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Allievi Regionali GIR.Elite - Giornata n. 7

Oltrera-Scandicci 1-1

OLTRERA: Faggioli, Landi, Sostegni, Franchi, Chick, Clemente, Scarnicci, Campana, Celestre, Pangallo, Cecchi. A disp.: Bullari, Matteoli, Casiero, Sorrentino, Cappagli, Pratelli, Tani, Paffi, Mocanu. All.: Del Vita Matteo
SCANDICCI: Izzo, Torracchi, Salvadori, Catarzi, Belli, Morosino, Drago, Galletti, Bagala, Borchi, Lodovisi. A disp.: Pesci, Sani, Andrei, Cardella, Talbi, Bini, Kurti, Pacini, Gjonaj. All.: Bernocchi Lorenzo
ARBITRO: Alberto Fantozzi di Livorno
RETI: 28' Celestre, 94' Cardella
Già una volta una partita dell'Oltrera s'era chiusa con una rete sul gong: era la trasferta d'Altopascio, Asmodeo il gran protagonista. La rete al 94' si ripresenta poco più d'un mese dopo, diversa però la porta e dunque opposto l'umore: segna Cardella, l'attaccante classe 2010 (dall'U16 tanto deve attingere Bernocchi, ed è un bell'attingere: un altro dei protagonisti è Catarzi, titolare per l'assenza di Gelli e Baroncelli Lancisi e capace di sfoderare una prova straordinaria) che consente allo Scandicci di strappare l'1-1. D'infliggergli la quarta sconfitta in quattro trasferte l'Oltrera aveva sognato per più d'un tempo, quello - il secondo - che segue la rete del vantaggio: sul primo gong la segna Celestre, che di prima spedisce sotto l'incrocio il pallone servitogli dal fondo. L'azione l'avevano sviluppata Cecchi con un filtrante e con l'assist Pangallo, due di coloro che già in precedenza avevano cercato di stappare la partita: murato il primo, impreciso di poco il secondo. Agli attacchi avversari, lo svantaggio ancora da venire, lo Scandicci replica con una girata di Drago sul traversone di Belli (il pallone sfiora il palo) e un tentativo di Lodovisi, che sul traversone di Bagalà da sinistra la difesa avversaria contiene. La rete dell'1-0 costringe lo Scandicci ad accentuare le azioni d'attacco (nella prima mezz'ora dopo il riavvio la più nitida capita a Drago, che dall'interno dell'area di porta calcia alto) e dunque a concedere più spazio all'Oltrera, che sfiora il raddoppio con tre tiri di Campana e uno di Filippo Tani (aveva rilevato Celestre, ammonito): solo una volta, la seconda, il pallone s'avvicina allo specchio, ben protetto da Izzo in uscita. Le occasioni non sfruttate l'Oltrera le paga, perché nel quarto d'ora finale (s'aggiungerà il recupero) lo Scandicci torna a riempire bene la metà campo avversaria e l'area di rigore; l'ispiratore sommo è Talbi, protagonista prima con una punizione laterale calciata al centro (Drago spizza, Bagalà gioca di sponda, al volo Andrei cerca lo specchio e trova Faggioli) e poi con una serpentina che gli regala la posizione buona per la battuta a rete, mancata per un errore concettuale: per inquadrare lo specchio avrebbe dovuto servirsi dell'esterno destro, non dell'interno mancino. Su quest'episodio l'Oltrera s'illude, e quando l'illusione si spezza la realtà le fa ancora più male; male le fa Cardella, che nel quarto dei cinque minuti di recupero anticipa l'uscita di Faggioli col colpo di testa con cui corregge il traversone morbido di Kurti sulla punizione di Talbi di nuovo prolungata da Drago. È l'1-1, dopo il quale non c'è più tempo per niente; pur fiera della prestazione contro una delle big l'Oltrera esce triste, mentre mormora l'assioma valido da più di trent'anni: una vittoria e una sconfitta tornano meglio di due pareggi. .
Calciatoripiù: Clemente, Mattia Landi
(Oltrera), Catarzi, Belli e Bagalà (Scandicci).
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Settignanese-Cattolica Virtus 1-1

SETTIGNANESE: Fontani, Galli, Preka, Tozzi, Djoni, Molinati, Pratesi, Grassi, Burrini, Villetet, Marfisi. A disp.: Maruottolo, Milli, Echchihab, Malica, Salsi, Sisti, Vultaggio, Ragusa, Kulish. All.: Fani Filippo
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini, Mugnaini, Zangarelli, Lazzerini M., Cullhaj, Zini, Crini, Torres Perez, Fossi I.. A disp.: Dallai, Burgassi Di., Lazzerini C., Manzini, Morozzi, Narduzzi, Tapinassi, De La Cruz, Virdo. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Vincenzo Garufi di Firenze
RETI: 11' Burrini, 56' Fossi I.
Due punti persi. Così li battezza la Cattolica Virtus alla fine della partita con la Settignanese; li battezza così anche se l'1-1 è arrivato in rimonta, così perché quella che neutralizza il rigore di Fossi (si riscatterà in avvio di ripresa segnando il pareggio) è soltanto una delle parate decisive di Fontani, il migliore in assoluto. È lui a rinviare il più lontano possibile il pareggio che la Cattolica brama dopo la girata vincente di Burrini, in rete sul primo calcio d'angolo conquistato dalla Settignanese (quattro ne aveva già subiti), Villetet alla battuta. Per prendere nota della reazione occorre attendere la mezz'ora: fin lì la Cattolica attacca convinta in una sola circostanza, quella che sull'invito di Torres Perez aveva portato Cullhaj a sfiorare la traversa con un tiro al volo. Da qui inizia uno spezzone del tutto diverso, il culmine del quale è il rigore che Garufi concede per il fallo («leggero» è la didascalia che ci allega la Settignanese) di Marfisi su De Sa, che aveva catturato il rinvio corto della difesa sul traversone di Cullhaj e s'era inserito alla ricerca dello spazio per calciare: Fontani silenzia le polemiche respingendo con la scarpa il tiro di Fossi, che dopo che col Seravezza aveva avuto successo aveva optato per il replay dell'esecuzione centrale (41'). È efficace, per quanto meno complessa, anche la parata che la punizione di Villetet chiede a Bracci; segue la pausa, che quando finisce lascia spazio a una ripresa pressoché monocolore (bicolore? in effetti la Cattolica si veste di giallo e di rosso): con un riflesso eccellente Fontani s'esalta sul tiro di Crini, che s'era liberato sulla destra grazie allo scambio con Torres Perez, e soffia abbastanza per veder finire fuori il colpo di testa di Cullhaj sull'angolo di Mugnaini, ma si vede superato dalla traiettoria beffardissima disegnata da Fossi, che dopo lo scambio con Peccini pesca il secondo palo da posizione laterale. È il 56', e dunque alla fine manca mezz'ora abbondante; più di metà la Cattolica la passa a spingere senza trovare sfogo, poi comincia a crearsi lo spazio per calciare: più di tutti lo trova Crini, che per due volte (prima, dopo aver portato la difesa a spasso, lo serve Fossi dal fondo; segue un'azione personale, di forza in mezzo ai centrali avversari) sbatte sull'opposizione di Fontani. Nel mezzo la Settignanese prova a far male in contropiede: ci pensa Bracci, ottimo nell'uscita su Marfisi scattato in posizione sospetta, a evitare alla Cattolica un nuovo svantaggio. Dunque il punteggio non si sposta dall'1-1, e ci resta anche dopo l'ultima azione, quella che vede Virdò scambiare con Zini, accentrarsi e far spezzare sulla traversa le ultime speranze di successo. È chiaro perché anche a distanza di giorni la Cattolica parla di due punti persi, e perché vede il Fucecchio capolista molto più lontano di quanto lo scontro diretto ha suggerito. Calciatorepiù: parando (quasi) tutto quello che gli passa davanti, rigore compreso, Fontani consegna alla Settignanese un pari preziosissimo.
esseti
Capezzano Pianore-Sestese 0-1

CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Satini, Navari, Bellandi, Neri, Lamperi, Bianchi, Mattioli, Giorgi, Lenzi, Boraschi. A disp.: Santucci, Coluccini, Pinelli, Quilici, Pilone, Cioffi, Moggia, Querin A., Cardillo. All.: Maffei Marco
SESTESE: Bardazzi, Minniti, Bassetti, Stasi, Riboli, Dervishi, Pancella, Ceccherini, Iuliucci, Materassi, Durgoni. A disp.: , Breccia, Martinelli, Bonta, Pieri, Bellini, Palmini, Notari, Sostegni. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Andrea Noccioli di Pisa
RETI: 68' Palmini
La dolorosissima sconfitta di Fucecchio non ha lasciato strascichi apparenti: la Sestese torna a vincere, e costringe il Capezzano a un'altra settimana complicata, resa tale da una classifica che non può lasciare soddisfatti. Per rompere l'equilibrio ci vuole un po', anche perché la prima mezz'ora vede le due squadre affrontarsi a viso aperto ma senza riuscire a calciare in porta. Al 31' improvvisamente la partita si accende: Stasi apre a destra per Minniti, che si accentra e calcia di poco alto. Il Capezzano risponde col filtrante magistrale di Mattioli per Giacomo Lenzi, la cui conclusione si spegne debole tra le braccia di Giorgetti. La Sestese ci riprova con Materassi, che a qualche istante dal gong calcia verso la porta dall'interno dell'area di rigore: attento, Pelliccia gli nega il vantaggio con un grande intervento. Il Capezzano contrattacca e sfiora il vantaggio con Lamperi, che dalla trequarti scocca un bolide insidioso: il pallone termina di poco alto sulla traversa. Sta tutto qui il primo tempo, che è inevitabile che si concluda a reti inviolate. Ben più emozionante è la ripresa, aperta dalla giocata di Boraschi, che scappa sulla sinistra e dalla linea di fondo serve un pallone d'oro per l'accorrente Giorgi: il quasi omonimo Giorgetti risponde alla grande al tiro a botta sicura sferrato dall'altezza del dischetto. Ferro prova a spezzare l'equilibrio con i primi cambi: Santiago Palmini e Bellini prendono il posto di Pancella e Materassi. È proprio il neoentrato Bellini a costruire subito un'occasione da rete: delizioso, il suo traversone dalla destra plana sulla testa di Riboli, che conclude alto da buona posizione. La Sestese continua ad attaccare: al 65' Bellandi sventa un'azione pericolosa con un intervento in area a metà tra il tempestivo e il provvidenziale. È il segno che la resistenza del Capezzano sta per cedere; per forzare Ferro fa entrare Breccia e Gabriele Sostegni al posto di Minniti e Bassetti. È la mossa vincente. Passa appena un minuto: Gabriele Sostegni riesce ad andar via a due avversari sulla destra e a servire un pallone d'oro per a Santiago Palmini, che da pochi passi lo appoggia in porta. Maffei cerca di correre ai ripari e al 70' opera un triplice cambio: fuori Lamperi, Bianchi e Mattioli per Pilone, Cioffi e Moggia; di lì a poco entrerà anche un attaccante, Alessandro Querin, per un difensore, Navari; nel mezzo cambia anche Ferro, Bontà prende il posto di Stasi. Rinforzato dalle sostituzioni, il Capezzano spinge alla ricerca del pareggio: da sinistra Pilone pennella un cross delizioso per la testa di Giacomo Lenzi, che dal dischetto conclude debolmente tra le braccia di Giorgetti (71'). La Sestese replica con una punizione dalla trequarti girata a lato dalla testa di Riboli e un tiro di Santiago Palmini, cui Pelliccia s'oppone senza problemi (83'). Si resta sul vantaggio minimo, e nel secondo dei quattro minuti di recupero il Capezzano crea la migliore occasione per il pari: da un traversone dalla sinistra il pallone arriva a centro area dove Bellandi, in equilibrio precario, lo colpisce di testa togliendolo di fatto dalla disponibilità di Querin meglio posizionato alle sue spalle. Il triplice fischio di Noccioli, che per tutto l'incontro ha arbitrato all'inglese fischiando poco e lasciando giocare molto, sancisce la vittoria della Sestese: la rincorsa è ripartita. .
Calciatoripiù
: subentrati nella ripresa, Gabriel Sostegni e Santiago Palmini hanno fatto la differenza, e sono risultati determinanti per la vittoria della Sestese. Nel Capezzano spiccano, ottime, le prestazioni di Satini e Bellandi, sempre puntuali nelle chiusure difensive.
Seravezza-Venturina 0-0

SERAVEZZA: Mazzantini, Launari, Gatti, Mingazzini, Bertoni, Privitera, El Fallah, Beltrano, D Antonio, Intaschi, Casolare. A disp.: Azzi, Carli, De Angeli, Benedetti, Sgado, Balestracci, Coppola, D Andrea, Ottaviano. All.: Trifoni Pierfederico
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Panichi, Galbiati, Mezzetti, Nista, Guazzini, Bologna. A disp.: Galli, Tognazzi, Tosi, Guazzelli, Casoli, Messina, Monaci, Caporali. All.: Bucciantini Fabio
ARBITRO: Alessio Rossi di Carrara
È amaro solo a prima vista. È vero che lo 0-0 di Seravezza avvia la prima minifuga del Fucecchio, che come prevedibile ha passeggiato a San Miniato, e che nella ripresa il Venturina s'è piazzato per quaranta minuti nella metà campo avversaria; ma se anziché Kohler si fosse trovato davanti un portiere standard, Intaschi avrebbe sbloccato il punteggio nell'ultimo frangente del primo tempo, e rimontare (citofonare Lastrigiana per conferma) sarebbe stato complicatissimo. Dunque il pari è il risultato più giusto (col consueto acume Bucciantini chiosa: «Il Venturina è stato meglio in campo, le occasioni migliori le ha avute il Seravezza») d'una partita giocata benissimo da entrambe le contendenti, e più che avvincente nonostante l'assenza di reti: intorno al quarto d'ora la cerca Guazzini, che addomestica il lancio di De Angeli e da posizione defilata calcia col mancino sul primo palo, ben protetto da Michael Mazzantini. Per reagire il Seravezza ha bisogno di sentir rintoccare la mezz'ora, poi crea tre occasioni enormi, nessuna delle quali Intaschi finalizza: se la prima, creata da un traversone di Casolare, s'esaurisce perché la volée sottoporta esce alta, per cancellare le altre due (sempre D'Antonio l'ispiratore) il Venturina ha bisogno d'aggrapparsi a Kohler, superlativo e poi di nuovo superlativo. Paragonata alle due precedenti, è quasi un saggio d'accademia la parata in tuffo che neutralizza il colpo di testa di D'Antonio sul traversone di Launari. Dopo aver dedicato un paio di minuti a ringraziare il proprio portiere, dagli spogliatoi il Venturina rientra trasformato, forse anche perché il Seravezza fatica a tenere i ritmi del primo tempo; è quasi inevitabile che ora il portiere al centro della scena sia Michael Mazzantini, attento sia sul colpo di testa di Nista innescato da Mezzetti sia un tiro di Galbiati dalla distanza. L'elenco delle occasioni finisce qui, anche se non appena entra Monaci crea più volte la superiorità numerica con le proprie accelerazioni sulla corsia destra; finisce qui perché il Seravezza, che nel finale protesta con Alessio Rossi per un possibile rigore su Intaschi (se fosse un errore, periodo ipotetico della possibilità, sarebbe uno dei pochi in una partita altrimenti ben diretta), si difende bene. Non c'è bisogno di saper scrutare l'animo umano per capire perché: come l'anno scorso, è probabile che gran parte dei punti buoni per una salvezza accessibilissima arriveranno al Buon Riposo. .
Calciatoripiù: Bertoni, Privitera
(Seravezza), Kohler e Mezzetti (Venturina).
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Sporting Cecina-Pietrasanta 0-2

SPORTING CECINA: Melis, Bernini, Benedetti, Bartolini, Bettini, Mazzantini, Bertaccini, Creatini, Moretti, Castellano, Lombardi. A disp.: Sommani S., Cucchiara, Pistoia, Cacace, Lettiere, Meatu, De Santis, Cominale, Ceccarini. All.: David Tarquini
PIETRASANTA: Pennucci, Poltronieri, Puccinelli, Tonini, Karafili, Bacci, Laboti, Bufalini, Benassi, Angeli, Di Bianco. A disp.: Dini, Remorini, Petacchi, Manati, Cresci, Cianelli, Miano, Dezulian, Palagi. All.: Lazzarini Alessandro
ARBITRO: Matteo Bertoni di Pontedera
RETI: 29' Di Bianco, 47' Benassi
A un settembre tragico è seguito un ottobre perfetto (otto i punti in quattro giornate), che il Pietrasanta s'augura che si prolunghi profondo dentro novembre: la trasferta al Rossetti è più d'una ragione per esserne convinti. Le reti di Di Bianco e Benassi valgono infatti lo 0-2, punteggio che costringe lo Sporting Cecina a restare sottacqua, ancora alla ricerca dello scatto con cui migliorare una classifica complicata: al momento è la Floria il riferimento d'una corsa che in assenza d'accelerazioni rischia d'esser già ridotta a quattro squadre sole. Di questi calcoli il Pietrasanta neopromosso si disinteressa; si disinteressa perché il contesto glielo consente, perché gioca bene e senza pressioni e perché, a differenza degli avversari, riesce a costruire azioni d'attacco efficaci: l'equilibrio si spezza alla seconda (ci aveva già provato Angeli da una ventina di metri: attento Melis), quella che confeziona Di Bianco con un tiro dalla distanza, in rete accanto al palo. Lo svantaggio frantuma le poche certezze dello Sporting Cecina, che piange alla fine del primo tempo (messo fuori causa Pennucci, portiere classe 2010 che ormai da settimane s'è preso la titolarità, Castellano sbatte su Poltronieri) e ripiange in avvio di ripresa, quando il controllo sbagliato da Bernini sul fronte destro della trequarti difensiva avvia la ripartenza verticale del Pietrasanta: la costruisce Di Bianco, che calamita il pallone e verticalizza, e la rifinisce Benassi, gelido nel tiro secco sul secondo palo. Subire il raddoppio al 47' deprime lo Sporting Cecina, che a cavallo dell'ora di gioco rischia due volte sulle stoccate di Remorini e di Petacchi (pallone a lato) e ha bisogno del finale per provare a imbastire la rimonta: gliela nega Pennucci opponendosi a Ceccarini, che cento secondi prima aveva chiesto un rigore per una trattenuta sospetta e che stavolta era riuscito a calciare. È una puntura che al Pietrasanta non fa male: per la seconda volta dall'inizio della stagione (l'altra fu col San Miniato, statistica fragile) la porta resta inviolata; e dopo quasi un bimestre iniziato malissimo e subito aggiustato si fa più vicina la coppa che la zona instabile. Al primo anno d'élite esserne insoddisfatti sarebbe surreale. .
Calciatoripiù: Di Bianco, Benassi, Poltronieri
(Pietrasanta) e Bettini (Sporting Cecina).
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Lastrigiana-Tau Calcio 1-5

LASTRIGIANA: Pozzi, Spanu (46' Del Giudice), Desideri, Gueye (58' Mangani), Gibbino (46' Cappiardi), Campinoti (51' Palmini), Pietrosanti, Brusciano, Nencini (68' Labardi), Baggiani (62' Straccali), Taoufik (62' Tarantino). A disp.: Pratolini . All.: Fabio Zuccaro
TAU CALCIO: Ricci, Romanelli (83' Scarselli), Serafini, Bracaloni (72' Tancredi), Marzano, Gabbrielli, Moschini (74' MAtteucci), Pierucci (88' Quiriconi), Giovannelli (67' Stondei), Niccolai J. (83' Guidi), Pellegrini (63' Bonelli). A disp.: Mariotti, Giovannini. All.: Paoletti Luca
ARBITRO: Niccolo Casetti di Firenze
RETI: 5' Pellegrini, 35' Moschini, 59' Pellegrini, 67' Stondei, 71' Brusciano, 87' Bonelli
Nulla poteva sbagliare, e quasi nulla ha sbagliato. Quasi nulla ha sbagliato, perché il Tau può contare su una rosa stratosferica, e mentre torna da Lastra a Signa si balocca con una sola domanda ancora inevasa: com'è possibile che nelle prime sei giornate abbia perso così tanti punti, tanti che anche se sconfitta 1-5 la Lastrigiana mantiene una posizione di vantaggio, tanti che non c'è verso d'ipotizzare il sorpasso del Fucecchio capolista in un'unica mossa? Solo su questo tema - e le risposte sono tante: gli episodi infelici contro Cecina e Oltrera, la necessità di qualche settimana per impastare nell'organico i nuovi arrivi - vertono le domande, su questo e sui pronostici: ci sarà modo d'accorciare sulla testa della classifica prima dello scontro diretto, che il calendario propone a ridosso della sosta e del Natale? Visto come s'è sviluppata la partita della Guardiana, è un'ipotesi che è difficile escludere: nulla il Tau poteva sbagliare, e quasi nulla ha sbagliato. Nell'avverbio stanno gli episodi che avrebbero potuto indirizzare la domenica su un'altra via, anche se è difficile ipotizzare quale una volta che l'unico mondo possibile esprime un punteggio così netto; eppure qualche rammarico la Lastrigiana lo coltiva, lo coltiva perché prima e dopo la rete del raddoppio Jordan Ricci le si oppone con due parate imperiali, e perché dopo due minuti soltanto la traversa nega un futuro alternativo: aveva provato a ipotizzarlo Desideri, che aveva staccato bene di testa sull'angolo proposto in mezzo dal mancino di Baggiani. La replica del Tau segue con una rapidità tale da impedire d'annotarsi gli schieramenti tattici, operazione peraltro complicata dai numeri della Lastrigiana (Nencini sfoggia un inedito dodici, il numero dei portieri di riserva, sacrilegio; poi, al netto del 32 di Gibbino, s'oscilla tra la quarantina e la cinquantina: i cronisti urlano anche senza bisogno di prendere l'automobile per raggiungere campagne spopolate, urlano e basta, urlano anche se il blu della divisa di riserva è meraviglioso): a calcio d'angolo risponde calcio d'angolo, dalla bandiera sinistra il destro di Bracaloni per la testa di Marzano, la cui girata prolunga la traiettoria ben oltre il secondo palo. Di riprendere fiato la Lastrigiana non ha tempo: dalla trequarti sinistra Pierucci crossa al centro dell'area di rigore avversaria, dove Pellegrini sfrutta il rimpallo su Campinoti (con la mano? ci sta, non c'è neppure tempo per protestare) e col mancino scarica in porta il diagonale del vantaggio. Dall'inizio sono trascorsi cinque minuti scarsi, e solo sulla ripresa del gioco c'è modo d'incunearsi tra le pieghe tattiche delle due squadre, e di rilevare che al 4-3-2-1 di Zuccaro (Gueye il regista, Pietrosanti e Brusciano le mezzali, Baggiani e Taoufik i trequartisti) Paoletti risponde con un 4-3-1-2 nel quale sono cruciali gli inserimenti di Moschini e Pierucci, scudieri di Bracaloni, e la posizione di Jacopo Niccolai, cui riesce benissimo il compito di legare il centrocampo e l'attacco e di costringere gli avversari a correre spesso all'indietro. Più ancora di un'architettura perfetta pesa però la qualità del Tau, di nuovo pericoloso con i movimenti di Giovannelli, che di segnare ha una gran voglia (al 21' sul filtrante d'Jacopo Niccolai la rete gliela nega Gibbino, che costringendolo a calciare col mancino favorisce la presa di Pozzi) e che però non si nega le giocate da centravanti di manovra: su una di queste situazioni s'era portato al tiro Moschini, che sulla chiusura di Campinoti non aveva potuto nemmeno accontentarsi dell'angolo non concesso (qui Casetti sbaglia, ma è una delle poche volte). È chiara la ragione delle proteste del Tau, che sui calci da fermo sa come rendersi pericoloso: lo dimostra la punizione battuta corta da Bracaloni per Pierucci, che dalla mediana cerca i venti metri e col mancino il secondo palo, mancato d'una spanna massimo due. Esce allo stesso modo, identico l'ispiratore stavolta con un calcio d'angolo a uscire, il colpo di testa di Giovannelli (32'), alla ricerca della porta un minuto dopo il tentativo di Pellegrini, contenuto da Pozzi nonostante l'uscita imperfetta sul traversone di Serafini. Dall'elenco delle occasioni si deduce che il Tau è in controllo della partita; dunque fa ancora più rumore l'occasione gigantesca che Taoufik costruisce sgraffignando il pallone a Romanelli, che Nencini alimenta portando via in un colpo Marzano e Gabbrielli e che Jordan Ricci cancella proteggendo il secondo incrocio dal mancino di Baggiani. Già mastodontici per la pulizia dell'azione e soprattutto per la posizione della pedana, centrale e vicina alla porta, i rimpianti della Lastrigiana crescono sullo sviluppo dell'azione successiva, quella che vede Moschini vincere un contrasto con Campinoti sulla trequarti, avanzare fino ai venti metri e col destro rasoterra incrociare il pallone sul secondo palo battendo Pozzi non proprio perfettissimo. È la rete dello 0-2, il parziale su cui si va alla pausa; e ci si va con quel parziale perché Jordan Ricci è di nuovo fenomenale su un tiro diretto sotto il solito incrocio, stavolta mirato da Nencini che Brusciano aveva invitato alla girata dopo un'incomprensione rarissima tra Bracaloni e Marzano. Del parziale Zuccaro non può essere soddisfatto, del parziale e innanzitutto della prestazione della difesa: sono due i cambi che comanda alla pausa, dentro Del Giudice e Cappiardi per Spanu e Gibbino; il terzino destro lo fa Desideri, che era partito sull'altra corsia e alla mezz'ora aveva ricevuto l'ordine di spostarsi. Seguono altri due ritocchi ancora più incisivi (dentro Samuel Palmini per Campinoti e Mangani per Gueye: Pietrosanti scivola centrale di difesa), che però non incidono sullo sviluppo della partita; non incidono anche perché quasi subito il Tau fa salire a tre le reti di vantaggio: la terza la segna di nuovo Pellegrini, che servito al limite sinistro dell'area di rigore dalla combinazione tra Bracaloni e Pierucci sulla sponda di Giovannelli s'accentra quanto basta per sferrare un destro potente, in porta nonostante la parata accennata da Pozzi. Sullo 0-3 il Tau sa d'essere irraggiungibile, ma non rallenta; non rallenta anche perché i calciatori che Paoletti inserisce dalla panchina hanno voglia di farsi ricordare: l'emblema perfetto è Stondei, cui dall'ingresso (fuori Giovannelli) basta una decina di secondi per presentarsi davanti a Pozzi sul traversone rasoterra d'Jacopo Niccolai (giocata strepitosa di prima, e preziosa l'apertura di Bonelli, entrato per Pellegrini) e batterlo chiudendo il destro in corsa. Prima di ristabilirsi a tre minuti dalla fine, lo scarto quadruplo dura poco più di tre minuti: la Lastrigiana finalmente accorcia grazie al colpo di testa di Brusciano, che spalle alla porta devia sul secondo palo il traversone di Del Giudice. Per l'1-4 il Tau non si scompone, e non si scompone neppure quando Tarantino (aveva rilevato Taoufik) combina con Mangani e si crea lo spazio per un tiro che gli esce debole e centrale; infine, non si scompone perché a tre minuti dalla fine segna anche Bonelli, che calciando di prima col destro sull'invito di Scarselli (splendida l'apertura di Tancredi: i due avevano rilevato Romanelli e Bracaloni) batte Pozzi per la quinta volta. Sta nascosto in quest'azione, e forse neppure nascosto, uno dei segreti del Tau: può giocare chiunque, e chiunque può entrare a partita in corso, e la percentuale d'errore resta bassa, bassissima, quasi nulla. .
Calciatoripiù: Brusciano
, che già nel primo tempo aveva costruito una delle due occasioni più pulite, prova a tenere alti baricentro e orgoglio della Lastrigiana, che nel momento in cui produce lo sforzo massimo sbatte su Jordan Ricci. È lui a tenere sigillato un successo che il Tau costruisce già in avvio grazie a Pellegrini (raddoppierà all'ora di gioco) e consolida con le incursioni di Moschini e Pierucci e le reti di Stondei e Bonelli, entrambi a segno nella mezz'ora scarsa concessa da Paoletti. Sono segnali, segnali pesantissimi.
Samuele Tofani
Aquila Montevarchi-Floria 4-0

AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, Cioncolini, Pericoli, Manenti, Palazzini, Bigozzi, Pratesi, Pranteddu, Cannoni, Berti, Presenti. A disp.: Cappetti, Veltroni, El Hanif, Maccioni, BORRI, Ensoli, Kodra, Miniati, Liistro. All.: Peri Francesco
FLORIA: Servi, Sordini, Bautista, Macaluso, Santoro, Carrai, Gensini, Lafsahi, Batelli, Panichi, Landi. A disp.: Lagattolla, Fibbi, Esteves, Riccucci, Bitossi, Bettarelli, Piccini, Rotondi, Laaroussi. All.: Alessi Dimitri
ARBITRO: Leonardo D Ascoli di Arezzo
RETI: 15' Cannoni, 52' Presenti, 60' Pranteddu, 78' Kodra
Quello buono è il quarto tentativo. All'antistadio il Montevarchi aveva perso con la Settignanese, poi pareggiato con Tau e Pietrasanta; ed era una statistica che strideva, considerati i sei punti strappati nelle prime tre trasferte. Ci vuole novembre per iniziare a far allineare i dati, novembre e la Floria, che sbaglia l'approccio alla partita (attenuanti subito concesse: pesano le assenze, da Martini giù) e dopo aver ringraziato Servi per aver contenuto lo scarto alla pausa crolla nella ripresa, alla fine della quale il punteggio recita 4-0. Il Montevarchi lo aveva sbloccato già al quarto d'ora, e ci sarebbe riuscito addirittura prima se Pratesi non fosse stato in fuorigioco su un traversone laterale forse già di per sé diretto in porta. Calciando una punizione laterale lo aveva scoccato Pranteddu, che al secondo tentativo costruisce l'azione del vantaggio: stavolta la traiettoria è più alta, perfetta per la testa di Cannoni, che in elevazione corregge il pallone in rete. È lui, alla ricerca immediata della doppietta, il protagonista anche dell'occasione successiva: ottimo il movimento a liberarsi sul fronte destro d'attacco, ampio di poco il diagonale. Lo specchio lo inquadra invece Presenti, che calciando col destro al volo chiama Servi a una parata complicata; è il prologo di quella su Cannoni, libero di saltare alla mezz'ora sull'angolo che Berti aveva crossato sul secondo palo. Grazie al proprio portiere dunque la Floria resta agganciata alla partita, legame che si spezza in avvio di ripresa: appena varcato il limite dell'area di rigore segna Presenti, che grazie a un controllo orientato s'era creato lo spazio per affondare e accentrarsi dalla corsia destra. È simile l'esecuzione con la quale meno di dieci minuti più tardi Pranteddu arma il mancino per segnare il 3-0; alla fine della partita manca ancora mezz'ora, nella quale il Montevarchi controlla i generosi ma sterili tentativi della Floria e colpisce di nuovo: la partita la sigilla Kodra, liberato in pedana dal triangolo profondo con Ensoli. È il 4-0, ennesima ragione che fa sorridere il Montevarchi; per identificare le altre è sufficiente buttare uno sguardo alla classifica. Calciatorepiù: Manenti (Montevarchi).
esseti
San Miniato-Giov. Fucecchio 1-11

SAN MINIATO: Ciacci, Castrigato, Ciurlia, Cultrera, Leoni, Ibrahimi, Migliorini, Ulivi, Fineschi, Aceto, Inglesi. A disp.: Perniconi, Mele, Ismailaj, Annunziata, . All.:
GIOV. FUCECCHIO: Tacchi, Federighi, Sica, Romani, Collura, Borghi, Capocchi, Masha, Fogli, Orsucci, Lenzi. A disp.: Morelli, Dainelli, BIONDI, Piazza, Battiloro, Llanaj, . All.: Citi Michele
ARBITRO: Emanuele Manta di Siena
RETI: 1' Lenzi, 5' Borghi, 12' Lenzi, 19' Lenzi, 31' Fogli, 40' Capocchi, 47' Masha, 52' Fineschi, 55' Capocchi, 66' Llanaj, 74' Llanaj
Nessuno s'aspettava un esito diverso: la partita tra l'ultima in classifica, che perlomeno fino alla riapertura dei tesseramenti (coraggio, non manca tantissimo) può contare su una rosa ridottissima, e la capolista aveva un solo risultato possibile. Semmai sorprendono le dimensioni: come già all'esordio contro il Tau Altopascio il San Miniato perde in doppia cifra, anche se stavolta (c'era riuscito anche con Floria e Lastrigiana) riesce quantomeno a segnare. È una consolazione minima: sono undici le reti che gli rifila il Fucecchio, già in vantaggio al 5' grazie a Francesco Lenzi, che calcia col collo su un invito da destra. Da destra nasce anche l'azione della seconda rete: l'autore è Borghi, che di potenza schianta il pallone sotto la traversa. È giusto il 9', e la partita ha già assunto una fisionomia non modificabile; nei dieci minuti che seguono l'accentua Francesco Lenzi, che con altre due reti (destro piazzato in porta su un filtrante sviluppato per vie centrali, poi tiro dalla distanza) si regala una delle triplette più veloci della storia. Il punteggio ora recita 0-4, e neppure a questo punto il Tau rallenta: non rallenta Fogli, che la verticalizzazione di Romani dopo un contrasto vinto in mediana libera davanti a Ciacci; e non rallenta Capocchi, che da distanza ravvicinata fa salire a sei le reti di vantaggio e in avvio di ripresa trova la doppietta in diagonale dopo aver vinto il possesso in prossimità dell'area di rigore. Seguono lo 0-8 sul calcio d'inizio mal gestito dal San Miniato (Fogli recupera il pallone e lo serve a Masha, felice di calciare da dove sbagliare non si può), che di lì a poco trova quantomeno la rete dell'orgoglio: la segna Fineschi, che in pallonetto supera Tacchi ottimizzando uno dei pochi palloni mal gestiti da Piazza nel cerchio centrale. È l'1-8, che regge per poco: s'accende Llanaj, a segno due volte in pochi minuti prima con un assolo che lo vede accentrarsi da sinistra e calciare nello specchio, poi con un taglio in anticipo sulla difesa, che fatica a leggere il traversone rasoterra di Sica. È la rete della doppia cifra, della quale Battiloro non s'accontenta: è lui a scaricare in porta il pallone servitogli centralmente da Masha. Altro da raccontare non c'è: senza forzare eccessivamente il Fucecchio si prende una vittoria rotondissima.
esseti