Campionando.it

Allievi Regionali GIR.Elite - Giornata n. 9

Settignanese-Venturina 3-4

SETTIGNANESE: Fontani, Galli, Preka, Tozzi, Djoni, Molinati, Pratesi, Grassi, Burrini, Villetet, Echchihab. A disp.: Maruottolo, Giappichini, Sisti, Milli, Marfisi, Salsi, Ragusa, Vultaggio . All.: Fani Filippo
VENTURINA: Kohler, Guazzelli, De Angeli, Tognazzi, Lenci, Lolini, Galbiati, Casoli, Bologna, Guazzini, Nista. A disp.: Galli, Tassi, Tosi, Panichi, Messina, Monaci, . All.: Bucciantini Fabio
ARBITRO: Margherita Fondi di Pistoia
RETI: 15' Nista, 37' Villetet, 43' Tozzi, 68' Messina, 73' Burrini, 84' Monaci, 95' Monaci

Alla fine d'una partita infinita, vinta solo al 95' con l'ultimo atto di una rimonta avviata giusto undici minuti prima, il Venturina espugna il Valcareggi, batte 3-4 la Settignanese e insieme al Tau agguanta il Fucecchio in testa alla classifica. Si sono date battaglia due formazioni ben organizzate che, giunte preparate all'appuntamento, sanno giocare bene a calcio e non hanno paura di scoprirsi per attaccare. L'avvio è però piuttosto tranquillo: ci s'appassiona all'aspetto tattico della partita, che i due allenatori sembrano aver preparato allo stesso modo, i due schieramenti a specchio. Per una decina di minuti accade poco, poi il Venturina produce la prima occasione: Guazzini calcia bene una punizione dalla trequarti e fa cadere il pallone al centro dell'area avversaria, da dove di testa Djoni lo devia verso la traversa della propria porta. Settignanese a centimetri dell'autorete. Al secondo tentativo il Venturina passa in vantaggio: la difesa della Settignanese allontana male il pallone e lo consegna a Nista, che al limite dell'area di rigore se lo sistema sul piede forte e di potenza lo calcia a giro, trovando lo 0-1 con l'aiuto del palo. L'episodio cambia il corso della partita. La Settignanese reagisce subito affidandosi soprattutto alla propria coppia d'attacco: Burrini ha il compito (difficile) di tenere il pallone e di fungere da punto di riferimento per i suoi, mentre Villetet è più libero di svariare e puntare la porta. Sull'fondamentale è il lavoro di Guazzini, che in mezzo al campo coordina e gestisce le iniziative dei suoi: i passaggi filtranti e i recuperi del possesso lo mantengono sempre al centro del gioco. Le punizioni rimangono un fattore determinante, e lo sono soprattutto sponda Settignanese: l'incarico è affidato a Tozzi, che al 35' crossa in area dalla trequarti; di testa la difesa del Venturina allontana sui piedi di Burrini, che si sistema il pallone al limite dell'area di rigore e lo calcia sopra la traversa. Cento secondi più tardi la partita torna pari: dopo un'ottima percussione Pratesi indovina un passaggio filtrante tra le linee e sforna un assist illuminante per Villetet, che entra in area e scavalca Kohler con un pallonetto splendido. Il pari dà fiducia alla Settignanese, che quattro minuti più tardi va subito vicina alla rete del vantaggio: Pratesi crea di nuovo scompiglio nella retroguardia del Venturina, questa volta dalla corsia sinistra, dalla quale riesce a far partire un cross perfetto per la testa di Burrini, la cui spizzata Kohler allontana in tuffo. È l'antipasto del vantaggio: al 43' oò calcio di punizione di Tozzi, laterale dalla lunga distanza, attraversa tutta l'area di rigore senza che nessuno riesca a intervenire; carica d'effetto e pertanto insidiosissima la traiettoria inganna Kohler e si chiude in porta. Si va così all'intervallo sul risultato, inatteso, di 2-1. Nella ripresa il Venturina appare subito ben motivato, e nei primi minuti conclude più volte verso la porta di Fontani: calciano prima Guazzini, di nuovo su punizione, poi Casoli, che da pochi metri manca lo specchio sull'ottimo lancio di Nista. La Settignanese non vuole essere da meno, e torna a far paura alla difesa avversaria: Burrini riceve un altro pallone interessante - questa volta profondo, non la sua specialità - e dopo aver deciso di calciarlo da lontano manca lo specchio di poco. La partita s'infiamma, il Venturina contrattacca e sfiora il pari Bologna, che dall'interno dell'area di rigore calcia al volo trovando forza e precisione, ma anche l'ottima risposta di Fontani, che con un gran tuffo devia il pallone in corner. Sotto le incessanti spinte degli avversari alla fine il muro locale crolla: sulla sinistra Galbiati prende il fondo e crossa al centro dove pesca Messina, che da subentrato dà subito il proprio apporto al match calciando perfettamente di prima intenzione e realizzando così la rete del 2-2. Da questo momento in poi ogni schema sembra saltare: sia la Settignanese sia il Venturina vogliono vincere, il pari non sembra più accontentare nessuno. Si passa da un'area all'altra, le squadre sono lunghe e i ritmi si mantengono elevatissimi. La Settignanese si rende pericolosa con Vultaggio, che appena entrato riceve al limite da Galli e calcia a giro, sfiorando l'incrocio dei pali. Per tornare a timbrare la Settignanese deve attendere un altro calcio piazzato: Tozzi lo piazza sempre insidioso nel bel mezzo dell'area dove è impreciso l'intervento di De Angeli; gli ssfuggie Burrini, che ha il tempo di stoppare e calciare rasoterra da distanza ravvicinata, riportando avanti i suoi. La reazione del Venturina è immediata: Galbiati è abile a smarcarsi al centro dell'area e ricevere sul dischetto il cross da sinistra, meno abile però a calciare in porta. Dunque a caricarsi il peso dei suoi è ancora Guazzini, che all'84' porta il pallone nella trequarti avversaria fino a giungere nei pressi dell'area di rigore: qui s'inventa un filtrante delizioso per Monaci, che incrocia alla perfezione alle spalle di Fontani. È il 3-3. Già il pari sapeva di beffa per la Settignanese, che nel recupero addirittura perde. Stavolta dalla punizione di Tozzi, fin lì una delle armi migliori, nasce una ripartenza del Venturina, che imposta un contropiede velocissimo contro una difesa completamente sguarnita, accorsa all'attacco in cerca della vittoria: la Settignanese non può niente contro Monaci, che lanciato tutto solo verso l'area di rigore avversaria scavalca Fontani con un sombrero e poi deposta nella porta sguarnita il pallone del clamoroso 3-4. Dunque dopo essere andato in svantaggio per ben due volte il Venturina vince negli ultimi istanti. Il triplice fischio di Fondi ufficializza una sconfitta amarissima per la Settignanese, che ha condotto per gran parte del match. Dopo una partita così il Venturina non può più nascondersi: è inevitabile inserirlo nell'elenco delle squadre candidate alla vittoria finale.
Calciatoripiù: Pratesi, Villetet
(Settignanese), Monaci, Guazzini, Galbiati e Nista (Venturina).


Andrea Focardi

Capezzano Pianore-Oltrera 2-3

CAPEZZANO PIANORE: Pelliccia, Coluccini, Navari, Quilici, Bellandi, Satini, Mattioli, Neri, Lenzi, Moggia, Lamperi. A disp.: Santucci, Trinchera, Pilone, Querin E., Bianchi, Giorgi, Querin A., Boraschi, Cioffi. All.: Maffei Marco
OLTRERA: Bullari, Matteoli, Sostegni, Franchi, Kamal, Clemente, Scarnicci, Cappagli, Celestre, Pangallo, Cecchi. A disp.: Boccacci, Landi, Casiero, Sorrentino, Paffi, Campana, Pratelli, Asmodeo. All.: Del Vita Matteo
ARBITRO: Martina Lorini di Viareggio
RETI: 30' Pangallo, 38' Scarnicci, 65' Franchi, 81' Autorete, 87' Neri
È preziosa, preziosissima la vittoria con cui l'Oltrera ammazzagrandi si conferma anche con una squadra in lotta per la salvezza: è preziosa perché prolunga la striscia positiva (un solo pareggio spezza a metà una serie di quattro vittorie) e legittima ambizioni d'alta classifica. Esce mesto il Capezzano, che per quanto dimostrato in campo avrebbe meritato molto di più e che invece, sconfitto 2-3 (ma le due reti le ha segnate tra l'81' e l'87'), continua ad occupare le zone basse della classifica. La partita s'accende subito, dopo giusto sei minuti di studio: il Capezzano attacca con Mattioli, sul cui cross Moggia calcia tra le braccia di Bullari. Il secondo tentativo personale, stavolta Lamperi a ispirare, va più vicino allo specchio; più vicino sì, ma non abbastanza: si infrange sulla traversa il tiro scoccato dal limite dell'area. Ripresasi dallo spavento, l'Oltrera reagisce con un calcio d'angolo letto male da Pelliccia, scavalcato: di testa Kevin Sostegni spedisce il pallone a lato della porta sguarnita (11'). La partita s'è definitivamente accesa, Lamperi sfiora il vantaggio del Capezzano con una punizione insidiosa che passa sotto la barriera: Bullari devia in corner. È una parata che conta, perché alla mezz'ora lo 0-0 ben custodito si trasforma nello 0-1: segna Pangallo, che si libera di due avversari e dal limite dell'area di rigore disegna una traiettoria imparabile, in rete sul secondo palo. Messa da parte la reazione del Capezzano (Moggia conclude di poco fuori), al 38' l'Oltrera raddoppia con Scarnicci, che raccoglie un cross di Pangallo e, tutto solo, non ha difficoltà a battere Pelliccia sul palo più lontano. Ora sono due le reti che il Capezzano deve rimontare: restano senza esito i tentativi di Bellandi (Matteoli respinge in prossimità della linea il suo pericoloso colpo di testa) e di Giacomo Lenzi, che calcia a lato sulla combinazione tra Satini e Lamperi. Resta dunque intatto lo 0-2 alla pausa, dopo la quale il Capezzano cerca subito di riaprire la partita: corre il 51' quando Moggia va via sulla sinistra e mette una palla deliziosa per Giacomo Lenzi, il cui tiro a botta sicura viene deviato da Sostegni. I due dialogano anche due minuti più tardi, identico lo sviluppo, identico il finale anche se con una dinamica diversa: tiro alto da buona posizione. Moggia, carichissimo, ci riprova in prima persona al 63': Bullari respinge. Questa serie d'errori sottoporta il Capezzano la paga al 65', quando sottoporta Franchi devia in rete un corner carico d'effetto. Sullo 0-3 la partita sembra chiusissima, e lo sarebbe se a gioco fermo Scarnicci evitasse di colpire Pilone appena entrato (fuori Lamperi): Susini punisce il gesto con l'espulsione, e l'Oltrera si ritrova in inferiorità numerica. Del Vita corre ai ripari sostituendo Kevin Sostegni e Franchi con Mattia Landi e Casiero, però e inevitabile che il Capezzano trovi spazi: al 70' un'ottima triangolazione tra Moggia e Lenzi consente a Mattioli di calciare verso la porta, ben protetta da Bullari reattivissimo; è ugualmente efficace anche la parata sfoderata su Giorgi tre minuti più tardi. Solo all'81 il Capezzano accorcia grazie a un'autorete di Kamal, che devia nella propria porta una punizione di Lorenzo Neri. Sull'1-3 il Capezzano spinge a pieno organico: all'85' Bullari nega ancora una volta la rete a Giorgi; la trova invece Lorenzi Neri, che da fuori area spedisce il pallone accanto al palo. Ora il Capezzano ci crede e nei pochi minuti che restano cerca di lanciare l'assedio alla ricerca del pari. Resta solo un desiderio: l'Oltrera si difende bene, allenta la pressione ripartendo in contropiede e vince una partita che le fa sentire il profumo delle posizioni di vertice.
Calciatoripiù
: con le proprie parate Bullari, strepitoso, ha salvato in più occasioni l'Oltrera; Pangallo ha il merito di aver sbloccato il risultato con una gran giocata, che arricchisce un'ottima prestazione. Nel Capezzano spiccano Moggia, che si è reso più volte pericoloso e ha fornito ai compagni palloni d'oro, e Giorgi, che subentrato nella ripresa ha cercato più volte la porta.
Seravezza-Sestese 0-2

SERAVEZZA: Mazzantini, Launari, Gatti, Mingazzini, Benedetti, Privitera, El Fallah, Beltrano, D Antonio, Intaschi, Casolare. A disp.: Azzi, Carli, Rosini, De Angeli, Sgado, Balestracci, Ottaviano, Bertoni . All.: Trifoni Pierfederico
SESTESE: Giorgetti, Sostegni, Bassetti, Stasi, Riboli, Dervishi, Bellini, Ceccherini, Notari, Palmini, Durgoni. A disp.: Faggi, Breccia, Minniti, Martinelli, Bonta, Pacini, Pancella, Iuliucci. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Niccolo Poli di Carrara
RETI: 53' Notari, 73' Pancella
Certe occasioni la Sestese non le sbaglia. Venti giorni fa, sconfitta 0-1 dal Fucecchio dopo aver sbagliato un rigore, era scivolata a sette punti dalla prima posizione; ora i punti di svantaggio sono appena due, e pazienza se davanti, tutte insieme appiccicate, stanno in tre. È ovvio che la nuova configurazione deriva anzitutto dal passo rallentato dell'ex capolista solitaria; la Sestese ci ha aggiunto tre prestazioni perfette, condite da tre vittorie diversissime ed egualmente pesanti. È di nuovo luminosa la trasferta in Versilia, luminosa anche se il Seravezza sta vivendo un avvio di stagione molto migliore del Capezzano; è luminosa perché Giorgetti fa il fenomeno in più di un'occasione, e perché Ferro può contare sul secondo miglior attacco del campionato (ventinove reti, di più ne ha segnate soltanto il Tau): segna Notari, segna Pancella e a cavallo tra il terzo e l'ultimo quarto il punteggio assume la configurazione definitiva. Agli atti va lo 0-2, a lungo difficile da pronosticare, perché per tutto il primo tempo s'assiste a una partita da tripla, aperta da tre occasioni per parte: quelle del Seravezza le neutralizza Giorgetti, reattivo a freddo su El Fallah (prezioso il filtrante d'Intaschi) e attento sia su Casolare sia su D'Antonio, che si gira bene ma calcia centrale. Per replicare la Sestese aspetta che finisca il primo quarto, poi s'accende grazie alle qualità di Notari: è lui, che raggiunge il fondo prima sul servizio di Gabriele Sostegni e poi con un'azione personale, a confezionare prima per Santiago Palmini e poi per Bellini le occasioni del possibile vantaggio, negato da Michael Mazzantini sia sul tiro a giro, sia sul diagonale dal limite dell'area di rigore. Dunque con le azioni manovrate la Sestese non stura la partita, e non la stura neppure con i palloni inattivi: libero di concludere a colpo sicuro sull'angolo di Bassetti (calcia a uscire col mancino) prolungato dal colpo di testa di Ceccherini, Stasi manca lo specchio d'una spanna scarsa. Per il riscatto personale gli basta attendere giusto l'avvio della ripresa: è lui, padrone assoluto della mediana (dopo la pausa lo affiancano a sinistra Durgoni e a destra Riccardo Pacini, che rileva Ceccherini affaticato), a verticalizzare per imbastire l'azione del vantaggio; la prolunga Santiago Palmini con un lob perfetto verso l'area di rigore, e la finalizza Notari, che in corsa controlla il pallone col petto e calciando di controbalzo segna in diagonale. Dello 0-1 la Sestese non s'accontenta, né s'accontenta Ferro, che del raddoppio ha più d'un merito: entrano dalla panchina sia Minniti (fuori Gabriele Sostegni, che stava disputando l'ennesima partita positiva e sul quale però pendeva un'ammonizione pericolosa: si sa che sugli esterni il Seravezza punta molto), che dopo un doppio dribbling sulla corsia destra crossa dalla trequarti, sia Pancella (fuori Bellini), che di testa gira il pallone sotto l'incrocio. Dalla panchina (fuori Santiago Palmini) era entrato anche Iuliucci, che per due volte cerca un destino affine: glielo nega Michael Mazzantini, superlativo e decisivo come spesso gli è capitato in quest'inizio di stagione. La Sestese non ha bisogno d'invidiarlo: è due volte splendido anche Giorgetti, prima su Ottaviano (dopo averlo anticipato uscendo di testa fuori area, riesce a recuperare la posizione evitando che il suo tiro da lontano rimetta in discussione il punteggio) e poi su Intaschi, liberato a colpo sicuro dal servizio di Ballestracci dal fondo. Dunque resta inviolata la porta della Sestese, inviolata anche sull'ultimo attacco del Seravezza, che prova ad approfittare dell'intervento a vuoto di Dervishi in scivolata: nonostante il tre contro uno alimentato dallo sprint d'Ottaviano sulla destra, l'azione si prolunga tanto a lungo da sfumare. È un sintomo delle difficoltà che da qualche turno sta affrontando il Seravezza: nell'ultimo mese ha segnato soltanto una rete, quella (Gatti l'autore) che gli ha consentito di battere il Pietrasanta nel derby. Di problemi di questo tipo non ne ha la Sestese: dell'attacco s'è detto, della posizione anche. L'obiettivo è non arretrare più quantomeno fino a Capodanno: all'antivigilia dell'Epifania, per la prima del 2026, è in programma la trasferta ad Altopascio.
Calciatoripiù: Privitera
(Seravezza), Notari, Pancella, Bassetti e Stasi (Sestese).
esseti
Sporting Cecina-Floria 3-0

SPORTING CECINA: Sommani S., Creatini, Benedetti, Lettiere, Meatu, Bettini, Ceccarini, Bertaccini, Magozzi, Castellano, Moretti. A disp.: Melis, Bernini, Cucchiara, De Santis, Bartolini, Cacace, Pistoia, . All.: David Tarquini
FLORIA: Servi, Gensini, Carrai, Lafsahi, Fibbi, Santoro, Panichi, Macaluso, Batelli, Bitossi, Laaroussi. A disp.: Lagattolla, Sordini, Bautista, Esteves, Riccucci, Bettarelli, Piccini, Landi, Martini. All.: Alessi Dimitri
ARBITRO: Federico Picchiotti di Piombino
RETI: 48' Ceccarini, 63' Castellano, 82' Castellano
Tutta Cecina punta sui precedenti: i precedenti di questa squadra, che la scorsa primavera dopo il cambio d'allenatore (Magrì rilevò Giachini) si salvò in volata; e i precedenti di David Tarquini, reduce da un ottimo girone di ritorno da subentrante sulla panchina degli Juniores. L'esordio della nuova gestione (in settimana dopo la sconfitta di Soffiano s'è interrotto il rapporto con Manolo Dal Bo) legittima le sensazioni positive: lo Sporting Cecina vince, vince senza subire reti (è la prima volta, segno che il 4-3-3 adottato come nuovo sistema di gioco consente d'occupare meglio gli spazi in entrambe le fasi), vince contro quella che diventa una rivale diretta. Esce malconcia infatti la Floria, malconcia non solo per il 3-0, ma anche perché lo scarto sulla zona salvezza s'è ridotto all'equivalente d'una partita soltanto. Alla vigilia era pari al doppio, valore che lo Sporting Cecina prova subito a ridurre: non c'è bisogno di scervellarsi per scoprire la ragione dell'ottimo avvio, che porta prima Creatini (7') e poi Ceccarini (punizione quasi perfetta, 13') a scheggiare la traversa dal limite dell'area di rigore. È un avvertimento doppio alla Floria, che replica costruendo tre occasioni da rete, e sprecandole tutte e tre: della prima protagonista è Laaroussi, che dal limite dell'area di porta calcia sulla figura di Simone Sommani, di lì a poco reattivissimo sul diagonale potente di Batelli (era angolo, Picchiotti non se ne accorge), tornato in pedana dopo aver sfiorato il palo dalla distanza. Esce allo stesso modo, opposto il fronte, il tiro di Castellano, che sigilla lo 0-0 alla pausa; al riavvio lo Sporting Cecina passa: passa perché segna Ceccarini, che scaraventa nella porta sguarnita il pallone servitogli rasoterra da Bertaccini (sospetta la posizione di partenza, regolare per Picchiotti, che è quello che conta) dopo lo sprint a destra. Della ripresa sono passati tre minuti scarsi, e lo Sporting Cecina si ritrova in vantaggio: la situazione lo elettrizza tanto da portare al tiro subito Castellano (alto di poco il tentativo in acrobazia) e poi Ceccarini, che da fuori scheggia di nuovo la traversa (56'). Nessuno di questi è l'episodio decisivo, titolo che si merita il filo che cuce l'espulsione di Gensini (doppia ammonizione) e l'immediata rete del raddoppio: la segna Castellano, che riceve al limite dell'area di rigore lo scarico di Bertaccini sceso sulla destra e dopo la sterzata fa passare il pallone sotto l'incrocio più lontano. È il 2-0, che preso insieme all'inferiorità numerica costringe la Floria ad abbandonare la partita: ne approfitta fino in fondo lo Sporting Cecina, che dopo averla sfiorata con Magozzi (esecuzione alta di poco) trova la terza rete con Castellano, che sfrutta il filtrante di Bartolini per vanificare l'uscita di Servi e appoggiare il pallone nella porta incustodita. Tutta Cecina esulta, esulta e torna a sperare; e chissà se a maggio in piazza accanto a quella di Magrì non spunti anche un'altra statua.
Calciatoripiù: Castellano, Magozzi, Moretti
(Sporting Cecina) e Carrai (Floria).
esseti
Lastrigiana-Pietrasanta 1-1

LASTRIGIANA: Pratolini, Campinoti, Desideri, Mangani, Spanu, Gueye, Taoufik, Pietrosanti, Straccali, Brusciano, Nencini. A disp.: Pozzi, Gibbino, Palmini, Cappiardi, Del Giudice, Baggiani, Tarantino, Labardi . All.: Fabio Zuccaro
PIETRASANTA: Pennucci, Cresci, Puccinelli, Dezulian, Tonini, Bacci, Karafili, Cianelli, Petacchi, Angeli, Di Bianco. A disp.: Dini, Remorini, Benassi, Bufalini, Pardini, Laboti, Poltronieri, Manati, Miano. All.: Lazzarini Alessandro
ARBITRO: Daniel Vannoni di Prato
RETI: 22' Brusciano, 33' Angeli
È stata una partita maschia, dalla quale non sono emersi i singoli ma la forza complessiva di Lastrigiana e Pietrasanta, concentrate dall'inizio alla fine. Il pareggio (1-1 il finale) è il risultato più giusto. La partita s'accende subito: già in apertura la Lastrigiana rischia grosso con un retropassaggio di Straccali che rimbalza verso l'incrocio dei pali, ben protetto da Pratolini che di testa riesce a sporcare la traiettoria sulla traversa e a evitare il peggio. Ripreso fiato dopo il pericolo autoprodotto, al 6' la Lastrigiana replica con Desideri, che recupera un pallone prezioso davanti alla propria panchina e cerca la profondità: è la giocata classica per Nencini, che resiste bene alla pressione della difesa ma solo davanti a Pennucci lo grazia calciando a lato. La successiva opportunità per passare in vantaggio capita sulla testa di Brusciano, bravo ad anticipare tutti dopo una punizione battuta da Pietrosanti: pallone alto di poco. Quello buono è il tentativo successivo, che produce un gol spettacolare: sulla rimessa laterale di Desideri il pallone arriva a balzerelli nella zona di Brusciano, che nell'arco dell'area si coordina benissimo e calciando di prima segna l'1-0. La Lastrigiana cerca subito di raddoppiare: Nencini, che l'azione l'aveva avviata abbassandosi e che aveva servito Mangani sulla fascia, arriva per poco in ritardo sul rasoterra di ritorno. È l'episodio che chiude questo frangente: da qui il pallino passa al Pietrasanta, che crea tanto in contropiede e inizia a primeggia sui secondi palloni. Al 33' la partita torna pari: Angeli fa un gran lavoro in protezione del pallone e serve Petacchi, che una volta entrato in area viene atterrato da Desideri. Vannoni punisce l'intervento con un calcio di rigore: sul dischetto si presenta Angeli, che apre il destro e batte Pratolini. Chicca statistica: solo in quattro partite su nove non s'è registrato un rigore in una partita della Lastrigiana. L'1-1 rivoluziona ciò che s'era visto fino a quel momento: inizia infatti una partita ricca soprattutto di contrasti e di nervosismo, palpabile anche nei primi minuti del secondo tempo, nei quali è il Pietrasanta a gestire la partita. La nuova occasione per il vantaggio però la costruisce la Lastrigiana con Samuel Palmini, che alla bandierina salta due avversari, entra in area e serve rasoterra l'accorrente Taoufik, che non tocca il pallone solo per poco. Il Pietrasanta replica con l'imbucata per Angeli, che si presenta davanti a Pratolini e lo batte calciando all'angolo: per Vannoni la posizione di partenza è irregolare, annullata la rete. Il Pietrasanta non demorde e ci riprova con Di Bianco, che al limite dell'area stoppa un pallone difficile e sferra un tiro potente, a lato di pochissimo. L'ultimo sussulto si registra a cinque minuti dalla fine con una bella punizione su cui svetta Puccinelli: pallone alto di pochissimo. È l'ultimo episodio di una partita molto equilibrata, alla fine della quale la Lastrigiana si rammarica: poteva essere l'occasione per portarsi a un solo punto dalla prima posizione.
Giacomo Bargagni
Aquila Montevarchi-Giov. Fucecchio 1-1

AQUILA MONTEVARCHI: Ghelli, Palazzini, Pericoli, Manenti, Sira, Bigozzi, Berti, Pranteddu, Cannoni, Brogi, Kodra. A disp.: Cappetti, Cioncolini, El Hanif, Maccioni, Ajighevi, Ensoli, BORRI, Pratesi, Presenti. All.: Peri Francesco
GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Dainelli, Orsucci, Collura, Federighi, Capocchi, Salvadori N., Fogli, Romani, Lenzi. A disp.: Terri, BIONDI, Sica, Piazza, Masha, Gronchi, Battiloro, Llanaj. All.: Citi Michele
ARBITRO: Lorenzo Barducci di Firenze
RETI: 20' Brogi, 45' rig. Masha
La fuga è finita. La trasferta di Montevarchi il Fucecchio la temeva, la temeva in sé e la temeva ancora di più dopo la sconfitta con l'Oltrera, dopo la quale la classifica alle sue spalle s'era compattata; la temeva, eppure ci inciampa quanto basta (1-1 il finale) per perdere il primato solitario: in vetta l'agganciano la certezza e la sorpresa, il Tau che tutti conoscono e il Venturina che pochi avevano visto arrivare. Ci sarà tempo per capire quali saranno gli effetti del doppio aggancio; intanto bisogna prendere atto che è cambiata la situazione rispetto all'ultimo bimestre, e che è cambiata perché il Montevarchi ferma sul pari un'altra big. All'antistadio, ottobre giusto accennato, aveva già pareggiato il Tau; anche se con un punteggio diverso (allora finì senza reti) replica il Fucecchio, che già in avvio capisce che rischia di vivere una domenica complicata: un contrasto fortuito ma doloroso costringe Francesco Lenzi ad abbandonare la partita quando di minuti non ne sono passati ancora dieci, e Citi (inserisce Masha, che segnerà il rigore del pareggio) perde uno dei protagonisti d'uno scacchiere nel quale continua a mancare Sardelli, ancora squalificato. In casa del Fucecchio la mattinata sembra tingere al tetro, tonalità dominante nel momento in cui il Montevarchi passa in vantaggio: segna Brogi, che recupera il pallone poco oltre il cerchio centrale, s'accentra avanzando fino ai venti metri e scocca un tiro potentissimo, in rete senza che Buti possa anche solo azzardare una parata efficace. Oltre a spezzare l'equilibrio l'1-0 dà fiducia al Montevarchi, di nuovo pericoloso alla mezz'ora sugli sviluppi d'un angolo di Pranteddu: in apnea la difesa del Fucecchio riesce a neutralizzare la spizzata di Kodra, che aveva cercato il secondo palo. Anche se nessuno lo sospetta, è uno degli episodi su cui gira la partita: ancora vivo il Fucecchio riprende a respirare, si rende pericoloso con un diagonale di Romani a lato d'un pollice e pareggia col rigore che Barducci concede punendo un fallo di mano di Bigozzi (protesta un po' il Montevarchi, sulla punibilità si potrebbe discutere tre anni e non s'arriverebbe a un accordo) e che Masha converte nell'1-1 spiazzando Ghelli. Ristabilito l'equilibrio all'ultimo dei tre minuti di recupero prima della pausa, dopo aver tanto patito la fisicità del Montevarchi il Fucecchio s'attende una ripresa diversa: prova a renderla tale Michele Citi, che decide di sacrificare Capocchi per cambiare sistema di gioco e, nel tentativo di tamponare Pranteddu spesso largo a destra, passare alla difesa a tre. Ben congegnata, la mossa ha effetto per meno d'un quarto d'ora: di minuti dal riavvio ne sono trascorsi tredici nel momento in cui Collura interrompe fallosamente un'azione d'attacco avversaria e riceve da Barducci la seconda ammonizione della partita. L'espulsione ha due effetti: Citi deve cambiare di nuovo, entrano Battiloro e Llanaj; e il Montevarchi, che con l'uomo in più trova spazi maggiori (non li sfruttano però né Cannoni, che si concede una sterzata di troppo, né Pranteddu, che s'ostina a calciare da troppo lontano), d'un tratto pensa che la partita si sia fatta facile. Dal calo d'attenzione seguono due indecisioni che quasi consegnano la vittoria al Fucecchio: gliela nega Ghelli, che s'oppone sia Masha (aveva calamitato un passaggio sbagliato da Sirà, e dopo esser scattato dalla mediana all'area di rigore aveva cercato d'aprire l'interno mancino, in realtà senza dargli granché angolo) sia a Battiloro, al tiro dopo aver vinto un contrasto con Bigozzi. Nel mezzo, quasi immancabile, ecco l'episodio da Var: per Barducci è irregolare la posizione di Fogli, che di testa aveva ribadito in porta il tiro di Borghi rimbalzato sulla traversa. Il Fucecchio si rammarica, più che per l'esito della partita per ciò che produce: mettendo insieme gli episodi e il diverso sviluppo dei due tempi il pari ci sta, ora però in testa c'è da sgomitare.
Calciatoripiù: Manenti
in difesa e Cannoni in attacco sono i migliori del Montevarchi, nelle cui schiere spicca Brogi, in rete alla prima partita che gioca dopo il lungo stop. Per segnare ha bisogno di calciare da fuori: era difficilissimo avvicinarsi all'area di rigore del Fucecchio, ben presidiata da Dainelli e da Borghi.
esseti
Tau Calcio-Cattolica Virtus 4-1

TAU CALCIO: Ricci, Romanelli (76' Guidi), Serafini (81' Scarselli), Tancredi (46' Rigacci), Marzano, Gabbrielli, MAtteucci (56' Goxhaj), Moschini (73' Sow), Stondei (64' Pellegrini), Sarnataro, Bonelli (66' Giovannelli). A disp.: Mariotti, Pierucci . All.: Paoletti Luca
CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini (79' Pagnotta), Mugnaini (72' Dona), Zangarelli (87' Lazzerini C.), Lazzerini M., Morozzi (61' Zini), Cullhaj, Crini (85' Narduzzi), Fossi I. (87' Tapinassi), Virdo (79' Torres Perez). A disp.: Dallai, Burgassi Da.. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Niccolo Buongiovanni di Pontedera
RETI: 7' Bonelli, 15' Stondei, 24' Virdo, 46' Sarnataro, 69' Pellegrini
Tutti sapevano come sarebbe finito, bastava leggere una cronaca d'epoca, eppure tutti, anche i bambini (c'è chi intuì che cosa fossero il cinema, gli adulti e la vita quando senti qualcuno urlare «Leva quella mano, biondo!» a Di Caprio che ritraeva Rose nuda tenendo per sé gran parte dello spettacolo), andarono al cinema a vedere Titanic, che per più d'un decennio restò il film più premiato dagli incassi; tutti, anche i bambini, andavano a vederlo perché non contava il naufragio: contava quello che c'era tra la partenza e il naufragio, da «Siamo i figli di puttana più fortunati del mondo» (giocata la parolaccia stagionale) ai modi - tutti i modi possibili in cui una persona può essere salvata - in cui Di Caprio salvò Rose, e che lui sia Di Caprio e non Jake Dawson e che lei sia Rose e non Kate Winslet non c'è bisogno d'argomentarlo. Tutti andavano a vedere Titanic anche se sapevano come sarebbe finito, perché contava il modo in cui al finale si sarebbe arrivati; e a questo campionato tutti si sono appassionati pur sapendo che il Tau la prima posizione l'avrebbe agganciata: c'era solo da scoprire come e quando. Per la seconda rivoluzione, che poi forse è una restaurazione, della classifica è stato sufficiente attendere metà novembre: dopo aver perso con l'Oltrera il Fucecchio ha pareggiato a Montevarchi; e, insieme al sorprendentissimo Venturina con cui si completa questo strano trio, il Tau, che da un mese non perde un punto, ha colto subito l'occasione. Il 4-1 inflitto alla Cattolica Virtus, sconfitta con uno scarto eccessivo rispetto a quanto ha mostrato soprattutto nella mezz'ora iniziale, azzera le distanze al vertice: dieci giorni fa si diceva che tra il Tau e il Fucecchio c'era più d'una partita, e ora non c'è più neppure una scartina. Era impensabile che il Tau rallentasse proprio quando la sorte, il calendario o il dio del calcio gli avevano servito l'aggancio; eppure, nonostante l'assenza di Chirinos Calderon (starà fuori per un po') senza il quale la difesa s'infragilisce, la Cattolica Virtus ha fatto di tutto per evitare che la quarta trasferta ad Altopascio dopo la finale persa a Lamporecchio finisse come le tre precedenti. Non è andata così, per una ragione trasparente: anche se per stilare le convocazioni Paoletti deve prima fare il conto di chi non c'è (ben quattro i 2010 in panchina: tre, Rigacci, Goxhaj e Sow, entrano nella ripresa; il quarto è Mariotti, il portiere di riserva), la rosa su cui può fare affidamento è per talento profondissima; e quando la Cattolica, che per tutto il primo tempo aveva scintillato, ha dovuto rallentare, quel talento ha trovato spazi in cui infilarsi, e infilandosi far male. Talento il Tau ce l'ha in tutti i reparti: ce l'ha in difesa (che grande stopper che è Marzano), ce l'ha in attacco (segnano Bonelli, Stondei, Pellegrini e Sarnataro, protagonista di un'altra prova superlativa), ce l'ha in mediana. È da qui che parte Moschini, che al 5' crea il primo pericolo per la porta avversaria: si spezza contro l'incrocio (poi il pallone rimbalza a terra: Buongiovanni dice niente rete, decisione condivisibile) il tiro che col mancino scocca dai venti metri dopo essersi accentrato sulla combinazione tra Romanelli e Stondei rifinita da Sarnataro. Al secondo affondo la Cattolica Virtus, che in avvio aveva sondato la consistenza della difesa avversaria con un lungo lancio di Zangarelli (gioca lui, adattato, centrale accanto a Manuel Lazzerini) tamponato da Marzano e catturato da Fossi, il cui mancino di controbalzo era sfilato sul fondo, cade; e cade su un episodio contestato: sulla verticalizzazione di Romanelli, che a destra trova lo spazio che vuole, è sospetto il timing con cui Bonelli scatta dietro la difesa. Buongiovanni, che in tutta la partita del fuorigioco ci capisce poco, dice che è tutto buono: è valida dunque la rete segnata col destro in diagonale sul secondo palo. All'1-0 la Cattolica reagisce in uno dei due modi possibili, l'unico giusto: anziché strepitare perché si sente vittima di un'ingiustizia, continua a pressare alta e inizia a manovrare col pallone a terra. Dalla contrapposizione tra due squadre che pensano soltanto a giocare, senza un'interruzione neppure per battere una rimessa laterale, nasce una delle mezz'ore più spettacolari della stagione. Lo spettacolo non resta un esercizio di stile, la Cattolica inizia ad attaccare pulita e furibonda innanzitutto da sinistra, dove Peccini costruisce due azioni interessanti prima mediando tra Cullhaj e Virdò per liberare Mugnaini al destro dal limite dell'area di rigore (pallone alto), poi verticalizzando per Crini, che anticipa l'uscita di Jordan Ricci ma sbatte sulla chiusura granitica di Marzano. Da un'altra chiusura, stavolta di Romanelli (perfetta la diagonale sul traversone rasoterra di Crini, che Fossi da pivot aveva liberato in posizione d'ala destra sul recupero alto di Virdò), nasce l'azione del raddoppio: lo segna Stondei, uno degli ex più attesi e più temuti, con un destro sporco in diagonale, ma più di metà del merito se lo prende Sarnataro, il cui lancio dalla trequarti spacca a metà la difesa avversaria. Il 2-0 avvia il frangente in cui la Cattolica fatica di più: prova subito ad approfittarne il Tau con un'azione che vede Serafini prima sprintare sull'apertura di Moschini, poi crossare per il colpo di testa mancato da Bonelli, quindi sul controcross di Matteucci calciare col mancino, alzato in angolo da Bracci. Di non essere riuscito a farsi fino in fondo martello nel momento in cui ne aveva la massima possibilità il Tau recrimina a lungo: la Cattolica si riprende e al 26' dimezza lo scarto con Virdò, che sul fronte destro dell'area di rigore controlla il pallone recapitatogli da Peccini con la mediazione di Crini e calciandolo in diagonale col destro lo scarica in porta rasoterra. Il 2-1 sembra avviare una partita diversa, che nei cinque minuti che seguono consente alla Cattolica di beneficiare di due punizioni sulla trequarti (le provoca entrambi Gabbrielli, ammonito, e d'entrambe s'incaricano due dei mancini): la prima la calcia Cullhaj, sul cui cross sporcato il destro di Manuel Lazzerini sfiora l'incrocio più lontano; la seconda vede Fossi cercare direttamente la porta lontana diciassette metri scarsi, e reattivo Jordan Ricci servirsi della mano di richiamo per proteggere il palo di competenza (31'). Un quarto d'ora dopo, cento metri più in là, è reattivo anche Bracci, che in uscita bassa anticipa Bonelli sul servizio orizzontale di Sarnataro coinvolto dal gran lancio di Romanelli. È l'azione che segnala che la partita sta di nuovo per cambiare, sensazione confermata dalla prima azione della ripresa: sul calcio d'inizio la avvia il lancio di Gabbrielli (Paoletti lo riporta in mediana, escludendo Tancredi e inserendo Rigacci al fianco di Marzano: in tutta la ripresa i due non sbaglieranno mezzo intervento), che di testa De Sa rinvia centralmente verso il limite dell'area di rigore; lì c'è Stondei, che calamitando il pallone col destro anticipa l'intervento di Zangarelli e si presenta davanti a Bracci, reattivo nell'uscita bassa e condannato dal lob che sulla ribattuta il destro di Sarnataro trasforma nel 3-1. Per reagire a un colpo così brutale la Cattolica ha bisogno di quasi venti minuti, alla fine dei quali riesce di nuovo a costruire un'azione d'attacco: ha poca fortuna Fossi, che invitato in pedana dall'appoggio di Peccini si crea lo spazio buono con un doppio passo da circoletto rosso e dai venti metri calcia alto di pochissimo. Entrato da cinque minuti netti (fuori Stondei), la porta invece la trova Pellegrini nell'azione che chiude la partita: sul destro, per il rasoterra vincente, il pallone glielo serve Sarnataro, che aveva ricevuto la sponda aerea di Giovannelli (ottimo l'ingresso, fuori Bonelli). Sul 4-1, i polmoni ormai in riserva dopo che nel primo tempo aveva corso tantissimo, la Cattolica esce dalla partita, e il Tau prova ad allargarsi: il divario lo contiene Bracci, punzecchiato innanzitutto da Gabbrielli con un destro rasoterra da venticinque metri spinto in angolo. Più di Sow (aveva rilevato Moschini), che sullo scarico di Giovannelli calcia altissimo col destro, alla quinta rete s'avvicinano Marzano con una girata volante sull'angolo di Pellegrini dalla destra e Scarselli (aveva rilevato Serafini) al culmine d'un contropiede avviato da Sarnataro su un rilancio di Jordan Ricci: le due parate rendono meno sgradevole il divario che già così è asprigno. Tre anni e mezzo fa a Lamporecchio insieme al titolo regionale la Cattolica sembra aver perso un amuleto: da allora quattro volte è salita ad Altopascio (non che in casa sia andata meglio, solo un punto in tre partite, peraltro a campionato finito), e quattro volte (5-0, 5-0, 3-2, 4-1) ha perso. D'altra parte la sconfitta va messa in conto quando s'affronta una squadra che nonostante un paio d'inciampi si sapeva che lassù sarebbe arrivata: si sapeva, eppure guardarla è sempre uno spettacolo, uno di quelli che, quasi fosse un kolossal, riempiono l'immaginario d'un paio di generazioni abbondanti.
Calciatoripiù
: se la punizione di Fossi (gran mancino, gran talento) fosse finita in porta e avesse raddoppiato la rete di Virdò, a segno per la seconda partita consecutiva, la Cattolica Virtus avrebbe pareggiato, e forse la platea avrebbe assistito a una partita diversa. Quello sul futuro alternativo resterà un dubbio eterno: conta il principio di realtà, quello che consente al Tau di vincere la quarta partita consecutiva grazie all'eccellente prova difensiva di Marzano (nella ripresa, contribuendo a rendere impermeabile la cerniera, lo affianca Rigacci, piglio da veterano e anima da combattente), alle sovrapposizioni e alle chiusure di Romanelli e Serafini, alle incursioni di Moschini e soprattutto al talento di Sarnataro, che segna una rete pesantissima, entra in due delle altre tre e, che sia prosa o siano versi, dà sempre l'impressione d'essere pronto a inventare qualcosa di meraviglioso.
Samuele Tofani
San Miniato-Scandicci 1-5

SAN MINIATO: Ciacci, Inglesi, Ciurlia, Ibrahimi, Leoni, Burroni, Cultrera, Ulivi, Poli, Aceto, Ismailaj. A disp.: , Perniconi, Boumarouane, , . All.:
SCANDICCI: Pesci, Torracchi, Baroncelli Lancisi, Salvadori, Galletti, Morosino, Pacini, Andrei, Nocentini, Belli, Bagala. A disp.: Izzo, Borchi, Drago, Gori B., Kurti, Lodovisi, Sani, Talbi. All.: Bernocchi Lorenzo
ARBITRO: Tommaso Guerrieri di Arezzo
RETI: 8' Torracchi, 15' Bagala, 28' Nocentini, 48' Cultrera, 85' Salvadori, 90' Drago
È la prima volta che vince in trasferta, dove finora aveva conquistato un solo punto, e anche se è la prima volta che vince in trasferta lo Scandicci esulta il giusto: non tanto per il punteggio, che è ampio (1-5) quanto basta, e neppure per la rete che impedisce a Pesci di mantenere la porta inviolata, ma perché davanti c'era la squadra più in difficoltà delle sedici, il San Miniato, che in attesa della sessione di calciomercato invernale può soltanto provare a limitare i danni. Soprattutto nella ripresa, quando il punteggio s'è sistemato sull'1-3 e a lungo c'è rimasto, qualcosa s'è visto; è difficile però ritenerlo abbastanza per mantenere la categoria, soprattutto se si considerano tre numeri: gli appena tredici calciatori convocabili (ben quattro i 2010, Ciurlia, Burroni, Cultrera e Andrea Poli, cui s'aggiunge un 2011, Ciacci, uno dei due portieri, quello titolare), le settantatré reti subite in appena nove partite, poco più d'otto per volta, e i dieci punti di distacco da Floria e Settignanese, le ultime due squadre al momento salve. In questo quadro così drammatico due dettagli strappano un sorriso: nessuna delle avversarie dirette corre tanto da scappare; e soprattutto in casa, quando incide la confidenza con le dimensioni del terreno di gioco, il San Miniato inizia a rispondere alle indicazioni di Voltolini, che è arrivato in panchina a stagione avviata dopo un'estate complicatissima. È giusto sorridere, nella consapevolezza che niente di tutto ciò può bastare contro due terzi delle avversarie: del lotto fa parte lo Scandicci, che anche muovendosi a giri bassi si prende i tre punti più facili della prima parte della stagione. Gli bastano pochi minuti per sbloccare il punteggio, e pochi per raddoppiare: è una domenica di prime volte, dalla distanza segnano sia Torracchi con l'aiuto del palo, sia in diagonale Bagalà, che aveva catturato un angolo di Filippo Pacini respinto dalla difesa. Segue, la fine del primo terzo ancora da arrivare, lo 0-3 di Nocentini, che festeggia la titolarità ritrovata dopo lo stop risolvendo una mischia nata da una ribattuta corta. Alla mezz'ora il divario è già incolmabile, eppure al riavvio dopo la pausa il San Miniato mostra di non volersi arrendere così presto: meno di tutti vuole arrendersi Cultrera, che su un lungo rinvio della propria difesa spacca a metà quella avversaria, punta Pesci e lo supera in pallonetto (48'). È l'1-3, che non cancella il significato complessivo della partita e che però costringe lo Scandicci a restare concentrato fino alla fine: basterebbe un altro errore per riportare in bilico il punteggio, operazione cui punta Cultrera, che due volte affonda nell'area di rigore avversaria e due volte (una con una certa rudezza, nei limiti secondo Guerrieri) si vede murare. Solido in fase difensiva, lo Scandicci torna ad accelerare quando vede che sul cruscotto del San Miniato s'è accesa la spia che suggerisce di fermarsi all'area di servizio più vicina, distante però almeno un mese ancora (Voltolini non effettua neppure un cambio: nonostante il tredici sulla schiena e i colori da calciatore di movimento, Perniconi è il portiere di riserva; e Boumarouane, l'altro in panchina, è arrivato da pochissimo): ispirati da Borchi segnano Gabriele Salvadori, che s'inserisce in area di rigore e sbatacchia in porta il pallone servitogli a rimorchio, e Drago, che aveva avviato l'azione precedente combinando con Talbi e che stavolta si prende la copertina con un diagonale mancino a chiudere un assolo superlativo. È l'1-5, per il quale però l'esultanza dura giusto il tempo di dare uno sguardo alla classifica: domenica al Bartolozzi scende il Tau, e si sa già che ci sarà bisogno d'un ritmo diverso. Calciatorepiù: la prima rete di Bagalà con la maglia dello Scandicci rafforza la sua candidatura a titolare in vista del big match di domenica prossima.
esseti