Cattolica Virtus-Lastrigiana 0-1
CATTOLICA VIRTUS: Dallai, De Sa, Peccini, Mugnaini, Zangarelli, Lazzerini M., Morozzi, Zini, Crini, Cullhaj, Fossi I.. A disp.: Bracci, Dona, Lazzerini C., Narduzzi, Pagnotta, Tapinassi, Torres Perez, De La Cruz . All.: Fraccone Marco
LASTRIGIANA: Pozzi, Gibbino, Cappiardi, Palmini, Desideri, Tarantino, Gueye, Pietrosanti, Straccali, Taoufik, Nencini. A disp.: Pratolini, Mangani, Del Giudice, Baggiani, Campinoti, Spanu, Labardi, . All.: Fabio Zuccaro
ARBITRO: Giulio Assirelli di Empoli
RETI: 24' Palmini
La Lastrigiana riparte da Soffiano, e interrompendo una striscia di tre partite senza vittorie mangia due punti al Tau e aggancia il Venturina al terzo posto. In dieci per tutta la ripresa (espulso Peccini), la Cattolica cade perdendo di misura (0-1) una partita caratterizzata da molti episodi, e nella quale la garra messa in campo dalle due squadre ha prevalso sulla tecnica. Più di tutto pesa il rigore che Pozzi para nel recupero negando a Fossi la rete del pareggio. È l'epilogo di una partita avviata dal buon approccio della Lastrigiana, che dopo l'iniziale fase di studio crea la prima occasione: Straccali lancia in profondità Taoufik, anticipato dall'ottima uscita di Dallai. La Cattolica reagisce con Fossi, che a seguito di una buona azione personale entra in area e calcia trovando l'opposizione di Pozzi (19'). La partita inizia a prendere ritmo e al 24' esprime il primo dei tanti episodi: Taoufik crossa per Nencini, che cade in area per una trattenuta di Peccini. Il contatto c'è, ma l'intensità sembra lieve: punibile la considera invece Assirelli, che concede alla Lastrigiana il calcio del rigore. Sul dischetto si presenta Samuel Palmini, che calcia in porta la ribattuta dopo essersi fatto ipnotizzare da Dallai sul primo tentativo di trasformazione. Finita in svantaggio, la Cattolica prova a reagire e cerca di aumentare i giri: al 39' Zini crossa per Zangarelli che colpisce di testa, è bravo Cappiardi a respingere un pallone che poteva diventare insidioso. La Lastrigiana rischia di nuovo poco prima dell'intervallo: è buona la percussione personale di Crini, che però si allunga troppo il pallone al momento del tiro e favorisce l'uscita di Pozzi. La prima frazione si conclude così, senza occasioni ulteriori. La ripresa porta subito con sé il secondo episodio decisivo: dopo appena cinque minuti Peccini, già ammonito protesta eccessivamente con Assirelli, che gli mostra il secondo giallo e lo espelle. Nonostante l'inferiorità numerica la Cattolica continua giocare a viso aperto e al 53' confeziona una buona occasione con Fossi, che converge e calcia a giro dal limite dell'area: il pallone esce di poco a lato. Scampato il pericolo, la Lastrigiana si riaffaccia in aventi e crea una grandissima opportunità per il raddoppio: Desideri lancia in profondità Nencini che calcia dal limite dell'area anticipando l'uscita di Dallai, è provvidenziale il recupero di Zangarelli che spazza il pallone dalla linea di porta (61'). Passato lo spavento la Cattolica riprende a fare la partita, ma per trovare spazi ha bisogno di oltrepassare la mezz'ora; poi Cappiardi buca l'intervento sul filtrante di Crini per Fossi, che calcia a colpo sicuro e trova l'opposizione superlativa di Pozzi. Sul vantaggio di misura la Lastrigiana capisce che non può contare, e si lancia all'attacco nel tentativo di sigillare il successo: la spinta rinnovata porta in pedana Nencini, che dall'interno dell'area di rigore tenta il cucchiaio e trova la grande opposizione di Dallai (85'). A parate segue parata: cinque minuti dopo a calciare in diagonale è Taoufik, che l'azione precedente l'aveva alimentata e che, dopo aver ricevuto da Mangani ed essersi fatto quaranta metri di corsa, entra in area e cerca il palo lontano con un diagonale insidioso. La partita sembra ormai indirizzata verso la conclusione senza ulteriori occasioni quando, al termine dei sei minuti di recupero concessi da Assirelli, la Cattolica conquista un calcio di rigore per una trattenuta di Campinoti: sul dischetto si presenta Fossi, che il fallo lo aveva subito e che incrocia il tiro trovando però l'opposizione decisiva di Pozzi; la difesa spazza la ribattuta, e sul rinvio per Soffiano risuona il segnale di chiusura. Dunque la Lastrigiana vince 0-1, e con la sesta vittoria in dieci giornate si piazza al terzo posto.
Calciatoripiù: nella Cattolica Virtus si segnalano, ottimi,
Dallai e
Zangarelli, che neutralizzano bene gli attaccanti avversari; sull'altro fronte spiccano le prove di
Pietrosanti, Gueye e soprattutto di
Pozzi, che con una serie di parate decisive e con il rigore parato allo scadere concede la vittoria alla Lastrigiana.
TdG
Oltrera-San Miniato 3-0
OLTRERA: Faggioli, Landi, Sostegni, Casiero, Kamal, Clemente, Paffi, Cappagli, Pratelli, Pangallo, Cecchi. A disp.: Boccacci, Matteoli, Chick, Sorrentino, Mbaye, Asmodeo, Franchi, Celeste, Mocanu. All.: Del Vita Matteo
SAN MINIATO: Perniconi, Inglesi, Leoni, Ibrahimi, Fini, Lorenzetti, Castrigato, Ulivi, Bellandi, Cultrera, Aceto. A disp.: , Palei, Boumarouane, Focardi, . All.:
ARBITRO: Amin El Asli di Livorno
RETI: 54' Cecchi, 65' Cecchi, 69' Pangallo
Le difficoltà restano enormi, la classifica orribile; eppure a Pontedera il San Miniato ha mostrato di essere sulla via giusta per aggiustare una stagione nata malissimo. Sono appena tre le reti che gli segna l'Oltrera, che per spezzare l'equilibrio ha bisogno della ripresa e che rischia in avvio su un disimpegno sbagliato da Mattia Landi: subito Cultrera calamita il pallone e sottomisura cerca la porta, mancata di poco. L'Oltrera reagisce subito, e per due volte sbatte su Perniconi: lo aveva insidiato Pangallo, servito centralmente da Cecchi. Il San Miniato si difende e prova a incunearsi negli errori degli avversari in fase d'alleggerimento; se ne registra un altro al 10', quando l'Oltrera rischia ancora su un possesso sbagliato: stavolta è Kevin Sostegni a liberare male e a consegnare il pallone ad Aceto, sul cui servizio Inglesi calcia male favorendo la parata di Faggioli. Come quella precedente la puntura resta indolore, e l'Oltrera può dedicarsi a costruire nuove azioni d'attacco: al quarto d'ora sulla sponda di Pratelli in pedana si porta Cecchi, che a giro calcia di poco a lato. È una delle ultime emozioni del primo tempo, nel quale a differenza di quanto accaduto nelle settimane precedenti il San Miniato riesce a reggere bene il campo e contenere le folate degli avversari. Diversa è la ripresa, che l'Oltrera affronta con altro ritmo: subito Mattia Landi, che calcia in porta una punizione da sinistra, insidia Perniconi attento. Il San Miniato cade di lì a poco, sulla combinazione tra Casiero e Pangallo chiusa con un filtrante che spacca a metà la difesa: è un invito perfetto per Cecchi, che scarta Perniconi e segna l'1-0 (54'). Sbloccato il punteggio, anche se mantiene i ritmi bassi ora l'Oltrera gioca fluida; il raddoppio arriva quasi automatico: segna di nuovo Cecchi, che massimizza la sponda aerea di Pratelli sottoporta (65'). Sul 2-0 la partita sembra ormai aver preso una direzione precisa, che l'Oltrera sottolinea nel giro di pochi minuti: stavolta segna Pangallo, che di testa corregge in porta il traversone di Kamal. Il San Miniato comunque ha voglia di far vedere che è vivo, e sulla ripresa del gioco costruisce l'occasione per accorciare: la neutralizza Faggioli, che s'oppone ad Aceto servito in profondità da Cultrera. Resta uno squillo isolato: l'Oltrera fa la partita, protesta un po' con El Asli per due decisioni controverse (annullata la rete di Paffi, servito a porta vuota dal traversone rasoterra di Pangallo sul lancio d'Asmodeo; sospetto il tackle di Fini su Pratelli all'interno dell'area di rigore) e continua ad attaccare; protagonista del finale è Matteoli con due traversoni (Ulivi allontana il primo, sul secondo Mocanu stacca bene e sbatte su Perniconi) e, sulla sponda di Pratelli, un tiro a colpo sicuro ribattuto col corpo da Leoni. Di fatto la partita si chiude qui: battendo il San Miniato, che soprattutto nel primo tempo aveva sperato di conquistare il primo punto della stagione, l'Oltrera vince e si conferma l'outsider dei piani alti.
Calciatoripiù: Cecchi, Paffi (Oltrera),
Perniconi, Ulivi (San Miniato).
Pietrasanta-Settignanese 1-2
PIETRASANTA: Pennucci, Tonini, Cresci, Karafili, Puccinelli, Dezulian, Cianelli, Angeli, Petacchi, Di Bianco, Laboti. A disp.: Gassani, Remorini, Ramacciotti, Benassi, Pardini, Poltronieri, D Este, Bacci . All.: Lazzarini Alessandro
SETTIGNANESE: Fontani, Galli, Preka, Tozzi, Djoni, Giappichini, Pratesi, Marfisi, Burrini, Ragusa, Villetet. A disp.: De Fazio, Molinati, Sisti, Malica, Grassi, Milli, Spanu G., Vultaggio. All.: Fani Filippo
ARBITRO: Niccolo Poli di Carrara
RETI: 4' Burrini, 11' Burrini, 50' Dezulian
D'una vittoria aveva bisogno. Ne aveva bisogno perché le mancava dal 5 ottobre, perché lo Sporting Cecina - l'ultima squadra battuta - s'è acceso e d'un tratto ha alzato la media salvezza, perché il 3-4 subito dal Venturina all'ultima azione rischiava d'aver lasciato scorie. D'una vittoria la Settignanese aveva bisogno, e l'ha ottenuta dopo esser partita benissimo (0-2 all'11', doppietta di Burrini) e aver rischiato nella ripresa: dopo aver dimezzato lo scarto con una rete di Dezulian dalla distanza, il Pietrasanta ha accelerato alla ricerca del pareggio negatogli soltanto dal palo. È l'epilogo d'una partita (1-2 dunque il finale) che s'apre col doppio vantaggio della Settignanese nei primi undici minuti: segna per due volte Burrini, prima di piede sul filtrante di Marfisi e poi di testa sulla punizione laterale che Tozzi aveva crossato in area dalla trequarti. Nel mezzo il Pietrasanta portandosi al tiro (pallone a lato) con Dezulian, il migliore, aveva costruito l'occasione più nitida di tutto il primo tempo, nel quale fatica a trovare le distanze giuste tra i reparti e concede a Burrini l'occasione per il tris: stavolta esce dallo specchio il colpo di testa scelto come correzione per il traversone di Pratesi. Con queste premesse il doppio vantaggio a metà partita sembra poco meno che inscalfibile, sensazione cancellata dopo appena cinque minuti dal riavvio: dalla distanza Dezulian centra lo spazio che sta sotto l'incrocio, e battendo Fontani tuffatosi forse un po' in ritardo dà inizio a una partita diversa. Ora infatti la Settignanese si piazza a protezione del vantaggio, e decide d'affidarsi ad azioni di rimessa: non le sfruttano né Villetet, che calciando su Pennucci spreca la combinazione tra Marfisi e Burrini, né Vultaggio, che Villetet lo aveva rilevato e che liberissimo perde il tempo per la battuta a rete. Degli errori avversari si fa forza il Pietrasanta, pericoloso al 79' con un colpo di testa di Remorini (Fontani si salva aiutandosi con la parte alta della traversa) e soprattutto all'85' sugli sviluppi d'un angolo: la mischia spedisce il pallone dalle parti di Di Bianco, che a colpo sicuro calcia sul palo. La Settignanese gli butta un bacio volante e trascina in fondo la vittoria: ne aveva bisogno, un bisogno enorme.
Calciatorepiù: con questa doppietta
Burrini raggiunge quota sei reti in dieci giornate, risultato notevole, notevolissimo.
esseti
Floria-Seravezza 3-3
FLORIA: Servi, Bautista, Carrai, Macaluso, Sordini, Santoro, Panichi, Esteves, Batelli, Bettarelli, Piccini. A disp.: Lagattolla, Michelini, Bussotti, Morales, Riccucci, Bitossi, Laaroussi, Landi . All.: Alessi Dimitri
SERAVEZZA: Mazzantini, Rosini, Gatti, Beltrano, Benedetti, Privitera, D Andrea, Sgado, D Antonio, Intaschi, Ottaviano. A disp.: Azzi, Launari, Casolare, Bertoni, Mingazzini, Balestracci, Coppola, El Fallah, De Angeli. All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Lorenzo Petrelli di Arezzo
RETI: 11' Carrai, 40' Ottaviano, 45' Piccini, 52' D Antonio, 73' rig.Batelli, 93' Privitera
Sul grande cuore del Seravezza prima o poi qualcuno scriverà qualcosa di più profondo di un articolo di cronaca. Una sconfitta al Grazzini, che rischiava di farsi trappola (tre gli svantaggi, l'ultimo svanisce solo nel recupero), avrebbe complicato notevolmente la classifica, nella quale lo sprint dello Sporting Cecina sta accendendo una corsa salvezza fin qui poco saporita: la rete del 3-3 che Privitera segna al 93' costringe la Floria ad accontentarsi di un pari che rende minimo lo scarto sulla zona retrocessione. È l'epilogo di una partita che, pesante il bottino sul tavolo, s'era accesa subito: il Seravezza attacca per primo con una punizione di D'Andrea a lato di poco (4'), la Floria replica con un tiro potente di Piccini cui s'oppone da Michael Mazzantini, graziato dalla ribattuta volante di Sordini (tiro alto, 7'). La Floria ci riprova con un'azione alimentata dallo sprint di Panichi, che dopo essersi accentrato chiama Michael Mazzantini a un'altra parata complessa. Dal calcio d'angolo con cui si riprende il gioco nasce la rete del vantaggio: batte Bettarelli, irrompe Carrai e segna l'1-0. Il Seravezza reagisce subito con un tiro di D'Andrea da fuori area (il pallone scheggia la traversa), poi nonostante la buona pressione ha bisogno d'oltrepassare l'ora di gioco per tornare a rendersi pericoloso: sia Sgadò (33') sia Bettarelli calciano fuori da buona posizione. L'equilibrio si ristabilisce al 40': segna Ottaviano, che partito in posizione sospetta calcia il pallone nell'angolo alla sinistra di Servi. È la rete dell'1-1, che non arriva intatto all'intervallo: a un istante dal gong Piccini si libera a sinistra e dalla distanza indovina l'eurogol del 2-1. Il nuovo vantaggio della Floria scavalla la pausa, poi si frantuma: la sua difesa non riesce ad allontanare un pallone rimasto in area troppo a lungo, e sull'ultimo dei rimbalzi D'Antonio batte Servi per il 2-2. La partita s'accende, di testa Piccini colpisce la traversa (56'), il Seravezza pareggia subito il conto dei legni col palo di Launari (59', sul rimbalzo Servi cattura il pallone per evitare ribattute pericolose). Poi l'equilibrio si spezza di nuovo, e di nuovo nella medesima direzione: la Floria, che s'era resa già pericolosa con Macaluso (magnifico Mazzantini nella parata sul tiro a colpo sicuro, 69'), riempie bene l'area di rigore, e Gatti s'oppone con la mano larga a un tiro d'Esteves. Per Petrelli è rigore, che Batelli gelido segna spiazzando Mazzantini (73'). È il 3-2 della Floria, intatto fino al 93'; poi, per la terza volta, il Seravezza pareggia: segna Privitera che, salito come centravanti di complemento, si serve del proprio fisico imponente per intervenire di testa su un lungo lancio dei compagni di difesa e correggerne in porta la traiettoria. È la rete del 3-3: la Floria si rammarica, una vittoria avrebbe voluto dire tanto.
Calciatoripiù: Carrai segna e si conferma devastante sulla fascia di competenza; a centrocampo
Esteves lotta su ogni pallone; davanti alla difesa
Macaluso è ormai una certezza;
Piccini segna una rete fantastica, coronamento di una partita superlativa. Alla Floria però tutto ciò non basta: non basta perché
Filippo Benedetti e
D'Antonio impediscono che nel momento di maggior difficoltà tutto naufraghi, e perché allo scadere
Privitera segna il 3-3.
G48
Scandicci-Tau Calcio 1-1
SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Salvadori (45' Nannoni), Talbi (65' Belli), Baroncelli Lancisi, Morosino, Andrei (77' Galletti), Borchi (93' Drago), Bagala (59' Nocentini), Kurti (59' Lodovisi), Pacini (59' Focardi). A disp.: Pesci, Sani . All.: Bernocchi Lorenzo
TAU CALCIO: Ricci (86' Mariotti), Romanelli (75' Guidi), Serafini, Tancredi (71' Bracaloni), Marzano, Rigacci, Moschini (71' MAtteucci), Pierucci, Giovannelli (58' Stondei), Sarnataro, Pellegrini (75' Bonelli). A disp.: Scarselli, Hussey, Goxhaj. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Leonardo D Ascoli di Arezzo
RETI: 45' Rigacci, 68' Focardi
È andata come quei matrimoni i cui preparativi sono così estenuanti che alla fine gli sposi sono stufi, così stufi da lasciarsi prima che finisca la luna di miele. Celebrata la scorsa settimana dopo due mesi d'attesa (e anche la religione aveva avuto la sua parte: testimone era stata la Cattolica), anche se è impossibile escludere un ritorno di fiamma l'unione tra il Tau Altopascio e la prima posizione è già evaporata: è evaporata perché di mezzo si sono messi in due, lo Scandicci che in rimonta strappa il pari (1-1) e il Fucecchio, che l'amata se la prende. La giornata che chiude il primo terzo di stagione (date per fatta la battuta sul tempo che passa svelto quando ci si diverte) ripristina la situazione di due settimane fa: la classifica la guida il Fucecchio con due punti di vantaggio sul Tau, che torna a rallentare dopo quattro vittorie consecutive. Lo frena una delle migliori prove stagionali dello Scandicci, che senza demeritare chiude in svantaggio il primo tempo solo perché colpito da Rigacci (gioca lui, classe 2010, centrale di difesa accanto a Marzano) all'ultima azione buona prima della pausa, e che a metà ripresa pareggia con un'azione costruita interamente dalla panchina: a favorire la stoccata di Focardi è il lancio strabiliante di Lodovisi, coinvolto dalla sponda di Nocentini sul pallone profondo di Nannoni. Dei quattro calciatori che confezionano l'1-1 nessuno era in campo al 1': non lo era Nannoni, che alla fine del primo tempo aveva rilevato Gabriele Salvadori costretto a uscire dopo uno scontro duro; e non lo era nessuno degli altri, che rivoluzionando l'attacco un minuto prima dell'ora di gioco Bernocchi aveva inserito chiamando fuori Bagalà, Filippo Pacini e Kurti. Lo Scandicci, infatti, era partito con uno schieramento leggero, senza centravanti di ruolo, nel tentativo di non dare riferimenti a Marzano e Rigacci, superlativi in marcatura sull'uomo: in questa configurazione non deve sorprendere che il primo pericolo per la porta del Tau lo crei Baroncelli Lancisi, che dopo aver avviato la corsa di Bagalà con un lancio profondo sulla sinistra si stacca dalla linea difensiva e riempie bene l'area di rigore avversaria, nella quale l'uscita di Jordan Ricci gli impedisce di ricevere il traversone di ritorno. Lo scontro fortuito tra i due, con annessi soccorsi per entrambi, costringe lo Scandicci a riprendere il gioco in inferiorità numerica, e senza uno dei due centrali difensivi (l'altro è Morosino, favoloso): prova subito ad approfittarne il Tau con lo sprint di Serafini sulla corsia sinistra, quella in zona Greve e panchine, con allegato servizio al centro per Sarnataro, che anziché azzardare il destro di prima (ha la qualità per farlo) controlla il pallone e se lo fa sottrarre da Gabriele Salvadori; tra i due compagni aveva mediato Giovannelli, il cui colpo di testa sul controtraversone di Rigacci dalla trequarti destra incendia la tribuna per un istante soltanto: per D'Ascoli (ottima direzione nel complesso, su questa fattispecie qui senz'assistenti si sa che è complicatissimo, e dunque esprimere un giudizio sarebbe ingiusto) è irregolare la posizione di partenza, non convalidabile la rete del vantaggio (9'). Dopo aver ricominciato a respirare e ritrovato la parità numerica, lo Scandicci costruisce subito un'altra azione d'attacco: stavolta la imbastisce Kurti, che vinto un contrasto con Tancredi (parte male, ma sbaglia solo questo pallone, o quasi: nei 71 minuti che Paoletti gli concede è uno dei migliori del Tau) apre a sinistra per Bagalà, il cui mancino da posizione defilata, quindici i metri dalla porta, esce alto (11'). Segue una decina di minuti nei quali all'intensità elevatissima, gran piacere per il pubblico, non s'accompagnano occasioni da rete: è il frangente in cui più s'apprezzano i duelli tra Talbi e Sarnataro (si vede pochissimo) sulla trequarti dello Scandicci e tra le coppie di mezzali Andrei-Pierucci e Borchi-Moschini, e si prende atto che il 4-3-1-2 con cui Bernocchi e Paoletti schierano le due squadre concede a entrambe, ovvio, spazio sulle fasce. Prova a sfruttarlo lo Scandicci, che torna a insidiare Jordan Ricci dopo averlo già saggiato con il destro d'Andrei sull'invito di Talbi: sul traversone di Borchi, che grazie alla combinazione tra Filippo Pacini e Bagalà era scappato sulla corsia sinistra e aveva crossato col mancino, interviene al volo Kurti, che in mezzo a tre avversari calcia in girata con lo stesso piede senza però angolare la traiettoria (26'). Il Tau replica con un'azione diversa, che sviluppa così perché può contare sulla fisicità di Giovannelli: sul lancio di Marzano è la sua sponda a cucire tra Pierucci e Pellegrini, che l'azione l'aveva alimentata e che, ricevuto il pallone di ritorno al vertice sinistro dell'area di porta, apre il destro in diagonale troppo oltre il palo lontano. Più vicino allo specchio va lo Scandicci con l'angolo che Borchi calcia dalla bandiera sinistra e che, pescato poco oltre il secondo palo, di testa Andrei corregge sulla traversa (Jordan Ricci tocca, 38'). Già percepibili, le imprecazioni dello Scandicci si fanno rumorose nell'azione che chiude il primo tempo: sull'angolo che Pellegrini batte corto scambiando con Sarnataro e che poi crossa verso il centro dell'area di rigore (prolunga di sicuro Marzano, forse anche Giovannelli) irrompe Rigacci, che in posizione niente più che sospetta si serve della fronte per spingere il pallone in rete. D'Ascoli convalida, e delle difficoltà di valutare il fuorigioco con così tanti incroci e altrettanti tocchi s'è già detto; seguono i due fischi di chiusura del primo tempo. Al riavvio, dopo aver provato a segnarsi da solo (Rigacci dà un pallonaccio a Jordan Ricci, che per evitare l'autorete deve rinviare come viene: ne nasce un servizio per Bagalà, che controlla non benissimo e col destro calcia oltre il secondo palo), il Tau crea subito l'azione del raddoppio: non la concretizza Giovannelli (gli va strettissima l'unica rete segnata in stagione), che scappa a sinistra sul filtrante di Pellegrini invitato a verticalizzare dalla punizione veloce di Marzano e una volta violata l'area di rigore calcia col mancino colpendo il palo (52'). Dell'episodio favorevole lo Scandicci cerca subito d'approfittare col destro che, Talbi a favorirlo, Kurti scarica verso la porta dal fronte destro della trequarti: incerto nella presa, quasi sorpreso, Jordan Ricci deve retrocedere rapidamente per inchiodare il pallone sulla linea e tenerlo lì, evitando che ruzzoli in rete o che Filippo Pacini ce lo spinga (54'). Con un'azione più ragionata lo Scandicci ci riprova sette minuti più tardi facendo perno sul fisico di Nocentini, cui dopo la rivoluzione Bernocchi affida il centro dell'attacco: è lui a sprintare a destra, lui a restituire il pallone a Borchi, che l'azione l'aveva avviata con un filtrante e che col mancino in girata calcia di molto oltre il secondo incrocio. Anche se la porta resta lontana suona nitido l'allarme per il Tau, che nel giro d'un paio d'azioni confeziona un'altra occasione per il raddoppio: lo fallisce Stondei (aveva rilevato Giovannelli), che Sarnataro aveva liberato dietro la difesa e che in uscita bassa Izzo contiene. È un episodio decisivo, perché inizia l'ultimo quarto e lo Scandicci pareggia: calciando col destro rasoterra in diagonale dal limite dell'area di rigore segna Focardi, liberato a sinistra dal lancio strabiliante di Lodovisi (mancino di prima, trentacinque minimo i metri coperti) sul pallone profondo di Nannoni ripulito dalla sponda di Nocentini. È la rete dell'1-1, che rischia di reggere cinque minuti soltanto, perché la difesa dello Scandicci si fa sorprendere di nuovo da un filtrante, stavolta di Pierucci per Pellegrini: l'esito è identico a una decina di minuti prima, in uscita bassa - ora col piede, e poi neutralizza la ribattuta di Matteucci, che aveva appena rilevato Moschini - Izzo neutralizza. È l'ultima azione in cui lo Scandicci vacilla, nei diciassette minuti (poi ventuno) che restano da giocare il Tau non riesce più a costruire vere occasioni da rete; anzi, nel finale rischia sulla punizione (per neutralizzare gli effetti del passaggio pigro che aveva diretto verso Guidi, da poco entrato per Romanelli, Rigacci deve giocarsi il fallo con ammonizione in allegato) che Borchi aveva conquistato intorno al vertice sinistro dell'area di rigore e che col destro calcia verso la porta: la protegge Mariotti, entrato a freddo per Jordan Ricci (un contrasto lo aveva costretto a dare forfait in anticipo) e reattivo dietro la barriera, che s'era aperta a tradimento. Almeno il pari il Tau lo salva, ed è il minimo per quello che s'è visto (il vantaggio, il palo di Giovannelli, Stondei e Pellegrini soli davanti a Izzo); di perdere però non avrebbe meritato neppure lo Scandicci, che con una prova di grande carattere e altrettanta qualità rompe un matrimonio durato pochissimo. Per ricomporlo c'è ancora tempo: resta da convincere il Fucecchio, che intanto sul campanello di casa ha piazzato la targa col doppio cognome.
Calciatoripiù: dello spazio che i due 4-3-1-2 concedono sulle corsie laterali approfitta soprattutto
Serafini sul fronte sinistro d'attacco del Tau, dove gli è facile dialogare con
Pierucci spesso coinvolto nella manovra da
Tancredi, che sbaglia il primo pallone e poi nessun altro, o quasi. L'ottima prova in mediana però non basta per la quinta vittoria consecutiva: non basta perché
Nocentini e
Lodovisi mettono
Focardi in condizione di battere a rete, e perché a cavallo del'1-1
Izzo si rende protagonista di due uscite sovrumane, quelle nelle quali di solito si commette fallo e si provoca il rigore, e invece stavolta il gesto tecnico è così pulito che nessuno azzarda neppure mezza sillaba di protesta.
Samuele Tofani
Sestese-Aquila Montevarchi 0-2
SESTESE: Giorgetti, Sostegni, Bassetti, Stasi, Riboli, Dervishi, Durgoni, Ceccherini, Notari, Palmini, Iuliucci. A disp.: Faggi, Minniti, Cecchi, Musa, Pacini, Paci, Pancella, Bellini, Barbanti. All.: Ferro Marco
AQUILA MONTEVARCHI: Cappetti, Tani, Pericoli, Manenti, Sira, Bigozzi, Maccioni, BORRI, Cannoni, Brogi, Pratesi. A disp.: Ghelli, Cioncolini, El Hanif, Ensoli, Pranteddu, Assouini, Sylla, Presenti. All.: Peri Francesco
ARBITRO: Valerio Schettini di Pisa
RETI: 38' Brogi, 86' rig. Brogi
Tau: un punto. Cattolica: tre punti. Venturina: un punto. Fucecchio: un punto. Se s'esclude quello con la Lastrigiana, dagli scontri con le big l'Aquila Montevarchi era uscita sempre imbattuta: dunque non può sorprendere lo 0-2 (doppietta di Brogi, una rete per tempo) con cui espugna il Torrini. La Sestese perde in casa per la terza volta su cinque, la prima con uno scarto superiore al minimo: è questo l'esito d'una partita bifronte, aperta dall'ottimo avvio del Montevarchi, che però nei primi venti minuti riesce a conquistare soltanto qualche calcio d'angolo. È un'altra tipologia di ripresa del gioco, una punizione dal limite dell'area di rigore (la Sestese, che ritiene pulito l'intervento di Riboli, contesta a lungo la decisione di Schettini: di sicuro, eufemismo, la sua direzione non ha convinto), a valere il vantaggio: la calcia Brogi, che su azione ci aveva già provato da fuori intorno al 20' (tiro rasoterra, parato) e che sorprende Giorgetti sul palo di competenza (38'). È la rete dello 0-1, legittimo sia per lo sviluppo del primo tempo sia per le occasioni annotate: alle due con Brogi protagonista il Montevarchi aveva associato un inserimento che da destra Borri aveva chiuso con un diagonale largo di poco, mai invece la Sestese era riuscita a insidiare Cappetti (gioca lui, in panchina Ghelli). Al riavvio l'affermazione non è più valida: per salvare la porta del Montevarchi sul colpo di testa di Pancella, che nel corso della pausa Ferro aveva inserito insieme a Riccardo Pacini (fuori Iuliucci e Santiago Palmini) e che l'angolo di Stasi aveva pescato sul secondo palo, ci vuole una parata di quelle notevoli. La situazione si ripete, simile l'innesco (è sempre un angolo, stavolta di Durgoni da destra) e identico l'esito, sul tiro di Minniti, che da poco aveva rilevato Kevin Sostegni e che dal disco del rigore colpisce a botta sicura: è prodigiosa la parata che impedisce la ribattuta di Barbanti, così com'è prodigiosa quella sulla punizione che Notari aveva conquistato al limite dell'area di rigore e che il destro di Pancella aveva spedito nello specchio. La sequenza di calci da fermo insidiosi contrassegna il momento migliore della Sestese, che paga carissima una disattenzione difensiva: è un retropassaggio errato di Riboli a lanciare in campo aperto Cannoni, affossato dal tackle di Dervishi quando la linea dell'area era già alle spalle. Schettini valuta bene la situazione sul piano tecnico, netto il rigore, male su quello disciplinare: l'espulsione non ha senso, era evidente la contesa del pallone, quella che abbassa la sanzione d'un grado. Sembra che sia in vigore il regolamento d'una decina d'anni fa, incorporata l'ingiustissima tripla sanzione (rigore, espulsione, squalifica): mentre la Sestese se ne rammarica, gelido Brogi batte Giorgetti per la seconda volta. È l'epilogo: il Montevarchi vince, e dopo un avvio di stagione complicato (cinque i punti nelle prime cinque giornate) ora si specchia in una classifica interessantissima.
Calciatoripiù: Durgoni, Pancella (Sestese),
Brogi, Manenti, Tani, Pericoli e
Sirà (Aquila Montevarchi).
esseti
Venturina-Sporting Cecina 0-1
VENTURINA: Kohler, Guazzelli, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Mezzetti, Galbiati, Panichi, Bologna, Guazzini, Nista. A disp.: Galli, Tognazzi, Tassi, Tosi, Casoli, Lenci, Messina, Vilcu, Monaci. All.: Bucciantini Fabio
SPORTING CECINA: Sommani S., Creatini, Benedetti, Lettiere, Meatu, Bettini, Ceccarini, Bertaccini, Magozzi, Castellano, De Santis. A disp.: Melis, Bernini, Bartolini, Cominale, Moretti, Cacace, Pistoia, Franci. All.: David Tarquini
ARBITRO: Federico Picchiotti di Piombino
RETI: 30' Castellano
È facile che il derby si trasformi in una trappola. Ci rimane imprigionato il Venturina, che puntava a salire ad Altopascio forte d'una posizione di vantaggio e che invece scivola al terzo posto, dove peraltro lo raggiunge la Lastrigiana: lo condannano la rete di Castellano, che consegna allo Sporting Cecina il secondo successo consecutivo e a David Tarquini il sesto punto su sei disponibili dal suo arrivo in panchina, e il rigore (non c'era, errore d'Irene Agresti, che peraltro pur tenendo bassissima la soglia del fallo prima e dopo l'episodio non ha diretto male) sbagliato da Bologna, che in avvio di ripresa cestina l'occasione del possibile pareggio. È la seconda svolta d'una partita che per un po' aveva stentato a decollare: per l'intera durata del quarto d'ora inziale le due contendenti erano state soprattutto a guardarsi ostili. È lo Sporting Cecina che per primo prova a convertire l'ostilità nella rete del vantaggio: non la trovano né De Santis, che da mezzo metro non riesce a spingere in porta il traversone rasoterra di Castellano, né Bertaccini, che calcia alto di poco; il Venturina replica con un paio d'azioni che vedono Bologna liberarsi a destra (ne nasce un paio di calci d'angolo, non sfruttati) e due tiri di Guazzini, che dalla distanza non fa paura a Simone Sommani. Di fatto si tratta degli scambi con cui ci si riscalda, il tappo salta non appena una delle due squadre decide d'accelerare: a dispetto della classifica e del fattore campo è lo Sporting Cecina, a segno con la volée di Castellano sulla punizione che Bertaccini aveva fatto spiovere in area dalla trequarti offensiva. Scocca la mezz'ora, e per reagire allo svantaggio il Venturina ha bisogno dell'intervallo e del ritocco tattico deciso da Bucciantini, che trasforma il sistema di gioco in un 4-3-3 con cui tamponare le sovrapposizioni di Creatini e Carlo Benedetti. Sul piano tattico la mossa funziona: per il primo quarto d'ora che segue il riavvio lo Sporting Cecina fatica a uscire dalla propria metà campo, anche se i tiri sbucciati di Galbiati e di Bologna non possono essere abbastanza per rimettere in discussione il punteggio. Questa forza potrebbe avercela il rigore che Irene Agresti concede punendo un fallo, che fallo non era (già bollare il contatto come spintarella è un gesto generoso), di Creatini: dell'esecuzione s'incarica Bologna, che dell'azione era stato il protagonista passivo e che però calcia alto di mezzo metro almeno. È un episodio che pesa: nella mezz'ora che rimane il Venturina torna con la testa sempre lì, e per tutta la durata regolamentare della ripresa non riesce a costruire occasioni per il pari; anzi, gli va bene che a un quarto d'ora dalla fine il diagonale di Carlo Benedetti, che a sinistra aveva ritrovato gli spazi del primo tempo, esca dalla parte sbagliata del palo lontano. Solo a un istante dallo scadere lo Sporting Cecina rischia di vedere il successo frantumarsi: sull'angolo di Messina il pallone buono capita a Kohler, il portiere, che era salito alla ricerca d'una storica rete da ex e che però sbatte sul muro eretto dalla difesa avversaria. La solidità ritrovata è un dato che è impossibile sottovalutare: prima di Tarquini lo Sporting Cecina aveva sempre subito almeno una rete, nelle ultime due partite ha mantenuto la porta inviolata. È quasi automatico che la classifica migliori: la zona salvezza, staccati San Miniato e Capezzano, ora dista un punto soltanto. In altri calcoli è concentrato il Venturina, che perso il primato ora dev'esser bravo a resettare: domenica lo attende la trasferta d'Altopascio, una partita che il Tau teme quasi fosse una trappola.
Calciatoripiù: il rigore sbagliato macchia la prova di
Bologna, fin lì preziosissimo nella partita del Venturina, nel cui schieramento spiccano
Lolini e soprattutto
De Angeli, schierato centrale di destra nella difesa a tre. Nell'altra difesa, quella dello Sporting Cecina, s'esaltano
Bettini e
Carlo Benedetti, i migliori in assoluto insieme a
Bertaccini.
ERRATA CORRIGENella cronaca di Settignanese - Venturina (Calciopiù n.41 del 18 novembre) il nostro inviato non ha identificato correttamente l'autore della rete del 3-4: l'ha segnata non Galbiati, ma Monaci. Ce ne scusiamo con lui e con i lettori.
esseti
Giov. Fucecchio-Capezzano Pianore 2-1
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Dainelli, Orsucci, Sica, Federighi, Masha, Salvadori N., Fogli, Romani, Llanaj. A disp.: Terri, BIONDI, Piazza, Capocchi, Battiloro, Fondelli, Lenzi, . All.: Citi Michele
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Pinelli, Navari, Quilici, Satini, Bellandi, Mattioli, Neri, Lenzi, Moggia, Lamperi. A disp.: Santucci, Coluccini, Bianchi, Martini, Giorgi, Boraschi, Mbaye, . All.: Maffei Marco
ARBITRO: Gabriele Leoni di Livorno
RETI: 18' Salvadori N., 45' Lenzi, 60' Fogli
Primo lo era anche alla vigilia, primo da solo no. Della settima vittoria stagionale (2-1, lo scarto racconta la partita solo per un frammento) il Fucecchio si serve per sganciarsi dal Tau fermato a Scandicci e dal Venturina caduto nel derby, e tornare a guardare le altre quindici e poi tutta la Toscana da un osservatorio privilegiatissimo. Battere il Capezzano però non è stato facile, per due ragioni distinte: la poca lucidità e la poca fortuna sottoporta (ben tre i legni, uno a testa per Federighi, Fogli e Dainelli), e un'incertezza difensiva che alla fine del primo tempo ha consentito a Giacomo Lenzi di fissare sull'1-1 il parziale alla pausa. Per vincere il Fucecchio ha avuto bisogno della quarta rete stagionale di Fogli, che la segna nella ripresa dopo esserci andato vicino già al quarto d'ora: era stato lui in mischia a colpire il palo, il secondo legno dopo la traversa su cui la testa di Federighi aveva deviato l'angolo di Masha. Quello buono è il tentativo numero tre: prima che finisca il primo quarto il Fucecchio passa in vantaggio sul traversone di Borghi corretto in rete dalla torsione aerea di Niccolò Salvadori. Sull'1-0 la partita non cambia: non cambia perché, forte d'un tasso tecnico notevole e di un'architettura tattica prossima alla perfezione, il Fucecchio continua ad attaccare; e non cambia perché dalla pedana buona sbagliano sia Fogli (splendido il lancio profondo di Federighi, a lato il lob), sia Romani, il cui diagonale da sinistra esce oltre il palo lontano, sia Capocchi (aveva rilevato Llanaj, acciaccato), che di testa manca lo specchio. Dunque il vantaggio resta minimo, e a un istante dalla pausa si disintegra: l'unica vera incertezza della difesa del Fucecchio, che spizzandolo prolunga all'indietro un rinvio di per sé non pericoloso, consente a Giacomo Lenzi di scappare verso l'area di rigore, puntare Buti e batterlo con un tiro di collo secco all'angolo. Consapevole del proprio talento, del pari subito quando si rischia di sentire più male il Fucecchio non si lamenta; peggio rischia di farlo rimanere la sfida con la sorte, che in avvio di ripresa tocca sul palo il colpo di testa di Dainelli sull'angolo calciato da Masha a rientrare dalla bandiera sinistra. La maledizione la rompe Fogli, che delle tre totali converte in rete l'occasione più difficile: gli tocca fare tutto da solo per accentrarsi da sinistra verso il limite dell'area di rigore, e da lì calciare col destro sotto la traversa. Di nuovo costretto a rincorrere, per cercare il secondo pareggio il Capezzano ha tempo ma non forze: il Fucecchio non rischia niente, con un paio di ripartenze sfiora la terza rete (non la trova Capocchi, che manca lo specchio) e si gode le notizie favolose che arrivano da Scandicci e Venturina. Primo lo era già, ora è di nuovo primo da solo.
Calciatoripiù: Sica, Romani (Fucecchio),
Pinelli e
Giacomo Lenzi (Capezzano)
esseti