Sestese-Affrico 2-0
ARBITRO: Edoardo Palarchi di Prato
RETI: Ciriolo, Altilio
Una gran bella sorpresa e due solide conferme danno fuoco alle polveri alla vigilia del quinto turno di campionato. Chi avrebbe immaginato, dopo le prime quattro giornate, di vedere lassù in cima, a punteggio pieno, il Capostrada di mister Percussi? Un interrogativo al quale anche i più esperti addetti ai lavori avrebbero faticato a rispondere: Sì, io lo avevo previsto . Sicuramente non lo pensavano Cattolica e Sestese; due autentiche corazzate alle quali gli orange pistoiesi hanno saputo imporre la propria legge costringendole ad un'affannosa rincorsa. Ed è proprio in questo contesto che lo scontro diretto che sul sintetico del Torrini vede affrontarsi le due immediate inseguitrici, assume un'importanza capitale in ottica campionato. Sestese e Affrico incrociano i tacchetti con i tre punti nel mirino ma con stato d'animo diametralmente opposto. Mentre i Leoni del Campo di Marte veleggiano verso Sesto col vento in poppa e col conforto del rotondo 3-0 grazie al quale hanno nel contempo regolato in casa il Montelupo ed agganciato in classifica a quota 9 i rivali di giornata, i rosso blu padroni di casa sono chiamati a vendicare la pirotecnica sconfitta subita proprio sul campo di Pistoia. Eccole qua, insomma, le due realtà di grande tradizione calcistica, condannate adesso a vincere per proseguire l'inseguimento alla giovane e fresca matricola. Mezzi tecnici ed intelligenza tattica non mancano, facendo intravedere sin dalle prime battute di gioco quella che può tranquillamente definirsi la classica battaglia fra titani e ad armi pari. Sfruttando gli ampi spazi offerti dal terreno di Piazza Bagnolet, sono i ragazzi guidati da Andrea Pieri ad imporre il proprio gioco in virtù di un lucido ed efficace palleggio a centrocampo e della capacità di giocare in ampiezza allargando le maglie della retroguardia azzurra utilizzando la ficcante rapidità degli esterni. Saltano così subito all'occhio, in mediana, l'abilità di Mernacaj e la concretezza di Ciriolo mentre, lungo le corsie, percorrono una buona quantità di chilometri a ritmo piuttosto sostenuto sia Faberi a destra, sia uno sgusciante Lomjdjaria a sinistra. Un dispositivo tattico ben congegnato, quello rosso blu, in fase d'impostazione e che non a caso, è alla base, allo scoccare del 14', dell'azione che permette alla Sestese di sbloccare repentinamente il risultato. Sugli sviluppi di un corner dalla bandierina di sinistra, il fitto dialogo fra Mernacaj e Lomjdjaria si traduce in un profondo spiovente che la difesa azzurra respinge con difficoltà favorendo il puntuale inserimento offensivo di Ciriolo che dopo aver raccolto la sfera al limite dell'area ed essersi coordinato per la battuta a rete, lascia partire una secca e precisa conclusione che non lascia scampo al pur bravo Tagliavini. L'Affrico di Lorenzo Bacci replica a questo primo tremendo ceffone mettendoci il fisico e giocando, specie nel cuore del centrocampo, con estrema determinazione. Degl'Innocenti e Palchetti s'impegnano in un pressing asfissiante, fruttifero e che spesso e volentieri funge da innesco sia per le puntate offensive degli esterni Caroassai ed Acosty, sia per gli intraprendenti Balatri e Timouni; una coppia potenzialmente insidiosa in zona gol ed alla quale la Sestese si oppone da par suo grazie all'ottima intesa, in fase d'anticipo, che caratterizza la coppia centrale di difesa formata da Maffucci e Faenzi. Eccezion fatta per la leggera incertezza messa in evidenza in occasione del vantaggio Sestese, anche la retroguardia ospite è brava nel mostrare i muscoli, con gli esterni Zaffalon e Partigianoni sempre autorevoli in chiusura sugli omologhi offensivi rosso blu e con Monti e Boncinelli spesso efficaci nel mettere un freno ad Altilio (che quando cambia passo, dà sempre l'impressione di poter far male) e Meleddu (abile nell'inserirsi sui preziosi inviti recapitatigli dai centrocampisti). Anche le due fasi difensive, insomma, rispecchiano l'alto valore tecnico di entrambe le squadre, risultando sì granitiche in chiusura ma anche assai propositive in quella d'impostazione. Ne forniscono una degna rappresentazione, in questo senso, i due portieri Baldi e Tagliavini che raramente fanno ripartire il gioco utilizzando i classici lunghi rilanci con i piedi. La ripartenza dal basso è infatti parte integrante del DNA dei due collettivi che per avviare la manovra utilizzano spesso e volentieri la precisione e l'intraprendenza di Maffucci (che non a caso, prima di essere trasformato in difensore centrale, giostrava a centrocampo), Paoli e Acca da una parte e le analoghe prerogative messe in evidenza da Monti e Partigianoni dall'altra. Fondamentale poi, nello scacchiere di Bacci, risulta proprio l'estremo difensore Tagliavini che interpretando con grande personalità il sempre delicatissimo ruolo di libero aggiunto, intuisce in diverse occasioni le intenzioni degli avanti avversari uscendo tempestivamente dai pali ed anticipandoli rilanciando con i piedi. Pur andando incontro a qualche difficoltà in fase d'impostazione, l'Affrico è tutt'altro che arreso e nella fase finale del primo tempo, alzando convintamente il pressing, va vicinissimo al pareggio in almeno tre occasioni. Al 28', al culmine di una bella proiezione personale, Caroassai conclude dal limite indirizzando a rete un rasoterra centrale e prevedibile al quale Baldi si oppone bloccando la sfera in presa sicura. Due minuti più tardi, i leoni sono costretti, sugli sviluppi della punizione dalla distanza molto ben calciata da Degl'Innocenti, a pagar pegno alla malasorte, col pallone che dopo aver superato Baldi, si schianta contro il montante destro della porta rosso blu. Al 33' lo sprint sulla destra di Caroassai, si conclude con un preciso appoggio in area che premia l'accorrente Balatri che a usa volta, dopo aver controllato la sfera, gira a rete il più classico dei rigori in movimento a cui però Baldi si oppone da campione volando in tuffo sulla propria destra ed allungando la traiettoria del pallone che finisce in angolo. La replica rossoblu è affidata nuovamente ai centrocampisti, con Ciriolo che al 31' verticalizza per Meleddu la cui battuta dal limite dell'area non impensierisce Tagliavini, bravo a non farsi sorprendere e a disinnescare in presa una rasoiata ben indirizzata ma, al tempo stesso, debole e centrale. Un match che pare destinato a restare in bilico fino alla fine, va invece incontro ad una svolta improvvisa nei primi minuti della ripresa quando s'illumina la stella di Andrea Altilio che prima, dopo appena un minuto e mezzo di gioco, partendo in velocità sulla sinistra, va vicino al raddoppio penetrando in area di rigore ma incrociando di poco fuori alla destra di Tagliavini un velenoso rasoterra diagonale e che poi, allo scoccare del terzo minuto, trova il raddoppio intervenendo in netto anticipo su un preciso cross basso dalla destra di Faberi e girando in rete, da autentico rapace degli ultimi sedici metri, il pallone che vale il definitivo 2-0. Fiammata iniziale a parte, il resto della ripresa non fa altre concessioni al taccuino del cronista, fatte salve le numerose sostituzioni attraverso le quali i due tecnici ridisegnano i rispettivi schieramenti. Nonostante i correttivi messi in opera da Bacci nel tentativo di rientrare in partita e quelli cantierizzati da Pieri al fine di controllare il gioco e condurre in porto la propria nave senza danni, il risultato non cambia e al triplice fischio del bravo e preciso Edoardo Palarchi di Prato, è la Sestese a far festa ed a far salire le quotazioni della propria candidatura al ruolo di unica (almeno per il momento) valida antagonista della capolista Capostrada. All'Affrico è mancato quel pizzico di continuità che avrebbe reso ancor più incandescente uno scontro al vertice risultato comunque molto interessante. Se i ragazzi di Lorenzo Bacci fossero riusciti a dar seguito allo splendido e sfortunato finale di primo tempo, il pubblico presente sulle tribune del Torrini avrebbe potuto assistere a un'altra partita.
Calciatoripiù: nella Sestese, note di merito per l'ottimo e decisivo portiere Baldi, per i due difensori centrali
Maffucci e
Faenzi, per il terzino sinistro
Paoli, per i due mediani di riferimento
Ciriolo e Mernacaj, per la rapida e talentuosa ala destra
Faberi e per il cannoniere
Altilio. Nell'Affrico sono andati ben oltre la sufficienza il bravo e coraggioso estremo difensore Tagliavini, i due esterni bassi
Zaffalon e
Partigianoni, il centrale di difesa
Monti, il centrocampista di riferimento
Degl'Innocenti, la pugnace ala destra
Caroassai e il centrattacco
Balatri.
Nico Morali