Affrico-Tau Calcio 1-1
AFFRICO: Sarti, Ventrice, Paoletti, Papi, Merkaj, Brocci, Badii, Salvadori, Toderici, Seneci, Kasa. A disp.: Notari, Dagliana, Levis, Fabiani, Occhibove, Andreano, Jacaj, Castellano, Farolfi. All.: Bertini Andrea
TAU CALCIO: Mariotti, Guidi A., Spinelli, Mosso, Mendolia, Citti, Goxhaj, Hussey, Lisisco, Silla Di., Sow. A disp.: Biondi, Lapi, Mannucci, Rigacci, Cecchetti, Silla Da., Bonacchi, Galli, Giardina Papa. All.: Marconcini Emanuele
ARBITRO: Matteo Randellini di Arezzo
RETI: 15' Hussey, 29' Ventrice
E' quasi perturbante il fascino che assume la notizia principale. Se il calcio fosse soltanto uno sport sarebbe sufficiente annotare che pareggiando 1-1 sul campo dell'Affrico il Tau esce dalla corsa al titolo con una giornata d'anticipo; però il calcio soltanto uno sport non è, è sport e metafisica, e se non con dio vive un legame forte perlomeno con la ricerca di un senso e di un significato, e dunque si squaderna un mondo nuovo quando il Tau esce dalla corsa al titolo pareggiando con l'unica squadra che nell'ultimo quadriennio ne ha rotto il monopolio. I verdetti d'élite dell'ultimo quadriennio hanno recitato Tau o Affrico, Sestese o Montevarchi reciterà invece quello che è prossimo a svelarsi: e lo reciterà dal Torrini, senza che ci sia bisogno di collegamenti da altri campi. Il pareggio esclude il Tau, che se aggancerà la Sestese (+3) rimarrà dietro il Montevarchi (+1); esclude il Tau, che esce dal Lapenta col medesimo risultato dell'anno scorso (allora segnò Rigacci, in rovesciata: la rete coronò una prova così sopraffina da avviare il trasferimento direzione Altopascio) e che però stavolta non ha più tempo né modo per neutralizzare l'inciampo: è possibile che arrivi secondo, ma secondo amaro, secondo già certo di non arrivare primo. Eppure dieci giorni fa - un secolo e mezzo - la vittoria nello scontro diretto sembrava avere avuto un duplice effetto favorevole: la classifica s'era accorciata, e per una settimana la Sestese aveva visto materializzarsi vecchi fantasmi che credeva esorcizzati e che invece il lob di Diego Silla era riuscito a rievocare. È forte di questo slancio che il Tau si presenta in casa dell'Affrico, costretto a confrontarsi con le assenze di Cangero Moretti, Matacena e Moltard e ad affidarsi a tre 2011 per rimpolpare la panchina; e nonostante la forza di questo slancio in casa dell'Affrico abbandona la corsa al titolo. Di quest'esito in avvio nessuno s'avvede: parte forte il Tau, che Marconcini propone per nove undicesimi identico a quello uscito vincitore dal big match, rispetto al quale cambiano solo uno dei centrali difensivi (con Mannucci c'è Citti, non Mosso e nemmeno Rigacci, che parte in panchina) e il centravanti, ruolo nel quale Cecchetti sostituisce Lisisco; parte forte, pericoloso al 10' con la rimessa che da destra Guidi batte profonda verso l'area di rigore, dove scavalcato Sow il pallone scende sottoporta: è un invito splendido per Hussey, che carica il destro volante e manca l'impatto. Sarebbe stato un tiro a colpo sicuro, categoria in cui rientra anche la capocciata con cui Merkaj cerca la porta sull'angolo che, chiamando l'Affrico alla reazione, Seneci calcia da destra direzione secondo palo: solo l'opposizione di Citti, già battuto Mariotti, nega al pallone l'ultimo tratto oltre la linea. Al pericolo il Tau reagisce col piglio della grande squadra e con un'azione che, linearissima nello sviluppo, vale il vantaggio: protagonisti ne sono due dei centrocampisti più forti della Toscana, Goxhaj con un filtrante tra le linee e Hussey, che s'accentra ai venti metri e calciando col destro a mezz'altezza incrocia in porta un pallone pesantissimo (15'). Questo peso si sente forse a distanza, dove giocano - in contemporanea, sia lodato Iddio - le rivali per il titolo; non lo sente l'Affrico, che replica con un triangolo tra il regista e il trequarti del 4-3-1-2, sistema nel quale Kasa e Toderici hanno il compito d'allargare la difesa e di favorire l'inserimento dei compagni: del loro lavoro e della combinazione con Salvadori s'avvantaggia Seneci, che da venticinque metri carica il mancino per calciare il pallone di ritorno, troppo centrale però per infastidire Mariotti (18'). Anche se la porta non la inquadra, più pericoloso si mostra il Tau nello sviluppo dell'azione che segue, nata da uno sprint di Hussey sulla corsia sinistra; efficace, la chiusura difensiva (da quella parte gioca Ventrice, che definire soltanto terzino è quasi irrispettoso) fa schizzare il pallone lontano e dalla parte opposta, da dove Guidi cerca il rasoterra della gloria eterna: opponendosi Merkaj - è l'unico mezzo errore di una partita altrimenti sontuosa, caratterizzata dalla solita marcatura martellante - spezza la traiettoria ma serve Diego Silla, il cui mancino di prima da quindici metri esce alto di due spanne scarse (21'). Seguono otto minuti nei quali, di mezzo il break per dissetarsi, la partita rallenta, come se il Tau stesse decidendo se accontentarsi del vantaggio minimo o accelerare alla ricerca del raddoppio; la riflessione s'interrompe quando l'Affrico trova, improvviso, il pareggio. L'azione nasce da un rinvio ardito solo all'apparenza: girando il pallone a sinistra dopo averlo scambiato corto con Brocci, Sarti consente ai suoi di saltare la prima linea di pressione. Lo sviluppo della manovra coinvolge prima Merkaj, che verticalizza, poi Papi, che riceve e si concede il break a cavallo della linea mediana, infine Salvadori, che dal centrosinistra intuisce che qualcuno si sta sovrapponendo sulla corsia opposta e con un destro elegante cambia fronte d'attacco: quel qualcuno è Ventrice, che approfitta della lettura incauta di Spinelli - salta a vuoto, e alle sue spalle s'aprono venticinque metri non difendibili - e una volta violata l'area di rigore usa il destro per trovare la porta con un diagonale rasoterra. L'1-1 alla mezz'ora innesca la reazione furibonda del Tau, che decide che è giunto il momento di provare a sfondare sulle corsie laterali, dove il 4-3-3 gli concede almeno in ipotesi la superiorità numerica. Sul filtrante di Guidi sprinta a destra Geri, la cui apertura a sinistra consente a Spinelli di crossare col mancino in direzione secondo palo, da dove la sponda di Cecchetti e il muro che Brocci oppone a Sow fanno schizzare il pallone al limite dell'area di rigore: Diego Silla opta per il rasoterra angolato di prima, insidioso ma lento quanto basta per consentire a Sarti di uscire vincitore nonostante la folla nel campo visivo. Anche se non riesce a farle produrre l'esito desiderato, il Tau capisce che la scelta di sfruttare le corsie laterali può tornargli utile, così ci riprova a un istante dalla pausa: stavolta l'azione si sviluppa per intero a destra, dove Marconcini ha spostato Sow (a sinistra Diego Silla), che sulla combinazione tra Geri e Guidi sprinta tra Paoletti e Merkaj, resiste al loro ritorno e una volta conquistata l'ultima linea nel punto in cui inizia l'area di porta cerca di sorprendere Sarti sul primo palo, ben protetto dall'assalto rasoterra. Qui, e con qualche protesta dei compagni per la scelta - in effetti uno scarico all'indietro avrebbe potuto spalancare la porta moltiplicandone lo spazio utile - più che per l'esito dell'azione, si chiude il primo tempo. Anche il riavvio porta con sé qualche protesta, stavolta Randellini il bersaglio: sono proteste inconsistenti, è regolare l'opposizione di Brocci al traversone di Diego Silla, che aveva ricevuto da Hussey un pallone schizzato sul fronte sinistro dell'attacco dal contrasto - falloso, giusto concedere il vantaggio - tra Citti e Merkaj, uscito deciso intorno ai venti metri (44'). Da quella parte, approfittando dell'unico errore di Ventrice che gestisce male l'impostazione, il Tau ci riprova nel giro di quattro minuti: la milionesima giocata verticale di Hussey stavolta premia Sow, che trova sia il tempo buono per la girata sia l'angolo per scagliare verso la porta un destro secco rasoterra, a lato oltre il palo lontano. Per dare respiro all'Affrico, in apnea nel quarto d'ora che segue la pausa, Morelli rimescola la mediana: l'ingresso di Fabiani (fuori Papi) sulla trequarti abbassa Seneci da mezzala sinistra e spinge Badii, che di lì a poco lascerà spazio a Levis, sul centrodestra. In regia resta Salvadori, dalla cui capacità d'illuminare corridoi oscuri nasce l'ultima occasione della partita: protagonista n'è Fabiani, che lascia sfilare centralmente il pallone e dai venti metri incrocia il destro rasoterra, fuori di mezzo metro oltre il palo lontano. Da giocare resta un quarto d'ora, che col recupero (cinque i minuti segnalati, alla fine sei quelli effettivi) equivale a quasi un quarto di una partita infinita; eppure, nonostante il tempo a disposizione e la nuova configurazione che assume il suo attacco (Sow chiude insieme a Blini e a Lisisco), di occasioni il Tau non ne costruisce più. Gli assalti più istintivi che ragionati, ai quali l'Affrico replica difendendosi senza soffrire, avviano veloci i titoli di coda, cui segue uno dei verdetti meno attesi delle ultime stagioni: il Tau esce dalla corsa al titolo con una giornata d'anticipo, ne esce pareggiando con l'unica squadra che nell'ultimo quadriennio ne ha rotto il monopolio.
Calciatoripiù: sulla rete di
Ventrice, che sfrutta una giocata favolosa di
Salvadori, gira un bel pezzo della stagione; gira qui e sulla fase difensiva dell'Affrico, che con
Paoletti a sinistra e la coppia centrale
Merkaj-Brocci riduce al minimo i pericoli per la propria porta. Poche volte il Tau riesce a inquadrarla, una sola a violarla, sul filtrante di
Goxhaj per la settima rete stagionale di
Hussey; poche volte riesce a inquadrarla nonostante le buone combinazioni tra
Guidi e
Geri, che soprattutto nel primo tempo provano a sfruttare la superiorità numerica che si palesa sul fronte destro dell'attacco.
Samuele Tofani
Aquila Montevarchi-Csl Prato Social Club 4-0
AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Marchi, Assouini, Chiavacci, Veltroni, Pulaj, Papini, Ajighevi, Liistro, Pugliese, Fabbroni. A disp.: Tognaccini, Billi, Metaj, Rangoni, Sylla, Diak, Fagioli, Verdi, Duranti. All.: Tesconi Massimo
CSL PRATO SOCIAL CLUB: Ancillotti, Perna, Venuti, Tarantino.iang, Magni, Allori, Mocali, Borrelli, Gori J., Truscelli. A disp.: Pastore, Scuffi, Nardini, Sensoli, Nistri, Restaino, Rosati, . All.: Galeotti Francesco
ARBITRO: Gabriel Brakaj di Arezzo
RETI: 18' Pugliese, 20' Pugliese, 65' Pugliese, 79' Sylla
L'esultanza che divampa nello spogliatoio del Montevarchi quando si materializza la certezza che dalla corsa il Tau s'è ritirato, ritirato per sempre, è il sottofondo della notizia che archivia la giornata e introduce l'ultimo atto: il verdetto, in allegato l'ultimo titolo regionale ancora in sospeso, uscirà dal Torrini di Sesto Fiorentino. Questo campionato lo vincerà la Sestese, che parte davanti e potrà contare anche sul pari, o lo vincerà il Montevarchi, che scavalca il Tau e si garantisce la certezza che con un successo si metterà dietro tutte le avversarie: o Sestese o Montevarchi, la capolista attuale e la capolista storica, le due rivali che un calendario forgiato nel laboratorio di un alchimista mette a confronto nell'equivalente di una finale. Al big match il Montevarchi ci arriva secondo, secondo di nuovo, grazie al 4-0 che infligge al Csl, ora tallonato dal San Miniato (più lontano lo Sporting Cecina, che però ancora non s'è arreso) a cavallo della linea che separa i sopravvissuti dai retrocessi; ci arriva secondo grazie alla tripletta di Pugliese, il calciatore più atteso e più temuto e al cui talento sopraffino la Sestese sta architettando le contromosse. È lui a creare la prima occasione già al 3', con un tiro ben piazzato dal limite dell'area di rigore: Ancillotti neutralizza. È efficace allo stesso modo la prima parata che Tommasi sfodera per impedire al Csl di passare in vantaggio: buono il controllo di Truscelli sul fronte sinistro d'attacco, secco il tiro immediato, solo angolo. Resta un pericolo isolato per il Montevarchi, che al 12' prova a pungere col triangolo tra Verdi, prezioso nello sprint a sinistra, e Veltroni, che l'azione l'aveva avviata con un anticipo in mediana e che la chiude con un colpo di testa sottoporta: Ancillotti c'è. Per batterlo il Montevarchi deve affidarsi al talento del suo calciatore più noto: il punteggio si sblocca al 18', quando Pugliese riceve il pallone al limite dell'area di rigore, se lo porta sul destro e lo scaraventa sotto la traversa. Per la doppietta è sufficiente attendere due minuti scarsi: stavolta la stoccata arriva da distanza ravvicinatissima, dove mancando l'intervento di testa Xiang fa filtrare il traversone di Verdi sceso bene a sinistra. Dunque alla fine del primo quarto il Montevarchi beneficia di un vantaggio doppio, che prova a incrementare allo scadere del primo tempo: sbatte sul palo il tiro di Pulaj, che s'era accentrato sul filtrante di Pugliese innescato da Papini. In qualche modo il Csl resta aggrappato alla partita, e in avvio di ripresa prova a rimetterla in discussione: il pallone buono per riuscirci capita a Jacopo Gori, che col mancino spedisce alta la punizione provocata da Diak al limite dell'area di rigore. Non sbaglia invece il Montevarchi non appena torna a spingere: Sylla serve sulla corsa Pugliese, che da destra entra in area e trova la tripletta con un tiro-cross beffardissimo. È il 3-0, di cui il Montevarchi non s'accontenta: Diak serve Billi, al cui mancino in corsa Ancillotti s'oppone in tuffo (72'); segue un'altra parata efficace, quella necessaria a impedire che il pallone finisca in porta sulla stoccata d'Ajighevi, che dopo avere avviato l'azione col filtrante per Sylla aveva raccolto il tiro di Diak respinto dal palo. Il Csl cade in contropiede, dopo aver gestito malissimo l'angolo conquistato sul tiro di Rosati parato da Tommasi: Ajighevi serve profondo Sylla, che con un lob batte Tommasi in uscita e segna il 4-0 (79'). Così il Montevarchi si congeda dal proprio pubblico, che è scontato che sabato lo seguirà in massa a Sesto Fiorentino: al Torrini, in palio l'ultimo titolo regionale ancora in sospeso, s'è già data appuntamento tutta la Toscana.
Calciatoripiù: Veltroni, Pugliese (Aquila Montevarchi) e
Jacopo Gori (Csl Prato Social).
Cattolica Virtus-Scandicci 2-0
CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Susini, Scopetani, Bramanti, La Ragione, Burgassi Da., Dainelli, Palchetti, Mazzantini, Masi G., Santi. A disp.: Casini, Manzini, Raimondi, Burgassi Di., Paolucci, Caponi, Memis, . All.: Bargellini Massimo
SCANDICCI: Contieri, Sersif, Bini, Catarzi, Pinzani, Boldrin, Hatija, Zani, Cardella, Brandani, Deliperi. A disp.: Verna, Londi, Gori B., Paoli, Nacci, Gjonaj, Poggiali, Gazzarri, Mazzoni. All.: Fanfani Filippo
ARBITRO: Alessandro Guarneri di Firenze
RETI: 18' rig.Mazzantini, 30' Palchetti
Quando la rivalità è così accesa, i conti si fanno alla fine del doppio incontro: dopo una vittoria che sa di rivincita, il finale di campionato non può che essere più dolce per la Cattolica Virtus. L'ultima partita interna della stagione è la vittoria nel derby contro lo Scandicci: una sconfitta di misura all'andata era l'incentivo perfetto per vendicarsi contro i rivali di sempre, stesi con due reti nella prima mezz'ora. Nei primi frangenti la tensione del derby si fa sentire. Lo Scandicci tenta di costruire lungo la catena di sinistra col trio Bini-Zani-Brandani, senza però grandi risultati. La Cattolica replica recuperando il pallone e tentando di verticalizzare subito alla ricerca degli attaccanti: poca la precisione. La prima accelerata vede protagonista Dainelli, che dall'out di destra trova centralmente Masi, libero di aggiustarsi il pallone per la conclusione dalla distanza: traiettoria a lato. Il ritmo continua a essere alto, ma il pallone viaggia spesso ad altezza testa, senza essere ben amministrato da nessuna delle due compagini. D'improvviso al 18' l'equilibrio si rompe: di testa Mazzantini prolunga la traiettoria di un lancio lungo e trova Dainelli, che all'interno dell'area di rigore non fa in tempo a stoppare il pallone perché travolto da Pinzani, troppo irruento nella marcatura. Per Guarneri il contatto è falloso: dagli undici metri si presenta bomber Mazzantini, che incrocia il destro e spiazza Contieri per l'1-0. Passata in vantaggio, la Cattolica prende coraggio e comincia a mettere in pratica le richieste di Bargellini, ossia la sponda della punta per la mezzala e la ricerca del terzo uomo o il tiro in porta. Se ne ha un esempio immediato: Mazzantini riceve da Dainelli e scarica su Masi, che tenta di nuovo la conclusione da fuori con lo stesso esito di quella precedente. È alla mezz'ora che si materializza il raddoppio: calciando verso il secondo palo una punizione dalla destra Scopetani trova Palchetti, che lasciato totalmente solo prima colpisce di testa impegnando in tuffo Contieri, poi arriva per primo sulla respinta e ribadisce in rete il pallone del doppio vantaggio. Segue la pausa tra i due tempi, della quale Fanfani si serve per resettare i suoi: lo Scandicci rientra con molta più determinazione di quanto fatto sino a quel momento. C'è poco da attendere per la prima occasione della ripresa, totalmente costruita da Bini con una doppia sterzata sulla sinistra e un diagonale col mancino che esce di poco a fil di palo. Ci prova allo stesso modo anche Cardella, non con il mancino ma con l'altro piede: identica la traiettoria del rasoterra. Lo Scandicci continua a mantenere il possesso e il predominio della metà campo avversaria, ma di pericoli dalle parti di Bisulca se ne vedono pochi. Paradossalmente, l'uomo più pericoloso degli ospiti è Bini, il terzino sinistro. Al 64' è di nuovo lui a provarci dalla solita mattonella: Bisulca è costretto alla deviazione sopra la traversa. Intanto Bargellini decide di modificare l'assetto inserendo giocatori rapidi in attacco, pronti a sfruttare le ripartenze, e avanzando Scopetani: alle sue spalle si piazza Raimondi, a proprio agio sulla fascia sinistra e molto attento in fase difensiva, nella quale si rende protagonista di più di un intervento positivo. Con queste modifiche la Cattolica gestisce bene il possesso dello Scandicci. L'unico pericolo si registra a cinque minuti dalla fine: su un lancio lungo, Gazzarri prolunga la traiettoria liberando Poggiali, che col mancino tenta la conclusione sul primo palo, ma Bisulca va giù rapido e respinge con una grande parata; sulla respinta si avventa lo stesso Poggiali, ma Dario Burgassi chiude in scivolata evitando la ribattuta vincente. Lo Scandicci prova il tutto per tutto portandosi sempre più in avanti: la Cattolica può provare a far male in ripartenza soprattutto con Scopetani, che in pieno recupero semina gli avversari con una cavalcata dirompente sulla sinistra, ma davanti a Contieri finisce il fiato e calcia debole. Poco male: Guarneri fischia tre volte, la Cattolica può lasciarsi andare ai festeggiamenti dopo una partita intensa, sofferta ma chiusa nel migliore dei modi. Oltre alla vittoria nel derby, il vero risultato di questo finale di campionato è la crescita della squadra. Dopo un inizio di campionato horror che faceva presagire la fine dell'era d'oro della Cattolica, questi ragazzi hanno saputo reagire: ora, forti dei risultati, quando giocano sono felici, e col sorriso non sono inferiori a nessuno. Dall'altra parte la delusione è tanta: perdere un derby fa sempre male. Sicuramente la prestazione dello Scandicci non è stata all'altezza di una partita importante. Fanfani dovrà lavorare per ripulire i tanti talenti ancora grezzi che si trova in rosa, perché il potenziale a disposizione è enorme ed evidente,. Da questi novanta minuti traspare, infine, che ormai le partite ad alta tensione sono battaglie mentali che si decidono su pochi dettagli: vince chi è più psicologo.
Calciatoripiù: tra i più in palla nelle file della Cattolica c'è
Scopetani, che brucia la fascia sinistra mettendo in difficoltà Deliperi più di una volta e disegnando l'assist per il 2-0. È ottima la prova, molto più difensiva, di
Susini, che da quella parte non fa passare nulla; lodevole anche la prestazione di
Palchetti, simbolo di sacrificio e grinta al centro del campo, nonché autore del 2-0. Nella prova opaca dello Scandicci l'unica luce è rappresentata da
Bini, che gioca a piede invertito e, nonostante qualche difficoltà in fase d'impostazione, è l'unico a rendersi pericoloso tra i suoi.
Matteo Raimondi
Floria-Sporting Cecina 3-3
FLORIA: Massetani, Vezzani, Ciappina, Bussotti, Michelini, Del Lungo, Galeotti, Parravicini, Zolfanelli, Vannozzi, Razzauti. A disp.: , Ridi, Saleh, Rosselli, Morales, Giglietti, Magnolfi, . All.: Sbolci Davide
SPORTING CECINA: Melis, Bapary, Tamagno, Carbone P., Bandinelli, Marianelli, Balloni, Zazzeri, Moretti, Yzerillari, Franci. A disp.: Lepri F., Raciti, Ciampi, Pavoletti, Bragagni, Malfanti, . All.: Prunecchi Andrea
ARBITRO: Daniel Vannoni di Prato
RETI: 2' Bapary, 22' Moretti, 40' Zazzeri, 56' Zolfanelli, 71' Zolfanelli, 80' Vezzani
Subire una rimonta di questo tipo, da 0-3 a 3-3, farebbe male anche in altri scenari: dalla trasferta al Grazzini lo Sporting Cecina rischia di uscire travolto. Alla fine del primo tempo sembrava che la Floria si fosse arresa, che sarebbero arrivati tre punti fondamentali per tenere aperta fino all'ultimo la corsa salvezza: la doppietta di Zolfanelli e la rete di Vezzani, proprio allo scadere, invece complicano tutto, e nell'ipotesi migliore (vittoria contro il Pietrasanta, sconfitta del Csl, non vittoria del San Miniato, peggiore delle tre in caso di arrivo alla pari) garantiscono soltanto lo spareggio in campo neutro. Eppure il prologo aveva fatto presagire un finale diverso. Lo Sporting Cecina passa in vantaggio alla prima azione: Bapary calamita un cross allontanato dalla difesa e dal limite dell'area di rigore colpisce di controbalzo, Massetani rimane immobile mentre il pallone s'infila nell'angolo basso. La Floria non reagisce, lo Sporting Cecina trova fiducia, continua a spingere con ardore e poco dopo il ventesimo riesce a raddoppiare: è perfetto il movimento di Moretti a eludere sia la difesa sia Massetani in uscita, per poi depositare il pallone in rete. Oltre che col giallo rimediato da Bussotti, la Floria si fa vedere solo con un tiro di Razzauti a lato; Massetani invece deve fare gli straordinari per chiudere con tempismo in uscita le sortite degli avversari. Nonostante il caldo pomeriggio di fine aprile, per la Floria la doccia fredda arriva allo scadere del primo tempo. Il cross dalla destra trova Yzeirllari pronto al colpo a botta sicura: Massetani riesce a chiudere lo specchio, ma su quel pallone vagante si avventa Zazzeri, che porta il parziale sullo 0-3. (Come stai?) è la frase d'esordio del mondo. (Tutto bene) risponde Peselli all'intervallo. Dura qualche minuto in più il confronto di Sbolci e dei calciatori della Floria a porte chiuse:. Vannoni (ottima la direzione di gara) li aspetta paziente a metà campo. Lo squillo che riaccende la fiammella Floria parte dai piedi di Vannozzi, che con una conclusione da fuori area prende in pieno la traversa. Peselli predica attenzione intuendo il pericolo, che puntualmente si concretizza poco dopo il quarto d'ora: un pallone messo a centro area trova tutto solo Zolfanelli, che in prima battuta non impatta con il destro, poi beffa Melis con un tocco mancino sottomisura. La rete dell'1-3 toglie il freno a mano alla Floria, che ora spinge forte sull'acceleratore. Passano cinque minuti e le distanze si accorciano ancora: Vannozzi ubriaca mezza difesa dello Sporting Cecina sulla sinistra e dal fondo crossa a centro area, dove il solito Zolfanelli tiene su la Floria con un paio di bretelle. In campo ora c'è solo una squadra, la difesa dello Sporting Cecina resta in apprensione a ogni pallone vagante mentre i minuti scorrono. Sbolci ridisegna la squadra, Peselli inserisce forze fresche. All'80' il pallone illuminante di Razzauti trova il corridoio perfetto per l'inserimento di Vezzani, che decentrato sulla destra anticipa Melis in uscita e segna il 3-3 definitivo. Un altro brivido corre proprio negli ultimi istanti tra le maglie dello Sporting Cecina: la punizione che Massetani batte dalla mediana per poco non inganna il collega, il pallone si perde alto di pochissimo. Finisce così. La Floria saluta il proprio pubblico tra sorrisi e battute, per lo Sporting Cecina si apre una settimana di rammarico con l'obiettivo di vincere l'ultima di campionato e poi sperare. Poi si penserà ai tornei, alla prossima stagione e a come prenderanno forma le squadre del futuro, con l'estate che incombe e i ritiri ancora così lontani. O forse è solamente un bacio prima di partire la ragione per tornare: casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte.
Calciatoripiù: la doppietta di
Zolfanelli guida la rimonta,
Vezzani la completa,
Massetani evita un passivo peggiore alla Floria, che lo Sporting Cecina aggredisce grazie alle percussioni di
Moretti e di
Zazzeri.
Federico Pettini
Giov. Fucecchio-Sangiovannese 4-2
GIOV. FUCECCHIO: Terri, Calanna, Pratelli, Fondelli, Niccolai, Terreni, Gronchi, Del Cesta, Iodice, Rotondo, Tortorelli. A disp.: Morelli, Villagran, Gorgerino, Pinucci, Lombardi, Copia, Stefanizzi, Gjoni, Girardi. All.: Falcini Giancarlo
SANGIOVANNESE: Troia, Banini, Chiappi, Mugnai, Conti, Nocentini, Carotti, Parasassi, Paloka, Tognaccini, Gori. A disp.: Dossini, Materassi, Valenti, Tanzini, . All.: Tozzi Antonio
ARBITRO: Davide Senatori di Firenze
RETI: 12' Tognaccini, 22' Terreni, 31' Terreni, 45' Fondelli, 68' Materassi, 75' Copia
Se riuscirà a espugnare Buti, la sede dell'ultimo atto di una stagione intensissima, il Fucecchio chiuderà quinto, posizione formidabile subito dietro le big: questo scenario glielo assicura la combinazione dei risultati della penultima giornata, nella quale al 4-2 sulla Sangiovannese già retrocessa s'associa l'1-1 del Lapenta, utile tanto a Sestese e Montevarchi per escludere il Tau dalla corsa al titolo quanto a lui - lui Fucecchio - per scavalcare l'Affrico, che era a +1 e ora si ritrova a -1. Falcini si gode gli effetti di un lavoro minuzioso in ogni reparto, e però per esultare deve orchestrare la rimonta: dopo una dozzina di minuti segna la Sangiovannese con Tognaccini, che intercetta un passaggio di Terri intenzionato a far ripartire l'azione dal basso, anticipa Niccolai e di potenza fa 0-1. A due palloni inattivi s'affida il Fucecchio per ribaltare lo svantaggio entro la mezz'ora: entrambi gli assist vincenti li dipinge Gronchi, che con un angolo prima e una punizione poi consente a Terreni di colpire di testa e di segnare una doppietta in una decina di minuti scarsi. Un'altra ripresa del gioco, stavolta senza tocchi intermedi, genera la terza rete in avvio di ripresa: segna Fondelli, che s'incarica di battere una punizione dai venti metri e che la calcia così bene da aggirare la barriera e vanificare il tuffo di Troia. Del 3-1 il Fucecchio non s'accontenta, limpida la ragione: anche se vive una stagione disgraziata, grazie al lavoro di Rosadini la Sangiovannese è diventata una squadra che, pur consapevole dei propri limiti tecnici, non s'arrende neppure quando farlo sarebbe facile. Opponendosi prima a Lombardi e poi a Copia, che non sfruttano le occasioni per congelare il successo, Troia tiene aperto uno spiraglio per la rimonta: la Sangiovannese la vede possibile sullo sprint di Materassi, che partito in posizione sospetta - buona per Senatori - affronta Terri nel duello individuale e lo batte dopo aver dato uno sguardo alla porta. Alla fine manca una dozzina di minuti, che il Fucecchio sfrutta per ricostituire il doppio vantaggio: va di nuovo a buon fine uno schema su calcio d'angolo, stavolta Lombardi alla bandiera, finalizzato da Copia in semirovesciata. Sul 4-2 è chiaro a tutti che la partita è finita: il Fucecchio prova ad allungare ancora con Girardi (buono il taglio sul primo palo e buona l'elevazione, poco angolata però la traiettoria sul traversone di Gorgerino) e poi con Stefanizzi, al cui colpo di testa innescato da Copia s'oppone Troia. Così il Fucecchio si congeda dal Talini, così e con la consapevolezza che se batterà il Monteserra avrà chiuso in una zona che altrove vale la coppa l'ennesima stagione brillante.
esseti
San Miniato-Pol. Monteserra 3-1
SAN MINIATO: Angeloni, Ciurlia, Fini, Burroni, Focardi, Cultrera, Bari, Annunziata, Pacciani, Fineschi, Poli. A disp.: , Bellandi, Machetti, Tarli, Bernazzi, Carnesecchi, Mazzei, Biancolini, Riascos Sanchez. All.: Pescara Nicola
POL. MONTESERRA: Selmi M., Selmi N., Scalsini, Arcangioli, Mollica, Ramacciotti, Dhamo, Musacchio, Omodia, Di Blasi, Alfarano. A disp.: , Soldani, Giampa, Marchesano, Taddei, Barsacchi, Pratali, . All.: Paesano Luca
ARBITRO: Cristian Russo di Siena
RETI: 37' Pacciani, 44' Fineschi, 77' Taddei, 79' Riascos Sanchez
A due certezze il San Miniato s'aggrappa una volta finita l'ultima partita interna di una stagione estenuante: il contraccolpo della sconfitta con lo Sporting Cecina non l'ha sentito, e fino all'ultimo combatterà per salvare la seconda élite. La regola è chiara, non c'è paracadute qualsiasi sia la posizione finale dell'U15, e dunque esiste un'unica via (resta viva peraltro l'ipotesi dello spareggio) per evitare la retrocessione diretta: la vittoria sulla Settignanese dovrà combinarsi con un risultato positivo della Floria sul campo del Csl, solo così scavalcabile. La seconda metà dell'incastro dipenderà dagli altri, ai quali il San Miniato un po' d'attenzione sarà costretto a prestarla, non così tanta però da perdere la concentrazione sulla propria partita, nel corso della quale servirà replicare la prova sfoderata contro il Monteserra: per dinamica e significato il 3-1 finale suggerisce che nasce da ragioni occasionali, che semmai amplificano i rimpianti, la sconfitta di Cecina. Per neutralizzarne gli effetti il San Miniato parte forte e si rende pericoloso già al 4', con un tiro di Pacciani da una ventina di metri: Mattia Selmi deve subito sporcare guanti e maglia per evitare lo svantaggio a freddo. Oltre che perfetta per stile, la parata è efficace: la stessa aggettivazione merita quella sfoderata da Angeloni sul colpo di testa con cui Alfarano pareggia il conto delle occasioni nel quarto d'ora iniziale. Di un pallone alto, Fineschi al traversone, si serve anche il San Miniato per la controreplica: in pedana si porta di nuovo Pacciani, che da distanza ravvicinatissima manca lo specchio di una spanna massimo due. Alla mezz'ora si chiude allo stesso modo un'azione che vede i due scambiarsi i ruoli dopo una pressione alta andata a buon fine (30'), e Fineschi calcia a lato anche cinque minuti più tardi, servito stavolta da Annunziata. Alla fine il Monteserra, che per spezzare la sequenza aveva di nuovo provato a pungere con un tentativo d'Alfarano (ottima la girata volante, alto il pallone), in svantaggio ci finisce: per la tredicesima volta in campionato segna Pacciani, che da venti metri calcia all'incrocio dopo esser scattato tra le linee sul filtrante offertogli da Bari (37'). Tra l'1-0 e il 2-0 ci sta giusto la pausa: al riavvio parte forte il San Miniato, di nuovo efficace nella pressione alta (d'Annunziata stavolta sia tackle sia servizio), di cui Fineschi beneficia per armare il mancino e servirsene per battezzare il primo palo (44'). Alla rete del raddoppio potrebbe seguire l'assist vincente: nasce dallo stesso piede la traiettoria del calcio d'angolo che di testa Annunziata corregge alto di mezzo metro scarso (54'). Esce in quella zona anche il tentativo di Cultrera, che aveva guadagnato il diritto di calciare con uno slalom dalla mediana alla trequarti: il vantaggio resta non più che doppio, il Monteserra prova a dimezzarlo con due giocate di Lorenzo Pratali, che prima libera Mollica davanti ad Angeloni (ennesima parata superlativa di un girone di ritorno da protagonista assoluto), poi nasconde il pallone a Ciurlia, che induce Russo a fischiare un rigore ben convertito da Taddei (77'). Segue l'unico minuto nel quale il San Miniato teme: per far evaporare il timore Buini si gioca Riascos Sanchez, che impiega un'azione soltanto per addomesticare di ginocchio il rilancio d'Angeloni, crearsi lo spazio per la girata e calciare in porta il pallone del 3-1. Le reti di vantaggio tornano subito due, il San Miniato respira: l'obiettivo ora è prolungare la durata del respiro oltre l'ultimo fischio del campionato. Esiste un'unica via: vincere, e tifare Floria.
Calciatoripiù: Pacciani, Cultrera (San Miniato) e
Lorenzo Pratali (Monteserra).
esseti
Venturina-Sestese 2-3
VENTURINA: Galli, Tassi, Pozzobon, Vita, Capecchi, De Mattia, Mosca, Tosi, Caporali, Federighi, Monaci. A disp.: Pazzagli, Nfaiedh, Conforti, Pirrone, Citi Minelli, Fiorini, Del Ghianda, Iuppa . All.: Bardocci Giovanni
SESTESE: Bellocci, Martinelli, Cecchi, De Ferdinando, Shera, Tarchiani, Nesi, Bonta, Monterisi, Scura, Barbanti. A disp.: Del Rosso, Grisolini, Coppini, Cassiolato, Cetani, Taddei, Pieri, Bardazzi. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Daniele Guarini di Grosseto
RETI: Iuppa, Nfaiedh, Autorete, Cetani, De Ferdinando
È molto più che una seconda chance, è la possibilità d'iniziare una storia nuova. Quegli spettri comparsi dopo la sconfitta d'Altopascio la Sestese dimostra di saperli esorcizzare: alla sfida decisiva col Montevarchi arriva finalmente leggera, scongiurato il pericolo del sorpasso a distanza, esorcizzata la paura del Tau, che il pareggio al Lapenta ha escluso dalla corsa. La Sestese ci arriva leggera perché è passata indenne dalle fiamme di Venturina, dove ha rischiato di cestinare una stagione intera: la salva Bellocci, che nel recupero impedisce che s'incenerisca una vittoria a lungo parsa solida. Resta solo abbozzata la rimonta del Venturina, che a quattro minuti dalla fine perde 0-3 e che in cento secondi riapre una partita compromessa solo all'apparenza: sul 2-3 la Sestese trema, e tremando si scopre tanto forte da evitare di subire la rete che avrebbe rimescolato tutto. È un epilogo tumultuoso, che in avvio è difficile ipotizzare: ringraziato Bellocci per la parata sul diagonale di Monaci, con cui Shera aveva perso un contrasto al limite dell'area di rigore, al quarto d'ora la Sestese passa in vantaggio con la punizione che De Ferdinando conquista ai trenta metri e che, complice la deviazione di Vita in barriera, vale lo 0-1. Di congedarsi dal Mazzola con una sconfitta il Venturina non ha tanta voglia: la sua reazione passa da un angolo che, Pozzobon alla bandiera, di testa De Mattia gira di poco a lato. Più precisa è la Sestese, precisa ai limiti del cinismo: infilandosi lungo la pista centrale De Ferdinando porta a due le reti di vantaggio sfruttando il filtrante di Barbanti, coinvolto nella manovra dalla rimessa di Martinelli (il Venturina ne contesta l'assegnazione: non sarà l'unica protesta nei confronti di Guarini) spizzata da Monterisi. È lo 0-2, e neppure a questo punto la Sestese s'accontenta: all'acme della ripartenza imbastita da Cecchi il pallone buono per il tris immediato capita a Scura, che solo davanti a Filippo Galli sul lancio di Bontà prolungato da Monterisi manca la porta con un lob largo di tre spanne, forse due. Lo 0-3 è solo rinviato all'avvio della ripresa: sull'errore di Filippo Galli, che sbaglia la misura del passaggio per Capecchi, segna Cetani, che aveva appena rilevato Nesi e che finalizza il filtrante di Barbanti sull'invito di Cecchi (57'). Da quella parte la Sestese costruisce anche l'azione per allungare ancora: appena subentrato a Scura, Taddei sprinta a destra sulla combinazione tra Cecchi e Bontà e crossa sul secondo palo per la torre di Monterisi, sul cui invito Cetani manca la doppietta immediata. Non va a buon fine, identico lo stoccatore, anche dell'azione successiva, alimentata dal filtrante di Taddei, dalla sponda di Monterisi e dal colpo di tacco di De Ferdinando, protagonista di un'ora gigantesca: la difesa concede solo il calcio d'angolo, l'ultima mossa del primo atto. Segue ben più breve il secondo, diversissimo per sviluppo e significato: si accende il Venturina trascinato dall'ingresso di Nfaiedh, che per due volte sbatte sull'uscita di Bellocci (70'). Anche se indenne, dall'episodio la Sestese esce tanto intimorita da concedere al Venturina spazio, coraggio e infine la rete dell'1-3: la segna Iuppa, che cattura ai venti metri un pallone respinto corto da Tarchiani, salta Taddei e calcia a giro sotto la traversa (76'). Per scacciare i pensieri negativi la Sestese si lancia all'attacco affidandosi a un lancio profondo di Taddei per Monterisi: Filippo Galli concede l'angolo. Se ne incarica Cetani, che lo calcia così male - rasoterra, corto, senza forza - da consentire al Venturina di avviare un contropiede letale: protagonista ne è Nfaiedh, che strappa a destra, resiste alla marcatura di Shera, col tacco elude la diagonale di Cecchi e violata l'area di rigore batte Bellocci. Alla fine mancano due minuti, che con quattro di recupero diventano sei, a metà dei quali la Sestese rischia di subire una rete devastante: la evita Bellocci, che neutralizza la volée di Nfaiedh liberato sottoporta da un'indecisione di reparto. Sul secondo tentativo il Venturina esplode: Guarini considera regolare l'opposizione di Tarchiani tra petto e braccio. Sul rilancio Taddei segna la quarta rete con un lob da quaranta metri, vanificato dal fischio di Guarini per un possibile fallo di Barbanti nel tackle che avvia l'azione: si resta 2-3, ci si resta anche negli istanti finali. Segue il boato della Sestese, una cosa sola tra allenatore - che grande allenatore, che grande persona - squadra e pubblico: s'è aperta una settimana nella quale è sgombro il cielo sul Torrini, sgombro innanzitutto di fantasmi.
Calciatoripiù: Iuppa, Nfaiedh (Venturina),
Bellocci e
De Ferdinando (Sestese).
esseti
Pietrasanta-Settignanese 3-2
PIETRASANTA: Tofanelli, Corso, Cavalzani, Salvi, Rea, Fialdini, Kahindi, Tusha, Esperon, Spinetti, Perugi. A disp.: Gassani, De Vitis, Toncelli, Cutolo, Ciambelli, Bernardini, Bianchi, . All.: Albinoiu Ionut
SETTIGNANESE: De Fazio, Madio, Magnelli, Failli, Tarantoli, Sommazzi, Pierotti Carli, Spanu G., Nencini, Sahbani, Nodari. A disp.: Maruottolo, Agostinelli, Carpanesi, Ciani, Chiummiello, Passannanti, Perrino, . All.: Petriccione Luigi
ARBITRO: Daniele Fusco di Viareggio
RETI: 17' Fialdini, 36' Corso, 44' Pierotti Carli, 49' Pierotti Carli, 66' Ciambelli
Albinoiu era rimasto così deluso dalla tragica trasferta di Prato da decidere per la rivoluzione: degli undici titolari col Csl si salvano solo Perugi, Corso, Cavalzani, Rea e Kahindi, di nuovo al centro dell'attacco. Cambia più di metà squadra (dentro Tofanelli, portiere classe 2011, Tusha, Salvi, Strati, Fialdini ed Esperon per Gassani, Paganini, Bernardini, Bianchi, Cutolo e Ciambelli), e del cambio - o quantomeno del nuovo spirito dovuto anche al cambio - il Pietrasanta beneficia tanto da ritrovare la vittoria, che mancava dal 7 marzo: nonostante la temporanea rimonta firmata dal solito Pierotti Carli, che s'avvicina a una sola rete dalla doppia cifra, la Settignanese esce sconfitta 3-2, punteggio che alla retrocessione già vidimata aggiunge la certezza del penultimo posto. Di vincere l'ultima partita interna il Pietrasanta ha gran voglia, lo dimostra l'avvio tanto feroce da consentire a Kahindi di sradicare il pallone al controllo della difesa avversaria e di puntare De Fazio, reattivo nell'uscita ed efficace nella respinta (8'). Tre minuti più tardi il Pietrasanta replica con un'azione che vede coinvolte le due ali del 4-2-3-1 prediletto da Albinoiu: Strati scende a destra e crossa, in girata Esperon calcia di poco sopra la traversa. Il protagonista dell'azione successiva è il terzo interprete del trio di trequarti, visto che insidiare De Fazio con una punizione da venticinque metri (di nuovo ottima la parata) tocca a Fialdini, cui per rompere l'equilibrio serve il secondo tentativo: il pallone buono per calciare a giro dal limite dell'area di rigore glielo serve una respinta corta della difesa avversaria, di nuovo in affanno sullo sprint di Strati a destra (17'). L'1-0 fa male alla Settignanese, che dopo aver lasciato a Rea lo spazio per un'azione individuale rimasta inefficace subisce anche la seconda rete: complice una deviazione percepibile a fatica ma dall'impatto evidente la segna Corso, per il quale la sponda di Kahindi ripulisce il traversone di Perugi. È il 2-0, che regge giusto per la pausa: al riavvio la Settignanese riesce subito a smontarlo grazie a Pierotti Carli, che calamita un traversone di Perrino sporcato ma non allontanato da Salvi e dopo il rimbalzo spedisce il pallone all'angolo. È identica la firma anche sulla rete che al 49' riporta il punteggio in equilibrio: stavolta la giocata è un assolo avviato da un recupero sulla trequarti e chiuso in porta direzione secondo palo. Raggiunto nei primi nove minuti della ripresa dopo aver rischiato pochissimo - forse niente - nel primo tempo, il Pietrasanta si scuote e riprende ad attaccare: il primo pallone buono per ripristinare il vantaggio cade nella zona di Cutolo, che da una quindicina di metri chiama De Fazio all'ennesima parata stratosferica (63'). Ce ne vorrebbe un'altra tre minuti più tardi sulla combinazione grazie alla quale Toncelli porta al tiro Ciambelli, ma stavolta l'esecuzione è troppo potente e ben indirizzata sotto la traversa: il pallone passa, il Pietrasanta torna in vantaggio. Non lo erano state due, figuriamoci se una rete è sufficiente per spargere serenità: segue immediata un'altra azione d'attacco chiusa di nuovo in porta, stavolta però senza la convalida di Fusco, che sulla punizione di Salvi rileva un fuorigioco di Perugi prima della capocciata vincente. Lo scarto resta minimo, minimo resta anche sul tentativo di Cutolo, cui la Settignanese non era riuscita a impedire lo stacco sul traversone di Toncelli: pallone a lato. Dunque c'è tempo ancora per palpitare: nel recupero il Pietrasanta trema sul tiro di Notari, che calamita la deviazione sfortunata d'Esperon, da vicinissimo calcia rasoterra e però sbatte sulla parata di Tofanelli, che questo primo assaggio d'U16 lo ricorderà a lungo. La seconda rimonta resta solo potenziale: la Settignanese perde per la diciannovesima volta in stagione, e per evitare di fare venti (due terzi esatti, troppo) dovrà combattere col San Miniato, che di farle compagnia in fondo alla classifica non ha per niente voglia. Non ne ha neppure lo Sporting Cecina, che è messo peggio, comunque ancora in corsa per un ipotetico spareggio col Csl e che sabato ospiterà il Pietrasanta: si chiuderà al mare, anche se non è il suo mare, la sua prima - positivissima, al netto di qualche distrazione - stagione nell'élite.
Calciatoripiù: Fialdini, Strati (Pietrasanta),
Pierotti Carli e
Madio (Settignanese).
esseti