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Allievi Regionali GIR.Elite - Giornata n. 5

Cattolica Virtus-Seravezza 0-1

CATTOLICA VIRTUS: Dallai, De Sa, Peccini, Mugnaini, Chirinos, Zangarelli, Zini, Lazzerini M., Andres, Fossi I., Crini. A disp.: Bracci, Dona, Lazzerini C., Morozzi, Narduzzi, Tapinassi, Torres Perez, De La Cruz, Virdo. All.: Fraccone Marco
SERAVEZZA: Mazzantini, Bertoni, Casolare, Sgado, Benedetti, Privitera, Balestracci, Giannini, Moretti, D Antonio, Beltrano. A disp.: Taricco, Lenzetti, Launari, De Angeli, Coppola, Ottaviano, Intaschi, . All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Filippo Regoli di Firenze
RETI: 23' Moretti
Quel minitorneo a sei il Seravezza l'ha vinto, o se non l'ha vinto s'è almeno assicurato di chiuderlo in una delle quattro posizioni buone: lo 0-1 sulla Cattolica Virtus, battuta e addirittura superata in classifica (pesano però le due partite in meno, tra il turno di riposo e il recupero col Capezzano in programma domani), porta addirittura a nove i punti di vantaggio sulla zona retrocessione e consente a Trifoni di preparare con grande serenità le prossime quattro giornate, nelle quali altrimenti la tensione sarebbe stata lecita visto che il calendario propone il derby col Pietrasanta in mezzo a Tau, Venturina e Sestese. Poco concentrata già dai primi minuti, la Cattolica rischia lo svantaggio già nei primi cento secondi, nei quali il Seravezza conquista tre calci d'angolo di fila, tutti e tre affidati all'esecuzione di Ballestracci: sul secondo, quello battuto meglio, per trovare sottoporta la deviazione vincente D'Antonio avrebbe avuto bisogno giusto d'una taglia di scarpe in più. Nel primo quarto d'ora il Seravezza ci riprova in altre due occasioni, in pedana di nuovo D'Antonio stavolta con un'azione personale sulla destra (notevole la parata di Dallai, che si limita a concedere un altro calcio d'angolo) e poi Casolare, efficace nell'ingaggiare l'uno contro uno, meno nel tiro: debole il destro. È l'antipasto del vantaggio, in tavola a metà esatta del primo tempo: all'acme d'una ripartenza imbastita da D'Antonio segna Moretti, che aveva allargato per Ballestracci e che calciando in corsa di prima scaraventa il pallone di ritorno dalla parte giusta del palo vicino. Lo svantaggio scuote la Cattolica, che impiega qualche minuto per aggiustarsi e viene fuori alla mezz'ora: seguono due occasioni limpide, non finalizzate né da Zini (tiro alto) né da Peccini, che complice una deviazione sbocconcella la parte esterna dell'incrocio dei pali (39'). Il Seravezza trema di nuovo a metà ripresa, quando davanti a Michael Mazzantini compare Crini solissimo: la sua volée esce d'una spanna scarsa, e con l'occasione evaporano anche le speranze della Cattolica d'evitare la quinta sconfitta interna. Anche se da giocare resta ancora abbastanza, il Seravezza non concede nulla: lo 0-1 gli è sufficiente per avvicinarsi all'ultimo tratto della stagione con l'umore di chi di questa categoria ormai è habitué.
Calciatoripiù: Manuel Lazzerini, De Sa, Peccini
(Cattolica Virtus), Moretti e Bertoni (Seravezza).
esseti
Pietrasanta-Aquila Montevarchi 1-1

PIETRASANTA: Pennucci, Tonini, Puccinelli, Barresi, Karafili, Bacci, Remorini, D Este, Laboti, Benassi, Di Bianco. A disp.: Dini, Petacchi, Ramacciotti, Bufalini, Angeli, Cresci, Fialdini, Cianelli . All.: Lazzarini Alessandro
AQUILA MONTEVARCHI: Cappetti, Tani, Pericoli, Kodra, Palazzini, Manenti, Berti, Pranteddu, Ensoli, Brogi, Steccato. A disp.: Ghelli, Sira, Assouini, Maccioni, BORRI, Presenti, Marchetti, Cannoni. All.: Peri Francesco
ARBITRO: Mattia Cuomo di Pisa
RETI: 7' Steccato, 65' rig.Di Bianco
Senza strappi, con la costanza di chi dal primo giorno ha in testa un obiettivo e mattoncino su mattoncino lavora per raggiungerlo senza farsi distrarre dalla vita del mondo, il Pietrasanta s'avvicina un altro passo alla salvezza; s'avvicina perché l'1-1 conquistato con un po' di fortuna gli consente di portare a quattro, già scontato il turno di riposo, i punti di vantaggio sulla Settignanese terzultima, dalla quale peraltro lo separano due squadre. Dell'esito finale si rammarica il Montevarchi, che sbaglia tantissimo in fase di finalizzazione e che non riesce a far fruttare il vantaggio maturato già in avvio: dopo sette minuti segna Steccato, che già sullo 0-0 aveva avuto l'occasione di calciare in porta e che la centra al secondo tentativo capitalizzando il servizio di Berti. Entro il quarto d'ora potrebbe essere doppietta, evaporata quando la giocata più difficile era già andata a effetto: il dribbling su Pennucci aveva spalancato lo specchio, mancato in equilibrio precario. La serie d'occasioni cestinate si prolunga con quella, doppia, scaturita dal traversone di Berti inseritosi sulla corsia destra: Pennucci salva su Ensoli, la difesa mura Pranteddu sulla ribattuta a colpo sicuro. Ancora in partita dopo aver rischiato almeno due volte di subire il raddoppio, il Pietrasanta prova ad allentare la pressione affidando a Di Bianco la prima azione d'attacco: per neutralizzarla Cappetti non deve far fatica, anche se ben sferrato il tiro a giro esce dalla parte sbagliata del palo. È un sussulto che a lungo si pensa possa restare isolato: è difficile ipotizzare una rimonta in inferiorità numerica, situazione dovuta all'espulsione di Barresi, che Cuomo sanziona per le proteste dopo la notifica dell'ammonizione. Una sola colpa si può imputare al Montevarchi, una e pesante: non approfitta del quadro favorevolissimo che s'è configurato, non ne approfitta perché spinge troppo poco. Tra la fine del primo tempo e la prima metà della ripresa si registra solo un'altra occasione, peraltro gigantesca: di nuovo si spalanca la porta dopo un dribbling su Pennucci, graziato stavolta da Ensoli, che scivola sull'ultimo controllo. È un episodio che pesa, perché alla fine del terzo quarto il Pietrasanta pareggia con un rigore contestato: il Montevarchi protesta a lungo per il fischio con cui Cuomo dimostra di considerare falloso l'intervento di Cappetti, che era uscito di pugno per anticipare Remorini; protesta, ma senza esito: il gioco riprende con l'esecuzione del rigore, che Di Bianco converte nel pari. Ristabilito l'equilibrio dopo aver così sofferto, il Pietrasanta bada innanzitutto a difendere un punto preziosissimo e affida al solo Petacchi la responsabilità di tenere occupata la difesa del Montevarchi, cui la serie di palloni scaraventati in area di rigore per accendere qualche mischia non è sufficiente per il nuovo vantaggio: l'1-1 regge, alla salvezza il Pietrasanta s'avvicina un altro passo.
Calciatoripiù: D'Este, Karafili, Tonini
(Pietrasanta) e Brogi (Aquila Montevarchi).
esseti
Lastrigiana-Settignanese 1-0

LASTRIGIANA: Pratolini, Desideri, Del Giudice, Gueye, Brusciano, Scarselli, Taoufik, Palmini, Baggiani, Pietrosanti, Nencini. A disp.: , Gibbino, Cappiardi, Straccali, Tarantino, Lupi, Capasso, Cantini . All.: Fabio Zuccaro
SETTIGNANESE: Fontani, Molinati, Preka, Tozzi, Djoni, Giappichini, Cinatti, Marfisi, Burrini, Villetet, Pratesi. A disp.: De Fazio, Sisti, Grassi, Milli, Ciani, Fabbrizzi, Vultaggio, Montaperto, Sahbani. All.: Fani Filippo
ARBITRO: Matteo Bertoni di Pontedera
RETI: 75' Nencini
Era una partita sentitissima, densa di conseguenze potenziali per la classifica. Non poteva deciderla che l'ex più atteso: a un quarto d'ora dalla fine è Nencini, tredici reti l'anno scorso in rossonero, a consentire alla Lastrigiana di piegare la Settignanese, che resta invischiata in zona retrocessione. La partita s'accende subito: non passa il primo minuto e con una parata prodigiosa Fontani, altro grande ex di ritorno alla Guardiana, si mette subito in mostra togliendo dalla porta un tiro di Brusciano, che aveva colpito a botta sicura un pallone arrivatogli a balzi nell'area di porta. Alla ricerca di punti salvezza, la Settignanese replica al 4' con Marfisi, che lascia andare il destro dai venti metri: Pratolini non blocca e Villetet insacca sulla respinta, vantaggio annullato da Bertoni per fuorigioco. La Settignanese rimane in avanti e poco dopo ci riprova con Villetet, lanciato in profondità: Pratolini gli nega la rete opponendosi con efficacia. Al 7' è Fontani a mettersi di nuovo in mostra parando un tiro di Nencini, che al limite dell'area di rigore aveva sfruttato un lancio della propria difesa stoppato male da quella avversaria. Si palesa il motivo su cui si svilupperà tutta la partita: la lotta a centrocampo e la ricerca della punta centrale per far salire la squadra, strategia che per un po' riesce meglio a Burrini che a Nencini; così è la Settignanese ad attaccare di più e a spostare il baricentro verso la difesa avversaria. Quest'inerzia produce una manciata d'occasioni potenziali, non capitalizzate né da Pratesi (alto di poco), né da Villetet né da Giappichini: agli ultimi due tentativi s'oppone Pratolini. Mette la testa in avanti anche la Lastrigiana: Brusciano calcia largo di pochissimo dal limite dell'area di rigore un pallone che gli arrivava a balzi. Niente più accade nel primo tempo, inevitabile lo 0-0 alla pausa. La ripresa non offre tante emozioni quante il primo, complici la battaglia a centrocampo, le tante interruzioni e una serie di tentativi di molto fuori bersaglio. La Settignanese prova a pungere al 58', quando Marfisi batte una punizione verso l'area di rigore: Giappichini stoppa e tira di poco alto, scontrandosi poi con Pratolini in uscita. È chiaro che la partita può essere decisa soltanto da un episodio, che si verifica puntuale al 70': Pietrosanti colpisce di testa a centrocampo un pallone spazzato dalla difesa avversaria e verticalizza per Nencini, che protegge il possesso da attaccante vero e una volta entrato in area di rigore lascia andare un mancino preciso a incrociare, in porta dopo aver baciato il palo. Non c'è altro da segnalare se non un bel po' di tensione nel finale: la Settignanese si riversa in avanti, ma non trova spazi né occasioni per evitare la sconfitta stagionale numero undici, quella che la inchioda ancora in terzultima posizione, a due lunghezze dallo Sporting Cecina. Torna invece a sorridere la Lastrigiana: agganciata l'Oltrera al quinto posto.
Calciatoripiù: Pietrosanti, Taoufik, Nencini
(Lastrigiana), Tozzi, Burrini, Cinatti (Settignanese).
Giacomo Bargagni
Scandicci-Giov. Fucecchio 1-0

SCANDICCI: Pesci, Torracchi, Gjonaj, Salvadori, Belli, Morosino, Drago, Galletti, Nocentini, Borchi, Bagala. A disp.: Contieri, Brandani, Focardi, Prelashaj, Gelli, Kurti, Lodovisi, Gori B. . All.: Bernocchi Lorenzo
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Federighi, Dainelli, Collura, Sica, Ciampalini, Salvadori N., Lenzi, Romani, Fogli. A disp.: Tacchi, BIONDI, Masha, Piazza, Battiloro, Sardelli, . All.: Citi Michele
ARBITRO: Francesco Marini di Empoli
RETI: 90' Drago
Fino al 90' s'erano spartiti un tempo ciascuno, il Fucecchio meglio nel primo e lo Scandicci più pericoloso nel secondo, e sembrava impossibile che una delle due squadre avesse la forza di sbloccare il punteggio di partenza, forse il più giusto. Proprio quando la partita sta giungendo ai titoli di coda, d'un tratto Drago rompe l'equilibrio: cade il Fucecchio, che perde contatto dal vertice; cade sul campo dello Scandicci, che finalmente riesce a vincere un big match e continua a sperare in un piazzamento valido per la qualificazione in coppa. È l'epilogo di una partita che aveva visto il Fucecchio partire forte: dopo appena sei minuti si rende pericoloso Fogli, che dopo aver calamitato un cross dal lato sinistro dell'area di rigore si coordina e calcia largo. Non tarda ad arrivare la risposta dello Scandicci: nove minuti più tardi Nocentini tenta il cross basso in area di rigore, sul pallone respinto dalla difesa si avventa Torracchi, che di prima intenzione calcia largo. Da qui in poi il primo tempo vede prevalere il Fucecchio, che varcata la metà si rende pericoloso per due volte nel giro di un minuto: è il 24', Borghi scappa alla marcatura di Gabriele Salvadori e verso il secondo palo lascia partire un cross su cui arriva Francesco Lenzi, che in corsa spreca calciando debole e centrale. Trascorre qualche secondo e Romani tenta la conclusione dai venticinque metri trovando la respinta di Pesci in angolo. Dopo aver sofferto per gran parte di questo frangente, alla mezz'ora lo Scandicci torna ad affacciarsi in avanti: Borchi ruba il pallone a Collura sulla trequarti avversaria e allarga in area di rigore per Drago, che dopo aver controllato col destro incrocia la conclusione di poco oltre il secondo palo (33'). Scampato il pericolo il Fucecchio riprende a costruire occasioni e al 36' va vicinissimo al vantaggio: Niccolò Salvadori si invola sulla fascia sinistra e crossa in area per Fogli, che in terzo tempo colpisce di testa e trova la risposta strepitosa di Pesci, che in tuffo toglie il pallone dall'incrocio dei pali. Prima della pausa resta il tempo per l'ultimo contrattacco dello Scandicci: dopo essersi incaricato della battuta di un calcio di punizione dal limite sinistro dell'area di rigore, Bagalà calcia in porta trovando la respinta di Buti in tuffo (39'). Si conclude così, senza occasioni ulteriori, la prima frazione di gioco. Nella ripresa il Fucecchio parte forte e prova subito a rendersi pericoloso: dopo soli cinque minuti Borghi riceve il pallone da Fogli e lascia partire un traversone, Romani controlla e prova la conclusione neutralizzata dall'ottima uscita di Pesci. Passa appena un giro di lancette e lo Scandicci risponde con Bagalà, che dopo aver ricevuto una rimessa laterale da Torracchi entra in area e calcia da posizione defilata: pallone alto. È l'avvio della rivoluzione: da qui in poi è lo Scandicci a prendere in mano il pallino del gioco e a creare le occasioni migliori. La prima si registra al 57', quando Bagalà ruba il pallone a Dainelli all'interno dell'area di rigore e calcia centralmente: Buti neutralizza. Dopo aver sofferto per un po', il Fucecchio si riaffaccia nell'area di rigore avversaria a seguito di un'azione manovrata: dopo aver ricevuto da Ciampalini, Francesco Lenzi serve in area di rigore Fogli, che dopo aver fatto da perno sul proprio marcatore si gira e conclude alto di poco (66'). Da qui in poi la stanchezza inizia a farsi sentire e il ritmo partita ne risente. Per vedere un'occasione bisogna aspettare l'80', quando Borchi s'invola sulla fascia sinistra e mette in mezzo per Drago, che si coordina e manda di poco a lato. Proprio quando la gara sembra ormai indirizzata sui binari dello 0-0, lo Scandicci riesce a trovare il gol decisivo: su un lancio lungo effettuato dalla difesa dello Scandicci, Sica si perde Drago, che fa rimbalzare il pallone e calcia forte sotto la traversa. È il gol che decreta la vittoria dello Scandicci, resta spazio solo per l'espulsione di Borghi a seguito di un battibecco con Drago. Lo Scandicci trova un successo che gli permette di portarsi a meno uno dal quinto posto, occupato alla pari da Lastrigiana e Oltrera. Il Fucecchio invece scivola lontano dal trio di testa; per tornare a insidiarlo ha bisogno di ripartire subito: l'occasione gliela offre il calendario, domenica al Galli sale la Sestese.
Calciatoripiù
: nello Scandicci spiccano le prove di Drago, autore del gol vittoria, di Pesci, che si rende provvidenziale sullo 0-0, e di Gjonaj (sostituisce lo squalificato Talbi), che fino al momento del cambio sfodera una prova eccellente nonostante la partita giocata a Cecina neanche ventiquattr'ore prima. Nel Fucecchio i migliori sono Fogli, che si rende pericoloso a più riprese, e Romani, che crea più di un grattacapo alla difesa avversaria.
TdG
Sestese-Oltrera 1-1

SESTESE: Giorgetti, Minniti (61' Sostegni (86' Asmodeo)), Dervishi, Stasi (46' Durgoni), Musa, Riboli, Pacini (73' Breccia), Ceccherini, Notari (61' Pancella), Palmini (67' Materassi), Iuliucci (81' Paci). A disp.: Faggi, Bassetti, Bellini . All.: Ferro Marco
OLTRERA: Bullari, Casiero (93' Landi), Sostegni, Franchi, Kamal, Clemente (76' Paffi), Scarnicci (86' Marino), Campana (75' Cappagli), Celestre (71' Pangallo), Tani (87' Pratelli), Cecchi. A disp.: Faggioli. All.: Del Vita Matteo
ARBITRO: Matteo Randellini di Arezzo
RETI: 24' Celestre, 32' Dervishi
NOTE: Ammoniti Ceccherini, Durgoni, Paci, Scarnicci.A chi ci s'era appassionato negli anni Novanta, prima che lo scempio regolamentare la rendesse interessante quanto il wrestling, la Formula Uno aveva insegnato una regola universale: nei giri che seguono la sosta del rivale chi ai box si ferma per ultimo deve tirare al massimo, così da acquisire un vantaggio che dalla pit lane gli consenta di rientrare davanti. Troppo giovani per appassionarsi alla Formula Uno degli anni Novanta, i calciatori della Sestese quest'insegnamento non l'hanno appreso; o se l'hanno appreso altrove non sono riusciti a metterlo in pratica. Il primato solitario è durato una settimana appena: il pianerottolo che affaccia sull'attico ora va diviso col Venturina e soprattutto col Tau, che il turno di riposo l'ha già scontato e che ora per sganciarsi attende soltanto che si fermino gli altri. Dal Torrini l'Oltrera esce indenne, indenne dopo esser riuscita a segnare a metà del primo tempo (il vantaggio dura poco, Dervishi pareggia alla mezz'ora): poco le importa che la Lastrigiana l'abbia agganciata al quinto posto e che lo Scandicci si sia avvicinato a un punto soltanto, le importa poco perché quando gioca con le big - solo il Venturina le ha strappato sei punti; nel doppio confronto Tau e Sestese non sono riusciti a ottenere più d'un pari in casa; e il Fucecchio in casa ha perso - s'esalta. S'esalta perché è una squadra tonica, capace di far coesistere due attaccanti di spessore come Filippo Tani e Cecchi; e poi s'esalta perché Del Vita le partite le prepara in ogni dettaglio. È facile accorgersene già dai primi scambi, che dalle tribune d'uno stadio vero come il Torrini è facile apprezzare e analizzare: la scelta di disporsi a specchio sul 4-3-1-2 della Sestese riduce gli spazi a disposizione di Ceccherini, intorno al quale gravita Celestre (sulle spalle il nove, gioca trequartista) feroce nella prima pressione, e costringe Santiago Palmini a dedicarsi alla marcatura di Clemente, che non appena ha a disposizione un metro verticalizza con tanta rapidità da costringere spesso gli avversari a correre all'indietro. Per la Sestese esiste una sola contromossa possibile: sfruttare le corsie laterali, dove i terzini hanno spazio a sufficienza per prendere lo slancio e ingaggiare con i dirimpettai una serie di duelli individuali. È da una di queste situazioni, appena un centinaio i secondi dal primo fischio di Randellini (sbaglia abbastanza, ma niente di decisivo), che scaturisce il primo sussulto: Kamal legge male il lancio profondo di Minniti e saltando a vuoto consente a Iuliucci d'avanzare verso il limite dell'area di rigore e da lì di cercare Notari, il compagno dell'attacco pesante (panchina per Pancella), chiuso col fisico da Franchi al quale s'accompagna l'uscita di Bullari. Sfruttando l'altro fronte, quello sinistro, la Sestese ci riprova quattro minuti più tardi, in una delle poche circostanze nelle quali Ceccherini trova spazio per verticalizzare. Sul suo filtrante Riccardo Pacini (insieme a Stasi mezzala gioca lui, panchina per Durgoni) combina con Iuliucci pronto alla sponda per Santiago Palmini al limite dell'area di rigore: alta l'esecuzione con l'esterno collo del destro, usato per colpire il pallone di controbalzo. Non va a buon fine neppure il terzo tentativo, di nuovo alimentato dallo sprint di Riccardo Pacini a sinistra, stavolta chiuso con un traversone profondo: non va a buon fine perché Franchi s'immola e mura il destro di Notari, che sul rinvio corto di Kevin Sostegni aveva armato il destro a colpo sicuro, o quasi. È l'11', e da qui in poi l'Oltrera prende le misure a una partita ricca di nodi; le prende così bene da cancellare ogni pericolo, e da costruirne uno letale non appena scavallata la metà del primo tempo: è feroce la pressione di Celestre, che sullo scivolone di Riccardo Pacini in mediana conquista subito il possesso, verticalizza per lo sprint di Filippo Tani e accompagna l'azione per ricevere lo scarico che, filtrato nonostante il raddoppio Dervishi-Musa, dal limite dell'area di rigore trasforma nello 0-1 con un destro incrociato a mezz'altezza. Le notizie orribili che arrivano da Altopascio, dove il Tau sta già dilagando contro lo Sporting Cecina, costringono la Sestese a reagire subito, nel tentativo di pareggiare prima della pausa così da poter impiegare tutta la ripresa per completare la rimonta. Della responsabilità si fa carico Dervishi, che tra il 28' e il 32' crossa tre volte dalla corsia di competenza, quella sinistra: il primo spunto, una punizione dalla trequarti prolungata dall'acrobazia di Santiago Palmini, porta in pedana Notari, che dal vertice dell'area di porta calcia male col destro al volo; il secondo lo neutralizza Bullari, che protegge l'incrocio dopo la deviazione rischiosissima di Casiero in copertura (ne nasce un angolo, il primo d'una partita che n'è avara); il terzo, un traversone che nessuno tocca e sul quale il movimento d'Iuliucci tradisce tutto il pacchetto difensivo dell'Oltrera, produce senz'altri tocchi, fortuita ma meritata, la rete dell'1-1. La Sestese quasi non fa in tempo a goderselo, perché dopo tanti sforzi per pareggiare prima della pausa rischia di ritrovarsi di nuovo in svantaggio: è un'eventualità rimossa da Giorgetti, che con una parata non elegantissima (e un po' corta, per sgombrare l'area di porta c'è bisogno dell'aiuto della difesa) ma efficace disinnesca il destro di Filippo Tani, invitato a tirare dalla sponda di Scarnicci sul servizio di Campana (39'). È l'ultimo episodio rilevante prima della pausa, nella quale la scena se la prendono i cenci - la stagionalità è un valore - home made con i quali la tifoseria della Sestese apparecchia gli spalti e alla fine della quale Ferro inizia a rivoluzionare la Sestese nel tentativo di scardinare le certezze degli avversari. Si legge in quest'ottica l'ingresso di Durgoni (fuori Stasi), chiamato a dare dinamismo al centrocampo e soprattutto ad allentare la pressione di Celestre su Ceccherini. La mossa, logica, rischia d'essere vanificata subito: la partita avrebbe piegato verso un'altra direzione se sul lancio profondo di Kamal il diagonale di Scarnicci da destra fosse finito in porta direttamente o col tocco di Cecchi, che spizzando il pallone l'azione l'aveva alimentata e che s'era fiondato in area di rigore per raccogliere l'eventuale pallone di ritorno. La traiettoria è invece troppo ampia, e l'1-1 resta solido; lo resta anche sull'ultimo pericolo, quello confezionato di testa da Riccardo Pacini sul traversone di Santiago Palmini dalla trequarti destra e neutralizzato in tuffo da Bullari. È l'ultimo pericolo anche se è appena il 50', e la partita apertissima: pur se rivoluzionate nell'assetto (Ferro cambia due terzi dell'attacco inserendo Materassi e Pancella per Santiago Palmini e Notari; dentro, per Riccardo Pacini, anche Breccia nell'insolita posizione di mezzala destra: Durgoni passa dall'altra parte; Del Vita replica cambiando tutta la mediana, che chiude con Marino, Paffi e Cappagli, e sostituendo Celestre esausto con Pangallo), le due squadre non riescono più a creare pericoli verso le due porte. Fa un po' di più la Sestese, ma non abbastanza: per la difesa dell'Oltrera non è un problema sgombrare l'area di rigore dai traversoni che arrivano sempre più stanchi. Neppure i (pochi) calci da fermo riscaldano la tifoseria sestese, che se negli anni Novanta seguiva la Formula Uno conosce il significato di quella silhouette amaranto vista arrivare di lontano e ora specchietto a specchietto nonostante il pit stop già effettuato; lo conosce, eppure continua a crederci, convinta che se le distanze restano minime ci sono ancora un paio di curve in cui è possibile tentare l'assalto e tornare davanti.
Calciatoripiù
: nella prova dell'Oltrera pivotali sono due dei vertici del rombo, Clemente sulla trequarti difensiva e Celestre, che a una prova superlativa aggiunge la rete del provvisorio 0-1, su quella offensiva. In mediana sono loro a prendersi la scena d'una partita che per il resto, e soprattutto nella ripresa, premia soprattutto le difese: a Franchi, autorevole fin dalla prima azione, replicano efficacissime le marcature di Riboli e le letture di Dervishi, che con la spinta della fortuna regala alla Sestese quantomeno il pareggio.
Samuele Tofani
Tau Calcio-Sporting Cecina 7-0

TAU CALCIO: Mariotti, Romanelli, Serafini, Bracaloni, Marzano, Rigacci, Moschini, MAtteucci, Giovannelli, Sarnataro, Niccolai J.. A disp.: Barsottelli, Giovannini, Matteoni, Tancredi, Mosso, Silla Da., Pierucci, Silla Di., Di SImo. All.: Paoletti Luca
SPORTING CECINA: Callai, Bernini, Benedetti, Barbaro, Meatu, Bettini, Bertaccini, Lettiere, Magozzi, Castellano, Pistoia. A disp.: , Mazzantini, Ceccarini, Bartolini, Cominale, Lombardi, Moretti, Balloni. All.: David Tarquini
ARBITRO: Giacomo Baldi di Viareggio
RETI: 11' Niccolai J., 20' Niccolai J., 45' Giovannelli, 50' Niccolai J., 60' Rigacci, 75' Giovannelli, 80' Pierucci
Definirlo aggancio è troppo poco, troppo poco per la prova che lo rende possibile e per il contesto complessivo. Sono sette le reti che il Tau rifila allo Sporting Cecina, che all'andata vinse contro ogni aspettativa; sono sette, cinque già entro l'ora di gioco; sette, e cinque - le prime quattro, poi la sesta dopo l'interludio firmato Rigacci; chiuderà Pierucci - le confeziona la coppia cui Paoletti affida il reparto offensivo: con due attaccanti come Jacopo Niccolai e Giovannelli, tripletta il primo e doppietta il secondo, è impossibile non mettersi dietro quasi tutta la Toscana, e acchiappare ciò che resta escluso dall'avverbio. La Sestese ha pareggiato, e il Tau è di nuovo primo; primo alla pari, è vero (non è una coppia, è un trio: c'è anche il Venturina), ma col turno di riposo già scontato. Nelle prossime settimane si fermeranno, una dopo l'altra, tutte le rivali: per lasciarsele dietro sarà sufficiente fare punti. Non sarà difficile con un replay della prova che piega lo Sporting Cecina e con questa ferocia in fase d'attacco: ne è emblema perfetto la spaccata con cui Jacopo Niccolai, che già dieci giorni fa a Capezzano aveva fatto capire che è suo ogni pallone che ballonzola nell'area di porta, spezza l'equilibrio quando la partita è ancora all'alba. È sua anche la rete, di testa, che prima della fine del primo quarto consegna al Tau il raddoppio: è sua perché, di nuovo, è lui a catturare il rimbalzo sottoporta, stavolta dopo una parata di Callai; l'aveva resa necessaria un tiro di Giovanelli, che allo scadere porta a tre le reti di distanza: non trova opposizione la sua deviazione in tuffo sul traversone morbido di Sarnataro, che innescato dal lancio profondo di Bracaloni aveva mantenuto il possesso nello sprint sull'esterno. Se al paniere s'aggiungono la rete annullata a Rigacci, che poco prima del 3-0 aveva segnato di testa sugli sviluppi d'una ripresa del gioco (si rifarà nella ripresa, per il terzo centro in campionato, il quarto in stagione) e le grandi difficoltà dello Sporting Cecina, già in avvio consapevole che è difficile venir via da Altopascio con punti utili in chiave salvezza, non c'è bisogno di dire in esplicito che già a questo punto la partita ha un padrone chiaro. La conferma arriva a cinque minuti dal riavvio, quando Jacopo Niccolai trova tripletta e 4-0: sul lancio di Moschini non sale allineata la difesa dello Sporting Cecina, punita da un tiro secco a chiudere uno sprint di quaranta metri. È il 4-0, e neppure a questo punto il Tau s'accontenta: fino all'ora di gioco il divario non cresce giusto perché Callai trova il modo d'opporsi a Giovannelli, sul cui servizio per Jacopo Niccolai qualche minuto più tardi la difesa ripiega con affanno. A segnare il 5-0 ci pensa allora Rigacci, che col mancino scioglie una mischia nata da un angolo di Bracaloni; segue la seconda rete personale di Giovannelli, che lanciato a sinistra da Sarnataro efficace nel pressing alto avanza fino al limite dell'area di rigore, s'accentra sul destro e se ne serve per scaricare il rasoterra vincente dalla parte giusta del palo lontano. È la sesta rete del Tau; c'è tempo ancora per la settima, quella che Pierucci segna da una posizione analoga beffando Callai sul rimbalzo. Di per sé sette sono tante, eppure non così tante se si considerano la prova di cui sono espressione e il messaggio che mandano: a dieci turni dalla fine il Tau, favoritissimo dopo i record della scorsa stagione, è pronto a involarsi al comando.
Calciatoripiù
: assistiti da Sarnataro, trequartista completo, Giovannelli e Jacopo Niccolai segnano cinque delle sette reti con cui il Tau piega lo Sporting Cecina, nelle cui schiere solo Barbaro non molla anche quando è evidente che tutto è compromesso.
esseti
Venturina-Capezzano Pianore 3-0

VENTURINA: Leoni, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Lenci, Mezzetti, Casoli, Priore, Bologna, Guazzini, Nista. A disp.: Kohler, Tognazzi, Guazzelli, Panichi, Galbiati, Messina, Vigano, . All.: Bucciantini Fabio
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Pinelli, Navari, Satini, Quilici, Neri, Giorgi, Querin E., Cardillo, Lenzi, Quiriconi. A disp.: Corsini, Bellandi, Lushnjani, Bianchi, Mattioli, Colombo, Boraschi, Querin A.. All.: Corrado Marco
ARBITRO: Gesuluis Diop di Piombino
RETI: 39' Priore, 60' Nista, 85' Messina
Nel milione di quelli che hanno reso questa stagione così entusiasmante il Venturina ha un merito specifico: ogni volta che inciampa trae dal rimbalzo l'energia per riprendere lo scatto. Se n'accorge il Capezzano, che regge per quasi tutto il primo tempo, spreca un'occasione gigantesca per pareggiare non appena finito in svantaggio e poi cede alla distanza, sulla rete con cui Nista porta a due le reti di scarto. Alla fine saranno tre, tre come all'andata (allora però fu 2-3, stavolta un ben più netto 3-0) e tre come le squadre che occupano la posizione di testa: insieme al Tau, che arriva di rincorsa e che ha già scontato il turno di riposo, il Venturina se la riprende approfittando della frenata della Sestese con l'Oltrera e sganciandosi dal Fucecchio, il cui successo nel big match di dieci giorni fa c'era tanto bisogno d'esorcizzare. Si può dire che la missione è compiuta, anche se per rompere lo 0-0 c'è voluto un bel po': pur creando giusto due pensieri (Quiriconi prima calcia su Leoni, poi a lato) alla difesa avversaria, che nonostante qualche acciacco Da Frassini governa col solito piglio imperiale, il Capezzano regge bene, e proponendosi con coraggio suggerisce che sbaglia forte chi basandosi solo sulla classifica infelice lo considera già spacciato. Per rompere l'equilibrio il Venturina, che aveva provato a sfondare sulle corsie laterali con Nista e con Mezzetti e che però non era mai riuscito a finalizzare, ha bisogno d'un episodio, che si materializza nel momento in cui Gesuluis Diop gli assegna una punizione più che dubbia al limite dell'area di rigore, in una delle zolle che compongono lo spicchio sinistro dell'arco d'ingresso: sul tocco di Da Frassini, che gli spalanca lo specchio, dell'esecuzione s'incarica Priore, in rete col destro sul palo lontano. È il primo dei due momenti di svolta; per il secondo è sufficiente attendere gli sviluppi del calcio d'angolo che il Capezzano conquista sulla ripresa del gioco e che Lorenzo Neri crossa al centro dell'area di rigore: colpito dalla testa di Quilici il pallone si spezza sulla traversa, e sulla ribattuta Navari conclude alto. È l'istante in cui, una volta rotto lo 0-0, il Venturina va più vicino a perdere il vantaggio: al riavvio la partita cambia, perché Bucciantini azzecca la mossa - l'ingresso di Galbiati - con cui impedire al Capezzano d'imbastire l'azione dal basso, e perché all'ora di gioco il divario raddoppia, in rete Nista sul traversone di Guazzini. Ora di reti il Capezzano deve rimontarne due, e non ne ha la forza: il Venturina ne sterilizza gli attacchi e nel finale allunga con Messina, che scarica nella porta sguarnita il pallone servitogli da Mezzetti dopo il dribbling su Pelliccia. È una giocata generosissima, l'ennesimo segnale che insieme a tutto ciò che in cinque mesi s'è descritto più volte - Bucciantini, Da Frassini, Lenci, un ritmo impressionante, l'entusiasmo - spiega perché il Venturina è lassù, e perché senza sentire alcuna pressione lassù ha voglia di rimanerci il più possibile.
Calciatoripiù: Mezzetti, Da Frassini
(Venturina), Satini e Lorenzo Neri (Capezzano P.).
esseti