Il quarto pareggio di fila del Pescia scava e allunga la classifica, anche se il primo posto rimane ancora più o meno alla portata, almeno a livello puramente numerico. Se ne esce dal campo con qualche rimpianto la Montagna Pistoiese, protagonista di una gara finalmente gagliarda nonostante le difficoltà date da un campo ai limiti della praticabilità. L'abbrivio è ottimo per i montanini, che passano subito dopo cinque minuti con un rigore conquistato e trasformato da Petrolini, freddo a battere Lavorini. Non un dettaglio scontato questo, visto quello che riuscirà poi a fare il portiere ospite. La risposta pesciatina è tuttavia altrettanto immediata, con Benzar che mostra tutte le sue qualità spaccando l'intera squadra avversaria con un'azione solitaria iniziata a metà campo e culminata al limite dell'area con un preciso tiro in porta. L'assenza di tre difensori titolari pesa per la Montagna, che ne risente in termini di compattezza e aggressività. Come un coltello nel burro, infatti, anche De Angelis riesce a penetrare con troppa facilità tra le maglie avversarie chiudendo il primo tempo con il gol del sorpasso. Nella ripresa mister Vivarelli mette mano al suo scacchiere tattico muovendo qualche pedina, un po' per esigenza un po' per necessità. Nonostante qualche ruolo sparigliato, la squadra risponde alla grande. Dal 46' al triplice fischio, infatti, la Montagna Pistoiese domina in lungo e in largo producendo azioni a manetta, intervallate solo da un blitz offensivo pesciatino sfociato in una traversa di Benzar. Ma è qui che entra in gioco Lavorini: l'estremo difensore si erge a bastione invalicabile tra i pali sfornando un quantitativo clamoroso di parate incredibili. Il portierone ospite capitola solo sul tap-in di Leka, imparabile, ma per il resto è lui il vero protagonista dell'incontro e l'artefice principale del 2-2 finale, risultato che lascia in bocca sapori contrastanti.
Calciatoripiù: Zanfardino, Ducci, Vivarelli, Leka (Montagna Pistoiese); De Angelis, Benzar, Lavorini (Pescia).
Sarebbe difficile, a dir poco difficile per tutti trovare la forza mentale di continuare a giocare nonostante quasi due stagioni calcistiche intere passate senza racimolare un misero punto. Eppure il Vione, pur immerso fin sopra i capelli nelle criticità, non molla di un centimetro e affronta ogni weekend con coraggio e a testa alta, onorando ogni gara col massimo dell'impegno. Nello scontro di sabato 14 febbraio il Montalbano passa 4-0, ma non senza faticare. I ragazzi di Della Felice danno battaglia su ogni pallone fino al 35', minuto in cui si spezza definitivamente l'equilibrio con l'espulsione di giocatore pontigiano. Ma con orgoglio, nonostante l'inferiorità numerica, gli ospiti riescono a portare all'intervallo il punteggio sullo 0-0. Ma nella ripresa la musica naturalmente cambia. La truppa di Lapadula alza i toni, alza il ritmo e incrementa la proposta offensiva, mettendo a ferro e fuoco la trequarti avversaria. A sbloccare la complicata gara ci pensa Giffoni, che su angolo incorna di testa il pallone del vantaggio. Da lì, tutto in discesa, complice l'evidente calo fisico del Vione. Papa in pochi minuti forgia una bella doppietta e ancora Giffoni, sempre di testa su corner, chiude definitivamente il match regalando ai suoi una vittoria forse più sofferta del previsto ma comunque meritata.
Calciatoripiù: Papa, Giffoni (Montalbano Cecina).
La voglia di rivalsa era tanta, dopo lo stop disgraziato del turno precedente contro lo Sporting Casini. Così tanta che, pur tarando il livello dell'avversario, il Tempio Chiazzano non fa sconti di alcun tipo reagendo di rabbia e qualità con un 10-0 mostruoso. La truppa di Limetti, pur priva di alcune pedine importanti come Pini e Quochi, gioca la partita perfetta. Fraseggi, aggressività, cognizione tattica e solidità difensiva: nel calderone i locali riescono a mettere di tutto e di più, annichilendo completamente gli avversari. Di azioni belle e pericolose se ne registrano a decine, accompagnate da una buona dose di concretezza sotto porta. La doppietta di Da Costa e le singole marcature di Duma, Camara, Innocenti Leonardo, Puccinelli Gianmarco, Puccinelli Romano, Baldini, Bertini e Dotti gonfiano il tabellino regalando alla cronaca un match a senso unico. Troppo il divario tecnico tra le due squadre, ma gli Olmi da queste batoste non possono che imparare vista la recentissima nascita del gruppo: tutta esperienza che entra in circolo.
Poco gioco palla a terra, tanti contrasti e tanti duelli per una partita comunque ricca di emozioni. Hitachi e Sporting Casini non si sono risparmiate e tra sorpassi e controsorpassi hanno lasciato sul terreno di gioco ogni stilla di sudore. Il bicchiere è mezzo pieno sia per i locali, naturalmente, che per gli ospiti, con quest'ultimi che, nonostante la sconfitta, giornata dopo giornata paiono essere sempre più consapevoli di potersela giocare con tutti. La partenza dei ragazzi di Benesperi è equilibrata e ponderata, mentre i padroni di casa si fanno sentire maggiormente in avanti con Ricci prima e Pirrotta poi, entrambi però imprecisi al momento del tiro. Intorno alla mezz'ora passano i Casini: una punizione magistrale di Tassi coglie impreparato Cecchini, infilzato con un tiro preciso sotto la traversa. Un paio di buone chance non concretizzate dagli ospiti lasciano il risultato in bilico al termine della prima frazione, e nello spiraglio aperto l'Hitachi ci si getta con forza subito rientrato in campo dagli spogliatoi. L'avvio arrembante della truppa di mister Pipia porta subito al pareggio al 46', con Capobianco che si procaccia un calcio di rigore realizzandolo poi con un'esecuzione centrale. Aperte le ali dell'entusiasmo, i locali volano. Pochi minuti dopo Scalamonti Lorenzo pesca con un gran pallone Pirrotta, bravo a stoppare, girarsi e a piazzare la sfera all'angolino. Il doppio schiaffo scuote gli ospiti, che a metà ripresa salgono in cattedra con cattiveria e fame. Dopo aver graziato in due circostanze Cecchini, alla terza ecco il meritato 2-2: un batti e ribatti in area viene sbrogliato da Cecchi, lesto a scaraventare il pallone in fondo al sacco. Il finale di gara è concitato e dopo un errore marchiano di Algozzino da distanza ravvicinata, al 90' il neo entrato El Hafydy Y. approfitta di una dormita dei Casini per appoggiare in rete di piatto il pallone del definitivo 3-2.
Poteva essere complicato, ma non lo è stato affatto. Il ritorno al calcio giocato dopo il turno di stop per maltempo contro l'Hitachi non ha evidenziato alcun segno di ruggine negli ingranaggi del Casalguidi, che torna subito a macinare puntando con forza ad avvicinare Tempio e Olimpia Quarrata. Dopo tredici minuti di studio gli ospiti aprono le danze al 'Frascari' approfittando di un'indecisione fra difesa e portiere; sul pallone vagante si avventa come un falco Muraca che davanti alla porta non perdona. L'Olimpia Pistoiese si trova costretta subito a rincorrere e arranca contro il fortissimo Casalguidi. Al 23' Muraca, su lancio smarcante di Bracali, anticipa un poco reattivo Cherici e bissa il punteggio. Quattro minuti ed è ancora Muraca show, con tanto di partita già in ghiaccio grazie alla tripletta dell'indemoniato numero 7. Il primo bagliore di orgoglio dei locali riapre tuttavia in via momentanea i giochi, con Bejuci che approfitta di una dormita della retroguardia avversaria per accorciare le distanze. A ridosso del duplice fischio, però, ecco di nuovo l'ipoteca. In contropiede Macchia e Muraca lavorano un bel pallone recapitandolo poi a centro area per Iannì, che irrompe e inchioda il punteggio sul 1-4. Nella ripresa i ritmi calano sensibilmente, con la compagine di mister Iori che si dedica più a gestire il lauto bottino che ad affondare il colpo. Però le occasioni per pungere non mancano, e vengono anche ben sfruttate. Una topica di Cherici al 63' regala al neo entrato Bardini la gioia del 1-5 mentre sul finale, al minuto 87, un altro neo entrato, Bechi, dal dischetto riscatta l'ipoteca chiudendo i conti su di un netto 1-6. Per l'Olimpia Pistoiese un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni convincenti sfornate in questo inizio di 2026; certo l'avversario non era dei più morbidi, ma qualcosina in più era lecito aspettarsi dai ragazzi di Franceschini. Il Casalguidi, invece, viaggia forte. Calciatorepiù: Muraca (Casalguidi).