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Allievi Regionali GIR.Elite - Giornata n. 3

Oltrera-Venturina 0-1

ARBITRO: Samuele Fantozzi di Pisa
RETI: 77' rig. Da Frassini
Non è solo una vittoria, la terza su tre; è la vittoria che vale il primato solitario, in allegato il diritto di giocarsi lo scontro diretto in posizione di vantaggio. Quantomeno fino a domenica al comando c'è il Venturina, che con un rigore contestato (ci resta male l'Oltrera, ci resta male e un po' di ragione ce l'ha) vince di misura e si prepara ad affrontare il Fucecchio, secondo come la sorprendentissima Settignanese. È legittima la soddisfazione di Bucciantini, che a fine partita riconosce che per l'Oltrera la sconfitta è eccessiva: lo è non solo, o non tanto, per i tre episodi decisivi (il rigore, il palo, la traversa), quanto per l'ottimo spirito evidenziato dopo un avvio contratto. Parte forte infatti il Venturina, parte forte perché la pressione costante di Casoli impedisce a Cappagli di ragionare; parte forte ma non costruisce azioni da rete, e dalla fine del primo quarto lascia spazio all'Oltrera, pericolosa in due circostanze: più che il tiro strozzato di Tani, che viola l'area da sinistra ma non inquadra lo specchio, fa rumore il palo colpito da Cecchi, il cui mancino aveva catturato l'angolo di Mattia Landi respinto dalla difesa al limite dell'area di rigore. Neppure la pausa di metà partita rallenta la spinta dell'Oltrera, che al riavvio ci riprova prima con Tani (raggiunto il fondo, avrebbe dovuto scaricare il pallone all'indietro; invece calcia, e Kohler gli chiude il primo palo) e poi con Pratelli, il cui diagonale rimbalza sull'ennesima chiusura orchestrata da De Angeli e Da Frassini. È innanzitutto sulla loro solidità che si basa l'ottima prova difensiva del Venturina, della quale però pensando alla classifica Bucciantini non può accontentarsi; si spiega così la decisione di rivoluzionare la configurazione tattica complessiva, e di passare a un 3-5-2 nel quale la mossa vincente è la scelta di sganciare Lenci in posizione d'esterno sinistro a tutta fascia: è lui a conquistare il rigore decisivo, concesso da Fantozzi per un sandwich (blando, blandissimo) tra Cecchi e Kevin Sostegni e trasformato da Da Frassini, che con la terza rete in tre partite conquista un posto nobile nella classifica dei bomber. Per evitare la prima sconfitta stagionale l'Oltrera ha a disposizione una ventina di minuti complessivi; prima di riuscire a sferrare l'attacco migliore li fa trascorrere quasi tutti, poi crea un'occasione enorme per il pari, mancato giusto per una dozzina di centimetri: tanto misura lo spessore della traversa, l'unico ostacolo alla ribattuta di Campana dopo la parata di Kohler sul tiro di Cecchi, innescato da un diagonale di Pratelli con deviazione annessa. È il terzo episodio decisivo, e anche questo premia il Venturina, che però non può limitarsi a ringraziare la fortuna: nella prima posizione, storica, c'è tanto del suo carattere. .
Calciatoripiù
: il Venturina costruisce la vittoria su una fase difensiva resa eccellente dalla sicurezza di Kohler e dalla solidità di De Angeli e Da Frassini , peraltro autore della rete decisiva.
esseti
Seravezza-Lastrigiana 1-0

ARBITRO: Tommaso Massollo di Viareggio
RETI: 51' Casolare
Sulla coppia di terzultime ha già scavato un margine discreto, e lo ha scavato perché in casa il Seravezza è micidiale: senza subire reti aveva battuto il Cecina all'esordio; senza subire reti (1-0 il finale) batte la Lastrigiana, che s'arresta dopo tre vittorie consecutive e al comando lascia da solo il Venturina. La partita si decide nella ripresa, seguito d'un primo tempo bloccatissimo, all'inizio del quale il Seravezza impiega un quarto d'ora per capire come contenere gli affondi degli avversari, pericolosi soprattutto quando sfondano sulle corsie laterali: è da qui che in questo frangente nasce l'unica vera occasione, non finalizzata da Mangani murato sottoporta dalla difesa. È troppo poco per sbloccare il punteggio, troppo poco perché dopo l'avvio in affanno il Seravezza trova le distanze giuste e neutralizza ogni possibile attacco avversario; poi dopo la pausa, alla prima vera occasione da rete, trova la giocata vincente: segna Casolare, che col mancino al volo incastra il pallone sotto l'incrocio dei pali capitalizzando il traversone di Gatti sporcato dalla difesa della Lastrigiana. L'1-0 al riavvio consolida il tema tattico sviluppatosi fin lì, quello che prevede che il Seravezza si chiuda, cosa che gli riesce bene, e riparta, cosa che gli riesce benissimo: se per finalizzare la ripartenza migliore Intaschi avesse calciato un po' più forte, la vittoria sarebbe stata ufficiale già una decina di minuti prima dell'ultimo fischio di Massollo (non dirige granché bene: tiene troppo alta la soglia tecnica e disciplinare, e in una partita così muscolare non è una scelta che convince); invece il tiro gli esce debole e la Lastrigiana resta in partita, dalla quale però esce sconfitta per la prima volta in campionato: la mezza occasione capitata a Nencini, a secco dopo l'exploit col San Miniato, è troppo poco per rimettere in discussione l'esito complessivo. Se ne giova il Seravezza, che come l'anno scorso intende sfruttare al massimo il Buon Riposo per conquistare il diritto di giocare ancora nell'élite. .
Calciatoripiù: Privitera
leader della difesa e Giannini e Mingazzini in mediana rendono solidissima la cerniera centrale del Seravezza.
Capezzano Pianore-Cattolica Virtus 3-3

ARBITRO: Emanuel Tavarelli di Carrara
RETI: 4' Cardillo, 15' Morozzi, 17' Crini, 23' Mbaye, 47' Mattioli, 62' Andres
Rimonta di nuovo, come contro il Fucecchio; rimonta due volte, e in mezzo si fa rimontare una; eppure del terzo pareggio in tre partite la Cattolica Virtus non può essere soddisfatta. Non può esserlo perché non riesce a dare alla classifica quell'accelerazione che la sua qualità e le sue ambizioni meriterebbero; e non può esserlo perché è forte la sensazione che se fosse riuscita a tenere il pallone un po' più per terra e un po' meno per aria il risultato finale avrebbe potuto essere diverso. Certo, non ogni aspetto è negativo; non può esserlo del tutto un 3-3 ottenuto sul campo del Capezzano, che sa che in casa si gioca una bella fetta di salvezza e che parte tanto forte da passare in vantaggio dopo appena quattro minuti: segna Cardillo, che trasforma il rigore concesso da Tavarelli (decisione giusta, une delle poche) per un fallo netto di Manuel Lazzerini su Fialdini liberatosi il dribbling sul servizio di Mbaye. Colpita a freddo, per qualche minuto la Cattolica sbanda e rischia di nuovo: la grazia la traiettoria del tiro di Lorenzo Neri, che invitato a calciare dallo schema con cui Cardillo muove una punizione manca lo specchio d'un paio di spanne. Sulla ripresa del gioco il Capezzano resta all'attacco, e consente a Fialdini di presentarsi di nuovo in area di rigore dove stavolta lo affronta De Sa: sul contatto Tavarelli sorvola, enormi i dubbi, enormi come quelli scaturiti dall'altra parte dopo uno sgambetto a Mugnaini. Le proteste la Cattolica le canalizza nella reazione, che sfocia in due colpi di testa: alto quello d'Andres sul traversone di Pagnotta; nello specchio invece quello di Morozzi, che sull'angolo di Cullhaj anticipa l'uscita di Pelliccia e fa 1-1. È il quarto d'ora, e cento secondi più tardi la prima rimonta si completa: raddoppia Crini, che recupera il pallone in pressione sulla difesa avversaria e da posizione defilatissima segna l'1-2. Il vantaggio della Cattolica dura sei minuti appena: poi Dallai legge male un calcio d'angolo di Lorenzo Neri, e di testa Mbaye riporta il punteggio in equilibrio. È lui ad alimentare anche l'azione successiva, avviata dal break di Pilone, che aveva conquistato il pallone nella propria metà campo: sul filtrante s'inserisce bene Cardillo, cui stavolta Dallai riesce a opporsi con una parata non banale. È notevole anche quella sfoderata da Pelliccia alla mezz'ora sul rasoterra di Morozzi, che s'era ben defilato sulla destra; l'episodio avvia il forcing della Cattolica, gran protagonista Mugnaini, che calcia due volte verso lo specchio (a lato d'un pollice la punizione, smanacciato in angolo il tentativo dalla distanza) e poi appoggia sulla testa di Manuel Lazzerini un pallone dolcissimo spedito sulla traversa. In mezzo ci aveva provato Fossi, che al limite dell'area di rigore aveva raccolto un angolo respinto dalla difesa e aveva battuto a rete: il vantaggio glielo aveva negato Navari, decisivo in scivolata sulla linea. Sulla ripartenza la Cattolica rischia tantissimo: lambisce il palo il pallonetto di Cardillo, che aveva superato Dallai sulla verticalizzazione di Mbaye. Prima della pausa tra le due metà d'una partita caotica c'è tempo ancora per il tiro di Crini, che da fuori calcia a lato di pochissimo; al riavvio lo specchio lo trova invece Mattioli, che riporta avanti il Capezzano alla fine di un'azione contestata: la Cattolica protesta a lungo per il fischio mancato di Tavarelli sulla carica a Dallai, uscito per abbrancare la punizione di Lorenzo Neri. Le proteste suonano potenti anche quattro minuti più tardi, quando stavolta il fischio arriva; e arriva ad annullare la rete di Fossi, che sul filtrante di Mugnaini era partito in posizione più regolare che no. Dunque Tavarelli non convalida, e il Capezzano resta in vantaggio, e tre minuti più tardi prova ad allungare: sul servizio di Mbaye il pallone buono capita a Pilone, cui s'oppone attento Dallai. È il segnale della riscossa: dopo averci provato otto minuti prima con un tiro alto di poco, al 62' Andres pareggia deviando in porta il traversone rasoterra di Fossi servito dal filtrante favoloso di Zangarelli. Per vincere la Cattolica Virtus ha davanti a sé mezz'ora, e prova a sfruttarla con un altro traversone di Fossi, stavolta per la testa di Zini (pallone alto, 76'), e il tiro d'Andres, cui solo il palo nega la doppietta (87'). È l'ultimo sigillo sul 3-3, che finisce in ghiacciaia dopo esser stato in bilico su un altro fischio mancato di Tavarelli, che di nuovo non aveva punito una carica su Dallai di nuovo uscito per neutralizzare una punizione di Lorenzo Neri: il pallone capita sul destro di Bellandi, che a differenza di Mattioli calcia a lato e almeno in parte contiene le proteste di fine partita. Con sé stessa soprattutto la Cattolica si rammarica: certe partite le big sanno di doverle vincere. .
Calciatoripiù: Cardillo, Mbaye
(Capezzano), Morozzi e Fossi (Cattolica Virtus).
esseti
Sporting Cecina-Settignanese 0-1

ARBITRO: Domenico Taverni di Pisa
RETI: 22' Burrini
«Scordatevi del Tau» fa il pompiere Filippo Fani in risposta ai suoi che gli notificano lo 0-0 maturato a Montevarchi. Eppure dal Tau la Settignanese si sgancia, e si sgancia verso l'alto: il secondo 0-1 consecutivo in trasferta vale addirittura il podio alle spalle del Venturina insolito capolista. Ha pensieri opposti lo Sporting Cecina, che la terza sconfitta inchioda a zero punti insieme al San Miniato e che ancora non è riuscito a segnare nemmeno una volta: se a finalizzare si fa così fatica ci sta di perdere, soprattutto contro una squadra che gioca libera e gioca bene. Forte d'un avvio di stagione quasi impronosticabile, la Settignanese infatti comincia all'attacco e già prima del quarto d'ora crea un'occasione enorme per passare in vantaggio: ci riuscirebbe se anziché fuori di due metri abbondanti Villetet calciasse nello specchio il rigore concesso da Taverni per un fallo di Bettini su Djoni. L'episodio potrebbe rincuorare lo Sporting Cecina, che però non reagisce; e senza reagire concede alla Settignanese una seconda occasione da rete, stavolta a effetto: la sfrutta Burrini, che batte Melis dopo aver sottratto il pallone a Cucchiara al limite dell'area di rigore. Di nuovo in svantaggio come sempre fin qui era successo, ora lo Sporting Cecina a reagire è costretto; e la reazione finalmente produce una manciata d'occasioni da rete: le neutralizza Fontani, che s'oppone due volte a De Santis (centrale il primo tiro da distanza ravvicinata, centrale e debole; più angolato il secondo, parato bene) e soprattutto a Castellano, che di testa aveva indirizzato verso la porta uno spiovente servitogli da un pallone inattivo. Anche se alla fine della partita manca poco meno di un'ora, è l'ultima volta in cui la Settignanese rischia: nel quarto d'ora che resta prima della pausa e nell'intera ripresa Fontani deve solo governare i movimenti della propria difesa, imbattuta per la seconda volta su tre. Rischia invece lo Sporting Cecina, rischia di subire il raddoppio sugli inserimenti di Marfisi e Pratesi, che a un movimento eccellente non fanno seguire una conclusione analoga; per la Settignanese non è un problema: lo 0-1 è sufficiente per, ribadisce Fani a chi sogna troppo, portare già a cinque i punti di vantaggio sulla coppia delle terzultime. .
Calciatoripiù: Creatini, Benedetti
(Sporting Cecina), Marfisi e Malica (Settignanese).
esseti
Aquila Montevarchi-Tau Calcio 0-0

ARBITRO: Luca Papale di Arezzo
Con l'Oltrera s'era fatto recuperare all'ultimo, col Montevarchi non riesce a segnare: salgono a due i pareggi consecutivi ottenuti dal Tau Altopascio, che dopo l'esordio troppo facile col San Miniato non è più riuscito a vincere. La partenza a singhiozzo non dev'essere un cruccio: l'anno scorso Gandini iniziò addirittura con un punto in meno, e il finale di stagione non c'è bisogno di ricordarlo. Eppure un po' di dispiacere c'è: nell'attesa di capire quali saranno le vere rivali per il titolo (occhio al Fucecchio, occhio alla Sestese), la classifica assume una piega che negli anni questa squadra non s'era abituata a dover stirare. Eppure, nonostante qualche errore concettuale evitabile, nello 0-0 ottenuto all'antistadio il Tau può comunque trovare qualche motivo di soddisfazione: innanzitutto l'intensità, necessaria per reggere l'urto d'un avversario tanto strutturato sul piano fisico; e poi anche se non rapidissimo il solito buon palleggio, che però non è stato sufficiente per segnare almeno una rete. Non lo è stato perché il Montevarchi ha già un'identità chiara, gran merito di Peri, si difende compatto, riparte veloce e concede pochissimo: nel primo tempo il Tau calcia solo una volta verso la porta di Ghelli (lo protegge la barriera, che respinge la punizione calciata da Pierucci dopo un fallo su Stondei nell'arco che invita a entrare in area), così come una sola volta rischia - debole però il tiro di Borri dopo l'incursione sulla corsia sinistra. Date le premesse, è inevitabile che si vada alla pausa sul punteggio iniziale; segue una ripresa diversa, perché i tanti chilometri già percorsi accelerano l'arrivo della fatica, e la fatica rende le squadre più lunghe e maggiori gli spazi, come conseguenza qualche occasione in più. Le due più nitide le costruisce il Montevarchi, che rimbalza prima sulla traversa (sull'angolo di Pranteddu colpisce Bigozzi, di testa) e poi sulla faccia esterna del palo: lo coglie Kodra dopo una prima respinta di Jordan Ricci, davanti al quale lo aveva liberato un lancio stratosferico di Maccioni. A Stondei, alla prima da titolare, il Tau affida la propria replica: un paio di volte sottoporta gli s'oppone Tani; un'altra il colpo di testa gli esce alto. Dunque si resta sullo 0-0, punteggio buono per il Montevarchi, che però dimostra di voler di più; e di più quasi prende: più dell'acrobazia di Pratesi, che calcia alto, al Tau fa paura il filtrante di Ajighevi per Miniati, cui per chiudere lo specchio Jordan Ricci è costretto a opporre un'uscita superlativa. È l'ultimo timbro sul pareggio, il secondo di fila per il Tau ora atteso dal derby col Capezzano: potrebbe essere la partita giusta per rompere una serie che dura già da due settimane, troppe quando si è nati per vincere.
esseti
Sestese-Scandicci 1-0

SESTESE: Giorgetti, Sostegni (77' Minniti), Bassetti, Pucci (33' Stasi), Musa, Riboli, Pancella (91' Iuliucci), Ceccherini, Notari, Materassi (63' Palmini), Durgoni (79' Paci). A disp.: Faggi, Dervishi, . All.: Ferro Marco
SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Salvadori, Borchi (57' Galletti), Baroncelli Lancisi (76' Prelashaj), Morosino, Drago (61' Focardi), Forletti (69' Kurti), Nocentini (71' Pacini), Belli (55' Talbi), Bagala (54' Lodovisi). A disp.: Pesci, Gelli. All.: Bernocchi Lorenzo
ARBITRO: Edoardo Pisaneschi di Pistoia
RETI: 55' Materassi
NOTE: Espulso Pacini al 95'. Ammoniti Sostegni, Borchi, Baroncelli Lancisi.Prima che la Ferrari facesse questa fine triste, gli italiani s'appassionavano alle corse quasi quanto al calcio; e, appassionati alle corse, sapevano bene che se piazzato al momento giusto il giro veloce è molto più d'una statistica: è insieme un messaggio agli avversari e un indice di salute. Il giro veloce la Sestese lo piazza nel primo big match stagionale, e trasparenti sono indice e messaggio: sta bene, e nella lotta per il titolo regionale sarà difficile non farci i conti. Si ridimensiona invece lo Scandicci, si ridimensiona almeno per un po': almeno finché non riuscirà a invertire la tendenza che finora in trasferta lo vede sempre battuto. In poco la sconfitta del Torrini (1-0 il punteggio) somiglia a quella maturata al Grazzini nella partita d'esordio: più solida la difesa, più ispirato il centrocampo; qualche analogia però c'è: Nocentini ancora non incide, e se non s'accende neanche Drago, annullato da Bassetti, segnare è complicato; non è un caso che l'occasione migliore, neutralizzata dal palo a un'azione dalla fine, capiti a Focardi, di tutti l'unico (dieci giorni fa fu doppietta per la rimonta sul Seravezza) che finora è riuscito a incidere. Di questi problemi non ha la Sestese, che porta a sei il numero dei calciatori già in rete; il sesto è quello più atteso: la partita la decide Materassi, il colpo più luminoso della campagna estiva. Da lui, cui Ferro chiede di galleggiare tra la mediana e l'attacco, passa gran parte delle azioni della Sestese: ci passa perché i compagni lo cercano, e perché il suo talento è sopraffino. Se n'ha un assaggio già dopo quattro minuti osservando il modo in cui calcia il primo angolo della partita (la Sestese ne conquisterà nove, contro i tre dello Scandicci; e con quattro dei primi cinque, sempre lo stesso il tiratore, porterà sempre uno dei suoi a colpire sottoporta), che sulla combinazione con Durgoni e Notari lui stesso aveva conquistato sulla chiusura di Salvadori: il suo traversone, a uscire dalla bandiera destra, invita allo stacco Pucci, che salta solo e colpisce male (4'). È analoga l'esecuzione del secondo angolo della partita (stavolta lo aveva conquistato Notari, cui sull'invito di Sostegni era toccato sbattere su Salvadori), identici i protagonisti, più bassa la traiettoria, identico l'esito: svirgolato, il pallone resta lontano dalla porta d'Izzo; e dunque dello schema non funziona il più. Cento secondi più tardi la Sestese ci riprova con una soluzione diversa, una rimessa laterale di Bassetti da sinistra verso l'interno del terreno di gioco: sulla fase discendente della traiettoria irrompe il destro di Durgoni, che al volo calcia a lato. Si riprende con un rinvio battuto lungo, che sulla trequarti difensiva Riboli intercetta e con un lancio profondo trasforma subito in una nuova azione d'attacco per la Sestese: l'alimenta Pancella, che sulla pressione di Baroncelli Lancisi riesce a far filtrare il pallone ai venti metri e ad armare il destro di Notari, contenuto in angolo da Izzo. Di nuovo Materassi si presenta alla bandiera destra, e di nuovo cerca Pucci smarcato all'interno dell'area di porta: stavolta è pieno il colpo di testa, pieno e pulito, troppo ampia però la girata. Dopo un passaggio a vuoto sul quarto, è buono anche il quinto angolo che Materassi crossa al centro, stavolta a rientrare dalla bandiera sinistra: oltre alla posizione e all'effetto cambia anche il destinatario, stavolta Pancella, che anche se smarcato decide di non saltare e di testa devia alto (27'). Tre minuti prima era toccato allo Scandicci sfruttare una ripresa del gioco per tentare d'avvicinarsi al vantaggio: era stata la rimessa laterale di Torracchi l'innesco per Borchi, che da destra s'era accentrato verso il limite dell'area di rigore e col mancino aveva calciato di molto sopra la traversa. Ha una traiettoria simile anche il destro scoccato da Bagalà, che al 35' s'accende sul centrosinistra e si porta in pedana intorno ai venticinque metri; sull'altro fronte lo specchio lo inquadra invece Materassi, il cui destro da venti metri Ceccherini accende e Izzo spegne in calcio d'angolo, il settimo del primo tempo. Alla pausa mancano due minuti per regola e altrettanti di recupero, nei quali c'è spazio ancora per altri tre sussulti: il primo lo provoca Salvadori, che in proiezione offensiva sulla corsia sinistra azzecca un filtrante favoloso per premiare il taglio di Forletti, anticipato da Giorgetti sicuro nell'uscita. Catturato il pallone, la Sestese contrattacca subito col triangolo tra Notari e Pancella, che dal vertice destro dell'area di rigore cerca il secondo palo con l'interno destro, e non è una grande idea: il pallone gira nell'unico modo possibile, e anziché avvicinarla s'allontana dalla porta. L'episodio rischia di pesare, perché nello sviluppo dell'azione successiva la Sestese si fa sorprendere scoperta da una giocata in verticale: la imbastiscono Belli e Borchi, che pur scontrandosi sulla propria trequarti riescono a spedire il pallone in avanti, oltre la linea della difesa avversaria; dunque Giorgetti è costretto a uscire di molto fuori area per anticipare Nocentini, e sul pallonetto di Bagalà, che calcia da quaranta metri cercando la porta sguarnita, può solo soffiare e pregare: almeno una delle due azioni (forse entrambe? mistero della fede e della fisica) va a buon fine, il pallone picchia d'un metro accanto al palo ed esce portando con sé la fine d'un primo tempo dai ritmi elevatissimi. Si corre tanto anche nella ripresa, aperta da un lancio di Stasi (alla mezz'ora aveva rilevato Pucci, acciaccato) per Durgoni, che con la sponda di Pancella chiama Materassi al tiro col destro: più che motivo di rammarico l'esecuzione, a lato, è l'anticipazione del vantaggio. Nessuno ancora lo sa: non lo sa lo Scandicci, che cerca di pungere con l'acrobazia di Drago (ottimo il traversone di Salvadori sull'invito di Borchi) murato da Riboli, monumentale all'interno della propria area di porta; e ancora non lo sa neppure Materassi, che ci riprova col destro su un'altra combinazione tra Stasi e Pancella. Il pallone finisce alto, non come quello che scarica in porta qualche secondo più tardi sul possesso di Baroncelli Lancisi rotto da Notari cinque metri fuori area: niente Izzo può sul tiro morbido, in rete a mezz'altezza accanto al secondo palo. Ritrovatosi in svantaggio come in entrambe le partite precedenti, lo Scandicci perde l'orientamento; Materassi prova subito ad approfittarne calciando di nuovo dal limite dell'area di rigore, superfluo specificare il piede impiegato: stavolta la difesa lo mura e neutralizza l'azione ben sviluppata da Durgoni, che sulla trequarti aveva sgraffignato il pallone a Morosino, e rifinita da Pancella e Ceccherini con lo scarico all'indietro (60'). Per reagire lo Scandicci ha bisogno di dieci minuti ancora, quindici totali dalla rete; poi Nocentini costringe Riboli a uscirgli incontro sulla trequarti, e a commettere fallo per evitare guai più brutti. Della punizione concessa da Pisaneschi (non entusiasma, ma a giro si vede molto molto peggio) s'incarica Talbi, uno dei grandi ex, che in mediana aveva rilevato Belli, un altro dei grandi ex, e che col destro crossa profondo verso il secondo palo: Giorgetti allontana, e sul proseguimento dell'azione s'esalta su Lodovisi (aveva rilevato Bagalà, il terzo dei grandi ex; il quarto è Drago), sul cui destro il pallone era schizzato dopo il contrasto ruvido ma regolare tra Pancella e Salvadori. Per una ventina di minuti resta l'unica occasione con cui lo Scandicci s'avvicina al pari; poi, il gong vicinissimo e la Sestese pronta a esultare, Focardi prova di nuovo a prendersi la copertina come già col Seravezza: ci sarebbe riuscito, se anziché il palo il pallone colpito dal suo destro dopo l'uscita disperata di Giorgetti su Pacini (un istante dopo Pisaneschi lo espelle per proteste: chiedeva il rigore?) avesse centrato lo specchio della porta. Dunque ci vuole un tocco della sorte per salvare la Sestese, che nonostante una ruota e mezzo fuori pista riesce a restare avanti anche dopo l'ultima curva; indice e messaggio sono trasparenti: nella lotta per il titolo regionale sarà difficile non farci i conti. .
Calciatoripiù
: a Salvadori e a Belli , diversi per ruolo e identici nello spirito, lo Scandicci s'affida nel tentativo di rompere la difesa avversaria, sulla quale l'ingresso di Lodovisi aumenta le sollecitazioni. Nessuno sforzo però è sufficiente per creare un varco: non lo è perché a sinistra Bassetti è granitico, e al centro Riboli solido in marcatura ed elegante nella costruzione, nella quale dalla mediana in avanti subentra Ceccherini , che dialoga con Durgoni come se lo conoscesse da una decina d'anni. Se a quest'impianto superlativo s'aggiunge il talento sopraffino di Materassi , si capisce perché oggi viene da dire che nella lotta per il titolo regionale con la Sestese sarà difficile non fare i conti.
Samuele Tofani
Giov. Fucecchio-Floria 3-0

ARBITRO: Lorenzo Di Carlo di Pisa
RETI: 8' Romani, 27' Fogli, 72' Lenzi
Continua a pesare quel minuto di dieci giorni fa, quel minuto in cui la corrente saltò, e quando tutto si riaccese la Cattolica Virtus aveva rimontato due reti; continua a pesare, perché senza quel minuto di blackout il Fucecchio di Citi sarebbe a punteggio pieno, e ora tutta la Toscana avrebbe chiaro che non si può non calcolarlo nella corsa al titolo. Invece ancora qualcuno lo sottovaluta, suggerendo che l'unico scontro diretto l'ha pareggiato, e che le due partite interne le ha vinte contro due squadre che gli partono dietro. È una lettura legittima, che però non tiene conto d'un dettaglio che poi tanto dettaglio non è: anche se deve di nuovo rinunciare a Martini, lo sfogo d'ogni azione offensiva, contro il Venturina e soprattutto contro lo Scandicci la Floria ha mostrato qualità innegabili; dunque batterla ha un valore intrinseco, tanto più se il punteggio è netto: il 3-0 finale comincia a prender forma già all'8', quando Citi chiama lo schema sulla rimessa laterale e fa avviare l'azione che porta Francesco Lenzi a crossare da destra e Romani a scaraventare il pallone in porta con un tiro d'interno in corsa. In svantaggio a freddo, anche la Floria affida a uno schema il proprio contrattacco: la prima parte funziona bene, dalla bandiera Macaluso coinvolge Lapo Landi; la seconda un po' meno: sarebbe stato meglio lo scarico che il tiro verso la porta, mancata d'un metro abbondante. Non va a buon fine neppure l'azione che porta Batelli a tagliare sul pallone che la difesa avversaria (manca ancora Ciampalini, il terzino destro titolare, fondamentale per l'equilibrio dell'assetto; per aumentare la qualità del reparto Citi ci piazza Niccolò Salvadori, arretrato rispetto alle abitudini solite) lascia sfilare: niente aggancio, Buti non deve neppure muoversi d'un passo. Letale è invece il Fucecchio quando torna ad attaccare poco prima della mezz'ora: segna Fogli, che dopo aver addomesticato il lancio profondo di Romani sul break di Orsucci (protesta un pochino la Floria per un possibile controllo col braccio: Di Carlo, vicinissimo, dice che è tutto regolare) scarta Servi e appoggia il pallone in porta. Ora lo scarto si fa doppio; a cavallo della pausa la Floria costruisce due buone occasioni per dimezzarlo: non le sfruttano né Lafsahi, che calcia centrale il pallone schizzato fuori da una mischia sugli sviluppi d'un calcio da fermo, né Guarducci, che sbatte sull'uscita di Buti. Al contrario, come già nel primo tempo quando attacca il Fucecchio è letale: a una ventina di minuti dalla fine la partita la chiude Lenzi, che lanciato in profondità spacca a mezzo la difesa e con l'interno batte Servi in uscita. Altro da aggiungere non c'è, se non già un'occhiata al prossimo turno: domenica il Fucecchio viaggerà fino a Venturina per uno scontro inedito d'alta classifica, in palio il primato. .
Calciatoripiù: Orsucci
e Fogli (Giov. Fucecchio).
esseti
San Miniato-Pietrasanta 0-9

ARBITRO: Marco Romanelli di Arezzo
RETI: 5' Angeli, 13' Laboti, 37' Remorini, 40' Remorini, 42' Tonini, 44' Tonini, 54' Angeli, 71' Bufalini, 79' Angeli
La statistica è impietosa: dalle prime tre giornate il San Miniato esce con una media di quasi dieci (dieci!) reti subite a partita. Dodici gliene aveva segnate il Tau all'esordio, otto la Lastrigiana; va nel mezzo il Pietrasanta, che per vincere la prima partita in un campionato d'élite si ferma a un'unità dalla doppia cifra. Certo, anche se storico il successo profili epici non ne ha: si sa che il San Miniato è in difficoltà (appena quattro i calciatori in panchina, tutti 2010 - e 2010 è anche Bari, uno dei titolari - tranne Ciacci, il portiere di riserva, addirittura 2011), e che come disgraziata è stata l'estate disgraziato è l'autunno; analogo è l'inizio della partita contro il Pietrasanta, già sul doppio vantaggio al quarto d'ora con le stoccate di Angeli e Laboti, l'unica novità proposta da Lazzarini rispetto alla formazione schierata contro la Sestese (Petacchi va in panchina). Poi il ritmo si placa per una ventina di minuti, alla fine dei quali il Pietrasanta ne impiega sette per segnare altre quattro reti: se le dividono a metà Remorini e Tonini, e già alla pausa è chiaro l'esito della partita. Nella ripresa a ribadirlo ci pensano Bufalini e soprattutto Angeli, che segnando altre due volte si regala la prima tripletta nell'élite: è il sigillo sulla prima vittoria stagionale del Pietrasanta, che s'è sbloccato, e s'è sbloccato bene.