Seravezza-Floria 2-2
SERAVEZZA: Taricco, Rosini, Gatti, Sgado, Benedetti, Privitera, D Antonio, Giannini, Moretti, Launari, Casolare. A disp.: Mazzantini, De Angeli, Mingazzini, Balestracci, Beltrano, Ottaviano, Bertoni, Coppola . All.: Trifoni Pierfederico
FLORIA: Servi, Bautista, Sordini, Lafsahi, Fibbi, Santoro, Piccini, Esteves, Batelli, Guarducci, Bitossi. A disp.: , Gensini, Galli, Morales, Bettarelli, Landi, Martini, Carrai. All.: Alessi Dimitri
ARBITRO: Martina Lorini di Viareggio
RETI: 6' Batelli, 23' D Antonio, 52' D Antonio, 67' Landi
Nel caso limite, quello improbabilissimo che vede la Settignanese vincere tutte e quattro le partite che le restano da giocare, la quota salvezza schizza a trenta punti, uno in più di ventinove: si capisce perché il 2-2, che porta lui a ventotto e lei a venticinque, Seravezza e Floria se lo fanno andare più che bene. Già da qualche settimana è lecito pianificare il prossimo campionato d'élite, scenario consolidato dal pari che chiude una partita nella quale la testa sgombra ha consentito a tanti d'evidenziare le proprie qualità: uno dei tanti, e forse quello che più di tutti ci riesce, è D'Antonio, autore d'entrambe le reti del Seravezza e già pericoloso in avvio con un tiro non fortissimo, ben parato da Servi. Più cinica è la Floria, che la prima occasione la fa coincidere col vantaggio: segna Batelli, che spinge in porta il pallone uscito da una mischia dopo l'angolo ben calciato da Esteves. Allo svantaggio il Seravezza replica affidandosi a Moretti, che in una dozzina di minuti non concretizza due occasioni interessanti: lo specchio resta solo un desiderio sia sul lancio di Gatti (ottimo l'aggancio, a lato il tiro) sia sul traversone di Casolare respinto da Servi, che per qualche istante aveva lasciato la porta incustodita. Per pareggiare il Seravezza ha bisogno della terza occasione, quella che si materializza grazie a un errore della Floria: sbaglia Santoro nella gestione del pallone in prossimità della propria area di rigore, sbaglia e serve D'Antonio, che col mancino segna l'1-1. Anche se sfiorata quasi subito (pallone a lato di pochissimo sugli sviluppi di un'azione ben orchestrata rasoterra), per la doppietta occorre attendere l'avvio della ripresa: perfetto il colpo di testa sull'angolo di Sgadò, rimonta completata. In svantaggio la Floria resta giusto un quarto d'ora, poi pareggia: il merito del 2-2 lo condividono Guarducci, che sprinta a sinistra e grazie a tre dribbling raggiunge l'ultima linea, e Lapo Landi, che servito a rimorchio in prossimità del disco spedisce il pallone dalla parte giusta del palo lontano. Il pari ristabilito accende il finale, nel quale avvicinarsi al successo tocca alla Floria: dopo aver visto Ottaviano fermato da Martina Lorini per un fuorigioco più che dubbio, il Seravezza rischia sulla ripartenza condotta da Gensini e non finalizzata da Lapo Landi, che servito come nell'occasione del pari stavolta manca lo specchio. Segue il fischio finale senza che ci sia neppure tempo di riprendere col calcio di rinvio: va in archivio il 2-2, ed è un 2-2 buono per tutti.
Calciatoripiù: D'Antonio (Seravezza),
Lafsahi e
Lapo Landi (Floria).
esseti
Tau Calcio-Scandicci 1-0
TAU CALCIO: Ricci, Romanelli, Serafini, Bracaloni, Marzano, Rigacci, Moschini, MAtteucci, Giovannelli, Sarnataro, Niccolai J.. A disp.: Mariotti, Giovannini, Spinelli, Tancredi, Gabbrielli, Goxhaj, Hussey, Sow, Matteoni. All.: Paoletti Luca
SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Gelli, Galletti, Belli, Morosino, Drago, Borchi, Bagala, Gjonaj, Lodovisi. A disp.: Pesci, Nannoni, Sani, Nocentini, Prelashaj, Kurti, Baroncelli Lancisi, Deliperi. All.: Bernocchi Lorenzo
ARBITRO: Catello Esposito di Livorno
RETI: 60' Niccolai J.
Quelle in cui si soffre e ci s'aggrappa a qualsiasi gancio, a partire dalla fortuna: di vincere partite come questa il Tau aveva un gran bisogno. Il successo di misura (1-0) sullo Scandicci, che da Altopascio viene via colmo di rammarico, riavvia la corsa dopo l'inciampo di Soffiano, spinge lontano la Sestese sconfitta a Montevarchi e alla vigilia d'un big match inedito tiene a distanza il Venturina, una delle squadre che di tutta la Toscana stanno meglio. Qualche acciacco il Tau ce l'ha, ce l'ha da tempo, perché da tempo mancano Stondei, Pellegrini e Bonelli: se alle loro assenze s'aggiungono quella di Pierucci, che s'è fermato in settimana, e di Giovannini, convocato ma non arruolabile (a destra gioca Romanelli, a sinistra Serafini), si capisce come mai nonostante una condizione non ottimale Giovannelli decida di darsi disponibile e di condividere con Jacopo Niccolai il peso d'un attacco che tranne Sow non ha alternative. Non sta meglio lo Scandicci, le cui assenze sono diffuse tra i vari reparti: costretto a rinunciare a Gabriele Salvadori, Talbi, Forletti, Andrei e Focardi, Bernocchi opta per un 4-3-3 atipico con Belli falso centravanti, Galletti libero d'emergenza al fianco di Morosino (ancora solo panchina per Baroncelli Lancisi), Gelli terzino destro, Gjonaj - è forte forte, ma regala un anno a tutti tranne che a Rigacci - in regia. Di tutte queste difficoltà però a lungo nessuno s'avvede: lo Scandicci approfitta dei tanti errori tecnici che il Tau fa registrare in fase di costruzione (non la giornata migliore per Marzano, spesso in ritardo le mezzali Moschini e Matteucci) e in ripartenza si rende pericolosissimo. La prima occasione nasce da un'azione sviluppata in solitudine da Bagalà, che dopo una serie di dribbling grazie ai quali s'avvicina al limite dell'area di rigore calcia in diagonale e coglie la faccia interna del palo lontano: sulla respinta Rigacci anticipa Drago, che aveva letto male il rimpallo e che qualche minuto più tardi non approfitta (tiro alto) di un'incomprensione tra Jordan Ricci, uscito sulla trequarti, e la difesa. La partita inizia a cambiare quando Paoletti invita Rigacci a sostituire Marzano nei tentativi d'impostare da dietro: sui lanci ora meglio calibrati lo Scandicci ha meno agio nel catturare il pallone e verticalizzare rapido. Resta non abbastanza per una rivoluzione: si va alla pausa su uno 0-0 inevitabile. Un lampo spacca la partita quando della ripresa si sta completando il primo quarto d'ora: per qualche secondo in dieci (Drago è fuori dopo l'intervento del massaggiatore) e sguarnito sulla propria destra, lo Scandicci difende un po' morbido sugli sviluppi della rimessa laterale con cui Serafini innesca Jacopo Niccolai, che dal limite dell'area di rigore trova la porta e il vantaggio dopo un doppio rimbalzo tra il palo interno e la schiena d'Izzo. Che sia il dodicesimo centro stagionale o un'autorete (ci vorrebbe l'analisi frame per frame della traiettoria del pallone dopo il palo: stava uscendo o stava entrando? per rispondere a una domanda così irrilevante nessuno ha tutto questo tempo, né peraltro strumenti così fini), il senso non cambia: all'ora di gioco il punteggio recita 1-0. È la prima vera occasione per il Tau, che subito ne costruisce una seconda sugli sviluppi d'un angolo battuto corto: pescato sul secondo palo dal traversone di Matteucci non intercettato da Izzo, di testa Jacopo Niccolai rimette in mezzo il pallone, che però Rigacci non riesce ad appoggiare nella porta sguarnita. Lo scarto resta minimo, e nell'ultimo quarto lo Scandicci cerca d'annullarlo: per due volte non ci riesce Drago, che arriva in ritardo sul servizio di Nocentini (Bernocchi l'aveva inserito per appesantire l'attacco con un centravanti classico) e che calcia troppo stretto sul lancio di Bagalà, stratosferico (nello Scandicci molto bene anche Galletti e Morosino), verso il secondo palo. C'è tempo ancora per una ripartenza non sfruttata dal Tau - Sarnataro punta la difesa e serve Jacopo Niccolai, che con lo stop si defila ed è costretto a cercare il primo palo: Izzo lo protegge bene, stavolta senza rimbalzi traditori - e per l'ultimissimo pericolo per Jordan Ricci, che un istante prima del fischio finale vede uscire alto il tiro di Nocentini favorito dal traversone di Deliperi. A segnare lo Scandicci non riesce, non ci riesce un po' per colpa propria e un po' per l'ostilità della fortuna: il Tau vince, e vincendo può preparare un po' più sereno il big match con vista mare.
esseti
Settignanese-Pietrasanta 1-0
SETTIGNANESE: Fontani, Preka, Pratesi, Grassi, Djoni, Sisti, Cinatti, Tozzi, Burrini, Marfisi, Vultaggio. A disp.: Fallani, Giappichini, Salsi, Fabbrizzi, Sommazzi, Sahbani, Ciani, Milli . All.: Fani Filippo
PIETRASANTA: Pennucci, Cresci, Puccinelli, Karafili, Barresi, Bacci, Petacchi, D Este, Laboti, Remorini, Di Bianco. A disp.: Bardi, Ramacciotti, Bufalini, Angeli, Poltronieri, Kahindi, Cutolo, Cianelli. All.: Lazzarini Alessandro
ARBITRO: Filippo Giulio di Firenze
RETI: 3' Pratesi
La Settignanese resta viva. Lo splendido colpo di testa di Pratesi a inizio match piega il Pietrasanta e tiene apertissima la corsa salvezza: lo Sporting Cecina ora è lontano due punti soltanto. Il punteggio si sblocca alla prima occasione: è appena iniziato il terzo minuto quando Grassi batte una punizione dalla trequarti destra: il cross perfetto premia l'inserimento di Pratesi, che a centro area anticipa il diretto avversario e con un preciso colpo di testa piazza il pallone dove Pennucci non può arrivare. In vantaggio a freddo, la Settignanese prova subito a sfruttare l'episodio favorevole: funziona bene la manovra che vede la difesa lanciare Vultaggio e Burrini, sulle sponde dei quali il gioco s'allarga sulle fasce; c'è spazio soprattutto a sinistra, dove Pratesi si propone bene. Una di queste situazioni genera la seconda occasione (6'): Vultaggio scarica fuori per Marfisi, il cui tiro finisce di poco alto sopra la traversa. Scampato il pericolo inizia a venire fuori il Pietrasanta, che manovrando bene col pallone a terra riesce ad acquisire il dominio del gioco e ad alzare il baricentro. Il primo a provare a impensierire Fontani è Laboti, che al 18' riceve il pallone a destra, s'accentra e calcia a giro verso il secondo palo: è ottima la risposta di Fontani, che devia a lato. Si fanno sempre più insistenti le azioni del Pietrasanta, che ora riesce spesso a sfondare a destra. Da qui nasce al 33' l'occasione migliore: Laboti riceve il pallone, si libera in dribbling e crossa basso per Remorini, il cui destro di prima spedisce il pallone sulla traversa; sulla ribattuta il più veloce è Petacchi, che però calcia a lato di poco. È l'ultima occasione del primo tempo: le squadre rientrano negli spogliatoi dopo un primo tempo equilibrato e giocato a buon ritmo. Al rientro dagli spogliatoi il Pietrasanta cambia volto e atteggiamento, così da prendere costantemente il dominio del campo e del gioco; al contrario la Settignanese abbassa molto il baricentro, e schierando ora cinque difensori aspetta compatta e prova a ripartire. Gli spazi sono pochi, la prima occasione si registra al 64', quando Di Bianco prova a calciare dal limite dell'area: sporcato, il tiro finisce bloccato da Fontani. Di Bianco, il più propositivo tra i suoi, ci riprova al 75' battendo una punizione dalla destra: tiro alto. Quantomeno di un punto il Pietrasanta ha bisogno, al 77' Lazzarini prova a forzare con una tripla sostituzione: dentro Angeli, Poltronieri e Kahindi per Karafili, Bacci e Petacchi; cambia anche il sistema di gioco, il rombo a centrocampo e due punte. Gli attacchi del Pietrasanta si fanno sempre più costanti, Angeli e Bufalini partono da centrocampisti ma s'inseriscono sempre in area di rigore; la Settignanese però riesce ad alzare un muro e non concede quasi nulla dalle parti di Fontani, che si deve disimpegnare solo in qualche uscita alta. L'unica occasione per il pari si materializza al 92', quando Angeli fugge a destra e poi crossa basso: la difesa non allontana il pallone sul quale s'avventa Laboti, alla cui deviazione vincente si oppone Fontani. Segue il fischio finale del milanese Giulio (è tempo di scambi per l'Aia di Firenze): la Settignanese gioisce per una vittoria che a cinque giornate dalla fine - solo quattro però le partite da giocare - tiene apertissima la lotta salvezza. Per il Pietrasanta alla delusione per la sconfitta al termine di una partita ben giocata (apprezzabili sia la qualità sia l'idea di gioco) s'associa qualche preoccupazione: ora, col turno di riposo comunque già scontato, si riducono a sei i punti di vantaggio.
Calciatoripiù: Preka è sempre attento e preciso in difesa, a centrocampo
Grassi e
Marfisi danno sostanza e qualità alle azioni della Settignanese; sono
Laboti e
Di Bianco i più pericolosi dell'attacco del Pietrasanta, mentre
Karafili si distingue in fase di costruzione.
Alessandro Monti
Capezzano Pianore-Giov. Fucecchio 1-0
CAPEZZANO PIANORE: Bertoni, Cioffi, Navari, Pilone, Lamperi, Satini, Giorgi, Mattioli, Querin A., Cardillo, Quiriconi. A disp.: Guidotti, Bellandi, Lushnjani, Coluccini, Lenzi, Martini, Neri, Querin E., Colombo. All.: Corrado Marco
GIOV. FUCECCHIO: Tacchi, Ciampalini, Sica, Romani, Collura, Federighi, Borghi, Piazza, Battiloro, Sardelli, Lenzi. A disp.: Buti, BIONDI, Dainelli, Salvadori N., Orsucci, Masha, Fogli, . All.: Citi Michele
ARBITRO: Saad Benkhaoudane di Pisa
RETI: Querin A.
Battendo col minimo scarto il Fucecchio (continua la striscia negativa: cinque le sconfitte consecutive, quattro per 1-0) il Capezzano riesce a tenere accesa la fiammella della speranza per una salvezza difficile ma non impossibile. Al Maggi-Matteucci si è assistito a un incontro giocato con grande intensità da entrambe le compagini: dopo aver sbloccato la partita al 20' con una magnifica rete d'Alessandro Querin, con grande abnegazione il Capezzano è riuscito a mantenere inviolata la propria porta fino al triplice fischio di Benkhaoudane. Ad andare per primo vicinissimo al vantaggio è però il Fucecchio con Collura, che partito dalla propria metà campo arriva indisturbato al limite dell'area di rigore avversaria: dopo aver superato Bertoni, il suo tiro si infrange sulla traversa. Il Capezzano risponde con Mattioli, il cui tiro da fuori finisce a lato. Nel tentativo di sbloccare il punteggio il Fucecchio s'affida a uno dei mille schemi di Michele Citi: sul corner di Piazza un velo libera Romani, che manca la porta di pochissimo. Di nuovo, il Capezzano risponde: stavolta ci provano prima Mattioli e poi Quiriconi, le cui conclusioni l'attento Tacchi neutralizza facilmente. La partita si sblocca al 20', al culmine di un'azione pregevole di Giorgi sulla fascia sinistra: il filtrante delizioso premia Alessandro Querin, che supera Tacchi calciando imparabilmente sul palo più lontano. Ferito, il Fucecchio reagisce immediatamente con un colpo di testa di Battiloro: Bertoni neutralizza. Sull'altro fronte non si fa sorprendere neppure Tacchi, che neutralizza il colpo di testa di Sardelli sulla punizione che Lamperi aveva calciato dalla distanza (37'). Il primo tempo si chiude col Fucecchio all'attacco: quasi allo scadere Collura pennella un cross per la testa di Sardelli, la cui conclusione termina di poco fuori. Al riavvio dopo la pausa il Fucecchio si proietta in avanti alla ricerca del pareggio: il Capezzano respinge colpo su colpo le offensive degli avversari. Al 52' e al 58' ci prova Francesco Lenzi: in entrambe le circostanze Bertoni blocca sicuro; al 60' Romani protesta per una presunta spinta in area non sanzionata da Benkhaoudane. Non ha fortuna neppure Francesco Lenzi, che al 67' calcia alta una punizione da posizione ottima. Neppure nell'ultimo quarto il copione cambia: il Fucecchio che spinge, il Capezzano tiene duro e prova a colpire in contropiede. Al 70', dopo uno scambio con Colombo, Mattioli conclude in porta: deviato da Tacchi, il pallone colpisce il palo e termina la sua corsa sul fondo. Resta minimo lo scarto, aperta la partita: il Fucecchio prova di nuovo a riprenderla con una punizione insidiosa deviata in angolo da Bertoni. Sulla ripresa del gioco ci prova Masha: tiro fuori, esito identico per la pregevole girata di qualche minuto dopo. Resta tempo soltanto per un colpo di testa di Collura al econdo dei cinque minuti di recupero concessi da Benkhaoudane: pallone sul fondo. Mettendo fine alle ostilità, il triplice fischio sancisce la vittoria del Capezzano: la corsa alla salvezza non è finita.
Calciatoripiù: sontuose le prestazioni di
Pilone e
Satini (Capezzano), che per tutti i 90 minuti più recupero hanno alzato un muro davanti alla propria porta e hanno ribattuto le sfuriate ospiti. Da sottolineare le ottime prove di
Romani e
Collura (Fucecchio), che in più occasioni hanno messo in mostra indiscutibili doti tecniche.
Sporting Cecina-Venturina 0-3
SPORTING CECINA: Callai, Bernini, Benedetti, Barbaro, Signorini, Bettini, Bertaccini, Creatini, Pistoia, Castellano, Lettiere. A disp.: Melis, Meatu, Mazzantini, Lombardi, Ceccarini, Marianelli, Moretti, Balloni, Bartolini. All.: David Tarquini
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Casoli, Priore, Mezzetti, Nista, Guazzini, Galbiati. A disp.: Leoni, Tognazzi, Tassi, Guazzelli, Tosi, Panichi, Monaci, Messina, Federighi. All.: Bucciantini Fabio
ARBITRO: Leonardo Macelloni di Pontedera
RETI: 15' Nista, 25' Panichi, 68' Casoli
È come quando s'aspetta un figlio, o una figlia, e si sta bene: questa settimana il Venturina deve solo godersela, senza lasciarsi angosciare dal pensiero del parto. È presto per svegliarsi in un sussulto quando la notte è a meno di metà: fino all'ora in cui domenica la gente normale sarà a pranzo a quelle tre lettere sarà bene reagire non con timore, ma con orgoglio. È questa l'unica risposta possibile per una squadra espressione d'un club così giovane nell'élite: non ce n'è altra possibile al pensiero di giocarsi il big match col Tau. È un privilegio che il Venturina s'è guadagnato; se l'è guadagnato con una stagione memorabile, nella quale riesce a esorcizzare anche il pericolo rappresentato dal derby: all'opposto che all'andata stavolta cadere (0-3) tocca allo Sporting Cecina, che la vittoria della Settignanese sul Pietrasanta porta di nuovo vicino alla soglia dietro la quale il mondo peggiora. In questo contesto è obbligatorio provare a fare punti contro qualsiasi avversario; è difficile però riuscirsi contro questo Venturina, che sul piano tecnico gioca la miglior partita dall'inizio della stagione. L'avvio ne è espressione chiara: sulle combinazioni degli avversari, pericolosi sia lungo la pista centrale sia sulle corsie laterali, lo Sporting Cecina si dimostra fragile fin dai primi scambi. A rinviare lo svantaggio, ipotizzato da Guazzini con un tiro secco da venti metri, ci pensa Callai, non precisissimo però al quarto d'ora sulla rimessa di Priore prolungata in elevazione da Nista: il pallone finisce in porta, e il Venturina si ritrova in vantaggio. Neppure sullo 0-1 cambia il canovaccio della partita: lo Sporting Cecina non imbastisce una reazione efficace, rischia sul tiro di Galbiati portato in pedana dal traversone di Mezzetti e si trova sotto di due reti sul capolavoro di Casoli, che servito sulla trequarti da Guazzini (efficace la pressione alta) avanza fino ai venticinque metri, da dove imbulletta il pallone sotto l'incrocio. È lo 0-2, parziale alla pausa: nonostante la ricerca ripetuta di lanci lunghi per Castellano, sulle cui sponde innescare Bertaccini, dalla porta lo Sporting Cecina resta lontanissimo. Serve una considerazione opposta per descrivere la partita del Venturina, di nuovo arrembante in avvio di ripresa sulla catena che a destra passa da Lenci e Mezzetti: se sul primo traversone nessuno dei compagni riesce a tagliare col tempo giusto, sul secondo solo una parata strepitosa di Callai nega a Casoli la doppietta. L'episodio sembra galvanizzare lo Sporting Cecina, che a cavallo tra la fine del terzo e l'inizio dell'ultimo quarto confeziona le occasioni migliori: non le finalizzano Barbaro, che da una ventina di metri sbocconcella la traversa, né Balloni, il cui diagonale sul filtrante di Lombardi esce dalla parte sbagliata del palo. Implacabile è invece il Venturina nell'azione confezionata da due 2010 entrati da pochissimo: sul traversone rasoterra di Monaci (come Diego Federighi, nel finale non sfrutterà l'occasione per arrotondare: pazienza) è Panichi ad aprire l'interno e a segnare lo 0-3. La porta era spalancata, buona metafora per descrivere ciò che il Venturina vede in fondo a questa settimana: fino a domenica non importa ciò che c'è oltre, fino a domenica conta solo godersi quei metri necessari ad avvicinarla.
Calciatoripiù: Nista e
Guazzini (Venturina).
esseti
Lastrigiana-Cattolica Virtus 0-1
LASTRIGIANA: Capasso, Gibbino, Scarselli, Pietrosanti, Desideri, Brusciano, Straccali, Gueye, Baggiani, Taoufik, Nencini. A disp.: Pozzi, Palmini, Cappiardi, Del Giudice, Lupi, Paoli N., Vannini, . All.: Fabio Zuccaro
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini, Lazzerini M., Chirinos, Zangarelli, Zini, Cullhaj, Crini, Fossi I., De La Cruz. A disp.: Dallai, Bramanti, Burgassi Da., Dona, Lazzerini C., Mazzantini, Narduzzi, Pagnotta, Torres Perez. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Federico Masi di Valdarno
RETI: Lazzerini M.
Finisce all'opposto che all'andata. Allora il rigore parato da Pozzi nel recupero aveva fatto esultare la Lastrigiana; cinque mesi dopo si vendica la Cattolica, che al 92' espugna La Guardiana grazie alla rete di Manuel Lazzerini. È l'epilogo di una partita a lungo bloccata: in avvio entrambe le squadre, che duellano per un posto in coppa, si mostrano restie a sbilanciarsi, consapevoli che rischiano di pagare carissimo ogni errore. Per il primo sussulto occorre aspettare il 18', il minuto in cui lo spiovente che Taoufik disegna dalla bandiera d'angolo trova Desideri al centro dell'area: ne viene fuori un tiro che si spegne a lato. La Cattolica replica con Manuel Lazzerini, l'eroe del finale, che raccoglie il pallone intorno ai trenta metri e cerca la porta con un tiro potente sì, però anche alto. Più insidiosa è l'occasione che si registra al 26', quando Crini riceve il pallone dal limite e, vincendo il duello fisico con Gibbino, riesce a liberare il destro: pallone fuori di pochissimo. È però la Lastrigiana a costruire l'occasione più ghiotta del primo tempo: il malinteso tra Manuel Lazzerini e Chirinos Calderon sul filtrante di Baggiani permette a Taoufik d'infilarsi tra i due, rubare il pallone e infilarsi all'interno dell'area di rigore; qua, sbilanciato da una trattenuta evidente, riesce soltanto a sferrare un tiro sporco, che Bracci devia in angolo. Nel recupero, favorito da una combinazione tra Baggiani e Straccali, a Taoufik capita un'altra occasione per lasciare il segno: debole il diagonale, facile preda di Bracci. Cambia la partita dopo la pausa, cambia perché ora è la Cattolica Virtus a prevalere e, sull'asse Crini-Fossi (su di loro, assente Andres, gran parte del peso dell'attacco), a impegnare a più riprese Capasso, all'esordio in categoria. Si comincia al 55' col servizio di Crini per Fossi, che dal limite dell'area di rigore tenta il colpo a effetto ma calcia centrale. Cento secondi più tardi s'invertono i ruoli: da dentro l'area Crini prova a capitalizzare l'assist di Fossi, ma Capasso gli si oppone. Passano quattro minuti, e Fossi calcia di nuovo in porta da una quindicina di metri dopo una bella azione corale: Capasso gli nega ancora il vantaggio. Più nitida è l'occasione che segue, 77 i minuti sul cronometro: Crini scappa a Del Giudice sulla fascia destra e, arrivato sulla linea di fondo, serve al centro l'accorrente Fossi, che calcia a botta sicura e in prossimità della linea trova l'opposizione offerta dalla testa di Desideri, provvidenziale. La Lastrigiana contrattacca con una buona giocata di Samuel Palmini, che sul fondo supera Pagnotta e crossa rasoterra in mezzo per Brusciano: Chirinos Calderon libera spazzando via un pallone molto insidioso (84'). La partita si sblocca nel recupero, quando ormai lo 0-0 sembrava solido: segna Manuel Lazzerini, che di testa gira in porta l'ottima punizione di Zini. È lo 0-1, vantaggio meritato dalla Cattolica Virtus dopo una ripresa in crescendo. Da giocare resta però ancora qualche minuto: subito la Lastrigiana confeziona l'occasione per riacchiappare il punto grazie al filtrante di Cappiardi per Taoufik, che solo davanti a Bracci all'altezza del dischetto calcia oltre la traversa. Il tema musicale è il triplice fischio: termina con questo sussulto una partita giocata a ritmi altissimi e nella quale spesso è mancato solo l'ultimo passaggio. La Cattolica Virtus può tornare a Soffiano mantenendo i quattro punti di vantaggio sul Montevarchi, che domenica sconterà il turno di riposo. È amara invece la domenica della Lastrigiana: per qualificarsi in coppa c'è ancora da lottare.
Calciatoripiù: Pietrosanti, Taoufik, Desideri (Lastrigiana),
Zini, Edoardo Mazzantini, Peccini e
Fossi (Cattolica Virtus).
Giacomo Bargagni
Aquila Montevarchi-Sestese 3-0
AQUILA MONTEVARCHI: Cappetti, Tani, Pericoli, Manenti, Palazzini, Sira, Berti, Kodra, Cannoni, Brogi, Steccato. A disp.: Ghelli, BORRI, Maccioni, Beruto, Presenti, Ensoli, Chiavacci, . All.: Peri Francesco
SESTESE: Giorgetti, Minniti, Bassetti, Stasi, Riboli, Dervishi, Pacini, Ceccherini, Pancella, Palmini, Notari. A disp.: Del Rosso, Breccia, Durgoni, Musa, Sostegni, Paci, Iuliucci, Bellini, Materassi. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Alessandro Merli di Valdarno
RETI: 26' Steccato, 55' Cannoni, 67' Autorete
Non gli bastavano Fucecchio e Venturina: alla collezione di big fatte inciampare il Montevarchi aggiunge la Sestese, che anziché reagire alla sconfitta interna col Seravezza subisce di nuovo tre reti, e stavolta non riesce a segnarne neppure una. Il 3-0 dell'antistadio è un risultato che sulla classifica ha un peso rilevante: in testa si sgancia la coppia composta da Tau e Venturina, che domenica s'affronteranno in un inedito scontro diretto vista mare; ha un peso rilevante, perché la Sestese precipita a sei punti dalla prima posizione, e ora le tocca di nuovo rincorrere. Peraltro è la cosa che le riesce meglio: le risulta ancora ostico gestire una potenziale posizione di vantaggio. È come se l'ipotesi d'un aggancio intimorisse qualcuno dei calciatori: di certo non Santiago Palmini, che al 6' saggia Cappetti sugli sviluppi d'una rimessa laterale, né Stasi, che cinque minuti più tardi pizzica la traversa da una ventina di metri. L'occasione gliel'aveva fornita un calcio di punizione, situazione identica a quella con la quale Brogi aveva già solleticato Giorgetti. La serie di scambi a somma zero si chiude a metà del primo tempo, quando sugli sviluppi d'una rimessa laterale allontanata dalla difesa Berti strappa sulla corsia destra e quasi dall'ultima linea serve a rimorchio un pallone prezioso: lo addomestica Steccato, che di potenza trova la porta con l'aiuto d'una deviazione. Allo svantaggio la Sestese reagisce troppo morbida: né la serie di tre calci d'angolo consecutivi né un'altra punizione di Stasi, fuori di pochissimo, sono abbastanza per ristabilire l'equilibrio. Alla rete s'avvicina di più il Montevarchi sia con un paio di combinazioni tra Berti e Alessio Tani sulla corsia destra, sia con un taglio di Cannoni, al cui colpo di testa manca solo un'oncia di fortuna. Da sinistra il pallone glielo aveva servito Kodra, protagonista come per il Montevarchi sarebbe meglio che non fosse anche nell'azione che inaugura la ripresa: se Merli avesse punito con un rigore il tackle affondato su Minniti, nessuno avrebbe potuto protestare. Il fischio resta invece nel mondo dei desideri non esauditi, e al rischio corso il Montevarchi replica con lo spirito della grande squadra: da grande squadra peraltro è anche lo sviluppo dell'azione che vede il filtrante di Brogi innescare Cannoni, letale nel diagonale rasoterra in anticipo su Dervishi e su Giorgetti. È il 2-0, cui segue in una dozzina di minuti anche il 3-0: gira tutto male alla Sestese, gira male anche il tocco di Riboli, che per anticipare Maccioni sull'angolo di Brogi devia il pallone nella propria porta. Girano male anche gli episodi utili solo per il morale: non sarebbe cambiato il senso della partita se al 90' Iuliucci avesse segnato il rigore che s'era procurato (di Chiavacci il fallo) anziché calciarlo centrale e consentire a Cappetti di fare bella figura; il senso non sarebbe cambiato, e però da Montevarchi la Sestese sarebbe venuta via con uno scarto un po' meno punitivo. È andata in un altro modo, e ora a Sesto ci s'affida a un unico auspicio: che quelle due che stanno davanti non s'allontanino troppo o troppo presto.
Calciatoripiù: Steccato, Cannoni, Brogi (Aq. Montevarchi),
Ceccherini, Bassetti e
Minniti (Sestese).
esseti