Campionando.it

Juniores Regionali GIR.Elite - Giornata n. 11

Floriagafir Bellariva-Mobilieri Ponsacco 2-3

FLORIAGAFIR BELLARIVA: Raggi, Nahi, Benvegnu, Fanticelli, Mosconi, Lenzi, Pellecchia, Gori, De Simone, Labiad, Serrini. A disp.: Ceccuti, Soliman, Buiani, Gashi, Soldini, Ermini Polacci, Benucci, Landolina, Giannone. All.: Bertuccio Marco
MOBILIERI PONSACCO: Becherini, Fanteria, Biondi, Ribechini, Cavallini, Cogliano, Landi S., Silvi, Panicucci, Panettella, Leotta. A disp.: Matassi, Tuntoni, Meioli, Nesti, Marchetti, Viviani, Viviani, Calloni, Cappello. All.: Vuono Stefano
ARBITRO: Filippo Bertoloni di Prato
RETI: 2' Landi S., 11' Panicucci, 25' Biondi, 34' De Simone, 65' Giannone
D'allenatori come Bertuccio ne servirebbero di più: nelle prime squadre, nei professionisti, ovunque. Ne servirebbero di più, perché la lucidità e la serenità che traspaiono dalle parole pronunciate a commento d'una sconfitta dolorosissima (addio primato: alla vigilia dello scontro diretto davanti torna la Sestese) valgono quanto la stagione straordinaria: se la Floriagafir arriverà seconda o terza, è il senso, sarà giusto esultare, perché si sarà migliorata la classifica dell'anno scorso e perché a lungo s'è battagliato con le big facendo base in un contesto dalla storia gloriosa sì, ma diversa. L'abitudine al vertice è l'unico dettaglio che è mancato in questa fine d'inverno così malinconica: il pareggio di Bibbiena, trappola per tanti, ha reso fragili le certezze d'una squadra che fin lì aveva sbagliato pochissimo; la sconfitta nel derby con l'Affrico ha fatto il resto e sgretolato la confidenza col Grazzini, dove stavolta passare (2-3) tocca al Ponsacco, deciso a tenersi lontano dalla battaglia per non retrocedere. Come a Pontassieve la Floriagafir perde punti contro una squadra che combatte per salvarsi; e come a Pontassieve sul risultato finale pesa un rigore sbagliato da Serrini, che anche se non il sorpasso della Sestese avrebbe potuto evitare quantomeno la sconfitta. Sarebbe stata la chiusura d'una rimonta memorabile, rimasta invece a due terzi e resa necessaria dall'avvio formidabile del Ponsacco, in vantaggio doppo novanta secondi esatti: nessuno si ricorda di marcare Samuele Landi, che di prima devia in porta il traversone di Panettella sceso a sinistra. Non è serena la difesa della Floriagafir, e della sua poca serenità è dimostrazione l'incertezza tra Raggi e Benvegnu sugli sviluppi della punizione che dalla mediana Cavallini calcia verso l'area di rigore: la spizzata di Silvi diventa una trappola, davanti alla testa di Panicucci lo specchio si spalanca. È lo 0-2, cui alla mezz'ora segue un'altra rete, anche questa sugli sviluppi d'una ripresa del gioco, stavolta un calcio d'angolo: lo batte Panettella per la testa di Cogliano, e il rimpallo Biondi lo sfrutta per segnare lo 0-3. Solo a questo punto s'accende la Floriagafir, che nel giro di quattro minuti accorcia lo scarto: De Simone sfrutta il filtrante di Labiad per presentarsi davanti a Becherini e batterlo dopo il dribbling. Sulla ripresa del gioco, subito riconquistato il possesso, i due della Floriagafir invertono i ruoli per confezionare subito un'altra occasione da rete: sull'invito di De Simone non la sfrutta Labiad, il cui pallonetto solo accennato Becherini sporca in angolo. È l'ultima annotazione del primo tempo, cui segue una ripresa profondamente diversa per spirito e sviluppo: il Ponsacco ora si difende basso, anche perché dalla panchina Bertuccio si gioca la qualità d'Ermini Polacci e di Giannone, che dopo un paio d'occasioni non finalizzate da Serrini (attento Becherini) calcia in porta la punizione del 2-3. Dunque con una giocata individuale dal limite dell'area di rigore la Floriagafir riaccende la partita, e la mantiene viva grazie anche a un po' di fortuna: schizza sul palo la punizione con la quale Panettella aveva cercato il replay cambiando porta. Fino alla fine lo scarto resta minimo, e ci resta anche dopo l'episodio decisivo: Becherini para il rigore che Bertoloni aveva fischiato per un (presunto, contestatissimo) fallo di Biondi su Ermini Polacci, per la seconda volta di fila Serrini sente il peso d'un pallone decisivo. Nonostante la grande ripresa (e qualche protesta alla fine del recupero per un possibile fallo su Serrini all'interno dell'area di rigore) la Floriagafir esce sconfitta; e sconfitta e scavalcata, con soli due punti in quattro partite, arriva nel modo peggiore al big match d'inizio primavera. Sconfitta, scavalcata e nel modo peggiore: eppure ancora viva, e consapevole che una vittoria la riporterebbe al primo posto.
Calciatoripiù: Becherini, Samuele Landi
(Mobilieri Ponsacco) e Giannone (Floriagafir).
esseti
Fratres Perignano-Maliseti Seano 2-2

FRATRES PERIGNANO: Calloni, Lepri, Celi, Ben Toraa, Rofi, Silvestri M., Oliva, Chiarini (3), Piccirilli, Pucci, Riccomi. A disp.: Bertonelli, Gentile, Colangelo, Nieddu, Silvestri Y., Karaj, Zampardi, Falleni. All.: Lucarelli Massimo
MALISETI SEANO: Hancu, Barlumi, El Amri, Guastamacchia, Marinozzi, Monti, Belli, Varrosi, Ruggiero, Moretti S., Petracchi. A disp.: Mura, Demiri, Guizzaro, Gurra, Libiu, Micheloni, Osmenaj, Sarno, Serra. All.: Masi Jacopo
ARBITRO: Leonardo Pingi di Pisa
RETI: 10' Petracchi, 14' Piccirilli, 58' Oliva, 63' Moretti S.
Al mese da cui dipenderanno l'esito di questa stagione e il significato della prossima il Maliseti si presenta deciso a combattere: è chiaro il messaggio che risuona al Matteoli, dove dopo lo svantaggio e la rimonta il Fratres Perignano deve accontentarsi del 2-2, punteggio che lo costringe a subire il sorpasso del San Giuliano. In questo periodo dell'anno, è storia nota, le motivazioni contano più dello stato di forma: quando il livello delle due coincide, l'approccio è quasi scontato. Non c'è bisogno d'aggiungere altro per spiegare il vantaggio del Maliseti dopo dieci minuti appena: seconda rete consecutiva dopo quella pesantissima al Fucecchio, segna Petracchi, che calamita il tiro di Ruggiero respinto ma non allontanato da Stefano Calloni e da tre passi appoggia il pallone nella porta spalancata. Per il Maliseti il vantaggio resta poco più di un'illusione: già prima del quarto d'ora il punteggio torna in equilibrio, lo fa perché è impossibile per Hancu opporsi al mancino di Piccirilli. Lo aveva innescato la combinazione tra Riccomi e Pucci, che a cavallo della mezz'ora si rendono protagonisti di un'occasione a testa: non è abbastanza per far male al Maliseti, che si difende bene, meno bene riparte. Con queste premesse è inevitabile che l'1-1 guadi la pausa e introduca la ripresa, nella quale accade un po' di più: si comincia col vantaggio del Perignano, che col taglio vincente d'Oliva finalizza l'azione nata dalla giocata di Pucci e alimentata dal filtrante di Riccomi. Come nel primo tempo, anche se stavolta a colori invertiti, lo squilibrio nel punteggio dura cinque minuti scarsi: il Maliseti pareggia subito sulla spizzata con cui El Amri anticipa Celi, prolunga la punizione di Monti Guarnieri e consente a Moretti di scaraventare in porta un pallone pesante. È quello del 2-2, del quale il Maliseti non s'accontenta non solo perché glielo impone la classifica: non s'accontenta perché nei venti minuti finali può beneficiare della superiorità numerica dovuta all'espulsione di Rofi per un fallo su Guizzaro lanciato a rete. Nonostante l'uomo in meno il Fratres Perignano regge, regge anche davanti all'ultimo pericolo: è efficacissima la parata con cui al 94' Stefano Calloni toglie di porta la punizione di Sarno. Avrebbe potuto essere l'occasione buona per il successo, che al Maliseti avrebbe fatto gran comodo in chiave salvezza: per ottenerla gli serviranno risultati positivi nei tre scontri diretti (Lampo in casa, Lastrigiana e Casentino in trasferta) che, quattro sole le giornate da giocare, gli propone una sceneggiatura diabolica. Calciatoriù: Lepri (Fratres Perignano), Moretti (Maliseti).
esseti
Fucecchio-Forte Dei Marmi 2015 4-1

FUCECCHIO: Gori, Carfagna, Paradiso, Mazzoni, Donzelli, Squarcini, Matteoli, Fanara, Gjoni, Di Donfrancesco, Pieragnoli. A disp.: Guidi, Gatto, Diviggiano, Morelli, Ciampi, Nuti, Lazzeri, . All.: Roncucci Federico
FORTE DEI MARMI 2015: Dazzi, Torcigliani, Curcio, Fommei, Rolla, Tonarelli, Darzeza, Frandi, Spadoni, Anghele, Passalacqua. A disp.: Lombardi, Borghini, Ceru, Del Bucchia, Cecchini, Marcellusi, . All.: Tedeschi Davide
ARBITRO: Manuel Erriquez di Firenze
RETI: 10' Pieragnoli, 46' Fanara, 63' Nuti, 84' Anghele, 91' rig.Nuti
Con un successo il Forte dei Marmi avrebbe raggiunto due obiettivi: agganciare il quarto posto, ridurre di un'unita il numero delle rivali per la qualificazione in coppa. Finisce al contrario: vince il Fucecchio, vince benissimo (4-1 il finale, meritato nel senso, forse un po' ampio nella misura), vince e conferma che in quella corsa ha intenzione di stare da protagonista. In difficoltà già in avvio nei duelli fisici con gli avversari, il Forte dei Marmi si ritrova in svantaggio già al 10': segna Pieragnoli, alla seconda rete consecutiva dopo quella splendida e inutile al Maliseti, liberato davanti a Dazzi dal filtrante di Gjoni. Fatica il Forte dei Marmi a imbastire una reazione efficace, fatica nonostante qualche calcio di punizione fatto planare nell'area di rigore avversaria: in uscita Gabriele Gori neutralizza ogni pericolo. Sui palloni alti, è il leitmotiv, il Fucecchio prevale, lo rimarca l'occasione che nel minuto di recupero prima della pausa vale la rete del raddoppio: con un inserimento perfetto la segna Fanara, che di testa gira in rete il traversone di Niccolò Mazzoni. In avvio di ripresa potrebbe essere doppietta: gliela nega Dazzi, graziato da Di Donfrancesco (pallone fuori) sulla ribattuta. Il 3-0 è solo rinviato alla fine del primo quarto: il Forte dei Marmi, che aveva un po' rallentato (temendo le sanzioni disciplinari, più che possibili in una partita così fisica, Tedeschi si cautela riducendo la presenza d'ammoniti e diffidati), si perde il taglio di Saverio Nuti, che dall'interno dell'area di rigore devia in porta un traversone rasoterra dall'esterno. Più che l'avvio della riscossa, il 3-1 che Anghelè segna all'84' (tiro da fuori splendido, rete stagionale numero quattro) serve soltanto a ridurre lo scarto: lo ripristina Saverio Nuti, che al 90' trasforma il rigore che s'era conquistato (il Forte dei Marmi protesta con Erriquez, contestandogli la soglia tecnica improvvisamente più bassa) per una spintarella di Tonarelli. Rigore leggero o no, il senso non cambia: in lotta per due posti in coppa di squadre ce ne sono cinque, e tra quelle cinque il Fucecchio sta comodissimo.
Calciatoripiù: Fanara, Saverio Nuti
(Fucecchio) e Fommei (Forte dei Marmi).
Lampo Meridien-Sestese 0-2

LAMPO MERIDIEN: Mariotti, Vannini, Damiani, Vannini, Faratro, Lucarelli, Gokaj, Baldini, D Ulivo, Mazzoni, Bellesi. A disp.: Pinzani, Attinasi, Botti, Califano, Cortesi, Fiori, Musumeci, Pellegrini, Rannino. All.: Giorgetti Mirko
SESTESE: Tabani, Pecori, Scarpelli, Papucci, Gaffarelli, Napolitano, Patrignani, Athuman, Verzicco, Zei, Menchetti. A disp.: Fantini, Biscardi, Bravi, Cesarano, Chelli, Ferro, Gusciglio, Nesti, Fiorentino. All.: Rossi Alessandro
ARBITRO: Edoardo Bianchi di Lucca
RETI: 20' Verzicco, 55' Fiorentino
Non conta stare davanti più a lungo: conta essere davanti all'uscita dell'ultima curva. Ancora l'ultima non lo è, davanti ce ne sono ancora quattro, la prima delle quali bella stretta: eppure alla fine della partita con la Lampo, battuta 0-2 e precipitata nella battaglia per non retrocedere (due dati soprattutto la inquietano: negli ultimi cinque turni ha perso quattro volte e ha segnato appena tre reti, tutte alla Lastrigiana), la Sestese esulta come da tempo non le accadeva. Non le era accaduto contro Ponsacco e Fucecchio nonostante le reti nel recupero; non le era accaduto dieci giorni fa contro la Pietà, quando nel recupero la salvò il palo: stavolta c'era da festeggiare il primo posto ritrovato. La Sestese l'ha inseguito per due terzi del girone di ritorno, inaugurato dal dolorosissimo pari interno contro lo Sporting Cecina: iniziò da lì un campionato diverso e per molti aspetti inatteso, il campionato di chi, abituato a scappare, s'era ritrovato a rincorrere. Solo chi è arido o ingenuo può pensare che sia casuale il controsorpasso alla vigilia dello scontro diretto: recuperandole cinque punti nelle scorse tre giornate la Sestese aveva reso insostenibile la pressione sulla Floriagafir, non abituata a lottare per traguardi così mastodontici. Sabato si capirà se è ancora possibile qualche sorpresa, se la battaglia potrà estendersi all'Affrico o se nonostante lo sviluppo diversissimo questo campionato è destinato a chiudersi come lo scorso. Di lasciare a sé stessa un'eredità così cospicua la Sestese ha una gran voglia e a questo punto grandi chance: lo dimostra la ferocia con cui aggredisce la Lampo, in svantaggio al 20' sul traversone di Menchetti spizzato da Athuman (in ritardo Damiani) e ribadito in porta da Verzicco, che sale a undici in classifica marcatori. Schiacciata in mezzo alle proprie difficoltà e al valore della Sestese, la Lampo non riesce a reagire; è inevitabile che lo svantaggio cresca, e non può essere irrilevante il nome dell'autore del raddoppio: tocca a Fiorentino ribadire in porta il rigore che Girolami aveva concesso per un fallo di Damiani su Athuman e che Mariotti aveva parato a Patrignani. La ripresa è iniziata da poco, e il punteggio recita 0-2: consapevole che non c'è bisogno di spingere più di tanto, che anzi gestire le energie può essere una delle chiavi per non farsi più sbalzar via dalla prima posizione, la Sestese se lo fa andare benissimo, e benissimo gestisce la partita. Solo nel finale la Lampo, che chiuderà in dieci (doppia ammonizione per Luca Mazzoni nel recupero), prova a rientrare in partita: non possono essere abbastanza i due tentativi di Califano, che dalla distanza manca lo specchio. Sta qui l'emblema del dato che più preoccupa lo staff: da troppo tempo sottoporta la Lampo sta facendo una gran fatica, ribadita dai numeri troppo esigui dei suoi attaccanti (il più prolifico è Botti, che ha segnato appena cinque volte). Sono loro che decidono le partite e i campionati: è con le reti di due centravanti - uno notissimo, uno che ha una gran voglia di diventarlo - che la Sestese si riprende la prima posizione quando il tracciato sta per finire.
Calciatoripiù: Zei
e Athuman (Sestese).
esseti
San Giuliano-Bibbiena 3-0

SAN GIULIANO: Raugi, Matteini, Buselli, Di Martino, Dessi, Mazzoncini, Lila, Accorsini, Esposito, Papini, Tarantini. A disp.: Bini, La Monica, Lovo, Nicoletti, Cortopassi, Di Ciolo, Hoxha C., . All.: Nuti Fabrizio
BIBBIENA: Santini, Biondini, Vignali, Gentile, Ciabatti, Zavagli, Moncini, Cappuccini, Paolini, Renzetti, Bandelloni. A disp.: , Chiti, Jallow, Diallo, Imarhiagbe, Sagno, Bonelli, Ferrini. All.: Regina Alessandro
ARBITRO: Alessandro Artesi di Lucca
RETI: 25' Lila, 35' Papini, 72' Esposito
Si sta bene in prima classe, tanto bene che non dà fastidio neppure l'obbligo di dover condividere lo scompartimento: la convivenza con lo Sporting Cecina non è un problema - non può esserlo, è stata a lungo un desiderio - per il San Giuliano, che vincendo la terza partita di fila si sgancia dal Forte dei Marmi, scavalca il Fratres Perignano e agguanta la quarta posizione. Sono interessanti le prospettive che si schiudono dopo il 3-0 rifilato al Bibbiena, che il calcio - si sa, è più acuto della matematica - considera salvo anche se per l'ufficialità manca qualche punto ancora; sono interessanti perché la qualificazione in coppa rappresenterebbe la conferma tangibile della crescita vissuta in una manciata d'anni, e perché la condizione complessiva è stellare: sta bene il San Giuliano, sta bene e corre, corre fino all'ultimo minuto e già dai primi, come conferma l'occasione che al quarto d'ora richiede il doppio intervento di Santini (su Tarantino prima, su Matteini subito dopo) per non determinare un cambio nel punteggio. A un'altra combinazione di tiri consecutivi si deve l'1-0: lo segna Lila, che catapultandosi sulla parata che tampona il tentativo d'Esposito chiude una settimana memorabile - si diventa maggiorenni una volta sola - con la prima rete stagionale. Del vantaggio minimo il San Giuliano non s'accontenta: scavallata la mezz'ora segue un altro attacco reso letale da Papini, che da sinistra riceve il pallone al limite dell'area di rigore e col destro lo schianta all'angolo basso. Dunque è di 2-0 il parziale alla pausa, e neppure di questo il San Giuliano s'accontenta: anche se i ritmi s'abbassano, la ripresa lascia comunque spazio a due occasioni per Esposito, che in contropiede pizzica l'incrocio e a diciotto minuti dalla fine segna il 3-0 da distanza ravvicinatissima. Dopo averlo recuperato e averlo portato di scatto fino all'ultima linea il pallone a rimorchio glielo aveva servito Lovo, dal cui piede nasce anche l'ultima occasione per il San Giuliano: è lui a calciare l'angolo sugli sviluppi del quale di testa La Monica colpisce la traversa. È la penultima azione da annotare, in calce agli appunti le fa compagnia la punizione con la quale al 90' Alessio Gentile cerca di rendere un po' meno ampio lo scarto: fin lì spettatore Raugi risponde reattivo, per la settima volta in campionato il San Giuliano esce senza subire reti, e a chi ha in tasca questo biglietto diventa difficile negare l'accesso in prima classe.
Calciatoripiù
: se il regolamento non lo vietasse, con una coppia centrale come quella composta da Di Martino e Buselli (San Giuliano) si potrebbe anche rinunciare al portiere.
esseti
Sporting Cecina-Affrico 1-3

SPORTING CECINA: Bendinelli, Battini, Cerri, Gabriellini, Ricciardi, Dardar Y., Dardar E., Tei, Londi, Dragone, Magozzi. A disp.: Cionini, Sola, Lega, Castelli, Tarrini, Zazzeri, . All.: Magri Alessandro
AFFRICO: Lombardi, iania, Agosti, Gianassi, Shehade, D Onofrio, Termini, Sciulli, Morelli, Ala, Galgano. A disp.: Mugnaini, Giannoni, Bahry, Nutini, Guerrini, Tinelli, Donigaglia, Nunziati, Migliorini. All.: Gori Filippo
ARBITRO: Federico Picchiotti di Piombino
RETI: 10' Morelli, 37' Ala, 75' rig.Tei, 82' Morelli
È curiosa la situazione di chi non sa che sperare, e per fortuna la speranza non incide sul mondo. Non fosse così, l'Affrico dovrebbe pensarci bene prima di decidere se dallo scontro diretto in programma sabato preferirebbe che uscisse vincitrice la Sestese o la Floriagafir, se cioè preferirebbe (condizionale obbligatorio, di mezzo c'è la Lastrigiana affamata di punti salvezza) diventare l'antagonista principale senza però accorciare sulla prima posizione o compattare la classifica senza escludere nessuno dalla battaglia. Detto che forse un pari - come sempre, come sempre - sarebbe la soluzione più apprezzata, di pensare alle altre ancora non è il momento: Filippo Gori si gode i suoi, che vincono per la terza volta di fila col medesimo punteggio. 3-1 l'Affrico aveva fatto dieci giorni fa contro il Fratres Perignano, 1-3 sette giorni prima nel derby con la Floriagafir, che ancora non s'è ripresa: 1-3, di nuovo, finisce la partita con lo Sporting Cecina, che alla lunga paga una serie d'assenze pesanti e la necessità d'adattare ben sette calciatori fuori ruolo (si fa prima a dire chi gioca dov'è abituato: Bendinelli, ché per fortuna almeno il portiere c'è, Londi e Dragone) e di chiedere Magozzi in prestito dall'U17. Eppure almeno in avvio di queste difficoltà nessuno s'avvede: lo Sporting Cecina si rende pericolosissimo già con la prima azione, alimentata dal filtrante di Londi e non finalizzata da Dragone, che calciando col mancino in diagonale supera Niccolò Lombardi ma non il palo. Dal primo fischio di Picchiotti non è trascorso neppure un minuto, e l'Affrico rabbrividisce già; i brividi tornano a farsi sentire al 5', quando Londi cerca il vantaggio con un tiro potentissimo da una ventina di metri: stavolta Niccolò Lombardi non ha bisogno d'un aiuto di metallo. Per reagire allo choc l'Affrico s'affida a Mattia Morelli, che sbaglia la prima occasione (sporco il pallonetto, Bendinelli para) ma non la seconda: il rasoterra incrociato col destro lo innesca il filtrante favoloso di Termini, che in trenta centimetri riesce a girarsi verso la porta e a confezionare dal nulla l'azione del vantaggio. Piegato dopo aver cominciato così bene, nei venticinque minuti che seguono lo Sporting Cecina abbina un merito a un demerito: contraccolpi mentali non se ne registrano; nonostante l'ottimo possesso nella metà campo avversaria però non si registrano neppure occasioni. Sull'altro fronte una, improvvisa, la confeziona Termini, che stavolta decide di chiudere il contropiede calciando in diagonale verso la porta: la respinta di Bendinelli è un invito per Ala, che aprendo il destro sul secondo palo fissa sullo 0-2 il parziale alla pausa. È un punteggio troppo punitivo per lo Sporting Cecina, che aggredisce la ripresa deciso a dimezzare subito lo scarto: non ci riescono né Magozzi, che tutto solo al limite dell'area di rigore - lì lo aveva liberato il lancio di Cerri non allontanato da Agosti - calcia fuori col mancino, né Tei, la cui punizione da venticinque metri Niccolò Lombardi respinge (50'). A un pallone inattivo s'affida anche l'Affrico nel tentativo di consolidare il successo: sugli sviluppi d'un calcio d'angolo Sciulli calcia in mischia alla ricerca del primo palo, protetto da Bendinelli con un tuffo non scontato. Dunque il divario non cresce, e a un quarto d'ora dalla fine lo Sporting Cecina lo dimezza: dopo aver mancato un paio d'occasioni (una era capitata a Londi, innescato da un retropassaggio corto d'Agosti verso Niccolò Lombardi: alta l'esecuzione, 66') segna Tei, che poco prima s'era visto murare da Shehade sullo scarico di Cerri e che al 74' trasforma il rigore concesso da Picchiotti per un fallo di Sciulli su Tarrini. Aperta la partita non resta neppure dieci minuti: nonostante le proteste dello Sporting Cecina, Picchiotti considera regolare la posizione di Mattia Morelli, che sul lancio di Guerrini punta Bendinelli, lo salta e da posizione defilata appoggia in porta il pallone che vale all'Affrico l'1-3, e a lui la doppietta e la rete numero otto in campionato. La doppia cifra non è utopia: raggiungerla sarebbe il modo migliore per tenere viva la speranza d'una rimonta ancora possibile.
Calciatoripiù: Gabriellini, Tei
(Sporting Cecina) e Mattia Morelli (Affrico).
esseti
Pieta 2004-Pontassieve 1-3

PIETA 2004: Bragetta, Marseo, Palaj, Pitronaci, Rayyad, Giuliani, Giraldi, Rrapaj, Gori A., Vannuzzi, Marzullo. A disp.: Scortichini, Pareti, Cocci, Lenzi E., El Hariri, Tartoni, Daly, Ciaschi, Salvadori. All.: Zambello Marco
PONTASSIEVE: Biagioli, Mati, Casci, Misuraca, Rosetti, Unitulli, Brogi, Urbinati, Taiti, Macheda, Fibbi. A disp.: Badalassi, Baggiani, Falli, Carlucci, Paolieri, Pinzauti, Ciabatti, Hamzai. All.: Marchionni Marco
ARBITRO: Giulia Cioffi di Pistoia
RETI: 10' Macheda, 32' Vannuzzi, 62' Mati, 72' Brogi
Qualcuno lo aveva dato per spacciato troppo presto. È vivo il Pontassieve, ultimo ma vivo: l'1-3 con cui piega la Pietà, che sta vivendo un momento di flessione e che però è pronta a festeggiare la salvezza anticipata (gran traguardo per una neopromossa all'esordio, mancano due punti appena), gli consente di compattare la coda della classifica e d'affrontare le prossime quattro giornate, nelle quali il calendario gli propone Cecina e Fucecchio in casa e San Giuliano e Perignano in trasferta, con lo spirito di chi di rimanere nell'élite oltre che voglia ha qualche chance. Questo spirito s'intravede già nella trasferta al Faggi, dove il punteggio iniziale regge una decina di minuti soltanto, poi si spezza sul taglio col quale Fibbi trasforma il retropassaggio di Pitronaci in un'improvvisa azione d'attacco per il Pontassieve: la finalizza Macheda, cui il filtrante consente di puntare Bragetta e di segnare lo 0-1. Costretto a interpretare una partita diversissima da quella che aveva preparato, per reagire la Pietà impiega qualche minuto; una volta che la sua situazione, soprattutto mentale, s'è consolidata le azioni d'attacco iniziano a susseguirsi: delle prime due è protagonista Alessio Gori, che per due volte reclama un rigore sulla concessione del quale Giulia Cioffi ha idee opposte; la terza vale il pareggio, che Vannuzzi segna di testa appoggiando in porta il pallone schizzato sulla traversa dopo il tiro di Giuliani da lontano. Il quarto d'ora scarso che segue l'1-1 coincide col momento più difficile per il Pontassieve, come con la Floriagafir tenuto in vita da Biagioli: pesano le due parate sfoderate su Giraldi, che cerca la porta prima su punizione e poi a colpo sicuro sullo scarico di Vannuzzi dall'ultima linea. Costretto ad accontentarsi d'una ripartenza che Fibbi conduce bene finché non giunge il momento di concluderla (alto il tiro), alla pausa il Pontassieve s'accontenta dell'1-1, di nuovo a rischio in avvio di ripresa: stavolta la Pietà la rete la trova, la trova senza però l'accordo di Giulia Cioffi, che sul lancio di Rrapaj sanziona Giraldi (di lì a poco servirà a Vannuzzi un pallone incantevole, sparato alto) per un fuorigioco contestatissimo. Nessuno però può contestare la punizione concessa al Pontassieve sul fronte destro dell'attacco dopo il fallo cui una cattiva gestione del possesso costringe Marseo: è un episodio decisivo, perché sul traversone di Macheda svetta Mati, la cui deviazione di testa vale l'1-2. Stavolta la Pietà non reagisce, e alla reazione mancata aggiunge un altro errore letale: protagonista è Palaj, che anziché servire all'indietro Bragetta (s'era proposto fuori dallo specchio) rinvia corto in avanti, così corto da consentire a Brogi di calciare di prima e spedire il pallone sotto l'incrocio più lontano. È l'1-3, quello che ufficializza che nella lotta per salvare l'élite rientra anche il Pontassieve: Alessandro Rossi, che facendo esordire Falli aumenta il numero di 2009 coinvolti nelle turnazioni, ne era convinto da mesi.
esseti
Lastrigiana-Casentino Academy 0-1

LASTRIGIANA: Glielmi, Gomma, Bindi, Manescalchi, Fenza, Burroni, Moccia, De Pascalis, Massaro, Pezzano, Finelli. A disp.: Lascialfari, Grevi, Aldighieri, Canale, Semeraro, Fe, Nencini, Sollazzi, Giotti. All.: Fabrizzi Leonardo
CASENTINO ACADEMY: Pollio F., Fetai, Cantore, Renzetti B., Dini, Boschi, Palazzi S., Nocentini, Pietrini, Camara, Chianucci. A disp.: Borghini, Dei, Pollio L., Renzetti C., Hamdaweihi, Di Donato, Martini, Manni, Bruni. All.: Forciniti Alessandro
RETI: Camara
Tragedia. Non esiste un sostantivo diverso per descrivere la situazione della Lastrigiana, che a trecentosessanta minuti dalla fine della stagione si ritrova non solo penultima, ma addirittura sprofondata a meno quattro dalla zona salvezza: così lontano si porta il Casentino Academy, la cui impresa nell'attesissimo posticipo del lunedì lo proietta a quota ventiquattro, di nuovo fuori dalla zona in cui si piange. Ci resta la Lastrigiana, però era partita bene: trascorso da un istante il quarto d'ora, la prima occasione la crea Massaro, che dai quindici metri cerca la porta e trova Francesco Pollio in allungo. Con un dribbling efficace condito dal filtrante il pallone glielo aveva servito Moccia, che al 25' si rende pericoloso in prima persona dopo una combinazione con Burroni ad alimentare un contropiede: pallone di poco a lato. La Lastrigiana non sfrutta neppure l'occasione numero tre, quella che si materializza poco oltre la mezz'ora sugli sviluppi d'un calcio d'angolo: dopo un paio di rimpalli il pallone arriva a Pezzano, la cui volée - ottima peraltro la coordinazione - esce d'un pollice oltre l'incrocio dei pali. È l'ultima occasione del primo tempo, chiuso sullo 0-0: la descrizione giustifica il rammarico della Lastrigiana, che in avvio di ripresa cerca di colpire di nuovo con un colpo di testa di Finelli (efficace il traversone di Massaro dalla trequarti) neutralizzato da Francesco Pollio dopo il rimbalzo a terra. Dopo aver tanto rischiato, per segnare una rete pesantissima al Casentino Academy è sufficiente un'occasione in contropiede: ripulendo l'incrocio più lontano, quello cui aveva mirato Nocentini, Glielmi riesce soltanto a rinviare d'un istante lo svantaggio, che Camara segna col mancino rasoterra dopo esser rimasto così lucido da concedersi un dribbling sul recupero della difesa. Lo 0-1 spezza la partita, che il Casentino cerca subito d'archiviare con un'altra giocata di Camara, stavolta nello stretto: ai quattro dribbling in area di rigore segue un altro tentativo con quel mancino formidabile, stavolta però (di poco, incrocio sfiorato) fuori bersaglio (77'). Ancora in partita, la Lastrigiana si lancia all'attacco senza tuttavia costruire occasioni autentiche; più limpida è quella che in contropiede vede protagonista di nuovo Camara, che dopo aver soffiato il pallone a Finelli lo consegna in mano a Glielmi. Il punteggio resta in bilico fino all'ultimo, e fino all'ultimo il Casentino lo difende: così stretta per scarto, la vittoria nel posticipo è pesantissima.
(ha collaborato Mattia Fiesoli)