Aquila Montevarchi-Tau Calcio 1-2
AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Marchi, Rustichini, Chiavacci, Veltroni, Pulaj, Papini, Ajighevi, Liistro, Pugliese, Sylla. A disp.: Pelini, Fagioli, Billi, Rangoni, Duranti, Verdi, Fabbroni, Assouini, Casamenti. All.: Tesconi Massimo
TAU CALCIO: Mariotti, Guidi A., Citti, Goxhaj, Mannucci, Mosso, Hussey, Silla Da., Lisisco, Silla Di., Sow. A disp.: Barsottelli, Lapi, Spinelli, Geri, Cecchetti, Galli, Blini, Bonacchi. All.: Marconcini Emanuele
ARBITRO: Tommaso Acquisti di Arezzo
RETI: Liistro, Goxhaj, Hussey
Fa male, malissimo. Non è solo la sconfitta, la seconda stagionale, ad addolorare il Montevarchi; e non è neppure il nome della squadra che la sconfitta la infligge: si sa che ci sta di perdere col Tau, che oltretutto era deciso a riscattare il tonfo interno dell'andata. Più della sconfitta (1-2) fanno male le conseguenze: in testa da sempre, a quattro turni dalla fine il Montevarchi si ritrova d'un tratto terzo, a tre punti dalla Sestese capolista solitaria. È perfetto il modo in cui il Tau approccia il big match di giornata: l'equilibrio si spezza dopo sei minuti appena, sugli sviluppi di una punizione che, deviata dalla barriera sull'esecuzione di Goxhaj, consente a Hussey di spingere dentro il pallone del vantaggio. Costretto a inseguire, il Montevarchi replica con la discesa di Pugliese a sinistra: il suo traversone innesca Liistro, che da due passi manda alto. È un segnale non equivocabile per il Tau, che per evitare problemi punta al raddoppio: sul servizio di Lisisco, incontenibile, il pallone giunge a Sow per una sorta di rigore in movimento, calciato debole, facile per Tommasi (20'). Il divario resta minimo, e il Montevarchi cerca di neutralizzarlo: in profondità Pulaj serve una gran pallone per Sylla, che sbaglia il controllo e facilita l'uscita di Mariotti. È impeccabile invece Goxhaj nel calciare la punizione (la provoca Liistro, che perdendo il pallone sulla trequarti aveva scatenato il contropiede avversario) che Acquisti fischia al limite dell'area di rigore: pallone all'angolo basso e 0-2. Prima della pausa lo scarto potrebbe addirittura aumentare: al 2' di recupero Lisisco libera Sow davanti a Tommasi, graziato con un tiro a lato. È un episodio che rischia di pesare, perché al riavvio il Montevarchi torna in partita: Liistro si libera in dribbling, si accentra e dal limite dell'area di rigore scocca un tiro che, leggermente deviato, batte Mariotti (46'). Ora il Montevarchi attacca con tutto l'organico. Il Tau rabbrividisce già al 50', sull'angolo con cui Rustichini innesca la rovesciata di Veltroni: Mariotti attento para. È ugualmente complicato l'intervento che serve sei minuti più tardi per neutralizzare il tiro di Pugliese, servito da Liistro in posizione defilata sulla destra: parata con i piedi, Tau ancora avanti. Pugliese ci riprova all'ora di gioco, con esito peggiore: buono il movimento a violare l'area da sinistra, da dimenticare il tiro. Non ha fortuna neppure Pulaj, che al 66' cerca fortuna dalla distanza: Mariotti para a terra. Il Tau rompe la pressione avversaria con un'incursione di Hussey, che senza trovarla cerca la porta da sedici metri. Non è abbastanza per cancellare le ultime speranze del Montevarchi, che al 3' di recupero costruisce l'ultima occasione per il pari, quella più clamorosa: il traversone di Fabbroni da sinistra spedisce il pallone sulla testa di Veltroni, per opporsi al quale Mariotti si supera. È il sigillo sull'impresa: il Tau vince dove finora nessuno aveva vinto (il Montevarchi aveva perso solo una partita, in trasferta a Fucecchio) e lancia un urlo in direzione della Sestese. Il messaggio risuona nitido: occhio, non è detto che la base del trono sia così solida.
Calciatoripiù: Veltroni (Aquila Montevarchi),
Mariotti, Mannucci, Goxhaj e
Lisisco (Tau Altopascio).
Sangiovannese-Venturina 0-5
SANGIOVANNESE: Dossini, Banini, Chiappi, Valenti, Verdiani, Nocentini, Carotti, Gori, Tanzini, Parasassi, Materassi. A disp.: Troia, Pucci, Mugnai, Paloka, Tognaccini, . All.: Tozzi Antonio
VENTURINA: Guiducci, Conforti, De Mattia, Vita, Fontana, Capecchi, Fiorini, Del Ghianda, Caporali, Iuppa, Federighi. A disp.: Galli, Tassi, Citi Minelli, Pirrone, Pozzobon, Tosi, Nfaiedh, Mosca, Monaci. All.: Bardocci Giovanni
ARBITRO: Gabriel Brakaj di Arezzo
RETI: 15' Federighi, 25' Caporali, 60' Mosca, 68' Tosi, 78' Monaci
Scherza solo in parte chi dice che con Bardocci in panchina dall'inizio il Venturina si sarebbe trovato a lottare con Sestese, Tau e Montevarchi. Scherza, perché l'obiettivo era molto meno poetico e molto più concreto: era necessario mettere in sicurezza la permanenza in una categoria che a un certo punto dell'inverno sembrava a rischio; però dello scherzo la statistica attenua la portata: nelle sei partite dopo il cambio d'allenatore sono arrivati sedici punti (il Montevarchi, per dire, ne ha fatti la metà). Anche se annunciati, davanti c'era la Sangiovannese già retrocessa, i tre che consolidano la serie prima della sosta sono pesantissimi: lo 0-5 del Calvani ufficializza infatti la salvezza ufficiale con quattro giornate d'anticipo. Di chiudere la pratica il Venturina ha una gran voglia, annunciata dall'approccio feroce sin dai minuti iniziali: senza la reattività di Dossini, che in un contesto così complesso si conferma uno dei portieri più interessanti del campionato e che si salva aiutandosi col palo, Caporali avrebbe rotto l'equilibrio dopo qualche istante. Per lo 0-1 occorre invece attendere il quarto d'ora e la pressione alta con la quale Fiorini recupera il pallone ad Alessandro Gori a una ventina di metri dalla porta: il filtrante immediato premia il taglio di Federighi, che si serve d'un dribbling per rientrare sul piede preferito e dal limite dell'area di rigore cerca l'incrocio, trovato dopo il doppio rimbalzo tra traversa e palo. Del vantaggio minimo il Venturina non s'accontenta, non s'accontenta e continua ad attaccare: investito delle responsabilità di chi indossa il nove, di segnare ha gran voglia Caporali, che sul fronte destro d'attacco chiede e ottiene il triangolo a Iuppa e, una volta ricevuto dietro la difesa il passaggio di ritorno, apre l'interno per piazzare il pallone dalla parte giusta del palo lontano. È lo 0-2, punteggio sul quale va in archivio il primo tempo: il divario il Venturina non l'aumenta perché i tre più attivi - per l'appunto Iuppa, Federighi e Caporali - mancano di cattiveria una volta saliti in pedana. Lo stesso non si può dire di Mosca, che appena entrato apre l'interno per convertire in rete il traversone di Conforti sceso a destra: sta per concludersi l'ora di gioco, e adesso le reti di scarto sono tre. Crescono ancora grazie allo spunto di un altro innesto dalla panchina: segnare lo 0-4 tocca a Tosi, che calcia forte sotto la traversa una volta violata in verticale l'area di rigore. C'è tempo ancora per la quinta rete, anche questa confezionata da due calciatori che il gioco delle rotazioni aveva fatto iniziare in panchina: sono due talenti, Nfaiedh secondo vertice del triangolo e Monaci, che si libera davanti a Dossini e lo batte piazzando il tiro sul primo palo. È il quinto marcatore diverso della quinta partita che il Venturina vince nell'ultimo mese e mezzo: nel fine settimana in cui se n'aggiunge una nuova, tanto basta per dire che da luglio saranno tre le categorie d'élite vista mare.
Calciatorepiù: partito in panchina,
Pirrone entra a comandare la difesa con grande personalità.
esseti
Floria-Pietrasanta 3-1
FLORIA: Cesari, Vezzani, Ciappina, Bussotti, Michelini, Del Lungo, Galli, Galeotti, Zolfanelli, Vannozzi, Razzauti. A disp.: Massetani, Cufi, Parravicini, Ridi, Rosselli, Magnolfi, Giglietti, Saleh . All.: Sbolci Davide
PIETRASANTA: Gassani, Paganini, Cavalzani, Perugi, Salvi, Fialdini, Kahindi, Bernardini, Ciambelli, Rea, Toncelli. A disp.: , Corso, De Vitis, Pettazzoni, Tusha, Esperon, Cutolo, Strati. All.: Albinoiu Ionut
ARBITRO: Margherita Fondi di Pistoia
RETI: 18' Vannozzi, 38' Ciappina, 59' Parravicini, 72' Cutolo
È primavera, e a svegliare il pubblico in tribuna ci pensa il vento gelido che soffia da Fiesole. Bella sveglia di suo è la Floria, che battendo 3-1 il Pietrasanta vede vicinissima la salvezza matematica: manca un punto soltanto, da conquistare con San Miniato, Montevarchi, Cecina e Csl. Da subito le due squadre si sfidano a viso aperto, senza risparmiarsi sul piano della qualità e dell'intensità. Con il passare dei minuti la Floria prende in mano le redini del gioco, ma ci vuole una giocata di un singolo a rompere l'equilibrio: servito sulla corsa da Zolfanelli, Vannozzi entra in area decentrato a sinistra, finta e poi calciando col destro, secco e preciso, inchioda il pallone sotto l'incrocio alla sinistra di Gassani. Piovono applausi a scena aperta per il dieci della Floria, che dopo aver sbloccato il punteggio si piace, si diverte e perde un po' di concretezza: Galeotti non trova la giusta deviazione di testa su cross di Ciappina; sul tiro ribattuto a Vannozzi, che di lì a poco ci riprova (Gassani blocca in due tempi), Zolfanelli spara alto. Il raddoppio si materializza agli sgoccioli della prima frazione: a sinistra Ciappina si spinge fino al limite dell'area di rigore, e incitato da compagni e pubblico a calciare, fa partire un mancino forte e preciso che buca Gassani proprio sotto l'incrocio dei pali. È un'altra rete di splendida fattura quella con la quale la Floria mette il sigillo su un primo tempo giocato con qualità e sicurezza. Per il Pietrasanta da segnalare solo un cartellino giallo mostrato a Salvi. Nella ripresa, i ritmi calano vistosamente. La Floria cercano di addormentare la partita, il Pietrasanta si fa vedere a tratti affidandosi soprattutto alle scorribande di Kahindi. Per provare a ravvivare la partita Sbolci chiama tre cambi, Albinoiu quattro. Entra bene Giglietti, che protegge il pallone e serve Mattia Galli: il suo tiro da posizione defilata trova solo l'esterno della rete. Dall'altra parte Cutolo trova il varco giusto per Toncelli: pallone fuori di molto. La partita di fatto si chiude a metà ripresa. Ancora una volta è bravo Giglietti a proteggere il pallone in mezzo all'area e a servire l'accorrente Parravicini: il diagonale preciso infila per la terza volta Gassani e mette la partita in ghiaccio. Sul 3-0 entrambe le panchine si svuotano per dare minutaggio a quasi tutti gli interpreti. La Floria resta in controllo, il Pietrasanta cerca l'episodio giusto, che si materializza poco dopo la mezz'ora: Bussotti perde il pallone al limite dell'area, Toncelli libera in area Cutolo, sul cui rasoterra Cesari non può arrivare. Il 3-1 dà nuove forze alla Floria: Giglietti arriva al limite dell'area e scarica un bolide sul secondo palo, Gassani è battuto ma a negare alla Floria un altro gol splendido ci pensa la traversa. La partita (molto buona la direzione di Magherita Fondi, coerente, attenta e presente nelle fasi più concitate) si chiude con il tiro di Esperon da buona posizione che finisce alto. Con i tre punti, la Floria vede vicinissima la salvezza matematica ed è pronta a vivere la sosta per finire il campionato in crescendo.
Calciatoripiù: Vannozzi regala un primo tempo di qualità,
Ciappina fa solo gol belli,
Michelini (Floria) conduce la difesa con personalità,
Cutolo (Pietrasanta) entra bene in partita.
Federico Pettini
Settignanese-Cattolica Virtus 1-2
SETTIGNANESE: Maruottolo, Di Comun, Magnelli, Nodari, Tarantoli, Sommazzi, Ciani, Pierotti Carli, Failli, Sahbani, Manfrin. A disp.: De Fazio, Agostinelli, Cerbone, Chiummiello, Madio, Passannanti, Perrino, Spanu G. . All.: Petriccione Luigi
CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Manzini, Raimondi, Viviani, La Ragione, Burgassi Da., Scopetani, Paolucci, Mazzantini, Masi G., Stiacci. A disp.: Baioni, Susini, Bramanti, Burgassi Di., Palchetti, Dainelli, Santi, Caponi, Memis. All.: Bargellini Massimo
ARBITRO: Lorenzo Magnani di Firenze
RETI: 25' Ciani, 30' Raimondi, 60' Burgassi Da.
La matematica ancora non condanna la Settignanese, ma la sconfitta interna (1-2) contro la Cattolica Virtus cancella quasi del tutto le relative speranze di salvezza: il Csl ha vinto lo scontro diretto col San Miniato, a quattro giornate dalla fine la quintultima posizione è lontana otto punti. Forte al contrario di una classifica tranquilla, la Cattolica dimostra subito di fare sul serio e soprattutto nella prima fase chiude la Settignanese nella metà campo di competenza: si registrano subito un paio di pericoli e due interventi notevoli di Maruottolo, prima a neutralizzare un rimpallo in mischia (riflesso prodigioso), poi con un'uscita su Scopetani innescato dalla spizzata di Stiacci. La Cattolica ci riprova due volte tra il 17' e il 20': non finalizzano né Mazzantini, lanciato in profondità, né Stiacci, che dal limite dell'area di rigore calcia alto. Rimasta indenne nonostante le folate degli avversari, la Settignanese inizia a respirare e ad attaccare, e col primo vero spunto passa in vantaggio. È preziosa la pressione che consente a Manfrin di sottrarre il pallone a Raimondi: segue lo sprint fino all'area di rigore con annesso servizio per Ciani, che con un bel tocco al volo batte Bisulca incolpevole (25'). Allo svantaggio la Cattolica replica con una reazione così furente da produrre il pari immediato: segna Raimondi, che si riscatta subito trovando la porta direttamente dalla bandiera d'angolo. È una rete indubbiamente fortunata - il vento aiuta la traiettoria - ma meritata. Si chiude così il primo tempo, nel quale non si registrano altre occasioni di rilievo. La sintesi è semplice: la Cattolica si è fatta preferire per qualità del gioco e numero di azioni, ma la Settignanese ha avuto il merito di passare in vantaggio. Al riavvio segue una ripresa dai ritmi alti: parte bene la Settignanese, pericolosa col filtrante di Sahbani per Pierotti Carli, il cui colpo di tacco Bisulca para sicuro. Replica la Cattolica con una mischia dalla quale Stiacci prova a uscire vincitore: debole il tiro da ottima posizione, Maruottolo intercetta. Ancora viva, la Settignanese torna alla carica. Ciani conquista una punizione al limite dell'area di rigore, Nodari calcia sulla barriera, sulla ribattuta Tarantoli alto. Iniziano le sostituzioni, che però non cambiano l'inerzia della partita: fino alla mezz'ora si gioca in prevalenza a centrocampo. Poi d'improvviso la partita si decide con un episodio contestato, nato dalla punizione battuta veloce dalla Cattolica che la Settignanese - ferma - pensava stesse per effettuare un cambio: da sinistra il pallone arriva a Dario Burgassi, che batte Maruottolo da distanza ravvicinata. Sono vane le proteste: Magnani convalida l'1-2 in mezzo a un milione di polemiche. Alla Settignanese, disperata, non resta che riversarsi in avanti alla ricerca del pari: le sue offensive sbattono contro l'attenta difesa della Cattolica, brava anche a giocare col crooometro. Si registra solo un'occasione, in pieno recupero: solo per poco Agostinelli non riesce a risolvere in porta l'ultima mischia. Dunque vince la Cattolica, che consolida la propria posizione di metà classifica dopo un autunno tragico; la Settignanese lotta, ma deve cedere e probabilmente abbandonare le residue speranze di salvezza.
Csl Prato Social Club-San Miniato 2-1
CSL PRATO SOCIAL CLUB: Ancillotti, Perna, Morandi, Vettori, Borrelli, Magni, Allori, Tarantino, Nardini, Gori J., Nistri. A disp.: Pastore, Franco.iang, Sensoli, Mocali, Restaino, Fabozzi, Venuti, Truscelli. All.: Galeotti Francesco
SAN MINIATO: Angeloni, Ciurlia, Fini, Machetti, Focardi, Cultrera, Bari, Annunziata, Pacciani, Fineschi, Poli. A disp.: Luddi, Tarli, Bernazzi, Carnesecchi, Riascos Sanchez, Burroni, Bellandi, Mele, Biancolini. All.: Pescara Nicola
ARBITRO: Filippo Farnesi di Viareggio
RETI: 23' Autorete, 36' Annunziata, 52' Allori
A una spanna dall'abisso il Csl trova il capo d'una fune, e a quella fune s'aggrappa, perché dopo averla saggiata quella fune sente solida, e da quella fune si lascia trascinare lontano, non ancora al sicuro, ma quantomeno in una zona in cui anziché scivolare si respira. Era solida quella fune, e una volta ricongiunti i due capi si capisce perché: l'altro, quello di chi tira, ce l'aveva in mano Allori, che dopo la doppietta triste contro la Cattolica Virtus s'è reso conto d'aver ritrovato i poteri che l'anno scorso l'avevano incoronato come uno degli esterni d'attacco (fantasisti, ali, seconde punte: fate voi) più interessanti per la capacità di coniugare fantasia, imprevedibilità ed efficacia. È lui a segnare una rete pesantissima, quella che rompe l'equilibrio che nel primo tempo s'era scomposto e ricomposto e che costringe il San Miniato a uscire sconfitto 2-1 e a precipitare a quattro punti di distanza, lo Sporting Cecina come unica compagnia d'una sosta che nella percezione si preannuncia più lunga delle due settimane effettive. Si sapeva che lo scontro diretto del Vittorio Rossi sarebbe stato uno dei crocevia della corsa salvezza: nonostante un paio d'assenze pesanti nell'undici titolare (manca Xiang, per un problema dell'ultimo istante Truscelli è costretto a partire in panchina: favolosi per abnegazione i venti minuti che gli concede Galeotti) l'accelerazione forse decisiva la fa registrare il Csl; e la fa registrare perché nella ripresa, quando c'è da soffrire per difendere il vantaggio ripristinato, minimo e preziosissimo, tre 2011 fanno la differenza: la fa Perna, che parte titolare, cambia corsia due volte e neutralizza Riascos Sanchez, che Buini inserisce nel tentativo d'appesantire l'attacco; la fa Restaino, che sostituisce Nistri acciaccato ed è cruciale nel passaggio alla difesa a tre; la fa Sensoli, che dà equilibrio alla manovra. Le loro prestazioni sono fondamentali per rendere irrecuperabile la rete d'Allori, che ci aveva già provato in avvio di partita con uno dei canonici sprint a sinistra: efficace il dribbling verso l'esterno, alto il mancino. Di molta più fortuna il Csl beneficia dopo una ventina di minuti, nello sviluppo dell'azione che vale il primo vantaggio: è difficile dare una spiegazione diversa al rimpallo che, sul rinvio col quale Ciurlia tenta d'anticipare Nistri sul traversone d'Jacopo Gori, fa carambolare il pallone in porta dopo un rimbalzo su Cultrera. Così nasce l'1-0, al quale il San Miniato replica con tre azioni pericolose nel giro di tredici minuti: di tutte e tre protagonista è Pacciani, che più che da stoccatore (a lato il tiro da fuori, respinto da Ancillotti quello da distanza ravvicinata) è efficace come rifinitore, visto che nonostante il nove sulle spalle è lui a sprintare fino all'ultima linea in posizione d'ala destra e a servire sul primo palo un traversone morbido che di testa Annunziata trasforma nell'1-1. Del pari non può accontentarsi il Csl, che dopo la pausa torna a riproporsi in attacco: è la mossa giusta, perché sentendo la pressione la difesa del San Miniato vacilla; ed è quasi inevitabile che prima della fine del terzo quarto il punteggio torni dispari. L'azione decisiva l'avvia Nardini (qualche istante prima aveva avuto poca fortuna, o forse era stato soltanto poco preciso, sulla punizione che Magni aveva fatto scendere in area di porta dalla trequarti: alta la deviazione di testa a colpo sicuro), che contrastato sull'ultimo dribbling riesce a far schizzare il pallone intorno al vertice destro dell'area di rigore; qui lo raccoglie Borrelli, il cui traversone ampio consente ad Allori di completare il taglio da sinistra con un tiro d'interno al volo direzione primo palo. Al 2-1 il San Miniato reagisce con ancora più vigore, stavolta però improduttivo: non trovano la porta né Pacciani di testa (gran movimento a colpire in corsa, il pallone picchia per terra dalla parte sbagliata del palo) né Poli, il Csl abbraccia stretto il vantaggio senza bisogno d'affidarsi ad Ancillotti. Sul contropiede con cui Jacopo Gori prova a chiudere la partita neppure il San Miniato ha bisogno d'Angeloni, ma la valutazione complessiva è diversissima: il Csl respira, a quell'abisso s'avvicina qualcun altro.
Calciatoripiù: Allori, Perna, Restaino, Sensoli (Csl Prato Social),
Annunziata e
Pacciani (San Miniato).
esseti
Pol. Monteserra-Affrico 0-2
POL. MONTESERRA: Selmi M., Soldani, Marchesano, Arcangioli, Mollica, Ramacciotti, Carli, Musacchio, Alfarano, Taddei, Scalsini. A disp.: Giella, Piantanida, Giampa, Dhamo, Di Blasi, Omodia, Mannucci, . All.: Paesano Luca
AFFRICO: Sarti, Ventrice, Cangero Moretti, Papi, Paoletti, Brocci, Andreano, Salvadori, Toderici, Seneci, Kasa. A disp.: Gori G., Jacaj, Moltard, Badii, Occhibove, Fabiani, . All.: Bertini Andrea
ARBITRO: Lorenzo Barducci di Firenze
RETI: 39' Kasa, 60' Salvadori
L'inizio della primavera non porta bene al Monteserra, che sconfitto 0-2 dall'Affrico vede svanire le residue speranze di restare in lotta per il quinto posto (erano cinque i punti di distanza alla vigilia, diventano otto, e tante ora le squadre nel mezzo). Dopo esser sfilata via lenta per tutto il primo tempo, nel corso del quale le due squadre si affrontano senza creare occasioni, la partita si sblocca a un minuto dalla pausa: segna Kasa, che scende sulla sinistra, scambia con Andreano e supera Mattia Selmi in uscita. È lo 0-1 su cui si va alla pausa, al rientro dalla quale il Monteserra prova a raddrizzare il risultato: è un tentativo vano, la difesa dell'Affrico neutralizza ogni tentativo d'attacco. Come spesso accade nelle partite bloccate, la rete arriva sugli sviluppi di un pallone inattivo: è perfetta la punizione che Seneci batte da destra, perfetta come la deviazione di Salvadori, che di testa corregge la traiettoria nell'angolo basso alla destra di Mattia Selmi. Non scatta la reazione, l'Affrico gestisce la partita fino al termine senza soffrire oltremodo. La dodicesima sconfitta stagionale amareggia il Monteserra, anche se i risultati delle altre partite le consentono di mantenere a distanza di sicurezza la zona rossa della classifica: i dodici punti di vantaggio a quattro partite dalla fine profumano di salvezza.
Sporting Cecina-Giov. Fucecchio 1-2
SPORTING CECINA: Melis, Ciampi, Tamagno, Bandinelli, Lucido, Marianelli, Balloni, Zazzeri, Moretti, Yzerillari, Raciti. A disp.: Cucchiara, Carbone P., Franci, Pavoletti, Bapary, Anchoum, Bragagni, Galvano. All.: Prunecchi Andrea
GIOV. FUCECCHIO: Morelli, Gorgerino, Pinucci, Fondelli, Gjoni, Terreni, Copia, Gronchi, Stefanizzi, Iodice, Lombardi. A disp.: Terri, Calanna, Niccolai, Villagran, Pratelli, Del Cesta, Faye, Rotondo, Girardi. All.: Falcini Giancarlo
ARBITRO: Leonardo Macelloni di Pontedera
RETI: 18' Iodice, 58' Copia, 75' Franci
Lo scontro diretto delle avversarie rappresenta una sorta di vantaggio condizionato: è l'occasione buona per mangiare qualche punto ad almeno una delle due, a patto d'ottenere un risultato positivo. Contro la condizione sbatte lo Sporting Cecina, che nonostante il secondo cambio in panchina (il club l'ha affidata a Peselli, che ha quasi messo al sicuro l'U15) perde (1-2) per la quarta volta in cinque turni e vede allontanarsi il Csl, che battendo il San Miniato porta a +4 la soglia salvezza e a trenta la proiezione finale. Per restare nell'élite è probabile che lo Sporting Cecina dovrà vincere tre delle partite che gli restano da giocare dopo la sosta (San Miniato e Pietrasanta al Rossetti, Cattolica e Floria in trasferta), e dunque dovrà sperare d'incappare in squadre meno in forma del Fucecchio, che d'arrivare quinto ha una gran voglia e che grazie alle soluzioni architettate da Falcini ha da tempo imparato a risolvere le difficoltà realizzative. Sta bene il Fucecchio, così bene da ottenere dieci punti nelle ultime quattro giornate; sta bene, eppure a freddo rischia di finire in svantaggio sugli sviluppi d'una mischia dalla quale Moretti esce vincitore, vincitore in parte: il tiro scagliato da distanza ravvicinata esce dopo aver sbocconcellato la faccia esterna del palo. Masticato, digerito e dimenticato il rischio, il Fucecchio replica con tre azioni individuali: sfumano le prime due, perché al culmine della discesa a destra Copia sbaglia il controllo finale e perché Stefanizzi s'ostina in un'azione personale che resta senza sbocco; è invece efficacissima la terza, protagonista Iodice, che riceve il pallone a sinistra e - perfetto il movimento ad accentrarsi - lo spedisce sotto la traversa. Il duello con Melis si ripete di lì a poco, diversa però la dinamica e diverso anche l'esito: niente rete stavolta, grande parata col piede a coprire l'angolo basso cercato da distanza ravvicinatissima. Gran fortuna il Fucecchio non ce l'ha, considerazione ribadita dai due legni colpiti a cavallo della pausa: dal vertice destro dell'area di rigore, dove lo aveva pescato l'angolo di Lombardi, Pinucci coglie il palo; c'è invece la traversa a opporsi a Copia, invitato a calciare dalla ripartenza ben condotta da Girardi, che intorno ai venti metri aveva calamitato a sé la difesa e scaricato il pallone a destra. Resta indiscutibile il messaggio di fondo, la combinazione tra i due funziona: lo sottolinea lo sviluppo dell'azione che vale il raddoppio, in rete Copia sul diagonale velenoso di Girardi respinto da Melis. Sta per iniziare l'ultimo quarto, e dopo aver rischiato soltanto in avvio il Fucecchio conduce di due reti. Non sono sufficienti per regalare la serenità di cui c'è bisogno, perché di punti lo Sporting Cecina ha bisogno per sopravvivere: l'esigenza spinge Moretti a sprintare fino all'ultima linea, da dove (pallone in gioco, almeno per uno spicchio all'interno del perimetro? Macelloni dice sì) confeziona per Franci l'occasione dell'1-2 (75'). Il vantaggio si dimezza, eppure il Fucecchio non s'impressiona: nei cinque minuti che chiudono il tempo regolamentare e in tutto il recupero pericoli li corre soltanto lo Sporting Cecina, di nuovo salvato da Melis in uscita su Rotondo. Avrebbe potuto essere la rete del tris, della cui mancanza nessuno si lamenta: sono altre le situazioni nelle quali ci sta d'essere infelici.
esseti
Scandicci-Sestese 1-3
SCANDICCI: Contieri, Boli, Bini, Catarzi, Pinzani, Sersif, Hatija, Gjonaj, Cardella, Brandani, Deliperi. A disp.: Verna, Gjini, Londi, Gori B., Nacci, Zani, Brahimaj, Poggiali . All.: Fanfani Filippo
SESTESE: Bellocci, Martinelli, Cecchi, De Ferdinando, Shera, Tarchiani, Taddei, Bonta, Monterisi, Cetani, Barbanti. A disp.: Bardazzi, Coppini, Grisolini, Cassiolato, Pieri, Scura, Oublady, Nesi. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Marco Luddi di Firenze
RETI: 11' Monterisi, 20' Barbanti, 53' Poggiali, 84' Scura
A inseguire ha dimostrato d'esser portata, portatissima: ora la Sestese dovrà essere altrettanto brava a reggere la pressione che grava su chi governa. La combinazione dei risultati dell'ultimo turno prima della sosta esprime un verdetto non equivocabile: la sconfitta del Montevarchi nel big match col Tau spalanca la pista per il sorpasso, nella quale l'1-3 inflitto a un grande Scandicci consente d'accelerare. Dopo un'eternità cambiano le posizioni di testa: scavalcato dal Tau il Montevarchi scivola al terzo posto, e davanti a entrambi si sgancia la Sestese, che ora più che con loro dovrà combattere con sé stessa e con i propri fantasmi. Regalando alla squadra la maturità che la scorsa stagione le mancò, difetto che la fece vacillare quando non se lo poteva permettere, Ferro ne ha già fatti dissolvere un gran numero: per gli ultimi, quelli più insidiosi e che sbucando dagli angoli meno attesi ricordano come finì un anno fa, la primavera e la sosta forniscono l'occasione giusta. È una situazione simile a quella che si verifica quando si passa in vantaggio alla fine del primo tempo; solo un dettaglio può sporcare l'analogia e far balenare un guizzo d'inquietudine: la Sestese sta così bene (ventotto i punti nel girone di ritorno: più dei ventisei del Tau, dei ventuno dello Scandicci, dei diciannove del Montevarchi) che avrebbe preferito andare a diritto fino alla fine. Invece le tocca fermarsi e ripartire, operazione mai scontata; di sicuro la s'affronta meglio una volta completata una rimonta imbastita da mesi, e che però rischia di naufragare nei primi scambi della partita con lo Scandicci: lo svantaggio a freddo, o quasi (nove i minuti sul cronometro di Luddi, incerto nella direzione complessiva), lo evita Bellocci, strepitoso nell'opporsi col piede alla volée di Brandani sul cui destro il mancino di Sersif aveva fatto scendere un pallone invitantissimo. Più concreta è la Sestese, più concreta ai limiti del cinismo, perché le è sufficiente un'azione per passare in vantaggio: segna - rete numero sedici - Monterisi, che raccoglie il tiro di Cetani respinto corto da Contieri e defilato finalizza l'azione nata dal lancio di Bontà (in regia torna lui, De Ferdinando l'accompagna da mezzala) e alimentata dallo sprint di Taddei sulla destra. Lo 0-1 all'11' accende la partita, che lo Scandicci cerca subito di pareggiare con la combinazione tra Brandani e Cardella, evaporata sul ripiegamento della difesa; un intervento così lo esclude Barbanti, che ricevuto il pallone da De Ferdinando (efficacissima la pressione alta) in zona venticinque metri l'addomestica col mancino e col destro lo calcia a giro direzione incrocio. È una rete stratosferica - in stagione fanno ventuno - e pesantissima, perché vale il vantaggio doppio a metà esatta del primo tempo. Consapevole della forza dello Scandicci, che sul piano del palleggio ha pochi rivali, neppure dello 0-2 la Sestese s'accontenta: al 35' Bontà, che poco prima aveva ricevuto da Shera e aveva verticalizzato per Monterisi contenuto in angolo da Catarzi, media tra De Ferdinando e Martinelli, sul cui invito Taddei spinge a destra da dove, ingolosito dalla porta, calcia senza mira né fortuna anziché servire Barbanti solo. La replica produce l'occasione più nitida che lo Scandicci costruisce tra le reti avversarie e la pausa: dopo la deviazione di Tarchiani sbatte sul palo il tiro di Brandani, liberato in pedana dalla combinazione con Sersif nello stretto. Alla pausa restano due le reti di scarto, e ci restano anche sul tiro con cui De Ferdinando manda in archivio il primo tempo sul filtrante di Cecchi da sinistra: alto il pallone dal limite dell'area di rigore. Segue una ripresa dai ritmi ancora più elevati; per tenerli così la Sestese s'affida a De Ferdinando, che prima alimenta un'azione imbastita da Cecchi e proseguita col filtrante di Bontà e col traversone profondo di Taddei per Monterisi (colpo di testa alto), poi s'incarica di calciare una punizione dal limite dell'area di rigore e cerca la porta in due tempi dopo la prima respinta della barriera: all'esterno destro di controbalzo s'oppone Contieri. Sui calci da fermo lo Scandicci si rivela più efficace: sull'angolo che Boli batte bene Cecchi si perde Poggiali, che di testa dimezza le distanze e riapre la partita. Segue il frangente nel quale la Sestese vacilla di più: prova a farla piangere Brandani, che in contropiede s'apre a destra e, consapevole che - era già successo qualche minuto prima - la difesa gli chiuderà il mancino, sterza sul destro e calcia forte a incrociare, a lato d'un pollice o forse due. Per allontanare i timori che ogni tanto balenano la Sestese ora s'affida a Monterisi, che prima protesta con Luddi per il fischio con cui gli annulla la rete della doppietta (dubbio il fuorigioco sul servizio di Taddei, che l'aveva liberato davanti alla porta sguarnita), poi prolunga sul secondo palo l'angolo ben battuto da De Ferdinando: è un invito favoloso, rimasto però senza esito. Da distanza ravvicinata, infatti, calcia fuori Tarchiani, che però trova subito il modo di riscattarsi: senza la sua scivolata sulla linea, il tiro di Poggiali sul traversone di Gjini (aveva approfittato di un'incomprensione tra Nesi e Scura, entrati per Cetani e Taddei) sarebbe finito in porta. Al pari lo Scandicci deve accontentarsi d'andare vicino, vicino ora e vicino sul tentativo di Pinzani, liberato al tiro dalla combinazione con Londi: come nel primo tempo, Bellocci s'esalta ancora. E come nel primo tempo anche stavolta la Sestese dà sfoggio di quel cinismo che più di tutto le mancò l'anno scorso, quando una partita così non l'avrebbe vinta e di uno scenario così non avrebbe approfittato: ricevuto il pallone da Nesi, al 4' di recupero De Ferdinando ha ancora la lucidità che serve per accentrarsi, alzare la testa e verticalizzare per rompere due linee di pressione e premiare il taglio di Scura, che - sospetta la posizione di partenza - attacca lo spazio prendendo il tempo a Gjini, controlla il pallone col destro e col mancino lo scaraventa in porta. È l'1-3, la rete che ufficializza che per almeno tre settimane - ma è probabilissimo che sia bene contarne quattro, alla ripresa il calendario propone la Sangiovannese già retrocessa - davanti a tutti c'è la Sestese. La Sestese sola, verticale, bella e cattivissima.
Calciatoripiù: sulle reti di
Monterisi e di
Barbanti (in due fanno trentasette) la Sestese ha costruito buona parte della rimonta, che ora punta a consolidare blindandosi al centro (sicuri
Tarchiani e
Shera) e affidandosi alle verticalizzazioni di
De Ferdinando e agli inserimenti di
Taddei. In una stagione formidabile è venuta fuori una partita formidabile grazie alla qualità, all'interpretazione complessiva e al ritmo dello Scandicci, che prova a concedere il meno possibile grazie a
Pinzani e a
Catarzi, che con
Sersif sa dove cercare sostanza e imprevedibilità e che con la rete di Poggiali (manca un sospiro per la doppietta) era riuscito a riaprire la partita.
esseti