Giov. Fucecchio-Sporting Cecina 2-0
GIOV. FUCECCHIO: Terri, Gorgerino, Pratelli, Fondelli, Gronchi, Terreni, Calanna, Faye, Tortorelli, Iodice, Girardi. A disp.: Morelli, Villagran, Niccolai, Del Cesta, Pinucci, Rotondo, Lombardi, Sposato, Copia. All.: Falcini Giancarlo
SPORTING CECINA: Lepri F., Ciampi, Granchi, Bapary, Bandinelli, Carbone P., Marianelli, Yzerillari, Moretti, Iuppa, Galvano. A disp.: Casprini, Cucchiara.hani, Pavoletti, Giannessi, Marini, Malfanti, Antonelli. All.: Menicagli Alessandro
ARBITRO: Giulio Assirelli di Empoli
RETI: 20' Calanna, 78' Gronchi
Falcini la soluzione l'ha trovata: se gli attaccanti non riescono a segnare, bisogna puntare sui difensori. È una mossa vincente: sono Calanna, che difensore nasce anche se stavolta giocava un po' più avanti, e Gronchi a decidere la partita con lo Sporting Cecina, che vincendo avrebbe effettuato l'aggancio in classifica e invece vede il divario raddoppiare, e soprattutto si fa raggiungere dalla Cattolica Virtus prossima avversaria in un inedito scontro diretto per la salvezza. Menicagli s'augura che l'approccio iniziale sia diverso: per tutto il primo tempo lo Sporting Cecina, che raggiunge l'area di rigore avversaria in una sola circostanza (sul filtrante di Granchi scatta Moretti, che raggiunge l'ultima linea e cade sul contrasto: Assirelli lo valuta regolare), concede spazi ampi al Fucecchio, già pericoloso in avvio col tiro d'Iodice, che nonostante l'equilibrio precario riesce a insidiare la porta con un tiro potente ben parato da Melis. Quello buono è il secondo tentativo: da sinistra Pratelli crossa profondo sul secondo palo, da dove con l'interno al volo Calanna segna l'1-0. D'aver sbloccato il punteggio il Fucecchio non s'accontenta, e non accontentandosi continua ad attaccare; come spesso rilevato gli mancano non la qualità né la struttura complessiva, ma un po' di cattiveria sottoporta: ne sarebbe bastata un pizzico in più a Tortorelli per calciare angolato sull'ottimo recupero alto (anche se potente, il tiro gli esce invece centrale: Melis para), a Faye e a Pratelli per correggere in porta un paio di schemi su calcio d'angolo. D'una cosa sola alla pausa lo Sporting Cecina può dirsi soddisfatto: d'essere ancora in partita. Aggiunta alle indicazioni di Menicagli, questa consapevolezza rivoluziona l'approccio alla ripresa: già in avvio si rende pericoloso Pavoletti, che si libera sulla sinistra e calcia poco oltre il secondo palo; seguono due parate di Terri, reattivo sia su Moretti (splendido il filtrante di Bandinelli) sia sul tiro di Yzeirllari, che cerca di coronare una prova eccellente con la rete dalla distanza. Neppure questo tentativo va a buon fine, e lo Sporting Cecina deve continuare ad attaccare; ed è inevitabile che attaccando lasci spazio alle ripartenze del Fucecchio, pericoloso due volte con due diagonali di Copia sceso sulla corsia sinistra: a lato il primo, ben parato da Melis il secondo. Dunque lo scarto resta minimo, e nell'ultimo quarto lo Sporting Cecina costruisce altre due occasioni per annullarlo: glielo impedisce Terri, decisivo in uscita sia su Pavoletti lanciato in campo aperto, sia su Moretti che aveva guadagnato il diritto di calciare. Per porre fine all'ansia, immeritata dopo un primo tempo in cui non aveva mai rischiato e alla fine del quale l'1-0 gli stava stretto, il Fucecchio ha un'arma sola, raddoppiare: ci riesce con una ripartenza favolosa, alimentata dalla combinazione tra Rotondo e Lombardi e chiusa in diagonale dal mancino di Gronchi (78'). Resta giusto il tempo per una terza occasione per Copia, che stavolta di testa anticipa l'uscita di Melis ma si vede murato sulla linea, e la (moderata) soddisfazione di Falcini, che sa d'avere a disposizione una squadra diversissima da quella dell'anno scorso e che ci sta lavorando per massimizzarne le qualità nascondendone i difetti, soprattutto la troppa dolcezza sottoporta: almeno in questa partita così delicata la missione può dirsi compiuta.
esseti
San Miniato-Csl Prato Social Club 1-1
SAN MINIATO: Ciacci, Ciurlia, Cultrera, Machetti, Focardi, Fini, Bari, Annunziata, Mele, Fineschi, Burroni. A disp.: Giustarini, Bellandi, Poli, Pacciani, Bernazzi, Mazzei, Biancolini, Carlucci . All.: Pescara Nicola
CSL PRATO SOCIAL CLUB: Ancillotti, Morandi, Seminara, Borrelli, Venuti.iang, Truscelli, Magni, Nardini, Gori J., Nistri. A disp.: , Allori, Ciatti, Mocali, Sensoli, Stefani, Sulejamanovic, Vettori. All.: Galeotti Francesco
ARBITRO: Cristian Russo di Siena
RETI: 30' Ciurlia, 52' Truscelli
Quando si fa fatica a vincere, se la classifica è d'accordo un punto va più che bene. Per l'appunto, se la classifica è d'accordo: dell'1-1 s'accontenta di più il Csl Prato Social Club, che peraltro l'ha ottenuto in rimonta e che con i due successi d'inizio stagione (era ancora settembre, sembrano passate un paio di vite) è forte d'una posizione un po' più solida, che il San Miniato, che col pari riesce soltanto a sganciarsi dall'ultimo posto. Un successo gli sarebbe stato utile per non perdere troppo contatto dalle squadre che galleggiano a cavallo dalla zona retrocessione: rischia di finirne risucchiato anche il Csl, che la lunga striscia negativa costringe poco lontano dalla coppia delle quartultime. Con queste premesse è facile spiegare i pochi calcoli con cui le due squadre approcciano la partita; ne viene fuori un primo tempo equilibrato, nel quale il Csl regge bene per una ventina di minuti e poi concede spazio alle ripartenze del San Miniato, che pregusta il vantaggio con due tiri di Fineschi dalla distanza e lo trova alla mezz'ora: lo segna Ciurlia, che avvia l'azione scendendo a sinistra e dopo la combinazione con Mele e Annunziata la chiude calciando in diagonale sul secondo palo. Realizzato alla mezz'ora, l'1-0 regge fino alla fine del primo tempo e scavalca la pausa; poi si frantuma sulla girata di Truscelli, che dall'interno dell'area di rigore spedisce il pallone accanto al palo. Da giocare c'è ancora quasi tutta la ripresa, eppure nessuna delle due squadre dà l'impressione d'avere abbastanza forza per provare a vincere: nella mezz'ora che rimane si contano giusto un tiro di Biancolini, che da fuori sfiora l'incrocio dei pali, e sull'altro fronte la doppia parata di Ciacci su Jacopo Gori prima e su Allori poi. Non è abbastanza per rompere l'equilibrio: quando Russo fischia per l'ultima volta il punteggio recita ancora 1-1, e si sa quel che si dice quando a vincere si fa fatica.
Calciatoripiù: Ciurlia, Annunziata (San Miniato),
Venuti (Csl Prato Social).
Sestese-Scandicci 1-1
SESTESE: Bellocci, Coppini, Cecchi, Pieri, Martinelli, Tarchiani, Taddei, Bonta, Monterisi, Nesi, Barbanti. A disp.: Varosi, Grisolini, Cassiolato, Bartolozzi, Oublady, Bandini, Scura, Cetani . All.: Ferro Marco
SCANDICCI: Contieri, Boli, Bini, Catarzi, Sersif, Boldrin, Hatija, Brandani, Cardella, Gjonaj, Brahimaj. A disp.: Verna, Gjini, Pinzani, Londi, Deliperi, Nacci, Zani, Raimondi, Poggiali. All.: Fanfani Filippo
ARBITRO: Lorenzo Barducci di Firenze
RETI: 39' Barbanti, 62' Deliperi
Nelle difficoltà, anche se note, ci sta di rimanere invischiati: strappando l'1-1 dal Torrini lo Scandicci rallenta la Sestese, che ora vede il Montevarchi lontano tre punti. Il punteggio finale ha più d'una legittimazione: anche se l'elenco delle occasioni è frastagliato, le duellanti si sono fatte preferire un tempo a testa. È migliore l'avvio della Sestese, che fino alla pausa concede allo Scandicci solo un tiro di Boli dalla distanza e un tentativo di Brahimaj, e inizia a spingere con due incursioni di Bontà, chiamato a staccare di testa prima da un angolo di Cecchi (girata a lato) e poi da un invito laterale; glielo aveva formulato Nesi, il rifinitore anche dell'occasione successiva, quella nata dall'ennesima discesa di Cecchi a sinistra e non finalizzata da nessuno degli attaccanti (impatto mancato per un secondo scarso), e dell'azione del vantaggio: nel primo segmento c'è Taddei, che aveva avviato la ripartenza, ai due vertici dell'ultimo - nel mezzo il traversone rasoterra e il rinvio di Gjonaj un po' troppo corto - Monterisi e Barbanti, che di prima imbulletta sotto la traversa il pallone catturato e servitogli dal compagno. Su quest'episodio svolta il primo tempo, che si chiude nel giro di due minuti; al riavvio, nonostante lo svantaggio nel momento peggiore, lo Scandicci s'è trasformato. Di sicuro nella trasformazione incidono le difficoltà della Sestese, obbligata a ripensarsi perché Coppini e Pieri chiedono il cambio, e dunque Ferro deve rivoluzionare l'architettura (insieme a Oublady entra Scura, e Taddei è costretto ad abbassarsi), e di lì a poco esausti escono anche Monterisi e Nesi. Anziché avviare la ripresa secondo il medesimo leitmotiv, i tre calci d'angolo che Cecchi batte consecutivi (il più pericoloso è quello che avvia la serie: stacca Bontà, che di testa manca lo specchio per colpa d'una deviazione) si limitano a chiudere il primo spezzone con qualche minuto di ritardo. Incidono in positivo infatti i cambi chiamati da Fanfani, in positivo che più positivo non si può: nel momento in cui interviene di testa sul pallone inattivo di Gjonaj (fallo di Cetani sulla trequarti) e lo trasforma nell'1-1 Deliperi aveva rilevato Brahimaj da una manciata d'azioni (62'). Trovato il pari, lo Scandicci aumenta la pressione: Gjini, altro subentrato, libera davanti alla porta prima Boli, che manca l'impatto a botta sicura, poi Cardella, sul cui colpo di testa s'esalta Bellocci. Seguono altre due occasioni ancora più nitide: a cancellare quella di Hatija, cui il triangolo con Sersif aveva spalancato lo specchio, è la scivolata di Martinelli; solo con la sfortuna può prendersela Londi, che sul servizio di Deliperi da destra prende Bellocci in controtempo e calcia a lato di tre centimetri. Uscita quasi asciutta dal possibile diluvio, nei sei minuti finali la Sestese si lancia all'attacco nel tentativo di prendersi la vittoria: entrambi i palloni buoni capitano a Barbanti, ostacolato prima da Boldrin (in ritardo sul lancio di Cecchi, si gioca la trattenuta con espulsione in allegato: evidente l'occasione da rete) e poi da Pinzani, che dopo il tocco sottoporta mancato da Scura sul triangolo tra Taddei e Cassiolato s'immola con una scivolata decisiva. Si spezza qui l'ultimo attacco della Sestese, che al Montevarchi resta comunque la squadra più vicina: ora però non così vicina.
Calciatoripiù: per vincere alla Sestese non basta la prestazione stratosferica di
Barbanti, che segna l'1-0 e crea la superiorità numerica nei minuti finali; non gli basta perché dalla panchina Fanfani pesca
Gjini e
Deliperi, cui bastano pochi minuti per regalare l'1-1 allo Scandicci.
Venturina-Sangiovannese 5-0
VENTURINA: Galli, Tassi, Pozzobon, Vita, Fontana, Conforti, Venturini, Tosi, Caporali, Nfaiedh, Monaci. A disp.: Pazzagli, Pirrone, De Mattia, Donnoli, Govi, Bologna, . All.: Galici Claudio
SANGIOVANNESE: Dossini, Verdiani, Chiappi, Pucci, Senesi, Nocentini, Gori, Parasassi, Paloka, Tognaccini, Gabbatore. A disp.: Lincoln, Valenti, Bencivenni, , . All.: Tozzi Antonio
ARBITRO: Alessandro Tonin di Piombino
RETI: Monaci, Bologna, De Mattia, Monaci, Nfaiedh
Continua a star male la Sangiovannese, che resta da sola in ultima posizione (s'è sganciato il San Miniato, che ha strappato un punto al Csl): sono cinque le reti che gli rifila il Venturina, che prolunga una striscia positiva aperta da fine ottobre. Il 5-0 finale può far pensare a una passeggiata, ma specialmente nel primo tempo la Sangiovannese si difende con ordine e concede poco; la troppa sufficienza del Venturina, che fino alla pausa si rende pericoloso una volta soltanto (calcia Monaci a giro, palo all'8'), rende a lungo inscalfibile lo 0-0. L'equilibrio si rompe in avvio di ripresa, dopo la strigliata di Galici negli spogliatoi: segna Monaci, che si gira e batte Dossini sul primo palo. A questo punto la partita assume un indirizzo preciso, che però per rinforzare il Venturina ha bisogno del quarto d'ora finale: il 2-0 lo segna Bologna, che calamita il tiro di Monaci respinto dalla traversa e deposita il pallone nello specchio spalancato. Con un traversone perfetto Bologna entra anche nella rete del 3-0, quella che fa esultare De Mattia al rientro dopo un lungo stop; restano da annotare giusto la seconda rete personale di Monaci per il 4-0 e il 5-0 di Nfaiedh, che sale a quota nove in classifica marcatori.
Calciatoripiù: Monaci e
Venturini (Venturina).
Affrico-Pol. Monteserra 1-1
AFFRICO: Sarti, Ventrice, Cangero Moretti, Andreano, Merkaj, Brocci, Matacena, Salvadori, Fabiani, Seneci, Kasa. A disp.: Zare, Paoletti, Marangio, Occhibove, . All.: Bertini Andrea
POL. MONTESERRA: Bulleri M., Piantanida, Scalsini, Musacchio, Selmi N., Mollica, Taddei, Kerciku, Alfarano, Di Blasi, Carli. A disp.: Selmi M., Marchesano, De Gregorio, Pratali, Arcangioli, Bruno, Soldani, . All.: Paesano Luca
ARBITRO: Luca Vergnano di Pistoia
RETI: Ventrice, Taddei
Proprio quando gli ultimi granelli della clessidra stavano scandendo la fine del match, capitan Ventrice evita il secondo ko stagionale dell'Affrico e prolunga la striscia di pareggi. Fino all'ultimo sembrava che la trappola costruita da Paesano fosse scattata e che l'Affrico ne fosse stato vittima illustre, ma i sogni del Monteserra si sono spezzati sul più bello. È ben distante dall'essere brillante la prova dell'Affrico, che fatica a creare occasioni nitide per segnare e spesso manca di precisione nella manovra. A costruire la prima azione è il Monteserra: Alfarano controlla col petto e serve centralmente Kerciku, che calcia dalla distanza senza rendersi pericoloso. L'Affrico replica al 12', quando Andreano crossa in area trovando Fabiani, che appoggia per Kasa: sul suo tiro a giro sul secondo palo Bulleri compie un miracolo, un intervento semplicemente da marziano, allungandosi e deviando il pallone in out. Kasa ci riprova di nuovo poco dopo sul recupero alto di Fabiani: tiro alto da buona posizione. Al minuto trentotto il Monteserra torna a farsi vedere in avanti grazie alla percussione di Taddei, che dopo aver vinto alcuni rimpalli entra in area e serve sulla sinistra Kerciku: di prima gli esce un tiro smorzato, non pericoloso. Un minuto più tardi Kasa ci prova per la terza volta: finisce fuori il suo diagonale dalla destra. Allo scadere del primo tempo ecco che il Monteserra colpisce con il gol dello 0-1: La rete nasce dai piedi di Taddei, che da una mattonella interessante trasforma in gol una punizione calciando forte sul palo di Sarti. In vantaggio alla pausa, nella ripresa il Monteserra opta per un approccio difensivo, lasciando il pallino del gioco all'Affrico senza però concedergli granché. Al 42' ci prova Andreano, che calcia al volo dopo aver catturato un angolo respinto: tiro parato. Al minuto cinquanta Bulleri sfodera un altro intervento da extraterrese. Lo sfidante è sempre lo stesso, Kasa. Come in un duello del Far West i due non si risparmiano e sanno che solo uno dei due può uscirne vittorioso. L'attaccante blues si gira verso la porta, e dai venti metri scarica un destro potente a mezz'altezza sul primo palo: Bulleri vola e toglie il pallone dalla porta, facendo capire che stasera lo sceriffo del villaggio indossa i guantoni e gioca in porta. Un minuto più tardi ci riprovano i padroni di casa, stavolta con Fabiani, che conclude fuori complice una deviazione. Al 59' Ventrice fa le prove generali per il gol, calciando dalla medesima posizione che più tardi sarà vincente: stavolta il pallone si stampa sulla traversa. Al 79' ancora il capitano blues calcia una punizione dal limite senza trovare la porta. Le speranze del Monteserra naufragano soltanto all'83': Ventrice raccoglie una respinta sull'out di destra, entra in area e con un diagonale chirurgico pareggia i conti. Alla fine della partita nessuna delle due compagini esce dal campo col sorriso: l'Affrico è ben consapevole che sono richieste prestazioni migliori per ricucire il gap creatosi con le tre big del campionato; il Monteserra riparte da un ottimo primo tempo, ma col rammarico della beffa finale e di una gestione della ripresa forse non impeccabile.
Calciatoripiù: nell'Affrico i migliori sono
Ventrice e
Kasa, che anche se non forniscono la loro miglior prestazione stagionale hanno il merito di creare le occasioni principali. Bravo anche
Andreano, che dialoga bene sulla fascia di competenza. Nel Monteserra emerge
Taddei, che grazie al gol e all'ottima prestazione si contende il titolo di migliore in campo con
Bulleri, autore di due parate irreali e incolpevole sul gol subito.
Matteo Raimondi
Tau Calcio-Aquila Montevarchi 1-3
TAU CALCIO: Mariotti, Guidi A., Citti, Mosso, Mannucci, Mendolia, Silla Di., Silla Da., Cecchetti, Hussey, Sow. A disp.: Barsottelli, Geri, Lisisco, Bonacchi, Casamenti, Blini, Goxhaj, Lapi, Biondi. All.: Marconcini Emanuele
AQUILA MONTEVARCHI: , Marchi, Rustichini, Chiavacci, Pulaj, Papini, Ajighevi, Liistro, Pugliese, Sylla. A disp.: Tognaccini, Fabbroni, Rangoni, Billi, Fagioli, Assouini, Verdi, Nencini, Metaj. All.: Tesconi Massimo
ARBITRO: Gabriele Piccarreta di Pisa
RETI: 12' Ajighevi, 70' Goxhaj, 73' Ajighevi, 85' Pugliese
La prima volta si può dire che è l'episodio, l'autorete, tutti gli astri allineati; se le volte in cui si vince ad Altopascio diventano due, e due di fila, la candidatura a favorita assoluta è di diritto automatica. Dopo undici giornate, soltanto quattro quelle che separano dalla fine del girone d'andata, l'Aquila Montevarchi non può più allontanarsi fischiettando quando si parla di lotta per il titolo toscano: dopo undici giornate non può più farlo, perché all'undicesima ha vinto in casa di una delle due squadre - l'altra è la Sestese, che lo Scandicci ferma sull'1-1 - con le quali da settimane stava battagliando per il primato. Da quasi nove mesi i 2010 del Tau non perdevano in campionato (e, se s'esclude la finale scudetto col Savio, da quasi nove mesi non perdevano in una competizione ufficiale): la striscia la interrompe la squadra che l'avviò. Il 2 marzo espugnando Altopascio il Montevarchi s'illuse di poter vincere il titolo toscano; stavolta non è detto che l'illusione rimanga tale. L'1-3 finale, che forse è largo per dimensioni (subito prima di pareggiare, da giocare ancora l'ultimo quarto, il Tau resta in dieci; e il rigore che nel recupero fissa il punteggio è un errore di Piccarreta più che un fallo di Guidi) ma di sicuro trasparente nel messaggio, non può essere sottovalutato: oltre ai tre punti, che di vantaggio diventano cinque, chi vince ad Altopascio si prende il diritto di sognare e la forza per crederci. Di vincere il Montevarchi aveva una gran voglia: lo dimostra l'ottimo approccio, che nei primi cinque minuti costringe Mariotti a opporsi prima ad Ajighevi, che calcia di potenza dal limite dell'area di rigore (sarà una soluzione frequente, frequente e decisiva: varrà doppietta e successo), e poi a Liistro, chiamato alla volée dal traversone di Rustichini dopo il triangolo con Pugliese. È la prova del vantaggio, che matura al 12'; e matura perché almeno in avvio il Tau fatica a contenere gli scambi tra gli attaccanti avversari: così, fattosi rifinitore anziché stoccatore come nell'azione che quattro minuti prima s'era conclusa con un tiro a lato di circa un metro, Pugliese indovina il primo d'una lunga serie di dribbling e centra per Liistro, il cui tiro a colpo sicuro la difesa del Tau tampona; tamponandolo però devia il pallone verso il limite dell'area di rigore, da dove Ajighevi calcia di potenza indovinando l'angolo basso alla sinistra di Mariotti. Allo svantaggio, punteggio al quale non è abituato, il Tau reagisce con tre occasioni potenziali: non le sfruttano né Diego Silla, che anziché calciare cerca un traversone rasoterra letto bene dalla difesa, né Cecchetti, che svirgola un pallone interessante, né Sow, che sbatte sugli scarpini di Tommasi, chiamato all'unica vera parata del primo tempo. Nel mezzo il Montevarchi sfiora il raddoppio con un colpo di testa di Chiavacci, che chiamato a saltare dal calcio d'angolo di Pugliese stacca bene e devia il pallone alto di poco (21'). L'episodio non sfruttato il Montevarchi lo rimpiange a lungo, perché nei primi venticinque minuti dal riavvio il Tau, che Marconcini riaggiusta, gli impedisce d'attaccare: glielo impedisce perché ora attaccare sta a lui. Di nuovo però le occasioni restano solo potenziali: non trovano lo specchio né Mosso da una ventina di metri, né Sow murato dalla difesa a un metro dalla linea di porta, né infine Cecchetti il cui tiro secco una deviazione sporca sopra la traversa. È paradossale che il Tau pareggi un istante dopo esser rimasto in dieci: Piccarreta espelle Bonacchi, punendolo per la reazione al fallo con cui Marchi (e della chiarezza dell'occasione da rete, e dunque della correttezza della sola ammonizione, si potrebbe stare a discutere di qui alla fine della settimana: la direzione generale dell'azione era centrale o laterale?) gli aveva impedito l'accesso all'area di rigore. Sugli sviluppi della punizione comunque il Tau pareggia: sul traversone profondo di Mosso s'inserisce Goxhaj, che di testa segna l'1-1. Il nuovo pari regge tre minuti appena, poi il Tau cede di nuovo sulle corsie laterali - stavolta sulla propria destra - e si ritrova di nuovo in svantaggio: segna di nuovo Ajighevi, che col mancino schianta sotto l'incrocio dei pali il pallone servitogli dalla millesima combinazione tra Liistro e Pugliese coinvolti nell'azione dalla discesa di Rustichini. Costretto di nuovo a rimontare, nella manciata di minuti che restano il Tau si lancia all'attacco, e senza confezionare vere occasioni per il pari concede una ripartenza: Piccarreta valuta male il tackle di Guidi (eppure un indizio chiaro ce lo aveva: il Montevarchi si stava preparando a un calcio d'angolo) e lo punisce con un rigore che non c'era, quello di cui Pugliese, che il presunto fallo l'aveva subito, si serve per sigillare il successo con la decima rete in campionato. Di questi numeri non ci si può non accorgere, come non ci si può non accorgere del valore di una squadra che dopo quasi nove mesi torna a vincere ad Altopascio, e vincendo ad Altopascio prova a scappare mettendosi dietro tutta la Toscana.
Calciatoripiù: alla manovra del Tau Altopascio l'equilibrio lo dà
Mosso, che calcia la punizione da cui nasce il pari. È un pari illusorio:
Ajighevi, che già in avvio aveva portato in vantaggio il Montevarchi, segna la doppietta che regala a lui un pomeriggio indimenticabile e ai suoi l'innesco della fuga.
esseti
Pietrasanta-Floria 0-2
PIETRASANTA: Quiligotti, Cavalzani, Paganini, Salvi, D Este, Tusha, Strati, Corso, Toncelli, Cutolo, Ciambelli. A disp.: Gassani, De Vitis, Tommasi, Moro, Rea, Kahindi, Esperon, Lencioni, Barresi. All.: Albinoiu Ionut
FLORIA: Cesari, Vezzani, Ciappina, Bussotti, Michelini, Del Lungo, Galli, Morales, Giglietti, Vannozzi, Zolfanelli. A disp.: Massetani, Cufi, Galeotti, Magnolfi, Parravicini, Razzauti, Rosselli, . All.: Sbolci Davide
ARBITRO: Danilo Astretto di Carrara
RETI: 41' Zolfanelli, 63' Autorete
C'è poco da fare, in casa il Pietrasanta continua a deludere. Fuori la media è spaziale, tredici i punti in cinque partite; alla Pruniccia arriva la quarta sconfitta su sei. Davanti c'era la Floria, che vince 0-2 (nella ripresa entrambe le reti) dopo aver rischiato tutto quello che si può rischiare nei tre minuti iniziali: sui tre angoli consecutivi di Cutolo infatti la difesa lascia liberi di colpire i due centrali avversari, prima Cavalzani e poi per due volte Salvi, che mancano lo specchio a colpo sicuro. Per riprendersi dallo spavento la Floria ha bisogno di far finire il primo quarto, nel quale concede al Pietrasanta un'altra occasione potenziale: non la sfrutta Ciambelli, che solo davanti a Cesari sbaglia il controllo finale. È l'episodio su cui gira la partita: da qui in poi la Floria, aiutata dalle mosse di Sbolci (funziona il passaggio dal 4-3-3 al rombo: il nuovo sistema di gioco mette in difficoltà la mediana avversaria), comincia a uscire, prima un po' timida e poi sempre più sicura. Il vantaggio alla prima azione della ripresa scatta quasi automatico: lo segna Zolfanelli, che accompagna in porta (forse il pallone ci sarebbe finito lo stesso, ma un attaccante deve soddisfare il proprio istinto) il traversone di Ciappina liberatosi a sinistra con un dribbling secco su Tusha. Lo svantaggio fa così tanto male al Pietrasanta da costringerlo a uscire dalla partita: Gassani prova a tenerla aperta con una parata difficilissima su Giglietti, ma deve arrendersi al caos che segue un calcio d'angolo di Bussotti e che dopo un tiro di Vezzani e due rinvii sbagliati della difesa (impossibile identificare l'autore dell'ultimo tocco, impossibile anche con i video) fa rotolare il pallone in porta. Alla fine della partita manca più d'un quarto d'ora: la Floria lo gestisce senza rischiare nulla, guadagna una posizione e porta a otto i punti di vantaggio sulla zona in cui nessuno vuole stare. A inizio dicembre inizia a essere un buon margine.
Calciatoripiù: la giocata di
Ciappina consente a
Zolfanelli di spezzare l'equilibrio, il calcio d'angolo di
Bussotti avvia l'azione che consente alla Floria di sigillare il successo.
esseti
Cattolica Virtus-Settignanese 2-1
CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Susini, Scopetani, Bramanti, Manzini, Burgassi Da., Caponi, Masi G., Mazzantini, Burgassi Di., Stiacci. A disp.: Silverio, La Ragione, Viviani, Palchetti, Paolucci, Memis, . All.: Bargellini Massimo
SETTIGNANESE: De Fazio, Spanu G., Chiummiello, Manfrin, Sommazzi, Tarantoli, Madio, Agostinelli, Failli, Sahbani, Magnelli. A disp.: Maruottolo, Carpanesi, Ciani, Di Comun, Giardina, Nodari, Passannanti, Perrino. All.: Petriccione Luigi
ARBITRO: Ruben Raoul Incerpi di Firenze
RETI: 54' Sahbani, 72' rig.Memis, 80' Caponi
Non cade tra le mura del Bozzi la Cattolica, che all'ultimo minuto (decide Caponi) si impone 2-1 sulla Settignanese e per la prima volta in stagione prova ad affacciarsi al di fuori della zona retrocessione: ora è quartultima insieme allo Sporting Cecina. In un primo tempo giocato su ritmi bassi da entrambe le squadre, che producono poche occasioni, è la Cattolica Virtus a farsi preferire e a partire subito forte: dopo appena un giro di lancette Masi tenta il tiro da fuori area centrando in pieno la traversa. La partita, molto tattica, fatica a decollare: per la seconda occasione occorre aspettare il 37', quando Masi serve Diego Burgassi che lascia partire un tiro-cross su cui per poco non arriva Mazzantini; la respinta di De Fazio in calcio d'angolo manda in archivio il primo tempo. La ripresa si apre sulla medesima falsariga, e dopo appena cinque minuti la Cattolica crea un'altra occasione per portarsi in vantaggio: Masi calcia nuovamente da fuori area trovando l'opposizione non perfetta da parte di De Fazio che comunque riesce a respingere; sulla ribattuta si avventa Diego Burgassi, chiuso in angolo dalla difesa. Dopo aver sofferto per larghi tratti della partita, la Settignanese prende coraggio e al 48' si affaccia nella metà campo avversaria: Nodari conquista il fondo e crossa per Agostinelli, il cui velo libera Spanu chiuso da Susini al momento del tiro. La Settignanese continua a guadagnare campo e al primo tiro in porta si porta in vantaggio, Manfrin mette il mezzo il pallone che la difesa locale tenta di spazzare, sulla respinta si avventa Sahbani che si coordina al volo e segna il gol dello 0-1 (54'). La Settignanese prova a sfruttare il momento favorevole e si rende pericolosa ancora con Sahbani, che dopo aver saltato Dario Burgassi tenta la conclusione a giro mandando il pallone sopra la traversa (58'). Dopo essere andata sotto nel punteggio la Cattolica prova a reagire e aumenta i giri: al 59' Caponi serve Stiacci che calcia in porta, la conclusione però è troppo centrale e non crea problemi a De Fazio. L'episodio che cambia l'inerzia complessiva si verifica al 72', quando la Cattolica si guadagna un calcio di rigore per trattenuta di Sommazzi ai danni di Capone. Sul dischetto si presenta Memis, che batte De Fazio e segna l'1-1. La partita si accende improvvisamente, ed entrambe le squadre cercano di conquistare i tre punti. Ci prova prima la Cattolica con la conclusione di Manzini murata dalla difesa ospite (77'), replica la Settignanese nuovamente con Sahbani, che calcia alto. Quando ormai l'1-1 sembra pronto all'archivio e il gong sta per risuonare, la Cattolica si porta in vantaggio: Stiacci riceve un lancio lungo, si gira e serve Caponi, che dal limite sinistro dell'area di rigore calcia col destro facendo partire uno splendido tiro a giro, in rete sul secondo palo. Nel recupero la Cattolica avrebbe anche l'occasione per calare il tris: Stiacci calcia a giro una punizione dal limite destro dell'area di rigore trovando però la strepitosa parata di De Fazio (83'). È l'occasione che mette fine alla partita: la Cattolica Virtus vince e aggancia lo Sporting Cecina, prossimo avversario in uno scontro diretto che si annuncia decisivo.
Calciatoripiù: nella Cattolica buone le prestazioni di
Masi, che fino al momento del cambio si rende pericoloso in un paio di occasioni e di
Caponi, autore del gran gol che consegna la vittoria alla sua squadra. Nella Settignanese spicca di
Sahbani, che segna e crea più di qualche grattacapo alla difesa avversaria.
TdG