Cattolica Virtus-San Miniato 8-0
CATTOLICA VIRTUS: Dallai, De Sa, Peccini, Mugnaini, Lazzerini M., Chirinos, Morozzi, Zini, Crini, Torres Perez, Fossi I.. A disp.: Bracci, Bramanti, Cullhaj, Manzini, Masi G., Narduzzi, Scatuzzi, Tapinassi, Virdo. All.: Fraccone Marco
SAN MINIATO: Ciacci, Leoni, Inglesi, Cultrera, Ibrahimi, Burroni, Castrigato, Ulivi, Aceto, Carlucci, Ismailaj. A disp.: Perniconi, Poli, , . All.:
ARBITRO: Angelo Cardeti di Arezzo
RETI: 11' Fossi I., 20' Torres Perez, 40' Fossi I., 47' Zini, 57' Torres Perez, 84' Scatuzzi, 85' Narduzzi, 87' Virdo
Poero San Miniato, merita solo complimenti per l'abnegazione e solidarietà. Per la terza volta dall'inizio della stagione non segna (c'è riuscito solo con la Lastrigiana), e pazienza, ci può stare; soprattutto, perde di nuovo con uno scarto insolito per uno sport a punteggio basso. Come la prima, per l'appunto a Lastra a Signa, anche la seconda trasferta stagionale si chiude con otto reti al passivo; e, detto che finalmente la Cattolica Virtus riesce a sbloccarsi e a vincere dopo tre pareggi consecutivi, è inevitabile ragionare sui criteri che regolano l'accesso all'élite in caso d'esclusioni non colmate da promozioni dirette: la situazione di quest'anno dev'essere l'innesco per una riflessione della Federcalcio, che non può permettersi che in un campionato nato per essere più che competitivo si giochino partite scontate, nelle quali una delle due squadre si presenta con soltanto tredici tesserati, quattro dei quali classe 2010 e addirittura uno, il portiere titolare Ciacci, 2011. È lui, in uscita su Crini ben lanciato da Morozzi, a provocare il rigore che dopo undici minuti vale il vantaggio della Cattolica: lo segna Fossi, di nuovo pericoloso tre minuti più tardi con un tiro da fuori (a calciare lo invita lo scambio Crini-Torres Perez) secco sulla traversa. Da un altro asse nasce il raddoppio, l'asse che cento secondi prima aveva esaltato i riflessi di Ciacci: servito di nuovo sulla corsa dal filtrante di Morozzi, cui Manuel Lazzerini aveva consentito di verticalizzare, stavolta Crini non riesce a completare l'azione; non ci riesce perché subisce fallo all'interno dell'area, il fallo grazie al quale Torres Perez può calciare, trasformandolo, il secondo rigore della domenica. È però un altro, distillato di talento, il calciatore che più di tutti brama ingaggiare duelli con Ciacci: per tre volte Fossi cerca la doppietta, e dopo averla sfiorata sia sullo scambio con Torres Perez (25') sia sulla ribattuta del tiro di Manuel Lazzerini (37') la trova calciando col mancino, quel mancino sublime, il pallone recapitatogli da Crini, scappato a destra fino al fondo sul lancio di Morozzi (40'). Con una rete, quella del 3-0, la Cattolica Virtus chiude il primo tempo; e con una rete avvia la ripresa: col mancino, piede debole almeno in teoria, la segna Zini, che dopo aver scambiato con Fossi trova l'incrocio dal limite dell'area di rigore. Al 47'il punteggio dice 4-0, e nel giro d'un paio d'azioni resta tale solo perché sul tiro di Fossi da venti metri (prezioso lo scambio veloce con Crini) il pallone schiaffeggia la faccia interna del palo. Per il 5-0 c'è solo da aspettare un poco: messo da parte il primo vero affondo del San Miniato (Dallai contiene Aceto in angolo), la Cattolica segna ancora, stavolta sugli sviluppi d'un angolo di Mugnaini: calciato dal destro di Torres Perez dal centro dell'area di rigore, il pallone finisce di nuovo in porta. Alla fine manca poco più di mezz'ora, e per un bel po'i ritmi si fanno lentissimi; si torna ad annotare qualcosa nel momento in cui il San Miniato, cotto, concede alla Cattolica spazi in verticale: li sfruttano Scatuzzi, che segna il 6-0 (84'), Narduzzi, che l'azione precedente l'aveva imbastita e che dal limite dell'area capitalizza il lancio di Manuel Lazzerini dalle retrovie (85'), e infine Virdò, che accentratosi dopo la fuga a sinistra batte Ciacci in uscita. È l'ultima azione da raccontare, l'ultima di una partita alla fine della quale per spiegare i toni bassi con cui la Cattolica esulta non c'è bisogno di guardare il punteggio.
esseti
Settignanese-Seravezza 1-1
SETTIGNANESE: Fontani, Pallotti, Preka, Malica, Djoni, Molinati, Pratesi, Grassi, Burrini, Echchihab, Marfisi. A disp.: De Fazio, Giappichini, Galli, Kulish, Tozzi, Sisti, Milli, Vultaggio, Villetet. All.: Fani Filippo
SERAVEZZA: Mazzantini, Rosini, Casolare, Mingazzini, Bertoni, Privitera, El Fallah, Beltrano, D Antonio, Balestracci, Launari. A disp.: Azzi, Carli, Gatti, Giannini, Ottaviano, D Andrea, Coppola, Sgado, Intaschi. All.: Trifoni Pierfederico
ARBITRO: Matteo Randellini di Arezzo
RETI: 2' Marfisi, 4' Privitera
«Contestualizza» è il suggerimento più generoso con cui i professori di greco guidano i liceali affranti. Contestualizzare consente di capire il significato d'una frase che potrebbe averne venti, e di capire perché anche dopo il secondo pari interno si può festeggiare: se lo storico dice due vittorie su due in trasferta, la classifica +6 sulla zona retrocessione, sulle spalle i gradi della neopromossa, anche un 1-1 maturato dopo il vantaggio a freddo può avviare una buona domenica. Tale la ritiene Filippo Fani, che a metà ottobre vede la Settignanese (è una delle quattro squadre ancora imbattute, con lei il Fucecchio capolista, il Tau e la Cattolica: Fucecchio, Tau, Cattolica, e con loro la Settignanese) calata benissimo nell'élite: lo dimostra l'approccio alla partita col Seravezza, piegato dopo un minuto e mezzo dal destro di Marfisi innescato dal movimento con cui Burrini apre uno spazio altrimenti inesistente. È l'1-0, che regge giusto il tempo d'esultare e di riportare il pallone in mediana per la ripresa del gioco: il Seravezza contrattacca subito, subito ottiene un angolo (lo calcia Ballestracci), e in due tempi Privitera pareggia vanificando la prima opposizione di Fontani. Dal primo fischio di Randellini sono trascorsi quattro minuti scarsi, e il punteggio è già cambiato due volte; l'inerzia complessiva ora premia il Seravezza, pericoloso di nuovo con un angolo di Ballestracci (stavolta di testa colpisce Casolare), e due tiri da fuori, in pedana prima Mingazzini e poi Beltrano, con deviazione: a tutti e tre s'oppone Fontani, che da settimane ha prenotato un posto nella sala dei grandi portieri di questo campionato. Lo è anche Michael Mazzantini, che però nel primo tempo non ha modo né bisogno di sfoggiare le proprie qualità: dopo le fiamme iniziali, per attaccare la Settignanese attende il 43', minuto in cui un'azione sviluppata lateralmente porta al tiro Pratesi, murato dalla retroguardia avversaria. È l'ultimo sussulto del primo tempo, cui per mezz'ora segue una ripresa molto meno incandescente: incidono in positivo i cambi chiamati da Fani, che per aumentare muscoli e rapidità si gioca Tozzi e Milli in mediana, e Galli in difesa. Le mosse bloccano la partita fino al 75'; poi s'accende Echchihab, che da posizione laterale disegna un traversone invitantissimo per Villetet (aveva rilevato Burrini), al tiro con un mancino troppo debole. In proiezione offensiva non ha fortuna neppure Galli, che di testa gira fuori d'una spanna scarsa la punizione di Tozzi e che insieme a Pallotti nell'azione successiva impedisce a D'Andrea di battere a rete da una posizione da cui sbagliare sarebbe stato impossibile. Sarebbe stata la rete della vittoria del Seravezza, che invece deve accontentarsi del pari: considerato che dopo la sconfitta di Scandicci vale il primo punto stagionale, è lecito ritenerlo un buon pari.
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Calciatoripiù: Echchihab, Djoni (Settignanese),
Privitera e
Bertoni (Seravezza).
esseti
Floria-Sestese 0-1
FLORIA: Servi, Fibbi, Carrai, Lafsahi, Santoro, Sordini, Bautista, Guarducci, Batelli, Esteves, Landi. A disp.: Massetani, Ricci, Gensini, Macaluso, Riccucci, Bitossi, Panichi, Laaroussi, Rotondi. All.: Alessi Dimitri
SESTESE: Giorgetti, Sostegni, Bassetti, Stasi, Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Notari, Materassi, Durgoni. A disp.: Faggi, Dervishi, Minniti, Bonta, Pacini, Paci, Palmini, Bellini, Iuliucci. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Niccolo Casetti di Firenze
RETI: 80' Pacini
In testa c'è già la partita che chiuderà ottobre, la prossima in casa dopo due trasferte: nell'elenco delle avversarie infatti all'Oltrera seguirà il Fucecchio capolista. Alla sua posizione la Sestese ambisce, ambizione rinforzata dalla terza vittoria consecutiva: cade la Floria (0-1, decide Pacini), cade per la prima volta al Grazzini dopo l'exploit all'esordio contro lo Scandicci, cade e mantiene aperta una serie negativa che ora va avanti da tre giornate, calendario crudele. Per vincere la Sestese ha dovuto faticare: le ci vuole un quarto d'ora per calciare per la prima volta verso la porta avversaria, ben protetta da Servi sul tiro (debole) che Pancella aveva scagliato da fuori area. Più complessa è la parata del 20', quella resa necessaria dal colpo di testa di Stasi sul traversone di Materassi, il grande ex. La Floria replica con un lancio d'Esteves per Guarducci e un traversone di Carrai per Lapo Landi: in entrambi i casi Giorgetti neutralizza, come nell'azione che avvia la ripresa, in pedana Batelli. La Sestese contrattacca con uno dei tanti corner che d'abitudine conquista: la difesa della Floria ribatte corto, tutto solo Pancella manda fuori. Lo specchio lo trova Ceccherini, che da fuori area indovina la traiettoria perfetta - lo sarebbe se Servi non si superasse e non mandasse il pallone in angolo (58'). Segue una ventina di minuti a ritmi intensi e senza occasioni; poi, mentre la partita sembra indirizzata verso il pari, si concretizza l'episodio decisivo: nonostante le proteste della Floria, Casetti considera regolare l'intervento con cui la Sestese recupera il pallone, che il neoentrato Pacini spedisce in rete per lo 0-1. Ritrovatasi in svantaggio, la Floria costruisce due buone occasioni per il pari: protagonista è sempre Laaroussi, che all'83'sbatte su Giorgetti e al 90'da sinistra manca la porta di pochissimo.
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Calciatoripiù : sicuro tra i pali,
Servi è autorevolissimo nel governare la difesa;
Lafsahi , padrone del centrocampo, recupera un'infinita di palloni;
Fibbi (Floria) sbroglia tantissime situazioni potenzialmente pericolose;
Giorgetti mantiene la porta inviolata per la seconda volta consecutiva;
Sostegni (Sestese) copre benissimo la fascia destra e si propone bene ogni volta che può.
G48
Lastrigiana-Aquila Montevarchi 3-1
LASTRIGIANA: Pozzi, Gibbino, Del Giudice, Palmini, Desideri, Campinoti, Brusciano, Gueye, Baggiani, Taoufik, Nencini. A disp.: Pratolini, Benelli, Mangani, Cappiardi, Pietrosanti, Straccali, Tarantino, Spanu, Labardi. All.: Fabio Zuccaro
AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, Tani, Pericoli, Manenti, Palazzini, Bigozzi, Berti, Pranteddu, Cannoni, Kodra, BORRI. A disp.: Cappetti, Cioncolini, El Hawif, Brogi, Maccioni, Pratesi, Presenti, Miniati, Ensoli. All.: Peri Francesco
ARBITRO: Daniele Mescoli di Firenze
RETI: Palmini, Taoufik, Baggiani, Berti
Domenica prossima a Settignano Zuccaro tornerà da vicecapolista. Dopo lo stop di Seravezza la Lastrigiana torna a vincere, passando sul 3-1 già nel primo tempo e poi difendendosi a oltranza, e dimostrando di saper soffrire: l'Aquila Montevarchi cade nonostante l'ottima reazione della ripresa. Le marcature si aprono già al 6', col calcio di rigore conquistato da Nencini, che raccolta una rimessa laterale battuta profonda si sposa il pallone e viene colpito sullo stinco: sul dischetto si presenta Baggiani, che incrocia il mancino spiazzando Ghelli. Trovato il vantaggio, la Lastrigiana continua ad attaccare e sfiora il raddoppio prima con Brusciano e poi con Baggiani: tiri di poco sopra la traversa. Il raddoppio arriva al terzo tentativo: Taoufik calamita il pallone recapitato in area da una punizione di Baggiani, e di prima lo calcia in rete di potenza (20'). Un paio di minuti più tardi potrebbe essere doppietta: esce di pochissimo il tiro in corsa, favorito dalla giocata di Nencini. L'episodio rischia di pesare, perché al 25' l'Aquila Montevarchi torna in partita: dalla bandiera Borri trova Cannoni, che calcia centralmente; Pozzi respinge ma non blocca il pallone, sul quale s'avventa Manenti che ribadisce in rete. Il vantaggio minimo regge giusto sei minuti, alla fine dei quali la Lastrigiana torna a più due: premiato sul taglio da Taoufik, Brusciano mette in mezzo un traversone forte che Samuel Palmini è bravo a correggere all'angolo. Di nuovo costretto a rimontare due reti, il Montevarchi torna a rendersi pericoloso su un calcio d'angolo, stavolta battuto corto per Pranteddu, che salta tre avversari e calcia da fuori, a lato di poco. È l'ultimo episodio del primo tempo, cui segue una ripresa in cui succede pochissimo; la partita perde di fluidità, il Montevarchi tenta di riaprirla piantando le tende nella metà campo avversaria e cercando la porta soprattutto da fuori: al 61' ci prova Pratesi, che sul servizio di Pranteddu manca lo specchio. La Lastrigiana si difende con ordine e all'89' torna a farsi vedere all'attacco: Brusciano lancia a rete Mangani, che anziché azzardare l'ultimo dribbling ed entrare in area calcia alto dai venti metri. Dunque si resta sul 3-1, punteggio che neppure il recupero riesce a scalfire: Cioncolini calcia centrale sugli sviluppi d'un calcio d'angolo, Pratolini a lato sul servizio di Kodra. È l'ultimo atto di una partita che permette alla Lastrigiana di portarsi al secondo posto, affiancando Venturina e Sestese a un solo punto dal Fucecchio capolista. L'Aquila Montevarchi invece rimane a quota quattro: il forcing finale non è bastato a riaprire una partita compromessa già nel primo tempo.
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Calciatoripiù: Brusciano, Baggiani, Taoufik (Lastrigiana),
Manenti, Pranteddu (Aquila Montevarchi).
Giacomo Bargagni
Scandicci-Sporting Cecina 2-0
SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Gelli, Salvadori, Baroncelli Lancisi, Morosino, Lodovisi, Forletti, Nocentini, Talbi, Drago. A disp.: Pesci, Galletti, Borchi, Bagala, Kurti, Belli, Pinzani, Andrei . All.: Bernocchi Lorenzo
SPORTING CECINA: Sommani S., Bernini, Benedetti, Bartolini, Bettini, Mazzantini, Creatini, Bertaccini, Moretti, Castellano, Pistoia. A disp.: Melis, Cucchiara, Cacace, De Santis, Lettiere, Lombardi, Balloni, Franci. All.: David Tarquini
ARBITRO: Lorenzo Papale di Arezzo
RETI: 40' Nocentini, 93' Belli
Se giocasse sempre al Bartolozzi, lo Scandicci sarebbe primo a punteggio pieno. Due volte s'è allontanato - peraltro di poco, in visita a Floria e Sestese - e due volte ha perso; in casa invece viaggia alla media massima. Un paio di settimane fa era inciampato il Seravezza; stavolta tocca allo Sporting Cecina, che perdendo (2-0) la quarta partita su quattro resta inchiodato all'ultima posizione, a far compagnia al San Miniato e alla sua differenza reti già altissima. Oltre che su quelli, prioritari, che descrivono punti e posizione, anche su questo valore lo Scandicci interviene aggiustandolo quantomeno in parte: per la prima volta, pochi peraltro i rischi per Izzo, la sua porta resta inviolata. Quella dello Sporting Cecina rischia di cadere subito: nei due minuti iniziali prima Lodovisi e poi Drago saggiano la reattività di Simone Sommani. All'avvio incandescente segue un lungo frammento privo di spunti sostanziali: infastidito dalla pressione che, inevitabile dopo due sconfitte in tre partite, sente quasi solida, per un bel po'lo Scandicci fatica a costruire altre occasioni per il vantaggio; fatica perché lo Sporting Cecina si difende bene e bene talvolta riparte: è ciò che accade intorno alla mezz'ora, quando in pedana sale Moretti, invano. Poco più tardi, identico l'esito, ci prova Bartolini, suo malgrado protagonista indiretto dell'azione che allo Scandicci vale il vantaggio: è a lui (e per l'entità del contrasto lo Sporting Cecina protesterà a lungo: Papale lo valuta regolare) che Nocentini strappa il pallone sul fronte destro della trequarti, posizione da cui avanza in area di rigore per poi battere Simone Sommani con un diagonale secco sul secondo palo. Il vantaggio rasserena lo Scandicci, che beneficiando di qualche aggiustamento tattico chiamato da Bernocchi (fuori Talbi, dentro Borchi, Forletti mediano) nella prima parte della ripresa riesce finalmente a esprimersi sui livelli del precampionato. Gli resta un difetto, non segna: non lo fa Morosino, che da fuori colpisce la traversa; e non lo fa Nocentini, che una volta calcia su Simone Sommani in uscita, una volta lo scarta ma rallenta e favorisce il muro della difesa. Se alle tre occasioni nitide s'aggiungono l'ottimo ingresso di Kurti, subito pericoloso, e il fischio di Papale, che rilevando un fallo nella mischia annulla la rete che Borchi aveva segnato direttamente dalla bandiera d'angolo, si capisce perché il vantaggio dello Scandicci è legittimo, e perché il raddoppio nel recupero stira anche gli angoli delle lenzuola che i fantasmi si preparavano a indossare: segna Belli sfruttando lo scarico di Bagalà, che sul rilancio con cui la difesa dello Scandicci aveva allontanato l'ultima punizione per lo Sporting Cecina era scappato con una velocità tale da trasformare il rinvio in un'azione d'attacco. Sulla fuga, la rete e l'esultanza si chiude la partita: lo Scandicci vince, e può preparare la trasferta di Fucecchio con un animo molto più sereno. L'obiettivo è trasparente: presentarsi in casa della capolista per rivoluzionare un intero sistema di statistiche.
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Calciatoripiù: Gabriele Salvadori, Nocentini (Scandicci),
Bartolini e
Bettini (Sporting Cecina).
esseti
Tau Calcio-Capezzano Pianore 6-0
TAU CALCIO: Ricci, Romanelli, Serafini, Bracaloni, Marzano, Gabbrielli, MAtteucci, Moschini, Stondei, Sarnataro, Bonelli. A disp.: Mariotti, Scarselli, Guidi A., Tancredi, Quiriconi, Pellegrini, Pierucci, Niccolai J. . All.: Paoletti Luca
CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Bellandi, Navari, Neri, Satini, Moggia, Fialdini, Mattioli, Cardillo, Mbaye, Lamperi. A disp.: Santucci, Coluccini, Trinchera, Giusti, Bianchi, Lenzi, Giorgi, Boraschi, Cioffi. All.: Maffei Marco
ARBITRO: Matteo Bertoni di Pontedera
RETI: 27' Moschini, 30' Stondei, 34' Sarnataro, 58' Sarnataro, 70' Pellegrini, 81' Marzano
Due partite a fila il Tau le sbaglia di rado; tre partite a fila non le sbaglia mai. Ecco perché, dopo il doppio pari strappato da Oltrera e Aquila Montevarchi, già alla vigilia il Capezzano intuiva il destino cui sarebbe andato incontro nella trasferta d'Altopascio. L'esito non sorprende: il Tau segna tre reti nel primo tempo, altrettante nella ripresa e riavvia la marcia che s'era interrotta dopo la vittoria fragorosa nella partita d'esordio col San Miniato. Il 6-0 finale lascia poco spazio ai discorsi; per sbloccarsi però il Tau ha bisogno di quasi mezz'ora, nella quale pur attaccando bene rimbalza più volte su una difesa arcigna. Per rompere l'equilibrio è necessario aggirare il fortilizio del Capezzano, aggirarlo passando da destra: da qui crossa Romanelli, il cui traversone smanacciato ma non allontanato da Pelliccia plana nella zona di Moschini, implacabile dopo lo stop. È il 27', e il Tau si porta in vantaggio; sette minuti più tardi le reti di scarto saranno già tre: segnano sia Stondei, che di rapina scaraventa in porta un pallone giunto nella sua zona da sinistra, sia Sarnataro, che corregge la punizione di Bracaloni quanto basta per mettere Pelliccia fuori causa. L'ultima rete del primo tempo e la prima della ripresa, la quarta complessiva, hanno il medesimo autore: stavolta, a finalizzare un'azione sviluppatasi sulla destra, la deviazione vincente arriva sottoporta, in anticipo sulla difesa. Della doppietta Sarnataro non s'accontenta: con un tocco di prima a innescare Stondei, che s'era aperto, c'è lui anche nell'azione che cucita col cross si chiude col 5-0, di Pellegrini la firma in diagonale. Restano il tempo e le energie ancora per il 6-0: lo segna Marzano, che calciando di collo al volo scaraventa nello specchio il pallone servitogli da un angolo, uno degli ultimi, di Sarnataro. Il messaggio è trasparente: sarebbe sciocco dire che il Tau è tornato, perché il Tau non se n'era andato mai.
Pietrasanta-Oltrera 3-1
PIETRASANTA: Pennucci, Poltronieri, Tonini, Karafili, Dezulian, Puccinelli, Angeli, Bufalini, Remorini, Laboti, Petacchi. A disp.: Dini, Benassi, Pardini, Manati, Cresci, Di Bianco, Beqiri, Cianelli, Bacci. All.: Lazzarini Alessandro
OLTRERA: Faggioli, Landi, Sostegni, Franchi, Kamal, Cappagli, Celeste, Cecchi, Tani, Pangallo, Asmodeo. A disp.: Bullari, Matteoli, Clemente, Chick, Campana, Scarnicchi, Pozzobon, Paffi, Pratelli. All.: Del Vita Matteo
ARBITRO: Bartolomeo Terni di Lucca
RETI: 11' Laboti, 23' Remorini, 47' Laboti, 65' rig. Tani
Le dimensioni erano occasionali, tutto il resto no. Lo 0-9 di dieci giorni fa non aveva raccontato soltanto le difficoltà del San Miniato: allegate c'erano, è ufficiale, anche le certezze del Pietrasanta, che a riprova vince la seconda partita consecutiva, la prima stagionale alla Pruniccia. L'avversaria era l'Oltrera, che fin qui ha tenuto un cammino opposto: i due punti che alimentano la sua classifica sono arrivati nelle prime due giornate; sono seguite due sconfitte, quella affollata di polemiche per il rigore di cui beneficiò il Venturina e ora questa, più netta nel punteggio (3-1), indirizzato già in avvio dalla punizione che Laboti calcia sotto l'incrocio e che Faggioli vede partire tardi. Dal primo fischio di Terni sono trascorsi undici minuti; il Pietrasanta ne lascia passare un'altra dozzina, poi raddoppia: segna Remorini, cui all'interno dell'area di rigore Cappagli lascia lo spazio per girarsi e capitalizzare il servizio di Bufalini. Dunque alla fine del primo quarto le reti di scarto sono due, e due restano anche alla pausa; nei primi minuti della ripresa diventano tre: segna Laboti, di nuovo Laboti, che dopo esser sceso sulla fascia s'accentra con un dribbling doppio e scaraventa il pallone in porta. Solo una ventina di minuti più tardi l'Oltrera (peraltro deve rinunciare a Del Vita, l'allenatore, per un'indisposizione dell'ultimo minuto) riesce quantomeno a spezzare il digiuno sottoporta: segna Tani, segna trasformando il rigore che s'era conquistato per un fallo di Tonini. È la rete del 3-1, non abbastanza per riaprire la partita: vince il Pietrasanta, vince e si porta a +4 dalla terzultima posizione, quella che vede l'Oltrera dividere le utenze col Capezzano.
Calciatorepiù : la doppietta di
Laboti , che sblocca il punteggio su calcio di punizione e in avvio di ripresa raddoppia con un'azione personale, ha un peso elevatissimo nella vittoria del Pietrasanta.
Venturina-Giov. Fucecchio 0-1
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Casoli, Galbiati, Bologna, Messina, Guazzini, Mezzetti. A disp.: Galli, Tognazzi, Tassi, Guazzelli, Panichi, Marinov, Nista, Monaci, Caporali. All.: Bucciantini Fabio
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Federighi, Sica, Salvadori N., Collura, Borghi, Capocchi, Sardelli, Fogli, Orsucci, Lenzi. A disp.: Tacchi, BIONDI, Dainelli, Piazza, Romani, Eulitte, Masha, Battiloro, Llanaj. All.: Citi Michele
ARBITRO: Jacopo Saliva di Piombino
RETI: 75' Autorete
Il valore dell'élite potrebbe attenuarne la portata, eppure a una regola già nota e ribadita chiara l'anno scorso è bene che la Toscana inizi a far caso: quando una squadra di Michele Citi mette il capo avanti, recita la formula, sorpassarla è complicatissimo. Ogni valutazione ancora è prematura, il campionato è iniziato da un mese e la griglia deve ancora consolidarsi; eppure non va sottovalutata la classifica prodotta dall'inedito scontro diretto della quinta giornata, quella che vede il Venturina sconfitto di misura cedere il primato. Ora in testa c'è il Fucecchio, che dopo essersi fatto preferire nel primo tempo ha avuto bisogno della ripresa per passare avanti, e del proprio portiere per rimanerci: se Buti non si fosse opposto a Da Frassini neutralizzandogli il rigore del possibile pareggio, il sorpasso non sarebbe stato possibile. L'episodio è l'epilogo d'una gara attesissima, ben preparata da entrambi gli allenatori (Bucciantini ci tiene a dimostrare che il Venturina non era lì per caso: missione compiuta, anche se la sconfitta fa male lo stesso) e a lungo accesa soltanto dai calci da fermo. La ragione è chiara: le due squadre si conoscono, si sono studiate e a ogni mossa fanno corrispondere una contromossa efficacissima. Difendendosi basso per scelta e per caratteristiche, il Venturina consente al Fucecchio d'avvicinarsi all'area di rigore, dalla quale però lo tiene facilmente fuori tranne che sui palloni inattivi. S'era già visto nelle scorse giornate, soprattutto a Tavarnuzze contro la Cattolica Virtus, funzionano bene gli schemi ideati da Citi, che solo un rimprovero può rivolgere ai suoi: lo specchio bisognerebbe che lo inquadrassero, e quando lo inquadrano che evitassero il portiere; invece calamitando un angolo respinto Capocchi col mancino schianta il pallone sul palo, e sui guanti di Kohler rimbalza il tiro di Lenzi liberato sottoporta dal traversone di Sardelli dalla corsia destra. Se ci s'aggiungono un paio di tagli con protagonista Fogli, resta da decidere se sfortunato o impreciso, si capisce perché alla fine del primo tempo al Fucecchio manca qualcosa. L'ammontare di ciò che manca avrebbe potuto essere addirittura maggiore: esce di pochissimo il colpo di testa di Da Frassini, salito su un calcio d'angolo e saltato in terzo tempo alla ricerca della quarta rete stagionale. È un'occasione pulita, ma per il Venturina di fatto l'unica del primo tempo; della tenuta difensiva sì, ma dello sviluppo offensivo Bucciantini non può essere soddisfatto: segue una serie di ritocchi che regalano una ripresa diversa. Ora il Venturina riesce ad attaccare bene, e per evitare di finire in svantaggio il Fucecchio deve aggrapparsi a Buti, favoloso nel tuffo con cui neutralizza il tiro di Galbiati dal limite destro dell'area di rigore. Se all'elenco s'aggiunge un possibile contropiede tre contro uno gestito male da Bologna e Nista, si capisce perché rispetto al primo tempo il possibile vantaggio del Fucecchio sembra più lontano, e invece. A un quarto d'ora dalla fine, sugli sviluppi di un'azione nata da un angolo di Sardelli, Lenzi cerca la porta a colpo sicuro: Kohler, che superlativo gli s'era opposto, si vede superato dal rimpallo sui piedi di Lenci. È l'autorete che decide il big match, ma ancora nessuno può averne la certezza: dopo aver protestato con Saliva per quella che ritiene l'errata valutazione della punibilità d'un fuorigioco (sul filtrante di Sardelli il pallone andava verso Masha, in posizione regolare, non verso Fogli, che chiaramente non lo era), il traguardo ormai prossimo, il Fucecchio si ritrova a difendersi basso, per contenere la reazione del Venturina. Ne deriva un nuovo contesto tattico, dal quale nasce l'episodio cruciale: per Saliva è irregolare l'intervento congiunto di Sica e Dainelli, che tentavano d'anticipare Lenci su uno spiovente. Ciò che più conta è la posizione del contatto, presunto o reale che sia: il perimetro dell'area gira tutto intorno, e dunque il fallo vale un rigore pesantissimo; se n'incarica Da Frassini, cui Buti oppone una parata da copertina. Anche se non l'ultimo (c'è tempo ancora per i tiri di Guazzini e Galbiati sugli sviluppi di due calci d'angolo: il pallone sfila a lato), è l'episodio decisivo: il Fucecchio vince, vince per la prima volta in trasferta, vince e mette il capo avanti a tutti, e si sa che si dice quando una squadra di Michele Citi mette il capo avanti a tutti.
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Calciatoripiù: De Angeli, Guazzini (Venturina),
Buti, Lenzi, Fogli (Giov. Fucecchio).
esseti