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Allievi B Regionali GIR.Merito - Giornata n. 5

Cattolica Virtus-Giov. Fucecchio 2-2

CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Susini, Scopetani, Bramanti, Manzini, Burgassi Da., Dainelli, Palchetti, Stiacci, Burgassi Di., Masi G.. A disp.: Silverio, La Ragione, Viviani, Santi, Paolucci, Memis, Contini, Mazzantini . All.: Bargellini Massimo
GIOV. FUCECCHIO: Morelli, Niccolai, Pinucci, Fondelli, Gronchi, Terreni, Copia, Lombardi, Sabato, Del Cesta, Girardi. A disp.: Cortopassi, Calanna, Villagran, Marine, Faye, Iodice, Rotondo, Tortorelli, Stefanizzi. All.: Falcini Giancarlo
ARBITRO: Angelo Cardeti di Arezzo
RETI: 18' Fondelli, 42' Burgassi Di., 64' Stiacci, 88' Morelli
Cattolica beffata, Morelli da sogno: all'ottavo minuto di recupero il portiere che sostituisce Terri, squalificato per quattro giornate, trova la rete che consegna il 2-2 al Fucecchio. È l'epilogo d'una partita che s'era aperta all'insegna dell'equilibrio: nella prima mezz'ora entrambe le squadre faticano a trovare concretezza negli ultimi metri, quantomeno sullo sviluppo d'azioni manovrate. La partita si sblocca grazie a un calcio piazzato: Fondelli guadagna una punizione al limite dell'area di rigore avversaria, s'incarica della battuta e con una conclusione pregevole insacca nel sette di competenza di Bisulca (18'). Entusiasta per il vantaggio, otto minuti più tardi il Fucecchio crea l'occasione per il raddoppio: Lombardi batte corto un angolo per Copia, che scappa al proprio marcatore e scarica verso il dischetto; dopo essersi perso tra le ribattute di una mischia corposa, il pallone arriva sui piedi di Sabato, atterrato dalla marcatura. Da due passi Cardeti non esita a concedere il rigore: sul dischetto si presenta proprio Sabato, che però col destro conclude alto. La Cattolica può approfittare dell'amarezza avversaria, alza i ritmi e al 40' si rende pericolosi con Palchetti, che mandando a lato la respinta di Morelli sul cross di velenoso Masi. Il riscatto è immediato: sulla prediletta corsia di sinistra Scopetani serve Diego Burgassi, sul cui cross leggermente fuori misura si avventa proprio Palchetti, travolto da Morelli in uscita. Cardeti non ha dubbi, e fischia un altro rigore: alla trasformazione si presenta Diego Burgassi, che apre il destro, spiazza Morelli e rianima i compagni in vista della ripresa. Al riavvio il gioco si sviluppa in continuità con la fine del primo tempo, la Cattolica Virtus riparte forte e sfiora subito il raddoppio: sugli sviluppi di una punizione conquistata all'altezza della tre quarti, Bramanti scodella il pallone in area, dove una deviazione invita il solito Diego Burgassi alla conclusione ravvicinata sulla quale Morelli è spettacolare. Col passare dei minuti il ritmo della Cattolica continua ad aumentare, e al 64' sfocia nella rete del vantaggio. L'azione nasce da un rilancio di Bisulca per Stiacci, rapido nella giocata breve per Masi; da costui, che per un attimo sembra aver perso il possesso, il pallone giunge a Palchetti e poi di nuovo a Stiacci, che arrivato al limite dell'area, sfodera un filtrante velenoso, buono per mandare Dainelli alla conclusione sul secondo palo: prima di concludere la corsa in rete il pallone trova la deviazione vincente proprio di Stiacci. Rimontato sul 2-1 il Fucecchio, che nella ripresa ha causato molti meno pensieri alla retroguardia avversaria, si rifà vivo al 74': Gronchi innesca la catena di passaggi che passa per Calanna, Iodice e Stefanizzi; da qui il pallone giunge a Girardi, che lo controlla il pallone e in rovesciata prova a impensierire Bisulca senza però trovare lo specchio. Passano i minuti, inizia il recupero e la Cattolica accarezza il primo successo stagionale; poi all'88' succede l'impensabile. Sugli sviluppi di una punizione da centrocampo Gronchi buca la prima linea della difesa avversaria: il pallone giunge dalle parti di Morelli che, accorso in attacco per aiutare i compagni nella ricerca disperata del pari, sebbene spalle alla porta riesce a calciare in porta con il collo del piede. La traiettoria è perfetta, Bisulca non può arrivarci. E Morelli, che forse solo in qualche sogno era riuscito ad immaginarsi un momento simile, inseguito dai compagni corre incredulo per l'intero terreno di gioco, esultando per una rete unica che si ricorderà per sempre. È l'epilogo emozionantissimo di una partita infinita: segna Morelli, il portiere, finisce 2-2. .
Calciatoripiù
: buona la prestazione di Dario Burgassi, che eccelle per la compostezza negli interventi difensivi, accompagnata da quella di Manzini, che contribuisce con chiusure efficaci. Discreta la prova di Bisulca, nonostante i due gol subiti. L'uomo partita è Morelli, non solo per la rete memorabile, ma anche per la prontezza mostrata tra i pali. In difesa spicca la prova di Terreni contraddistinta da solidità e buon tempismo negli interventi. Significativa in mediana la presenza di Fondelli, per il contributo apportato in fase difensiva e d'impostazione. Resta da menzionare il buon ingresso di Stefanizzi, spesso pericoloso grazie alla propria falcata.
Matteo Trinari
Tau Calcio-Csl Prato Social Club 0-0

TAU CALCIO: Bella, Guidi A., Spinelli, Goxhaj, Rigacci, Citti, Galli, Casamenti, Bonacchi, Geri, Silla Di.. A disp.: Barsottelli, Lapi, Mannucci, Blini, Cecchetti, Di Blasi, Mosso, Lisisco, Sow. All.: Marconcini Emanuele
CSL PRATO SOCIAL CLUB: Ancillotti, Morandi, Venuti, Ciatti.iang, Magni, Allori, Borrelli, Nistri, Gori J., Truscelli. A disp.: Pratolini, Cukaj, Ding, Martelli, Mocali, Nardini, Sarti, Tarantino, Vannucci. All.: Galeotti Francesco
ARBITRO: Andrea Noccioli di Pisa
Per la prima volta il Tau non segna, per la seconda pareggia, e dunque non riesce ad approfittare dell'1-1 che il Monteserra impone al Montevarchi: l'attico resta lontano due scalini, e in mezzo s'è infilata anche la Sestese, che al talento che aveva sfoggiato l'anno scorso sembra aver aggiunto la maturità e la consapevolezza delle big. Ad Altopascio, dov'è poca l'abitudine al secondo pari interno di fila, ci s'augura che alla fine della stagione non si debbano rimpiangere questi due punti persi, eppure la definizione non è precisissima: il Csl Prato Social Club ha disputato un'ottima partita, e anche se il pallone l'ha tenuto molto meno ha creato quattro occasioni nitide per il vantaggio. Delle prime due, entrambe a freddo, protagonista è Allori, che con due azioni personali in ripartenza si porta al tiro due volte: la prima gli s'oppone Bella, che la seconda s'accontenta di vedere il pallone sfilare a lato. Non punito nonostante la troppa dolcezza in fase difensiva il Tau si scuote, e nella mezz'ora che segue in almeno tre occasioni riesce a violare l'area da un binario pericoloso; altro è essere cattivi sottoporta, qualità che stavolta manca a Diego Silla, a Bonacchi e a Geri. Con queste premesse è inevitabile lo 0-0 alla fine del primo tempo, cui segue una ripresa di nuovo contrassegnata in avvio da due occasioni per il Csl: gli inneschi sono due calci d'angolo di Jacopo Gori, sui cui traversoni colpiscono di testa prima Magni (ottimo Bella) e poi Allori (alto). Di nuovo il pericolo corso desta il Tau, che rispetto al primo tempo crea qualche pericolo in più; è curioso il fatto che protagonisti ne sono tutti calciatori entrati dalla panchina, scelti da Marconcini nel tentativo d'aumentare il peso offensivo: sfiorano lo specchio sia Mannucci sia Di Blasi, rispettivamente di testa e di piede sui calci d'angolo di Spinelli e di Mosso; e insidiano Ancillotti (prima presenza stagionale, assente Baldi; in panchina c'è Pratolini, 2011 fortissimo anche se non gigantesco) sia Blini, sia Sow, sia soprattutto Lisisco, che se avesse calciato con la punta avrebbe segnato la seconda rete consecutiva dopo quella al San Miniato, e invece cerca di piazzare il pallone con l'interno e rimbalza sui guantoni. È l'ultima vera emozione nonostante la dozzina (!) di minuti di recupero che prolungano la partita ben oltre la fine attesa: da Altopascio il Csl viene via indenne, e il Tau manca l'aggancio al primo posto. .
Calciatoripiù: Casamenti
fa da raccordo tra i reparti e alimenta buona parte delle azioni d'attacco del Tau, che però non riesce a violare l'attentissima difesa del Csl; la guida sicuro Ancillotti, che nell'unica circostanza in cui deve sfoderare una vera parata evita ai suoi la seconda sconfitta consecutiva.
esseti
Pol. Monteserra-Aquila Montevarchi 1-1

POL. MONTESERRA: Bulleri M., Piantanida, Marchesano, Arcangioli, Selmi N., Mollica, Carli, Taddei, Mannucci, Kerciku, Bruno. A disp.: De Gregorio, Ramacciotti, Musacchio, Likmeta, Soldani, Gronchi, Di Blasi, Scalsini, Alfarano. All.: Paesano Luca
AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Diak, Verdi, Chiavacci, Veltroni, Pulaj, Papini, Ajighevi, Liistro, Pugliese, Fabbroni. A disp.: Pelini, Rustichini, Rangoni, Billi, Nencini, Assouini, Sylla, Fagioli, Gori. All.: Tesconi Massimo
ARBITRO: Manuel Chericoni di Pisa
RETI: 15' Pugliese, 21' Mannucci
L'aria di big match s'è respirata a fondo: anche se di qualità non eccelsa è stata apprezzabile sul piano agonistico la partita (1-1 il finale) tra la capolista Montevarchi, che rallenta per la prima volta dall'inizio del campionato, e il Monteserra, fiero di aver acceso sul Bacci di Cascine di Buti i riflettori della Toscana. Il Montevarchi inizia meglio, e al quarto d'ora concretizza la buona partenza con la quinta rete stagionale di Pugliese, bravo a trovare un varco dal limite dell'area e a insaccare sotto la traversa. Sotto 0-1, il Monteserra prova a reagire e trova il pareggio nel giro di pochi approfittando di un'indecisione tra Tommasi e la difesa Montevarchi: Mannucci cattura il pallone e lo depone in rete. Subito il pareggio, il Montevarchi ricomincia a proporsi nella metà campo del Monteserra, ma raccoglie solo una punizione: la batte il solito Pugliese, che trova Bulleri pronto alla deviazione. È l'ultimo episodio del primo tempo, che si chiude sul risultato di 1-1. La ripresa ripropone il medesimo leitmotiv del primo tempo, ma nonostante la supremazia territoriale il Montevarchi deve attendere l'ora di gioco per far registrare un'altra occasione: protagonista è di nuovo Pugliese, il cui tiro dai venticinque metri si stampa sulla traversa. Rinforzato dalle sostituzioni il Monteserra prova a ripartire in contropiede, e le sgroppate di Mannucci tengono in ansai la difesa avversaria. Si procede senza sussulti fino a cinque minuti dalla fine, poi va in scena l'episodio che avrebbe potuto indirizzare definitivamente l'incontro: Chericoni ravvisa una trattenuta di Niccolò Selmi ai danni di Rangoni, e decreta un calcio di rigore a favore del Montevarchi. Sul dischetto si presenta Pugliese, che si fa ipnotizzare da Bulleri in tuffo sulla propria sinistra. Sul rovesciamento di fronte Mannucci viene atterrato al linite dell'area di rigore, ma la barriera respinge la punizione battuta da Di Blasi. Finisce così con un pareggio la partita che permette al Montevarchi di mantenere la vetta e al Monteserra, ancora imbattuto, di restare ai piani alti. .
Calciatoripiù
: a un certo punto sembra che in campo il Montevarchi schieri due calciatori col numero otto, tanta è la qualità e tanta la qualità d'Ajighevi; nell'elenco dei migliori gli fa compagnia Pugliese, che segna una rete, colpisce una traversa e mette più volte in ambasce la difesa avversaria. Non è dal rigore sbagliato che si giudica un giocatore: l'errore dal dischetto non va a inficiare l'ottima prova. Che poi, più che sbagliato il rigore è parato da Bulleri, che con altri due interventi a neutralizzare due punizioni insidiose si ritaglia il ruolo di migliore in campo.
Sangiovannese-Settignanese 3-0

SANGIOVANNESE: Dossini, Banini, Chiappi, Conti, Nocentini, Senesi, Pucci, Parasassi, Duranti, Tognaccini, Materassi. A disp.: Frasi, Melani, Valenti, Paloka, Fatucchi, . All.: Tozzi Antonio
SETTIGNANESE: De Fazio, Madio, Magnelli, Chiummiello, Giardina, Tarantoli, Spanu G., Perrino, Stani, Nodari, Manfrin. A disp.: Maruottolo, Ciani, Sahbani, Failli, Carpanesi, Agostinelli, Passannanti, Giovannelli. All.: Petriccione Luigi
ARBITRO: Lorenzo Petrelli di Arezzo

C'è una risposta sola alla domanda che sabato pomeriggio è rimbalzata per tutta la Toscana: perché Sangiovannese-Settignanese è stata sospesa prima del quarto d'ora della ripresa? C'è una risposta sola: Petrelli, l'arbitro, ha considerato inaccettabile la reazione di Stani alla notifica dell'espulsione. Chi legge quest'articolo con lo spirito del voyeur, infoiato alla ricerca del dettaglio, può smettere di far fatica e fermarsi qui. Per adesso altro non c'è da dire, tre le ragioni: considerato quanto la zona del confronto, il cerchio mediano, era distante dalle panchine e dalla tribuna, la dinamica esatta la conoscono solo i protagonisti; coinvolti sono ragazzi (molto) giovani; e dunque una volta studiati gli atti spetterà a Cleto Zanetti, il giudice sportivo, fornire una versione ufficiale dell'episodio. A chi lo sport lo pratica, lo segue e lo racconta resta il dispiacere per l'interruzione - legittima: se l'arbitro decide che non è più il caso, non è più il caso - d'una partita che fin lì aveva regalato spunti interessanti da entrambe le parti: si stava 2-2, punteggio che sicuramente salta (al 99% la Sangiovannese vincerà a tavolino; resta, se Zanetti deciderà che non c'erano ragioni sufficienti per lo stop, una minima possibilità di ripetizione integrale), tra due squadre che nonostante le difficoltà risapute d'inizio stagione stavano dandosi battaglia per uscire vincitrici dallo scontro diretto. Aveva iniziato meglio la Settignanese, pericolosa con una punizione di Nodari pizzicata da Dossini sulla traversa; con un'altra punizione, Parasassi l'esecutore da venticinque metri, la Sangiovannese era passata in vantaggio. La Settignanese aveva reagito bene: Manfrin, che aveva già duellato con Dossini (ottimo, di nuovo), era scappato sulla destra, e aveva crossato al centro un pallone che Stani, in anticipo su Senesi, aveva calciato in porta con l'esterno mancino al volo. Alla fine del primo tempo mancavano cinque minuti, che la Sangiovannese aveva sfruttato per tornare in vantaggio: Petrelli aveva punito col rigore un fallo di Chiummello su Tognaccini, e Duranti aveva battuto De Fazio per il 2-1. Il nuovo parziale era rimasto intatto giusto per la pausa: al riavvio aveva pareggiato Ciani sul servizio di Sahbani, che era scappato a sinistra sul malinteso tra Parasassi e Banini. È l'ultimo episodio da annotare prima dell'interruzione, che scatta dopo la reazione di Stani alla notifica dell'espulsione (nel frattempo, per proteste, Petrelli espelle anche Ciani), dovuta a un bisticcio con un avversario a pallone lontano. La mezz'ora che segue non si gioca, e forse mai si giocherà: per conoscere la fine della storia stavolta occorre aspettare un altro paio di giorni.



GARE DEL 18/10/2025
DECISIONI DEL GIUDICE SPORTIVO
12.- RECLAMO DELL'U.S. SETTIGNANESE AVVERSO REGOLARITA' GARA
SANGIOVANNESE/SETTIGNANESE DEL 18.10.2025 (sospesa al 15º del s.t. sul risultato di 2-2).
Sciogliendo la riserva contenuta nel Com. Uff. n. 26 del 23.10.2025; -reclama l'U.S. Settignanese precisando che, al di fuori di un gesto deprecabile commesso da un proprio calciatore, non vi erano stati durante la gara motivi che giustificassero la sospensione della gara, per cui ne richiede la ripetizione o la ripresa dal momento dell'interruzione. Il Giudice Sportivo Territoriale, esaminato il reclamo e letti gli atti ufficiali dai quali risulta: che al 15º minuto del secondo tempo, il calciatore numero 9 della Società Settignanese colpiva con un violento pugno allo stomaco un calciatore avversario facendolo cadere a terra dolorante e provocandogli momentanee difficoltà respiratorie. Espulso, iniziava con violenza a spingere il D.G. con le mani facendolo indietreggiare di circa un metro, causandogli perdita di equilibrio e dolore. Si ripeteva poi, in tali modalità di contestazione violenta, nonostante l'arbitro cercasse di allontanarsi. Emerge, fra l'altro dal rapporto arbitrale, che dopo l'espulsione del sopracitato calciatore, i giocatori e dirigenti presenti nella panchina ospite entravano indebitamente in campo dirigendosi verso l'arbitro con insulti e fare minaccioso. A seguito di tutti questi fatti il D.G. riteneva che non sussistessero più le condizioni per continuare a dirigere la partita in piena indipendenza di giudizio e conseguentemente ne decretava la sospensione.
Venendo al merito della decisione, preliminarmente si rileva che la ripresa della gara dal momento
dell'interruzione è norma eventualmente applicabile solo per l'attività della L.N.D. e non per il Settore Giovanile e scolastico. Ciò chiarito, osserva questo Giudice come, nelle circostanze riferite, gli atteggiamenti aggressivi ed intimidatori posti in essere dal calciatore nei confronti dell'Arbitro facevano immediato seguito ad una condotta estremamente violenta dello stesso calciatore nei confronti di un avversario, dal che' ne era scaturito il provvedimento disciplinare dell'espulsione. A fronte di tali comportamenti, chiaramente riferiti dal D.G. nel suo rapporto di gara, non risulta invece che alcun dirigente o calciatore sia intervenuto in difesa dell'arbitro per proteggerlo dagli intenti chiaramente aggressivi del tesserato, ma anzi risulta dagli atti che gli stessi avevano contribuito ad alimentare la tensione in campo e la preoccupazione del D.G. per la propria incolumità
e serenità di giudizio, in quanto avevano assunto autonome condotte minacciose ed ingiuriose nei suoi
confronti; considerato quindi che la gara non ha avuto regolare svolgimento oltre che per il comportamento del calciatore Stani Kevin anche per il comportamento di altri tesserati della società Settignanese, questa ne deve rispondere a titolo di responsabilità oggettiva.
In particolare, venendo alla determinazione della sanzione applicabile, va tenuto conto che i comportamenti descritti, tutti deprecabili anche alla luce della categoria Allievi e del ruolo di garante che dovrebbero assumere i dirigenti, configurino il determinarsi di una 'situazione ambientale' incompatibile con il regolare svolgimento di una gara, specie del Settore Giovanile, in cui il Direttore di Gara, anch'esso giovane e spesso alle prime esperienze arbitrali, dovrebbe essere riconosciuto da tutti i partecipanti alla gara, dirigenti inclusi, un primus
inter pares così da riconoscergli l'autorità ed il rispetto dovuto di fronte alle sue decisioni, anche qualora non pienamente condivise. Nella fattispecie, viceversa, in occasione dei fatti descritti è evidentemente venuto meno il rispetto nei confronti del D.G. dapprima da parte del calciatore espulso, che si è reso colpevole di una (ulteriore) condotta violenta anche nei confronti dell'Arbitro ma anche da parte degli altri calciatori e dirigenti della U.S. Settignanese che anziché allontanare immediatamente il calciatore espulso e limitare le conseguenze anche nei confronti del D.G. si sono rivolti allo stesso con contegno gravemente intimidatorio ed offensivo, screditandone l'operato e sostanzialmente lasciandolo in balia degli eventi. Comportamenti contrari allo spirito
del gioco ed al regolare svolgimento della gara.
In particolare, la condotta violenta nei confronti dell'Arbitro rientra tra quelle condotte che determinano l'applicazione della sanzioni previste dall'art. 35 del C.G.S., come peraltro già comminate nei confronti dei tesserati ritenuti responsabili; considerato che nella concreta fattispecie, infatti, si rinviene una 'condotta violenta' che secondo la definizione codicistica e della concorde giurisprudenza federale consiste in un comportamento caratterizzato 'da intenzionalità e volontarietà miranti a produrre danni da lesioni personali o a porre in pericolo l'integrità fisica che si risolve in un'azione impetuosa e incontrollata connotata da una accentuata volontaria aggressività con sopraffazione operata su altrui ';
da cui ne consegue che spetta poi all'Organo di Giustizia Sportiva, ai sensi dell'art. 10 CGS stabilire 'la
specie e la misura delle sanzioni disciplinari, tenendo conto della natura e della gravità dei fatti commessi ' e
pertanto, ritenuto che le condotte violente, offensive ed intimidatorie assunte dai tesserati della U.S.
Settignanese nei confronti dell'Arbitro sono state tali da determinarlo a sospendere la gara per impossibilità a
proseguirne la direzione con serenità ed indipendenza di giudizio, visti gli artt. 10 e 35 del C.G.S.,
delibera
1) Respingere il reclamo come sopra proposto dall'U.S. Settignanese di Firenze addebitando la relativa tassa;
2) infliggere alla suddetta società la punizione sportiva della perdita della gara con il punteggio di 0-3 fermi restando i provvedimenti disciplinari già assunti a carico della società e calciatori e pubblicati sul Com. Uff. n.26 del 23.10.2025.

Commento di : ciro

esseti

Affrico-San Miniato 3-2

AFFRICO: Zare, Ventrice, Saleh, Brocci, Merkaj, Seneci, Matacena, Moltard, Occhibove, Kasa, Badii. A disp.: Sarti, Cangero Moretti, Salvadori, Marangio, Jacaj, Paoletti, Brotini, Andreano, Fabiani. All.: Bertini Andrea
SAN MINIATO: Giustarini, Cultrera, Bellandi, Burroni, Focardi, Tarli, Bari, Annunziata, Pacciani, Fineschi, Carlucci. A disp.: Ciacci, Machetti, Poli, Mazzei, Bernazzi, Fini, Biancolini, . All.: Pescara Nicola
ARBITRO: Luca Papale di Arezzo
RETI: 1' Pacciani, 4' Pacciani, 57' Kasa, 70' Fabiani, 80' Andreano
Per colpa della sfortuna, variamente declinata, tra Venturina e Montevarchi l'Affrico aveva fatto conto d'essere in credito d'almeno tre punti. Neppure adesso il conto è pari, ma se si considerano l'andamento della partita e soprattutto la dinamica della rete che vale il 3-2 finale (Andreano voleva crossare) è giusto dire che lo scarto tra il dovuto e l'incassato s'è ridotto: in dieci (di nuovo, come contro il Tau) da metà del primo tempo, fino quasi alla fine del terzo quarto il San Miniato era riuscito a conservare il doppio vantaggio maturato nei primi quattro minuti. L'avvio infatti sembra sovvertire il pronostico: la difesa dell'Affrico è ferma, troppo ferma nel leggere i movimenti di Pacciani, cui consente di spingere in porta il cross rasoterra di Carlucci e la punizione di Cultrera deviata sulla traversa dal colpo di testa di Bari. Senza quasi che la partita sia iniziata, grazie all'intuito del proprio centravanti (già quattro le reti in cinque partite) il San Miniato si porta in vantaggio di due reti, e per un po' - un bel po', s'arriva quasi all'ora di gioco - ci resta nonostante l'inferiorità numerica cui dal 23' lo costringe la seconda ammonizione ricevuta da Carlucci; ci resta perché per reagire l'Affrico ha bisogno di tornare negli spogliatoi e confrontarsi con Bertini, che rivoluziona il sistema di gioco (si passa a un offensivissimo 4-2-4) e comincia a cambiare qualche interprete. Sul piano della manovra le due mosse funzionano subito, ora il San Miniato è costretto a rintanarsi negli ultimi venti metri; per un effetto concreto tuttavia occorre attendere l'ingenuità di Bari, che interviene in ritardo su Saleh e consente all'Affrico di calciare un rigore pesante: lo trasforma Kasa, a segno per la seconda volta consecutiva dopo la rete di Montevarchi, e la partita s'infiamma. Ora il San Miniato non riesce più a tenere neppure la linea dei venti metri; gli tocca arretrare, e arretrare vuol dire consentire all'Affrico di calciare a rete dall'interno dell'area di rigore: a Kasa e a Matacena s'oppone Giustarini, che replica anche su Fabiani contro il quale però perde il secondo duello, quello avviato dal traversone rasoterra di Ventrice. È il 2-2, e il pallone torna subito a centrocampo: alla fine mancano dieci minuti, e l'Affrico vuole cercare di sfruttarli tutti; ci riesce allo scadere, aiutato dalla fortuna grazie alla quale il tiro-cross d'Andreano scavalca Giustarini, fin lì irreprensibile, e si trasforma nel 3-2. È comprensibilissima l'esultanza dell'Affrico: vincere una partita così, nella quale la lunga superiorità numerica fa pari col doppio svantaggio in avvio, vale nell'immediato e in prospettiva. È comprensibilissima: la prima posizione è lontana tre squadre e tre punti. .
Calciatoripiù
: la partita cambia grazie alle mosse di Bertini, che dalla panchina inserisce Fabiani e Andreano, due dei marcatori, e Paoletti, preziosissimo nel dare equilibrio alla manovra.
esseti
Venturina-Pietrasanta 2-3

VENTURINA: Galli, Tassi, Pozzobon, Fiorini, Conforti, Citi Minelli, Venturini, Tosi, Monaci, Nfaiedh, Del Ghianda. A disp.: Guiducci, Pirrone, Vita, Mosca, Caporali, . All.: Galici Claudio
PIETRASANTA: Taricco, Barresi, Cavalzani, Rea, Esperon, Paganini, Bernardini, De Vitis, Toncelli, Cutolo, Moro. A disp.: Gassani, Corso, Tommasi, Salvi, Tusha, Strati, Matrizi, . All.: Albinoiu Ionut
ARBITRO: Matteo Marconcini di Livorno
RETI: 1' Autorete, 40' Cutolo, 51' Mosca, 54' Toncelli, 58' Caporali
Era un mese che il Pietrasanta non vinceva, dalla goleada di San Giovanni Valdarno: si capisce perché esulta così forte quando Marconcini decreta la fine della partita col Venturina, piegato col punteggio di 2-3, in allegato qualche brivido nel finale. È l'unica cosa sulla quale resta ancora un po' da lavorare: bisogna mantenere la concentrazione sempre elevata, soprattutto se la partita si mette subito bene. Di fatto il punteggio si sblocca alla prima azione: deviando con lo stinco il traversone velenoso di Toncelli, Tassi spedisce il pallone nella propria porta quando di minuti non ne sono passati ancora due. Subito in svantaggio, il Venturina impiega un quarto d'ora per macinare qualche azione d'attacco; poi s'accende Nfaiedh, che in un paio di circostanze prova a superare la difesa avversaria sulla quale rimbalza sempre. Sull'altro fronte più fortuna ha Cutolo, che dopo averci provato due volte da fuori area (30', 35') approfitta d'un rilancio sbagliato di Citi Minelli per portare il Pietrasanta sul doppio vantaggio: pallonetto immediato e 0-2 alla pausa. Del parziale Galici non può essere soddisfatto, e decide di rivoluzionare tutta il centrocampo: negli spogliatoi restano Venturini, Del Ghianda e Fiorini, entrano Caporali, Vita e soprattutto Mosca, che al 51' dimezza lo scarto con un diagonale favorito da una cattiva lettura della difesa avversaria. L'1-2 dura due minuti appena: il Pietrasanta, che al 44' s'era di nuovo reso pericoloso (attento Galli su Paganini), riporta a due le reti di vantaggio grazie a Toncelli, che travolto da Conforti sulla sterzata conquista e trasforma il rigore dell'1-3. Il Venturina ha un merito, reagisce ancora e accorcia con Caporali, che deposita in porta il pallone schizzato nella sua zona dopo il tiro di Mosca respinto da Taricco: segue un quarto d'ora di leggero affanno per il Pietrasanta, che fallita la quaterna con Cutolo (di nuovo lo serve la difesa avversaria: poteva avanzare, calcia di prima sopra la traversa) teme di veder svanire la vittoria e che però non rischia niente. La classifica sorride, Albinoiu idem. .
Calciatoripiù: Rea
e Toncelli (Pietrasanta).
Scandicci-Sporting Cecina 1-2

SCANDICCI: Contieri, Bini, Boli, Gjonaj, Gori B., Boldrin, Londi, Sersif, Cardella, Brandani, Nacci. A disp.: Verna, Raimondi, Catarzi, Pinzani, Hatija, Deliperi, Zani, Poggiali, Brahimaj. All.: Fanfani Filippo
SPORTING CECINA: Casprini, Carbone P., Ciampi, Bapary, Bandinelli, Lucido, Marianelli, Yzerillari, Franci, Balloni, Granchi. A disp.: Lepri F., Antonelli, Pavoletti, Marini, Galvano, Ciaccio, Franchi, Malfanti, Iuppa. All.: Menicagli Alessandro
ARBITRO: Filippo Morbidelli di Pistoia
RETI: 14' Cardella, 38' Balloni, 61' Balloni
Rischia d'essere molto più di un'occasione buttata via. Insieme all'imbattibilità interna (finora era caduto soltanto a Fucecchio) e alla possibilità di prendersi la seconda posizione, a un solo punto dal Montevarchi capolista, lo Scandicci perde una manciata di certezze: per una squadra che punta al vertice non è ammissibile non reggere il vantaggio maturato nel primo quarto d'ora, tanto più se davanti c'era un avversario che fin lì era sempre uscito sconfitto. Alla vigilia infatti zero punti recitava la classifica dello Sporting Cecina, e ora ne recita tre: sono quelli generati dalla doppietta di Balloni, che fissa il punteggio sull'1-2, fa respirare Menicagli e allenta la pressione su tutto l'ambiente. Di vincere lo Sporting Cecina aveva bisogno, e del bisogno aveva consapevolezza; la segnala l'ottimo avvio, che porta Balloni prima e Bapary poi a calciare a rete dall'interno dell'area di rigore avversaria: tutte e due volte il pallone sfila oltre il palo, e l'esito rischia di pesare. Rischia di pesare perché al primo vero affondo lo Scandicci passa in vantaggio: segna Cardella, che con un filtrante favoloso aveva mandato in porta Nacci e che trasforma il rigore concesso da Morbidelli per l'uscita fallosa di Casprini. Al quarto d'ora dunque il punteggio si sblocca, e nonostante una manovra molto meno pulita del solito lo Scandicci potrebbe subito raddoppiare: sulla combinazione tra Cardella e Nacci (qualche istante prima s'era chiusa direttamente con un tiro, sul fondo) il pallone sbuca sul secondo palo, dove c'è appostato Londi, che calcia fuori dallo specchio spalancato. L'errore sottoporta sembra poco più d'un dettaglio, e invece avvia una partita diversa: a due istanti dal gong lo Sporting Cecina, che ci aveva già provato con un colpo di testa di Lucido imbeccato da un calcio d'angolo (reattivo Contieri), pareggia grazie al filtrante sontuoso d'Yzeirllari e, dopo la fuga sulla corsia destra, al diagonale di Balloni. È lui il protagonista anche della ripresa, sulla quale lascia incisa (ci aveva già provato calciando sulla parte sbagliata della rete) la seconda segnatura personale: stavolta il pallone in campo aperto glielo serve Marianelli, invitato a verticalizzare dalla sponda di Franci. Costretto a fronteggiare una situazione inattesa, lo Scandicci si riversa all'attacco, e dalla rinnovata produzione offensiva nascono almeno quattro occasioni per il pari: non le sfruttano Deliperi, che perde il tempo per il tiro, né Poggiali e Raimondi, che da una decina di metri sbattono su Casprini e non finalizzano le giocate di Cardella e Catarzi, né infine Pinzani, murato sottoporta sugli sviluppi dell'ultimo calcio d'angolo. Nonostante un paio di litri di (comprensibile) apprensione, dal Bartolozzi lo Sporting Cecina esce vincitore: Menicagli s'augura che sia l'inizio d'un nuovo campionato. .
Calciatoripiù: Bernardo Gori, Cardella
(Scandicci), Balloni, Yzeirllari, Marianelli e Bapary (Sporting Cecina).
esseti
Sestese-Floria 6-1

SESTESE: Bardazzi, Coppini, Cecchi, Pieri, Shera, Martinelli, Nesi, Taddei, Barbanti, Cetani, Scura. A disp.: Varosi, Zerbo, Campani, Cassiolato, Oublady, Bandini, Monterisi, . All.: Ferro Marco
FLORIA: Massetani, Vezzani, Ciappina, Bussotti, Michelini, Del Lungo, Galli, Morales, Giglietti, Vannozzi, Parravicini. A disp.: Cesari, Ridi, Razzauti, Rosselli, Tiberti, Galeotti, Magnolfi, Zolfanelli. All.: Sbolci Davide
ARBITRO: Francesco Paolini di Firenze
RETI: 8' Scura, 25' Parravicini, 33' Cetani, 38' Barbanti, 55' Taddei, 65' Scura, 75' Scura
Anche se nessuno l'ammetterà mai, a Sesto un occhio al calendario hanno cominciato a darlo; l'hanno cominciato a dare e si sono accorti che, sorpresa o forse no, la sequenza delle ultime giornate è molto simile a quella dell'anno scorso, memoria incandescente: il Montevarchi all'ultima, e il Tau - stavolta fuori - poco prima. E, a ottobre nessuno l'ammetterà mai, l'obiettivo è trasparente: arrivare agli scontri diretti in vantaggio come l'anno scorso, e sovvertire l'esito. La Sestese non può più nascondersi: non poteva già a metà settembre, ancora meno può ora, dopo che il primo mese di partite le ha consegnato la seconda posizione a un punto soltanto dalla capolista, e il miglior attacco in assoluto. Fin qui sono sedici le reti segnate; sei le subisce la Floria, che dopo aver recuperato il primo svantaggio non riesce a fronteggiare il ritorno degli avversari, decisi a sfruttare il doppio pari delle due rivali con cui ha battagliato l'anno scorso. Già in avvio s'intuisce che la Sestese ha intenzione di mantenere intatta la striscia di vittorie che accompagnano le sue uscite al Torrini: dopo il brivido corso sull'incursione di Galli (reattivo Bardazzi, che s'oppone al tiro scagliato dall'interno dell'area di porta: se la Floria fosse passata in vantaggio a freddo, la partita avrebbe potuto assumere una fisionomia differente), il punteggio si sblocca sul diagonale di Scura, che incrociando l'interno sul servizio di Barbanti (movimento perfetto, sterzata superlativa, scarico prezioso) chiude con l'1-0 l'azione avviata dal filtrante di Pieri in campo aperto. È l'8', e meno di dieci minuti più tardi un'azione analoga per sviluppo e diversa solo per uno dei tre interpreti, quello che cuce i due lembi (a rifinire stavolta c'è Cetani), potrebbe valere il raddoppio: lo evita Massetani, prodigioso nell'opposizione. È l'episodio che chiude il primo quarto, alla fine del quale la Sestese (aveva corso tantissimo, già quattro i calci d'angolo conquistati) rifiata un po'; la Floria ne approfitta subito: lasciato solo dalla difesa (Bardazzi non esce, Cecchi s'aspettava che lo facesse) sul traversone di Vannozzi, sceso sulla corsia sinistra, Parravicini si serve del destro per colpire il pallone al volo e scaraventarlo in porta. Potrebbe essere l'episodio che dà alla partita una curvatura diversa, e non lo è: la Sestese non fa neppure in tempo a subire il contraccolpo, perché Cetani recupera il pallone con una pressione alta sulla difesa, affonda in area con un tocco di suola, attende l'uscita di Massetani e lo batte per il 2-1 (33'). Tempo cinque minuti un'altra pressione alta, identico l'interprete, consente alla Sestese di portare a due le reti di vantaggio: dal possesso nasce una punizione, della cui esecuzione s'incarica Cecchi; Massetani respinge corto il suo tiro a giro, e dopo aver calamitato il pallone Barbanti lo spedisce in porta. Le due reti subite dopo aver pareggiato, e soprattutto dopo aver giocato un buon primo tempo contro un avversario così forte, intristiscono la Floria, tre volte a rischio nei primi cinque minuti della ripresa: delle prime due occasioni protagonista è Cetani, che scarta mezza retroguardia, si porta in prossimità del disco del rigore e solissimo calcia a lato, e poi allestisce per Scura la pedana sul vertice sinistro dell'area di porta, identico l'esito; con la sponda, Pieri a invitarlo, l'azione l'aveva avviata Barbanti, che un paio di minuti più tardi conclude alto sul traversone da destra. Ispirato da Coppini, il pallone glielo aveva servito Taddei, che al quarto d'ora rompe l'incanto sfondando di forza: gli serve sia per recuperare sulla trequarti il pallone intercettato dalla Floria, sia per calciare sul primo palo in modo che Massetani non riesca a intervenire. Il punteggio ora recita 4-1, e la partita ancora non è finita; non è finita soprattutto per Scura, che nell'ultimo quarto d'ora segna le due reti che gli valgono la prima tripletta stagionale: il 5-1, gran mancino di controbalzo, glielo favorisce Oublady col traversone con cui sviluppa l'angolo battuto corto da Cassiolato; il 6-1, destro a giro, è il culmine di un'azione perfetta, nata dal recupero di Bandini, cresciuta sulla verticalizzazione di Pieri e finalizzata dopo lo sprint in campo aperto con annessa sterzata sul tentativo di recupero. È il poscritto in calce a un messaggio già chiaro di per sé: se resta umile e continua a fare tutto ciò che le insegna Marco Ferro, la Sestese ha il diritto (o forse l'obbligo?) di non nascondersi. .
Calciatoripiù
: in attacco più schierare Scura, che segna tre reti una più spettacolare dell'altra, e Barbanti, si capisce perché la Sestese può puntare al titolo.
esseti