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Prima Categoria GIR.C - Giornata n. 15

Calenzano Calcio-Audace Galluzzo 0-1

RETI: Matrone
Con il cuore, con la testa e con una determinazione che sa di squadra vera. L'Audace Galluzzo passa a Calenzano, vince di misura e rimette tutto in discussione: 1-0 il risultato finale, ma dietro quel punteggio minimo si nasconde una partita intensa, combattuta e ricca di episodi. Le due squadre chiudono appaiate a quota 57 punti e adesso sarà lo spareggio in campo neutro a decretare chi potrà continuare a inseguire il proprio sogno. A decidere la gara è la firma di un giovane talento, Pietro Matrone, classe 2007, che al 20' del primo tempo si conquista e trasforma una punizione pesantissima. Poi, però, il copione cambia: il Calenzano prende campo, il Galluzzo resta in dieci uomini sul finire della prima frazione e da quel momento inizia una lunga, sofferta e organizzata resistenza. Protagonista assoluto il portiere Pietro Volpi, autore di interventi decisivi, ma tutta la squadra di mister Francesco Perini dimostra solidità e compattezza. L'avvio di gara è prudente, quasi bloccato. Le due squadre si affrontano con rispetto reciproco, consapevoli della posta in palio. Il ritmo non è altissimo, le occasioni latitano e prevale una fase di studio fatta di duelli a centrocampo e tentativi di costruzione spesso interrotti. Ma al 20' cambia tutto. È proprio Matrone a spezzare l'equilibrio: il giovane attaccante si conquista una punizione dal limite e decide di incaricarsi della battuta. Il suo destro è preciso, teso, efficace. Il pallone supera la barriera e si insacca, lasciando senza scampo l'estremo difensore del Calenzano. È l'episodio che indirizza la partita e che accende l'entusiasmo del Galluzzo. Il gol subito scuote i padroni di casa, ma è ancora la squadra di Perini a rendersi pericolosa pochi minuti dopo: al 25' è ancora Matrone a provarci dal limite dell'area, ma questa volta la conclusione termina alta. A partire dalla metà del primo tempo, il Calenzano cambia marcia. I locali aumentano intensità, aggressività e qualità nella manovra, mettendo in difficoltà il Galluzzo. Tra il 35' e l'intervallo si assiste al momento migliore dei padroni di casa. Le occasioni arrivano in serie. Vanni prova due volte a impensierire Volpi con conclusioni velenose, ma il portiere gialloblù risponde con due interventi di grande livello. Fantechi e Santini, invece, non trovano lo specchio della porta in due circostanze favorevoli. Ancora Fantechi va vicino al pareggio, ma trova sulla sua strada un monumentale Chiavacci, che salva praticamente sulla linea. È una fase di pressione costante, in cui il Galluzzo fatica a uscire dalla propria metà campo e si aggrappa alla solidità difensiva e alle parate del proprio portiere. Quando sembra avvicinarsi l'intervallo, arriva un altro episodio chiave. Allo scadere del primo tempo, l'esterno Acciai viene espulso per doppia ammonizione, lasciando il Galluzzo in inferiorità numerica. È un momento delicatissimo. Il Calenzano, già in crescita, si ritrova con l'uomo in più e con tutta la ripresa da giocare. La partita sembra poter cambiare direzione. Nell'intervallo mister Francesco Perini interviene con decisione. Il tecnico sceglie di ridisegnare l'assetto della squadra, inserendo Verdi al posto di Matrone. Una scelta non banale, perché toglie dal campo il match winner, ma punta chiaramente a rafforzare l'equilibrio difensivo. La mossa si rivela azzeccata. Verdi, al rientro dopo mesi di stop, disputa una prova eccellente, dando sicurezza al reparto arretrato. Accanto a lui, Chiavacci e capitan Ammannati guidano una linea difensiva che diventa via via più solida, compatta e difficile da superare. Il Galluzzo si abbassa, stringe le linee e difende con ordine, senza perdere lucidità. Ci si aspetta un assedio dei padroni di casa nella ripresa, ma il Galluzzo riesce a contenere con intelligenza e organizzazione. Il Calenzano prova a costruire, ma fatica a trovare varchi puliti. Le occasioni nitide diminuiscono rispetto al finale di primo tempo. L'unico vero brivido arriva al 58', quando il numero 2 Conti lascia partire una conclusione che termina di poco a lato. È un'occasione importante, ma non sufficiente per cambiare il punteggio. Col passare dei minuti, la spinta dei locali perde intensità. Il Galluzzo gestisce meglio le energie, mantiene le distanze tra i reparti e limita i rischi. Finale di gestione e ultima occasione gialloblù Negli ultimi minuti il match si trascina verso il termine senza particolari sussulti. Il Calenzano continua a provarci, ma con meno convinzione e meno lucidità. Paradossalmente, l'ultima occasione della partita è proprio per il Galluzzo: a tempo praticamente scaduto, Di Tommaso - entrato molto bene - prova la conclusione da posizione defilata, ma il pallone termina alto. È l'ultimo episodio di una gara che ha visto i gialloblù soffrire, ma anche dimostrare carattere e compattezza. Il triplice fischio sancisce il successo dell'Audace Galluzzo. Un 1-0 che pesa tantissimo, non solo per il risultato in sé, ma per come è maturato: vantaggio costruito con qualità; gestione della partita in inferiorità numerica; solidità difensiva nella fase più complicata; spirito di sacrificio fino all'ultimo minuto. È una vittoria di squadra, dove ogni reparto ha dato il proprio contributo. Dal gol di Matrone alle parate di Volpi, passando per la tenuta difensiva e le scelte tattiche di Perini.
Audace Legnaia-Albacarraia 3-3

RETI: Failli, Failli, Nardi, Masetti, Corti, Reale M.
A fronte del pirotecnico 3-3 interno maturato contro l'Albacarraia in occasione dell'ultima giornata di regular season l'Audace Legnaia evita la retrocessione diretta a causa della forbice rispetto al quintultimo posto restando adesso aggrappata alle uniche speranze salvezza provenienti dal play-out che domenica gli uomini del tandem Fellini-Papi disputeranno, costretti peraltro a fare i conti col duplice svantaggio in termini di campo e risultato, sull'appena inaugurato sintetico di Poggio a Caiano. La sfida si mette subito in discesa per i locali che, dopo aver preso il comando delle operazioni nelle battute iniziali, rompono il ghiaccio al 13' quando Enea, servito in posizione defilata da Failli, addomestica il pallone sull'out mancino per poi scodellare a centro area un traversone sul quale si avventa il medesimo numero 9 casalingo che, con una splendida volée in corsa, incastona la sfera direttamente sotto la traversa. Lo stesso Failli peraltro, evidentemente non ancora sazio, concede finanche il bis al 22' traendo profitto dal suggerimento in transizione di Miniati per poi superare l'incolpevole Rizzo con un esiziale mancino a incrociare. Ripresasi dopo un avvio shock, però, con lo scorrere delle lancette l'Albacarraia intensifica i giri del proprio motore e, una volta accorciate le distanze con la staffilata di prima di Masetti -propiziata dallo scarico di Idmane- al 41', centra addirittura il momentaneo 2-2 nell'arco di appena centottanta secondi quando Corti, lasciato libero di battere a rete dalla destra, toglie la ragnatela dall'incrocio dei pali con un'imprendibile soluzione che manda perciò le due squadre all'intervallo sul segno x. Al rientro in campo è l'Audace a premere con più insistenza al fischio d'avvio, fallendo però una serie di rilevanti opportunità per rimettere la testa in avanti nel punteggio con Enea, Catolfi e Miniati a cavallo tra il 46' e il 52'. Gli sforzi dell'équipe ospitante, ad ogni modo, giungono infine a ricompensa all'80' quando Nardi, tornato a calcare i campi da gioco dal novembre del 2024 dopo aver patito un gravissimo infortunio al ginocchio, impiega soltanto pochi secondi dopo il suo ingresso per superare Rizzo da distanza ravvicinata sugli sviluppi di un calcio di punizione. In piena zona Cesarini, infine, ci pensa Matteo Reale -per la precisione al 92'- a conferire il definitivo assetto all'aggregato con un'incornata sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina che permette di conseguenza al confronto di concludersi senza vincitori né vinti.
Porta Romana-Quarrata Olimpia 1-0

RETI: Franchi
Ci sono partite che valgono più dei tre punti. Partite che raccontano una stagione, un'identità, ma soprattutto un legame profondo tra squadra, campo e persone. L'ultima gara casalinga del Porta Romana rientra perfettamente in questa categoria: una vittoria sofferta, cercata con determinazione e trovata grazie a una giocata di qualità, ma anche una giornata carica di emozione per l'addio al calcio di Pippo Anzalone, autentico pilastro del centrocampo arancionero. Finisce 1-0 contro il Quarrata, ma il risultato è solo una parte della storia. Il clima, fin dai minuti precedenti al fischio d'inizio, è quello delle occasioni speciali. Sugli spalti si percepisce un'attesa diversa, fatta non solo di aspettative per la partita, ma anche di consapevolezza che qualcosa si sta per chiudere. Il Porta Romana vuole salutare il proprio pubblico con una prestazione all'altezza, mentre il Quarrata arriva con l'intenzione di giocarsela fino in fondo, senza concedere nulla. L'approccio alla gara è subito chiaro. La squadra di Mangano prende in mano il pallino del gioco, alza il baricentro e inizia a costruire azioni con continuità. Il possesso è fluido, la manovra si sviluppa con pazienza, ma fin dai primi minuti emerge anche l'atteggiamento degli ospiti, compatti, ordinati e pronti a chiudere ogni spazio. Il Quarrata si dispone con linee strette, difende con attenzione e prova a ripartire appena possibile, affidandosi soprattutto alla solidità del proprio reparto arretrato. Il primo tempo diventa così un monologo territoriale del Porta Romana, che attacca con insistenza ma fatica a trovare varchi puliti. Le occasioni arrivano, ma non sono numerose come la pressione farebbe pensare. La prima vera chance arriva al 20', quando Franchi si incarica della battuta di una punizione dai venti metri. Il suo destro è potente, preciso, disegna una traiettoria tesa che supera la barriera e si avvicina pericolosamente alla porta. Il pallone sfiora la traversa, lasciando tutti con il fiato sospeso. È il primo squillo importante, un segnale che qualcosa può cambiare da un momento all'altro. Il Porta Romana continua a spingere, a cercare la profondità e a sfruttare le corsie esterne, ma il Quarrata regge bene l'urto. La difesa ospite si dimostra solida, compatta, sempre pronta a intervenire con tempismo. Gli arancioneri provano a variare le soluzioni, cercando anche il gioco aereo, ed è proprio su una di queste situazioni che arriva un'altra occasione significativa. Al 25' Calabrese si inserisce con i tempi giusti su un cross ben calibrato e colpisce di testa da pochi metri. La conclusione, però, non trova lo specchio della porta, e il risultato resta bloccato. Nel frattempo, anche il Quarrata si fa vedere in avanti, pur con meno continuità. Le ripartenze sono rapide, ma mancano spesso precisione e incisività negli ultimi metri. È una partita equilibrata nei numeri delle occasioni, anche se il Porta Romana mantiene il controllo del gioco e del territorio. Il primo tempo si chiude senza reti, con la sensazione che la squadra di Mangano abbia fatto qualcosa in più, ma senza riuscire a concretizzare. È una di quelle gare in cui serve un episodio, una giocata, un momento di qualità per rompere l'equilibrio. La ripresa inizia sulla falsariga della prima frazione. Il Porta Romana riprende a spingere, aumenta il ritmo e cerca di alzare ulteriormente la pressione. Il Quarrata, dal canto suo, continua a difendersi con ordine, cercando di mantenere compattezza e concentrazione. Col passare dei minuti, però, la pressione dei padroni di casa diventa sempre più insistente. Gli arancioneri guadagnano metri, costringono gli avversari nella propria metà campo e iniziano a trovare qualche spazio in più tra le linee. È in questo contesto che arriva l'episodio decisivo. Franchi, già protagonista nel primo tempo con la punizione che aveva sfiorato il gol, riceve palla fuori area. Ha lo spazio per pensare, alza la testa, valuta la posizione e decide di calciare. Il destro è secco, potente, una vera e propria staffilata che parte dal limite e si infila alle spalle del portiere. Un gol di grande qualità, che rompe finalmente l'equilibrio e accende l'entusiasmo del pubblico. È una rete che premia la perseveranza del Porta Romana e che mette in evidenza la capacità di Franchi di incidere nei momenti chiave. Dopo tanta pressione, arriva la giocata che cambia la partita. Il vantaggio modifica inevitabilmente gli equilibri. Il Quarrata è costretto ad alzare il baricentro, a cercare il pareggio con maggiore convinzione. Il Porta Romana, invece, può gestire con più serenità, senza però rinunciare del tutto ad attaccare. Gli ultimi minuti diventano più aperti, con spazi che si allargano e situazioni potenzialmente pericolose da entrambe le parti. Il Quarrata prova a sfruttare le occasioni, ma la difesa arancionera si dimostra attenta e concentrata, riuscendo a neutralizzare i tentativi degli ospiti. Il Porta Romana, dal canto suo, cerca di chiudere la partita in contropiede, ma senza trovare il raddoppio. La gara resta in bilico fino agli ultimi istanti, mantenendo alta la tensione. Quando arriva il triplice fischio, il risultato è chiaro: 1-0 per il Porta Romana. Una vittoria di misura, ma meritata per quanto visto in campo. Ma il momento più significativo arriva subito dopo. Il fischio finale segna infatti anche la conclusione della carriera di Pippo Anzalone. Il centrocampista arancionero, dopo tantissimi anni nei campionati dilettantistici, saluta il calcio giocato. Un addio che va oltre la partita, oltre il risultato, oltre la stagione. Anzalone è stato per anni un punto di riferimento, un giocatore capace di dare equilibrio, esperienza e personalità al centrocampo. La sua presenza in campo non è mai stata solo tecnica, ma anche emotiva. Un leader silenzioso, uno di quelli che fanno la differenza anche senza finire sotto i riflettori. L'abbraccio dei compagni, gli applausi del pubblico, il clima che si crea attorno a lui raccontano meglio di qualsiasi statistica il valore del suo percorso. È il momento in cui il calcio mostra il suo lato più autentico, quello fatto di storie, di legami, di passioni che vanno oltre il risultato. La vittoria del Porta Romana assume così un significato ancora più profondo. Non è solo un successo sportivo, ma un modo per rendere omaggio a chi ha dato tanto a questa maglia. Un finale che unisce prestazione e emozione, campo e sentimenti. Dal punto di vista tecnico, la squadra di Mangano chiude con una prova solida, in cui emergono chiaramente alcuni elementi chiave: la capacità di mantenere il controllo del gioco, la pazienza nel costruire, la solidità difensiva e la qualità nelle giocate decisive. Non è stata una partita semplice, ma il Porta Romana ha saputo interpretarla nel modo giusto, senza perdere lucidità nei momenti di difficoltà. Il Quarrata esce sconfitto, ma con la consapevolezza di aver disputato una gara ordinata, in cui la fase difensiva ha funzionato a lungo. È mancata forse un po' di incisività in avanti, ma la prestazione resta comunque dignitosa. Alla fine, però, la scena è tutta per il Porta Romana e per il suo numero in mezzo al campo che saluta. Il calcio, in giornate come questa, smette per un attimo di essere solo competizione e diventa racconto, memoria, emozione condivisa. E allora sì, questa non è stata solo una partita. È stata una chiusura. Un passaggio. Un momento da ricordare.
Sporting Arno-Isolotto 0-0

Partita bloccata, intensa più sul piano dell'agonismo che su quello delle occasioni, con lo Sporting Arno che fa la gara ma senza riuscire a trovare lo spunto decisivo contro un Isolotto ordinato e compatto. Ne esce uno zero a zero che racconta bene l'andamento di una sfida giocata soprattutto a centrocampo, con pochi veri squilli e tanta attenzione difensiva da entrambe le parti. L'avvio è prudente, con le due squadre attente a non scoprirsi e a mantenere equilibrio tra i reparti. Lo Sporting prova a prendere in mano il pallino del gioco, costruendo con pazienza e cercando soluzioni sulle corsie esterne, mentre l'Isolotto si chiude con ordine, pronto a sfruttare eventuali ripartenze. Il ritmo non è altissimo, ma la partita resta viva grazie alla continua ricerca degli spazi da parte dei padroni di casa. La prima vera occasione arriva al 20' ed è di marca arancionera. Moussa si fa trovare pronto in area e colpisce di testa con decisione, indirizzando il pallone verso la porta. Sembra il momento giusto per sbloccare il risultato, ma il portiere dell'Isolotto compie un intervento straordinario, salvando con un autentico miracolo e mantenendo la gara in equilibrio. È una parata che pesa, perché nega allo Sporting il vantaggio nel momento migliore. La squadra di casa continua a spingere, guadagnando metri e cercando di aumentare la pressione, ma fatica a trovare varchi puliti. Al 35' arriva un'altra opportunità importante: Innocenti si inserisce bene in area, sfruttando un movimento intelligente, ma al momento della conclusione non trova la porta, con il pallone che termina a lato. È un'occasione che conferma la supremazia territoriale dello Sporting, ma anche una certa difficoltà nel concretizzare. L'Isolotto resta in partita e al 40' costruisce quello che sarà il suo unico vero spunto offensivo della prima frazione. Il numero 9 riesce a liberarsi e a calciare verso la porta, ma Giusti è attento e devia in calcio d'angolo, evitando qualsiasi rischio. È un episodio isolato, ma sufficiente a ricordare come basti poco per cambiare l'inerzia di una gara così equilibrata. Il primo tempo si chiude senza reti, con lo Sporting più propositivo ma non abbastanza incisivo, e con l'Isolotto bravo a difendersi con ordine e a restare compatto. Nella ripresa il copione non cambia. Lo Sporting continua a mantenere il controllo del gioco, aumenta il ritmo e prova a schiacciare gli avversari nella propria metà campo. L'Isolotto, però, resiste con disciplina, chiudendo gli spazi e concedendo pochissimo. Le occasioni da gol latitano, e la partita si sviluppa soprattutto sul piano del possesso e delle palle inattive. Sono quattro i calci d'angolo conquistati dai padroni di casa nel secondo tempo, segno di un predominio territoriale evidente, ma nessuno di questi si trasforma in un'occasione realmente pericolosa. Manca sempre l'ultimo passaggio, la giocata decisiva, la conclusione capace di impensierire seriamente la difesa ospite. Col passare dei minuti il ritmo si abbassa leggermente, e la gara sembra avviarsi verso un finale senza grandi sussulti. Il Porta Romana prova comunque a spingere fino all'ultimo, ma senza trovare il guizzo giusto, mentre l'Isolotto si limita a difendere con ordine, portando a casa un punto prezioso. Il triplice fischio sancisce uno zero a zero che premia la solidità difensiva dell'Isolotto e lascia qualche rimpianto allo Sporting, autore di una prova generosa ma poco concreta sotto porta. Una partita in cui il predominio territoriale non è bastato per fare la differenza, e in cui gli episodi - come la grande parata su Moussa - hanno avuto un peso determinante. Resta la sensazione di una gara controllata ma non chiusa, in cui è mancata quella scintilla capace di trasformare il possesso in gol.
Reconquista-Gallianese 0-3

RETI: Monetti, Lava, Orlandi

Barberino Calcio-San Godenzo 4-0

RETI: Niccoli, Nuti, Montenero, Montenero
Un derby non è mai una partita come le altre. Lo è ancora meno quando arriva all'ultima giornata, quando la classifica è ormai definita ma l'orgoglio, l'identità e il senso di appartenenza restano motivazioni fortissime. Il Barberino interpreta alla perfezione questa chiave di lettura e chiude la propria stagione con una prestazione autorevole, concreta e brillante, imponendosi con un netto 4-0 sul San Godenzo. Un risultato largo, meritato e costruito sin dai primi minuti, che racconta di una squadra capace di coniugare intensità atletica, qualità tecnica e lucidità sotto porta. Il Barberino gioca, crea, segna e controlla. Il San Godenzo prova a reagire, ma non riesce mai davvero a incidere in maniera continua. Il derby mugellano, così, diventa il palcoscenico perfetto per celebrare il percorso della squadra guidata da mister Scintu, che chiude con un quinto posto a quota 41 punti, frutto di una crescita costante e di un rendimento importante nella seconda parte di stagione. Partenza lanciata: il Barberino mette subito le cose in chiaro L'approccio alla gara è deciso, aggressivo, senza tentennamenti. Bastano pochi secondi per capire che il Barberino è entrato in campo con l'intenzione di comandare il gioco. Dopo appena un paio di giri di orologio, i rossoblù si rendono già pericolosi: Tribbioli riceve in area e conclude da posizione ravvicinata, ma il tiro è centrale e Manni riesce a respingere, sporcando i guantoni e salvando momentaneamente il risultato. È un segnale chiarissimo. Il gol è nell'aria. E infatti arriva puntuale al 6'. L'azione che porta al vantaggio è emblematica della qualità offensiva del Barberino. Niccoli riceve palla sulla corsia sinistra, punta il diretto marcatore, lo salta con decisione e si presenta davanti a Manni. La conclusione è precisa, rasoterra, sul primo palo. Il portiere ospite non riesce a intervenire. È l'1-0. È il gol che indirizza la partita. Niccoli, numero 7 barberinese, si conferma protagonista assoluto: non solo per la rete, ma per la capacità di creare superiorità e mettere costantemente in difficoltà la retroguardia avversaria. Lo svantaggio scuote il San Godenzo, che prova a reagire affidandosi soprattutto alle soluzioni da fuori. È Farsi a tentare la conclusione su calcio di punizione dai trenta metri: il destro è potente e insidioso, ma il pallone sorvola la traversa di pochissimi centimetri, dando l'illusione del gol. Il Barberino non si scompone e replica quasi immediatamente con una punizione dalla stessa distanza, ancora con Niccoli: anche in questo caso la traiettoria è interessante, ma termina alta sopra la traversa. Sono momenti in cui la partita si apre leggermente, ma senza perdere equilibrio. Il Barberino continua a gestire meglio ritmo e possesso. Al 20' i padroni di casa costruiscono un'altra occasione importante. Patti inventa un'imbucata perfetta per Fioravanti, che si inserisce con i tempi giusti e conclude con un destro rasoterra. Il tiro sfiora il palo, lasciando il pubblico con il fiato sospeso. È un Barberino che gioca bene, che trova spazi tra le linee e che dà sempre la sensazione di poter colpire da un momento all'altro. Il 2-0 arriva al 35' ed è il risultato di una bellissima azione manovrata. Neri serve Niccoli al limite dell'area. Il numero 7 controlla con un gesto tecnico elegante, addirittura di tacco, vince un contrasto e mantiene il possesso. Poi allarga sulla sinistra, dove Nuti si è inserito perfettamente. Il pallone arriva sui piedi del compagno, che non sbaglia: conclusione precisa, potente, che non lascia scampo a Manni. È il raddoppio. È il momento in cui il Barberino consolida il proprio dominio. Il San Godenzo prova a reagire. Dopo il secondo gol subito, il San Godenzo tenta di rientrare in partita. Le principali armi offensive sono le accelerazioni degli esterni Barry e Camara, giocatori rapidi e capaci di creare superiorità sulle fasce. Le loro percussioni generano qualche situazione interessante, ma la difesa del Barberino si dimostra sempre attenta, ben posizionata e pronta a chiudere ogni spazio. Il primo tempo si chiude così sul 2-0, con i padroni di casa in controllo e gli ospiti chiamati a una reazione importante nella ripresa. Ci si aspetterebbe un San Godenzo più aggressivo nella seconda frazione, ma è ancora il Barberino a prendere in mano le redini del gioco. I rossoblù mantengono intensità, ordine e voglia di attaccare. Non si limitano a gestire il vantaggio, ma continuano a cercare il gol. E al 56' arriva il colpo che chiude definitivamente i conti. Il terzo gol nasce da uno schema su calcio d'angolo preparato con cura. Nuti e Niccoli dialogano, muovono la difesa avversaria e creano lo spazio giusto per l'inserimento di Montenero. Il pallone arriva nell'area piccola e il difensore locale si fa trovare pronto: rasoterra preciso e palla in rete. È il 3-0. È il gol che spegne le speranze del San Godenzo. Nei minuti successivi, il Barberino continua a spingere. Niccoli e Fioravanti vanno ancora vicini al gol, ma trovano sulla loro strada un attento Manni, bravo a opporsi in entrambe le occasioni. Il portiere ospite evita che il risultato diventi ancora più pesante, dimostrando reattività e senso della posizione. Al 67' arriva il definitivo 4-0, ancora con Montenero. Questa volta il difensore colpisce di testa, con una torsione precisa e potente che supera Manni. È la sua doppietta personale, un risultato importante anche a livello individuale, oltre che per la squadra. Il Barberino cala il poker. La partita, di fatto, si chiude qui. Negli ultimi minuti i ritmi si abbassano. Il Barberino gestisce il vantaggio senza rischi, il San Godenzo prova a rendere meno pesante il passivo ma senza trovare occasioni concrete. La gara scivola via verso il triplice fischio, che sancisce un successo netto e indiscutibile per i padroni di casa. Il 4-0 nel derby non è solo un risultato isolato. È la fotografia di un percorso. Il Barberino chiude al quinto posto con 41 punti, a pari merito con Sporting Arno e Albacarraia. Un piazzamento che premia il lavoro svolto e soprattutto il rendimento nelle ultime settimane. Sotto la guida di mister Scintu, la squadra ha raccolto 19 punti nelle ultime 10 gare: numeri che testimoniano una crescita evidente, sia sul piano del gioco che su quello dei risultati. Per il San Godenzo, la sconfitta nel derby rappresenta un epilogo amaro, ma non cancella quanto fatto nel corso della stagione. I biancoverdi chiudono al decimo posto con 39 punti, un risultato comunque dignitoso, anche se la prestazione in questa gara non è stata all'altezza delle aspettative. La squadra ha mostrato buone individualità, soprattutto sugli esterni, ma è mancata la continuità necessaria per mettere realmente in difficoltà il Barberino.
Daytona Calcio-Gambassi 5-4

RETI: Lotti, Elhani, Elhani, Marangio, Aiello, Fontanelli, Paoletti, Paoletti, Spinelli

Poggio A Caiano-Pol. Novoli 3-0

RETI: Rudalli, Paolini, Guarducci
Pur non sufficiente per evitare i play-out, il 3-0 imposto al Novoli nell'ultima gara della regular season consente al Poggio a Caiano d'arrivare alla sfida salvezza contro l'Audace Legnaia con un vantaggio significativo. La truppa di Marchetti infatti giocherà in casa e avrà a disposizione due risultati nei centoventi minuti per mantenere la categoria. Venendo alla cronaca, dopo un primo tempo a reti bianche la partita si sblocca nella ripresa per mano di Rudalli, a segno su calcio di punizione. È poi Paolini a chiudere definitivamente i conti a una manciata di minuti dal novantesimo prima che, nel recupero, Guarducci arrotondi il risultato. Nessun rimpianto per il Novoli che ormai da due settimane aveva conquistato la salvezza e che, in virtù del successo dell'Audace Galluzzo sul campo del Calenzano (sarà necessario lo spareggio per assegnare il titolo), anche con i tre punti non avrebbe comunque giocato i play-off a causa della forbice. Gli orange, superati al fotofinish dal Daytona, chiudono con un prestigioso quarto posto mentre il Poggio a Caiano, quint'ultimo per la differenza reti sfavorevole rispetto al Quarrata, dovrà mantenere alta la concentrazione in vista del play-out contro l'Audace Legnaia.