Affrico-Floriagafir Bellariva 1-2
AFFRICO: Lombardi, Giannoni, Agosti, Gianassi, Shehade, iania, Nunziati, Borgheresi, Russo, Ala, Sciulli. A disp.: Mugnaini, Bahry, Galgano, Guerrini, Nutini, Traore, Tinelli, Donigaglia, Fuccini. All.: Gori Filippo
FLORIAGAFIR BELLARIVA: Raggi, Nahi, Benvegnu, Fanticelli, Mosconi, Lenzi, Ermini Polacci, La Greca, Giannone, Labiad, Serrini. A disp.: Prelashi, Soliman, Agnoloni, Gashi, Gori, Benucci, De Simone, Galietta, Alighieri. All.: Bertuccio Marco
ARBITRO: Paolo Paterni di Lucca
RETI: 37' Giannone, 41' Serrini, 90' Shehade
Perdere il derby fa male due volte: già reduce dalla sconfitta sul campo del San Giuliano, cadendo in casa (1-2) contro la Floriagafir l'Affrico vede allungarsi le distanze dal treno di testa. La partita s'accende subito, perché subito s'accende la Floriagafir: già al 2' Serrini mette in mezzo un cross rasoterra per Giannone, che dal dischetto del rigore calcia quasi a botta sicura e si vede murare dalla difesa avversaria (2'). L'Affrico replica al 9', quando Russo serve Ala all'interno dell'area di rigore: tiro alto. Segue una fase di studio senza grandi occasioni fino alla mezz'ora, quando Mosconi calcia in porta una punizione centrale dai venticinque metri: Lombardi risponde con un gran tutto. Trascorrono sei minuti e l'Affrico crea una buona occasione di nuovo con Ala, che aver recuperato il pallone in pressione alta entra in area, sterza e calcia in porta: il tiro, centrale, non impensierisce Raggi. Cento secondi più tardi la Floriagafir sblocca la partita: Serrini crossa in mezzo un pallone basso stavolta per Ermini Polacci, che calcia a porta semivuota calcia colpendo in pieno Labiad in prossimità della linea di porta; sul pallone ancora in gioco si avventa Giannone, che segna lo 0-1 (37'). Forte del vantaggio, la Floriagafir continua a spingere e prima della pausa segna il gol del raddoppio: Giannone si abbassa per ricevere da Labiad e lancia Serrini, che si inserisce dal limite sinistro dell'area di rigore e davanti a Lombardi incrocia in porta il tiro dello 0-2 (41'). È l'ultima occasione del primo tempo, cui segue una ripresa in cui l'Affrico è costretto ad accelerare; per la prima occasione basta attendere cinque minuti dal riavvio: Russo serve in area Borgheresi, che calcia e trova l'opposizione della difesa avversaria. Trasformato rispetto al primo tempo, l'Affrico continua a spingere: al quarto d'ora Ala calcia al volo un pallone respinto male della difesa della Floriagafir e trova l'opposizione di Raggi, che distendendosi manda il pallone in angolo. L'Affrico resta all'attacco, e insiste: Gianassi calcia sul secondo palo una punizione dal limite sinistro dell'area di rigore, Raggi è attento. Dopo una fase di sofferenza la Floriagafir si riaffaccia in avanti al 67', quando Mosconi scambia con Ermini Polacci e calcia in porta da posizione defilata: reattivo, Lombardi alza il pallone sopra la traversa. La Floriagafir ci riprova dopo soli sei minuti con Serrini, che dopo aver saltato Giannoni calcia in porta trovando la risposta di Lombardi. Segue una fase di stallo, dopo la quale l'Affrico riprende a creare occasioni da rete; lo fa ancora con Ala, che calcia dal limite dell'area di rigore e trova nuovamente l'opposizione di Raggi. La rete dell'1-2 arriva proprio al 90': pescato a centro area dal calcio d'angolo di Nutini, di testa Shehade (d'altra parte è un habitué: così segno in una finale scudetto) anticipa l'uscita di Raggi e di testa riapre la partita. Da giocare restano ancora otto minuti di recupero: l'Affrico tenta il forcing, senza però riuscire a rendersi pericoloso fino al fischio finale. Esulta la Floriagafir: la vittoria nel derby le spalanca prospettive interessanti.
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Calciatoripiù: nella Floriagafir il migliore è
Serrini, che oltre a segnare lo 0-2 si rende pericoloso in altre occasioni e quando serve si sacrifica in fase difensiva; buona anche la prestazione di
Raggi che più di una volta salva il risultato. Più di tutti lo impegna
Ala, la cui prestazione risalta nelle file dell'Affrico.
TdG
Bibbiena-Pieta 2004 1-1
BIBBIENA: Santini, Ferrini, Luca, Goretti, Vignali, Zavagli, Moncini, Bimbocci, Giorgioni, Vella, Bandelloni. A disp.: Frosini, Chiti, Ciabatti, Jallow, Gentile, Cappuccini, Renzetti, Paolini, Bonelli. All.: Regina Alessandro
PIETA 2004: Mammoli, Pareti, El Hariri, Pitronaci, Lenzi E., Vannuzzi, Ciaschi, Mbaye, Osasumwen, Giraldi, Marzullo. A disp.: Bragetta, Frati, Gori A., Rrapaj, Tartoni, Marseo, Presley, Daly, Mari M.. All.: Zambello Marco
ARBITRO: Riccardo Paolini di Arezzo
RETI: 62' Vignali, 72' Lenzi E.
Alla fine di una partita un po' confusa e sconclusionata un Bibbiena in versione natalizia cede un punto (1-1) alla Pietà, che così pone fine alla striscia di tre sconfitte consecutive. Si decide tutto in un quarto d'ora a cavallo della metà della ripresa. Inizia meglio la Pietà, che ci mette tanta voglia, tanto cuore e si affida alla velocità di Osasumwen per infastidire la retroguardia avversaria. Si sviluppa essenzialmente su queste giocate il primo tempo, che vede le due squadre correre tanto ma non concedere né vere emozioni né occasioni da rete; i due portieri restano spettatori fino al 45', quando sugli sviluppi di un calcio d'angolo per il Bibbiena, il pallone giunge a Luca, che prende la mira e da buonissima posizione calcia sulla base del palo: dopo il rimbalzo il pallone finisce sui piedi di Vella, che batte precipitosamente e conclude alto. È un'occasione clamorosa, l'unica del primo tempo, che però il Bibbiena non riesce a sfruttare per sbloccare il risultato. È di 0-0 il punteggio alla pausa, al rientro dalla quale cala il ritmo della Pietà; viene fuori il Bibbiena: al 58' Luca, protagonista di un'incursione sulla sinistra, rientra e batte con il destro trovando l'ottima deviazione di Mammoli in angolo. La pressione del Bibbiena adesso è forte, dopo avere a lungo rischiato la difesa della Pietà crolla al 62', quando dalla bandiera d'angolo Vella confeziona un cross perfetto per l'imperiosa incornata di Vignali, che alla prima da titolare segna la rete del vantaggio. Sull'1-0 la partita sembra mettersi bene per il Bibbiena, che però disunisce e s'appiattisce sulla difesa; la Pietà ne approfitta e torna ad attaccare: un riflesso gigantesco di Santini neutralizza la conclusione che Vannuzzi aveva scagliato da pochi passi, preludio di quanto avviene al 72' quando un'incornata di Edoardo Lenzi ristabilisce l'equilibrio. L'esultanza dura poco: dopo pochi minuti lo stesso Lenzi riceve da Paolini la seconda ammonizione (ci stava forse addirittura l'espulsione diretta, molto duro il fallo) e lascia la Pietà in dieci. Forte dell'uomo in più, ora il Bibbiena lancia l'assalto alla porta avversaria: subito Renzetti serve in velocità Bimbocci, il cui diagonale che a tutto lo stadio sembra gol esce di millimetri; poi Paolini innesca Giorgioni, che in scivolata impegna Mammoli chiamandolo a un altro grande intervento; infine Bonelli crossa in mezzo un buon pallone sul quale Giorgioni, trattenuto senza che Paolini ravvisi l'irregolarità (molto fisiche, in tutta la partita, le marcature della difesa della Pietà), trattenuto, non riesce ad arrivare. Di reti non ne arrivano più: termina 1-1 una partita non bella, un po' confuso e dalla quale il Bibbiena esce con la certezza di aver buttato due punti che lo avrebbero collocato in una classifica più tranquilla.
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Calciatoripiù: Santini, Vignali, Zavagli (Bibbiena),
Mammoli, Lenzi e
Vannuzzi (Pietà).
A.G.
Maliseti Seano-San Giuliano 1-1
MALISETI SEANO: Mura, El Amri, Marinozzi, Micheloni, Monti, Osmenaj, Quispe Flores, Demiri, Ruggiero, Gurra, Sarno. A disp.: Hancu, Barlumi, Belli, Leka, Libiu, Mema, Petracchi, Serra, Varrosi. All.: Masi Jacopo
SAN GIULIANO: Raugi, Matteini, Di Martino, Galletti, Antoni, Mazzoncini, Lovo, Dessi, Esposito, Papini, Cortopassi. A disp.: Ruglioni, Buselli, La Monica, Lila, Accorsini, Di Ciolo, Tarantini, Cecchini, Nicoletti. All.: Nuti Fabrizio
ARBITRO: Muhammad Subhan di Pontedera
RETI: 65' Esposito, 85' Osmenaj
Per una ventina di minuti il San Giuliano ha pensato che fosse soltanto una questione di memoria muscolare, che una volta ripresa l'abitudine di vincere non avrebbe smesso più. Per una ventina di minuti l'illusione regge, poi s'infrange e lascia qualche segno; lo lascia perché alla fine mancava giusto l'ultimo scorcio, e perché vincere avrebbe voluto dire scavalcare il Maliseti, che nella corsa alla salvezza è rivale diretto. Invece le posizioni restano immutate, un punto ancora a fare da spessore; restano immutate perché Osmenaj segna la rete dell'1-1, e prolunga una striscia positiva che in casa ora dura da tre giornate. Di frantumarla il San Giuliano aveva una gran voglia, lo dimostra l'ottimo avvio, che però produce soltanto un tiro di Lovo dalla distanza; alla prima sortita più vicino al vantaggio va il Maliseti, con una soluzione analoga tentata da Quispe Flores su una ribattuta della difesa: ci va più vicino perché a tenere il pallone fuori dallo specchio è soltanto la traversa. Una, quasi allo scadere, la colpisce anche il San Giuliano con una punizione dal limite dell'area: l'aveva calciata (benissimo) Tommaso Papini, che una volta ritrovato il ritmo per la categoria rappresenta un lusso e che poco prima aveva chiesto (ed è probabile che lo avrebbe meritato) un rigore per una scivolata d'Osmenaj più che in ritardo. Se ai due episodi s'aggiungono i due duelli che Tommaso Esposito perde con Mura (vincerà il terzo nella ripresa, ma ancora solo Dio lo sa) e l'obbligo di rinunciare ad Antoni uscito acciaccato (lo sostituisce Accorsini, che per una motivazione analoga non finirà la partita) si capisce perché il San Giuliano rientra negli spogliatoi immusonito. Al riavvio Raugi contiene il malumore opponendosi al tiro di Sarno, che cercava di bagnare con la rete l'esordio con la nuova maglia; è una parata dal peso specifico elevatissimo, perché il San Giuliano la impiega per costruirci il vantaggio: lo segna Tommaso Esposito, servito in profondità da Galletti con una giocata a scavalcare la difesa. Manca qualche istante alla fine del primo quarto, e il vantaggio il San Giuliano lo mantiene intatto per i venti minuti successivi; poi un episodio sfortunato lo costringe ad accontentarsi d'un punto soltanto: gli altri due glieli nega Osmenaj, che di testa incrocia in porta il pallone sceso nella sua zona sul tiro di Petracchi sporcato da Di Martino e spizzato all'indietro da Galletti. È la rete dell'1-1, quella che evita al Maliseti la sesta sconfitta in campionato e il sorpasso da parte d'una concorrente diretta: il San Giuliano resta dietro, un punto solo ma ancora dietro.
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Calciatoripiù: Quispe Flores, Osmenaj (Maliseti),
Tommaso Esposito e
Lila (San Giuliano).
esseti
Sestese-Lastrigiana 7-0
SESTESE: Fantini, Scarpelli, Bravi (77' Athuman), Nesti (60' Cesarano), Papucci, Chelli, Menchetti, Gaffarelli, Verzicco (64' Pomponio), Zei (61' Ferro), Patrignani (66' Biscardi). A disp.: Tabani, Gusciglio, Pecori, Riboli. All.: Rossi Alessandro
LASTRIGIANA: Chiarello, Fenza (62' Burroni), Grevi (63' Fe), Giotti (57' Pieragnoli), Gomma, Finelli (61' Maxharri), Manescalchi, Bindi, Canale, Gracci, Fontani. A disp.: Glielmi, Sollazzi, Torniai, . All.: Mollica Alessandro
ARBITRO: Matteo Magrini di Pistoia
RETI: 7' Patrignani, 21' Nesti, 50' Verzicco, 61' Menchetti, 63' Verzicco, 70' Menchetti, 74' Menchetti
Sembra di vedere la Fiorentina. A giro per la Toscana di squadre che, grandi il nome e la storia, d'estate si pensavano ambiziosissime e che ora, già perso l'allenatore che quelle ambizioni le legittimava, si trovano a sciaguattare in una zona che neppure nelle notti peggiori si sarebbero potute immaginare non ce n'è soltanto una. Ce ne sono due, perché quando si vede la Lastrigiana sembra di vedere la Fiorentina, e di questi tempi non è un complimento. Dopo nove giornate, quasi un terzo di stagione, la Lastrigiana sta in basso, molto in basso; e ci resta dopo aver perso malissimo una partita che nell'ultimo biennio aveva rappresentato, in un verso prima e nell'altro poi, uno dei crocevia per lo scudetto. Sono sette le reti che le segna la Sestese, decisa a mostrare che il dolorosissimo 2-2 di Pontassieve non ha lasciato tracce, che il ricordo delle parate di Biagioli è più che digerito; sette, indizio trasparente della mole di lavoro cui sarà chiamato il successore d'Alessandro Sozzi (la dirigenza si sta muovendo con attenzione: scegliere il nome sbagliato potrebbe essere fatale), che ha lasciato l'incarico la sera stessa della sconfitta con la Lampo. Preventivabile anche se non con queste dimensioni, per la Lastrigiana la sconfitta del Torrini deve rappresentare l'ultimo rigo d'un capitolo sfortunato; per non farlo prolungare troppo oltre è necessaria una rivoluzione mentale di buona parte dei calciatori, troppi dei quali si sono mostrati arrendevoli alle prime difficoltà. È giusto citare gli episodi, dire che quando la partita era ancora aperta la Lastrigiana avrebbe potuto segnare tre volte; ma mai, dopo l'1-0 di Patrignani, s'è avuta la sensazione che la Sestese potesse non solo non vincere, ma addirittura non vincere bene. Degli schemi d'Alessandro Rossi (il sistema s'avvicina tantissimo a un insolito quanto efficace 3-3-3-1) funziona tutto: funziona la difesa, insuperabile Chelli e insuperabile Papucci; funziona la mediana, nella quale la qualità di Gaffarelli moltiplica il talento con cui Nesti vede linee di passaggio ignote anche a chi osserva la partita dall'alto; e funziona l'attacco: da lassù arrivano sei delle sette reti complessive. Per la prima occorre mettersi alle spalle giusto i primi scambi, alla fine dei quali la Sestese passa in vantaggio con un'azione che è la sintesi perfetta del talento degli interpreti e dell'allenatore: oltre che piedi divini si riconosce una gran mano nella doppia verticalizzazione che, in mezzo la sponda di Verzicco, vede prima Gaffarelli e poi Nesti spaccare la Lastrigiana in quattro quarti, due metà a destra e due metà a sinistra, e una frattura trasversale tra i reparti; sulla seconda giocata sprinta Menchetti, che dopo aver ingaggiato con Grevi un duello in velocità e averlo vinto raggiunge il fondo e serve sottoporta un rasoterra perfetto, e tagliando sul primo palo Patrignani col destro lo trasforma nell'1-0. Del vantaggio dopo sette minuti la Sestese non s'accontenta, e cerca di raddoppiare con una delle specialità della casa, le punizioni di Gaffarelli per Chelli: dopo averci già provato in avvio partendo dalla trequarti sinistra (il colpo di testa era rimbalzato accanto al palo, poi era uscito), i due replicano dall'altro fronte e con una soluzione diversa, una girata volante, il cui esito però rimane identico. Non da fermo arriva il raddoppio, ma Gaffarelli c'entra lo stesso: sull'incursione di Bravi è lui a reggere il pallone sulla pressione di Finelli e a scaricarlo ai venti metri per il mancino di Nesti, che trova la porta calciando rasoterra di prima. Se s'esclude Fenza, il migliore del pacchetto, la difesa della Lastrigiana è in grande difficoltà: lo è Grevi, nell'emergenza adattato terzino sinistro; e lo sono Finelli e Gomma, i due centrali, che al 29' salgono tardi sul filtrante con cui Menchetti libera Verzicco davanti alla porta: il tris lo rimanda Chiarello, che col corpo respinge il destro rasoterra e poi evita la ribattuta bloccando il pallone con le gambe. La tifoseria della Lastrigiana s'illude che sull'episodio possa cambiare la partita: la fanno sperare il break imbastito da Fenza, che anticipando Patrignani sulla mediana riesce a verticalizzare, e la giocata di Canale, che alimenta il due contro uno prolungando il pallone per Gracci invitato a entrare in area; l'ingresso glielo nega Nesti, che con una lettura da grandissimo mediano anziché da grandissimo regista (o da grandissima mezzala, com'era ad Altopascio) spezza la superiorità numerica e insieme l'attacco. La Lastrigiana ci riprova con un'azione più classica, stavolta Gracci a ispirare con un'apertura a sinistra; la sfrutta Fontani, che sprinta per cancellare l'ostacolo rappresentato da Scarpelli e dal fondo crossa col mancino: l'invito lo raccoglie Canale, che di testa colpisce altissimo (35'). Più gigantesca è l'occasione che gli si para davanti a tre minuti dalla pausa, ora di nuovo Fenza a creare pericoli da destra: leggendo male la situazione Scarpelli di testa prolunga la traiettoria dove non c'è Fantini, però si riscatta immediatamente proteggendo la porta sguarnita dal destro a colpo sicuro. L'episodio contrassegna il momento migliore della Lastrigiana, che per la reazione meriterebbe d'andare alla pausa dopo aver segnato almeno una rete: nell'unico minuto di recupero concesso da Magrini in tutta la partita (scelta giusta, direzione buona, pomeriggio facile) di testa ci va vicino Manescalchi, che Fontani pesca sul secondo palo con un angolo a rientrare dalla bandiera sinistra e che in tuffo Fantini mura. Stavolta reso possibile dal filtrante di Canale e ingaggiato col mancino dal vertice sinistro dell'area di porta, il duello si ripete in avvio di ripresa; e, identico l'esito, catturando il rimbalzo la Sestese avvia l'azione del 3-0: calciando col destro sul secondo palo lo segna Verzicco, liberato dietro la difesa da Zei cui il goniometro di Gaffarelli aveva consegnato un pallone precisissimo (50'). Nonostante la piega orribile presa da un pomeriggio che in altri tempi sarebbe valso emozioni ben diverse, la Lastrigiana contrattacca, e di nuovo crea due occasioni da rete: le cancella Fantini, superlativo nell'opporsi prima al destro con cui Canale aveva mirato all'incrocio (buona la sponda di Gracci) e poi al lob di Bindi, che aveva calamitato il pallone dopo che la difesa della Sestese s'era opposta a Grevi e Manescalchi. Molto più cinica invece è la Sestese, che segna non appena attacca: in due minuti ci riescono, entrambi calciando col destro in diagonale sul secondo palo, prima Menchetti (4-0, 61') e poi Verzicco (5-0, 63'); a entrambi il pallone lo aveva servito Patrignani, sceso sulla corsia sinistra senza trovare ostacoli particolari. Meno precisa è la Lastrigiana, meno precisa anche sottoporta: esce oltre il secondo palo il destro incrociato che, ben servito da Gracci dopo una pressione efficace, Burroni (aveva rilevato Fenza, nel tentativo d'appesantire l'attacco) aveva scaricato verso la porta. Ben più preciso è Menchetti, che tra il 70' e il 74' segna le due reti che valgono a lui la tripletta e alla Sestese il 7-0 finale: per la prima gli è necessario un mezzo esterno destro che sull'accelerazione di Bravi genera il rasoterra vincente sul secondo palo; per la seconda gli basta una scivolata da un metro. Sul filtrante di Cesarano il pallone glielo aveva recapitato Pomponio (i due avevano rilevato Nesti e Verzicco), che a cinque minuti dalla fine si trova sul mancino un altro pallone da scaraventare in rete: per quanto gli è possibile Chiarello contiene una disfatta che però a Lastra a Signa ha già lasciato tracce profonde. Per cancellarle c'è una sola strategia, la cui esecuzione non sarà immediata né semplice: lavorare per ripulire una classifica che s'è fatta preoccupante. Sembra di vedere la Fiorentina.
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Calciatoripiù: se tutti avessero corso come
Bindi e
Manescalchi, le due mezzali, difficilmente la Lastrigiana avrebbe preso sette reti. Invece la Sestese affonda ogni volta che vuole, sia quando l'azione parte direttamente da
Chelli, elegantissimo (sa impostare, e se lo può concedere perché al suo fianco
Papucci è un marcatore implacabile), sia quando a verticalizzare sono
Gaffarelli e
Nesti, che con un mancino notevole si concede anche la prima rete stagionale. Le altre sei arrivano dall'attacco: da
Patrignani, che sblocca le marcature e che della giocata che libera i compagni davanti alla porta ha il senso e il gusto; da
Verzicco, che col numero da Fiorentino ha ereditato anche la freddezza sottoporta; e da
Menchetti, la cui prova stratosferica la tripletta racconta solo in parte.
Samuele Tofani
Casentino Academy-Fratres Perignano 1-2
CASENTINO ACADEMY: Pollio F., Nocentini, Cantore, Dini, Fiacchini, Renzetti B., Renzetti C., Pollio L., Pietrini, Camara, Gabiccini. A disp.: Borghini, Acciai, Dei, Martini, Manni, Boschi, Di Donato, Orlandi U., Hamdaweihi. All.: Forciniti Alessandro
FRATRES PERIGNANO: Calloni, Gentile, Chiarini (3), Pirrone, Rofi, Silvestri M., Oliva, Ben Toraa, Riccomi, Colangelo, Silvestri Y.. A disp.: Mazzetti, Celi, Gazzarrini, Lepri, Mecacci, Karaj, Pucci, Falleni, Nieddu. All.: Lucarelli Massimo
ARBITRO: Andrea Finoia di Firenze
RETI: 39' Oliva, 58' Riccomi, 92' Autorete
Due volte a fila bene non può andare. N'è consapevolissimo il Fratres Perignano, che era rimasto al comando nonostante la sconfitta col Forte dei Marmi e che a Poppi riprende a correre: le reti d'Oliva (è la quinta in nove partite, media altissima anche se giocasse di punta e non da mezzala com'è in realtà) e di Riccomi a cavallo della pausa rendono il punteggio non rimediabile dal Casentino Academy, che segna soltanto nel recupero e che ora vede avvicinarsi una zona che sembrava lontanissima dopo il buon avvio di stagione. Scendere in classifica è inevitabile quando si perdono quattro partite di seguito, soprattutto se la serie s'apre con due pareggi che allora sembravano buonissimi e adesso insomma; era percepibile la voglia di porre fine a questo momentuccio, che l'ottimo approccio sembra cancellare: per venticinque minuti il Casentino Academy pressa alto il Fratres Perignano, gli impedisce di ragionare e d'imbastire azioni offensive, poi prova a colpirlo con uno schema su calcio d'angolo che vede Lorenzo Pollio invitare Dini in pedana e Stefano Calloni proteggere l'incrocio con una parata superlativa. È uno dei tre episodi su cui gira il pomeriggio, perché qui il Casentino Academy sarebbe potuto passare in vantaggio e qui invece il Fratres Perignano si scuote; segue un quarto d'ora necessario a invertire le polarità che governano la partita, alla fine del quale - è il secondo episodio - il punteggio si sblocca: sugli sviluppi d'una rimessa effettuata rapidamente da Finoia segna Oliva, che con un diagonale secco batte Francesco Pollio davanti al quale l'aveva liberato il filtrante di Pirrone. Unito ai ritocchi di Lucarelli, che nell'intervallo registra la squadra, lo 0-1 cambia la partita; la sigilla il terzo episodio, che vede il Casentino attardarsi nell'attesa che Finoia interrompa il gioco per far soccorrere Petrini rimasto a terra nell'area di rigore avversaria e, del fischio nemmeno l'idea, Riccomi finalizzare con un lob un contropiede rapidissimo (58'). Lo aveva avviato Stefano Calloni, il protagonista della mezz'ora che segue: le sue parate su Camara e, doppia, su Pietrini tengono il punteggio inchiodato sullo 0-2; lo scalfisce soltanto l'autorete di Mecacci, che al 92' devia nella propria porta l'angolo ben battuto da Lorenzo Pollio: il colpo di testa di Rofi in anticipo su Dei avvia un flipper che dopo l'ultimo rimbalzo dimezza lo svantaggio. Alla fine manca pochissimo, eppure il Casentino Academy prova a prendersi un punto che più che per la bilancia degli episodi avrebbe meritato per l'interpretazione complessiva: di tempo per un'azione buona ancora c'è, non lo sfrutta però Dini, che di testa devia dalla parte sbagliata del palo il traversone scoccato da Acciai. Il Fratres Perignano se la cava giusto col ricordo di qualche brivido: la Sestese resta dietro, vicinissima ma ancora dietro.
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Calciatoripiù: Dini, Pietrini, Cantore (Casentino Academy),
Stefano Calloni, Christian Chiarini e
Riccomi (Fratres Perignano).
esseti
Forte Dei Marmi 2015-Sporting Cecina 0-6
RETI: 15' Tei, 32' Battini, 56' Tei, 68' Zazzeri, 80' Londi, 85' Dragone
Mobilieri Ponsacco-Pontassieve 1-2
RETI: 20' Luzzi, 50' Luzzi, 83' Biondi
La suggestione è quasi scontata. Come l'anno scorso il Pontassieve era riuscito a fermare la Sestese; e come l'anno scorso a un pari così prestigioso segue una vittoria, che Marchionni s'augura che sia l'avvio d'una striscia positiva: cade il Ponsacco, che non riesce a sganciarsi dalla zona retrocessione, cade nonostante il buon approccio che l'aveva portato a conquistare due angoli in sequenza, ben neutralizzati da Biagioli in uscita. Di tutto il primo tempo sono le uniche due circostanze in cui il Pontassieve rabbrividisce; poi s'accende Tesi, che con le proprie accelerazioni mette più volte in difficoltà i centrali avversari, e soprattutto s'accende Luzzi, che alla fine del primo quarto conquista una punizione sulla trequarti e sugli sviluppi (calcia Del Zotto, media Vilcea con una sponda volante) segna lo 0-1. Senza rischiare mai, il vantaggio il Pontassieve lo trascina intatto all'intervallo, dopo il quale raddoppia, di nuovo sugli sviluppi d'una punizione di Del Zotto e di nuovo con Luzzi, che stavolta taglia in anticipo sul primo palo e di testa corregge un traversone tesissimo. Lo scarto diventa doppio, e soltanto a sette minuti dalla fine il Ponsacco riesce a dimezzarlo: segna Biondi, che raccoglie la punizione di Cavallini respinta dalla traversa e appoggia il pallone in porta. La partita si riapre, e nel finale il Ponsacco sfiora il pari: lo manca Cappello, che calcia alto sulla spizzata di Bianchi. È l'ultimo sussulto: il Pontassieve vince, e anche se non riesce ad abbandonare l'ultima posizione accorcia sulla quartultima, che ora dista quattro punti. .
Calciatoripiù: Luzzi decide a favore del Pontassieve una partita in cui giganteggia Paolieri .
Lampo Meridien-Fucecchio 0-2
RETI: 65' Berhoxha, 70' Diviggiano
Nell'ultimo atto d'un fine settimana che si prolunga fino al lunedì sera il Fucecchio si ritrova terzo: pesa tantissimo la vittoria ottenuta nel posticipo in casa dell'ex Giorgetti, che vede la propria Lampo Meridien cadere 0-2 dopo aver retto per tutto il primo tempo. Perché il punteggio si sblocchi è necessario infatti scavallare la pausa, anche se già prima della mezz'ora il Fucecchio sarebbe potuto passare in vantaggio: era spalancato lo specchio davanti a Gatto, che per cercare l'angolo calcia dalla parte sbagliata del palo. Dell'errore sottoporta ci si dimentica bene una volta che, mentre sta per chiudersi il terzo quarto, di testa Berhoxha porta in vantaggio il Fucecchio massimizzando un angolo di Niccolò Mazzoni; cinque minuti più tardi Diviggiano raddoppia in mischia, e rende caldissime le ambizioni del Fucecchio.