Oltrera-Seravezza 3-1
OLTRERA: Bullari, Matteoli, Sostegni, Franchi, Landi, Clemente, Tani, Cappagli, Cecchi, Pangallo, Paffi. A disp.: Faggioli, Marino, Casiero, Kamal, Asmodeo, Scarnicci, Pratelli, Celestre, Mocanu. All.: Del Vita Matteo
SERAVEZZA: Taricco, Rosini, Gatti, Sgado, Bertoni, Benedetti, Balestracci, Giannini, Ottaviano, Launari, Casolare. A disp.: , Intaschi, Moretti, Mingazzini, Beltrano, . All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Daniele Fusco di Viareggio
RETI: 7' Landi, 35' Landi, 43' Tani, 57' Moretti
Pietrasanta-Cattolica Virtus 3-4
PIETRASANTA: Pennucci, Tonini, Bacci, Karafili, Barresi, Puccinelli, Dezulian, D Este, Remorini, Di Bianco, Laboti. A disp.: Bardi, Cresci, Paganini, Bufalini, Angeli, Cianelli, Petacchi, Toncelli, Kahindi. All.: Lazzarini Alessandro
CATTOLICA VIRTUS: Dallai, De Sa, Peccini, Mugnaini, Chirinos, Zangarelli, Zini, Lazzerini M., Crini, Fossi I., De La Cruz. A disp.: Bracci, Andres, Burgassi Da., Burgassi Di., Dona, Lazzerini C., Narduzzi, Pagnotta, Tapinassi. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Saad Benkhaoudane di Pisa
RETI: 5' Peccini, 24' rig. Chirinos, 33' rig. Chirinos, 34' Di Bianco, 44' Laboti, 58' Barresi, 76' Andres
Da una partita caotica la Cattolica esce con tre certezze: dopo tanti errori ha trovato il rigorista (Chirinos Calderon, doppietta); s'è così fortificata da non andare in frantumi neppure dopo esser stata rimontata dallo 0-3 al 3-3; e con un po' d'attenzione in più in fase difensiva (fa strano dirlo: aveva battuto 1-0 sia il Tau sia la Lastrigiana) può entrare in coppa di slancio. È questo il messaggio finale che risuona alla Pruniccia, dove il Pietrasanta esce sconfitto 3-4, punteggio che lo costringe a rimandare a dopo la sosta la festa per la salvezza: resta lontana la Settignanese, lontana a meno sei, divario più che cospicuo quando c'è ancora da scontare il turno di riposo. Troppi calcoli però non c'è tempo di farli, non c'è tempo perché l'equilibrio si spezza quando dal primo fischio di Benkhaoudane (direzione negativa) sono trascorsi appena cinque minuti: accentrandosi da sinistra segna Peccini, segna in due tempi dopo la respinta di Pennucci, che s'era opposto al primo tiro favorito dal triangolo con Crini. Passata subito in vantaggio, la Cattolica continua ad attaccare: sulla combinazione tra Zangarelli (stavolta meglio a impostare che a difendere) e Fossi il pallone per il raddoppio capita a Manuel Lazzerini, il cui tiro dalla distanza Pennucci devia in angolo. È però soprattutto a Crini che la Cattolica s'affida per rompere le marcature avversarie: è lui a offrire al destro di Fossi, piede debole, un gran servizio girato d'una spanna oltre il palo; lui a intercettare un passaggio pigro tra i centrali avversari e a nascondere il pallone a Pennucci, che in uscita commette fallo: è limpido il rigore, che gelido Chirinos Calderon trasforma nello 0-2. Neppure allo svantaggio doppio il Pietrasanta reagisce, e non reagendo lascia spazio alla Cattolica, che sfonda sia a sinistra (pregevole il traversone di Peccini per De La Cruz, anticipato all'ultimo) sia a destra, da dove arriva un pallone che coglie Fossi in leggerissimo ritardo. Glielo aveva servito Crini, immarcabile allora e immarcabile di nuovo al 33', quando sul filtrante di Zangarelli conquista il secondo rigore di giornata: di nuovo Chirinos Calderon non ne sente la pressione, e con un'esecuzione perfetta trova doppietta e 0-3. Sbaglia però chi pensa che la partita sia finita: sulla ripresa del gioco Zangarelli interviene poco coordinato su un pallone fatto spiovere dalla corsia laterale, così poco coordinato da toccare con la mano. Benkhaoudane fischia il terzo rigore in dieci minuti, stavolta per il Pietrasanta: Di Bianco lo converte nell'1-3 e suggerisce che la partita ha ancora molto da raccontare. La sensazione la conferma Laboti, che a due minuti dalla pausa riporta la Cattolica a tiro: De Sa non riesce a intercettare il filtrante di Dezulian, è facile battere Dallai da distanza ravvicinata. Dunque si va alla pausa sul 2-3, punteggio dal quale la Cattolica non può essere rassicurata: in avvio di ripresa glielo ricorda Remorini, al cui tiro in mischia s'oppone Zangarelli col corpo. Subito dimenticata la volée di Manuel Lazzerini, che calcia alto d'un pollice sul servizio di De La Cruz sceso a destra, all'ora di gioco il Pietrasanta pareggia: è corta la respinta di Dallai sul tiro che D'Este sferra carico d'effetto, corta e invitante per la replica vincente di Barresi. Raggiunto il pareggio, il Pietrasanta cerca di completare una rimonta clamorosa: il pallone buono capita a Puccinelli, che sul traversone di Di Bianco si gira bene e calcia fuori d'un centimetro. Fraccone capisce che se non aggiusta qualcosa rischia di vedere la Cattolica travolta, e si gioca il cambio più prezioso: è la mossa vincente perché ad Andres, reduce da un leggero acciacco, sono sufficienti cinque minuti scarsi per addomesticare il lancio di Mugnaini e battere Pennucci in uscita. La quattordicesima rete stagionale (come lui solo Giovannelli e Pancella) del calciatore più atteso rende di nuovo dispari il punteggio e scombina ogni tipo di piano: nel quarto d'ora finale la partita perde ogni logica e vive soltanto di contropiedi non sfruttati (gigantesco quello che, tre contro uno, Manuel Lazzerini lascia sfumare) e di mischie nell'area di rigore della Cattolica Virtus. È qui che nel recupero si registrano due episodi dei quali in Versilia si continua a discutere: più che dopo una spintarella a Toncelli, il Pietrasanta protesta per un possibile fallo di Pagnotta su Petacchi. Benkhaoudane non se la sente di fischiare il quarto rigore d'una partita nella quale ha cambiato linea tecnica con la frequenza con cui si starnutisce in primavera: la Cattolica si salva, la sesta vittoria consecutiva rende la sua classifica notevolissima.
Calciatoripiù: le reti di
Di Bianco, Laboti e
Barresi riescono soltanto a illudere il Pietrasanta, che a cavallo della pausa aveva rimontato la rete di
Peccini e i due rigori conquistati da
Crini (immarcabile, il migliore in assoluto) e realizzati da
Chirinos Calderon, ormai tiratore designato. Sul 3-3 entra
Andres, e il 3-3 si dissolve subito.
esseti
Venturina-Tau Calcio 0-2
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Casoli, Priore, Bologna, Nista, Guazzini, Galbiati. A disp.: Leoni, Tognazzi, Tassi, Guazzelli, Tosi, Messina, Monaci, Federighi . All.: Bucciantini Fabio
TAU CALCIO: Ricci, Giovannini, Serafini, Bracaloni, Marzano, Rigacci, Moschini, MAtteucci, Giovannelli, Sarnataro, Niccolai J.. A disp.: Bella, Romanelli, Gabbrielli, Matteoni, Tancredi, Goxhaj, Lisisco, Sow. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Giacomo Lambardi di Piombino
RETI: 25' Bracaloni, 55' Moschini
Il mare lo amano tutti, perché a tutti il mare racconta una storia diversa: storie d'amori e di desideri, di cose proibite e di notti che si spera non finiscano mai. Mai il mare, che di per sé è potere e libertà, s'era piegato a raccontare a tutti la stessa storia; stavolta anche il mare una cosa sola può dire, che per la prima volta il campionato ha un padrone esclusivo. Dalla trasferta sul campo del Venturina, che è probabile che arresti qui la propria corsa e che di questa corsa andrà fiero nei secoli, il Tau torna forte d'uno 0-2 che raddoppia i punti di vantaggio: dai tre della vigilia, col rischio aggancio incorporato, diventano sei. Sei a fine marzo sono tantissimi: sei vogliono dire che con due vittorie e un pareggio tra Pietrasanta, Floria e Fucecchio la trasferta del Torrini in programma all'ultima giornata si trasformerà in una visita di cortesia alla Sestese. Inizia il frangente nel quale di solito è più facile distrarsi, e nessuno pensa che al Tau succederà: il quarto d'ora che apre lo scontro diretto basta da solo a spiegare perché. Per un quarto d'ora il Venturina entra in possesso del pallone soltanto negli istanti necessari a interrompere le azioni degli avversari, che subito ripartono: dopo aver studiato la partita anche di notte, Paoletti ha deciso che la prima mossa consiste nell'attivare le mezzali con una serie di giocate profonde, talvolta dirette dalla difesa, talvolta mediate dalle sponde di Giovannelli e Jacopo Niccolai; e per un quarto d'ora le mezzali sono immarcabili. La mezzala sinistra è Matteucci, che nel primo quarto d'ora a una serie di traversoni abbina un tiro insidioso; la sua controparte è Moschini, sul cui sprint a destra con servizio in allegato Sarnataro arriva un istante troppo presto. Su queste giocate va in affanno il Venturina, in affanno anche sulle cose semplici: Kohler s'imbroglia su un rinvio verso il limite dell'area di rigore, posizione dalla quale Jacopo Niccolai lo grazia con un tiro leggero. È il segno che senza un intervento, non per forza divino, il Venturina è prossimo a cedere; e dalla panchina interviene Bucciantini, che decide d'abbandonare i propositi di partenza e di passare a una marcatura uomo su uomo, così da impedire al Tau d'uscire pulito da dietro. La mossa funziona, perché lo sviluppo complessivo cambia; cambia tanto da consentire al Venturina di creare un'occasione limpida per passare in vantaggio e annunciare la rivoluzione: ha idee diverse Jordan Ricci, che protegge l'incrocio sul tiro di Bologna invitato in pedana da Lenci. Sulla ribattuta la sorte e il dio del calcio fanno capire che anche quest'anno va di moda l'amaranto: da posizione defilata Galbiati scheggia il palo. Già incisivo di per sé, l'esito complessivo dell'azione assume rilievo doppio nel giro di pochissimo: la mediana del Venturina lascia aperta a Rigacci una linea di passaggio, subito sfruttata con un filtrante per Bracaloni, che con dieci passi avanza fino ai venticinque metri e calciando a giro con l'interno spedisce il pallone dove per Kohler è impossibile arrivare. In svantaggio alla fine del primo quarto, ora il Venturina è costretto ad attaccare: si difende bene il Tau, si difende sia sull'incursione di Lenci sia sui calci d'angolo, che Paoletti ha studiato come disinnescare (mai Da Frassini riesce a deviare il pallone verso la porta) e che peraltro né Priore né Guazzini battono granché bene. Lo 0-1 alla pausa lascia tutto aperto per la ripresa, inaugurata da un'azione che vede Lenci invitare Bologna al tiro, neutralizzato da Jordan Ricci con una parata meno extraterrestre di quella precedente. I due del Venturina tornano subito a dialogare, stavolta diverse però le posizioni, Bologna a ispirare e Lenci a ricevere come ala: sul suo traversone basso irrompe Galbiati, che di prima calcia alto d'un sospiro. Sulla ripresa del gioco il Tau raddoppia e chiude di sicuro la contesa, forse il campionato: lo sviluppo di un'azione semplice e ragionata si chiude col tocco vincente di Moschini (è la settima rete in campionato, dato altissimo per una mezzala) nella porta sguarnita. Per capire come ci s'arriva occorre riportare il cursore all'inizio e apprezzare sia il movimento d'Jacopo Niccolai, che sul lungo rinvio di Jordan Ricci fa scorrere il pallone e punta l'esterno dell'area di rigore, sia la sovrapposizione interna di Serafini, servito sulla corsa da uno scarico perfetto: seguono il mancino in corsa, il tocco di Kohler sul palo e la ribattuta vincente. Ora sono due le reti che il Venturina deve rimontare, e due restano fino alla fine: non trova la porta Diego Federighi sull'ennesimo traversone di Lenci; da fuori - soluzione inevitabile visto che tutti i calci d'angolo finiscono respinti - non la trovano né Guazzini, né Tosi, né Guazzelli; e all'80' non la trova Messina, che con un tiro carichissimo d'effetto sbocconcella la traversa in zona incrocio. Per la dodicesima volta in ventiquattro giornate, conto facile, il Tau esce con la porta immacolata: è uno dei due dati - l'altro è il numero esiguo di reti subite, giusto quattordici: sta pagando tantissimo la scelta di promuovere Rigacci, complemento perfetto per la fisicità di Marzano, stabile in categoria - che più di tutto segnala la sua superiorità generale. Il Venturina ne prende atto con la serenità di chi sa che combinando sogni, lavoro, talento e un grande allenatore è arrivato chilometri oltre il limite che tutti s'aspettavano: d'altra parte si sa che chi vive il mare a parlare di limiti e confini non è tanto propenso.
Calciatoripiù: la partita in cui più emerge per personalità anche nelle giocate più sporche e meno tecniche
Bracaloni la indirizza con un distillato di classe individuale. Il raddoppio di
Moschini, la mezzala che tutti gli allenatori vogliono, ufficializza successo e primato del Tau, che per vincere ha dovuto combattere su ogni pallone: insieme a
Lenci incontenibile sull'esterno, dove il 4-3-1-2 avversario gli lascia un po' di spazio,
Lolini e
Casoli sono l'emblema d'una battaglia che il Venturina perde a testa altissima, perde solo perché s'è trovato a competere con un avversario leggendario.
esseti
Floria-Lastrigiana 0-2
FLORIA: Servi, Gensini, Sordini, Lafsahi, Fibbi, Santoro, Bitossi, Esteves, Martini, Guarducci, Landi. A disp.: Cesari, Bautista, Galli, Bettarelli, Batelli, Carrai, . All.: Alessi Dimitri
LASTRIGIANA: Pratolini, Gibbino, Desideri, Gueye, Scarselli, Pietrosanti, Palmini, Brusciano, Nencini, Baggiani, Taoufik. A disp.: Pozzi, Del Giudice, Cantini, Giannoni, Vannini, Lupi, Straccali, . All.: Fabio Zuccaro
ARBITRO: Giulia Cioffi di Pistoia
RETI: 48' Nencini, 92' Lupi
Dopo aver visto ridursi al minimo il margine sulle inseguitrici, la Lastrigiana si ritrova: lo 0-2 inflitto alla Floria le consente di tenere a bada Oltrera, Fucecchio e Scandicci, che puntano a scalzarla dalla quinta posizione. È l'ultima buona per la coppa, qualificarsi alla quale sarebbe un risultato eccellente: nessuno si dimentichi che questa squadra era partita con l'ambizione di salvarsi serena. È un obiettivo il cui raggiungimento la Floria deve ancora ufficializzare, anche se ormai è storia nota che sarà élite - anzi, saranno tre élite - anche l'anno prossimo: per la certezza che la Settignanese, peraltro prossima avversaria al riavvio dopo la sosta, arriverà dietro bastano due punti. Non ne arriva nessuno alla terzultima al Grazzini (sfide stellari peraltro per le ultime due: prima il Tau, poi la Cattolica), inaugurata dal primo sussulto dopo tre minuti appena: sfiora la rete Taoufik, che da destra s'accentra e calcia in pieno sulla traversa. La Floria replica con l'assolo di Lapo Landi, che dopo l'ingresso decisivo a Seravezza si prende la maglia da titolare: il vantaggio glielo nega Pratolini (7'), che vince anche le due successive edizioni del duello (16', 19'), nel primo caso addirittura inchiodando il pallone a terra. È efficace anche la parata sfoderata al 22' sul colpo di testa di Guarducci: dallo 0-0 il punteggio non si schioda, e non si schioda neppure al 43' su un altro tentativo di Lapo Landi, stavolta in diagonale, a lato oltre il palo più lontano. Dopo aver tanto rischiato, la Lastrigiana chiude il primo tempo all'attacco: s'accende Nencini, Servi para (45'). Quello buono è il secondo tentativo, la ripresa avviata da poco: a Nencini stavolta il pallone lo serve un rimpallo mal gestito dalla difesa della Floria, la cui porta d'un tratto si spalanca. Passata in svantaggio, la Floria reagisce con un colpo di testa di Guarducci (il migliore, tiro sporcato) e con una giocata analoga di Lafsahi sugli sviluppi di un calcio d'angolo: Pratolini s'esalta ancora, respinge ma non blocca, la difesa allontana (79'). Lo squilibrio nel punteggio resta intatto, e nel recupero raddoppia: tutta avanti alla ricerca dell'ultimo assalto, la Floria lascia spazi enormi per la ripartenza condotta da Lupi, che la conclude con la prima rete in categoria. È lo 0-2, dal quale la Lastrigiana trae solo cose belle: la decima rete stagionale di Nencini, la prima di un 2010, il quinto posto al sicuro per la lunga sosta.
Calciatoripiù: decisivo forse più di
Lupi e di
Nencini,
Pratolini salva la Lastrigiana in tantissime occasioni. Senza le sue prodezze il punteggio lo avrebbe sbloccato
Lapo Landi, il migliore della Floria insieme a
Guarducci, incontenibile, e a
Fibbi, che non sbaglia un intervento.
G48
Sestese-Settignanese 5-0
SESTESE: Giorgetti, Minniti, Bassetti, Durgoni, Musa, Dervishi, Pancella, Ceccherini, Bellini, Palmini, Paci. A disp.: Del Rosso, Sostegni, Riboli, Breccia, Bonta, Taddei, Nesi, Iuliucci, Notari. All.: Ferro Marco
SETTIGNANESE: Fontani, Preka, Grassi, Sisti, Djoni, Giappichini, Fabbrizzi, Milli, Montaperto, Tozzi, Pratesi. A disp.: Fallani, Salsi, Ciani, Pierotti Carli, Spanu G., Sahbani, Cinatti, Vultaggio, Burrini. All.: Fani Filippo
ARBITRO: Tommaso Primatici di Firenze
RETI: 12' Bellini, 20' Pancella, 47' Palmini, 62' Iuliucci, 81' Pancella
Quello che doveva fare l'ha fatto. Consapevole che ora non tutto dipende da lei, e che per rendere decisivo lo scontro diretto dell'ultima giornata ha bisogno di mangiare al Tau almeno tre punti (tocca tifare per almeno uno tra Pietrasanta, Floria e Fucecchio), la Sestese dimostra d'essersi ritrovata: s'è già chiusa la minicrisi aperta dalla sconfitta col Seravezza e appesantita dalla trasferta di Montevarchi, s'è già chiusa e lascia spazio a un finale di stagione in cui c'è modo d'essere protagonista. Prima del Tau il calendario, interessantissimo, le propone il Cecina e la Cattolica in trasferta e la Lastrigiana dell'ex Zuccaro al Torrini: tutte queste avversarie sarà necessario affrontarle con lo stesso spirito espresso contro la Settignanese, che sconfitta 5-0 resta comunque in corsa per salvarsi. Si sapeva che difficilmente punti buoni per dare continuità al successo sul Pietrasanta sarebbero arrivati in una trasferta così ostica: la Sestese lo chiarisce già, Bellini alla bandiera (gioca lui di punta con Pancella: panchina sia per Iuliucci sia per Notari), col primo calcio d'angolo, sulla cui esecuzione Santiago Palmini colpisce di testa e chiama Fontani a una parata notevole. Di lasciare un segno profondo Bellini ha una gran voglia: lo si capisce sia dalla giocata con la quale serve a Santiago Palmini un altro pallone interessante, calciato alto di prima dal disco del rigore, sia dalla ferocia con cui aggredisce il servizio di Breccia (subito dentro per Bassetti, che chiede il cambio), trasformato nell'1-0 con un diagonale secco dopo il controllo con la suola. Dal primo fischio di Primatici è passata giusto una dozzina di minuti, e la Sestese è già in vantaggio; nessuno però pensa che sia abbastanza: di sicuro non lo pensa Paci (non c'è Stasi, in mediana gioca lui con Durgoni e Ceccherini), che al 20' sprinta a sinistra e con un dribbling doppio raggiunge l'ultima linea, dalla quale serve a Pancella un pallone che è facile accompagnare nella porta spalancata e quindi convertire nel 2-0. Di lì a poco potrebbe essere doppietta: sul lob di Santiago Palmini, invito perfetto per anticipare l'uscita di Fontani, gliela nega la difesa con un ripiegamento affannoso ma efficace. Per il 3-0 la Sestese deve attendere d'intaccare la ripresa, inaugurata dall'ennesima verticalizzazione di Ceccherini: la difesa della Settignanese tampona ma non allontana, e al limite dell'area di rigore il pallone lo calamita Santiago Palmini, che dopo il controllo calcia a giro e segna con l'aiuto del palo. Sul 3-0 Ferro comincia a ritoccare l'assetto e continua a trovare risposte positivissime: il 4-0 nasce per intero dalla panchina, di Taddei il traversone e d'Iuliucci la deviazione di testa in anticipo su Fontani. Insieme a loro due (fuori Bellini e Paci, insieme a Minniti e Santiago Palmini) erano entrati anche Gabriele Sostegni e Notari, che a cavallo tra il terzo e l'ultimo quarto potrebbe aggregarsi all'elenco dei marcatori: glielo impedisce Fontani, di lì a poco reattivo anche su Pancella, che per la doppietta ha bisogno del terzo tentativo, favorito dal filtrante con cui Nesi (entra benissimo, con lui - e come lui - Bontà) lo premia dietro la difesa. È il 5-0, punteggio agli atti: la Settignanese non riesce a scalfirlo neppure con due azioni individuali di Burrini, che in diagonale prima manca di pochissimo lo specchio, poi sbatte su Giorgetti. È l'ennesimo dettaglio che consente alla Sestese di definire perfetta questa mattinata, e pazienza se il Tau ha vinto a Venturina e se ora la classifica propone una capolista in fuga e due inseguitrici appaiate a inseguire: in quattro turni qualcosa ancora può succedere.
Calciatorepiù: la doppietta consente a
Pancella (Sestese) d'agganciare Giovannelli e Andres in testa alla classifica marcatori.
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Giov. Fucecchio-Sporting Cecina 4-1
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Sica, Salvadori N., Collura, Federighi, Ciampalini, Piazza, Fogli, Orsucci, Lenzi. A disp.: Tacchi, BIONDI, Dainelli, Fondelli, Masha, Battiloro, . All.: Citi Michele
SPORTING CECINA: Callai, Bernini, Benedetti, Barbaro, Mazzantini, Bettini, Bartolini, Creatini, Magozzi, Castellano, Pistoia. A disp.: Melis, Meatu, Signorini, Lombardi, Cominale, Lettiere, Bertaccini, De Santis, Ceccarini. All.: David Tarquini
ARBITRO: Gherardo Barucci di Firenze
RETI: 3' rig.Lenzi, 30' Piazza, 38' Borghi, 56' Castellano, 86' Masha
Era ovvio che prima o poi quella striscia orribile si sarebbe interrotta: il Fucecchio s'augura che non sia troppo tardi per puntare alla qualificazione in coppa. La vittoria gli mancava dal 1° febbraio, 1-0 al Venturina, allora fu il big match di giornata, e sembrano passate due vite e qualche cosa: le cinque sconfitte successive (con Sestese e Montevarchi al Galli, tutte per 1-0 sui campi di Scandicci, Oltrera e Capezzano) hanno costretto a ridimensionare le ambizioni. La capolista ormai è irraggiungibile anche per la matematica; resta però intatta la rincorsa al quinto posto, distante due punti soltanto. Impedire che il divario cresca è l'effetto del 4-1 inflitto allo Sporting Cecina, che non riesce a scappare lontano dalla Settignanese terzultima (appena due i punti di distanza, e non un calendario in discesa) e che paga tantissimo la prima scelta di Barucci: sul lancio in verticale d'Orsucci è evidente il fallo di Bettini su Fogli, corretto dunque il rigore, inconcepibile però l'espulsione. È difficile non ravvisare la volontà di contendere il pallone, criterio che depenalizza il provvedimento in quello meno grave: spiegabile a fatica, la decisione penalizza lo Sporting Cecina ben di più di quanto avrebbe meritato. Dal calcio d'inizio al fallo è trascorso un minuto e quaranta: dopo due e mezzo lo Sporting Cecina è sotto sia nel punteggio (impeccabile la trasformazione di Francesco Lenzi, che raggiunge quota undici in classifica marcatori) sia nel numero d'effettivi. Un avvio così consente al Fucecchio di celare bene le difficoltà ricorrenti (ancora assenti Sardelli e Romani, per la millesima volta Citi è costretto a inventare il centrocampo) e di continuare ad attaccare alla ricerca del raddoppio: a destra si propone bene Ciampalini, che però perde l'attimo per calciare e costretto a defilarsi deve accontentarsi d'un traversone per nessuno. Resta senz'effetto anche il tentativo di Francesco Lenzi, che calcia a lato di poco dopo il triangolo con Fogli; è diverso invece l'esito della volée di Piazza, che cattura un traversone respinto corto dalla difesa e incrocia in porta - prima rete stagionale - il pallone del raddoppio. A destra era sceso bene Borghi, che sul finire di tempo ci riprova dopo uno scambio con Ciampalini e quasi dal fondo va diretto per la porta: è una scelta vincente, Callai si fa scavalcare dalla traiettoria insidiosissima. Fino alla pausa la reazione dello Sporting Cecina sta tutta in un rigore reclamato da Castellano (si stava 2-0) per un contatto che forse è una carica o forse un contrasto di spalla: Barucci decide di non sanzionare. Per la rete della speranza occorre guadare la pausa e intaccare la ripresa, inaugurata da una serie di cambi pianificati: è finita l'autonomia d'Orsucci, Niccolò Salvadori e Ciampalini, Citi deve intervenire a fondo sull'assetto. Più di tutto cambia la difesa, che ora presenta Dainelli a sinistra (Sica sale in posizione di mezzala) e Biondi a destra; d'un po' di tempo il Fucecchio ha bisogno per ritrovare le distanze, e di quel tempo lo Sporting Cecina approfitta: segna Castellano, che di testa spinge in porta la punizione di Ceccarini pizzicata da Buti (parata notevole) sulla traversa. Segue il frangente nel quale lo Sporting Cecina pigia di più: l'occasione per riaprire la partita capita a Magozzi, alla cui girata manca la cattiveria necessaria. Calciando verso l'altra porta ce la mette Sica, ma l'esito è lo stesso: c'è il portiere, stavolta Callai. D'un suo intervento non c'è bisogno per neutralizzare l'occasione con cui il Fucecchio potrebbe ristabilire le tre reti di vantaggio ben prima del finale: servito sottoporta dal traversone rasoterra di Borghi, Fogli taglia bene sul primo palo ma da due metri calcia a lato. Per il 4-1 occorre attendere l'86' e la seconda punizione che Barucci fischia a una ventina di metri dalla porta: Citi invita Masha a cambiare soluzione e a calciare non più rasoterra (Callai era riuscito a neutralizzare), ma sopra la barriera. Il mix tra consiglio e tecnica produce l'effetto desiderato: pallone all'incrocio e partita finita. Piange lo Sporting Cecina, che però se il campionato finisse oggi avrebbe salvato l'élite: da giocare gli restano ancora tre partite (tocca ancora scontare il turno di riposo), ed è possibile che per il verdetto sia necessario attendere l'ultima.
Calciatoripiù: Buti, Federighi e
Collura (Giov. Fucecchio).
esseti
Scandicci-Capezzano Pianore 3-1
SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Nannoni, Forletti, Galletti, Morosino, Lodovisi, Borchi, Nocentini, Bagala, Drago. A disp.: Pesci, Sani, Andrei, Focardi, Prelashaj, Gelli, Kurti, Baroncelli Lancisi, Belli. All.: Bernocchi Lorenzo
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Cioffi, Quiriconi, Pilone, Lamperi, Satini, Querin E., Mattioli, Querin A., Neri, Giorgi. A disp.: Guidotti, Bellandi, Navari, Coluccini, Lushnjani, Quilici, Pinelli, Lenzi, Mbaye. All.: Corrado Marco
ARBITRO: Giovanni Pace di Siena
RETI: 18' Drago, 30' Querin E., 79' Kurti, 86' Focardi
Dei residui tristi che gli erano rimasti appiccicati addosso dopo la trasferta d'Altopascio lo Scandicci si libera solo nel finale: ha una potenza feroce la prima rete stagionale di Kurti (seguirà di lì a poco la firma di Focardi per il 3-1), decisiva per spezzare l'equilibrio che il Capezzano, ancora convinto di potersi salvare e dunque costretto a cercare punti contro tutti gli avversari (cruciale sarà la trasferta di Cecina tra un mese), aveva ricomposto dopo lo svantaggio. Parte forte infatti lo Scandicci, forte da legittimare l'1-0 quando il quarto d'ora è trascorso da poco: segna Drago, che dopo aver sfondato sulla corsia sinistra anticipa l'uscita di Pelliccia toccando il pallone con la punta. Per una decina di minuti non accade altro, e l'apparenza suggerisce che lo Scandicci stia tentando di gestire la partita per poi accelerare d'improvviso alla ricerca del raddoppio: se davvero il piano è questo lo invalida Nannoni, il cui retropassaggio troppo corto si trasforma in un invito per Elia Querin, gelido nell'anticipare l'uscita d'Izzo e batterlo con un tiro ben piazzato sul palo lontano. È la mezz'ora, e lo Scandicci si ritrova raggiunto: il tempo che resta prima della pausa gli serve soprattutto per fare ordine nelle idee e per avviare un paio di ripartenze con protagonista Bagalà, che scende bene a sinistra e però calcia prima sull'esterno della rete, poi sulla figura di Pelliccia attento in uscita. L'1-1 e lo stesso canovaccio sono il fondamento anche di buona parte della ripresa, che per mezz'ora si risolve in un'occasione per parte: fanno bella figura sia Pelliccia, che s'oppone al tiro scoccato da Nocentini dopo il duello vinto con Lamperi, sia Izzo, del quale Giorgi saggia la reattività. Il pareggio si disintegra negli istanti in cui il Capezzano stava cominciando a valutare il modo migliore per investire un punto alla vigilia insperato: allo scadere manca una decina di minuti quando va in scena l'azione che vede Drago sfondare a destra e crossare col destro per Kurti, che approfittando del velo di Bagalà si serve del mancino per riportare avanti lo Scandicci. Di nuovo in svantaggio, il Capezzano si lancia all'attacco: è una mossa inevitabile, che però fa malissimo. Di pericoli reali per Izzo non ne arrivano, e si aprono spazi nei quali lo Scandicci affonda con soddisfazione: letale, sugli sviluppi d'un pallone inattivo non gestito benissimo, è la ripartenza che Kurti conduce allegandoci un dribbling doppio, che Bagalà alimenta con un filtrante e che Focardi finalizza dopo il dribbling su Pelliccia. È il 3-1, che lascia solo il tempo per i rimpianti del Capezzano (troppe le partite perse così, troppi i punti lasciati per la via: quanto fa male ripensare a quell'ottobre glorioso di tre anni e mezzo fa, quando Steffich, Mattioli e un altro manipolo d'eroi espugnarono il Bartolozzi) e le speranze dello Scandicci, che d'arrivare in coppa ha una gran voglia. Nel derby con la Cattolica, snodo fondamentale, mancherà Andrei, espulso da Pace (sanzione spropositata) dopo un contrasto con Pelliccia nella contesa per un pallone alto: è un dispiacere, piccolo e fastidioso, che però non offusca la soddisfazione generale. Tanti volevano capire se alla sconfitta d'Altopascio lo Scandicci avrebbe reagito subito: ecco, ha reagito subito e benissimo.
Calciatoripiù: Kurti, Galletti, Morosino (Scandicci),
Lorenzo Neri e
Quiriconi (Capezzano).
esseti