittorie e se abbandona il quinto posto, ora occupato in solitudine dalla Pietà, è lo Sporting Cecina ad apprezzare di più il punto che scaturisce dall'1-1 con cui si chiude il mese di gennaio; lo apprezza sia perché tiene dietro il Fucecchio, che battendo il Perignano s'è rilanciato in chiave coppa, sia perché perdeva fino a tre minuti dalla fine. Serve infatti uno degli ultimi assalti per ristabilire l'equilibrio frantumatosi dopo una dozzina di minuti, nei quali il Fucecchio aveva costruito le premesse per il vantaggio: non si possono descrivere con altre parole i due traversoni di Gjoni, sempre da sinistra, prima per il colpo di testa di Saverio Nuti (pallone alto da distanza ravvicinata), poi per il doppio tentativo di Ciardelli, cui s'oppongono in sequenza Cionini e Lega a ridosso della linea. Il contrattacco dello Sporting Cecina, pericoloso con la punizione che da destra Ricciardi pennella in area di rigore e che di testa Londi anticipando Gabriele Gori non corregge abbastanza, è soltanto un'illusione: lo è perché al 12' Cionini, tradito dal riflesso del sole già abbastanza basso sull'orizzonte, legge malissimo il traversone di Donzelli sceso sulla corsia sinistra, così male da trasformarlo nell'autorete dello 0-1. L'episodio aggrava le difficoltà dello Sporting Cecina, che tra il 18' e il 20' rischia di subire la rete del raddoppio: la mancano Di Donfrancesco, che stacca bene sulla punizione tagliata di Matteoli ma non trova il bersaglio, e Fanara, invitato al taglio dal filtrante di Donzelli e costretto a sbattere su Cionini. Per scuotersi lo Sporting Cecina ha bisogno di valicare la mezz'ora e d'accendere il mancino di Zazzeri, che nel giro di cinque minuti sfiora due volte il pari sugli sviluppi di due punizioni: la prima, dal vertice destro dell'area di rigore, la calcia diretta sulla traversa; sullo sviluppo della seconda sfrutta lo schema chiamato da Ricciardi per convocare Gabriele Gori a una parata complessa. È più semplice ma altrettanto efficace quella con cui Cionini manda in archivio il primo tempo: non è angolatissimo il destro di Saverio Nuti sul traversone di Fanara, facile neutralizzarlo una volta indossato il cappello con la tesa. Non ce n'è bisogno, invertite le metà campo, dopo la pausa, cui segue subito un'altra parata, stavolta notevole: dal secondo palo Ciardelli aveva potuto deviare in solitudine la punizione che da destra Fanara aveva fatto scendere sulla sua testa. Al nuovo pericolo lo Sporting Cecina dà l'impressione di reagire bene (nel giro di due minuti Gabriele Gori respinge il tiro che Manetti aveva scoccato col mancino da una ventina di metri, Londi cestina l'invito di Zazzeri non facendo seguire al movimento splendido un tiro efficace), poi però si ritrova a sbattere con costanza sulle chiusure disposte dal Fucecchio, che fino all'87' non concede neppure un pertugio: nel primo che si schiude sull'ennesimo traversone di Ricciardi respinto dalla difesa s'infila il pallone calciato angolatissimo da Battini dal limite dell'area di rigore. È l'1-1, che nonostante il poco tempo ancora da giocare rischia di non arrivare intatto all'ultimo fischio di Niccolai: per impedire al Fucecchio di tornare in vantaggio serve un'altra parata formidabile di Cionini, decisivo su Gjoni servito a rimorchio dal traversone rasoterra di Diviggiano. È l'epilogo d'una partita che insieme all'1-1 consegna agli atti un'informazione preziosa: agli errori c'è (quasi) sempre modo di rimediare.
Calciatoripiù: allo 0-1
Cionini reagisce con grande carattere, tanto da prendersi la copertina con almeno due parate decisive; lo sono quanto la rete di
Battini, che entrando dalla panchina consegna allo Sporting Cecina un punto a lungo parso inafferrabile nonostante le prove brillanti di
Ricciardi e di
Cerri; dall'autorete nata dalla discesa di
Donzelli, il migliore insieme a
Fanara (nella lista entrerebbe anche
Gjoni, se sottoporta fosse un po' più concreto), il Fucecchio non riesce a trarre più d'un punto.
esseti
Pieta 2004-Casentino Academy 2-0
PIETA 2004: Mammoli, Pareti, Marseo, Cocci, Tartoni, Biancalani, Ciaschi, Rrapaj, Marzullo, Giuliani, Vannuzzi. A disp.: Bragetta, Frati, Gori A., El Hariri, Pitronaci, Osasumwen, Daly, Palaj . All.: Zambello Marco
CASENTINO ACADEMY: Borghini, Gabiccini, Fetai, Checcacci M., Renzetti B., Boschi, Palazzi, Dini, Chianucci, Camara, Pollio L.. A disp.: Pollio F., Nocentini, Renzetti C., Bartolini, Di Donato, Bruni, . All.: Forciniti Alessandro
ARBITRO: Luca Vergnano di Pistoia
RETI: 13' Ciaschi, 86' Osasumwen
Aggressiva, corta, robustissima (meno di lei hanno subito soltanto Sestese, Affrico e Fucecchio: non, per dire, la Floriagafir capolista), a due terzi di stagione la Pietà si scopre in lotta per la qualificazione in coppa, nel cui perimetro entra scavalcando in un colpo Cecina, Fucecchio e Forte dei Marmi. Con lei il Casentino Academy, sconfitto 2-0 con una rete in avvio e una in chiusura, condivide la qualifica di neopromosso, non le ambizioni né la tranquillità: al momento la classifica lo relega al penultimo posto, condizione che non può rasserenarlo nonostante la prossimità alla quota salvezza. Pesano le difficoltà nel tenere inviolata la porta, ipotesi che nelle ultime nove giornate s'è verificata una volta soltanto, nella trasferta di Maliseti; anche se intorno si sente parlare col solito accento, un quarto d'ora è abbondante per ufficializzare che stavolta non ci sarà replay: stacca troppo solo Ciaschi sull'angolo calciato da Vannuzzi, così solo da avere l'opportunità di schiacciare il pallone in rete. In svantaggio dopo poco più d'una dozzina di minuti, il Casentino è costretto a interpretare la partita che non voleva: non ha più senso attendere, gli tocca proporre, e proponendo concedere spazi inevitabili. Peraltro la Pietà non ne approfitta più di tanto: fino alla fine del primo tempo si registra soltanto un'occasione per il raddoppio, quella che vede Vannuzzi coordinarsi per la volée e calciare sporco a lato. Più vicino alla rete si porta il Casentino nell'unica circostanza in cui riesce ad affondare, una punizione di Lorenzo Pollio l'innesco della vicenda: Mammoli la neutralizza in due tempi infilandoci nel mezzo l'aiuto del palo. Se non si considerano le proteste di Benedetto Renzetti affossato in area di rigore sugli sviluppi d'un calcio da fermo, è l'unico brivido che la Pietà corre tra primo e secondo tempo: nel finale la partita la sigilla Osasumwen, che appena entrato dalla panchina sprinta sulla sinistra, conquista il fondo, sterza sul destro e con la punta fa passare il pallone tra le gambe di Borghini. È il 2-0, la ventiduesima rete stagionale d'una squadra che segna pochino ma subisce ancora meno, e sulla propria solidità ha costruito prima la salvezza e ora una posizione a lungo impensabile.
Calciatoripiù: Ciaschi e
Rrapaj (Pietà).