Finisce 2-3 allo stadio dei Fiori tra Pescia e Ramini, al termine di una girandola di emozioni che rilancia prepotentemente le ambizioni di rincorsa al terzo posto dei pistoiesi e strozza in gola l'urlo di un Pescia che, per lunghi tratti, aveva accarezzato l'idea del colpo grosso. L'avvio dei rossoneri di Luca Pieri è folgorante. Il Pescia entra in campo con una fame diversa e mette subito alle corde un Ramini apparso inizialmente contratto. Al 10' la gara si sblocca: un'incertezza di Viceconte spalanca la strada a Pacini, che non si fa pregare e firma l'1-0. Gli ospiti sbandano e il Pescia ne approfitta per azzannare il match: al 20' arriva il raddoppio, frutto di una splendida azione sulla corsia mancina finalizzata da Giannini. Sul 2-0 i padroni di casa sembrano padroni assoluti del loro destino e sfiorano a più riprese il tris che avrebbe, con ogni probabilità, fatto scorrere i titoli di coda con un'ora di anticipo. Ma a cambiare le carte sul tavolo e ad avviare la riscossa del Ramini sono le sostituzioni operate da Cristian Marchetti. Il tecnico pistoiese rivoluziona i suoi già al 25': dentro Nesi per un Saraci fortissimo ma fisicamente non al meglio, Notararigo scala centrale di difesa, e soprattutto Canigiani viene abbassato nel ruolo di terzino per lasciare spazio all'innesto di Biagioli in avanti, con El Hafydy arretrato in mediana. Le mosse sono azzeccatissime e cambiano l'inerzia della sfida. Al 40' il Ramini riapre i giochi: proprio il neo-entrato Biagioli veste i panni dell'assistman servendo a Canigiani il pallone dell'1-2 che ridà ossigeno ai pistoiesi prima del riposo. Nella ripresa il copione si ribalta completamente. Marchetti non si accontenta e getta nella mischia anche Abbassi per aumentare il peso offensivo dei suoi. Il Ramini ora spinge e al 57' trova il pareggio grazie a una zampata di Gelli. Il colpo è durissimo per i locali, che vedono sgretolarsi le certezze costruite in un tempo e mezzo. Il sorpasso definitivo si materializza al 69': un cross telecomandato dalla destra pesca l'inserimento perfetto di Bircaj, che di testa trafigge Mariotti per il 2-3. Nel finale il Pescia prova a riversarsi in avanti con la forza della disperazione, ma il Ramini fa muro, difendendo con le unghie una vittoria che sa di impresa, ottenuta nonostante inizio da incubo. Per i ragazzi di Pieri resta il rammarico per non aver saputo sferrare il colpo del k.o., mentre per il Ramini sono tre punti che valgono oro colato nella corsa verso il podio.
Altre tre reti, dopo quelle di Montecarlo, e il My Tuscany continua la propria ascesa. Senza troppi patemi d'animo la compagine guidata da Lorenzo Agostini espugna lo storico 'Cei' di Larciano con una prestazione quadrata racchiusa in un risultato tondo. Certo la truppa di Pazzini non è stata a guardare, provando a resistere in fase difensiva per poi pungere in contropiede, ma di pericoli veri e propri il portiere Gueye non ne ha praticamente mai corsi. Un primo tempo di marca ospite viene sbloccato provvidenzialmente intorno alla mezz'ora da Brancoli, freddo dal dischetto nel portare avanti i suoi in un momento delicato. Inclinato il piatto della bilancia a proprio favore, il My Tuscany nella ripresa afferma ancora di più il proprio predominio nonostante la resistenza orgogliosa opposta dai padroni di casa. Lo 0-2 porta la firma di Massaro, ma il merito è da spartire con Monti, autore del primo tiro, e con Cantoni, che dalla sua invece ha il demerito di non trattenere la sfera in prima battuta regalandola di fatto al numero 8 per il più facile dei tap-in. La gara scorre via liscia e un altro appoggio comodo comodo, questa volta di Omoruyi Gideon, pone di fatto fine alle ostilità. Il cammino per alzare l'asticella è ancora lungo per entrambe, ma a metà febbraio il My Tuscany può dirsi nettamente avanti nel suo percorso di crescita. Ci sarà invece da lavorare sodo per la Larcianese, chiamata a dare qualcosa in più per onorare nome e maglia.
Concentrata, affamata, convincete. La Meridien Grifoni vince con determinazione e ricorda a se stessa di meritare di più della classifica che invece si ritrova a guardare. E contro il Chiazzano arriva l'ennesima riprova del valore di una squadra dotata di potenzialità interessanti ma talvolta limitata da argini mentali ingombranti. Dalla loro, i ragazzi di Ferraro dimostrano comunque di avere margini di crescita importanti perdendo sì, ma a testa alta. Consapevole dell'insidia data dal campo pesante, la squadra del duo Paci riesce a mettere in pratica quanto provato in settimana sbloccando subito il match con il classe 2010 Moumou al 10', protagonista di un gol bellissimo con un tiro sul secondo palo dai venticinque metri che non lascia scampo a Di Paola. Un quarto d'ora di stallo e ancora il grifone numero 9 artiglia la partita con un'altra pregevole giocata: sponda opposta, quindi da destra, Moumou salta un uomo e scocca una conclusione chirurgica sulla quale il portiere nulla può. Negli spogliatoi i mister Gabriele e Fabio Paci premono sul tasto della concentrazione, spronando il gruppo a chiudere la partita onde evitare spiacevoli sorprese, come successo in passato. Il messaggio passa e metà. Pronti, via e il Tempio Chiazzano infatti, voglioso di riaprire i giochi, colleziona la più grande chance della partita andando a centimetri dal 2-1. Scampato il pericolo, la Meridien ritorna con la testa nel match segnando al 65' il gol della sicurezza con Milito al termine di una pregevole azione corale. All'85', infine, dopo una bella parata in precedenza di Di Paola su Niccolini, Sgrilli cala il poker regalando alla Meridien tre punti importanti e una spinta importante in vista del big match in calendario contro il Borgo a Buggiano, non certo l'ultima arrivata. Bene comunque anche il Tempio Chiazzano, che soprattutto nel secondo tempo lancia segnali positivi sia sotto il profilo del gioco che del carattere. Calciatorepiù: Moumou (Meridien Grifoni).
Assume senza alcun dubbio i contorni dell'impresa sportiva il pareggio strappato dallo Sporting Casini, fanalino di coda del campionato, in casa del Via Nova. 4-4 il risultato finale, al termine di una sfida rocambolesca, durante la quale è successo veramente di tutto. E per uno strano scherzo del calcio la squadra quarratina, che alla vigilia si poteva quasi interpretare come 'vittima sacrificale' di turno dei pievarini, torna a casa dalla Palagina persino con il rammarico per una vittoria, che sarebbe stata meritatissima, sfumata soltanto al 90'. Il primo tempo sembra il preludio a una giornata tranquilla per i padroni di casa. Il Via Nova domina il gioco e mette alle corde gli avversari, portandosi meritatamente avanti con la rete di Donnini e consolidando il vantaggio grazie a due calci di rigore trasformati con freddezza da Spinelli e D'Urzo. Quando il duplice fischio sembra ormai imminente sul 3-0, ecco l'episodio che riapre la contesa: punizione dalla trequarti per il Casini e tocco sottomisura di Daou che vale il 3-1. Nella ripresa il copione si ribalta totalmente. Il Via Nova subisce un clamoroso blackout psicologico, mentre lo Sporting Casini rientra in campo con una ferocia agonistica fuori dal comune. Sale in cattedra ancora uno scatenato Daou che, con altre due reti, completa la sua tripletta personale e riporta il match in parità. Sulle ali dell'entusiasmo, gli ospiti trovano addirittura il vantaggio con una perla di Di Mattia, che disegna una punizione perfetta per il sorpasso che gela il pubblico locale. Sotto per 3-4 e a tempo ormai scaduto, il Via Nova si riversa in avanti con la forza della disperazione. L'ultima occasione nasce da una punizione calciata da centrocampo direttamente dal portiere pievarino: il pallone spiove nel cuore dell'area di rigore dove Vellei è il più lesto di tutti a trovare la zampata che vale il definitivo 4-4. Un pareggio che sa paradossalmente di beffa per uno Sporting Casini eroico, ma mister Leoni, primo tra i suoi a dare la carica e a crederci nonostante tutto, può esser più che entusiasta per la grande prova di carattere della squadra.
Calciatoripiù: Vellei (Via Nova), Di Mattia, Daou, Guerrazzi (Sporting Casini).
Marco Davini
22 novembre 2025. Bisogna risalire alla nona giornata di campionato per vedere l'ultimo passo falso della Pieve San Paolo. Da lì, da quel 2-0, per la capolista solo e soltanto vittorie. È mostruosa la marcia della truppa di mister Beani, che anche nel derby lucchese contro il Montecarlo vince e convince pur senza strafare, con due gol a corollario di una prestazione solida e matura. Dalla sua, il Montecarlo combatte comunque con onorare non risparmiandosi mai, su nessun pallone; neanche quando il signor Picchi estrae alla mezzora il cartellino rosso nei confronti di Giuffrida. Il canovaccio tattico della gara si delinea comunque con chiarezza fin dalle prime battute, con gli ospiti che prendono in mano il gioco abbinando allo studio dell'avversario un ottimo fraseggio. Al 15' il primo gol con De Crescenzo, poi un quarto d'ora dopo l'episodio che segna virtualmente la chiusura dei giochi anticipata. Ma nonostante l'inferiorità numerica al cospetto della capolista del campionato, la compagine di mister Ombri non si arrende e alza le barricate davanti a Fagni dando alla luce una prova coraggiosa e tatticamente quasi impeccabile. Chiuso il primo tempo sullo 0-1, nella ripresa la Pieve San Paolo entra in campo determinata ad archiviare il prima possibile la contesa, e ci riesce. Una manciata di minuti e via, ecco il raddoppio firmato Montanarella che vale gli ennesimi tre punti della stagione. L'ultimo terzo di gara scorre via senza intoppi per i pievarini, che gestiscono con parsimonia i due gol di vantaggio e l'uomo in più senza affondare il colpo. Perde con orgoglio il Montecarlo, vince con merito la Pieve San Paolo. E la marcia verso la conquista del titolo continua imperterrita per la compagine di Beani.