Oltrera-Pietrasanta 1-1
OLTRERA: Bullari, Chick, Sostegni, Franchi, Kamal, Clemente, Scarnicci, Marino, Tani, Pangallo, Cecchi. A disp.: Faggioli, Landi, Cappagli, Casiero, Mocanu, Asmodeo, Celestre, Paffi, Pratelli. All.: Del Vita Matteo
PIETRASANTA: Pennucci, Bacci, Tonini, Di Bianco, Barresi, Puccinelli, Dezulian, D Este, Remorini, Benassi, Karafili. A disp.: Dini, Petacchi, Bufalini, Laboti, Angeli, Poltronieri, Cresci, Cianelli, Fialdini. All.: Lazzarini Alessandro
ARBITRO: Valerio Schettini di Pisa
RETI: 13' rig.Tani, 33' Di Bianco
Quando si volterà indietro per ricapitolare com'è andata la stagione d'esordio nell'élite, il Pietrasanta potrà catalogare la mattina di Pontedera tra quelle positive: il pari che ottiene in rimonta sul campo dell'Oltrera, che dopo l'exploit col Tau si concede la seconda frenata di fila, fa salire a quattro punti - pari le partite - lo scarto sulla terzultima piazza. Ancora rilassarsi è vietato; di certo però alla fine dell'inverno, che porterà con sé una serie di partite decisive (le prossime sei prevedono Capezzano, Seravezza e Settignanese in trasferta, in mezzo lo Sporting Cecina alla Pruniccia), è lecito avvicinarsi con una discreta dose di serenità. L'Oltrera prova a togliergliela con un ottimo avvio, che produce il vantaggio entro il quarto d'ora: Filippo Tani, che l'azione l'aveva avviata con uno spunto a sinistra, si serve del cucchiaio per trasformare il rigore concesso da Schettini dopo il fallo di Tonini su Cecchi. Dell'1-0, mossa abbastanza sorprendente considerati i ritmi dell'inverno, l'Oltrera s'accontenta; ne approfitta il Pietrasanta, che alza pressing e baricentro e pareggia poco oltre la mezz'ora, alla prima vera occasione da rete: sugli sviluppi d'un angolo battuto da Karafili segna Di Bianco, che dal limite dell'area di rigore si serve del mancino per battezzare l'incrocio dopo un doppio dribbling. È l'1-1, punteggio che attraversata la pausa resta intatto per tutta la ripresa: da qui alla fine si registrano soltanto due occasioni, il tiro alto di Pangallo sull'angolo di Scarnicci e il tentativo di Dezulian, che dalla distanza saggia i riflessi di Bullari. Da nessuna delle due parti è abbastanza per smontare l'equilibrio: se n'accontenta il Pietrasanta, consapevole che se mantiene questa media - è precisissima, un punto a partita - non dovrebbe trovare difficoltà a salvarsi.
Calciatoripiù: Kamal (Oltrera),
Di Bianco, D'Este e
Puccinelli (Pietrasanta).
Capezzano Pianore-Tau Calcio 0-2
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Pinelli, Cioffi, Satini, Navari, Neri, Querin E., Lenzi, Fialdini, Cardillo, Quiriconi. A disp.: Bertoni, Lushnjani, Coluccini, Bianchi, Pilone, Giorgi, Querin A., Boraschi, Bellandi. All.: Corrado Marco
TAU CALCIO: Mariotti, Giovannini, Matteoni, Bracaloni, Marzano, Rigacci, Moschini, MAtteucci, Giovannelli, Sarnataro, Niccolai J.. A disp.: Bella, Romanelli, Serafini, Mosso, Silla Da., Silla Di., Cecchetti, Pierucci. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Martina Lorini di Viareggio
RETI: 35' Giovannelli, 45' Niccolai J.
In estate la si considerava scontata, nel corso dell'autunno difficile: ora per il Tau la prima posizione, cui sembrava averlo designato lo sviluppo stratosferico della stagione scorsa, non è più una chimera. Non lo è più, perché lo 0-2 strappato al Maggi Matteucci s'abbina alla sconfitta del Venturina nel big match di Fucecchio: è vero, in testa ora c'è la Sestese, che però beneficia di due soli punti di vantaggio, pochi per avere la certezza d'uscire indenne dal turno di riposo in programma il 1° marzo. La settimana prima al Torrini scenderà il Capezzano, che non deve deprimersi per la nona sconfitta stagionale: ci sta di non riuscire a conquistare punti salvezza quando si gioca contro il Tau, pericoloso già in avvio sul filtrante di Sarnataro per l'inserimento di Jacopo Niccolai, anticipato da Pelliccia in uscita. Il duello si ripete al quarto d'ora, identico l'esito finale: la smanacciata sul traversone impedisce la battuta a rete. Nel mezzo il Tau s'era reso pericoloso anche su un calcio da fermo, l'angolo che Bracaloni aveva battuto all'8': dopo aver arpionato il pallone, in girata Rigacci aveva calciato a lato. Per la prima occasione del Capezzano è necessario attende il 19', il minuto in cui Elia Querin ruba il pallone a centrocampo e lancia Fialdini, che vince il duello col diretto marcatore e si presenta davanti a Mariotti, bravo a respingere con i piedi. Allo stesso modo, cinque minuti dopo, Pelliccia s'oppone a una conclusione di Moschini; più facile è la parata su Jacopo Niccolai (26'). Sulla ripartenza s'invola Cardillo, il cui tiro da posizione defilata Mariotti neutralizza in presa bassa. Al 31' però una sua ingenuità (pallone lasciato cadere, poi ripreso con le mani; per proteste l'ammonizione) rischia di costare cara al Tau: della punizione indiretta in area il Capezzano non approfitta, il tiro di Cardillo s'infrange sulla barriera. Un calcio da fermo, più canonico, lo sfrutta invece il Tau: è magistrale la punizione battuta da Matteoni sul secondo palo, vincente la deviazione di Giovannelli, che di testa segna lo 0-1 (35'). Sbloccato il punteggio, il Tau cerca subito il raddoppio: Jacopo Niccolai cerca la porta con un insidioso tiro da fuori deviato in angolo da Pelliccia. Ci riprova Matteoni, che vince un contrasto con Quiriconi e chiude l'affondo con un tiro: pallone alto. Quando Martina Lorini quantifica in un minuto l'ammontare del recupero lo 0-1 alla pausa sembra scontato. Sta di fatto però che di minuti se ne giocano tre, e dopo due e mezzo il Tau riesce a raddoppiare: segna Jacopo Niccolai, lesto ad approfittare di un pallone vagante nell'area di porta dopo un calcio d'angolo battuto dal solito Bracaloni. È lo 0-2, e neppure di questo il Tau s'accontenta: la ripresa si apre con un calcio d'angolo smanacciato da Pelliccia sulla testa di Rigacci, che devia di poco alto; poco dopo Romanelli s'invola sulla sinistra e mette in mezzo un pallone insidioso, deviato da un provvidenziale intervento di Quiriconi in ripiegamento. Al 48' ci prova Sarnataro con una conclusione da fuori deviata da Pelliccia con i piedi; più faticosa è la parata necessaria a opporsi alla punizione di Jacopo Niccolai: il pallone rimane nell'area di porta, nessuno degli attaccanti avversari riesce però ad approfittarne. Ormai si gioca in una sola metà campo, lo dimostrano le due reti annullate al Tau per fuorigioco (57', 63') e la traversa colpita da Marzano, che dalla distanza trova il pizzicotto decisivo di Pelliccia, prezioso di nuovo nell'uscita sui piedi di Giovanelli (75'). In questo frangente il Capezzano non riesce a uscire: all'82' Jacopo Niccolai, in posizione sospetta, spreca una ghiotta occasione concludendo alto a pochi passi dalla linea di porta; dopo due minuti tocca a Matteucci concludere fuori dallo specchio. Messo da parte un filtrante di Lorenzo Neri per Giorgi, il cui tiro termina a lato, il Tau chiude all'attacco: i tiri di Davide Silla prima e di Cecchetti poi non inquadrano la porta. Resta ancora il tempo per un bell'intervento di Bellandi, che in copertura impedisce a Cecchetti di concludere a rete mentre Pelliccia era già a terra. Non c'è altro da aggiunge: il Capezzano esce a testa alta da un incontro che lo fa ben sperare in vista delle prossime settimane. Ci sta di perdere contro il Tau, che esercitando una pressione costante e arrivando spesso al tiro (lo dimostrano i dieci calci d'angolo collezionati contro i due del Capezzano) ha meritato la vittoria.
Calciatoripiù: Rigacci, Marzano (Tau Altopascio),
Satini e
Pinelli (Capezzano).
PiL
Seravezza-Settignanese 4-0
SERAVEZZA: Mazzantini, Bertoni, Casolare, Mingazzini, Benedetti, Privitera, D Antonio, Sgado, Moretti, Intaschi, Balestracci. A disp.: Taricco, Giannini, Frediani, Beltrano, De Angeli, Pitanti, Launari, Ottaviano . All.: Trifoni Pierfederico
SETTIGNANESE: Fontani, Molinati, Pratesi, Preka, Djoni, Sisti, Cinatti, Marfisi, Burrini, Fabbrizzi, Milli. A disp.: Maruottolo, Giappichini, Manfrin, Tozzi, Grassi, Ciani, Pierotti Carli, Vultaggio. All.: Fani Filippo
ARBITRO: Matteo Leone di Viareggio
RETI: 28' Privitera, 57' Bertoni, 62' D Antonio, 73' Privitera
Non gli basta arrivare nelle prime quattro posizioni, quelle buone per salvarsi: no, il Seravezza quel minitorneo a sei squadre vuole vincerlo. È l'unica conclusione che si può trarre dallo scontro diretto con la Settignanese, battuta 4-0 e pericolosa soltanto al 90', a punteggio più che acquisito: ora il recupero di domani contro lo Sporting Cecina assume l'aspetto della prova finale. Per uscirne con un risultato positivo ci sarà bisogno d'un approccio diversissimo da quello messo in scena al Buon riposo, dove il naufragio diventa certo non appena il Seravezza riesce a rompere l'equilibrio iniziale, intatto fino quasi alla mezz'ora: fin lì il pubblico aveva sussultato una volta soltanto, sul taglio di Moretti anticipato dall'uscita di Fontani. In questo caso la lettura è perfetta, un po' più incerta invece quella su cui la partita si spezza: dell'uscita a vuoto sull'angolo di Ballestracci, che con un filtrante spaziale l'azione di prima l'aveva avviata, approfitta Privitera, che di testa confeziona l'1-0. Piegata dall'ennesimo svantaggio stagionale, in difficoltà a imbastire una reazione prima della pausa, al riavvio la Settignanese si presenta troppo passiva: del suo crollo mentale approfitta Bertoni, che raddoppia prima del quarto d'ora calamitando la punizione di Sgadò e scaraventando il pallone in rete dopo aver vinto un duello fisico. È il 2-0, punteggio che in meno di cinque minuti assume proporzioni maggiori: è splendida la terza rete del Seravezza, splendida sia nell'apertura di Mingazzini da sinistra verso destra, sia nella sponda di Ballestracci, sia infine nella stoccata di D'Antonio, che dai venti metri trova la porta calciando di prima. La partita della Settignanese ormai è compromessa: la rende ancora più tragica la seconda rete di Privitera, che sugli sviluppi d'un angolo d'Intaschi (poco prima una situazione analoga aveva portato in pedana Casolare: reattivo stavolta Fontani) si serve di nuovo della testa per arrotondare il punteggio. Rotondo lo resta anche sull'unico spunto offensivo della Settignanese, lo sprint di Milli che al 90' si libera davanti a Michael Mazzantini: il pallone finisce a lato, per la prima volta nel 2026 il Seravezza mantiene la porta pulita. È una premessa ottima per una fine serena dell'inverno e per addentare la primavera in testa a quel minitorneo a sei squadre: di posizioni buone ce ne sono a disposizione quattro, ma arrivare davanti ha un sapore ben più intenso.
Calciatoripiù: oltre che per la doppietta di
Privitera in copertina c'è spazio per
Sgadò e
Ballestracci (Seravezza), che a prove efficacissime aggiungono assist vincenti in sequenza.
esseti
Sporting Cecina-Scandicci 0-2
SPORTING CECINA: Callai, Lombardi, Benedetti, Barbaro, Signorini, Bettini, Cominale, Lettiere, Magozzi, Castellano, Ceccarini. A disp.: Melis, Mazzantini, Bernini, Meatu, Bertaccini, Bartolini, Pistoia, Moretti . All.: David Tarquini
SCANDICCI: Pesci, Torracchi, Salvadori, Talbi, Morosino, Catarzi, Drago, Galletti, Focardi, Borchi, Bagala. A disp.: Contieri, Nocentini, Prelashaj, Gelli, Kurti, Lodovisi, Gjonaj, . All.: Bernocchi Lorenzo
ARBITRO: Andrea Noccioli di Pisa
RETI: 8' Focardi, 78' Nocentini
La dolorosissima sconfitta con la Sestese non ha lasciato scorie: se le avesse lasciate sarebbe stato impossibile vincere in trasferta giocando in dieci per un'ora abbondante. Invece allo Scandicci l'impresa riesce, riesce così bene da rilanciare intatte le speranze di qualificarsi al torneo regionale, che ora dista tre punti soltanto; uno in meno invece ne mantiene lo Sporting Cecina, sconfitto 0-2, sulla soglia che separa la condanna dalla grazia. Che sia una domenica complicata per incamerare punti salvezza è chiaro già dall'avvio: dal primo fischio di Noccioli, dal cui controllo la partita scappa nel giro di pochi secondi, sono passati otto minuti scarsi nel momento in cui sulla trequarti offensiva Talbi vince un contrasto con Cominale e con un filtrante premia il taglio di Focardi, che calciando in corsa spedisce il pallone sotto l'incrocio più lontano. Sbloccato il punteggio già in avvio, lo Scandicci cerca subito di raddoppiare: l'occasione doppia gliel'offrono due angoli di Drago, sugli sviluppi dei quali Morosino calcia strozzato e di testa Catarzi schiaccia bene ma senza forza. Sono segnali evidenti d'una partita in controllo, che cambia d'un tratto quando Noccioli considera grave il fallo che Talbi commette alla mezz'ora in prossimità della mediana: l'espulsione genera lo squilibrio negli effettivi sia nel quarto d'ora con cui si chiude il primo tempo (in ripartenza sprintano sia Bagalà sia Focardi, senza fortuna), sia nella ripresa, che vede lo Scandicci costretto a una partita d'enorme sacrificio. Bernocchi lo schiera con un 4-4-1 coperto, sistema che circoscrive i pericoli a un rasoterra di Ceccarini da venti metri (50') e a un diagonale potente di Bertaccini (65'): a entrambi Pesci s'oppone sicuro. Nel momento di massima pressione lo Sporting Cecina, che aveva già mischiato i soffi e le preghiere (funzionano entrambi, o almeno qualcosa: pallone sempre a lato) su una girata di Focardi e su un tiro di Catarzi innescato da un calcio d'angolo, subisce anche la seconda rete: la segna Nocentini, che raccoglie il lob di Drago (sospetta la posizione di partenza sul lancio splendido di Torracchi) ribattuto da Callai e accompagna il pallone nella porta incustodita. Sullo 0-2 la partita si chiude: lo Scandicci la gestisce, sfiora addirittura il tris con un altro contropiede di Drago e un ottimo taglio di Nocentini su un suggerimento di Gelli appena entrato (la difesa mura), e vince in trasferta per la terza volta consecutiva. Anche a Venturina e a Seravezza segnò due reti: stavolta, punteggio identico alla partita d'andata, riesce anche a non subirne neppure una.
Calciatoripiù: Bettini e
Carlo Benedetti provano a tenere a galla lo Sporting Cecina e per quanto possono limitano lo Scandicci, che si gode le reti d'entrambi i centravanti (
Focardi titolare,
Nocentini dalla panchina), la prova di
Galletti in mediana, la solidità di
Morosino e
Gabriele Salvadori. Il migliore in assoluto è però
Borchi, che dalla mezz'ora corre così tanto da nascondere l'inferiorità numerica.
esseti
Aquila Montevarchi-Lastrigiana 0-0
AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, Tani, Pericoli, Kodra, Palazzini, Manenti, BORRI, Pranteddu, Cannoni, Brogi, Steccato. A disp.: Cappetti, Verdi, Assouini, Maccioni, Berti, Ensoli, Duranti, Marchetti . All.: Peri Francesco
LASTRIGIANA: Pratolini, Desideri, Del Giudice, Gueye, Scarselli, Gibbino, Taoufik, Brusciano, Nencini, Baggiani, Straccali. A disp.: Di Mauro, Palmini, Cappiardi, Tarantino, Lupi, Paoli N., Cantini, . All.: Fabio Zuccaro
ARBITRO: Lorenzo Barducci di Firenze
Erano due mesi e mezzo che la Lastrigiana non pareggiava, due mesi e mezzo nei quali aveva vinto quattro volte e perso altrettante: lo 0-0 strappato all'antistadio è buono per tenere viva la rincorsa all'ultima posizione utile per la coppa, al momento occupata dall'Oltrera. Per effettuare il sorpasso d'una vittoria avrebbe avuto bisogno il Montevarchi, che ne è consapevole e comincia fortissimo: nel primo quarto d'ora tre volte sfonda a destra Alessio Tani, che tre volte crossa al centro dell'area di rigore senza che nessuno dei compagni riesca ad approfittarne. La rete la trova Borri, una rete inutile: Barducci, decisione dubbia e contestatissima, lo pesca in fuorigioco, e cancella tutto quello che accade dopo la parata con cui Pratolini aveva neutralizzato la punizione di Pranteddu. A un calcio da fermo anche la Lastrigiana affida la risposta: l'occasione migliore del primo tempo nasce da un angolo di Taoufik per Brusciano, che smarcatosi in prossimità del disco del rigore di testa devia a lato. Più vicino al vantaggio si porta il Montevarchi nelle due occasioni che sigillano il primo tempo: non le finalizzano né Steccato, che sul filtrante di Pranteddu sbatte sul'uscita sontuosa di Pratolini, né Cannoni, che da destra sguscia in area di rigore e in diagonale incrocia dalla parte sbagliata del palo lontano. Non è abbastanza per smontare lo 0-0, come non sono abbastanza le occasioni della ripresa: ne produce una sola la Lastrigiana, che porta in pedana il mancino (alto) di Baggiani; più pericoloso si fa il Montevarchi, sia potenzialmente con lo sprint di Kodra a sinistra (sale il muro, solo calcio d'angolo), sia col filtrante di Duranti per Marchetti, cui in uscita s'oppone Pratolini cancellando ogni possibile polemica per la posizione di partenza. Non si schioda lo 0-0, non si schioda neppure sugli sviluppi del calcio d'angolo che Berti prova a correggere in porta (decisivo Samuel Palmini in chiusura) né sull'ultimo sprint d'Alessio Tani, che da destra serve al centro un pallone liberato con affanno: in apnea si salva la Lastrigiana, si salva, scongiura il sorpasso e continua a puntare a un piazzamento nobile.
Calciatoripiù: uno 0-0 non può che premiare le difese, l'intera linea del Montevarchi (
Alessio Tani e
Pericoli i terzini,
Palazzini e
Manenti i centrali) e
Pratolini tra i pali della Lastrigiana.
esseti
Sestese-Floria 3-1
SESTESE: Giorgetti, Minniti, Dervishi, Durgoni, Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Bellini, Materassi, Pacini. A disp.: Del Rosso, Bassetti, Guidi, Stasi, Palmini, Paci, Breccia, Sostegni, Iuliucci. All.: Ferro Marco
FLORIA: Servi, Gensini, Sordini, Santoro, Fibbi, Bautista, Bitossi, Lafsahi, Martini, Esteves, Landi. A disp.: Lagattolla, Sophie, Carrai, Riccucci, Galli, Bettarelli, Piccini, Batelli, Zolfanelli. All.: Alessi Dimitri
ARBITRO: Gherardo Barucci di Firenze
RETI: 10' rig. Fibbi, 23' Materassi, 60' rig.Materassi, 77' Paci
Per quattro giorni almeno la Sestese ha un compito soltanto: godersi la classifica senza stare a pensare che il primato potrebbe essere più precario d'un lavoratore dopo l'approvazione del pacchetto Treu, che il Tau dimora due punti indietro ma che ha già scontato il malefico turno di riposo. La Sestese ha un compito soltanto, perché in questa stagione mai s'era ritrovata capolista solitaria: il ruolo glielo consegnano lo scivolone del Venturina a Fucecchio e il 3-1 sulla Floria, piegata dalla doppietta del grande ex. Tocca a Materassi, il più atteso, avviare una rimonta che a sorpresa si rende necessaria dopo una decina di minuti: è punibile il tocco di mano di Minniti (insieme a Bellini e Riccardo Pacini, è lui una delle tre novità rispetto alla formazione titolare a Scandicci: in panchina Gabriele Sostegni, Stasi e Iuliucci) sul traversone di Bitossi, esemplare la soluzione con la quale Fibbi supera Giorgetti dal disco del rigore. Lo 0-1 regge una dozzina di minuti, nei quali la Floria si difende ordinatissima e non concede alla Sestese spazi in cui manovrare: il pari nasce dall'angolo che Bellini calcia da destra, e che al volo Materassi trasforma nell'1-1. Il nuovo equilibrio accende la partita, perché la Sestese aumenta l'intensità (Pacini sprinta sul filtrante di Ceccherini, conquista l'ultima linea e scarica all'indietro per Materassi, che anziché controllare calcia di prima e manca lo specchio) e la Floria prova a incunearsi nelle sue seppur minime contraddizioni: d'una è protagonista Giorgetti, che rischia sulla pressione di Martini tamponato dalla difesa in ripiegamento. Dunque si resta sull'1-1, e ci si resta anche quando s'esaurisce l'ultima azione del primo tempo: anziché del destro Durgoni si serve del mancino sull'invito di Dervishi dalla trequarti, e calciando a lato dall'interno dell'area di porta vanifica la manovra avviata da una combinazione tra i quattro della linea difensiva. Tre rientrano anche dalla pausa; Riboli, già ammonito e insolitamente nervoso, no: lo sostituisce Bassetti, che Ferro schiera terzino sinistro (Dervishi scivola in mezzo accanto a Musa, Minniti resta a destra) e che dal dolore per il lutto subito nelle ore precedenti trae l'energia grazie alla quale offre una prova clamorosa. Non è questa però la mossa su cui gira la partita: è quella successiva. Al 55' Ferro chiama il triplo cambio sostituendo Riccardo Pacini (su una punizione di Dervishi dalla trequarti, subito prima d'uscire, aveva anticipato Servi senza però trovare la porta) con Breccia, e Durgoni e Bellini con Stasi e Iuliucci: sono loro due, il primo con un traversone da destra e il secondo strattonato da Sordini, a confezionare l'azione che porta al (contestato) rigore del raddoppio, trasformato da Materassi con una freddezza tale che sembra che gli si contrapponga una squadra d'una periferia remota, non un pezzo di vita e di cuore. Del 2-1 la Sestese non s'accontenta, e subito cerca di blindare il successo: glielo impedisce Servi, che in tuffo neutralizza il destro di Ceccherini. In pedana l'aveva portato la sponda di Pancella, che di lì a poco ci prova di testa sull'ennesimo traversone di Stasi da subito padrone del fronte destro della mediana: poco l'angolo e poca la forza, facile la parata. A chiudere la partita è il suo sostituto: a un quarto d'ora dalla fine (al 65' era uscito Materassi, ammonito, per Santiago Palmini, l'eroe di Scandicci) Ferro si gioca Paci, che subito attacca Servi su un retropassaggio di Santoro, gli vince il pallone e lo deposita nella porta sguarnita. Alla doppietta nel giro di cento secondi manca giusto qualche millimetro: esce dalla parte sbagliata del palo il mancino di controbalzo favorito dal lob di Santiago Palmini sulla pressione alta di Breccia, che nel girone di ritorno si propone come un'arma preziosissima. Si resta sul 3-1, e ci si resta anche dopo le due punizioni che nel recupero Piccini scarica verso l'area di rigore avversaria creando più d'un sussulto alla Sestese: ci si resta perché Zolfanelli manca la deviazione verso la porta lasciata incustodita dall'uscita incerta di Giorgetti, e perché Barucci valuta Martini in posizione irregolare e non convalida la rete che avrebbe avviato l'assalto finale. La Sestese resta tranquilla, tranquilla e capolista: capolista da sola, senza l'obbligo di fare troppi calcoli.
Calciatoripiù: Materassi, Bassetti, Paci (Sestese) e
Lapo Landi (Floria).
esseti
Giov. Fucecchio-Venturina 1-0
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Federighi, Dainelli, Collura, Sica, Sardelli, Salvadori N., Lenzi, Romani, Fogli. A disp.: Tacchi, BIONDI, Ciampalini, Piazza, Capocchi, Fondelli, . All.: Citi Michele
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Guazzelli, Mezzetti, Priore, Galbiati, Guazzini, Nista. A disp.: Leoni, Tognazzi, Tassi, Tosi, Panichi, Casoli, Bologna, Messina, Monaci. All.: Bucciantini Fabio
ARBITRO: Daniele Sansossio Varnagallo di Pontedera
RETI: 93' Fogli
Tra la profezia e l'abbaglio c'è una differenza minima, la differenza che passa tra l'indovinarci o no. Per tutta la partita la tifoseria del Fucecchio ha invitato Gabriele Fogli a non rammaricarsi per gli errori sottoporta, a rimanere calmo: avrebbe segnato, gli pronosticava, nell'occasione successiva ((la prossima!)). Per novantatré minuti è sembrato che l'occasione successiva fosse come il messia per il sinedrio: si diceva che sarebbe dovuto arrivare, e si faceva conto che non sarebbe arrivato mai. Si sa com'è finita: bastava avere pazienza, e con la pazienza avere fede. Il Fucecchio ha avuto entrambe fino alla fine d'una partita che sembrava destinato a non vincere, tanto bene l'aveva preparata Bucciantini e tanto aveva inciso la sorte, che all'81' aveva spinto sulla faccia inferiore della traversa la girata di Niccolò Salvadori a colpo sicuro; e con entrambe, pazienza e fede, al 93' ha piegato la resistenza del Venturina, e l'ha costretto a cedere trono e corona. Se li prende la Sestese, alle cui spalle le due rivali di giornata s'associano al Tau, stessi punti - due dalla vetta - e una partita in meno: la rinuncia del San Miniato costringe la Toscana a confrontarsi con una tristissima classifica dispari, dispari e zoppa. Per non stare a fare troppi conti, sentirsi capolista anche di diritto, il Venturina aveva bisogno di vincere; e per vincere ha giocato la prima metà della partita: è coraggioso il 4-2-3-1 con cui Bucciantini schiera i suoi, nel tentativo d'impadronirsi della trequarti dove ai lati di Priore agiscono Mezzetti e Galbiati, ben protetti dalla dentellatura che chiude la cerniera proposta dai due semiomonimi Guazzini e Guazzelli. Nel primo tempo i due corrono così tanto che a lungo non ci s'accorge - sarà diversa la ripresa - che in mediana il Fucecchio può contare sulla superiorità numerica; non ci se n'accorge anche perché nel 4-3-3 scelto da Citi si viaggia soprattutto sulle corsie laterali, dove la doppia catena Sica-Francesco Lenzi e Borghi-Sardelli promette benissimo già dall'avvio. Dal primo fischio di Sansossio Varnagallo, cognome lungo e grande personalità (il pubblico, d'entrambi i colori, lo contesta spesso, e spesso lo contesta perché non ne apprezza la soglia tecnica molto alta: in realtà è un pregio, tanto più perché per tutta la partita il metro resta unico; dei tre episodi cruciali, una rete annullata a ciascuna delle due squadre e un possibile rigore non concesso al Venturina, ci sarà modo di tornare poi), sono trascorsi cento secondi e già si capisce che da terzino sinistro Lolini farà una gran fatica per evitare d'essere preso in mezzo. La mossa inaugurale è una trattenuta a Sardelli in prossimità del vertice dell'area di rigore, nella zona che alla tribuna offre ancora una visuale sgombra prima che sull'intorno del calcio d'angolo s'erga il tendone d'un gazebo: si vede bene anche il primo ramo della parabola che Francesco Lenzi calibra sul secondo palo, invito per la rovesciata di Niccolò Salvadori, bellissima e alta. Invertita la dinamica, fallo di Sardelli su Lolini, anche la replica del Venturina passa da una punizione, una delle situazioni più temute: sul traversone di Priore dalla trequarti sinistra non funziona la gabbia intorno a Da Frassini, non funziona e non è un problema, perché sulla sua volée mancina altrimenti vincente Sansossio Varnagallo fa calare il fischio che sanziona il fuorigioco. Il Venturina, che accennando l'esultanza poi evaporata era corso verso Bucciantini, squalificato e riconoscibilissimo per la felpa rosso intenso, ci riprova al 12' sullo sprint di Priore, che scappa a sinistra sull'invito di Nista, attrae Dainelli fuori posizione e a rimorchio serve un gran rasoterra: non lo sfrutta Guazzini, che dal limite dell'area di rigore calcia sporco, lento e a lato. Più nitida è l'occasione che il Fucecchio confeziona alla fine del primo quarto: a cucirla sono Fogli, che sulla chiusura di Da Frassini scarica a sinistra, e Sica, pronto al controtraversone; il traversone, dopo lo sprint su Lolini, l'aveva indovinato Sardelli, sul cui esterno destro capita un pallone incantevole sparacchiato in direzione palazzetto. La porta non la trova neppure Fogli alla fine dello sprint che, favorito dalla spizzata involontaria di Guazzini, gli consente di coprire il fronte sinistro della trequarti e raggiungere il limite dell'area di rigore, dove lo fronteggia Da Frassini: è inevitabile non azzardare il dribbling e calciare da lì, verso la parte sbagliata del palo lontano (37'). Con una rimessa laterale battuta profonda l'azione l'aveva avviata Sica, che calamitando l'apertura di Romani alimenta anche l'ultima occasione del primo tempo: sul traversone rasoterra non la finalizza Niccolò Salvadori, murato prima da Lolini (ottima la diagonale) e poi da De Angeli (42'). La sequenza di queste azioni suggerisce a Bucciantini che c'è da cambiare qualcosa sulle corsie laterali: serve un po' più di sprint, dunque per Mezzetti entra Bologna. È lui ad avviare l'azione che a metà ripresa potrebbe far svoltare la partita: sul suo lancio, con la mediazione di Lenci sceso a destra, il pallone giunge a Casoli, altro neoentrato (fuori Priore; e fuori anche Guazzelli e Nista per Tosi e Monaci), neutralizzato da Federighi con una trattenuta rischiosissima ma nel perimetro stabilito fin lì da Sansossio Varnagallo. Il Fucecchio, che in avvio di ripresa aveva provato a pungere col destro di Fogli dal limite dell'area di rigore (prezioso l'invito di Niccolò Salvadori, pallone alto), replica con una ripartenza condotta tre contro De Angeli, alimentata da Francesco Lenzi e non finalizzata da Sardelli, chiuso dal ripiegamento decisivo di Lolini (67'). Cento secondi più tardi con un'azione più ragionata e meno verticale il Fucecchio riesce a concludere, e in teoria a concludere bene: non è d'accordo Sansossio Varnagallo, che rileva un pestone di Borghi a Mezzetti un istante prima del filtrante e non convalida la rete di Fogli, altrimenti efficace nell'esecuzione col destro rasoterra. Lo sviluppo era nato da una combinazione tra Romani e Niccolò Salvadori che, il primo a ispirare e il secondo a rifinire, con la cucitura di Sica sovrappostosi a sinistra confezionano l'occasione più nitida del tempo regolamentare, quella neutralizzata dalla faccia interna della traversa. Il Venturina trema, e comprende che solo se contrattacca può evitare la sconfitta: all'acme della ripartenza imbastita dalla discesa di Bologna e impreziosita dal velo di Monaci il pallone del trionfo capita sul mancino di Lenci, che esausto stringe troppo la traiettoria e manca lo specchio. È un episodio di cui il Venturina avrà modo di rammaricarsi tantissimo, perché la partita si risolve nei cinque minuti di recupero assegnati da Sansossio Varnagallo. Nessuno capisce che l'errore di Fogli, che sul contropiede imbastito da Borghi si libera di Da Frassini forse con un fallo (alta, altissima la soglia dell'intervento tecnico) e saltato Kohler si defila così tanto da non avere più luce verso la porta, non è il sigillo sui rimpianti del Fucecchio, ma il segnale che il Venturina sta per cedere; nessuno lo capisce finché Sardelli si libera al limite dell'area di rigore e col destro cerca il secondo palo, protetto da Kohler in tuffo: sulla ribattuta si spalanca lo specchio davanti a Fogli, che resta freddo a sufficienza per colpire il pallone con l'interno mancino e, mentre lo spazio si fa sempre più stretto, farlo passare nell'unico spiraglio disponibile. I suoi gliel'avevano detto che avrebbe segnato all'occasione successiva, gliel'avevano detto anche dopo quella sprecata al 92', quando poteva sembrare che non fosse una profezia, che fosse un abbaglio: avevano ragione, bastava avere pazienza, pazienza e fede.
Calciatoripiù: fino all'azione in cui lo salva la traversa il Venturina rischia pochissimo, perché
De Angeli e
Da Frassini costituiscono una coppia centrale favolosa, e a destra
Lenci è efficacissimo nell'ostacolare le sortite degli avversari, che per trovare spazio devono affidarsi spesso alle sovrapposizioni di
Sica. L'equilibrio si spezza quando alla solidità difensiva (gigantesco
Dainelli) il Fucecchio abbina il governo della mediana, di cui alla distanza s'impadroniscono
Niccolò Salvadori e
Romani, mezzali di qualità sopraffina. La pressione cresce, e crescendo produce l'azione della rete: la confeziona
Sardelli con un destro sublime, sulla ribattuta la segna
Fogli, che aveva intuito che i tempi fossero maturi, che d'occasioni successive non ce ne sarebbero state più.
Samuele Tofani