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Allievi B Regionali GIR.Merito - Giornata n. 6

Aquila Montevarchi-Cattolica Virtus 2-1

AQUILA MONTEVARCHI: Tommasi, Marchi, Rustichini, Assouini, Veltroni, Pulaj, Diak, Ajighevi, Liistro, Pugliese, Rangoni. A disp.: Pelini, Verdi, Chiavacci, Papini, Billi, Nencini, Sylla, Carotti, Fagioli. All.: Tesconi Massimo
CATTOLICA VIRTUS: Bisulca, Santi, La Ragione, Bramanti, Manzini, Burgassi Da., Dainelli, Paolucci, Mazzantini, Burgassi Di., Stiacci. A disp.: Silverio, Viviani, Masi G., Contini, Memis, Susini, . All.: Bargellini Massimo
ARBITRO: Lorenzo Petrelli di Arezzo
RETI: 2' Mazzantini, 17' Pugliese, 68' Ajighevi
Se non fosse stato per il rigore parato da Bulleri dieci giorni fa, la classifica del Montevarchi si comporrebbe di sole vittorie. Ne manca una, ma almeno al momento non è un problema considerato che il 2-1 inflitto in rimonta alla Cattolica Virtus (momento tremendo, tremendo e sfortunatissimo: non si ricorda una stagione avviata con un solo punto nelle prime sei giornate) tiene a distanza tutte le inseguitrici, a partire dalla Sestese. La partita s'accende subito: dopo neppure un minuto Rangoni colpisce il palo deviando di testa la punizione che Pugliese aveva calciato da sinistra. La difesa della Cattolica si rifugia in calcio d'angolo, sugli sviluppi del quale il lungo rinvio di Bisulca, sicuro in uscita, avvia il contropiede del vantaggio: il pallone rimbalza tra Assouini e Tommasi e finisce catturato da Mazzantini, che in pallonetto segna lo 0-1. Il Montevarchi reagisce subito, e subito torna a spingere: Liistro serve Pugliese, che controlla e calcia alto di poco. Il pari arriva al tentativo successivo, diciassette i minuti sul cronometro: innescato da Rustichini, da sinistra Ajighevi crossa sul sul secondo palo per Pugliese, che di testa segna l'1-1. È la sesta rete in campionato, media feroce, per il capocannoniere della scorsa stagione. Trovato il pari, l'Aquila Montevarchi continua a spingere, ancora a sinistra: Ajighevi chiede e ottiene il triangolo con Rustichini (ottimo il dribbling, efficace il traversone basso) e di prima costringe Bisulca alla parata a terra. Ne segue un'altra, stavolta in due tempi, per opporsi a Pugliese servito a rimorchio da Diak (26'). È soprattutto sulla propria destra che la Cattolica trova difficoltà: un minuto più tardi su quella fascia Diak serve Rustichini, che entra in area e crossa pericolosamente verso il centro dell'area ripulito da Dario Burgassi. Segue l'ultima emozione del primo tempo, l'angolo che Pugliese calcia sul secondo palo: Marchi riceve e scarica su Pulaj, la cui conclusione a botta sicura sfiora la traversa. Anche dopo la pausa il Montevarchi riparte fortissimo: al 44' Bisulca deve uscire per opporsi allo sprint di Pugliese, innescato in profondità dalla giocata tra Rangoni e Liistro. Il duello, sempre Rangoni a ispirare, si rinnova tre minuti più tardi: identico l'esito, Cattolica salva. Il muro regge anche al 50', di nuovo Pugliese in pedana sul cross basso di Rustichini, che era entrato in area dopo lo scambio con Diak: con un po' d'affanno la difesa si salva. Neppure sui calci da fermo il Montevarchi sembra avere fortuna: colpita di testa da Veltroni sull'ennesimo calcio d'angolo di Pugliese, il pallone rimbalza per terra e sorvola di poco la traversa. Poi tanta pressione sfocia nel vantaggio del Montevarchi: al volo segna Ajighevi massimizzando la punizione che Pugliese aveva calciato in area dalla trequarti sinistra. È lui, il bomber, l'ispiratore anche dell'ultima azione: sul suo ennesimo traversone, stavolta da destra, di testa Sylla sfiora il palo. È l'ultima emozione nonostante il recupero lunghissimo (ben sette i minuti oltre il tempo regolamentare): il Montevarchi vince ancora, e non farci i conti ormai è impossibile. .
Calciatoripiù: Rustichini
(Aquila Montevarchi), Bisulca (Cattolica Virtus).
Giov. Fucecchio-Affrico 2-3

GIOV. FUCECCHIO: Morelli, Gorgerino, Pinucci, Fondelli, Gronchi, Terreni, Copia, Del Cesta, Stefanizzi, Lombardi, Girardi. A disp.: Meoni, Villagran, Niccolai, Calanna, Faye, Iodice, Tortorelli, Rotondo . All.: Falcini Giancarlo
AFFRICO: Sarti, Ventrice, Cangero Moretti, Moltard, Merkaj, Salvadori, Andreano, Badii, Fabiani, Seneci, Matacena. A disp.: Zare, Brocci, Brotini, Jacaj, Marangio, Kasa, Paoletti, Rigano, Saleh. All.: Bertini Andrea
ARBITRO: Andrea Giannini di Firenze
RETI: 6' Ventrice, 23' Girardi, 50' Kasa, 68' Kasa, 75' Terreni
È felice l'Affrico, felice perché della partita col San Miniato ha replicato i lati positivi: la vittoria per 3-2 (2-3 stavolta, giocava in trasferta), le intuizioni vincenti di Bertini che di nuovo pesca due reti dalla panchina (doppietta per Kasa, che doveva giocare titolare e che però aveva rallentato nel riscaldamento: entra in avvio di ripresa, e per essere decisivo si fa bastare meno di mezz'ora); felice perché i lati negativi, l'avvio sbagliato e la necessità di rimontare, stavolta non si sono neppure intravisti. Infine, l'Affrico è felice perché la quarta vittoria in cinque partite rende la classifica belloccia, belloccissima: il Montevarchi capolista è distante appena tre punti. È opposto invece l'umore del Fucecchio, che in casa perde per la seconda volta di fila (attenuanti massime, ha affrontato due big: l'altra volta davanti c'era la Sestese) e soprattutto continua a concedere troppo in fase difensiva: tranne lo Scandicci, rimasto a secco, e il Venturina, che si fermò a una, tutte le avversarie gli hanno segnato almeno due reti. Finora due era stato il limite massimo; l'Affrico lo sfonda, favorito dal vantaggio a freddo: lo segna Ventrice, che con l'interno spinge in porta la punizione che Seneci aveva calciato dalla trequarti. Trascorso un quarto d'ora, anche se meno pulita (in mezzo vanno in scena il colpo di testa di Terreni e una ribattuta che accende una mischia) una situazione simile la sfrutta anche il Fucecchio, che così pareggia: sull'azione avviata da Lombardi segna Girardi, e il punteggio torna in equilibrio. Segue l'occasione che avrebbe potuto far assumere alla partita una traiettoria differente: si spezza due volte sui legni, prima sul palo e poi sulla traversa, la ripartenza che aveva visto Stefanizzi tagliare in due la difesa avversaria e cercare la porta col mancino; e sul destro alto di Girardi, che sulla seconda ribattuta manca lo specchio, svaniscono le speranze del Fucecchio, e le sue illusioni. Svaniscono perché in avvio di ripresa Iodice (aveva rilevato Del Cesta) interviene in ritardo su Fabiani, che su uno spiovente al limite dell'area gli aveva nascosto il pallone, e Giannini concede all'Affrico il rigore che appena entrato (al suo posto titolare aveva giocato Matacena) Kasa trasforma nell'1-2. Poco più d'un quarto d'ora più tardi è ancora lui a portare a due le reti di vantaggio con un tiro gelido dopo una fuga che lo aveva portato davanti a Morelli: il pallone glielo aveva servito un retropassaggio sbagliato di Terreni, che nel finale prova a farsi perdonare calciando in porta la punizione di Gronchi (nel recupero chiederà un rigore, Giannini fa cenno che no) respinta dalla barriera. È il 2-3, non abbastanza per riaprire la partita: vince l'Affrico, vince trascinato da Kasa e dalle intuizioni di Bertini, vince e vede il Tau a un punto, la Sestese a due, il Montevarchi a tre, poi sopra più niente. Calciatorepiù: a Kasa basta un tempo per segnare la doppietta che vale a lui quota sei in classifica marcatori e all'Affrico la quarta vittoria in cinque partite.
esseti
San Miniato-Venturina 2-2

SAN MINIATO: Ciacci, Tarli, Cultrera, Machetti, Focardi, Burroni, Bari, Annunziata, Pacciani, Fineschi, Gueye. A disp.: Luddi, Bellandi, Poli, Bernazzi, Mazzei, Fini, Mele, Biancolini . All.: Pescara Nicola
VENTURINA: Galli, Tassi, Pozzobon, Vita, Conforti, Citi Minelli, Del Ghianda, Tosi, Caporali, Nfaiedh, Monaci. A disp.: Pucci, Grassini, Fiorini, Venturini, De Mattia, Pirrone, . All.: Galici Claudio
ARBITRO: Leonardo Lamanna di Firenze
RETI: 28' Fineschi, 43' Citi Minelli, 55' Del Ghianda, 79' Mele
Stavolta no, stavolta nel finale non piange, stavolta del finale si serve per evitare la quarta sconfitta consecutiva: all'ultimo minuto della partita che chiude un mese complicato (finora ottobre non gli aveva portato punti) il San Miniato pareggia il vantaggio del Venturina, che in avvio di ripresa aveva ribaltato l'1-0 di Fineschi (decisivo Del Ghianda, che aveva servito a Citi Minelli il pallone del pareggio e confezionato la rete del sorpasso) e che invece deve accontentarsi del 2-2, il secondo stagionale dopo quello all'esordio contro l'Affrico. È un risultato che per tre quarti matura nella ripresa, seguito d'un primo tempo contraddistinto dall'ottimo approccio del San Miniato, in vantaggio alla mezz'ora con la rete di Fineschi: con un lancio profondo il pallone glielo aveva servito Pacciani, che per una volta anziché quelli del bomber veste - e con profitto, profitto grande; d'altra parte è notevole il suo talento, non soltanto l'istinto sottoporta - gli abiti del rifinitore. Così nasce la rete dell'1-0, che attraversa intatto la pausa per sbriciolarsi in avvio di ripresa: Del Ghianda serve al destro di Citi Minelli il calcio d'angolo dell'1-1, poi arma il mancino per convertire nell'1-2 una punizione laterale dalla trequarti. A lungo il Venturina regge il vantaggio, che svanisce solo a un minuto dal gong: segna Mele, che in acrobazia scaraventa in porta il pallone servitogli dalla punizione di Poli con la mediazione aerea d'Annunziata. Pareggiando allo scadere il San Miniato esulta come avesse vinto: è una reazione comprensibile se si considera che più di tutto contava frantumare la striscia negativa. .
Calciatoripiù: Fineschi, Poli
(San Miniato), Tosi, Citi Minelli (Venturina).
Settignanese-Pol. Monteserra 1-7

SETTIGNANESE: De Fazio, Madio, Magnelli, Failli, Giardina, Tarantoli, Spanu G., Agostinelli, Sahbani, Nodari, Manfrin. A disp.: Maruottolo, Carpanesi, Chiummiello, Di Comun, Giovannelli, Perrino, Passannanti, Sommazzi . All.: Petriccione Luigi
POL. MONTESERRA: Bulleri M., Piantanida, Scalsini, Musacchio, Selmi N., Marchesano, Alfarano, Taddei, Mannucci, Kerciku, Bruno. A disp.: Selmi M., Soldani, Ramacciotti, Pratali, Arcangioli, Likmeta, Di Blasi, Carli. All.: Paesano Luca
ARBITRO: Senio Niccolo Manganelli di Arezzo
RETI: 17' Spanu G., 34' Alfarano, 35' Alfarano, 40' Musacchio, 43' Likmeta, 47' Pratali, 70' Mannucci, 78' Carli
A guardare il risultato finale (1-7) sembrerebbe una partita a senso unico; in realtà è stata una partita dai due volti. Nella prima mezz'ora ha governato l'equilibrio, e la Settignanese aveva fatto registrare una leggera prevalenza; poi nella ripresa il Monteserra domina e dilaga. In avvio però un successo così ampio non è facilmente pronosticabile: parte forte la Settignanese, pericolosa al 10' con Spanu, che eccede in altruismo e passa il pallone ad Agostinelli (l'azione sfuma) anziché calciare in porta. Cento secondi più tardi la giocata si replica uguale, addirittura stavolta soltanto Bulleri come ultimo ostacolo; e uguale è anche l'esito. Quello buono è il terzo tentativo: Failli batte un fallo laterale verso l'area di rigore, Spanu superando il proprio marcatore e stavolta da distanza ravvicinata calcia in rete battendo Bulleri. L'1-0 scuote il Monteserra, che torna ad affacciarsi nella metà campo della Settignanese in particolare con le azioni di Mannucci e Kerciku, e al 34' pareggia: segna Alfarano. che cattura un pallone servitogli dopo un'incertezza della difesa avversaria e, complice una deviazione leggera, batte De Fazio. Il pareggio demoralizza oltremodo la Settignanese, che dopo appena un minuto si ritrova in svantaggio: in ripartenza Mannucci prende di sorpresa la difesa avversaria e con estrema precisione appoggia il pallone ad Alfarano, che non deve far altro che depositarlo in rete. L'1-2 distrugge il morale della Settignanese, che tramortita non sembra in grado di reagire. Se ne ha dimostrazione piena al 40', quando sugli sviluppi di un calcio d'angolo ribattuto da De Fazio il pallone ritorna a Musacchio: pallonetto e rete. Dunque il Monteserra chiude il primo tempo in vantaggio di tre a uno, dopo aver recuperato lo svantaggio iniziale nel giro di sei minuti scarsi. La ripresa si apre sulla medesima traccia della fine del primo tempo: in contropiede il Monteserra colpisce colpisce per la quarta volta, ancora con un'azione di contropiede imbastita da Mannucci (sospetta la posizione, probabilmente fuorigioco) e conclusa con un traversone per Likmeta, che svetta e batte De Fazio. Sull'1-4 la situazione si fa sempre più pesante per la Settignanese, che inizia a perdere le distanze tra i reparti; il Monteserra ne approfitta e passa ancora con un tiro di Pratali, che chiude l'ennesima ripartenza superando De Fazio in uscita. È l'1-5, di fatto finita la partita; a questo punto inizia la girandola delle sostituzioni, che portano un po' di vivacità nella manovra della Settignanese. Se ne ha un esempio nell'azione di cui Manfrin si rende protagonista sulla fascia destra: sul suo servizio al centro calcia Passannanti, la difesa respinge, sulla ribattuta Nodari calcia di poco alto. Resta un episodio occasionale: a cambi finiti Di Comun si ferma, e la Settignanese resta in dieci. Forte della superiorità numerica il Monteserra trova spazi ancora maggiori: dalla distanza Mannucci, il migliore in assoluto, segna l'1-6 con un tiro da lontano non trattenuto da De Fazio (70'). Nonostante il divario irrecuperabile già da un po', con orgoglio la Settignanese cerca di riportarsi in avanti; in questa fase sono particolarmente vivaci sia Nodari sia Passannanti, che sull'ottimo servizio del compagno si vede murato sulla linea a portiere battuto. Resta ancora il tempo per l'1-7 del Monteserra, nato da un contropiede a sinistra e rifinito da Carli, che dopo una mischia prolungata batte De Fazio in uscita. È una sconfitta grave per quanto la Settignanese dopo i fatti di San Giovanni. Il Monteserra, sospeso a metà tra l'esser sorpresa e rivelazione di questo torneo, è una squadra ben preparata, tecnica e cinica, e ha dimostrato di saper sfruttare al meglio tutte le occasioni che gli sono presentate.
Pietrasanta-Sestese 0-1

PIETRASANTA: Gassani, Barresi, Cavalzani, Paganini, Esperon, Tusha, D Este, Rea, Toncelli, Bernardini, Moro. A disp.: Taricco, Corso, Tommasi, Salvi, Kahindi, Cutolo, Ciambelli, Strati, Matrizi. All.: Albinoiu Ionut
SESTESE: Bellocci, Martinelli, Cecchi, Pieri, Shera, Tarchiani, Nesi, Bonta, Monterisi, Scura, Barbanti. A disp.: Bardazzi, Coppini, Oublady, Cassiolato, Taddei, Bandini, Cetani, Grisolini. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Fabio Pierucci di Carrara
RETI: 13' Monterisi
Condizione sufficiente è quella causa che da sola basta a produrre un effetto, condizione necessaria quella causa senza la quale l'effetto non si dà. Vincere le partite sporche, di misura, su campi difficilissimi, le partite aperte fino all'ultimo, non è condizione sufficiente per vincere un campionato; ma di sicuro è condizione necessaria. Ribaltando la prospettiva, sia lode eterna alla chiarezza perfetta della legge di contrapposizione: se non si vincono queste partite, non si vincono i campionati. Ecco perché la vittoria della Sestese a Pietrasanta conta molto più che per i tre punti, preziosissimi, che porta in dote, quelli che le consentono di mantenersi vicinissima al Montevarchi capolista: conta molto di più perché il Pietrasanta, che a inizio mese aveva strappato un punto al Tau Altopascio, ha sfoderato una prova d'altissimo livello, e perché Ionut Albinoiu (bravo, bravissimo) ha già fatto capire a ogni calciatore della rosa come coniugare ritmo e qualità. Conta molto di più, e conta perché alla prima vera sortita l'equilibrio si spezza: di testa segna Monterisi, che devia sotto la traversa il pallone propostogli da Cecchi liberato sulla trequarti sinistra dall'invito di Pieri. Dunque al 13' la Sestese si porta in vantaggio, e sette minuti più tardi potrebbe subito raddoppiare: sarebbe stato sufficiente che dal limite dell'area di porta col mancino Barbanti, servito a rimorchio da Bontà avanzato fino al fondo grazie a un dribbling doppio, avesse calciato sotto anziché sopra la traversa. Invece il pallone esce alto, e lo scarto resta minimo, e dopo venti minuti d'affanno il Pietrasanta prende coraggio; tuttavia, se s'esclude qualche protesta di Toncelli la cui maglietta un po' s'allunga all'interno dell'area di rigore avversaria, grandi sussulti non li provoca. Più pericolosa è la Sestese, che sfiora il raddoppio sia con Nesi (destro secco sul secondo palo, Gassani s'allunga) sia con Barbanti, che stacca bene sull'angolo di Cecchi ma non inquadra la porta. All'elenco delle occasioni vanno aggiunti anche un paio di cross sui quali Scura e Monterisi arrivano con mezzo istante di ritardo, e dunque è evidente la ragione del nervosismo di Ferro a commento dell'azione che accompagna alla pausa: troppo distratto Shera nel concedere il primo angolo, troppo morbido Nesi nel concedere il secondo, troppo statico Monterisi che anziché opporsi a Moro gli concede di calciare dal limite dell'area, e a tutti e tre va bene che il pallone sfili alto sopra la traversa. Di ritrovare un po' di concentrazione la Sestese ha bisogno, e la sosta negli spogliatoi è la medicina giusta: al riavvio trema subito il Pietrasanta, trema perché al vertice d'una ripartenza tre contro uno Scura scarica il pallone contro la traversa. È un segno chiaro, della rete di vantaggio la Sestese non vuole accontentarsi: lo ribadiscono le iniziative di Nesi e di Barbanti (superlativo Gassani) e gli angoli che Cecchi deposita sulle teste di Taddei e di Bontà, alla deviazione alta d'una spanna. In tutti questi casi la Sestese manca il raddoppio, e dunque è legittima l'inquietudine quando Cutolo cerca la porta con un rasoterra secco (ottimo Bellocci) e quando Pierucci concede al Pietrasanta una punizione al limite dell'area di rigore: se n'incarica Toncelli, il cui mancino avrebbe avuto bisogno d'un soffio di vento in più (48'). Sull'altro fronte non lo invocano né Scura né Taddei, che lo specchio l'avevano centrato: lo protegge Gassani, di nuovo reattivissimo; nessuno invece lo insidia sui contropiedi che Oublady e Cassiolato imbastiscono nel finale, e che esausti Monterisi e Barbanti non riescono a finalizzare. Di nuovo, lo scarto resta minimo; e tra la fine del tempo regolamentare e il (breve, brevissimo: un minuto poco più, scelta incomprensibile dopo le quattordici sostituzioni) recupero concesso da Pierucci, che forse era stanco o forse troppo occupato, il Pietrasanta prova a pareggiare con un paio di mischie che in scivolata Tarchiani monumentale neutralizza. C'è bisogno anche di queste chiusure per vincere partite così; e solo vincendo partite così si può pensare di vincere qualcosa di più grande. .
Calciatoripiù
: anche nei momenti più difficili Gassani tiene il Pietrasanta aggrappato a una partita aperta dalla rete di Monterisi (l'assenza di Cetani lo promuove capitano, pomeriggio memorabile) e sigillata dalle chiusure di Tarchiani, che da ala di riserva Ferro ha trasformato in centrale insostituibile nella difesa della Sestese.
esseti
Csl Prato Social Club-Scandicci 1-2

CSL PRATO SOCIAL CLUB: Ancillotti, Ciatti, Venuti, Morandi.iang, Magni, Allori, Borrelli, Truscelli, Gori J., Nistri. A disp.: Calenzo, Cukaj, Ding, Mocali, Martelli, Nardini, Tarantino, Vettori . All.: Galeotti Francesco
SCANDICCI: Contieri, Bini, Gjini, Catarzi, Hatija, Boldrin, Gjonaj, Sersif, Cardella, Brahimaj, Deliperi. A disp.: Verna, Boli, Pinzani, Londi, Brandani, Gori B., Nacci, Zani, Poggiali. All.: Fanfani Filippo
ARBITRO: Luca Papale di Arezzo
RETI: 53' Deliperi, 58' Deliperi, 79' Martelli
Un incidente, niente più che un incidente. Lo scivolone interno con lo Sporting Cecina è già stato derubricato: nonostante un po' d'apprensione dovuta alla rete di Martelli nel finale, lo Scandicci dimostra d'esser già guarito, e anche se occupa il sedile più arretrato resta a bordo del vagone di testa. È sceso invece il Csl Prato Social Club, sceso perché dopo aver vinto le prime due partite ha conquistato un punto soltanto, peraltro prestigiosissimo (davanti c'era il Tau); sceso perché in casa perde (1-2) per la seconda volta di fila, stavolta piegato dalla doppietta di Deliperi, a segno nella ripresa. Bisogna infatti oltrepassare l'intervallo perché il punteggio si sblocchi; bello teso, il primo tempo è povero d'occasioni: nella prima mezz'ora bisogna accontentarsi di registrare due colpi di testa, alti, di Magni e di Xiang su due calci d'angolo di Jacopo Gori. Lo Scandicci replica con un'azione imbastita benissimo e rifinita male: sul filtrante di Sersif, che aveva ricevuto da Cardella (poco prima aveva cercato la porta da lontano: poca la fortuna, sia per lui sia per Brahimaj, che aveva optato per una soluzione simile), Gjini riesce a sfruttare lo slancio per superare l'uscita d'Ancillotti, non però per accompagnare il pallone nella porta incustodita. Meglio gli vengono i due traversoni da sinistra con i quali s'apre la ripresa: da destra taglia due volte Bini, che colpisce prima sporco e manca lo specchio, poi pulitissimo e trova il palo dopo il pizzicotto d'Ancillotti. Di rammaricarsi lo Scandicci non ha granché tempo: su una punizione che Gjonaj calcia da sinistra verso l'area di rigore la difesa del Csl si scorda di marcare Deliperi, che di testa devia il pallone in porta. È identico il protagonista e identica la giocata che cinque minuti più tardi vale il raddoppio: stavolta a crossare c'è Bini, che dopo aver mancato l'impatto su un traversone di Gjini da destra evita che il pallone esca e col mancino lo rimette al centro. Ora per il Csl le reti da rimontare sono due, e di lì a poco diventerebbero tre se Ancillotti non s'esaltasse su Deliperi, liberato al tiro da un triangolo con Cardella, e se di testa Pinzani deviasse al di qua invece che al di là del palo il traversone di Brandani. Dunque lo Scandicci deve accontentarsi d'uno scarto doppio, che nel finale torna minimo: per il Csl segna Martelli, che appostato sul secondo palo spinge in porta la punizione che Jacopo Gori aveva calciato a mezz'altezza carica d'effetto. Nel recupero una situazione simile rischia di costare la vittoria allo Scandicci, eventualità cancellata da Pinzani, che concedendosi il rischio dell'autorete alza il pallone di mezzo metro sopra la traversa. Segue un calcio d'angolo che il Csl non sfrutta; anzi, lo gestisce così male da consentire allo Scandicci d'affondare un contropiede, neutralizzato da Ancillotti uscito fuori area per opporsi a Nacci. Sul rinvio Papale mette fine alla partita: lo Scandicci vince, e guardando la classifica s'accorge che le cinque squadre che gli stanno davanti non sono poi così lontane. .
Calciatoripiù
: rompendo l'opposizione prolungata d'Ancillotti (Csl Prato Social), la doppietta di Deliperi decide la partita; il secondo assist vincente glielo serve Bini (Scandicci), cui poco prima soltanto il palo aveva negato la rete del vantaggio.
esseti
Floria-Tau Calcio 0-1

FLORIA: Massetani, Vezzani, Ciappina, Bussotti, Michelini, Del Lungo, Magnolfi, Razzauti, Giglietti, Vannozzi, Galli. A disp.: Cesari, Ridi, Galeotti, Sophie, Rosselli, Tiberti, Parravicini, Zolfanelli . All.: Sbolci Davide
TAU CALCIO: Bella, Guidi A., Spinelli, Goxhaj, Mannucci, Rigacci, Mosso, Hussey, Lisisco, Geri, Sow. A disp.: Barsottelli, Citti, Casamenti, Blini, Cecchetti, Di Blasi, Silla Da., Silla Di., Bonacchi. All.: Marconcini Emanuele
ARBITRO: Matteo Toriello di Pontedera
RETI: Silla Di.
Chi vince esulta, chi perde spiega. È la più crudele legge del pallone. Ma per Davide Sbolci e la sua Floria spiegare una sconfitta così (il Tau vince 0-1 con una rete di Diego Silla al 4' di recupero) sarà difficile, lecito pensare a qualche notte insonne. In un sabato pomeriggio umido e piovoso il direttore di gara si presenta in campo con la prima leggerezza della gara: ha la divisa nera, come quella del Tau, e dopo appena venti secondi si ricorda di aver lasciato una casacca negli spogliatoi. Seguirà una prestazione disastrosa. Le squadre invece si combattono bene, buoni i ritmi iniziali; alla fine sul terreno di gioco resta l'equilibrio sopra l'incertezza. È la Floria a creare la prima vera occasione dell'incontro: Giglietti si vede murare un tiro a botta sicura dopo un primo intervento di Bella. Il Tau si fa vedere con un tiro di Mosso finito alto (buono l'ingresso in area dalla destra), mentre Massetani sul finire di frazione esce bene in presa bassa ed evita problemi. La pioggia va a intermittenza, così come gli ombrelli in tribuna che si aprono e si chiudono nervosamente. Ma nell'umidità di una partita che non si sblocca gli animi si scaldano a ogni fischio, e Toriello si ritrova puntualmente circondato da un capannello di giocatori di entrambe le squadre. È più che discutibile la decisione di ammonire Bella, che frana fuori area su Giglietti impedendogli di andare in porta. Da regolamento potrebbe starci l'espulsione, ma dopo un conciliabolo con i calciatori resta soltanto il cartellino giallo. Di ammonizioni ne voleranno poi altre, mentre poco dopo viene allontanato dal recinto di gioco un tecnico dello staff di Marconcini. Intanto il risultato non si sblocca, e ed è diffusa la certezza che basti un episodio, o meglio un errore, a decidere la partita. Entrambi gli allenatori optano per qualche cambio, ed è proprio uno dei nuovi entrati a rendersi protagonista di un episodio potenzialmente decisivo: Cecchetti alza troppo la gamba sull'uscita di Massetani, che resta a terra. Ci vuole qualche minuto per far prendere una decisione all'arbitro, ancora una volta circondato. Espulsione. In superiorità numerica la Floria prova a prendere coraggio. Vannozzi fugge sulla sinistra, Guidi lo strattona e lo stende. È la seconda ammonizione: assediato, Toriello (è l'apice di una prestazione veramente insufficiente) ci mette più del dovuto a ricordarselo e a notificare l'espulsione. Si riprende a giocare: una punizione di Bussotti dalla distanza impegna Bella, che si salva con l'aiuto della traversa. Il finale è degno di un film. La Floria lancia l'assedio, aiutato dalla difesa Bella salva un tiro di Zolfanelli a botta sicura; poi dalla destra un lungo rilancio apparentemente innocuo fa finire il pallone dall'altra parte del terreno di gioco. Massetani esce per far ripartire rapidamente l'azione, ma calcia male e consegna il possesso a Diego Silla, che incredulo del regalo insacca facile facile nella porta sguarnita. Con quest'episodio il Tau espugna il Grazzini: la Floria, cui il pari poteva sembrare stretto, finisce sconfitta. .
Calciatoripiù: Vezzani
tiene botta, Bussotti ci prova, Giglietti (Floria) si conferma generosissimo; Bella salva il risultato, Mannucci comanda la difesa, Diego Silla (Tau Altopascio) crede nell'ultimo pallone che vale la vittoria.
Federico Pettini
Sporting Cecina-Sangiovannese 4-0

SPORTING CECINA: Casprini, Ciampi, Granchi, Bapary, Bandinelli, Carbone P., Marianelli, Yzerillari, Franci, Balloni, Galvano. A disp.: Lepri F., Antonelli, Pavoletti, Marini, Franchi, Ciaccio, Giannessi, Iuppa, Malfanti. All.: Menicagli Alessandro
SANGIOVANNESE: Dossini, Verdiani, Chiappi, Banini, Nocentini, Senesi, Pucci, Parasassi, Duranti, Tognaccini, Materassi. A disp.: Frasi, Gabbatore, Valenti, Gorelli, Feliziani, . All.: Tozzi Antonio
ARBITRO: Pietro Grassi di Livorno
RETI: 7' Franci, 34' Carbone P., 75' Carbone P., 79' Malfanti
Per chi ama l'atomismo una partita non è altro che una sequenza molto lunga d'episodi collegati; e una stagione non è altro che una sequenza molto lunga di partite collegate. È facile capire perché, per chi ama l'atomismo, un episodio può bastare a cambiare una partita, e forse una stagione; la certezza si rafforza se gli episodi diventano due, poi tre, e tutti vicinissimi. Non importa amare l'atomismo per esser consapevoli che se sul 2-0 Duranti avesse segnato il rigore che aveva conquistato, o se subito dopo anziché il palo Tognaccini avesse centrato lo specchio della porta, difficilmente la Sangiovannese avrebbe perso; invece perde, perde con uno scarto ampio (4-0) e forse ingeneroso, perde perché dopo esser passato sul doppio vantaggio e aver rallentato lo Sporting Cecina si salva in due circostanze consecutive, e cinico concretizza quella che crea subito dopo. Sta qui il fulcro d'una partita che s'era sbloccata dopo sette minuti scarsi: segna Franci, che al limite dell'area di rigore vince un contrasto con Nocentini dopo un liscio di Parasassi e batte Dossini con un tiro secco. Subito costretta in svantaggio, la Sangiovannese sbanda; seguono tre occasioni non finalizzate, una da Balloni (palo pieno, s'era ben liberato a sinistra e bene s'era accentrato verso l'arco che invita all'area) e due da Franci (lo murano prima la difesa e poi Dossini, superlativo sul colpo di testa sottoporta), e il rigore del raddoppio: lo trasforma Carbone, che massimizza l'opportunità concessa dal fallo di mano di Senesi. Perché sia completa, la descrizione del primo tempo va integrata col colpo subito da Materassi, uno dei più attivi della Sangiovannese, che resta negli spogliatoi: date queste premesse sembra scontata una ripresa di sostanziale controllo per lo Sporting Cecina, che però al riavvio dimezza il ritmo e tiene la partita meno chiusa di quanto potrebbe. È una mossa che rischia di costare carissima: se dopo essere stato atterrato da Casprini (fallosa l'uscita, manca il pallone) Duranti avesse calciato sotto la traversa anziché sopra, la Sangiovannese avrebbe dimezzato lo scarto e avrebbe avviato un finale arrembante; e allo stesso modo lo avrebbe fatto se Tognaccini avesse centrato lo specchio della porta anziché il palo. Invece lo Sporting Cecina si salva, e poi si salva ancora, e sulla ripartenza che avvia dopo essersi salvato per la seconda volta conquista un altro rigore, di nuovo per un fallo di mano (meno netto, era scivolato sul pallone) di Senesi: si ripete identico il duello del primo tempo, e identico è l'esito del tiro di Carbone. Sommandosi all'errore di Duranti e al palo di Tognaccini, il 3-0 finisce di spezzare il morale della Sangiovannese, che nei pochi minuti che restano subisce anche un'altra rete: la segna Malfanti, che calcia in porta dopo aver violato l'area di rigore con un movimento ad accentrarsi da sinistra. È il 4-0, il bollo sulla seconda vittoria consecutiva dello Sporting Cecina, che scappa dalle posizioni incandescenti; ci resta invece la Sangiovannese, che in attesa che il giudice sportivo decida se la partita con la Settignanese si deve rigiocare (difficile) oppure no galleggia soltanto un punto sopra lo zero. .
Calciatoripiù: Malfanti, Bandinelli
(Sporting Cecina), Dossini (Sangiovannese).
esseti