Giov. Fucecchio-Scandicci 3-0
GIOV. FUCECCHIO: Terri, Gjoni, Pinucci, Fondelli, Gronchi, Terreni, Copia, Faye, Sabato, Lombardi, Tortorelli. A disp.: Morelli, Calanna, Del Cesta, Villagran, Pratelli, Iodice, Niccolai, Marine, Stefanizzi. All.: Falcini Giancarlo
SCANDICCI: Contieri, Boli, Gjini, Catarzi, Pinzani, Boldrin, Hatija, Londi, Cardella, Brandani, Deliperi. A disp.: Verna, Gori B., Bini, Zani, Raimondi, Brahimaj, Sersif, Gjonaj, Poggiali. All.: Fanfani Filippo
ARBITRO: Gheorghe Petrica Suciu di Viareggio
RETI: 12' Sabato, 71' Fondelli, 84' Gronchi
Intesa come metodo di ragionamento, no di cottura, l'induzione ha una grande forza e un limite enorme: resta legatissima al mondo, e però per trarre conclusioni generali ha bisogno di tantissimi test. Sull'ammontare minimo s'è discusso per secoli; di sicuro nessuno ha mai pensato che uno fosse sufficiente. Non si può pronosticare una stagione dopo una sola giornata, e neppure dopo due; tantomeno se la seconda propone un risultato opposto alla prima. Eppure, reazione giustificata, si rallegra il Fucecchio, che dopo aver perso ad Altopascio vince all'esordio interno; e, reazione giustificata, si rammarica lo Scandicci, che sconfitto vede subito tornare pari la differenza reti: al 4-1 inflitto al San Miniato segue un 3-0 durissimo, forse anche troppo punitivo. È vero che il punteggio è rimasto aperto più di quanto a prima vista si possa sospettare, che ne è indice chiaro il minuto in cui Fondelli e Gronchi hanno segnato la seconda (71') e la terza rete (84'); eppure il fine settimana è mesto, mesto perché all'ottima manovra già sviluppata contro il Tau stavolta il Fucecchio è riuscito ad abbinare concretezza sottoporta. La riprova non c'è, ma la presenza di Sabato ha un peso considerevole: per sbloccare lo 0-0, che in avvio già Lombardi e Copia avevano provato a intaccare (attento Contieri, tiri non complicatissimi), gli sta largo il quarto d'ora, riferimento entro il quale la sua spaccata (preciso il traversone di Faye, che s'era ben sovrapposto a destra) aveva già prodotto il vantaggio. A destra anche lo Scandicci cerca di sfondare per costruire il contrattacco: protagonista ne è Bini, l'unico titolare diverso rispetto al primo undici stagionale (Boli parte in panchina), che viola l'area sullo scambio tra Brandani e Hatija e con un tiro potente cerca la porta, ben protetta da Terri con la prima di quattro parate favolose. Per le altre tre c'è da attendere la ripresa: prima della pausa lo Scandicci costruisce un'altra azione pericolosa, che però scivolando al momento dell'esecuzione Sersif non riesce a concludere. Dietro la difesa, chiudendo un triangolo spaziale con una giocata da pivot, l'aveva liberato Cardella, che al riavvio si mette in proprio sulla combinazione mancina con Brandani: perché il pallone esca dopo aver dato un pizzicotto alla traversa è necessario il tuffo di Terri, di nuovo superlativo sull'azione personale di Sersif e sul tiro di Catarzi, che calciando di collo dal limite dell'area di rigore sugli sviluppi d'una rimessa laterale aveva impresso al pallone un effetto velenoso. Falcini, che le partite sa leggerle benissimo, capisce che se non interviene rischia di vedere il successo volatilizzarsi; e allora interviene, e cambia sei interpreti. Due in particolare lasciano sulla partita un'impronta evidente: il primo è Iodice, che con una punizione ben calciata (protesta un po' lo Scandicci contro Suciu, protesta un po' perché il fallo è evidente ma forse subito prima ce n'era uno su Sersif) mette in difficoltà Contieri, costretto alla respinta corta sulla quale irrompe Fondelli col colpo di testa del raddoppio; il secondo è Stefanizzi, che su due calci d'angolo a sfavore alimenta due ripartenze la seconda delle quali (neutralizzata dall'uscita di Contieri la prima), non interrotta da Catarzi, costringe Brandani al fallo in campo aperto ben oltre la mediana, centrale la direzione: chiara l'occasione da rete, inevitabile l'espulsione. In inferiorità numerica allo scadere, lo Scandicci concede al Fucecchio un'altra ripartenza, stavolta buona per il tris: scattato in posizione regolare sul lancio profondo di Fondelli, Marine si fa sporcare il tiro da Catarzi; la traiettoria si trasforma in un passaggio morbido per Gronchi, che in scivolata accompagna il pallone in porta e avvia la rincorsa del Fucecchio: la destinazione resta da decidere, per identificarla non basta una partita, per quanto ottima; eppure è lecito pensare che quell'esultanza, tanto felice e poco rabbiosa, abbia radici profondissime.
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Calciatoripiù : in mediana
Sersif disputa una partita favolosa, che però non basta allo Scandicci per evitare la sconfitta; non basta perché
Sabato sfrutta la prima occasione che gli capita,
Terri ricorda alla Toscana come mai su di lui aveva puntato l'Empoli, e dalla panchina Falcini pesca
Iodice e
Stefanizzi , che anche se non segnano lasciano un segno chiaro sulla vittoria del Fucecchio.
esseti
San Miniato-Sangiovannese 4-1
SAN MINIATO: Giustarini, Ciurlia, Bellandi, Machetti, Focardi, Poli, Bari, Annunziata, Pacciani, Fineschi, Gueye. A disp.: Ciacci, Tarli, Bernazzi, Cultrera, Mazzei, Burroni, Fini, Mele, Carlucci. All.: Pescara Nicola
SANGIOVANNESE: Dossini, Materassi, Fatucchi, Banini, Nocentini, Senesi, Mercuri, Parasassi, Duranti, Tognaccini, Paloka. A disp.: Frasi, Gabbatore, Pucci, Valenti, Gorelli, . All.: Tozzi Antonio
ARBITRO: Emanuele Massai di Firenze
RETI: 44' Duranti, 49' Gueye, 55' rig.Pacciani, 78' Pacciani, 83' Machetti
Bastava aver pazienza. Al secondo tentativo il San Miniato si sblocca, e fa capire che lo scivolone di Scandicci è poco più che occasionale: è identico (4-1) il punteggio con cui batte la Sangiovannese, che nonostante la seconda sconfitta di fila dimostra una crescita evidente, e che per recuperare il gap dalle avversarie dirette potrebbe aver bisogno di poco tempo ancora. Lo segnala l'ottimo approccio al primo tempo, nel quale il San Miniato resta lontano dall'area di rigore avversaria: alla pausa è impossibile un risultato diverso dallo 0-0, perché di tiri non ce ne sono stati. Diversa è la ripresa, diversa perché la Sangiovannese si porta in vantaggio (Giustarini respinge corta la punizione di Parasassi dalla trequarti, sulla ribattuta Duranti schianta il pallone in porta) e costringe il San Miniato alla reazione immediata. Il pari potrebbe arrivare subito, sul colpo di testa di Ciurlia imbeccato sottoporta da un cross da sinistra: la traversa costringe al rinvio. È un rinvio breve, giusto qualche minuto: di segnare il pari s'incarica Gueye, che l'incursione sulla corsia destra la chiude con un tiro formidabile sul palo lontano. È la prima svolta, cui segue quasi subito la seconda: Massai valuta punibile il tocco di mano di Fatucchi dopo un flipper in area favorito dalla giocata di Fineschi, Pacciani non si fa condizionare dall'errore della prima giornata (bravo Pescara a dargli ancora fiducia come rigorista) e dal disco ribalta il punteggio. La Sangiovannese, che nella circostanza aveva protestato un po' ravvisando un'autogiocata nella dinamica cruciale, torna a lamentarsi nell'azione in cui Massai non le concede un possibile rigore per un tocco simile; è l'ultima volta che il San Miniato rischia: poi Pacciani trova la doppietta chiudendo un'incursione a destra con un tiro imparabile sul palo lontano, in diagonale Machetti capitalizza il triangolo con Annunziata, e il divario assume dimensioni incolmabili. Dunque la Sangiovannese esce di nuovo sconfitta, e di nuovo con uno scarto sensibile; ma già rispetto a sette giorni prima la crescita è evidente: basta solo aver pazienza.
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Calciatoripiù: Ciurlia per la costanza (e la traversa),
Pacciani (San Miniato) per la doppietta,
Dossini e
Nocentini (Sangiovannese) per la personalità e lo spirito con cui guidano la difesa.
esseti
Pietrasanta-Pol. Monteserra 1-2
PIETRASANTA: Corso, Toncelli, Gassani, Barresi, Cavalzani, Paganini, Kahindi, D Este, Esperon, Cutolo, Ciambelli. A disp.: Taricco, Moro, Salvi, Rea, Tusha, Bernardini, Strati, Lencioni . All.: Albinoiu Ionut
POL. MONTESERRA: Selmi M., Soldani, Scalsini, Arcangioli, Ramacciotti, Marchesano, Carli, Musacchio, Mannucci, Kerciku, Alfarano. A disp.: Bulleri M., Desiderio, Pratali, Likmeta, Taddei, Mollica, Bruno, Boschi. All.: Paesano Luca
ARBITRO: Edoardo Tonioli di Carrara
RETI: 9' Kahindi, 48' Carli, 72' Musacchio
A san Vincenzo de' Paoli il Monteserra potrebbe diventare devoto, perché san Vincenzo de' Paoli si ricorda il 27 settembre; e il 27 settembre a Cascine di Buti si festeggerà per anni, perché il 27 settembre il Monteserra ha vinto la prima partita in un campionato d'élite. Lo scenario è La Pruniccia, dove nonostante l'ottimo avvio che aveva prodotto la rete a freddo il Pietrasanta esce sconfitto 1-2, e non dà continuità alla vittoria ampia rifilata alla Sangiovannese nella partita d'esordio. Eppure i primi minuti sembrano suggerire uno sviluppo analogo a sette giorni prima: funzionano bene i meccanismi d'Albinoiu, che conferma per intero gli undici titolari; così bene che alla prima azione Toncelli colpisce la faccia interna del palo, ed entro il 10' Kahindi mantiene intatta la media d'una rete a partita: stavolta segna sottoporta, sciogliendo una mischia nata da un traversone di Cutolo. Per tutto il primo quarto, e anche un po' oltre, il Monteserra fatica a reagire: fin quando Kahindi resta sul terreno di gioco la difesa non sa come contenerlo; e dunque la mediana si dedica soprattutto a raddoppiare le marcature, e servire qualche buon pallone a Carli, Mannucci, Kerciku e Alfarano è poco meno di un'utopia. Poi Kahindi è costretto a uscire, e la partita cambia: il Monteserra può sganciarsi dagli obblighi difensivi fin lì pressantissimi, e consentire alla mediana d'accompagnare l'azione offensiva; dalla nuova inerzia nasce subito un'occasione: non la sfrutta Mannucci, il cui colpo di testa a botta sicura sbatte sul muro in prossimità della linea. Dunque per il pari occorre attendere la ripresa e una mezza incertezza di Gassani, che sul lancio profondo di Likmeta non sa se è meglio uscire o restare in porta, e si ritrova a metà strada: lo punisce Carli, che sul rimbalzo disegna il pallonetto dell'1-1. Del pari il Monteserra non s'accontenta, né potrebbe: alla nuova inerzia si somma la superiorità numerica creata dall'espulsione di D'Este, che Tonioli espelle per una reazione. Seguono due episodi che la sorte spinge ora da una parte ora dall'altra: il Pietrasanta la ringrazia quando vede il tiro di Likmeta rimbalzare sulla traversa, e la maledice sul tiro-cross di Musacchio (traiettoria voluta? fortunata? resterà in eterno il mistero, l'intenzione è insondabile) in porta dopo un pizzicotto alla faccia esterna del palo lontano. È la giocata decisiva: gli otto minuti che rimangono servono solo al Monteserra per vedere sempre più vicina, e poi concreta, una prima volta storica.
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Calciatoripiù : finché gioca
Kahindi tiene alto il Pietrasanta e vincola il Monteserra a una partita guardinga; un colpo subito lo costringe a uscire, e allora cambia lo sviluppo tattico in conseguenza del quale si ribalta il punteggio: già sulla rete di
Carli si capisce che neppure il pari avrà vita lunga.
esseti
Floria-Settignanese 2-1
FLORIA: Cesari, Parravicini, Del Lungo, Razzauti, Morales, Michelini, Magnolfi, Bussotti, Vannuccini, Vannozzi, Tiberti. A disp.: Massetani, Ciappina, Zolfanelli, Galeotti, Giglietti, Galli, Rexha, Ridi, Rosselli. All.: Sbolci Davide
SETTIGNANESE: De Fazio, Spanu G., Magnelli, Chiummiello, Tarantoli, Sommazzi, Giovannelli, Sahbani, Ciani, Stani, Nodari. A disp.: Falchi, Carpanesi, Agostinelli, Madio, Manfrin, Failli, Sulejmanovic, Giardina, Perrino. All.: Petriccione Luigi
ARBITRO: Andrea Bianchi di Firenze
RETI: Vannozzi, Magnolfi, Sahbani
Ormai da qualche anno Floria-Settignanese non è solo uno dei tanti derby di Campo di Marte. È una partita ricca di storie infinite, di ricordi dolci o ferite brucianti, di ragazzi che cambiano casacca da una parte e dall'altra, di post sui social e chiacchiere di scherno durante la settimana. Stavolta - e non è la prima dopo gli ultimi scontri - sorride la Floria, che vince 2-1 in rimonta nonostante il buon avvio degli avversari. Sbolci chiedeva continuità dopo il buon pari ottenuto sul campo di Monteserra, Petriccioni una reazione immediata. E almeno nella prima parte la foga messa in campo della Settignanese sembra in qualche modo sorprendere gli avversari. Cesari fa buona guardia sugli sviluppi di un calcio d'angolo e poi si supera sul tocco sottomisura di Nodari, ma niente può sull'incursione solitaria di Sahbani che sorprende in velocità la retroguardia, entra in area dalla sinistra e insacca con un diagonale preciso. Tanto attesa, per un bel po' la reazione della Floria non arriva, ma con il passare dei minuti cala anche la furia agonistica della Settignanese, che di fatto non riesce più a sfondare. Venti minuti di nervosismo e poco più. Poi la Floria trova la scintilla tanto attesa. Vannozzi passa sulla sinistra, evita un avversario e confeziona un cioccolatino che Tiberti deve solo scartare: la difesa della Settignanese mura la conclusione a colpo sicuro, sul pallone vagante arriva Magnolfi che non ci pensa troppo e sul palo lontano infila l'incolpevole De Fazio. La rete del pareggio scuote più la Settignanese che la Floria: Cesari neutralizza la punizione calciata da Notari, poi si supera sulla conclusione di Sahbani dalla distanza. Il calcio sa essere tanto esaltante quanto spietato; e così, su un lancio lungo verso il vertice sinistro dell'area, contrastato Tarantoli smanaccia via un pallone sostituendosi al portiere: Bianchi (appena sufficiente la direzione arbitrale, in più di un momento rischia di perdere il controllo) non può fare altro che concedere il rigore alla Floria, Vannozzi calcia forte e spiazza De Fazio. È il vantaggio della Floria, il punteggio su cui le due squadre vanno al riposo. La ripresa racconta nervosismo, poca lucidità e tanti errori tecnici da una parte e dall'altra. La Settignanese prova a riprendere il risultato calciando punizioni su punizioni a centro area, ma la retroguardia della Floria si difende spesso con ordine. Dall'altra parte finisce sprecata più di una ripartenza per mettere in ghiaccio la partita, che così rimane viva fino alla fine e lascia fin troppa ansia sugli spalti e sul terreno di gioco. I nuovi entrati dalle panchine non cambiano l'inerzia della partita, che stancamente si porta sul finire con i portieri praticamente mai impegnati. Solo prima del recupero (sei interminabili minuti, che diventano alla fine nove per alcune interruzioni) De Fazio salva il tiro di Galeotti a botta sicura. Finisce così, con il risultato cristallizzato al quarantesimo del primo tempo. La Floria si prende i tre punti, la Settignanese (poca consolazione, magari) la prestazione.
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Calciatoripiù: Michelini e
Morales Holguin (Floria) fanno buona guardia,
Sahbani (Settignanese) segna e prova costantemente a pungere.
Federico Pettini
Affrico-Sestese 3-1
AFFRICO: Sarti, Salvadori, Cangero Moretti, Ventrice, Brocci, Jacaj, Matacena, Badii, Andreano, Seneci, Kasa. A disp.: Zare, Saleh, Merkaj, Marangio, Moltard, Paoletti, Occhibove, Fabiani, Rigano. All.: Bertini Andrea
SESTESE: Bellocci, Taddei, Cecchi, Pieri, Martinelli, Tarchiani, Nesi, Bonta, Monterisi, Cetani, Barbanti. A disp.: Bardazzi, Ricchi, Coppini, Shera, Grisolini, Bandini, Oublady, Cassiolato, Scura. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Antonio Pacilio di Pistoia
RETI: 12' Andreano, 43' Seneci, 73' Bonta, 76' Kasa
Come in un acceso incontro di boxe l'Affrico sferra tre colpi pesanti alla Sestese, che finisce al tappeto e deve abbandonare il ring da sconfitta nel grande big match della seconda giornata di campionato. Nelle battute iniziali si fatica a identificare la trama principale: lanci lunghi e tante interruzioni fanno sì che si giochi soprattutto sui secondi palloni, che i calciatori dell'Affrico sembrano i più reattivi a sfruttare per rendersi pericolosi. Al 7' Matacena accende la partita con un tocco dolce a scavalcare la difesa avversaria: è un grand'invito per Kasa, il cui pallonetto esce sopra la traversa. Un minuto più tardi la Sestese rischia ancora sulla seconda fuga di Kasa, che salta Bardazzi in uscita ma non riesce a calciare in corsa. Al 12' è Andreano, il grande ex, a portare avanti l'Affrico con un destro potente scagliato dal limite dell'area avversaria: il pallone bacia due volte la traversa prima di oltrepassare la linea di porta. Dopo il vantaggio dell'Affrico, per un bel po' la partita non regala grandi emozioni, anche se la Sestese tenta timidamente di uscire dalla propria metà campo. Il primo tempo scorre liscio senza grandi occasioni, se non un tiro fuori di Andreano dopo un recupero palla sulla trequarti avversaria. Le poche azioni salienti costellano uno scontro estremamente tattico, teatro di tanti duelli individuali sempre più tesi. Nella ripresa l'andamento non cambia, e la Sestese paga subito caro un atteggiamento disattento: trascorrono tre minuti dal calcio d'inizio, e l'Affrico conquista una punizione sulla destra; se ne incarica Seneci, sulla cui esecuzione il pallone attraversa tutta l'area di rigore e si insacca sul secondo palo. La Sestese sembra accusare il colpo, e l'Affrico sfrutta il momento positivo per continuare ad attaccare. Al minuto quarantotto Seneci mostra a tutti le proprie doti tecniche e con tanta raffinatezza pulisce un pallone sporco servendo Andreano, che con un dribbling secco sterza sul destro e cerca il primo palo: bravo Bardazzi a respingere. La Sestese si riorganizza e comincia a premere sull'acceleratore; tuttavia, la sua manovra ospite è affetta da molta imprecisione, che impedisce di creare veri pericoli agli avversari. Al 64' ci prova Scura con un colpo di testa alto; successivamente alcuni cross di Cecchi certificano i tentativi di riaprire la partita. L'operazione riesce al 73', quando un calcio d'angolo a rientrare dalla sinistra incontra la deviazione di Bontà, che da pochi passi riesce a battere Sarti per il 2-1 momentaneo. La rete riaccende la partita solo per pochi istanti, perché al minuto settantacinque Kasa scappa in campo aperto, accende il motore e dopo una corsa di cinquanta metri viene atterrato in area: senza esitazioni Pacilio indica il dischetto, sul quale si presenta lo stesso Kasa, che con un destro incrociato fissa il punteggio sul 3-1. È la penultima emozione; l'ultima va in scena al 78', quando la tensione gioca un brutto scherzo a Bontà, che reagisce a un fallo subito, rimedia un'espulsione pesantissima in vista del prossimo incontro e di fatto, pone fine alle esigue speranze di rimonta della Sestese. Al triplice fischio l'Affrico può esultare con la consapevolezza di aver sconfitto una delle favorite per la vittoria finale. La Sestese invece deve ripartire dai lampi che hanno costellato una prestazione per molti tratti opaca.
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Calciatoripiù:nella grande vittoria dell'Affrico uno dei protagonisti è sicuramente
Andreano , l'ex, che ha il merito di sbloccare la sfida con un gol di pregevole fattura. Anche
Kasa si rende autore di una buona prestazione, ed è fondamentale nel chiudere definitivamente i conti con la rete del 3-1. Sfodera una prestazione di livello pure
Seneci , che mette a servizio della squadra la propria tecnica e il gol del momentaneo 2-0. Nella Sestese si segnala una buona prova di
Cecchi , che nonostante la sconfitta propone tanti cross interessanti dalla sinistra. Tra i subentrati emerge
Scura , che non si arrende fino al fischio finale e si mette in mostra con qualche spunto interessante.
Matteo Raimondi
Aquila Montevarchi-Venturina 1-0
AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Metaj, Rustichini, Marchi, Veltroni, Chiavacci, Ajighevi, Pulaj, Rangoni, Pugliese, Fabbroni. A disp.: Pelini, Fagioli, Billi, Gori, Assouini, Carotti, Diak, Papini, Verdi. All.: Tesconi Massimo
VENTURINA: Galli, Tassi, Pozzobon, Vita, Fontana, Citi Minelli, Grassini, Tosi, Monaci, Nfaiedh, Del Ghianda. A disp.: Guiducci, Pirrone, Conforti, Fiorini, Venturini, Caporali, Mosca, . All.: Galici Claudio
ARBITRO: Gabriele Nocentini di Arezzo
RETI: Pugliese
È il replay della finale del Torneo regionale, e come tutti i replay finisce allo stesso modo: vince l'Aquila Montevarchi, che batte 1-0 il Venturina (segna Pugliese, come a Cecina) e a punteggio pieno si prende la prima posizione in condominio con Tau e Csl. L'incontro si sblocca nel quarto d'ora finale, anche se per la prima occasione è sufficiente attendere 7': Pugliese batte corto un angolo per Rustichini, sul cui traversone Veltroni di testa sfiora il palo. Il Venturina replica al 20' con Del Ghianda, che si libera al limite dell'area e calcia verso la porta: l'esecuzione è debole, lento il pallone tra le braccia di Tommasi. Più pericoli crea lo spunto del 28', protagonista Monaci sul servizio di Pozzobon: parata a terra, Montevarchi salva. È un buon momento per il Venturina, che continua a spingere soprattutto sulla fascia sinistra: da qui Pozzobon effettua un bel cross per la testa di Nfaiedh, sulla cui deviazione Tommasi si supera e alza in angolo. La pausa di metà partita non stravolge la trama: dopo le difficoltà dei primi quaranta minuti, l'Aquila Montevarchi continua a subire la pressione del Venturina, di nuovo insidiosa con una punizione di Tosi alta di poco (44'). Il Montevarchi finalmente replica con un lancio di Chiavacci per Fabbroni, che di testa serve Diak: sul tiro Galli si fa trovare pronto e respinge con i piedi. Il Montevarchi, che ora sta meglio, ci riprova con un calcio di punizione di Pugliese per Rustichini al limite dell'area: tiro alto sulla traversa. Poi, nonostante l'inferiorità numerica (seconda ammonizione per Ajighevi, 60'), il Montevarchi passa in vantaggio: lanciato in area sulla corsia destra, Pugliese entra in area e ingaggia un duello con Tassi, che Damiano Bertini aveva dirottato su quella fascia quando aveva inserito Conforti e che scivolando tocca il pallone con la mano; per Nocentini tanto basta per il calcio di rigore, che spiazzando Galli lo stesso Pugliese converte in rete. D'un tratto in svantaggio, il Venturina prova a spingere per cercare un pareggio che sarebbe meritato; l'occasione buona arriva al 78' con un tiro di Nfaiedh dal limite dell'area, ma ancora Tommasi strepitoso devia in angolo. È la seconda vittoria consentiva per il Montevarchi, ma dalla partita il Venturina esce a testa alta: perlomeno il pareggio l'avrebbe meritato.
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Calciatoripiù: Veltroni (Aquila Montevarchi),
Citi Minelli (Venturina).
Cattolica Virtus-Tau Calcio 1-2
CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Santi, Scopetani, Bramanti, Manzini, Burgassi Da., Dainelli, Palchetti, Stiacci, Masi G., Memis. A disp.: Silverio, Susini, Sani, La Ragione, Viviani, Paolucci, Burgassi Di., Mazzantini, Contini. All.: Bargellini Massimo
TAU CALCIO: Mariotti, Guidi A., Spinelli, Mosso, Rigacci, Citti, Goxhaj, Galli, Silla Di., Geri, Sow. A disp.: Barsottelli, Lapi, Mannucci, Blini, Cecchetti, Di Blasi, Bonacchi, Lisisco, Casamenti. All.: Marconcini Emanuele
ARBITRO: Edoardo Giuliani di Pistoia
RETI: 36' Mosso, 73' Manzini, 77' Spinelli
Meno male che su questo calcio non si può scommettere. Avrebbe pagato pochissimo una vittoria del Tau con una rete di uno dei due ex nei minuti finali; avrebbe pagato pochissimo perché il calcio ha le sue ragioni, e la ragione le conosce bene: era tutto apparecchiato perché fosse uno tra Blini e Spinelli a decidere l'esordio interno della Cattolica Virtus, temporaneamente esiliata a Tavarnuzze in attesa che si completino gli interventi a Soffiano. E siccome il calcio non sapeva decidere a quale dei due ex far decidere la partita, nell'azione cruciale li coinvolge entrambi: è Blini, quarantotto reti nelle due stagioni in giallorosso, a calciare l'angolo che a tre minuti dalla fine pesca sul secondo palo Spinelli e gli consente di toccare dentro il pallone del raddoppio. Per vincere il Tau ne aveva bisogno: anche se deve ancora un po' assestarsi dopo i mille movimenti, in entrata e in uscita, registrati in estate, la Cattolica Virtus dimostra che gli insegnamenti di Bargellini stanno già facendo presa; e per trentasei minuti gioca alla pari con gli avversari, cui concede una sola occasione (enorme: Bisulca, che con le sue parate contro la Sestese ebbe un gran peso nell'assegnazione dello scorso campionato, s'esalta su Sow) e che impressiona con l'affondo di Stiacci neutralizzato da Mariotti (gioca lui stavolta, non c'è Bella). È chiaro che per sbloccare il punteggio c'è bisogno della giocata del campione: dal nulla la sfodera Mosso, che a quattro minuti dalla pausa calamita un pallone allontanato fuori dall'area di rigore avversaria e col mancino segna la seconda rete consecutiva dopo quella al Fucecchio. Lo svantaggio in uno dei momenti cruciali della partita sembra galvanizzare il Tau, che nella ripresa gioca meno contratto e costruisce almeno quattro occasioni per chiudere la pratica; la ferocia però non l'assiste: sono dolci, troppo dolci, Blini, Geri e Lisisco una volta raggiunta la pedana; e davanti a Goxhaj s'erge imperioso Bisulca, che con una parata fantastica tiene la partita aperta. È il segnale della riscossa: a meno di dieci minuti dalla fine la difesa del Tau è troppo passiva sull'angolo ben calciato da Paolucci; ne approfitta Manzini, che taglia sul primo palo e da lì spizza il pallone prolungandolo in porta. Sarebbe un perfetto finale a sorpresa, al quale però il calcio non è abituato: il calcio s'aspetta la rete dell'ex; e in collaborazione con Blini, l'altro ex, puntuale Spinelli la segna. Forte e autentica, l'emozione non cancella il dato crudo: dopo aver esultato per diciannove volte in tre anni, stavolta la Cattolica Virtus per una sua rete si ritrova a lacrimare.
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Calciatoripiù : nella partita decisa da uno dei più attesi -
Spinelli non può non essere citato - spicca anche un altro pezzo della batteria dei terzini, quello composto da
Santi (Cattolica Virtus) e
Guidi (Tau Altopascio).
esseti
Csl Prato Social Club-Sporting Cecina 4-0
CSL PRATO SOCIAL CLUB: Ancillotti, Ciatti, Venuti, Morandi, Borelli, Magni, Allori, Vannucci, Nistri, Gori J., Truscelli. A disp.: Baldi, Cukaj.iang, Nardini, Puggelli, Sarti, Mocali, Ding, Caponi. All.: Galeotti Francesco
SPORTING CECINA: Casprini, Carbone P., Ciampi, Bapary, Bandinelli, Lucido, Marianelli, Yzerillari, Galvano, Federighi, Balloni. A disp.: Lepri F., Ciaccio.hani, Marini, Pavoletti, Iuppa, Malfanti, Giannessi, Granchi. All.: Menicagli Alessandro
ARBITRO: Leonardo D Ascoli di Arezzo
RETI: 15' Truscelli, 24' rig.Gori J., 45' Nistri, 75' Sarti
Che bella squadrettina che ha montato Antonio Facchi. A dirlo non sono gli occhiali (rosso)blu del cronista: lo suggerisce esplicita la classifica, che dopo due giornate nel trio a punteggio pieno a due big come il Tau, favoritissimo per la vittoria finale, e il Montevarchi di Pugliese associa il Csl Prato Social Club. La posizione e la compagnia così gradita non sono gli unici effetti apprezzabili del 4-0 inflitto allo Sporting Cecina, ancora alla ricerca del primo punto stagionale (ma per l'appunto ha giocato contro due big: esordì contro il Montevarchi): Truscelli e Jacopo Gori segnano per la seconda volta consecutiva, stavolta seguiti da Nistri e Sarti; e dopo centosessanta minuti la porta resta inviolata. Del secondo dato il merito se lo prende Ancillotti, in avvio decisivo due volte su Balloni dopo una sciocchezza con cui la difesa avrebbe potuto condizionare il resto della partita; invece, nonostante l'occasione enorme registrata a freddo, si resta sullo 0-0 un altro po'. Poi allo Sporting Cecina il Csl non ricambia la cortesia: coinvolto in un possesso scaturito da una rimessa laterale all'apparenza innocua, Casprini traccheggia col pallone tra i piedi e se lo fa sottrarre da Truscelli, che dopo aver vinto il contrasto lo deposita nella porta incustodita. Improvvisamente in svantaggio, lo Sporting Cecina accenna una reazione e naufraga nel giro d'una decina di minuti, di nuovo per un'incertezza difensiva: anziché affondare l'intervento su Nistri, che il filtrante di Vannucci aveva liberato in area ma che il sistema di marcature aveva costretto a disporsi spalle alla porta, Lucido avrebbe potuto temporeggiare; invece affonda l'intervento, ed è un intervento falloso, e il perimetro dell'area è più che superato, e dunque D'Ascoli concede al Csl il rigore che Jacopo Gori trasforma nel raddoppio. Nei cinque minuti che accompagnano alla mezz'ora lo Sporting Cecina sbanda, e rischia d'uscire dalla partita; ci resta perché il colpo di testa di Magni, che s'era inserito alla grande sul traversone d'Allori da sinistra, esce sopra la traversa, e restandoci crea due occasioni per dimezzare lo scarto: capitano entrambe a Federighi, che per due volte grazia Ancillotti inquadrando sì lo specchio, ma con due tiri troppo lenti. Non incide neppure Balloni, che in avvio di ripresa si ritrova sul destro un pallone prezioso, ma rimontato dalla difesa non riesce a trovare tempo e spazio per concludere; non ha pietà invece il Csl, di nuovo in rete sulla pressione alta d'Allori, che dopo aver intercettato uno scarico pigro della difesa avversaria serve a Nistri il pallone del 3-0 (45'). Disperato perché piegato soprattutto dai propri errori, che sommati al cinismo degli avversari rendono già quasi irrimediabile lo scarto, lo Sporting Cecina cerca comunque di riaprire la partita: della stoccata s'incarica Marianelli, che da fuori convoca Ancillotti a una parata non banale. È l'ultimo sussulto: Lucido chiude anzitempo una partita complicata facendosi ammonire per la seconda volta dopo un fallo su Nistri; e il Csl colpisce ancora, stavolta con Sarti, che in diagonale segna il 4-0 sugli sviluppi d'un angolo ben alimentato dalla combinazione tra Borelli e Jacopo Gori. L'esultanza è motivata: senza (ancora) azzardare troppo, il Csl fa bene a non porsi alcun limite. .
Calciatoripiù: Truscelli indirizza a favore del Csl una partita che lo Sporting Cecina non riesce a rimediare neppure con l'ingresso d' Iuppa , il più positivo.
esseti