Lastrigiana-Seravezza 2-1
LASTRIGIANA: Di Mauro, Del Giudice, Scarselli, Pietrosanti, Brusciano, Desideri, Gueye, Palmini, Baggiani, Taoufik, Nencini. A disp.: Pozzi, Gibbino, Cappiardi, Straccali, Tarantino, . All.: Fabio Zuccaro
SERAVEZZA: Mazzantini, Bertoni, Casolare, Sgado, Benedetti, Privitera, D Antonio, Beltrano, Moretti, Intaschi, Balestracci. A disp.: Taricco, Mingazzini, Ottaviano, Coppola, Giannini, Launari. All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Lorenzo Norci di Arezzo
RETI: Moretti, 57' Baggiani, 75' Cappiardi
A quel minitorneo a sei il Seravezza, è vero, è rimasto in testa; ma in testa c'è rimasto perché il Capezzano non ha giocato, la Settignanese non ha giocato, lo Sporting Cecina non ha giocato, il Pietrasanta non ha giocato, e la Floria, che è l'unica che ha giocato e che ha vinto, era troppo lontana. Soltanto nelle prossime settimane, quando il numero di partite disputate tornerà ad allinearsi (un po' ci vorrà, colpa dell'obbligo di scontare il turno di riposo dovuto al ritiro del San Miniato), si potrà calcolare perbene il peso della sconfitta subita alla Guardiana, dove vincendo 2-1 in inferiorità numerica la Lastrigiana ottiene la prima vittoria del 2026. La confeziona una rimonta parsa complicatissima alla fine del primo tempo, nel corso del quale il Seravezza sembra più brillante: dopo una ventina di minuti, sottraendo il pallone a Di Mauro coinvolto dai compagni in un possesso evitabile, segna Moretti, che alla mezz'ora può incolpare soltanto la traversa se manca la doppietta. I tiri d'Intaschi, a lato, e di D'Antonio, alto, completano un quadro la cui didascalia è facile da leggere: alla pausa è più che legittimo il vantaggio del Seravezza, cui lo 0-1 forse sta addirittura stretto. Non aver raddoppiato, né riuscirci in avvio di ripresa (il pallone buono capita di nuovo a D'Antonio, troppo dolce sottoporta), è una colpa della quale è inevitabile pagare il conto. D'un tratto la Lastrigiana s'accende, e accendendosi pareggia: al culmine di un'azione nata da una respinta corta di Bertoni segna Baggiani, che tagliando sul primo palo anticipa la difesa e corregge in porta il traversone rasoterra di Taoufik. Il punteggio torna pari, ma di lì a poco d'un altro vantaggio beneficia il Seravezza: è quello numerico, perché Norci decide che Pietrosanti sta protestando troppo e, dopo averlo già fatto nel primo tempo, lo ammonisce di nuovo. Dell'espulsione il Seravezza non riesce a beneficiare davvero: la Lastrigiana trema solo per qualche secondo, quelli che passano tra il tocco con cui D'Antonio corregge in porta un calcio d'angolo e il fischio con cui Norci annulla per un fallo un po' di mano e un po' di confusione. Un calcio d'angolo lo sfrutta anche la Lastrigiana, e lo sfrutta con la convalida allegata: è regolare la rete di Cappiardi (nel momento in cui aveva deciso di cambiare sistema per appesantire l'attacco, Zuccaro lo aveva inserito chiamando fuori Samuel Palmini), che aprendo al volo l'interno mancino devia in porta la torre di Gibbino sul traversone di Taoufik dalla bandiera sinistra. È il 2-1, ancora un quarto d'ora da giocare: pochi i sussulti, la Lastrigiana sbroglia pulita le mischie nate dalle punizioni di Sgadò e riduce al minimo i pericoli per Di Mauro. Se ne rammarica il Seravezza, ma di più non può fare: buttar via il vantaggio è doloroso, dolorosissimo perdere contro un avversario ridotto in dieci per quasi mezz'ora. È la magia della Guardiana: un paio d'anni fa ha portato addirittura uno scudetto.
Calciatoripiù: Cappiardi (Lastrigiana) e
Sgadò (Seravezza).
esseti
Floria-Giov. Fucecchio 2-0
FLORIA: Servi, Gensini, Sordini, Santoro, Fibbi, Lafsahi, Carrai, Esteves, Martini, Guarducci, Batelli. A disp.: Massetani, Vannozzi, Bautista, Galli, Bitossi, Bettarelli, Piccini, Landi . All.: Alessi Dimitri
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Ciampalini, Sica, Salvadori N., Collura, Dainelli, Fogli, Sardelli, Masha, Romani, Lenzi. A disp.: Tacchi, Federighi, BIONDI, Borghi, Piazza, Capocchi, Battiloro, Fondelli. All.: Citi Michele
ARBITRO: Niccolo Fabbri di Arezzo
RETI: Martini, Martini
Con prestazioni così non salvarsi è impossibile. La Floria vive come un effetto collaterale la rivoluzione che scatena in testa alla classifica: le importa il giusto che, caduto (2-0, doppietta di Martini: quant'è mancato nel girone d'andata) al Grazzini, il Fucecchio conceda al Venturina il primo posto solitario; le preme di più la situazione dove le temperature s'alzano, e dove la sconfitta del Seravezza (tra turni di riposo e terreni impraticabili, delle altre cinque coinvolte è l'unica ad aver giocato) rende la domenica pomeriggio ben più tranquilla delle ultime due. Oltre che bisogno, di fare risultato la Floria ha una gran voglia: lo mostra l'approccio aggressivo sin dai primi minuti, quello che già al 10' consente a Batelli di controllare il pallone all'interno dell'area di rigore, da dove spedisce fuori. Il Fucecchio replica con un'incursione di Fogli, che si gode le attenzioni di tutta la difesa avversaria: il primo pallone buono gli capita al 18', Servi neutralizza senza problemi; è efficace - e non complessa - anche la parata sfoderata tre minuti più tardi, in pedana stavolta Masha. Nella prima mezz'ora sono le uniche due occasioni concesse dalla Floria, che d'un tratto rompe l'equilibrio: segna Martini, che al limite dell'area di rigore recupera un pallone di nessuno, avanza e batte Buti. Fino alla pausa la reazione del Fucecchio si limita a un tiro debole di Fogli (Servi para, 38'); e anche in avvio di ripresa non è d'occasioni limpide si riesca a registrarne. Più spazi trova la Floria, che al 53' protesta per un possibile fallo su Guarducci all'interno dell'area di rigore avversaria e al 64' porta a due le reti di vantaggio: di nuovo, capolavoro, segna Martini, che in girata si concede un controllo perfetto, si defila sulla destra e da lì schianta il pallone sotto l'incrocio. Sul 2-0 inizia un'altra partita, introdotta dall'occasione confezionata da Francesco Lenzi con un controllo orientato: Servi, di nuovo superlativo, para a terra. È l'avvio della pressione del Fucecchio, costretto però a concedere spazi alla Floria, che in contropiede sfiora il tris: glielo nega Buti, reattivo nell'opposizione a Lapo Landi dopo la fuga sulla destra. Ci vuole il recupero per l'ultimo sussulto: Santoro tocca con la mano l'ennesimo pallone crossato teso dal Fucecchio, cui Fabbri concede un rigore che Romani si fa parare da Servi. Il doppio vantaggio resta al sicuro, la Floria vince grazie a una partita perfetta - e correttissima nell'interpretazione d'entrambe - contro una squadra d'alta classifica: cade il Fucecchio, che per la prima volta perde due partite di fila; cade, si fa raggiungere dal Tau rispetto al quale ha una partita in più e scavalcare dalla Sestese, e soprattutto vede scappare il Venturina.
Calciatoripiù: la doppietta di
Martini - un tempo per la seconda rete si sarebbe impiegata la definizione d'eurogol - trascina la Floria alla vittoria, sigillata dalle parate straordinaria di
Servi (è il secondo rigore neutralizzato in stagione), dalla grinta di
Guarducci leone in mediana, dall'interpretazione difensiva di
Sordini, che non sbagliando neppure un pallone disputa una partita a livelli altissimi; non passa il Fucecchio, non passa nonostante le accelerazioni di
Francesco Lenzi, il migliore dei suoi insieme a
Dainelli.
G48 & esseti
Scandicci-Sestese 0-1
SCANDICCI: Pesci, Torracchi, Salvadori, Catarzi, Morosino, Belli (53' Talbi), Lodovisi (88' Gelli), Borchi (74' Gjonaj), Nocentini (63' Focardi), Bagala (76' Kurti), Drago. A disp.: Contieri, Galletti, Gori B., Prelashaj . All.: Bernocchi Lorenzo
SESTESE: Giorgetti, Sostegni (74' Minniti), Dervishi, Stasi (67' Breccia), Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Iuliucci (67' Bellini), Materassi (46' Palmini), Durgoni. A disp.: Del Rosso, Bassetti, Paci, Pacini, Guidi. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Margherita Calvani di Prato
RETI: 92' Palmini
Non c'è bisogno del sistema mnemonico di Splendini per ricordarsi il numero del calciatore (è il sedici, sedici come i cavalli blu) che, convinto che né l'azione né la partita siano finite nonostante i novantadue minuti sul cronometro e la parata di Pesci su Ceccherini, spezza un equilibrio all'apparenza eterno; non ce n'è bisogno, perché sembrano mille o duemila o tremila le voci che invocano Santiago Palmini subito dopo che il suo destro consente alla Sestese di venire a capo dello Scandicci, di scavalcare il Fucecchio e d'agguantare la seconda posizione, a un punto soltanto dal Venturina capolista. Non ce n'è bisogno, perché nel giro di qualche minuto lo sa tutta la Toscana; e tutta la Toscana ora s'aspetta la Sestese tra le protagoniste della corsa che mette in palio il titolo più ambito. Dal Bartolozzi modalità ghiacciaia la Sestese non trae soltanto tre punti: nello 0-1 maturato a pochi secondi dall'ultimo fischio di Margherita Calvani (eccezionale, e l'aggettivo basti per descriverne la direzione) ci stanno un messaggio feroce alle rivali e la consapevolezza definitiva d'un carattere formidabile come quello del suo allenatore. Nella vittoria c'è tanto di Marco Ferro: ci sono i cambi azzeccati (a partita in corso entrano sia Santiago Palmini sia Breccia, inventato mezzala sinistra, che l'azione decisiva la confeziona); c'è un impianto di gioco riconoscibilissimo, contrassegnato dalla volontà - si direbbe quasi dal bisogno - d'attaccare sempre; c'è la solidità d'una difesa che nella coppia Musa-Riboli ha trovato sicurezze inscalfibili; c'è quello che da settimane si propone come il centrocampo forse più forte no, ma di sicuro meglio assortito della Toscana - e grande occhio ha avuto Bob Pacini nel selezionare Durgoni come il compagno perfetto per Ceccherini e Stasi; c'è la capacità di trovare soluzioni d'attacco efficaci anche in assenza d'un centravanti classico; c'è, infine, l'impossibilità strutturale d'accontentarsi o d'arrendersi. C'è tanto, e a lungo quel tanto non è bastato; e ha rischiato di non bastare perché anche senza rendersi granché pericoloso (non ci riesce Nocentini, che non calcia mai verso lo specchio; ci riesce poco Focardi, cui Bernocchi concede la mezz'ora finale) lo Scandicci ha offerto una prova sontuosa, intensissima e ricca di raddoppi, impressionante nella capacità di compattare lo schieramento intorno a Catarzi e a Morosino per tamponare ogni possibile attacco avversario. Il primo si registra a freddo, ed è uno dei pochi con i quali la Sestese riesce a sfruttare l'effetto sorpresa: funziona benissimo l'asse tra Ceccherini, che sul fronte sinistro della trequarti sgraffigna il pallone a Lodovisi, e Pancella, che si defila dal centro verso destra e crossa sul secondo palo; funziona meno bene il finale dell'azione, perché il colpo di testa d'Iuliucci esce sopra la porta spalancata. Dall'avvio si contano cinquanta secondi; ne trascorrono altri seicento e un possesso morbido - uno dei pochi, forse l'unico - della mediana della Sestese consente allo Scandicci di contrattaccare: sul filtrante di Borchi, che Bernocchi schiera mezzala sinistra del 4-3-3, scappa Bagalà, il cui destro Musa sporca e Giorgetti accompagna in angolo con un po' d'apprensione. Ben di più ne vive la tifoseria dello Scandicci sulla giocata che cento secondi più tardi spalanca alla Sestese la strada verso il vantaggio: lo manca Pancella, che taglia tra Morosino e Catarzi per catapultarsi sul pallone servitogli da Iuliucci con una sorta di rovesciata e che però grazia Pesci (gioca col 27, unica anomalia d'una numerazione finalmente regolare) alzando d'un metro il lob col destro. È identica la traiettoria della prima della serie di punizioni che Materassi conquista e calcia dai venti metri: la porta resta un desiderio (21'). Lo resta - ed è l'altra porta - anche per Borchi, che commettendo il fallo l'occasione precedente l'aveva concessa e che trova più agio quando può partecipare alla manovra d'attacco: nell'azione nata dal rilancio di Catarzi, su cui era sbattuto Iuliucci, è lui a tagliare sul rasoterra che da destra Drago (aveva iniziato sull'altra fascia: già al quarto d'ora Bernocchi lo inverte con Bagalà) aveva calibrato in zona primo palo dopo il dribbling su Dervishi, lui a farsi anticipare dal ripiegamento sopraffino di Durgoni. Corre il 23', la metà esatta del primo tempo: da qui alla pausa la Sestese terrà sempre sgombra la propria area di rigore. Anche se deve far fronte a una pressione un po' più intensa, nell'operazione riesce anche lo Scandicci, che non si scompone fin quando Catarzi non affonda un tackle troppo duro su Iuliucci in prossimità del vertice sinistro dell'area di rigore: la preoccupazione dura giusto il tempo di piazzare la barriera, esce ben oltre il secondo palo la punizione che Materassi calcia malissimo. È lui, colui che all'andata la partita l'aveva decisa, l'unico dei ventidue a non rientrare in campo alla fine della pausa, nella quale la scena se la prendono i biscotti home made e i boccioni di tè e di caffè con i quali - manca solo la tovaglia - la tifoseria della Sestese apparecchia gli spalti. Davanti Ferro ha bisogno di qualcosa di diverso, e pensa che Santiago Palmini sia l'uomo giusto per proporlo: è l'intuizione vincente, ma prima che sia possibile accorgersene scorre quasi tutta la ripresa, inaugurata dalla punizione che Pancella conquista per una trattenuta di Gabriele Salvadori, e che cercando il primo palo Stasi si fa sporcare dalla barriera (49'). Segue, alla bandiera Santiago Palmini, un calcio d'angolo sugli sviluppi del quale la Sestese si fa trovare scoperta: è efficace la chiusura di Catarzi con lancio in allegato, altrettanto efficace l'uscita di Giorgetti, che leggendo in anticipo l'invito di Belli riesce a intercettare il lob non appena il pallone si stacca dal destro di Bagalà. È l'occasione che avvia il miglior momento dello Scandicci, di nuovo pericoloso al 57' sugli sviluppi della punizione che Dervishi concede a Lodovisi e che dal fronte destro della trequarti offensiva Talbi (aveva appena rilevato Belli) calcia in direzione secondo palo: è perfetto lo stacco di Morosino, non altrettanto la mira a botta pressoché sicura. Anche la Sestese affida il contrattacco a una punizione (la conquista Durgoni, di Belli il tackle): dal lato corto dell'area di rigore la calcia Stasi col destro a uscire, il pallone sfila d'una spanna oltre il palo lontano. In girata lo aveva pizzicato Dervishi, che quasi alla fine del terzo quarto calamita l'attenzione di Margherita Calvani per una spinta a Drago innescato da un rinvio profondo di Pesci: il metro tenuto fin lì, e da lì in poi, legittima la decisione di non concedere il rigore; resta intatta la valutazione sul rischio assunto, quella che se ci s'aggiunge un po' d'educazione si riassume nella formula (se te lo fischia affari tuoi). Dall'episodio lo Scandicci trae l'energia che gli consente d'attaccare altre due volte, entrambe senza effetto: è in ritardo Focardi sul traversone rasoterra di Drago, che dopo aver sfidato Durgoni a un duello di velocità e aver vinto aveva spedito il pallone ad attraversare tutta l'area di porta (67'); e subito prima d'esser sostituito (dentro Kurti) Bagalà sfrutta il lancio di Talbi per anticipare l'uscita svagata di Giorgetti, non però per calciare forte verso lo specchio ben protetto dal ripiegamento di Riboli (75'). S'aggiusta Ferro, s'aggiusta quanto basta per vincere la partita: sulla sinistra della Sestese lo Scandicci sta cominciando a sfondare; dunque serve qualcuno che accompagni Dervishi in copertura. L'uomo giusto (esce Stasi, Durgoni finisce a destra di Ceccherini) è Breccia, che non si limita a potenziare la fase difensiva; non si limita al punto che, il recupero già introdotto, è un suo sprint ad avviare l'azione decisiva. Il suo servizio arretrato lo cattura Ceccherini, che dal limite dell'area di rigore controlla il pallone col destro, e con lo stesso piede calcia a mezz'altezza direzione porta: Pesci la protegge in tuffo, e sulla ribattuta la centra Santiago Palmini, che aveva seguito l'azione fino ad affondare all'interno dell'area di rigore e che in scivolata mira all'angolo basso accanto al palo lontano. È lo 0-1, l'avvio dell'apoteosi della Sestese, che nelle temperature artiche del Bartolozzi si ritrova a invocare un nome che sa di Spagna, di caldo, di devozione e di trofei.
Calciatoripiù: a lungo lo Scandicci regge perché regge la cerniera chiusa da
Morosino e
Catarzi, che l'anno in meno lo maschera benissimo sotto la tranquillità del leader, e reggendo consente a
Drago, uno degli ex più attesi, di affondare prima a sinistra e poi a destra, dove lo dirotta Bernocchi quando s'accorge che da quella parte c'è modo di passare. È più difficile farlo per vie centrali, dove
Riboli (sembra un veterano dell'élite, bisogna fare uno sforzo per ricordarsi che sette mesi fa giocava a Rifredi: bravo lui, bravo Ferro e bravo Pacini a scovarlo) e
Musa minimizzano gli spazi a disposizione. È innanzitutto su una fase difensiva pressoché impeccabile che la Sestese costruisce la vittoria; il resto lo fanno i tre che entrano nell'azione decisiva:
Breccia con lo sprint,
Ceccherini (favoloso, favolosissimo dal primo all'ultimo pallone che gioca, sempre pulito e sempre avanti) cercando la porta,
Santiago Palmini trovandola sulla ribattuta.
Samuele Tofani
Tau Calcio-Aquila Montevarchi 3-1
TAU CALCIO: Mariotti, Marzano, Giovannini, Rigacci, Serafini, Moschini, Pierucci, Sarnataro, Sow, Niccolai J., Giovannelli. A disp.: Bella, Pellegrini, Romanelli, Goxhaj, Bracaloni, MAtteucci, Hussey, Silla Di., Stondei. All.: Paoletti Luca
AQUILA MONTEVARCHI: Cappetti, Tani, Brogi, Marchi, Veltroni, Pericoli, Steccato, Pranteddu, Kodra, Cannoni, Sylla. A disp.: Tommasi, Ensoli, Casamenti, Gori, Manenti, Fabbroni, Miniati, BORRI, Liistro. All.: Peri Francesco
ARBITRO: Diego Simoncini di Pontedera
RETI: 5' Steccato, 23' Rigacci, 28' Matteoni, 53' Giovannelli
Per metà del primo tempo ha temuto di perdere, e perdere avrebbe voluto dire compromettere tutto o quasi; poi il Tau si ritrova, e in cinque minuti raddrizza una partita nata malissimo e perfetta alla fine: è vero che ancora la classifica gli fa sventolare in faccia la coda di due avversarie, ma entrambe - e il Fucecchio, agguantato al terzo posto - devono ancora scontare il turno di riposo. Cade (3-1) l'Aquila Montevarchi, cui non riesce il bis dell'andata; cade nonostante l'ottimo avvio, che nel giro di cinque minuti produce due occasioni colossali: la prima non la sfrutta Cannoni, che perde il tempo per calciare verso la porta sguarnita; recuperandolo a Mariotti (gioca lui, acciaccato Jordan Ricci finisce in panchina col diciassette sulle spalle; il dodici se lo prende Bella) il pallone glielo aveva servito Steccato, che cento secondi più tardi in spaccata capitalizza il traversone di Kodra sceso a sinistra dopo un'efficacissima pressione alta. È la rete dello 0-1, cui il Tau reagisce con carattere, senza sbandare; il pari però tarda, tarda perché il primo pallone buono - glielo serve un traversone a mezz'altezza - Moschini lo scarica su Ghelli. Perché il punteggio torni in equilibrio c'è bisogno del più tipico degli episodi: è lesto Rigacci a toccare in porta il pallone spinto nella sua zona dal mancino di Matteucci, che sugli sviluppi dell'angolo battuto rapido da Bracaloni e respinto dalla difesa aveva sferrato un tiro potente di controbalzo. È l'1-1, cui segue rapidissima la rete del raddoppio: a porta vuota la segna Matteoni, che finalizza un contropiede avviato da Moschini (efficaci il contrasto con Kodra sulla trequarti difensiva e la combinazione con Jacopo Niccolai nello stretto, sublime l'apertura con l'esterno destro), alimentato dall'affondo di Matteucci a sinistra e rifinito da Giovannelli, che ricevuto il pallone al limite dell'area di rigore si defila sulla destra, finta il diagonale e calibra un filtrante rasoterra direzione secondo palo. Completata la rimonta, in avvio di ripresa il Tau la consolida; stavolta è facile la scelta per Giovannelli, che di testa deve soltanto appoggiare nella porta sguarnita un pallone morbido: glielo serve Jacopo Niccolai, che sul rilancio di Mariotti prolungato da Giovannini si concede trenta metri di scatto, in allegato una sterzata e due dribbling fino all'ultima linea. Consapevole che già troppe volte è successo, che basta un episodio per rimettere in discussione una partita all'apparenza vinta, del 3-1 il Tau non s'accontenta: non s'accontenta Giovannelli, che da un mese ha ritrovato la brillantezza di due stagioni fa, e con la brillantezza le reti, e con le reti la serenità, e con la serenità l'altruismo visto che la porta da ossessione è tornata consuetudine, e che generosissimo da ala sinistra viola l'area di rigore e crossa al centro, dove Jacopo Niccolai manca l'impatto vincente per meno d'un millimetro. Dunque lo scarto resta niente più che doppio, e tra l'80' e l'87' il Montevarchi prova a dimezzarlo: non ci riescono né Pranteddu in girata né Ensoli, che sull'invito di Marchetti calcia a lato della porta spalancata. Il Tau respira, dopo più d'un mese (pari, Natale, pari, riposo, sconfitta) torna a vincere, e ora s'augura che il calendario fin qui ostile possa dargli una mano almeno fino al doppio round finale.
esseti
Venturina-Oltrera 2-1
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Priore, Casoli, Mezzetti, Nista, Guazzini, Galbiati. A disp.: Leoni, Tognazzi, Tassi, Guazzelli, Tosi, Panichi, Monaci, Messina, Bologna. All.: Bucciantini Fabio
OLTRERA: Bullari, Cecchi, Sostegni, Tani, Kamal, Franchi, Cappagli, Landi, Marino, Pangallo, Clemente. A disp.: Faggioli, Matteoli, Chick, Casiero, Campana, Asmodeo, Celestre, Paffi, Pratelli. All.: Del Vita Matteo
ARBITRO: Federico Picchiotti di Piombino
RETI: 23' rig.Da Frassini, 35' Lenci, 49' rig. Tani
Qualche volta sì, qualche volta a Venturina s'era sentito cantare (la capolista se ne va), la capolista dell'élite; però la musica veniva dall'altro spogliatoio, cantavano gli avversari. La stagione che qualsiasi sia l'esito resterà nella storia consegna a un popolo commosso un'altra prima volta inimmaginabile (e sì, va bene, era già successo a inizio autunno; ma si sa, a inizio autunno non ci si fa caso, a inizio autunno non si canta): il Fucecchio è caduto a Campo di Marte, il Venturina si ritrova al comando da solo, da solissimo. Reduce dall'impresa contro il Tau Altopascio, l'Oltrera ha fatto di tutto per impedirglielo; e di tutto ha fatto Del Vita, che aveva architettato una batteria efficacissima di contromosse con le quali neutralizzare i pericoli maggiori: non è bastato, non è bastato perché - specie quando gioca al Mazzola - il Venturina sembra accompagnato da una forza molto simile a una magia bianca. L'unico che può averla evocata è l'artefice principale d'un risultato cui - di nuovo, qualsiasi sia l'esito della stagione - tutta la Toscana guarda ammirata e un po' intimorita: è probabile che Bucciantini non sappia stare senza il Venturina; di sicuro il Venturina non si può pensare senza Bucciantini, che con l'aiuto d'una dirigenza di primo livello - quanto bene sprigiona la provincia - ha portato al vertice una squadra che l'anno scorso s'era salvata a Pasqua tra un milione di difficoltà. Nessuno ora la considera capolista per caso; l'Oltrera l'affronta come ha affrontato il Tau, col rispetto che si deve a una big e l'intensità che a una big impedisce di ragionare; se ci s'aggiungono le intuizioni di Del Vita, che propone un 4-3-1-2 senza vertice basso e che per ridurre al minimo i riferimenti si gioca anche un rimescolamento delle maglie (numeri bassi per Cecchi e Filippo Tani), si capisce come mai per dieci minuti prendere le misure diventa complicato. Bucciantini invita i suoi a ripararsi nel primo rifugio disponibile, quello più vicino: il Venturina si piazza uomo su uomo, e va bene qualunque sistema venga fuori, (anche il 2-3-5). La mossa funziona, il Venturina comincia a trovare spazi; in uno di questi, sugli sviluppi d'un pallone inattivo masticato ma non digerito dalla difesa dell'Oltrera, s'incunea Guazzini, che al rientro da titolare dopo nove settimane (per lui Bucciantini aveva bloccato la maglia col dieci: senza di lui titolare ha giocato il tredici, con lui la numerazione torna regolare) conquista un rigore pesantissimo, quello che Picchiotti concede per un tackle di Pangallo: con un'esecuzione non impeccabile per stile ma efficacissima Da Frassini (in stagione fanno nove, la doppia cifra è vicinissima) frantuma l'equilibrio. Del nuovo contesto il Venturina approfitta subito: sul servizio di Mezzetti segna Lenci, che calciando col mancino dal limite dell'area di rigore imbulletta il pallone sotto l'incrocio dei pali. Ora le reti di scarto sono due, e neppure di questo divario il Venturina s'accontenta: il pallone buono per incrementarlo e forse chiudere in anticipo la contesa capita sul destro di Galbiati, che la combinazione tra Lenci e Mezzetti libera sottoporta e che Bullari ostacola con un riflesso prodigioso. Aggrappata alla partita grazie al proprio portiere, al riavvio l'Oltrera dimezza lo scarto: Filippo Tani, che negli ultimi scampoli del primo tempo era fuggito a una pressione forse irregolare e dall'ultima linea aveva cercato la porta senza però trovarla, converte il rigore che s'era procurato per una strattonata di Lolini. È il 49', da giocare manca tutta la ripresa: per un quarto d'ora il Venturina si fa pervadere da un po' di timore; lo amplificano le sortite d'Asmodeo, che Del Vita inserisce con l'obiettivo d'allargare il gioco sugli esterni. D'occasioni autentiche l'Oltrera però ne costruisce una soltanto: la neutralizza Kohler, che sugli sviluppi d'un calcio d'angolo s'oppone all'inserimento di Kamal. Insieme alle notizie che arrivano da Firenze il pericolo scampato scuote il Venturina, che sfiora la terza rete con Priore (sbocconcellato l'incrocio dei pali), con Bologna, Nista e Messina spreca una serie di contropiedi tre contro tre e soprattutto costringe l'Oltrera a non superare la linea immaginaria e concretissima che delimita i venti metri. Intaccare il 2-1 diventa impossibile; e non appena Picchiotti dà il segnale di chiusura per tutto il paese inizia a risuonare un coro che sì, qualche volta s'era già sentito, ma mai da quello spogliatoio, da quello spogliatoio mai.
Calciatoripiù: Lenci, Guazzini (Venturina) e
Asmodeo (Oltrera).
esseti
Settignanese-Sporting Cecina 1-1
SETTIGNANESE: Fontani, Giappichini, Preka, Tozzi, Djoni, Cinatti, Fabbrizzi, Agostinelli, Burrini, Marfisi, Pratesi. A disp.: De Fazio, Molinati, Sisti, Tarantoli, Manfrin, Grassi, Milli, Vultaggio, Sahbani. All.: Fani Filippo
SPORTING CECINA: Callai, Creatini, Benedetti, Barbaro, Meatu, Bettini, Cominale, Lettiere, Magozzi, Pistoia, Bertaccini. A disp.: Melis, Bernini, Mazzantini, Bartolini, Moretti, Pavoletti, . All.: David Tarquini
ARBITRO: Andrea Cherubini di Arezzo
RETI: 10' Magozzi, 15' Burrini
Cattolica Virtus-Capezzano Pianore 2-0
ARBITRO: Leonardo D Ascoli di Arezzo
RETI: 27' Zangarelli, 70' Lazzerini M.