Troppo Olimpia per gli Olmi di mister Vannacci, regolati tra le mura amiche del 'Caramelli' con un inappellabile 1-5. La truppa guidata da mister Sermi continua così la propria corsa al titolo in solitaria, forte anche di un mix di risultati favorevoli che si sintetizza nell'aumento del distacco con Meridien e Quarrata Olimpia, le principali inseguitrici entrambe cadute alla decima di campionato. Ma da buona corazzata quale sta dimostrando di essere, la capolista lascia l'aritmetica agli altri e fa i conti soltanto per se stessa, badando a fare l'unica cosa che conta: vincere. Il divario tecnico tra i due schieramenti si dispiega in tutta la sua grandezza già dai primi minuti, tant'è che in dieci giri di lancette gli ospiti contano già due traverse a referto: una di Frati di testa, su corner, e l'altra di Barontini, sul cui bolide le dita di Zini si rivelano provvidenziali. Al 15' però l'equilibrio viene spezzato in via definitiva da Gjerji, che appoggia in rete il più facile dei palloni dopo cinque angoli di fila. Preso il via, l'Olimpia non si ferma più. Al 20' un altro tap-in, questa volta di Barontini su tiro di Pretelli respinto corto dal portiere, vale il raddoppio. E poi arriva anche il tris, meritato ma ingiusto nella dinamica. Un abbaglio di Melani Duca vale un penalty inesistente che Lamola non manca comunque di infilare in porta. Gli Olmi fanno pochino per rendersi e anche nella ripresa la musica non cambia, con l'Olimpia che conduce le danze. Dopo una notevole serie di chance fallite dai vari Esposito e Pretelli Andrea, Chelini su corner cala il poker seguito poi a stretto giro di boa dal sigillo di Cancelliere, che in mischia fa 0-5. Sul finire, il gol della bandiera dei padroni di casa con un gran tiro da fuori di Cecchi. Un pizzico meno amaro il passivo, ma l'esito non cambia: l'Olimpia sta dimostrando di essere di un'altra categoria.
Calciatoripiù: Chelini, Lamola (Olimpia Quarrata).
Un annullamento reciproco era prevedibile visto lo stato di forma di entrambe le squadre, e a conti fatti tra Casalguidi e Quarrata Olimpia non v'è stato nessun dominatore né nessun dominato. Tra la spessa coltre d'equilibrio è giusto un lampo di Iannì a squarciare il grigio dalle parti del Barni, regalando ai padroni di casa una vittoria tanta sudata quanto preziosa per continuare la caccia all'altra Olimpia, quella a nome invertito. La truppa di Tommaso Bellanova, pur sconfitta nel risultato, non esce affatto ridimensionata; anzi, se alcune partite sembravano esser state vinte in modo fortuito, ora tale retro-pensiero può dirsi debellato dalla realtà dei fatti: i quarratini sono forti e sanno come farsi rispettare su tutti i campi. Ben messi in campo dai rispettivi mister, i 22 protagonisti iniziali approcciano la partita con fare guardingo, studiandosi a vicenda piuttosto che provando ad attaccare. Nessuno lascia scoperti nervi sensibili, soprattutto gli ospiti che riescono a unificare il fronte difensivo davanti alla propria porta non lasciando spazi e tempi di gioco ai più manovrieri avversari. E così succede tutto a ridosso del 40', in una centrifuga di emozioni che si condensa in pochi secondi salvo però incidere profondamente nel lungo periodo. Tutto nasce da un gran lancio di Macchia per Iannì, che dalla destra suggerisce al centro per Bardini; il suo interno destro è affilato ma il portiere ospite compie un autentico miracolo respingendo la sfera. Sfera che perviene sul prosieguo a Colligiani, il quale viene steso in area proprio dallo stesso Cappioli. Dal dischetto Iannì apre il piatto con estrema accuratezza rendendo invano il riflesso dell'estremo difensore, abile a intuire ma sfortunato nell'accarezzare la palla in maniera troppo leggera. E 1-0 fu. Nella ripresa il match diventa una vera e propria gara a scacchi. Il Casalguidi difende con ordine e attenzione la porta di Paolucci, forte di un comparto arretrato solido e di un cinismo, quello degli avversari, che in zona offensiva latita. Dalla sua, invece, il Quarrata prova a stanare l'avversario ma senza riuscire a incidere. Al triplice fischio basta e avanza dunque il sigillo su rigore di Iannì.
Dopo nove giornate di calvario, la decima profuma di resurrezione. Lo Sporting Casini trova con orgoglio e determinazione la prima gioia della stagione regolando tra le mura amiche una squadra per nulla banale come la Montagna Pistoiese, dalla sua deficitaria nell'approccio al match. Ed è proprio il modo in cui i due schieramenti entrano nella partita che traccia la linea di demarcazione che separa vittoria e successo, Casini e Montagna. I locali aggrediscono bene gli avversari in apertura tenendo il campo e le linee compatte, pensando a tenere alta l'asticella dell'attenzione sia in fase difensiva che in fase offensiva. Con cinismo, i quarratini sbloccano la gara con un tiro di Tassi che beffa un Casipoli stranamente non irreprensibile, suggellando un dominio territoriale importante. E intorno al 1-0 vengono issate barricate che i montanini non riescono a scalare neanche nella ripresa, frazione interpretata con maggior agonismo. Il Casini tiene botta e regge il forcing degli avversarsi, che producono senza concretizzare. Un incrocio dei pali colpito da Bellucci è infatti la miglior chance racimolata dai ragazzi di Chelucci (alla guida della squadra in sostituzione di mister Vivarelli), i quali non spaventano troppo la retroguardia locale se non con qualche pallone messo in mezzo senza troppa convinzione. Nel finale, poi, il Casini piazza il coltello tra i denti e in dieci contro undici tiene immacolato il primo risultato pieno dell'annata sportiva. E chissà che da sabato 29 novembre non ne inizi una nuova, diversa di annata sportiva. Calciatorepiù: Tassi (Sporting Casini).
La partenza in sordina aveva fatto addurre a un Pescia lontano dalla corazzata dello scorso anno, più fragile e meno temibile. Ma le ultime giornate di campionato stanno invece regalando l'immagine di una squadra che aveva solo bisogno di tempo per amalgamarsi sotto gli ordini di un mister nuovo; una squadra che sa quello che vuole, che sa come prenderselo e che sa giocarsela sia con le grandi, come contro la Meridien, che con le piccole. La rinascita pesciatina è passata spesso e volentieri nelle giocate del singolo, in particolar modo di Omobude, ma nel 4-0 rifilato alla fortissima truppa di Bucciantini c'è stato tutto. Costrutto, organizzazione, applicazione e incisività; c'è stato un gruppo unito e caratterialmente inossidabile. Anche perché i grifoni non hanno regalato nulla, e gli artigli cacciati fuori già dopo un quarto d'ora potevano far paura. Ma l'errore sotto porta alquanto grossolano di Aboulmachail Imad dà al match una chiave d'interpretazione diversa. Al 19', infatti, Benzar sforna un tiro chirurgico che dà un bacino al palo interno prima di tramutarsi nel gol del 1-0. La partita inizia a prendere una certa piega in via definitiva al 29', momento in cui Romani fallisce clamorosamente il potenziale pareggio sparando a lato da posizione favorevolissima. Un errore non da lui che ritrae quella che era e che sarà la giornata 'no' dei suoi. In gestione, il Pescia arriva al 40' al raddoppio che vale la pesante ipoteca in contropiede, con Omobude che rifinisce sigillando primo tempo e successo -virtuale-. Vessata dal gol incassato in chiusura, la Meridien rimane con la testa negli spogliatoi e subito a inizio ripresa si piega al 3-0 di Peghinelli, non riuscendo più a rialzare la testa. I ragazzi di mister Bini controllano con sagacia risultato e possesso, rischiando qualcosina su un tiro comunque impreciso di Akiomon prima di chiudere i conti a una manciata di minuti dal gong. Riscatta l'ipoteca Grazzini, che in contropiede cala il poker che ridisegna la classifica del campionato Juniores di Pistoia.
Non lo urla solo la classifica coi suoi dati empirici, ma anche il campo: ora è il Tempio Chiazzano il principale inseguitore della capolista Olimpia Quarrata. I risultati e soprattutto le prestazioni stanno annoverando la compagine di Marco Limetti tra le big del campionato, e ormai dire il contrario è diventato impossibile. Certo il ruolo di underdog è inevitabile visti i nomi in lizza, ma forse è meglio così. Continua a stupire il Tempio, che con un perentorio 4-1 porta a casa vittoria, tre punti e morale al cospetto di un Montalbano Cecina un po' in affanno nell'ultimo periodo. Eppure il primo vagito di gara sembrava lasciar intendere un decorso diverso, anche perché i primi ad andare in vantaggio in realtà sono proprio gli ospiti. Un mix di qualità balistica e fortuna consenta a Bautista Polanco di sbloccare con un tiro-cross da distanza notevole che si insacca sotto la traversa con la complicità di un non perfetto Nesi Diego. Lo 0-1 suona come una sveglia per i padroni di casa, che in men che non si dica ritornano in carreggiata pareggiando i conti dopo una manciata di secondi. Duma conduce, Innocenti Leonardo finalizza per il repentino 1-1. Neanche il tempo di esultare che arrivo espresso il gol del definitivo sorpasso al termine di una bella azione corale. Puccinelli, atterrato in area, conquista un rigore che Innocenti Leonardo realizza con grande freddezza. Acquisito il vantaggio, il Tempio si mette in plancia di comando gestendo alla grande possesso e tempi di gioco prima di infilare il tris con un colpo di testa di capitan Pini su corner (previa traversa centrata in pieno da Duma). A chiudere i giochi già all'interno dei primi 45 minuti ci pensa proprio Duma, che inchioda il tabellino regalando il prematuro successo ai suoi. Nella ripresa infatti, eccezion fatta per tre o quattro buone chance sprecate dal Tempio, di scossoni non se ne sentono. Il Montalbano non riesce a essere incisivo davanti mentre i padroni di casa amministrano con sicurezza a padronanza il lauto vantaggio, anche dopo la girandola di cambi. Pini, Puccinelli Gianmarco e Innocenti Leonardo testimoniano con le loro convocazioni in prima squadra il percorso ascendente della Juniores guidata da Marco Limetti.
Calciatoripiù: Pini, Puccinelli Gianmarco, Innocenti Leonardo (Tempio Chiazzano).
Ci sono nei percorsi delle squadre quelle compagini che, per un motivo o per un altro, sono vere e proprie beste nere. La bestia nera del Borgo a Buggiano, soprattutto nella passata stagione, porta il nome di PCA Hitachi. È infatti compagine quadrata, ostica e spigolosa quella di mister Pipia, molto arcigna sul piano agonistico e dotata di giocatori in grado di dare qualità e imprevedibilità. C'è voluto un Borgo a Buggiano corsaro e maturo per strappare in quel di Pistoia tre punti d'oro e portarli in Valdinievole, e mister D'Isanto difficilmente sperare in qualcosa di meglio. Certo un paio di gol in più non sarebbero guastati, ma alla fine della fiera il successo di misura degli azzurri contiene in sé la bontà di un percorso di crescita tecnico e soprattutto mentale che sta procedendo nella direzione giusta. E nella direzione giusta mette subito la partita Necciai, che al 15' fa pendere l'ago della bilancia in favore dei suoi con una punizione da distanza siderale che s'infila sotto la traversa a Ciribì impreparato. Come da previsione, il decorso della gara risulta combattuto e maschio, intriso di contrasti e avaro di emozioni particolari. Ambo le difese tengono bene gli altrui attacchi, anche se a inizio ripresa l'Hitachi avrebbe la chance di riaprire la contesa. Una precisa triangolazione tra Santini e Ricci libera al tiro Gherardotti, che in corsa spara incredibilmente a cinque metri dalla porta. I padroni di casa spingono ma una punizione di Capobianco respinta da Pellegrino e sfumata nel nulla è tutto ciò che di concreto e pericoloso riescono a produrre, non intaccando pertanto il tabellino. Il Borgo prende fiato, va in apnea e poi nell'ultimo quarto d'ora torna a galla, complice la stanchezza degli avversari. Le sfuriate in contropiede degli ospiti 'rischiano' di rimpinguare il punteggio, ma in un modo o nell'altro la porta di Ciribì rimane intonsa (fondamentale in una circostanza l'intervento sulla riga di Scalamonti). Un'espulsione comminata a Scalamonti Mattia nel finale sancisce la fine delle ostilità: il Borgo la spunta e risale la classifica, mentre l'Hitachi deve obbligatoriamente cambiare marcia per regalarsi una classifica più idonea alle proprie possibilità.
Calciatoripiù: Gjoshi, Tonwe (Borgo a Buggiano).
Opportunità migliore di questa di rialzare la testa, per la Virtus Montale, non c'era. Sembra prematuro definirla ultima spiaggia, ma la partita contro il Vione fermo a 0 punti in classifica da mesi e mesi difficilmente poteva essere vista e affrontata in modo diverso dai ragazzi di mister Ferro. Certo l'1-3 finale non fa gridare allo spettacolo né registra contenuti tecnici di chissà quale caratura, ma una vittoria è pur sempre una vittoria; e una vittoria, in un periodo di crisi, è decisamente utile per il morale. In un primo tempo bruttino, per usare un eufemismo, è addirittura il Vione a portarsi in vantaggio a discapito di un Montale a dir poco impaurito e frenato in ogni suo tentativo di costruzione da un enorme blocco mentale. Solo una fiammata di Barni, bella, permette ai montalesi di non andare al riposo sotto di un gol. Negli spogliatoi mister Ferro però si fa sentire, suona la sveglia e prova a sbloccare il freno a mano gettando dentro Arcangioli, appena rientrato da due settimane di stop. Mossa azzeccata: con il centrocampista numero 17 nella mischia, la musica cambia totalmente. Proprio Arcangioli infatti si fa direttore d'orchestra pulendo e smistando con semplicità un'infinità di palloni, mostrando ai suoi la strada giusta da seguire. I secondi quarantacinque minuti si declinano tutti in favore del Montale, che prima con Meoni Guglielmo e poi con Bargiacchi trovano il gol del sorpasso e del definitivo 1-3 mettendo in saccoccia tre punti che, se di classifica ne fanno poca, quantomeno fanno morale. Da rivedere la direzione del signor Selvaggio di Pontedera. Calciatorepiù: Arcangioli (Virtus Montale).
Olimpia Pistoiese-Chiesina Uzzanese è gara giocata a viso aperto alla ricerca della vittoria da ambo le parti. Buona partita da parte delle due squadre, con i padroni di casa che cercano subito di affondare nella retroguardia del Chiesina, ma la prima vera occasione da rete è creata da un ottimo Sambrini che crossa dal fondo per Tamburini, che a porta vuota arriva con un soffio di ritardo. Tanta mole di gioco ma senza vere conclusioni di rilievo: si va al riposo sul punteggio di 0-0. Il secondo tempo vede l'Olimpia alla ricerca dei propri attaccanti con continui lanci da fuori area. Il Chiesina, sceso in campo con la volontà di fare suoi i tre punti che mancano da un mese, non si fa spaventare e centra l'impresa con Norri, che lanciato alla perfezione sulla fascia salta il difensore e supera il portiere per il vantaggio amaranto. Il gol infonde vittoria agli ospiti, che si fanno padroni del centrocampo sprecando oltretutto a più riprese il colpo del ko. Poco male, però: dopo cinque minuti di recupero il Chiesina la sfanga e regola un'ostica Olimpia. Calciatorepiù: Norri (Chiesina Uzzanese).
Iliano Baldaccini