Cattolica Virtus-Scandicci 3-1
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini, Mugnaini, Chirinos, Zangarelli, Zini, Cullhaj, Andres, Lazzerini M., Crini. A disp.: Dallai, Fossi I., Lazzerini C., Morozzi, Narduzzi, Pagnotta, Torres Perez . All.: Fraccone Marco
SCANDICCI: Pesci, Torracchi, Baroncelli Lancisi, Salvadori, Forletti, Morosino, Drago, Galletti, Bagala, Lodovisi, Focardi. A disp.: Izzo, Nannoni, Sani, Nocentini, Prelashaj, Gelli, Kurti, Belli. All.: Bernocchi Lorenzo
ARBITRO: Tommaso Nardini di Empoli
RETI: 24' Focardi, 32' Andres, 47' Cullhaj, 95' Fossi I.
Non esiste un trampolino di lancio migliore. Nessuna superficie, più del derby, restituisce un rimbalzo sotto ai piedi più efficace: la Cattolica spicca allora quello che sembra essere un volo definitivo verso le posizioni che schiudono l'accesso alla coppa battendo lo Scandicci, e lo fa tramite un risultato ritoccato e reso netto all'ultimo istante. Se è vero - come lo è - che questa sfida fa sempre storia a sé, nella piacevole ma grigia domenica di Soffiano giallorossi e blues hanno saputo infondere alla partita tutti quegli ingredienti che storicamente la rendono speciale. È un successo costruito sulla continuità e sulla distanza di percorrenza quello dei ragazzi di Fraccone, squalificato, che ha diretto dall'esterno i suoi ragazzi; la Cattolica, infatti, resta dentro la partita nonostante un avvio ben interpretato dagli ospiti, non si scompone dopo lo svantaggio e completa la rimonta con un gol beffardo sì, ma legittimando poi il vantaggio in un secondo tempo interpretato alla perfezione, con saggezza e intelligenza, dosando energie e ritmi e impedendo al contempo che i mai domi blues riuscissero a inclinare di nuovo il piano della contesa. A scattare meglio dai blocchi di partenza sono i ragazzi di Bernocchi, solidi con la linea difensiva composta da Morosino e Baroncelli, e subito pronti a far perno sul dinamismo di Bagalà e Drago; le squadre sono corte e compatte, tantissima la densità in mezzo al campo nei primi minuti, molti sono i palloni che potrebbero schizzare in modo potenzialmente pericoloso verso le due porte e al 6' la combinazione fra Drago e Focardi è giusta, ma l'attenta segnalazione del fuorigioco da parte dell'arbitro interrompe tutto. Lo Scandicci ci riprova dopo un minuto con un'azione elaborata ma efficacissima, iniziata da Torracchi e rifinita poi da Bagalà, che invita al tiro Forletti, la conclusione si perde sul fondo. Lo Scandicci alza ancora i giri con le proiezioni offensive di Torracchi sulla fascia e al 12' crea una ghiotta chance; stavolta è Drago a sfondare sulla destra, il suo suggerimento al centro è perfetto per Focardi il cui tiro viene intercettato provvidenzialmente da Bracci, poi è De Sa a pulire l'area di rigore giallorossa mettendo in corner. Sugli sviluppi del tiro dalla bandierina successivo i blues mettono ancora i brividi agli avversari, Morosino stacca infatti all'altezza del primo palo e scheggia il montante davanti a lui. La Cattolica esce un po' frastornata ma indenne da un avvio difficile, e inizia a distendersi in avanti; al 14' lo fa con un buon contropiede portato avanti da Andres, sul quale però compie un'ottima guardia il centrale Baroncelli, in seconda battuta Torracchi ferma l'azione di supporto da parte di Cullhaj. I padroni di casa crescono e ci riprovano al 16': Andres è ancora protagonista, stavolta in collaborazione con Zini, il cui suggerimento invita al tiro ancora una volta Cullhaj, la mira risulta impresa ma l'azione dà coraggio ai locali. Al culmine della fase di gioco successiva però, assai intensa e a tratti spigolosa, ecco arrivare il gol del vantaggio dello Scandicci. Scocca il 24' quando un'ottima azione sull'asse Forletti-Lodovisi viene finalizzata da Drago, il cui tiro impegna Bracci; il portiere di casa non è perfetto nella respinta e sul pallone si avventa allora Focardi che lo ribadisce in rete con un comodo tap-in. Se alla Cattolica serviva un'ulteriore sveglia, eccola; dopo questo gol i giallorossi si scuotono e al 27' serve un altro grande recupero difensivo di Baroncelli per arrestare l'avanzata di Andres e Crini; archiviato un tiro abbondantemente alto da parte di Mugnaini alla mezz'ora, al 32' la gara torna in equilibrio. Un'improvvisa verticalizzazione sulla trequarti, dove sono in azione Lazzerini e Cullhaj, premia lo scatto per vie verticali di Andres, che guadagna subito spazio sui centrali avversari e poi, arrivato al limite dell'area ospite, fulmina Pesci con una superba conclusione in corsa che si insacca all'incrocio dei pali. Adesso è lo Scandicci a dover reagire e dopo un paio di minuti i blues protestano in occasione di un intervento in tackle da parte di Chirinos, che intercetta la conclusione dal limite di Bagalà forse con un braccio, ma c'è da dar ragione all'arbitro che assicura la regolarità dell'intervento. I ragazzi di Bernocchi provano a chiudere in attacco il primo tempo e imprimono ottimi ritmi alle ultime azioni del match, ma la Cattolica risponde colpo su colpo ed è suo l'ultimo pericolo portato in attacco prima dell'intervallo: un cross di Zini sarebbe perfetto per Cullhaj, ma ancora una volta Baroncelli legge tutto al meglio e sventa la minaccia. Si riparte dopo la sosta a cavallo fra i due tempi ed ecco che dopo appena 120 secondi dalla ripresa delle ostilità il derby si decide, e lo fa in modo davvero imprevedibile e beffardo per i blues. Torracchi ferma in corner l'avanzata di Crini, servito da una gran giocata di Lazzerini, dalla bandierina del calcio d'angolo si porta Cullhaj che disegna una traiettoria velenosissima, che sorprende Pesci. Il portiere prova ad allontanare il pallone coi pugni, ma lo spedisce involontariamente nella propria porta. Un episodio così amaro non può che generare una reazione d'istinto da parte dello Scandicci, che ci prova subito con un affondo di Drago, il cui cross rischia di premiare a centro area l'inserimento di Focardi ma la perfetta uscita coi pugni da parte di Bracci allontana il pallone. I blues restano in attacco e arrivano al tiro con Lodovisi, una conclusione che esce di non molto; il primo quarto d'ora della ripresa propone ritmi intensissimi, lo Scandicci è generoso nei suoi tentativi di azionare a più riprese la corsa di Drago, molto cercato da Bagalà e Galletti, la Cattolica però è solida in fase difensiva, non concede niente e riparte a ogni occasione utile grazie al dinamismo di Zini e Cullhaj e alle giocate di Lazzerini. Al 60' si registra un botta e risposta fra le due squadre: prima lo Scandicci arriva al tiro con Morosino, ma un'altra grande parata - stavolta in tuffo - da parte di Bracci mette il pallone in angolo; lo Scandicci ne batte tre in rapida sequenza, tutti con Kurti, ma senza l'esito da loro sperato, e rischia in occasione di una micidiale e di poco successiva ripartenza condotta da Cullhaj, Andres e Lazzerini, la finalizzazione è affidata al numero 10 giallorosso che spedisce alto di non molto. I ribaltamenti di fronte e continuano e al 70', dopo un'azione d'attacco dei locali, lo Scandicci riparte in contropiede con Lodovisi, che serve Nocentini spalle alla porta; il pallone arriva poi a Focardi ma il tiro non incide. Al 73' l'ottimo posizionamento difensivo di Zangarelli pone rimedio a un pericoloso cross di Drago, mentre all'81' Kurti si merita gli applausi per il modo elegante e corretto con cui ferma il contropiede - di svariate decine di metri - portato avanti da Andres. Nei minuti finali la Cattolica è abilissima nello smorzare i ritmi di gioco, facendo scorrere il cronometro in proprio favore; nel frattempo lo Scandicci tenta il tutto per tutto e al 91' un ottimo pallone filtrante di Kurti metterebbe Bagalà in condizioni di battere a rete, perso però l'attimo giusto per concludere. Si gioca poi fino al 97' e, proprio all'ultimo minuto disponibile, la Cattolica arrotonda il suo successo con la rete di Fossi che dopo una rapida transizione offensiva sorprende ancora il portiere avversario con un tiro dalla zona destra del campo. La festa dei giallorossi per il terzo gol prosegue pochi istanti dopo, oltre il triplice fischio, che consegna agli archivi un 3-1 legittimo, ma che risulta per molti versi fin troppo punitivo per lo Scandicci.
Calciatoripiù: Cullhaj, Lazzerini M., Chirinos, Zangarelli, Zini (Cattolica Virtus);
Focardi, Lodovisi, Salvadori, Kurti (Scandicci).
Lorenzo Martinelli
Settignanese-Floria 3-0
SETTIGNANESE: Fontani, Preka, Pratesi, Sisti, Djoni, Grassi, Cinatti, Tozzi, Burrini, Marfisi, Montaperto. A disp.: Fallani, Giappichini, Ciani, Pierotti Carli, Milli, Tarantoli, Fabbrizzi, Vultaggio, Sahbani. All.: Fani Filippo
FLORIA: Servi, Gensini, Sordini, Esteves, Fibbi, Santoro, Carrai, Guarducci, Martini, Batelli, Bitossi. A disp.: Lagattolla, Michelini, Bautista, Razzauti, Bussotti, Galli, Bettarelli, Landi, Piccini. All.: Alessi Dimitri
ARBITRO: Ruben Raoul Incerpi di Firenze
RETI: 51' Montaperto, 59' Djoni, 92' Sahbani
Fino a poche settimane fa la retrocessione sembrava una sentenza solo in attesa della firma, invece la Settignanese ha deciso di accantonare, almeno momentaneamente, questo foglio, per cercare di scrivere un finale diverso. Nelle ultime settimane la squadra ha cambiato registro: più testa, meno espulsioni ingenue e maggiore consapevolezza sono gli ingredienti perfetti della ricetta salvezza. E questa ricetta ha questa volta prodotto un risultato maestoso: 3-0 secco, Floria sconfitta, scavalcato il Cecina, abbattuto dalla Sestese. La Settignanese gioca con la fame di chi vede finalmente la riva dopo una lunga nuotata in mare aperto: ogni contrasto vinto racconta la voglia di restare nella categoria e cancella mesi di sofferenza. D'altro canto, la Floria deve rimandare la sua festa salvezza: una vittoria le avrebbe infatti consegnato la matematica certezza di un altro anno élite. La sua classifica continua comunque a garantirle un piazzamento piuttosto tranquillo: sono sei i punti di vantaggio sulla zona rossa, ed entrambe le squadre più a rischio devono ancora scontare il turno di riposo. Dopo questa prova però è vietato sottovalutare la Settignanese, semplicemente perfetta in ogni reparto: invalicabile in difesa, ben organizzata a centrocampo, letale davanti. Eppure l'inizio sembra promettere equilibrio: le due squadre si studiano e si equivalgono. A rendersi più pericolosa è comunque subito la Settignanese: Fibbi sbaglia in fase di impostazione, Montaperto gli scippa il pallone al limite dell'area di rigore, rientra e calcia a giro, senza però trovare lo specchio. Segue un frangente nel quale la partita è completamente bloccata: nessuna delle due rivali vuole scoprirsi troppo. Ad attaccare con più intensità è ancora la Settignanese: la trama si fonda sulle sponde di Burrini, sui lanci di Marfisi e sulle corse laterali di Cinatti e Pratesi. La Floria replica con una filosofia: il pallone si gioca, i lanci sono pochi e limitati. Ciò è reso possibile dal lavoro di Esteves e Guarducci, che si abbassano a ricevere per impostare. Il primo lampo della Floria si registra intorno alla mezz'ora: Carrai crossa da sinistra per Guarducci, che di testa non riesce però a dare al pallone la precisione sperata. La Settignanese non si lascia intimorire e pochi minuti dopo crea di nuovo pericoli: lanciato in profondità da Marfisi, Burrini resiste alla trattenuta di Sordini, porta avanti il pallone e conquista una punizione interessante a due passi dall'area di rigore. Resterà una situazione senza esito. Al 40' i due ingaggiano di nuovo un testa a testa: a uscirne vincitore stavolta è Sordini, abile nell'anticipare l'avversario su un lancio profondo di Marfisi. Prima dell'intervallo c'è spazio per un'altra offensiva della Settignanese, stavolta: la combinazione tra Marfisi, Montaperto e Cinatti premia Burrini, che però calcia male e trova solo l'esterno della rete. Con questo brivido si chiude il primo tempo, senza recupero. Alla ripresa la Settignanese porta i giri al massimo. Dopo soli sei minuti ecco l'episodio tanto atteso che cambia la storia dell'incontro: Grassi recupera un gran pallone nella trequarti avversaria e serve in profondità Montaperto, che con la punta del piede anticipa Servi, toccando il pallone quanto basta per infilarlo a fil di palo. La rete del vantaggio sa di aria fresca per tutto l'ambiente: il Valcareggi esplode di gioia. La spinta del pubblico carica ulteriormente la Settignanese, che dopo otto minuti crea lo scenario perfetto per il raddoppio. I calci di punizione sono sempre affidati a Marfisi e al suo piede delicato, che stavolta fa precipitare un altro pallone micidiale all'interno dell'area di rigore della Floria: la torre di Preka appoggia il pallone a Djoni, che da due passi non deve far altro che firmare il 2-0. Adesso sì che il Valcareggi può riversare in campo tutta la propria energia positiva, un'energia rimasta intrappolata dentro troppe volte in questa stagione e che adesso finalmente può dirompersi libera nell'aria. Tra le voci sugli spalti si innalza, come un coro, lo stesso grido: (Finalmente!). È un uno-due micidiale che spezza gambe e morale alla Floria, sotto 2-0 nel giro di neppure dieci minuti. Le sostituzioni di Alessi portano più intraprendenza, ma niente sembra far presagire una rimonta. I segnali restano piuttosto chiari: la Settignanese non ha alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire questa vittoria e continua ad attaccare. Cambiano i compagni, ma non cambiano le prelibatezze offerte da Samuele Marfisi: ora a essere lanciato in profondità è Sahbani, bravo nel difendere il pallone dalla difesa, non altrettanto nel girarlo in porta, protetta da Servi sul tiro lento e centrale. Di lì a poco segue un'altra azione con i medesimi protagonisti: Marfisi serve di nuovo Sahbani che stavolta incrocia sul secondo palo, Servi attento respinge ancora. La Floria può così tentare il tutto per tutto e avvicinarsi alla rete: esce a lato il tiro di Bitossi da posizione ravvicinata, i guanti di Fontani restano ancora puliti. Già era chiaro che l'epilogo avrebbe condannato la Floria, al 92' arriva il punto esclamativo su una giornata da cancellare al più presto: Cinatti e ha ancora energie per correre e servire Vultaggio, che vede e serve in profondità Sahbani, per il quale il terzo tentativo è finalmente quello buono, destro a incrociare e tris firmato. Il triplice fischio di Incerpi sancisce l'inizio di una nuova corsa. È una vittoria fondamentale per la Settignanese, il più che meritato riconoscimento dopo tanti episodi e partite sfortunate. Il 3-0 cancella i fantasmi del passato e restituisce tranquillità a un gruppo che non ha mai smesso di credere nell'impresa. La strada per la permanenza in categoria resta lunga e tortuosa, ma dopo questo successo il traguardo appare più vicino. La Floria esce dal Valcareggi a pezzi: sarà fondamentale medicarsi subito e rimettersi al meglio per questo rush finale. L'obiettivo resta ampiamente alla portata: un incidente di percorso non cancella infatti un campionato ben affrontato, che suggerisce tranquillità nonostante una brutta prova nel derby.
Calciatoripiù: nella Settignanese si distinguono
Djoni, capitano, leader e nell'occasione anche goleador;
Cinatti, che a tanta corsa associa un assist vincente;
Marfisi, pedina imprescindibile che con qualità e grinta si trova sempre nel vivo del gioco;
Montaperto, colui che dà inizio alla festa sbloccando una partita fin lì molto chiusa. Nella Floria si salvano
Carrai e
Guarducci, che non mollano di un centimetro fino all'ultimo.
Andrea Focardi
Seravezza-Giov. Fucecchio 1-3
SERAVEZZA: Taricco, Lenzetti, Casolare, Sgado, Benedetti, Bertoni, D Antonio, Giannini, Ottaviano, Intaschi, Mingazzini. A disp.: Mazzantini, Balestracci, Beltrano, El Fallah, Gatti, Rosini, Moretti, Privitera, Launari. All.: Trifoni Pierfederico
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Sica, Salvadori N., Collura, Federighi, Masha, Sardelli, Romani, Orsucci, Lenzi. A disp.: Tacchi, BIONDI, Piazza, Fondelli, . All.: Citi Michele
ARBITRO: Filippo Fiaschi di Carrara
RETI: 8' Bertoni, 28' Salvadori N., 37' Autorete, 86' Masha
L'inverno è finito. Il sole dolce della primavera aveva già baciato il Fucecchio, che battendo lo Sporting Cecina alla vigilia della sosta aveva interrotto una lunga striscia d'insuccessi (cinque le sconfitte consecutive) e che vincendo 1-3 in rimonta sul campo del Seravezza, salvo da tempo, rilancia la propria candidatura per un posto in coppa: è possibile che il verdetto non arrivi prima dello scontro diretto con la Lastrigiana, in programma all'ultima giornata. Per allora Citi s'augura d'aver recuperato un po' d'assenti, il cui numero elevatissimo lo costringe di nuovo a inventare una formazione inedita, cui peraltro s'affianca una panchina cortissima (insieme a Tacchi, il portiere di riserva, ci si siedono solo Biondi, Piazza e Fondelli, classe 2010): il Fucecchio è in difficoltà soprattutto in attacco, dove oltre a Capocchi e a Sabato mancano anche Fogli, rientrato non in formissima dal Torneo delle regioni, e Battiloro, che dà forfait la sera della vigilia, e dunque il centravanti tocca farlo a Romani. Nelle difficoltà iniziali dell'avversario s'incunea il Seravezza, in vantaggio all'8' sugli sviluppi della punizione laterale che Sgadò calcia verso l'area di rigore e che la difesa respinge: il rimbalzo lo raccoglie Intaschi, che sprinta fino all'ultima linea e che fa planare il pallone in zona disco, da dove Bertoni lo spedisce in rete col destro in girata. Per qualche minuto lo svantaggio amplifica le difficoltà del Fucecchio, che rischia di subire il raddoppio sulla volée di Sgadò, al tiro dalla distanza: il pallone esce di due spanne. È agli schemi su calcio d'angolo che il Fucecchio affida la propria riscossa: alla mezz'ora segna Niccolò Salvadori, che nonostante l'acciacco (chiede il cambio, ma in panchina Citi ha così poche soluzioni che gli dice di resistere: il compromesso raggiunto è una nuova posizione, regista arretrato in mezzo ai due difensori centrali) stacca di testa sul traversone ben calibrato da Masha in zona primo palo. È l'1-1, cui il Seravezza risponde rallentando: dunque s'aprono gli spazi a disposizione del Fucecchio, pericoloso sia con l'acrobazia di Federighi (pallone a lato), sia con l'incursione di Francesco Lenzi, cui Taricco nega il primo palo. È però su calcio da fermo, di nuovo, che il Fucecchio completa la rimonta: Filippo Benedetti interviene fuori tempo sulla punizione laterale di Masha, che da destra aveva crossato al centro dell'area di rigore, e di testa devia il pallone nella propria porta. L'1-2 spinge la partita nella zona in cui voleva il Fucecchio, che nella prima metà della ripresa prova ad approfittare degli spazi che gli si spalancano davanti: per due volte sprinta Sica, che prima calcia rasoterra oltre il palo lontano, poi deve accontentarsi dell'esterno della rete. Per un po' restano le uniche due occasioni della ripresa, nella quale i ritmi calano finché i due allenatori non decidono di cambiare: cambia Trifoni, che punta ad appesantire l'attacco; e cambia Citi, che inserisce Piazza, Biondi e Fondelli per Sica, Romani e Francesco Lenzi, i più esausti. Le nuove energie ravvivano la partita, che il Seravezza cerca di pareggiare con un traversone profondo di Casolare direzione secondo palo: interviene male Moretti, che da tre metri manca la deviazione a colpo sicuro. Il Fucecchio replica cercando d'approfittare degli spazi che gli s'aprono davanti: il pallone buono capita a Masha, che di scatto copre quaranta metri verso la porta avversaria, ma al momento di calciare rallenta e si fa recuperare dalla difesa. Il punteggio resta dunque in bilico, e il Seravezza cerca di riportarlo in equilibrio col siluro con cui Moretti scarica verso la porta una punizione da venti metri scarsi: sontuoso, Buti evita il pareggio. Il contropiede che segue stavolta il Fucecchio lo capitalizza: premiato sul taglio dal filtrante di Sardelli, Biondi scende a destra e dal fondo serve a rimorchio Masha, che aprendo l'interno segna l'1-3 (85'). Nel recupero il divario potrebbe crescere ancora, ma Piazza non riesce a concretizzare il contropiede che aveva imbastito dal limite della propria area di rigore fino a quella avversaria: la difesa recupera al momento del tiro, cui forse sarebbe stato meglio sostituire l'appoggio per Masha o per Sardelli, soli ai lati. Di prendersela non c'è tempo, e dunque non c'è ragione: il Fucecchio s'è ritrovato, di non arrivare in coppa alla fine d'una stagione vissuta al vertice gli dispiacerebbe un bel po'.
Calciatoripiù: Bertoni, Sgadò (Seravezza),
Sica e Orsucci (Giov. Fucecchio).
esseti
Sporting Cecina-Sestese 0-3
SPORTING CECINA: Callai, Lombardi, Creatini, Barbaro, Meatu, Signorini, Cominale, Lettiere, Magozzi, Castellano, Ceccarini. A disp.: Sommani S., Mazzantini, Bernini, De Santis, Bertaccini, Marianelli, Pistoia, Moretti . All.: David Tarquini
SESTESE: Faggi, Sostegni, Breccia, Durgoni, Musa, Dervishi, Pancella, Ceccherini, Notari, Palmini, Pacini. A disp.: Del Rosso, Bassetti, Minniti, Riboli, Stasi, Paci, Bellini, Iuliucci, Materassi. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Niccolo Buongiovanni di Pontedera
RETI: 21' Dervishi, 75' rig. Minniti, 87' Pancella
C'è una sola strada che la Sestese può percorrere per agguantare un titolo al momento complicatissimo: è la strada che prevede che quando si presenterà al Torrini il Tau sia ancora raggiungibile. Perché questo scenario si configuri è necessario recuperare più punti possibili, e dunque vincere sempre: alla squadra il messaggio è arrivato chiaro, lo dimostra lo 0-3 inflitto allo Sporting Cecina che, sconfitto e scavalcato dalla Settignanese, dopo quattordici giornate serene si ritrova d'un tratto in zona retrocessione. Quest'eventualità sarebbe stata scongiurata con un esito diverso, che nei primi dieci minuti Ceccarini (tiro centrale, Faggi para) e Magozzi, che in diagonale calcia dalla parte sbagliata del palo lontano, cercano di favorire; la Sestese replica con lo sprint di Santiago Palmini, che sfonda a sinistra sul lancio di Breccia respinto dalla difesa e riproposto in avanti da Pancella e che rasoterra cerca Notari, in ritardo per meno d'un secondo. L'occasione buona è quella successiva, il primo quarto pronto a chiudersi. Stavolta a conquistare il rimbalzo sul traversone di Breccia è Pacini, sul cui servizio verso l'area di rigore Santiago Palmini prolunga il pallone in direzione di Notari: un po' di fortuna la Sestese ce l'ha, perché lo stop sbagliato genera un rimpallo che fa schizzare il pallone nella zona di Dervishi, implacabile nel tocco vincente di prima. In svantaggio per gli effetti d'un flipper carico sia di qualità sia di buona - o di cattiva, dipende dalle angolazioni - sorte, lo Sporting Cecina replica con un traversone di Lombardi sceso sulla corsia sinistra: è efficace il taglio di Lettiere, non altrettanto il tiro da distanza ravvicinata, troppo lento per infastidire Faggioli. Di più la Sestese rischia intorno alla mezz'ora, quando da una mischia provano a uscire vincitori prima Magozzi e poi Castellano: è di Dervishi l'opposizione decisiva in prossimità della linea di porta. È il segno chiaro che il vantaggio minimo è troppo poco, che senza il raddoppio il campionato rischia di finire con tre giornate d'anticipo: per scongiurare l'ipotesi Ceccherini dialoga con Pacini, al cui dribbling in prossimità del vertice dell'area di rigore segue un filtrante per Notari, ostacolato dalla difesa. Si resta 0-1, e ci si resta anche alla pausa: resta inefficace l'occasione con cui lo Sporting Cecina chiude il primo tempo, resta inefficace perché Faggi s'esalta su Ceccarini, che gli s'era palesato davanti. Del punteggio Ferro è soddisfatto, d'altre cose no: non lo è della prova di Notari e di Gabriele Sostegni, che non rientrano dagli spogliatoi (dentro Iuliucci e Minniti); e non lo è delle ammonizioni che gravano su Dervishi, sanzionato al 10' e già richiamato da Buongiovanni, e da Durgoni. Quattro sostituzioni tutte insieme, è evidente, sarebbero troppe: Dervishi esce (dentro Riboli, ripresa sontuosa), Durgoni no, o perlomeno non subito. La condanna è quasi immediata: a tre minuti dal riavvio s'innesca un mezzo parapiglia, chiuso con la notifica della seconda ammonizione. È una decisione pesantissima, che costringe la Sestese ad affrontare tutta la ripresa in inferiorità numerica: Ferro decide di tamponarla rinunciando a un attaccante e passando al 4-3-1-1, con Pancella dietro Iuliucci, con Stasi dentro non per Durgoni, come preventivato, ma per Santiago Palmini. Ora però tocca soffrire, perché l'uomo in più lo Sporting Cecina prova subito a sfruttarlo: dalla sofferenza esce vincitore Faggi, reattivo sia su Castellano, sia su Cominale, sia sul tiro-cross di Ceccarini deviato da Musa. Dimenticato con meno timore il colpo di testa di Lettiere, a lato, a un quarto d'ora dalla fine la Sestese costruisce l'azione che le consente di chiudere la partita: protagonista n'è Pancella, che conduce una ripartenza centrale e dopo il triangolo con Iuliucci, che favorisce l'aggressione alla profondità, si ritrova travolto dal tackle di Signorini. È corretta l'assegnazione del rigore, che dopo qualche errore e la necessità di riorganizzare la gerarchia dei tiratori Ferro affida a Minniti: esecuzione perfetta e 0-2. Si fa durissima ora la rimonta cui è costretto lo Sporting Cecina, che rischia su un'altra combinazione tra Pancella e Iuliucci (poteva starci il secondo rigore), vede Magozzi sbattere di nuovo su Faggi e nel finale subisce anche la terza rete: entrato da poco al posto di Pacini, Paci recupera il pallone in mediana e con la cucitura d'Iuliucci, che s'era allargato a sinistra, lo fa giungere a Pancella, letale nel tocco vincente sull'uscita di Callai. È lo 0-3, che alla Sestese consegna più di tre punti: vincere una partita così, in dieci per un tempo e in un campo così difficile, spiega perché al Torrini continua a circolare l'idea che il campionato ancora non sia finito.
Calciatoripiù: a
Magozzi, Barbaro e
Cominale lo Sporting Cecina affida i tentativi di rimonta, vanificati dalle parate di
Faggi - macché dodicesimo -, dagli ingressi di
Minniti, gelido nell'esecuzione d'un rigore pesantissimo,
Riboli, Iuliucci e
Stasi, e soprattutto dalla prova di
Pancella, che con la quindicesima rete in campionato e una prova stratosferica trascina la Sestese alla vittoria.
esseti
Lastrigiana-Venturina 2-1
LASTRIGIANA: Pratolini, Gibbino, Scarselli, Palmini, Desideri, Brusciano, Taoufik, Pietrosanti, Baggiani, Gueye, Nencini. A disp.: Pozzi, Cappiardi, Del Giudice, Straccali, Lupi, Resuttana, . All.: Fabio Zuccaro
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Guazzelli, Casoli, Mezzetti, Priore, Guazzini, Galbiati. A disp.: Leoni, Tognazzi, Panichi, Tosi, Bologna, Messina, Nista, Monaci. All.: Bucciantini Fabio
ARBITRO: Daniel Vannoni di Prato
RETI: 20' Palmini, 46' Gibbino, 75' Monaci
Sull'idea di perfezione, il marchio dell'artefice, Cartesio fonda la prova dell'esistenza di Dio. Così tanto sarebbe troppo, eppure qualcosa provano anche i sessanta minuti - perfetti, perfettissimi - con i quali la Lastrigiana piega a proprio favore la partita col Venturina, sconfitto 2-1 e ora costretto a difendere il podio dal ritorno della Cattolica Virtus, che domenica scenderà al Mazzola col sorpasso come obiettivo. Quei sessanta minuti provano che, nonostante difficoltà a caterve (è cortissima la panchina a disposizione di Zuccaro, cortissima e imbottita di 2010; e, dopo la convocazione negli Juniores, che per il club salvare è prioritario, Nencini gioca la seconda partita da titolare in meno di ventiquattr'ore), la Lastrigiana d'arrivare in coppa ha una gran voglia: sarebbe un premio dolcissimo per una squadra che qualche momento di difficoltà l'ha vissuto - basta rammentarle perché ogni volta brucino le undici reti che il Tau ha segnato nel doppio confronto - e che però n'è sempre uscita con una sintesi efficace di concretezza ed eleganza. Qualche momento di difficoltà la Lastrigiana lo vive anche nelle battute iniziali della partita col Venturina, cui in avvio s'oppone per due volte Pratolini, reattivo sia su Lenci sia sulla replica di Mezzetti; l'azione l'aveva avviata la canonica rimessa profonda di Priore, che stavolta indossa la maglia col nove e che si rende protagonista anche dello spunto successivo, neutralizzato dall'opposizione involontaria di De Angeli. La descrizione dell'avvio non deve ingannare, le due occasioni restano due lampi in mezzo al dominio della Lastrigiana, che ogni volta che s'affaccia davanti dà l'impressione di poter far male: a cavallo del quarto d'ora il Venturina vacilla due volte sulle incursioni di Nencini, davanti al quale s'erge la figura di Kohler in uscita. Segnare la rete del vantaggio, il primo quarto prossimo a esaurirsi, tocca a Samuel Palmini, che ci aveva provato qualche istante prima (favoloso il traversone di Baggiani, che era sgusciato fino all'ultima linea e aveva crossato in corsa col mancino, favolosa la volée: traiettoria a lato di settanta centimetri, forse settantuno) e con una giocata personale finalizza un'altra azione sviluppata a sinistra, dove il Venturina fatica: controllo volante col destro, tiro col collo del mancino e pallone sotto la traversa. Del vantaggio di misura la Lastrigiana non s'accontenta, anche perché capisce che è il caso d'approfittare delle difficoltà insolite dell'avversario, che è probabile che prima o poi si scuota e cominci a sfruttare tutta la propria qualità: a ridosso della pausa il pallone buono per il raddoppio capita di nuovo a Samuel Palmini, che calamita il traversone di Taoufik sceso a sinistra per la millesima volta e calcia sull'esterno della rete. La sintesi del primo tempo disputato dal Venturina la propone Bucciantini, che al riavvio cambia tutta la mediana: Guazzini, Guazzelli e Casoli non rientrano dagli spogliatoi. Ci s'attende la sterzata, che però si fa complicatissima sul primo calcio d'angolo che la Lastrigiana conquista nella ripresa: sul traversone di Taoufik, a rientrare da sinistra, la difesa del Venturina si perde Gibbino, che di testa segna la seconda rete sia della partita sia del proprio campionato. Nonostante l'ottimo ingresso di Tosi e di Monaci, 2010 che per il Venturina consentono d'ipotizzare un campionato di vertice anche nella prossima stagione, il 2-0 regge per mezz'ora, nella quale la Lastrigiana confeziona due ripartenze non finalizzate né da Cappiardi né da Straccali; poi d'un tratto la partita si riapre, si riapre perché dalla distanza Monaci s'inventa un destro in girata col quale spedisce il pallone morbido sotto la traversa. La partita si riapre, ma anche se un po' balla - e balla non tanto per gli attacchi del Venturina, che prova a pungere solo con una rovesciata di Monaci, quanto per il timore di vanificare una prova a lungo immacolata - la Lastrigiana la porta in fondo: quando alla fine mancano solo tre giornate, per una squadra nata con l'obiettivo di salvarsi (e quant'è difficile riuscirci lo dimostrano le squadre espresse dal club nelle altre categorie giovanili) occupare la quinta posizione è un traguardo mondiale.
Calciatoripiù: Gibbino, Samuel Palmini, Brusciano, Pietrosanti (Lastrigiana),
Lolini e
Monaci (Venturina).
esseti
Aquila Montevarchi-Oltrera 1-0
AQUILA MONTEVARCHI: Cappetti, Tani, Pericoli, Manenti, Palazzini, Sira, Berti, Kodra, Cannoni, Brogi, Steccato. A disp.: Ghelli, BORRI, Beruto, Maccioni, Pranteddu, Ensoli, Assouini, . All.: Peri Francesco
OLTRERA: Bullari, Matteoli, Sostegni, Landi, Kamal, Clemente, Asmodeo, Cappagli, Cecchi, Pangallo, Paffi. A disp.: Faggioli, Boccacci, Franchi, Marino, Mocanu, Tani, Scarnicci, Pratelli. All.: Del Vita Matteo
ARBITRO: Maikol Boenzi di Arezzo
RETI: 60' Brogi
Intanto l'aggancio, per quale destinazione si vedrà. Battendo di misura l'Oltrera (decide Brogi con una punizione superlativa) il Montevarchi tiene viva la rincorsa a un posto in coppa: restano quattro i punti di distanza dalla Lastrigiana quartultima, ma scavalcato lo Scandicci ora in mezzo c'è solo il Fucecchio, che sembra in ripresa dopo settimane complicate. Dalla sosta invece l'Oltrera rientra troppo morbida: si ferma a tre la serie di vittorie consecutive, peraltro tutte in casa. Perché l'equilibrio si spezzi occorre attende la ripresa, seguito d'un primo tempo nel quale il Montevarchi si fa preferire sul piano della manovra, che però non trova sfogo in occasioni da rete. L'Oltrera rischia soprattutto su un paio di traversoni rasoterra di Brogi: sul primo Berti calcia di poco alto; il secondo è un invito leggermente lungo per il taglio di Manenti. Circolano intorno a questi nomi i pericoli creati dal Montevarchi: trovando poco spazio per violare l'area di rigore, ben protetta da Mattia Landi, calciano da fuori sia Berti sia Brogi, senza particolare mira né fortuna. Lo specchio, quello dell'altra porta, non lo inquadra neppure Pangallo col colpo di testa con cui cerca di correggere il traversone di Kevin Sostegni: il pallone sfila a lato. Ben più nitida è l'occasione, identico il protagonista, che avvia la ripresa: si spezza contro il palo il tiro a botta sicura favorito da un'incomprensione tra Cappetti e Manenti, che tentavano d'impostare la manovra dal basso. Al rischio autoprodotto il Montevarchi replica nel modo migliore: Brogi s'incarica di calciare in porta una punizione dal limite dell'area di rigore e la converte nell'1-0 (60'). Lo svantaggio destabilizza l'Oltrera, che nel giro d'un quarto d'ora rischia di subire il raddoppio in due circostanze: a sinistra sfondano prima Brogi, sul cui traversone nessuno dei compagni riesce a intervenire sottoporta, poi Pericoli, che invita Cannoni alla girata aerea a lato di pochissimo. Lo scarto resta minimo, e nel recupero l'Oltrera confeziona l'occasione per annullarlo: è un'ipotesi cancellata da Cappetti, che neutralizza il colpo di testa di Cecchi sull'ultimo traversone di Mattia Landi. Non è abbastanza per impedire al Montevarchi di vincere la decima partita in campionato: intanto l'aggancio, per quale destinazione si vedrà.
Calciatoripiù: Sirà (Aquila Montevarchi) e
Mattia Landi (Oltrera).
Tau Calcio-Pietrasanta 3-0
TAU CALCIO: Ricci, Romanelli, Serafini, Bracaloni, Marzano, Rigacci, Gabbrielli, Moschini, Giovannelli, Hussey, Niccolai J.. A disp.: Mariotti, Giovannini, Tancredi, Matteoni, Mosso, Goxhaj, Silla Da., Silla Di., Sow. All.: Paoletti Luca
PIETRASANTA: Bardi, Tonini, Puccinelli, Barresi, Petacchi, Bacci, Benassi, Cianelli, Laboti, Karafili, Di Bianco. A disp.: Santucci, Corso, Remorini, Ramacciotti, Toncelli, Angeli, Poltronieri, Cresci, Perugi. All.: Lazzarini Alessandro
ARBITRO: Andrea Iellamo di Livorno
RETI: 22' Giovannelli, 33' Niccolai J., 42' Niccolai J.
C'è un modo solo per sterilizzare i rischi dello scontro diretto dell'ultima giornata: vincere prima. Il Tau punta a chiudere la pratica nelle prossime due settimane, Floria e Fucecchio le avversarie, nelle quali può giocarsi anche il jolly d'un pareggio: il 3-0 sul Pietrasanta, che alla salvezza è vicino ma ancora salvo non è, mantiene sei i punti di vantaggio sulla Sestese, che spera che la sfida del Torrini non debba aprirsi con una passerella d'onore. È l'obiettivo cui invece punta il Tau, che una volta che s'è preso la prima posizione ha dimostrato d'avere qualità e carattere per non farsi condizionare dalle assenze: da tempo - out Stondei, out Bonelli, out Pellegrini; stavolta manca anche Sarnataro, squalificato e ben sostituito da Hussey, all'esordio da titolare - la coppia d'attacco si compone di Giovannelli e Jacopo Niccolai, cui si devono tutte e tre le reti. Anche se l'approccio complessivo è feroce, per la prima occorre attendere che s'esaurisca il quarto iniziale: non va a buon fine l'occasione che apre la serie, anche se quasi sorpreso Bardi riesce a evitare la beffa sul tiro di Niccolai. Più efficace è Giovannelli, non la prima volta (s'incaponisce nella soluzione individuale da posizione defilatissima: solo angolo), ma la seconda, peraltro alimentata da una sua sponda: è lui a ricevere il filtrante di Bracaloni e a ripulirlo per Moschini, di nuovo lui a tagliare dietro la difesa sul passaggio che chiude il triangolo e, nonostante l'equilibrio precario, a calciare in diagonale dalla parte giusta del palo lontano. In questo spezzone riluce un protagonista solo, anche negli episodi che a prima vista paiono marginali e che invece si rivelano determinanti: c'è Giovannelli a coprire il pallone sulla punizione che il Pietrasanta voleva battere veloce per far ripartire l'azione dalla propria trequarti, ed è su Giovannelli che Puccinelli prova a calciare per indurre Iellamo all'ammonizione. L'esito però non è quello voluto, perché il pallone filtra, Moschini lo recupera e subito verticalizza: è un invito perfetto per il movimento di Giovannelli, che taglia dietro la difesa e rasoterra cerca in orizzontale Niccolai, implacabile nel tocco facile sottoporta. Della decisione d'Iellamo, che considera regolare la ripresa del gioco, come se il Pietrasanta avesse rinunciato alla distanza, Puccinelli non è granché convinto: le sue proteste si chiudono con la notifica dell'espulsione. Senza aver capito bene come, il Pietrasanta si ritrova sotto di un uomo e di due reti: ne approfitta subito il Tau, di nuovo a segno col traversone morbido di Giovannelli per Hussey, la cui volée imprecisa si trasforma in un assist per il tocco vincente di Niccolai, di nuovo da mezzo metro (42'). Sono dunque tre le reti di scarto alla pausa, al rientro dalla quale il Pietrasanta si limita a difendere con ordine per evitare un'imbarcata che sarebbe dolorosa: il Tau non affonda, gli va bene tenere il pallone lontano dalla propria porta, cui non s'avvicina neppure Remorini nell'unica occasione accennata nella ripresa. Già nell'ultima mezz'ora il pubblico comincia a riflettere sui prossimi appuntamenti: il Pietrasanta ha bisogno di tre punti in tre partite, per vivere sereno il Tau di quattro nelle prossime due. Vincere domenica in casa della Floria, trasferta per tradizione insidiosa specie a questo punto della stagione, lo metterebbe nella condizione di scegliere il titolo del capitolo finale.
Calciatoripiù: Giovannelli, Niccolai, Hussey (Tau Altopascio),
Bacci e
Barresi (Pietrasanta).
esseti