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Allievi B Regionali GIR.Merito - Giornata n. 13

Aquila Montevarchi-Floria 2-1

AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Fagioli, Assouini, Marchi, Chiavacci, Pulaj, Papini, Ajighevi, Liistro, Pugliese, Diak. A disp.: Tognaccini, Billi, Metaj, Fabbroni, Rangoni, Sylla, . All.: Tesconi Massimo
FLORIA: Massetani, Vezzani, Ciappina, Bussotti, Michelini, Del Lungo, Parravicini, Morales, Zolfanelli, Vannozzi, Razzauti. A disp.: , Ridi, Galeotti, Magnolfi, Giglietti, Saleh, Rosselli, Galli. All.: Sbolci Davide
ARBITRO: Luca Papale di Arezzo
RETI: 3' Pugliese, 17' Vannozzi, 70' Liistro
È di nuovo tutto in bilico. E, dopo aver temuto questa frase quando stare davanti toccava a lui, ora a sentirla il Montevarchi esulta: la sconfitta della Sestese nel big match contro il Tau compatta di nuovo le posizioni di testa e infiamma gli ultimi due turni, alla fine dei quali è difficile ipotizzare chi si prenderà il titolo di campione regionale. Di tenere alte le proprie percentuali il Montevarchi ha una gran voglia, lo dimostra l'avvio feroce condito dalla rete del vantaggio dopo tre minuti appena: per la diciassettesima volta in campionato segna Pugliese, che servito in corsa dal filtrante di Ajighevi (efficace il recupero in mediana) si libera in dribbling e col mancino batte Massetani. L'1-0 scavalca intatto il quarto d'ora, poi la Floria pareggia. Stavolta Ajighevi il pallone lo perde, e per rimediare commette fallo appena all'esterno dell'area di rigore: della punizione s'incarica Vannozzi, che con un'esecuzione perfetta fa 1-1. A un calcio da fermo anche il Montevarchi affida la replica quasi immediata: stacca bene Pulaj sull'angolo di Papini, a lato però il pallone. Neppure la Floria del pari s'accontenta: al 35' la porta la cerca Parravicini, che cattura una respinta della difesa e calcia a lato. Il Montevarchi rischia anche sullo sviluppo dell'azione che sigilla il primo tempo: solo per colpa, o per merito, di una deviazione esce di una spanna a lato il tiro di Michelini, innescato da un angolo da destra. La Floria riparte forte anche dopo la pausa: servito in profondità verso il limite dell'area di rigore, Zolfanelli controlla bene il pallone e riesce a girarsi verso la porta, mancata di poco (42'). In difficoltà nella parte centrale della partita, il Montevarchi torna ad attaccare alla fine del terzo quarto, quando Ajighevi calcia da lontano alla ricerca del nuovo vantaggio: Massetani para in due tempi. Non ha fortuna neppure Fabbroni, che interviene di testa sul traversone di Pulaj: il pallone sfiora il palo. È il segno che il 2-1 è maturo: sugli sviluppi di un angolo che da sinistra Pugliese batte corto per Papini segna Liistro, che la difesa lascia libero di controllare il pallone e calciarlo sul primo palo. Da giocare resta una decina di minuti, alla fine dei quali il Montevarchi rischia di subire una rete che gli farebbe malissimo: esce di poco il tiro di Michelini, che in contropiede aveva raggiunto il limite dell'area di rigore. Il Montevarchi respira e accorcia a meno due: l'obiettivo è presentarsi al Torrini con le chance di effettuare il sorpasso quando di curve dopo l'orizzonte non ne restano più.

Calciatoripiù: Papini
(Aquila Montevarchi) e Vannozzi (Floria).
Scandicci-Venturina 5-1

SCANDICCI: Contieri, Boli, Gjini, Catarzi, Pinzani, Londi, Hatija, Sersif, Cardella, Brandani, Zani. A disp.: Verna, Gjonaj, Gori B., Boldrin, Deliperi, Bini, Brahimaj, Poggiali, Nacci. All.: Fanfani Filippo
VENTURINA: Galli, Tassi, Pozzobon, Tosi, Capecchi, De Mattia, Vita, Del Ghianda, Monaci, Nfaiedh, Federighi. A disp.: Pazzagli, Fontana, Pirrone, Citi Minelli, Fiorini, Iuppa, Caporali, Mosca. All.: Bardocci Giovanni
ARBITRO: Giulia Cioffi di Pistoia
RETI: 4' Federighi, 13' Sersif, 18' Cardella, 25' Boli, 38' Zani, 68' Cardella
L'inverno doveva ancora finire e già si pronosticava il quarto posto dello Scandicci, senza colpe lontano dal trio di testa, per merito inavvicinabile da tutte le altre. Alla fine della ventottesima giornata, la penultima al Bartolozzi (dopo il derby con la Cattolica Virtus il calendario propone la partita con l'Affrico), la posizione è definitiva: la assicura il 5-1 sul Venturina, che così perde per la prima volta dal ritorno di Bardocci (fin qui erano arrivati sei successi e un pareggio, score comunque positivissimo anche con l'aggiunta d'una sconfitta) e che però era passato avanti a freddo grazie alla giocata di Federighi, che servito da Vita sul limite sinistro dell'area di rigore aveva segnato lo 0-1 con un tiro incrociato. Il vantaggio dura una decina di minuti, poi lo Scandicci lo neutralizza grazie alla quarta rete stagionale di Sersif, liberato dietro la difesa dal filtrante di Brandani: il tocco d'interno mancino anticipa l'uscita di Filippo Galli, spiazzato dalla traiettoria sul palo lontano. Sersif è centrale anche nell'azione che completa la rimonta, il primo quarto ancora da finire: è lui a cucire tra il recupero del possesso in mediana e il taglio di Cardella, che col destro incrocia in porta il pallone del 2-1. Il break l'aveva avviato Boli, che una manciata di minuti più tardi replica e stavolta affonda dentro l'area di rigore per ricevere il traversone cui aveva invitato Gjini con l'apertura a sinistra: è una lettura perfetta, il servizio rasoterra è l'innesco per la rete del 3-1. Sulle giocate di Boli, che fin qui aveva segnato solo a fine novembre contro la Sangiovannese, il Venturina va in difficoltà: è di nuovo lui a verticalizzare verso la porta avversaria, che stavolta Filippo Galli protegge bene dall'assalto di Sersif. Il 4-1 è solo rinviato: lo segna Zani, che sul filtrante di Cardella affronta Filippo Galli in uscita e lo scarta portandosi il pallone sul mancino, piede di cui si serve per centrare lo specchio da posizione defilata. Sono dunque tre le reti di scarto alla pausa, dopo la quale il Venturina cerca di rientrare in partita senza però riuscirci: non trovano l'esito voluto né i dribbling di Vita (Londi, schierato titolare perché Gjonaj si ferma nel riscaldamento, affonda un tackle rischioso: poteva starci il rigore, che Cioffi converte in una punizione per la difesa) né l'azione personale di Nfaiedh, che da sinistra chiama Contieri a una parata complessa ed efficace. Segnare riesce invece allo Scandicci, che quando gioca in verticale viaggia così rapido - la tecnica complessiva è elevatissima, come la qualità degli schemi di Fanfani - da impedire agli avversari ogni contromossa: inventare l'assist vincente stavolta tocca a Boldrin, che entrato da pochissimo riconquista il pallone sulla trequarti e fa correre Cardella, letale nello scatto tra i centrali e nell'esecuzione incrociata. Da giocare resta una dozzina di minuti, nei quali lo Scandicci cerca la sesta rete (gliela nega Filippo Galli, attento sul tiro di Brahimaj e su una punizione di Brandani ben indirizzata anche se un po' lenta) e il Venturina coglie un palo: d'Iuppa la stoccata che avrebbe potuto ammorbidire lo scarto. Non sarebbe cambiato il senso complessivo: lo Scandicci - dato curioso: ha pareggiato una volta sola, 1-1 in casa della Sestese - è sicuro d'esser quarto, e sta già pensando al modo migliore per aggredire il podio 26/27.

Calciatoripiù: Cardella, Sersif
(Scandicci) e Federighi (Venturina).
esseti
Settignanese-Giov. Fucecchio 4-3

SETTIGNANESE: Maruottolo, Madio, Magnelli, Manfrin, Tarantoli, Sommazzi, Pierotti Carli, Spanu G., Nencini, Sahbani, Nodari. A disp.: De Fazio, Agostinelli, Carpanesi, Ciani, Chiummiello, Di Comun, Failli, Passannanti, Perrino. All.: Petriccione Luigi
GIOV. FUCECCHIO: Terri, Calanna, Pinucci, Fondelli, Gorgerino, Niccolai, Copia, Del Cesta, Tortorelli, Lombardi, Girardi. A disp.: , Pratelli, Rotondo, Bianchi, Menichetti, Stefanizzi, . All.: Falcini Giancarlo
ARBITRO: Nicola Cerofolini di Arezzo
RETI: 4' Nodari, 10' Tortorelli, 39' rig. Girardi, 41' Spanu G., 42' Tortorelli, 70' Pierotti Carli, 79' Pierotti Carli
La matematica propone elementi incontrovertibili, e dunque è incontrovertibile la retrocessione della Settignanese nonostante il 4-3 in rimonta: vincendo col Pietrasanta il Csl vanifica la vittoria del Valcareggi, dove il Fucecchio s'era presentato con l'intenzione di fare sul serio. Nella prima fase la Settignanese fatica a uscire dalla metà campo: dunque è inattesa la rete del vantaggio segnata da Nodari, che al 4' ruba il pallone intercettando una ripartenza dal basso, s'invola verso la porta e batte Terri in uscita (1-0). È rabbiosa la reazione del Fucecchio, che chiude di nuovo la Settignanese nella metà campo difensiva: la rete del pari quasi immediato la segna Tortorelli, che dall'interno dell'area di rigore batte l'incolpevole Maruottolo dopo aver catturato un pallone respinto corto dalla difesa sul filtrante di Calanna (1-1). Trovato il pari, il Fucecchio insiste e al 22' confeziona un'altra occasione da rete: Lombardi si beve mezza difesa avversaria e calcia verso la porta, mancata di pochissimo alla destra del portiere; la Settignanese replica con una punizione di Nodari intercettata sottoporta da Tarantoli, che da distanza ravvicinata spara alto (35'). Alla fine del primo tempo mancano cinque minuti, scoppiettanti: Cerofolini punisce col rigore il fallo di Failli su Tortorelli, Girardi trasforma con un tiro centrale (1-2). Anche se prende forma al 39', il nuovo punteggio non regge neppure fino alla pausa: nel minuto di recupero la Settignanese sfrutta una ribattuta a centrocampo per lanciare Spanu verso Terri, battuto sull'uscita (2-2). Si chiude così il primo tempo, nel quale non si registrano altre occasioni di rilievo: il Fucecchio s'è fatto preferire per qualità di gioco e numero di azioni, ma la Settignanese ha avuto la forza e la capacità di mantenere il risultato in equilibrio. È vivace anche la ripresa, aperta dal nuovo vantaggio del Fucecchio: sugli sviluppi di un calcio d'angolo Copia fa filtrare il pallone, che di tacco Lombardi prolunga per il tocco vincente di Tortelli sottoporta (2-3). Nell'occasione è distratta, e troppo ferma la difesa della Settignase, che però è ancora viva e torna alla carica. Inizia lo show di Pierotti Carli, che al 54' un'azione prolungata libera al limite dell'area di rigore: il tiro dal vertice destro sfiora il palo. Anche delle sostituzioni (corta invece la panchina del Fucecchio, che risente a cascata delle assenze dell'U17) beneficia la Settignanese, che trova beneficio a centrocampo: entra bene Passannanti, sul cui lancio a destra Agostinelli sforna un traversone solo sfiorato da Perrino, che anticipa Pierotti Carli meglio posizionato (67'). Il pari è rinviato di soli tre minuti: Perrino si invola sulla fascia destra e verticalizza per Pierotti Carli, che di prima spinge il pallone in rete (3-3). La partita ora è apertissima, il Fucecchio cerca subito di tornare in vantaggio sugli sviluppi di un calcio d'angolo: il pallone capita sui piedi di Lombardi, sul cui rasoterra a colpo sicuro Maruottolo si supera e suggella la solita grande prova (75'). Sullo slancio la Settignanese riesce a segnare la rete della vittoria: Passannanti lancia a destra Manfrin, sul cui traversone Pierotti Carli calcia al volo superando Terri con un lob morbido sotto il sette (4-3). Allo svantaggio il Fucecchio non riesce a reagire: è solida la difesa della Settignanese, che vince e rende meno amara la seconda retrocessione consecutiva.
Tau Calcio-Sestese 2-1

TAU CALCIO: Mariotti, Guidi A. (88' Lapi), Spinelli, Goxhaj, Mannucci (63' Mendolia), Mosso, Geri, Hussey (75' Blini), Lisisco (68' Cecchetti), Silla Di. (82' Bonacchi), Sow (43' Silla Da.). A disp.: Barsottelli, Galli, Bella. All.: Marconcini Emanuele
SESTESE: Bellocci, Martinelli (77' Coppini), Cecchi, De Ferdinando, Shera, Tarchiani, Taddei (56' Scura), Bonta (68' Pieri), Monterisi, Cetani (52' Nesi), Barbanti. A disp.: Del Rosso, Grisolini, Cassiolato, Oublady, Bardazzi. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Marco Tolaini di Pontedera
RETI: 17' Hussey, 57' Scura, 72' Silla Di.
È molto più d'un jolly barattato con una scartina: lo è perché all'impatto sulla classifica, che con un successo avrebbe assicurato il titolo con due giornate d'anticipo e con un pari avrebbe tenuto a distanza la rivale più temuta, s'aggiunge improvviso il peso dei ricordi. Sconfitta 2-1 dal Tau, che si porta a un solo punto di distanza (e a due c'è il Montevarchi, atteso al Torrini per l'ultima giornata), la Sestese ora deve convincersi che non è detto che finisca come un anno fa; che il lavoro di Ferro e l'anagrafe, due fattori cruciali nel raggiungimento della maturità, le consentono di pensare non alla paura d'essere rimontata e scavalcata, ma al vantaggio che minimo resiste: sei punti, i primi tre già sabato a Venturina, varranno il titolo toscano. Eppure è impossibile non pensare alla scorsa stagione, nella quale a cinque giornate dalla fine la strada verso il trionfo sembrava drittissima: poi vennero lo scontro diretto, poi la sconfitta col San Miniato, poi il rigore sbagliato con la Cattolica Virtus, e i sei punti di vantaggio si trasformarono in due di svantaggio. Le differenze sono consistenti, dal tecnico al numero di giornate residue dopo la sfida vis-à-vis; eppure, di nuovo, spiccano le somiglianze. È soprattutto una che alla Sestese fa più male e più paura: il punteggio finale recita 2-1, 2-1 come l'anno scorso, anche se allora in casa anziché no. Recita 2-1, e due dei tre marcatori sono gli stessi: ovvio, non Lupi, che ha fatto il grande salto, però Hussey sì e Scura sì. A spezzare l'equilibrio interviene uno che l'anno scorso non c'era e che la stagione ad Altopascio ha consacrato come uno dei talenti più cristallini della Toscana: ce ne sono pochi che toccano il pallone con la padronanza di Diego Silla, pochi così duttili, pochi così efficaci sottoporta. È la sua rete, otto i minuti allo scadere, a riportare il Tau in una corsa che altrimenti lo avrebbe tagliato fuori: sarebbe stato quasi impossibile recuperare quattro punti alla Sestese mettendosi dietro il Montevarchi. Quest'ipotesi resta confinata all'irrealtà: dopo aver sbagliato tantissimo, tradita sottoporta dagli interpreti migliori, la Sestese non riesce a conservare il pari raggiunto con tanta fatica. Lo scenario comincia a delinearsi una volta superato il primo quarto d'ora, nel quale il Tau rischia in un paio di circostanze: al pubblico - folto, foltissimo e correttissimo: gran piacere farne parte - il primo sussulto lo provoca Barbanti, il cui filtrante invita Taddei allo sprint condito con un dribbling efficace su Mosso e chiuso con un tiro centrale (di destro, il mancino avrebbe rappresentato la scelta giusta) dalla linea che costeggia l'area di rigore (10'). Non ha problemi Mariotti, e ce ne ha ancora meno sulla punizione che Tolaini concede intorno ai venticinque metri per una spintarella di Goxhaj a Monterisi, che per prendere posizione sul campanile di Mannucci forse fallo l'aveva commesso per primo: sfila tre spanne oltre il primo palo il tiro di Cetani, il cui destro aveva impresso al pallone l'effetto giusto per aggirare la barriera, non però per rientrare in tempo verso lo specchio (13'). La Sestese non s'accorge che sta per materializzarsi il primo degli episodi sui quali gira la partita, se non addirittura il campionato, incastonato in un'azione che per due volte sembra esaurirsi senza esito: la prima sensazione si diffonde nel momento in cui Cecchi respinge la volée di Geri, in zona disco del rigore Diego Silla non raccoglie la ribattuta e la difesa della Sestese riesce a rinviare il pallone sulla trequarti, sul fronte destro dell'attacco del Tau; qua lo raccoglie Guidi, sul cui traversone effettuato in corsa col destro Bellocci esce tentando la presa. Se il gesto andasse a buon fine l'azione finirebbe, e sul rilancio la Sestese potrebbe addirittura ripartire veloce; ma a buon fine il gesto non va, l'uscita finisce catalogata tra quelle a vuoto e il pallone spiove pulito sul vertice sinistro dell'area di porta, da dove Hussey - da lui tutto era partito: era stato lui, dopo aver combinato con Spinelli, a invitare Geri alla volée - lo spinge nello specchio spalancato (17'). Del segnale di convalida ci s'accorge ben prima del duello tra Lisisco e Shera in prossimità della linea di porta, che è evidente che si sia già superata prima di un rimpallo ulteriore che ne dà la certezza: nessun dubbio sull'attribuzione della rete, nessuno sul peso dell'episodio, del quale la Sestese subisce il contraccolpo mentale. Il Tau cerca subito d'approfittarne con un'altra giocata sulla corsia sinistra, dove Spinelli non disdegna d'accompagnare l'azione d'attacco: del suo sprint, con allegato movimento ad accentrarsi e filtrante con la suola dai sedici metri, beneficia Sow, che con un solo movimento fluidissimo si gira verso la porta avversaria e incrociando il destro rasoterra verso il palo lontano la manca d'una spanna, forse due. Esce della stessa misura, stretto però anziché largo, il tiro che, nel tentativo di riaccendere la Sestese, De Ferdinando scocca da sinistra sull'invito di Taddei mediato da Cetani; non esce invece il destro d'Hussey, che si lascia ispirare da Spinelli e da sinistra s'accentra sul destro alla ricerca della doppietta: non esce, ma stavolta Bellocci riesce a opporsi (29'). Segue una decina di minuti nei quali la Sestese dimostra d'avere digerito lo svantaggio e capito come reagire: sulla propria sinistra, dove attacca bene, il Tau soffre quando si tratta di difendere. Lo sa Taddei, che da mezzala consegna il pallone a Cetani, rapido nel traversone dalla trequarti: è un invito stratosferico per Barbanti, che al taglio perfetto fino al limite dell'area di porta, dove né Mannucci né Mosso lo seguono, non abbina una deviazione di testa altrettanto efficace (34'); il pallone esce alto, stesso destino per il tentativo che segue (identico l'autore, stavolta col destro) sullo scarico di De Ferdinando coinvolto nella manovra da Monterisi. La Sestese non ha fortuna neppure con i (pochi) palloni inattivi di cui beneficia in fase offensiva: il suo primo tempo si chiude con un solo calcio d'angolo (tre per il Tau: nella ripresa lo score aumenterà giusto di un'unità a testa) giocato corto da Cetani per Cecchi, sul cui traversone col mancino a uscire la fronte di Bontà non riesce a corregge la traiettoria verso la porta. Lo svantaggio sembra calzare stretto alla Sestese, che però d'un tratto ne apprezza la misura minima: si spezza contro la faccia inferiore dell'incrocio e poi rimbalza sulla linea - sopra, in prossimità, di sicuro non oltre - il destro scoccato da Hussey, che favorito dal triangolo con Sow s'era accentrato da sinistra correndo lungo il limite dell'area del rigore fino all'arco che invita all'ingresso (40'). Sulla stessa porta, ora però attaccata dalla Sestese, si concentra l'attenzione generale per seguire l'azione che apre la ripresa: quella porta l'aggredisce Barbanti, al cui interno destro a colpo sicuro (di Taddei il traversone, solo sporcato da Spinelli) s'oppone Mariotti inchiodando il pallone a terra. La Sestese ci riprova subito affidandosi a un'altra giocata di Bontà, che aprendo a destra l'azione precedente l'aveva imbastita e che stavolta gioca in verticale per De Ferdinando, scattato in posizione buona dietro la difesa: splendido il movimento, coraggioso il lob, tocca però accontentarsi dell'esterno della rete. Messo da parte senza esito un diagonale rasoterra di Cetani dalla parte sbagliata del palo lontano, d'un tratto la Sestese torna a rischiare: Goxhaj, che resta il perno della manovra del Tau anche dopo il primo ritocco apportato da Marconcini (per Sow entra Davide Silla, che occupandone la posizione di mezzala destra spinge Geri venti metri più avanti: cambia corsia Diego Silla, ora a sinistra), vince un rimpallo con Cecchi e dalla trequarti innesca Lisisco, il cui diagonale rasoterra da posizione defilata si tramuta in un assist per Spinelli, al cui mancino s'oppone Shera negandogli una rete quasi sicura (51'). Lo scarto resta minimo, e la Sestese cerca d'annullarlo con una combinazione tra De Ferdinando e Cecchi, che il pallone di ritorno lo trasforma in un traversone da sinistra: è buono il movimento di Barbanti in anticipo su Mariotti, non altrettanto la traiettoria, troppo stretta sul primo palo; ha esito affine un altro colpo di testa, Taddei l'esecutore, di nuovo innescato da sinistra: stavolta, sull'invito di Bontà, ispirare era toccato a Cetani. Il pallone, intuisce la Sestese, conviene farlo viaggiare rasoterra, e tutta rasoterra si sviluppa l'azione che vale la rete del pareggio. Alla stoccata sottoporta con l'interno destro c'è Scura, che Ferro aveva inserito venti secondi prima chiamando fuori Taddei (dentro anche Nesi per Cetani): è lui a finalizzare il servizio di De Ferdinando, che sull'apertura di Barbanti, attivato dal filtrante di Monterisi, era riuscito a sfondare a destra (57'). Il boato che risuona per tutt'Altopascio rimarca l'ampiezza della delegazione ospite, che riempie la tribuna per due terzi e che sette minuti più tardi vive un istante nel quale ipotizza la rimonta completa: a ballonzolare sottoporta sul tiro di Barbanti ribattuto corto da Mariotti il pallone resta giusto un istante, poi Scura (nell'azione era già entrato: stavolta era toccato a lui aprire a destra sul millesimo filtrante di Monterisi, riscopertosi centravanti di manovra) lo scaraventa sopra la traversa e cestina l'occasione di diventare l'eroe di un paese intero. D'Altopascio lo diventa Mariotti, reattivo sia sul destro di De Ferdinando liberato a destra dal triangolo tra Bontà e Barbanti con apertura di Nesi in allegato (parata in due tempi, 67'), sia soprattutto sul tentativo di Monterisi, cui la combinazione con Pieri appena entrato aveva consentito di mirare al primo incrocio: splendida per stile ed efficacissima, la parata salva l'1-1 (69'). Così configurato, il parziale dura altri tre minuti; poi l'equilibrio il Tau lo smonta di nuovo, stavolta con l'intenzione di non farsi più raggiungere. Come il primo vantaggio, il raddoppio nasce da un'azione all'apparenza prossima a evaporare: Tarchiani sembra in vantaggio sul pallone che dalla trequarti Davide Silla prova a rovesciare dietro la terza linea avversaria. Per rompere quel vantaggio c'è bisogno d'un rimbalzo all'indietro, che se è voluto è indice di talento sopraffino e se casuale segno delle preferenze d'Iddio: è quel rimbalzo a consentire al gemello Diego di rompere la marcatura, infilarsi in area di rigore e sull'uscita di Bellocci toccare col destro quanto basta per disegnare il lob del 2-1. Allo scadere mancano otto minuti, che con i dieci (esagerazione) di recupero lasciano alla Sestese tempo ipotetico per orchestrare la seconda rimonta. Il problema non è il tempo e nemmeno, nonostante il grande dispendio dovuto a un ritmo nel complesso strabiliante, lo sono le energie: il problema è la testa, i fantasmi dell'anno scorso, la rivale più temuta di nuovo a un'incollatura. Di qui alla fine il Tau non vede mai il successo a rischio; anzi, i pericoli maggiori li vive Bellocci, insidiato sia da una punizione di Goxhaj (fallo di De Ferdinando sugli sviluppi di un angolo di Spinelli respinto ai venticinque metri: aggirata la barriera, lenta e centrale però l'esecuzione), sia dallo sprint di Cecchetti, che sul rilancio di Mariotti passa tra Cecchi e Tarchiani e dal fondo calcia con l'esterno destro, senza però imprimere al pallone l'effetto giusto: il rasoterra corre orizzontale nei pressi della linea di porta senz'avere l'intenzione di varcarla (81'). La mancata segnatura della terza rete serve soltanto a far palpitare il pubblico fino all'ultimo fischio di Tolaini, che al netto di qualche sporcatura (di nuovo, troppi dieci minuti di recupero) ha ben diretto: vince il Tau, vince e riduce al minimo lo scarto dalla prima posizione, vince e senz'alcun marcatore in doppia cifra insidia da vicino la squadra che alla coppia titolare d'attaccanti, stavolta a secco, deve quaranta reti tonde. A questo dato la Sestese deve affidarsi se non vuole sciogliersi nell'incubo d'un replay angosciante: a questo, che poi si declina nel miglior score della Toscana, agli insegnamenti di Ferro e alla consapevolezza che, anche se il jolly l'ha buttato via malissimo, il mazzo in mano ce l'ha sempre lei.

Calciatoripiù
: la staffetta con Taddei, che da mezzala destra era andato benissimo e aveva speso tantissimo, s'era concretizzata da un istante sulla giocata con cui De Ferdinando consente a Scura d'accompagnare in porta il primo pallone della sua partita. Nel giro di sette minuti le reti avrebbero potuto essere due, e con la doppietta la Sestese avrebbe vinto partita e campionato. Invece torna tutto in bilico, perché al tiro alto segue la combinazione tra i due Silla (Davide a ispirare, Diego a finalizzare) grazie alla quale vincere riesce al Tau: la vittoria aveva iniziato a prendere forma nel primo tempo dopo la rete d'Hussey, che a ridosso della pausa sfiora la replica negatagli solo dall'incrocio e che con Goxhaj in regia e Geri mezzala destra compone una mediana raffinata e completissima.
Samuele Tofani
Csl Prato Social Club-Pietrasanta 6-0

CSL PRATO SOCIAL CLUB: Ancillotti, Morandi, Venuti, Borrelli.iang, Magni, Allori, Tarantino, Nistri, Gori J., Truscelli. A disp.: Pastore, Perna, Restaino, Nardini, Rosati, Sensoli, Vettori, Mocali . All.: Galeotti Francesco
PIETRASANTA: Gassani, Kahindi, Cavalzani, Perugi, Paganini, Bianchi, Rea, Bernardini, Ciambelli, Cutolo, Corso. A disp.: Moro, De Vitis, Salvi, Fialdini, Tusha, Esperon, Strati, Barresi. All.: Albinoiu Ionut
ARBITRO: Luca Vergnano di Pistoia
RETI: 6' Allori, 10' Allori, 18' Allori, 24' Gori J., 70' Nardini, 77' Truscelli
Per smettere di soffrire, riprendere a respirare e iniziare a pianificare la prossima stagione con l'assalto alla terza élite il Csl ha bisogno di una vittoria ancora: più che a Montevarchi, campo in cui è passato solo il Tau, punta a ottenerla in casa con la Floria, e pazienza se sarà l'ultima giornata, e dunque se è possibile che i giochi, nei quali sia lo Sporting Cecina sia il San Miniato cercano di restare coinvolti, resteranno aperti una settimana in più. Pazienza è più facile averla dopo un 6-0, il punteggio che segnala che il Pietrasanta a Prato la testa e la concentrazione non le ha portate e che rende ancora più apprezzabile lo scarto sulla zona retrocessione, ora distante non più uno ma quattro punti; e più facile anche perché, per la prima volta da settembre, Galeotti può scegliere gli undici che preferisce da tutta la rosa, finalmente a disposizione per intero. La circostanza conta sia sul piano tecnico sia a livello tattico: chiusa la parentesi contrassegnata dalla difesa a quattro, il Csl torna ad abbracciare il 3-5-2, che consente a Venuti e Nistri di sfruttare le corsie laterali, a Magni d'impostare da dietro senza l'assillo della marcatura (ci si dedicano, bene, Morandi e Xiang: il Pietrasanta non calcia mai verso Ancillotti), ad Allori d'inserirsi nell'area di rigore avversaria partendo da mezzala. È lui il protagonista del primo quarto, che timbra con tre reti in una dozzina di minuti: la prima la segna dopo aver calamitato sottoporta il tentativo di Truscelli respinto corto da Gassani. All'1-0 seguono, quasi immediati, il 2-0 con un tiro di collo e l'aiuto del palo sugli sviluppi d'una rimessa laterale, il 3-0 con una giocata personale dal limite sinistro dell'area di rigore, interpretato come pedana per chiudere il destro rasoterra: Gassani si ritrova battuto per la terza volta, e grazie a uno dei talenti che ha più atteso nel corso d'una stagione complicata al 18' il Csl è già vicino al successo stagionale numero otto. Dello scarto già ampio non s'accontenta Jacopo Gori, che al 24' porta a quattro le reti complessive e a sette quelle personali in campionato: tocca a lui raccogliere un altro tiro di Truscelli non andato a buon fine, stavolta perché lo respinge la difesa, e dal fronte destro dell'area di rigore servirsi del mancino per far schizzare il pallone dalla parte giusta del palo lontano. Di segnare Truscelli ha una gran voglia e un gran bisogno: dopo aver mancato un'altra occasione (esecuzione alta sul traversone di Venuti, imprendibile a sinistra) ci riuscirà nel finale, per il 6-0, finalizzando un contropiede con l'interno destro rasoterra. Nel frattempo il Csl aveva segnato un'altra volta: la scena se l'era presa Nardini, che a metà dei venti minuti che Galeotti gli concede era sceso sulla corsia destra e di potenza aveva calciato sul secondo palo. Già allora tutti s'erano accorti che la partita s'era conclusa da tempo: Antonio Facchi, che per consolidare il Csl tra le big della Toscana sta lavorando da settimane e che nella seconda parte della primavera dovrà dividersi tra il campo sportivo, la campagna per le elezioni comunali e soprattutto la neopaternità, babbo di figlia femmina (ormai ci siamo), punta a chiudere alla svelta anche la pratica cruciale, quella che gli consentirà di programmare sereno un'altra stagione d'élite.

Calciatoripiù: Allori, Tarantino
e Truscelli (Csl).
esseti
Pol. Monteserra-Cattolica Virtus 4-1

POL. MONTESERRA: Selmi M., Piantanida, Ramacciotti, Arcangioli, Selmi N., Mollica, Scalsini, Musacchio, Omodia, Di Blasi, Carli. A disp.: Giella, Giampa, Dhamo, Cavallini, Menichini, Pratali, Barsacchi, Alfarano . All.: Paesano Luca
CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Manzini, Raimondi, Bramanti, La Ragione, Burgassi Da., Masi G., Palchetti, Mazzantini, Burgassi Di., Santi. A disp.: Casini, Susini, Paolucci, Dainelli, Caponi, Memis, . All.: Bargellini Massimo
ARBITRO: Leonardo Pingi di Pisa
RETI: 38' Omodia, 43' Mazzantini, 60' Pratali, 65' Mollica, 78' Pratali
Bastava un punto al Monteserra per ottenere la matematica salvezza: una prova maiuscola ne porta in dono ben tre, frutto del 4-1 rifilato a una squadra in forma come la Cattolica Virtus. Perché la partita inizi a decollare bisogna attendere il quarto d'ora: per primo calcia Musacchio, che da trenta metri costringe Bisulca a rifugiarsi in angolo. Cinque minuti dopo il Monteserra ci riprova con Omodia - classe 2011, buonissima la sua prova -, che si libera con un sombrero e calcia di poco oltre la traversa. Al secondo tentativo è lui, che di nuovo aveva creato scompiglio con una torre sugli sviluppi di un calcio d'angolo, l'autore della rete del vantaggio: finisce in porta, tra palo e portiere, il pallone calciato col destro dal limite dell'area di rigore dopo il movimento ad accentrarsi da sinistra. È la rete che vale il vantaggio del Monteserra alla pausa: Francesco Pratali, in panchina per Luca Paesano, apprezza. Al rientro dagli spogliatoi la partita prende tutta un'altra piega: presentatasi con piglio ben diverso, la Cattolica ora schiaccia il Monteserra nella metà campo difensiva. Il pareggio si materializza quasi subito: con un gran tiro al volo dal limite dell'area di rigore segna Mazzantini, che in stagione sale a quota quindici. L'1-1 è un premio giusto per la mole espressa dalla Cattolica, che del pari non si accontenta e cerca di completare la rimonta: le occasioni per il vantaggio capitano prima a Mazzantini (Mattia Selmi devia in angolo, 53'), poi a Dainelli, che dopo una combinazione a sinistra si vede negare il raddoppio da Scalsini, ultimo presidio della porta altrimenti sguarnita (58'). Su questo episodio la partita gira a favore del Monteserra, che per passare di nuovo in vantaggio, prendendo linfa dai nuovi entrati, impiega appena cento secondi: sul calcio d'angolo di Taddei il più veloce è Lorenzo Pratali, altro 2011, che anticipa la difesa e deposita il pallone alle spalle di Bisulca. Cinque minuti più tardi il Monteserra chiude la pratica con Mollica, che di testa devia in porta la punizione battuta da Taddei, al secondo assist consecutivo. Negli ultimi minuti le panchine danno spazio a tutti i calciatori: a Lorenzo Pratali resta ancora il tempo per realizzare la doppietta personale sull'ennesima punizione ben calciata da Taddei, al terzo assist vincente su pallone inattivo. È enorme la soddisfazione del gruppo guidato dalla coppia Paesano-Pratali: da neopromosso, nonostante gli infortuni che l'hanno colpito durante la stagione, il Monteserra riesce a ottenere una salvezza tranquilla.

Calciatoripiù
: al debutto dal primo minuto Omodia gioca un primo tempo di alto livello; la rete è un premio meritato per la prestazione maiuscola. In difesa Mollica lascia poco agli avversari e chiude ogni varco: l'inserimento vincente per il 3-1 corona una prova superlativa. Superlativo è anche l'ingresso di Taddei, che impiega venti minuti per confezionare tre assist vincenti. Il Monteserra se ne serve per tornare avanti dopo il provvisorio pari della Cattolica Virtus: con una grande giocata lo aveva segnato Mazzantini, che fino all'ultimo prova a impensierire la difesa avversaria.
Sangiovannese-Affrico 0-7

SANGIOVANNESE: Dossini, Materassi, Chiappi, Carotti, Banini, Nocentini, Gori, Parasassi, Tanzini, Tognaccini, Valenti. A disp.: Troia, Verdiani, Pucci, Paloka, Mugnai, Del Ruina, . All.: Tozzi Antonio
AFFRICO: Sarti, Paoletti, Abdiu, Papi, Merkaj, Brocci, Fabiani, Salvadori, Occhibove, Badii, Kasa. A disp.: Notari, Panieri, Jacaj, Boninsegni, Kazanovskyi, Seneci, . All.: Bertini Andrea
ARBITRO: Bartolomeo Loretti di Siena
RETI: 5' Kasa, 12' Kasa, 20' Occhibove, 32' Occhibove, 50' Fabiani, 60' Merkaj, 78' Badii
Un solo obiettivo coltiva la Sangiovannese: finire prima possibile questa stagione deprimente, resa tale da una serie di scelte malaccorte nel corso dell'ultima estate. È difficile commentare un campionato nel quale l'unica vittoria è arrivata a tavolino, le reti subite oltrepassano quota centodieci e il numero di sconfitte sale a venticinque. L'ultima, rotonda (0-7), gliela infligge l'Affrico, che scavalca il Fucecchio in quinta posizione e che si prepara a vivere un sabato come quelli cui s'era abituato un paio d'anni fa e che ha l'ambizione di tornare quanto prima a proporre come consuetudine: dalla trasferta del Tau al Lapenta passerà l'ultimo tratto d'una stagione il cui esito è ancora impronosticabile. A una partita che calamiterà l'attenzione di tutta la Toscana l'Affrico arriva forte di una vittoria costruita di slancio già nel primo tempo, nel quale a Kasa è sufficiente una dozzina di minuti per sbatacchiare due volte in porta il pallone servitogli dal fondo: sale a ventuno, agganciato Barbanti, il numero di reti in campionato. Due ne segna anche Occhibove, che in dieci minuti raddoppia lo score stagionale: è troppo morbida la difesa della Sangiovannese, troppo morbida perché consistente è il divario tecnico nonostante il lavoro profondo cui Rosadini s'è dedicato per quasi tre trimestri. Alla pausa il punteggio recita 0-4, divario che senza spingere più di troppo l'Affrico fa crescere nella ripresa: segna prima Fabiani accentrandosi da posizione laterale, poi Merkaj di testa su calcio d'angolo, infine Badii per lo 0-7 che invita la Sangiovannese a compulsare il calendario per trovare l'unica consolazione nel numero ridotto di partite ancora da disputare.

Calciatoripiù: Brocci, Kasa
(Affrico).
Sporting Cecina-San Miniato 4-2

SPORTING CECINA: Melis, Bapary, Tamagno, Carbone P., Bandinelli, Marianelli, Balloni, Zazzeri, Moretti, Yzerillari, Franci. A disp.: Cucchiara, Lucido, Ciampi, Raciti, Bragagni, Malfanti, Pavoletti, . All.: Prunecchi Andrea
SAN MINIATO: Angeloni, Ciurlia, Bellandi, Machetti, Focardi, Cultrera, Bari, Annunziata, Pacciani, Fineschi, Fini. A disp.: , Tarli, Bernazzi, Carnesecchi, Burroni, Mele, Riascos Sanchez, . All.: Pescara Nicola
ARBITRO: Leonardo Macelloni di Pontedera
RETI: 5' Franci, 15' Pacciani, 39' Moretti, 50' Franci, 67' Poli, 78' Zazzeri
Potrebbe durare due settimane quell'attimo in cui, colpito il nastro, la palla può andare oltre o tornare indietro (e (con un po' di fortuna va oltre, e allora si vince; oppure no, e allora si perde)): rischia di volerci tanto per capire se il 4-2 inflitto al San Miniato consentirà allo Sporting Cecina di salvarsi o se sarà l'equivalente d'un avvinghiamento direzione provinciali. A due giornate dalla fine resta brutta la classifica d'entrambe le duellanti, che l'exploit del Csl contro il Pietrasanta tiene a quattro punti dalla salvezza, non raggiungibile in nessun'altra forma, neppure con un piazzamento d'onore nell'U15. Dello scenario si rammarica soprattutto il San Miniato (Buini propone gli undici titolari schierati con la Floria: cambiano solo le posizioni di Ciurlia, che s'abbassa, e di Cultrera, che s'alza), che vincendo sarebbe rimasto incollato alla quintultima posizione e che invece rischia di veder evaporare la rimonta imbastita nelle ultime settimane. Ad annunciargli un pomeriggio triste è per primo Franci, cui bastano cinque minuti per sbloccare il punteggio con la prima delle due reti di cui si compone la doppietta: è imprendibile per Angeloni il diagonale scagliato in rete sul filtrante d'Yzeirllari. L'1-0 regge fino al quarto d'ora, allo scoccare del quale il San Miniato pareggia: per la dodicesima volta in stagione segna Pacciani, che col mancino corregge in porta il filtrante di Fineschi. Da loro due e da Bari passano anche le occasioni più nitide per completare la rimonta prima che s'esaurisca la mezz'ora: imprecisa o troppo lenta la traiettoria, Melis si salva senza fatica soverchia. Faticare tocca invece a Yzeirllari, ma è un faticare bello: è lui, protagonista d'una pressione costante, a recuperare sulla trequarti il pallone che, servito in profondità, consente a Moretti di scartare Angeloni e di segnare il 2-1 a un istante dai fischi che spezzano la partita a metà. Tornare in svantaggio nel momento chiave fa male al San Miniato, cui neppure la pausa consente di liberarsi di timori e negatività: al riavvio ne approfitta di nuovo Franci, che in ripartenza spacca in due la difesa avversaria e segna doppietta e 3-1 dopo un altro dribbling su Angeloni. Ora di reti il San Miniato deve rimontarne due, che con un grammo di buona sorte in meno potrebbero diventare tre: si spezza sulla traversa il tiro con cui Raciti prova a sigillare il successo. L'episodio riaccende il San Miniato, che a cavallo tra il terzo e l'ultimo quarto porta in pedana prima Pacciani (alto il colpo di testa), poi Annunziata (destro a lato), quindi Fineschi (reattivo Melis) e infine Poli, che dalla distanza riduce al minimo lo scarto. Sul 3-2 lo Sporting Cecina trema, ma resta lucido abbastanza per tenere sgombro lo spiazzo su cui guarda Melis; resta lucido e nel finale trova la forza per imbastire un'altra ripartenza, alimentata dal milionesimo sprint d'Yzeirllari e rifinita da Zazzeri, che accompagna nella porta sguarnita il tiro respinto da Angeloni. Sul 4-2 lo Sporting Cecina esulta, esulta e respira: intanto il verdetto è rinviato, ci sono ancora due settimane per vedere se con un po' di fortuna la palla finirà nell'altro campo.

Calciatoripiù: Franci, Yzeirllari
(Sporting Cecina), Pacciani e Poli (San Miniato).
esseti