Settignanese-Capezzano Pianore 2-2
SETTIGNANESE: Fontani, Pratesi, Preka, Tozzi, Djoni, Molinati, Milli, Sisti, Echchihab, Villetet, Marfisi. A disp.: De Fazio, Kulish, Giappichini, Malica, Grassi, Spanu G., Ragusa, Vultaggio, Burrini. All.: Fani Filippo
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Satini, Navari, Neri, Quilici, Lamperi, Cioffi, Mattioli, Cardillo, Mbaye, Pilone. A disp.: Forno, Bellandi, Coluccini, Trinchera, Moggia, Lenzi, Bianchi, Giorgi, Boraschi. All.: Maffei Marco
ARBITRO: Nicolo Rubino di Valdarno
RETI: 25' Cardillo, 58' Ragusa, 68' Burrini, 80' Cardillo
Se a fine agosto gli avessero pronosticato quattro punti nelle prime due giornate, Fani si sarebbe fatto passare una penna per controfirmare la garanzia; dunque più di tanto non può dispiacersi la Settignanese se, dopo aver ribaltato l'iniziale vantaggio del Capezzano grazie ai neoentrati Ragusa e Burrini, deve accontentarsi del 2-2: la frena Cardillo, che a dieci minuti dalla fine trova la doppietta dopo aver spezzato l'equilibrio in avvio. Il punteggio s'era mosso al primo vero tentativo, anticipato giusto da un traversone di Milli corretto debolmente dalla testa di Villetet: l'azione del vantaggio nasce da una pressione alta di Mbaye, che al recupero del possesso fa seguire il filtrante buono per lo 0-1. Fino alla pausa la reazione della Settignanese si limita a due traversoni di Milli, sul primo dei quali di testa Villetet non inquadra lo specchio; dalla traiettoria del secondo Pelliccia rischia di farsi sorprendere, esito evitato con una buona reattività: di tutto il primo tempo è l'unica vera circostanza in cui la tifoseria della Settignanese sussulta. Per la vera reazione occorre attendere che trascorra la pausa, e che Fani si giochi subito due cambi (dentro Malica e Ragusa per Sisti e Tozzi) ai quali segue l'ingresso di Burrini per Echchihab: sono le mosse che raddrizzano la partita, ribaltata dopo il rischio corso sul tiro di Mbaye murato a colpo sicuro. Non sfruttato, l'episodio avvia lo spezzone in cui il Capezzano cede la primazia alla Settignanese, poco prima dell'ora di gioco in rete con Ragusa: all'interno dell'area di rigore lo libera il tocco di prima di Burrini; il pallone glielo aveva servito Villetet, prezioso quando ispira e impreciso sottoporta: a lui Pelliccia, reattivo su un tiro da distanza ravvicinata e decisivo con un'uscita con la quale evita il dribbling, nega la rete del 2-1; la trova Burrini, che sfrutta una cattiva lettura della difesa avversaria e capitalizza l'assist di Malica disegnando di testa il pallonetto del raddoppio. L'episodio avvia l'ultimo quarto, a metà del quale il Capezzano trova la rete buona per il primo punto stagionale: di nuovo la segna Cardillo, che sfrutta il servizio di Mattioli per slalomeggiare in mezzo alla difesa avversaria e battere Fontani per la seconda volta. Del 2-2 le due squadre mostrano d'accontentarsi, anche se nel finale il Capezzano sfiora il blitz: se da sei metri anziché a lato Moggia avesse calciato nello specchio, la Settignanese non avrebbe avuto tempo per neutralizzare la controrimonta. Non ce n'è bisogno; e dopo i primi centottanta minuti Fani - bravo, bravissimo: lo dimostrano i cambi decisivi, l'impianto complessivo - può godersi una classifica rassicurante.
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Calciatoripiù : entrati in avvio di ripresa per appesantire la manovra offensiva della Settignanese,
Ragusa e
Burrini ribaltano temporaneamente il vantaggio del Capezzano; lo aveva segnato
Cardillo , che bene dialoga con
Pilone e che nel finale trova doppietta e 2-2.
esseti
Sporting Cecina-Aquila Montevarchi 0-1
SPORTING CECINA: Sommani S., Bernini, Benedetti, Bertaccini, Mazzantini, Bettini, Ceccarini, De Santis, Magozzi, Castellano, Pistoia. A disp.: Melis, Cucchiara, Cacace, Bartolini, Moretti, Lombardi, Creatini, Balloni, Bapary. All.: David Tarquini
AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, Tani, Sira, Manenti, Palazzini, Bigozzi, Presenti, Pranteddu, Cannoni, Kodra, BORRI. A disp.: Cappetti, Cioncolini, El Hawif, Ensoli, Maccioni, Pratesi, Berti, Miniati. All.: Peri Francesco
ARBITRO: Mattia Di Galante di Pontedera
RETI: 22' Cannoni
È un momento buio per lo Sporting Cecina, così buio che ancora nessuna delle tre squadre giovanili ha conquistato il primo punto stagionale. Una scusante l'Under 17 ce l'ha: dopo l'esordio a Seravezza ospitava una delle big del campionato, l'Aquila Montevarchi, costretta a riscattare l'inattesa sconfitta interna con la Settignanese. Vinta di misura, la partita Peri l'aveva preparata alla perfezione; lo dimostra lo spirito feroce che nei primi dieci minuti genera la prima occasione da rete: solo la traversa s'oppone a Borri, che al limite dell'area di rigore aveva ricevuto il pallone da uno schema su calcio d'angolo. Neppure il secondo tentativo va a buon fine: con un intervento spettacolare Simone Sommani riesce a recuperare la posizione e a neutralizzare il lob di Pranteddu, che aveva vinto il possesso in zona d'attacco. Per lo 0-1 occorre dunque attendere che s'esaurisca il primo quarto: corre il 22' nel momento in cui Tani si sovrappone sulla corsia destra, e chiude la fuga servendo il pallone a rimorchio sull'interno vincente di Cannoni. Di nuovo in svantaggio come a Seravezza, lo Sporting Cecina reagisce giusto con un calcio di punizione dal limite dell'area di rigore: se ne incarica Ceccarini, che calcia alto d'un metro; sull'altro fronte si chiude allo stesso modo la percussione di Borri, peraltro pescato da Di Galante in posizione irregolare. Su quest'episodio va in archivio il primo tempo, seguito da una ripresa affine: il Montevarchi continua a fare la partita, colpisce un palo con una capocciata di Palazzini e sbatte due volte su Simone Sommani, fenomenale nelle parate che neutralizzano il tentativo sottoporta di Cannoni e la punizione del solito Pranteddu. Di fermarsi più lontano dallo specchio deve accontentarsi lo Sporting Cecina, che a un quarto d'ora dalla fine cerca il pari con un tiro di Bartolini a lato d'un paio di spanne: non basta per evitare la vittoria del Montevarchi, legittimata anche da un intervento sospetto su Pranteddu alla ricerca dello spazio buono dentro l'area di rigore avversaria; le proteste restano giusto una nota di cronaca, l'episodio non impatta sul risultato finale: con una giornata di ritardo il Montevarchi comincia a muoversi.
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Calciatoripiù: Simone Sommani, Bettini (Sporting Cecina),
Cannoni e
Manenti (Aquila Montevarchi).
esseti
Cattolica Virtus-Giov. Fucecchio 2-2
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, Pagnotta, Peccini, Mugnaini, Lazzerini M., Chirinos, Zini, Cullhaj, Andres, Fossi I., Crini. A disp.: Dallai, Lazzerini C., Morozzi, Narduzzi, Tapinassi, Torres Perez, De La Cruz, Veltre, Virdo. All.: Fraccone Marco
GIOV. FUCECCHIO: Buti, BIONDI, Sica, Salvadori N., Collura, Borghi, Romani, Sardelli, Battiloro, Orsucci, Lenzi. A disp.: Di Grazia, Eulitte, Llanaj, Masha, Sabato, Tacchi, Capocchi. All.: Citi Michele
ARBITRO: Lorenzo Papale di Arezzo
RETI: 15' Lenzi, 50' Sardelli, 57' Fossi I., 58' rig.Andres
Dell'egemonia ci sarà ancora da discutere, e per l'egemonia ancora da combattere. Finisce pari il big match della seconda giornata, e neppure dopo quarantott'ore dall'ultimo fischio di Papale (togliamoci subito il pensiero: sbaglia lo sbagliabile, forse anche qualche grammo in più, ma valuta bene l'episodio del rigore) si riesce a capire chi tra Cattolica e Fucecchio avrà più chance d'insidiare il Tau, e chi del 2-2 ha più ragione d'esser rammaricato. Solo un osservatore superficiale può considerare scontata la risposta che emerge dal tabellino: avanti di due reti, già alla vigilia privo di Ciampalini, Dainelli, Piazza, Baldanzi e Fogli ai quali s'aggiunge all'ultimo Federighi per un problema burocratico (manca il tesserino: al suo posto gioca Biondi, e gioca bene), il Fucecchio si vede agguantare in un minuto poco prima dell'ora di gioco; e dunque, suggerisce l'osservatore superficiale, a rammaricarsi non può che essere il Fucecchio. È una considerazione che contiene una parte indubbia di verità, e non più d'una parte: soprattutto nel primo tempo, prima di sbloccarsi grazie a una punizione magnifica di Fossi, gran mancino, la Cattolica ha fallito almeno tre occasioni pulite; se ci s'aggiunge che per il metro disciplinare tenuto da Papale fino a quel momento l'espulsione di Chirinos Calderon è fuori scala, s'intuisce già che il rammarico è pari dall'una e dall'altra parte. Pari sono anche le occasioni create nel primo quarto d'ora, anche se pari non è il punteggio che producono: con l'aiuto del palo Biondi, protagonista inatteso, toglie di porta il pallone colpito dal mancino d'Andres sul destro di Crini, che sul filtrante di Zini aveva cercato il tiro in diagonale e trovato un assist sottomisura; nessuno invece s'oppone all'acrobazia di Lenzi, che in posizione sospetta sul contrasto aereo tra Orsucci e Chirinos Calderon (una rimessa laterale profonda, di nuovo Biondi protagonista, l'innesco) si serve del destro per segnare lo 0-1. La partita s'infiamma, sulla trequarti Mugnaini (fallo di Niccolò Salvadori) conquista una punizione e la batte velocemente per Cullhaj, che cerca il secondo palo e il colpo di testa di Zini: l'esecuzione è efficace, come efficace è la parata di Buti assistito da Collura sulla respinta. Il pallone rimane in possesso della Cattolica, che si rende di nuovo pericolosa sfruttando la medesima corsia: stavolta qui agisce Crini, che sul servizio di Fossi strappa fino al fondo (stavolta Biondi non riesce a contenerlo) e con l'esterno destro serve un pallone delizioso verso il centro dell'area, dove Andres taglia col movimento giusto e il timing sbagliato (27'). Dalla pressione il Fucecchio esce bene, in vantaggio e senz'affanno, e sui calci da fermo cerca di sfruttare gli schemi di Citi: è buono quello che Lenzi chiama dalla bandiera destra con una traiettoria a uscire; tanto buono da oltrepassare la copertura del primo palo e sbucare davanti alla porta spalancata, dove Sardelli manca l'impatto a mezz'altezza (31'). Di Sardelli si torna a parlare quattro minuti più tardi: è lui a opporsi due volte ai tentativi di Cullhaj, prima col braccio largo sul lato corto dell'area di rigore, poi col corpo sulla volée favorita dalla punizione di Mugnaini. Gli attacchi restano frustrati; dunque, dopo aver cercato a lungo le corsie laterali, la Cattolica cerca di rendersi pericolosa con una mossa diversa: gioca in verticale Fossi, in verticale per Crini, che deve farsi bastare il primo calcio d'angolo della partita; glielo concede la spaccata volante di Collura, monumentale anche sul traversone di Mugnaini. Segue una ripartenza del Fucecchio non rifinita da Biondi, che s'annoda e consente alla Cattolica di recuperare trasformando il due contro uno in un due contro sei (38'). Con un break nell'insolita posizione d'ala destra l'azione l'aveva ben avviata Borghi, che invece tre minuti più tardi si fa infilzare dal lancio profondo di Manuel Lazzerini: dunque Crini riesce a spezzare in due la difesa avversaria e a presentarsi davanti a Buti, aggirato in un primo momento e decisivo col piede destro sullo scarico (obbligatorio, forse però un po' lento) da posizione defilata. È un episodio che rischia di pesare sul risultato finale, come in avvio di ripresa rischia di pesare il millimetro che manca a Fossi per trovare il secondo incrocio col destro scagliato da posizione centralissima, non superiore ai venti metri la distanza (47'); il Fucecchio si salva e replica col filtrante di Sica per Lenzi, al cui destro s'oppone la figura monumentale di Chirinos Calderon - e sul rimbalzo, ben catturato intorno ai dieci metri, Battiloro alza il mancino sopra la traversa (49'). Nell'azione successiva è migliore la mira di Sardelli; anzi, più che migliore è perfetta: colpito col mancino dopo un movimento a rientrare dalla corsia destra, il pallone entra in porta nel punto in cui la traversa s'incastra con il palo. Meravigliosa, la rete dello 0-2 sembra sigillare la partita e suggerire che anche se nel corso dell'estate ha perso Pellegrini, e con lui la facilità di finalizzare, il Fucecchio la lotta per l'egemonia sembra vincerla; e probabilmente l'avrebbe vinta davvero se tre minuti più tardi Niccolò Salvadori avesse capitalizzato il servizio di Lenzi, scappato a De La Cruz (nella pausa aveva rilevato Peccini: Fraccone voleva coprire meglio le corsie esterne), e col destro in diagonale calciato al di qua anziché al di là del palo lontano. Invece si resta sullo 0-2, punteggio che prima dell'ora di gioco cambia due volte in pochi secondi: d'un tratto la partita si riapre perché Borghi affossa Crini intorno ai venti metri, in posizione centrale, e concede alla Cattolica una punizione che Fossi, con un interno mancino così perfetto da sembrare incantato, spedisce accanto al palo sinistro sorprendendo Buti, tradito dal mezzo passo dietro la barriera. L'1-2 riapre la partita, che sulla ripresa del gioco vede ricostruirsi un equilibrio inatteso: frastornato, il Fucecchio gestisce male il possesso e si fa prendere d'infilata da Crini, che subisce da Borghi il secondo fallo in due minuti scarsi. Pesante s'era rivelato il primo fallo; e pesante si capisce subito il secondo (giusta peraltro l'ammonizione, chiara occasione da rete con contesa del pallone), perché all'interno dell'area del Fucecchio: segue l'esecuzione del rigore, che aprendo il destro a mezz'altezza Andres trasforma nel 2-2. Alla fine manca più di mezz'ora, e la partita cambia: Fraccone modifica lo scacchiere inserendo Veltre in regia (fuori Zini) e spostando Mugnaini in posizione di mezzala destra; date le assenze su meno cambi può contare Citi, che prima del quarto d'ora finale si gioca il solo Eulitte per Niccolò Salvadori. Tra le mosse, le contromosse, la fatica e il tono agonistico elevatissimo, d'occasioni non se ne vedono più; nel taccuino finisce soltanto l'espulsione di Chirinos Calderon, che già ammonito nel primo tempo affonda in ritardo l'intervento su Eulitte per spezzare la combinazione con Masha, entrato giusto da un istante (fuori Lenzi). Alla fine mancano sei minuti, che col recupero raddoppiano: nonostante l'inferiorità numerica la Cattolica Virtus (dato curioso, cambia tre capitani: sostituito da Morozzi, Mugnaini lascia la fascia a Chirinos Calderon, sul cui braccio sta una manciata d'azioni - espulsione, e incarico a Pagnotta) non rischia, e dal neutro di Tavarnuzze riporta a Soffiano il secondo punto stagionale. Un punto se lo prende anche il Fucecchio, che se avesse mantenuto il vantaggio avrebbe trasformato l'insolita coppia di testa Venturina-Lastrigiana in un trio ancora più insolito; è andata com'è andata, e il rammarico s'è già dissolto: resta solida la sensazione che quest'anno la lotta per l'egemonia con le altre big sarà apertissima.
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Calciatoripiù : per un tempo
Fossi fatica a trovare spazio tra le linee, e affida la Cattolica a
Chirinos Calderon (peccato per l'espulsione, che non cancella una prova di grande sostanza e personalità) e
Mugnaini ; per prendersi la scena gli basta una giocata magnifica, la punizione che vale l'1-2 e avvia la rimonta: l'aveva conquistata
Crini , che in due minuti subisce i due falli decisivi. È su questi episodi che il Fucecchio vede sfumare la vittoria fin lì costruita sulle reti, peraltro splendide, di
Lenzi e
Sardelli e sulla prova difensiva di
Biondi e
Collura .
Samuele Tofani
Lastrigiana-San Miniato 8-3
LASTRIGIANA: Pozzi, Benelli, Gibbino, Palmini, Cappiardi, Desideri, Tarantino, Brusciano, Baggiani, Taoufik, Nencini. A disp.: Pratolini, Mangani, Pietrosanti, Del Giudice, Straccali, Gueye, Spanu, Labardi . All.: Fabio Zuccaro
SAN MINIATO: Bizzoco, Castrigato, Ibrahimi, Inglesi, Leoni, Cultrera, Ismailaj, Ulivi, Migliorini, Priore, Aceto. A disp.: Perniconi, Burroni, Mazzei, Machetti, . All.:
ARBITRO: Andrea Cherubini di Arezzo
RETI: 3' Nencini, 15' Priore, 18' Aceto, 21' Baggiani, 22' Priore, 28' Baggiani, 45' Nencini, 47' Brusciano, 61' Nencini, 92' Nencini, 93' Nencini
Scoppiettante, entusiasmante. È difficile trovare altri aggettivi per la partita della Guardiana, che dopo un primo tempo finito 4-3 vede la Lastrigiana raddoppiare il conto delle reti, dunque battere 8-3 il San Miniato e prendersi la testa della classifica insieme, insolita coppia, al Venturina. Il punteggio si sblocca dopo appena tre minuti: lanciato in profondità da Taoufik, Nencini vince il contrasto con Bizzoco che gli s'era opposto in uscita e firma la rete del vantaggio locale. Il San Miniato pareggia al quarto d'ora sfruttando un contropiede nato da un'occasione non finalizzata da Taoufik: sul lunghissimo rinvio della difesa Priore anticipa l'uscita di Pozzi e dalla fascia destra segna l'1-1 in pallonetto (15'). È buono il momento del San Miniato, che dopo tre minuti si portano in vantaggio: pescato solo davanti al portiere, con forza Aceto scarica in porta il pallone dell'1-2. Il nuovo pari non si fa attendere: Nencini protegge il pallone a centrocampo e scarica sull'esterno a Benelli; il pallone torna in mezzo per Baggiani che segna il 2-2 (21'). Passa solo un minuto e il punteggio cambia di nuovo: torna in vantaggio il San Miniato grazie all'iniziativa d'Aceto, che sul calcio d'inizio entra in area da posizione defilata e crossa per Priore, letale nella deviazione sottoporta buona per la doppietta. Di nuovo costretta a rincorrere, la Lastrigiana non demorde e al 28' trova il gol del nuovo pareggio con un'imbucata rasoterra di Gibbino che dalla difesa premia il taglio di Baggiani, gelido nel presentarsi davanti a Bizzoco e batterlo per il 3-3. La Lastrigiana continua ad attaccare, e alla fine del primo tempo il forcing produce il gol del vantaggio: segna Nencini, che trovato in area da Baggiani protegge bene il pallone e lo scarica in rete. Dunque si va al riposo sul 4-3, punteggio che aumenta di dimensioni appena la partita riprende: Benelli che mette nel mezzo un pallone interessante che Brusciano spinge in porta per il 5-3. Al 61' lo scarto aumenta ancora: Straccali trova in profondità Nencini, implacabile quando si tratta di battere a rete. A risultato acquisito, segue una mezz'ora nella quale si registrano solo due tiri di Priore sui quali Pozzi si disimpegna bene. Poi nel recupero la Lastrigiana allunga; segna due volte Nencini, che capitalizza prima un rimpallo col portiere e poi un dribbling che gli spalanca la porta. È l'ultimo atto d'una partita che dopo un primo tempo scoppiettante ha visto la Lastrigiana amministrare un vantaggio sempre più cospicuo; il San Miniato riparte dalla buonissima prestazione del primo tempo, segno che il passivo pesante della prima giornata è già dimenticato.
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Calciatoripiù: Nencini, Benelli, Baggiani (Lastrigiana),
Priore, Aceto (San Miniato).
Giacomo Bargagni
Scandicci-Seravezza 2-1
SCANDICCI: Pesci, Torracchi, Prelashaj, Salvadori, Galletti, Morosino, Borchi, Forletti, Nocentini, Bagala, Drago. A disp.: Izzo, Talbi, Focardi, Gelli, Kurti, Pacini, Lodovisi, Baroncelli Lancisi, Belli. All.: Bernocchi Lorenzo
SERAVEZZA: Mazzantini, Rosini, Carli, Mingazzini, Bertoni, Privitera, D Andrea, Giannini, D Antonio, Intaschi, Sgado. A disp.: Azzi, Launari, Coppola, Gatti, Beltrano, Balestracci, Ottaviano, Neri, De Angeli. All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Giulio Sgaramella di Pistoia
RETI: 49' Intaschi, 75' Focardi, 86' Focardi
Sulla rete d'Intaschi il Bartolozzi ha tremato: dopo l'esordio shock con la Floria lo Scandicci sembrava diretto verso la seconda sconfitta consecutiva, e il Seravezza verso la testa della classifica a punteggio pieno. Per quasi mezz'ora nessuno dissipa la sensazione; poi a cancellare ogni pensiero scuro ci pensano Bernocchi, che azzecca i cambi, e Focardi, uno dei due cambi azzeccati (l'altro è Belli, cui venti minuti sono sufficienti per cambiare l'inerzia complessiva): è lui, entrato dalla panchina, a sfruttare due calci da fermo e a ribaltare il punteggio che fino al 75' recita 0-1, e invece 2-1 all'86' e soprattutto al 98'. Amareggiato per la dinamica delle due reti subite, sulla strada di rientro il Seravezza può comunque tirarsi su con una serie d'indicazioni positive da aggiungere a quelle dell'esordio con lo Sporting Cecina: la mediana funziona; è giusto lo spirito; e Intaschi viaggia alla media d'una rete a partita. Era stato lui a segnare la rete del provvisorio 0-1, bagnando così l'avvio di ripresa dopo un primo tempo chiuso pari: ancora privo di Talbi, Andrei e Nannoni ma con Bagalà finalmente tra i titolari (e subito pericoloso: Michael Mazzantini deve allungarsi due volte per negargli la prima rete in maglia blues), lo Scandicci crea una manciata d'occasioni da rete, confermate dalla dozzina di calci d'angolo, e non ne finalizza neanche una; non le finalizza perché Nocentini deve ancora risolvere la questione con la sorte, e spedisce fuori d'un pollice sia il primo pallone della partita sia quello che gli propone un calcio d'angolo alzato di testa dopo un movimento da centravanti puro. Senza farsi impressionare dai tentativi dello Scandicci, il Seravezza affida la propria replica a Intaschi, che dopo aver saggiato i riflessi di Pesci (gioca lui, in panchina Izzo) e dalla bandierina aver servito a Casolare un pallone interessantissimo (deviazione alta) al 49' sblocca il punteggio con un tiro secco dal limite dell'area di rigore: il pallone glielo serve D'Antonio, che in pressione alta lo aveva recuperato a Prelashaj. È l'episodio dello 0-1, che tanto male fa allo Scandicci; e gli fa ancora più male perché per quasi mezz'ora il pari sembra poco meno d'un miraggio. Poi d'improvviso il calcio d'angolo di Borchi raddrizza tutto; lo raddrizza perché all'altro estremo della traiettoria c'è Focardi, che di testa devia il pallone in porta. È identica per esecuzione e simile per dinamica (stavolta il cross nasce da una punizione, efficace anche se sporcata; Kurti l'incaricato) la giocata che all'86' vale il 2-1; nel lungo recupero (dopo averne segnalati cinque, Sgaramella neutralizza ben otto minuti) lo Scandicci tiene il Seravezza lontano dalla propria porta, e anzi sfiora il tris con una ripartenza di Lodovisi neutralizzata da Michael Mazzantini. Dunque lo scarto resta minimo, e dello scarto minimo Bernocchi s'accontenta: era necessario reagire alla tragedia del Grazzini, e soprattutto iniziare a muovere la classifica. Resta ancora molto da lavorare, soprattutto sulla solidità d'una difesa ancora troppo svagata; ma dopo un successo si lavora meglio.
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Calciatoripiù : dalla panchina entrano
Belli , che regala venti minuti di qualità assoluta (il tabellino è implacabile: senza di lui lo Scandicci perdeva, con lui lo Scandicci vince), e
Focardi , autore della doppietta decisiva; l'assist dell'1-1 glielo serve
Borchi , che così crea la situazione per neutralizzare lo svantaggio nato dalla giocata di
D'Antonio per
Intaschi , due dei migliori del Seravezza insieme a
Beltrano re della mediana.
esseti
Tau Calcio-Oltrera 1-1
TAU CALCIO: Ricci, Scarselli, Serafini, Bracaloni, Marzano, Giovannini, Moschini, MAtteucci, Pellegrini, Sarnataro, Bonelli. A disp.: Bella, Romanelli, Guidi A., Tancredi, Quiriconi, Pierucci, Niccolai J., Hussey, Stondei. All.: Paoletti Luca
OLTRERA: Faggioli, Landi, Sostegni, Franchi, Kamal, Cappagli, Celestre, Cecchi, Tani, Pangallo, Paffi. A disp.: Bullari, Matteoli, Trafeli, Asmodeo, Chick, Clemente, Campana, Pratelli, Pozzobon. All.: Del Vita Matteo
ARBITRO: Leonardo Palla di Pisa
RETI: 12' Bracaloni, 94' Asmodeo
Il calcio è quello sport con diciassette regole fisse e un numero variabile d'integrazioni; una, notissima, recita che se non si chiudono le partite ci sta di non vincerle. Se n'accorge il Tau, che nei minuti di recupero si fa raggiungere sull'1-1 e che dunque potrebbe aver concesso alle rivali - la difficoltà sta ancora nell'identificarle - due punti da sfruttare tra qualche mese: la rete d'Asmodeo quando il cronometro punta già sul 94' consente all'Oltrera di venir via da Altopascio con un pari prezioso, bottino che poche riusciranno a conquistare. Eppure già al quarto d'ora la partita sembrava aver assunto il profilo atteso: anche se non ferocissimo e spesso costretto a restare all'esterno dell'area di rigore, il Tau si porta in vantaggio con la rete di Bracaloni, che da fuori indovina sia la traiettoria sia il rimbalzo vincente davanti a Faggioli. Il duello si ripete una decina di minuti più tardi, stavolta con esito opposto (buona la parata, riscatto completo), e ripetendosi a ciò che dice in esplicito, ossia che è il Tau a fare la partita e a cercare subito di chiuderla, aggiunge un corollario da saper leggere in trasparenza: l'Oltrera si difende bene, tanto bene da costringere gli avversari ad affidarsi soltanto ai tiri dalla distanza. Da queste premesse è inevitabile che segua un primo tempo abbastanza bloccato; l'equilibrio nel punteggio provano a ricrearlo in ripartenza Pangallo, Paffi e soprattutto Tani, che murato al limite dell'area di rigore trova soltanto un calcio d'angolo. Di fatto per tutto il primo tempo di tiri nello specchio il Tau non ne subisce; e dunque alla pausa Jordan Ricci (non c'è Zipoli, come a Siena gioca di nuovo lui; stavolta da secondo gli fa Bella) può dire d'aver passato una delle mezze mattinate più tranquille degli ultimi anni. La considerazione resta valida per buona parte della ripresa, segnata da una maggior pressione del Tau; la favorisce l'ingresso di Stondei, che prima intercetta un'incomprensione tra la difesa e Faggioli e serve a Pellegrini un pallone non sfruttato, poi sul traversone di Jacopo Niccolai (ottima la combinazione a destra con Romanelli) cerca la copertina con una rovesciata ottima per esecuzione ma inefficace: l'esterno della rete non conta tra i bersagli. L'episodio è insieme un segnale e un messaggio: ci s'accorge che il Tau sa che il vantaggio minimo è troppo poco; e l'Oltrera capisce che se alza la pressione può raddrizzare una partita solo all'apparenza compromessa. La parata di Faggioli (per opporsi a Jacopo Niccolai ha bisogno dell'aiuto della parte alta della traversa) e i cambi di Del Vita, che decide d'intervenire sulla freschezza dell'attacco, fanno il resto: a segnare nel recupero è Asmodeo, uno dei neoentrati insieme a Pozzobon, che col mancino traccia un lob imprendibile per Jordan Ricci; il pallone glielo aveva servito Mattia Landi, feroce nell'intercettare un passaggio orizzontale di Bracaloni nella metà campo dell'Oltrera ed esaltante nel break condotto per una cinquantina di metri prima del filtrante decisivo. È la rete dell'1-1, cui segue il gong: è un rintocco beffardo per il Tau, che ora s'augura che a fine stagione i due punti persi non pesino troppo. È opposta la considerazione dell'Oltrera: nella classifica comparata un punto ottenuto ad Altopascio potrebbe contare tantissimo.
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Calciatoripiù : è lui a perdere il pallone convertito poi nella rete del pari, ma l'episodio non può appesantire più di tanto la partita di
Bracaloni , il centro d'ogni manovra del Tau e l'autore della rete del provvisorio vantaggio. Il tiro vincente era stato scagliato da fuori, perché in area l'Oltrera s'era ben difesa:
Kamal è eccezionale su ogni interprete dell'attacco avversario.
esseti
Pietrasanta-Sestese 4-8
PIETRASANTA: Pennucci, Tonini, Cresci, Puccinelli, Dezulian, Di Bianco, Angeli, Karafili, Petacchi, Remorini, Benassi. A disp.: Dini, Bufalini, Laboti, Poltronieri, Manati, Raffaelli, Beqiri, Bacci . All.: Lazzarini Alessandro
SESTESE: Giorgetti, Minniti, Bassetti, Pucci, Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Notari, Materassi, Durgoni. A disp.: Faggi, Dervishi, Sostegni, Stasi, Palmini, Pacini, Paci, Iuliucci, Bellini. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Edoardo Bianchi di Lucca
RETI: 18' Riboli, 22' Remorini, 35' Notari, 38' Ceccherini, 44' Pancella, 50' Benassi, 52' Notari, 63' Dezulian, 66' Stasi, 67' Beqiri, 84' Pancella, 85' Pancella
Da una prova di forza così non si può che restare impressionati. Fa rumore la vittoria della Sestese; fa rumore perché alla prima giornata il Pietrasanta aveva messo paura al Fucecchio, e nessuno avrebbe pronosticato uno scarto di quattro reti - soprattutto, nessuno avrebbe pronosticato un 4-8. È stranissimo infatti il punteggio con cui ci si congeda della Pruniccia, teatro d'una partita che in Versilia s'auspicava diversa; d'altra parte questa è l'élite, un campionato spettacolare in cui ogni errore può fare malissimo. La Sestese avrebbe potuto spezzare lo 0-0 ben prima del 18', minuto in cui segna la prima rete; avrebbe potuto farlo già dopo cinque minuti se, sull'iniziativa individuale di Pancella che saltati due avversari aveva conquistato il fondo, Notari non avesse trovato l'opposizione di Pennucci. Invece il Pietrasanta si salva, almeno fino all'angolo che Materassi calcia a uscire verso il centro dell'area: è un invito favoloso per Riboli, che di testa gira il pallone dalla parte giusta del palo lontano. Dunque al secondo tentativo la Sestese passa in vantaggio, e ci rimane giusto quattro minuti: nell'azione della rete successiva Riboli entra di nuovo, ma stavolta è la rete del Pietrasanta: un suo scivolone consente infatti a Remorini di catturare un pallone all'apparenza innocuo e di scaraventarlo alle spalle di Giorgetti. E la Sestese, che subito prima aveva protestato con Bianchi per un possibile rigore non concesso a Pancella, si vede costretta a ricostruire il vantaggio daccapo. Subito ci prova col mancino Materassi, innescato dal filtrante prodigioso di Bassetti e murato sulla linea; passata la mezz'ora ci riesce Notari, che a un doppio dribbling sulla trequarti fa seguire un violento destro a incrociare. A calciare l'aveva invitato il filtrante di Ceccherini, che tre minuti più tardi riceve la sponda per far pari con le cortesie: e così l'azione nata dall'angolo battuto corto da Bassetti per Pancella, e poi sviluppatasi intorno al limite dell'area di rigore, si chiude con la rete dell'1-3. Segue quasi subito una nuova azione d'attacco col filtrante di Pucci per Notari: il doppio dribbling stavolta si completa con una finta e uno scarico per Pancella, che accompagna nella porta sguarnita il pallone dell'1-4. È l'ultima occasione del primo tempo, già alla fine del quale si capisce che la partita ha già espresso il proprio verdetto; eppure il Pietrasanta non s'arrende e al riavvio accorcia col diagonale di Benassi, che approfittando d'una marcatura morbida di Minniti trova lo spazio per calciare nello specchio (50'). Ora lo scarto è di sole due reti, che tornano tre in poco più di un'azione: anche stavolta segna Notari, segna dopo aver mandato il pallone a sbatacchiare contro l'incrocio sulla combinazione tra Durgoni e Ceccherini. Di nuovo la Sestese si rilassa; e di nuovo il Pietrasanta si riporta sotto: segna Dezulian, che di controbalzo fa schizzare in porta il pallone uscito dall'area di rigore dopo un angolo ribattuto corto da una difesa insolitamente morbida. È il 63', e il punteggio ora recita 3-5; al 66' la Sestese torna ad allungare grazie al destro di Stasi, che incrocia sul secondo palo il pallone servitogli da Notari dopo una cavalcata lunga una quarantina di metri. Eppure neanche sul 3-6 il Pietrasanta s'arrende: un'indecisione tra Giorgetti e Riboli, che inspiegabilmente gioca all'indietro un pallone solo da proteggere, consente a Beqiri di segnare il 4-6 approfittando della porta sguarnita. Alla fine manca l'ultimo quarto, ma di forze per tentare un altro paio d'assalti il Pietrasanta non ne ha più; è fresca invece la Sestese, tanto fresca da consentire a Pancella sia di spingere in porta il tiro-cross di Paci sia di capitalizzare il filtrante di Riccardo Pacini. È con questa tripletta che il punteggio assume una dimensione insolita per il calcio, sport a punteggio basso, ed esprime chiaro il messaggio: se Ferro riuscirà a ridurre le incertezze della difesa, con quest'attacco qui nella corsa al vertice la Sestese ci sta comoda.
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Calciatoripiù: Pancella, Notari (Sestese).
esseti
Venturina-Floria 3-2
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Casoli, Mezzetti, Nista, Galbiati, Guazzini, Vigano. A disp.: Visconti, Tognazzi, Guazzelli, Panichi, Marinov, Bologna, Messina, Nfaiedh . All.: Bucciantini Fabio
FLORIA: Servi, Fibbi, Bautista, Lafsahi, Sordini, Carrai, Gensini, Panichi, Batelli, Guarducci, Landi. A disp.: , Ricci, Macaluso, Nuti, Bitossi, Piccini, Esteves, Rotondi, Laaroussi. All.: Alessi Dimitri
ARBITRO: Catello Esposito di Livorno
RETI: 22' Da Frassini, 41' Da Frassini, 53' Galbiati, 65' Landi, 76' Lafsahi
«Avete avuto piedi, testa, paura e carattere», anche se in verità al posto dell'ultimo termine ne usa un altro ben più concreto: così Fabio Bucciantini si rivolge allo spogliatoio alla fine della partita che consente al Venturina di restare a punteggio pieno, e dunque di formare con la Lastrigiana un'inedita coppia di testa. Cade infatti la Floria, che tanto bene s'era espressa all'esordio con lo Scandicci; cade perché la rimonta rimane solo abbozzata, e nonostante l'occasione che nel finale capita a Carrai dal 3-2 non ci si schioda; cade dopo aver rischiato in avvio (ottimo Servi, e già non è più una notizia, sulla girata di Mezzetti in mischia), non aver sfruttato due occasioni ottime (Batelli non approfitta dell'incertezza di Kohler, che non aggancia un retropassaggio; dai venti metri Lapo Landi non inquadra la porta per una spanna, o forse meno) ed essersi ritrovata in svantaggio dalla metà del primo tempo alla fine della partita, il cui fulcro sta nel fallo ingenuo di Bautista Berrocal (avrebbe potuto temporeggiare, Lenci la porta l'aveva alle spalle e avrebbe faticato a trovare spazio per girarsi), l'unica novità rispetto al primo undici stagionale data l'assenza di Santoro ancora acciaccato: Esposito fischia un rigore solare, che per il Venturina vale il vantaggio; lo segna Da Frassini, capace di ripetersi una ventina di minuti più tardi sull'angolo di Guazzini corretto in porta stavolta di testa. Se al sistema s'aggiunge un altro dato non trascurabile, la rete del 3-0 in avvio di ripresa (segna Galbiati, servito al centro dallo scarico di Bologna entrato da un istante e scappato fino all'ultima linea), si capisce perché anche con quaranta minuti da giocare tanti la partita la considerano chiusa. È un errore: per accorciare alla Floria è sufficiente un episodio, favorito dalla leggerezza di Da Frassini, che con un disimpegno pigro sporca una partita fin lì epica; il pallone lo intercetta Lapo Landi, che s'accentra da sinistra con un dribbling doppio e raggiunti i venti metri arma il destro per scaricare il pallone sotto il secondo incrocio. Di reti di vantaggio il Venturina ne aveva tre: gliene restano due, eppure la paura comincia a dilagare; e alla paura segue la difficoltà a uscire dalla metà campo, e alla difficoltà una serie di calci da fermo concessi alla Floria in posizione pericolosissima. È inevitabile che uno di questi riapra la partita: è troppo passiva la difesa sulla punizione laterale d'Esteves, tanto passiva da consentire a Lafsahi di raccogliere il pallone all'interno dell'area di porta e a farlo passare sotto le gambe di Kohler. È la rete del 3-2, che finisce di riaprire una partita all'apparenza sigillata meno di mezz'ora prima; sbaglia però chi s'attende il crollo nervoso del Venturina, che improvvisamente ritrova concentrazione e carattere, concede una sola occasione (ottima: l'angolo d'Esteves porge a Carrai un pallone incantevole, calciato troppo lontano dallo specchio) e grazie alle incursioni di Nfaiedh e Panichi, entrati benissimo, costringe spesso la Floria a correre all'indietro, e dunque a ripartire da lontano. Il fischio con cui, il cronometro già sulle tre cifre (dieci infatti i minuti di recupero della ripresa), Esposito chiude la partita consegna al Venturina le chiavi dell'attico: anche se tutti sanno che è probabilissimo che si tratti d'una sistemazione provvisoria, per una settimana c'è modo di godersi una vista splendida su tutta la Toscana.
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Calciatoripiù : potrebbe sembrare strano date le dimensioni del punteggio; eppure nonostante il 3-2 i migliori sono due difensori (clamorosa la prova di
Lenci e
Lolini nelle file del Venturina) e un portiere: rispetto alla partita con lo Scandicci stavolta
Servi riesce a sfoderare meno parate, ma basta quella in avvio su Mezzetti per ribadire che in porta la Floria è copertissima.
esseti