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Coppa Toscana Torneo Regionale - 2009 - Giornata n. 2

Cattolica Virtus-Sestese 10-9

RETI: Minniti, Minniti, Andres, Andres


CATTOLICA VIRTUS: Bracci, De Sa, Peccini, Mugnaini, M. Lazzerini, Zangarelli, Crini, Zini, Andres, Fossi, Narduzzi. A disp.: Dallai, Dario Burgassi, C. Lazzerini, Mazzantini, Morozzi, Pagnotta, Tapinassi, Torres Perez, De La Cruz. All.: Marco Fraccone.
SESTESE: Giorgetti, Minniti, Bassetti, Stasi, Musa, Riboli, Pancella, Durgoni, Notari, Santiago Palmini, R. Pacini. A disp.: Bellocci, Breccia, De Ferdinando, Dervishi, G. Sostegni, Paci, Bellini, Iuliucci, Materassi. All.: Marco Ferro.
ARBITRO: Pietrini di Valdarno.
RETI: 6', 39' Andres, 10' rig, 50' rig. Minniti.
NOTE: sequenza rigori: Minniti rete; Fossi rete; Riboli parato; De La Cruz rete; Stasi rete; De Sa rete; Iuliucci rete; Andres rete; Santiago Palmini rete; Mugnaini alto; De Ferdinando rete; Torres Perez rete; Dervishi rete; Dario Burgassi rete; Musa rete; Morozzi rete; Bassetti parato; Zini parato; Pancella parato; Bracci rete.
Vendetta, vendetta completa, vendetta ai rigori, vendetta a oltranza: la Cattolica Virtus vince dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, ed estromette la Sestese dal Torneo regionale. La memoria non può che tornare allo scorso 26 aprile, quando in pieno recupero Riboli decise il return match e ufficializzò il possesso del secondo gradino dell'élite regionale. Allora i sentimenti che accompagnarono negli spogliatoi Cattolica e Sestese erano a dir poco contrastanti. In quello giallorosso, nonostante il bilancio stagionale fosse più che positivo, si respirava una comprensibile amarezza: per la seconda volta in stagione, gli avversari si erano rivelati la loro autentica bestia nera. Trasudava, invece, soddisfazione quello rossoblù: la Sestese era nuovamente riuscita a giocare un brutto scherzo agli avversari soffiando loro, proprio sul filo di lana, una prestigiosa seppur platonica medaglia d'argento. La coppa concede alla Cattolica la terza opportunità, con allegata bella rivincita. Neppure le bizzarrie meteorologiche di un maggio che fa concorrenza al più cupo autunno riescono a scoraggiare i tanti appassionati e addetti ai lavori che gremiscono la tribuna. Due squadre ricche di ottime individualità, delle quali sentiremo certamente parlare anche nella categoria Juniores, giocano a viso aperto e a ritmo sostenuto, ponendo la dovuta attenzione in fase difensiva, certo ma non facendo mai scadere la qualità né in fase d'impostazione, né in quella di finalizzazione. Per Fraccone e Ferro il primo comandamento è divertirsi e far divertire le persone venute al campo, nella speranza di trascorrere un'ora e mezzo sul filo delle emozioni. Ne è la prova l'atteggiamento tattico con il quale entrambe le squadre interpretano una sfida tanto delicata. Nonostante ci si giochi l'accesso alle semifinali, le duellanti si fronteggiano senza timori reverenziali, consapevoli delle proprie qualità e di possedere le armi giuste per mettere al tappeto l'avversario. Dopo aver faticato a entrare in partita nelle primissime battute di gioco, la Cattolica mette in bella evidenza le proprie qualità in fase di spinta. I piedi raffinati di capitan Mugnaini rappresentano il fulcro di ogni manovra sammichelina, nella quale l'inesauribile De Sa, grazie alle prepotenti discese sulla destra, supporta Crini. Lo stesso Crini e Fossi assistono poi in maniera propositiva bomber Andres, ora appoggiandone le avanzate, ora andando loro stessi alla conclusione. Sulla sinistra agisce invece il robusto Narduzzi, magari è meno appariscente in fase conclusiva ma che fa un gran lavoro di raccordo fra l'attacco e i due mediani Mugnaini e Zini. La Sestese ha un miglior approccio con la partita, e spesso, in virtù del gran pressing messo in opera dai centrocampisti, costringe gli avversari ad arretrare nella trequarti difensiva. Decisivo, in questo contesto, è il lavoro svolto dalla coppia Stasi-Durgoni, che tenendo sempre piuttosto alto il baricentro del gioco consentono all'intraprendente trequartista PalminiSantiago di far correre il pallone verso l'attacco, che miscela sapientemente la fisicità di Pacini, il senso di Notari per il piazzamento e i guizzi di Pancella, la sua velocità e il suo talento nei dribbling. Due squadre tanto variegati nelle soluzioni offensive non possono che mettere in evidenza la solidità e l'abilità delle difese in fase di rottura. Così, se da una parte risultano interessanti e appassionanti i duelli che vedono protagonisti De Sa e Pancella sul fronte sinistro dell'attacco sestese e Pacini opposto al figlio d'arte Ruben Peccini sulla destra, dall'altra parte del terreno di gioco si fronteggiano ad armi pari anche Andres, Crini e Fossi in prima linea e il quadrilatero formato dagli esterni Minniti e Bassetti e dai centrali Riboli e Musa, sempre attenti nel sorvegliare con perizia la trincea costruita a presidio dei pali difesi da Giorgetti. In avvio di partita soffrono, invece, Manuel Lazzerini e Zangarelli, i due centrali difensivi sammichelini. La partenza al fulmicotone della Sestese rischia infatti di rimanere impressa a caratteri cubitali nel Guinness dei primati. La Sestese impiega solo una ventina di secondi per passare da zero a cento. Santiago Palmini trova un varco sulla destra, ci si incunea e giunto al limite dell'area di rigore taglia dentro un preciso traversone: lo calamita Pacini, che prova a incrociare il rasoterra diagonale da posizione favorevole e sulla propria strada trova la sontuosa opposizione di Bracci, in tuffo sulla propria sinistra. Se il tentativo di decollo sestese è da record, il successivo volo sammichelino è addirittura leggendario. Scocca sul cronometro il sesto minuto quando Tiago De Sa imbocca a tutta velocità la corsia di destra e giunto al limite dell'area di rigore fa filtrare il pallone. Pur trovandosi in posizione di sparo, Crini allarga intelligentemente verso il centro dove nel frattempo sta sopraggiungendo Andres, che aggancia e traduce alle spalle di Giorgetti un comodo rigore in movimento. Quattro minuti più tardi, il rigore la Sestese se lo procaccia direttamente dal dischetto degli undici metri. Pancella sguscia in area e Zangarelli, nel tentativo di portargli via il pallone in tackle scivolato, lo abbatte inducendo il bravo Pietrini (condotta più che sufficiente, ha diretto con buona autorevolezza un super classico sempre molto delicato e di difficile interpretazione) a sanzionare un'irregolarità evidente. Sul dischetto si presenta un autentico specialista, Niccolò Minniti, che sfruttando una rincorsa lunga e particolare spiazza Bracci e riporta la situazione in parità. Una sfida che in campionato è stata risolta da due reti, una all'andata e una al ritorno, ne vede adesso realizzate altrettante in soli dieci minuti. L'equilibrio ritrovato sembra non volersi più spezzare: anche se le due squadre continuano a interpretare il match a gran ritmo, nella fase centrale del primo tempo sono le difese ad avere la meglio sugli attacchi. È a sette minuti dall'intervallo che Mugnaini sale in cattedra e dà al pomeriggio il secondo scossone decisivo. Al 38' è lui a tagliare direttamente verso la porta una punizione dalla sinistra, con la quale costringe Giorgetti alla deviazione oltre la traversa. Pochi secondi più tardi un'altra traiettoria da sinistra, stavolta con pallone in movimento, disegnata ancora da Mugnaini, mette sulla testa del ben appostato Andres un cioccolatino che è impossibile non spedire in rete da due passi. La prima frazione si conclude, fra il 43' e il 44', col classico botta e risposta. Prima è Santiago Palmini a impegnare Bracci con una conclusione dalla distanza in posizione centrale: Bracci risponde con sicurezza inchiodando il pallone in tuffo. Poi è Fossi, sugli sviluppi di un corner che dalla bandiera di sinistra Mugnaini taglia verso il secondo palo, a tentare la girata in spaccata da due passi, senza però centrare lo specchio della porta. In avvio di ripresa la Sestese, costretta a rimontare, ripropone il medesimo copione che nel primo tempo l'aveva portata ad un passo dal vantaggio. Adesso, ad accendersi, è il talento cristallino di Pancella, che dopo appena un minuto e mezzo, dopo essersi liberato nello stretto con un dribbling elegante, incrocia a rete una rasoiata dalla sinistra: il pallone sibila a lato dopo aver accarezzato il montante sinistro della porta difesa da Bracci. Al 50' ancora lo scatenato Pancella fa il diavolo a quattro nel cuore della difesa locale fornendo poi a un compagno un pallone che rimesso al centro, è toccato con la mano da un difensore. Anche stavolta Pietrini vede e provvede. Calcio di rigore in favore della Sestese, e la scena si ripete: dopo la lunga rincorsa di Minniti il pallone scuote la rete alle spalle di Bracci. È il 2-2. Da questo momento in poi, le due squadre ripropongono il medesimo canovaccio che ha caratterizzato il primo tempo: i ventidue protagonisti si annullano a vicenda e, fra l'81' e l'82', danno vita a un nuovo reciproco scambio di cortesie. Al colpo di testa indirizzato fuori da Andres, innescato dalla consueta precisa parabola disegnata su punizione dal piedino magico di Mugnaini, risponde il subentrato Iuliucci, che dai sedici metri spara oltre la traversa. I minuti scorrono inesorabili e alle porte del San Michele bussa con sempre maggior insistenza lo spettro dei tiri di rigore. Al 95' ci riprova, senza fortuna, ancora Andres, ma ormai non c'è più tempo. Il fischio di Pietrini fuga ogni dubbio: la semifinalista sarà decisa dalla roulette russa. Anche in questo caso, però, il sottile ma robustissimo filo dell'equilibrio, lungo il quale hanno camminato le due squadre per novanta minuti, non vuol saperne di spezzarsi. La prima canonica serie dei cinque tiri dal dischetto termina infatti sul 4-4. Bracci ipnotizza Riboli in occasione del secondo penalty rossoblù, ben più pesante è l'errore commesso in occasione dell'ultimo decisivo rigore sammichelino da uno dei migliori in campo, Manuel Mugnaini, che indirizzando il pallone oltre la traversa manda la serie a oltranza. I successivi tiratori dimostrano grande freddezza e così, sull'aggregato di 9-9, sono i due portieri a salire in cattedra. Bracci murare il tentativo di Bassetti, Giorgetti compie il miracolo neutralizzando a Zini il secondo match point e mantenendo la Sestese in linea di galleggiamento. Il ruolo di eroe però tocca all'altro portiere, Tiziano Bracci, bravissimo prima nell'intuire e respingere in tuffo la battuta tutt'altro che impeccabile di Pancella, poi a incenerire Giorgetti e a far esplodere la festa in casa virtussina. Al termine di una partita infinita e vissuta al cardiopalma, la Cattolica riesce a prendersi la rivincita volando in semifinale. L'essenza di una partita al termine della quale entrambe le squadre avrebbero meritato il passaggio del turno sta tutta nell'abbraccio e nei complimenti che i tecnici si scambiano prima dell'esecuzione dei tiri di rigore. «Comunque vada» si dicono entrambi «complimenti. Hai una bella squadra con la quale hai fatto un ottimo lavoro». Questa è la dura legge dello sport. Ma anche se alla fine uno vince e l'altro perde, mai devono venir meno il reciproco rispetto, una stretta di mano ed i complimenti al più forte e anche allo sconfitto. I due Marco, Fraccone e Ferro, assieme a tutti i loro ragazzi, ci hanno ricordato una lezione che troppo spesso tendiamo a non tenere a mente. Calciatoripiù: Bracci, De Sa, Mugnaini, Crini, Andres e Fossi (Cattolica Virtus), Minniti, Musa, Pancella, Durgoni, Palmini e Pacini (Sestese).
Nico Morali

Commento di : calciopiu

Vendetta, vendetta completa, vendetta ai rigori, vendetta a oltranza: la Cattolica Virtus vince dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, ed estromette la Sestese dal Torneo regionale. La memoria non può che tornare allo scorso 26 aprile, quando in pieno recupero Riboli decise il return match e ufficializzò il possesso del secondo gradino dell'élite regionale. Allora i sentimenti che accompagnarono negli spogliatoi Cattolica e Sestese erano a dir poco contrastanti. In quello giallorosso, nonostante il bilancio stagionale fosse più che positivo, si respirava una comprensibile amarezza: per la seconda volta in stagione, gli avversari si erano rivelati la loro autentica bestia nera. Trasudava, invece, soddisfazione quello rossoblù: la Sestese era nuovamente riuscita a giocare un brutto scherzo agli avversari soffiando loro, proprio sul filo di lana, una prestigiosa seppur platonica medaglia d'argento. La coppa concede alla Cattolica la terza opportunità, con allegata bella rivincita. Neppure le bizzarrie meteorologiche di un maggio che fa concorrenza al più cupo autunno riescono a scoraggiare i tanti appassionati e addetti ai lavori che gremiscono la tribuna. Due squadre ricche di ottime individualità, delle quali sentiremo certamente parlare anche nella categoria Juniores, giocano a viso aperto e a ritmo sostenuto, ponendo la dovuta attenzione in fase difensiva, certo ma non facendo mai scadere la qualità né in fase d'impostazione, né in quella di finalizzazione. Per Fraccone e Ferro il primo comandamento è divertirsi e far divertire le persone venute al campo, nella speranza di trascorrere un'ora e mezzo sul filo delle emozioni. Ne è la prova l'atteggiamento tattico con il quale entrambe le squadre interpretano una sfida tanto delicata. Nonostante ci si giochi l'accesso alle semifinali, le duellanti si fronteggiano senza timori reverenziali, consapevoli delle proprie qualità e di possedere le armi giuste per mettere al tappeto l'avversario. Dopo aver faticato a entrare in partita nelle primissime battute di gioco, la Cattolica mette in bella evidenza le proprie qualità in fase di spinta. I piedi raffinati di capitan Mugnaini rappresentano il fulcro di ogni manovra sammichelina, nella quale l'inesauribile De Sa, grazie alle prepotenti discese sulla destra, supporta Crini. Lo stesso Crini e Fossi assistono poi in maniera propositiva bomber Andres, ora appoggiandone le avanzate, ora andando loro stessi alla conclusione. Sulla sinistra agisce invece il robusto Narduzzi, magari è meno appariscente in fase conclusiva ma che fa un gran lavoro di raccordo fra l'attacco e i due mediani Mugnaini e Zini. La Sestese ha un miglior approccio con la partita, e spesso, in virtù del gran pressing messo in opera dai centrocampisti, costringe gli avversari ad arretrare nella trequarti difensiva. Decisivo, in questo contesto, è il lavoro svolto dalla coppia Stasi-Durgoni, che tenendo sempre piuttosto alto il baricentro del gioco consentono all'intraprendente trequartista PalminiSantiago di far correre il pallone verso l'attacco, che miscela sapientemente la fisicità di Pacini, il senso di Notari per il piazzamento e i guizzi di Pancella, la sua velocità e il suo talento nei dribbling. Due squadre tanto variegati nelle soluzioni offensive non possono che mettere in evidenza la solidità e l'abilità delle difese in fase di rottura. Così, se da una parte risultano interessanti e appassionanti i duelli che vedono protagonisti De Sa e Pancella sul fronte sinistro dell'attacco sestese e Pacini opposto al figlio d'arte Ruben Peccini sulla destra, dall'altra parte del terreno di gioco si fronteggiano ad armi pari anche Andres, Crini e Fossi in prima linea e il quadrilatero formato dagli esterni Minniti e Bassetti e dai centrali Riboli e Musa, sempre attenti nel sorvegliare con perizia la trincea costruita a presidio dei pali difesi da Giorgetti. In avvio di partita soffrono, invece, Manuel Lazzerini e Zangarelli, i due centrali difensivi sammichelini. La partenza al fulmicotone della Sestese rischia infatti di rimanere impressa a caratteri cubitali nel Guinness dei primati. La Sestese impiega solo una ventina di secondi per passare da zero a cento. Santiago Palmini trova un varco sulla destra, ci si incunea e giunto al limite dell'area di rigore taglia dentro un preciso traversone: lo calamita Pacini, che prova a incrociare il rasoterra diagonale da posizione favorevole e sulla propria strada trova la sontuosa opposizione di Bracci, in tuffo sulla propria sinistra. Se il tentativo di decollo sestese è da record, il successivo volo sammichelino è addirittura leggendario. Scocca sul cronometro il sesto minuto quando Tiago De Sa imbocca a tutta velocità la corsia di destra e giunto al limite dell'area di rigore fa filtrare il pallone. Pur trovandosi in posizione di sparo, Crini allarga intelligentemente verso il centro dove nel frattempo sta sopraggiungendo Andres, che aggancia e traduce alle spalle di Giorgetti un comodo rigore in movimento. Quattro minuti più tardi, il rigore la Sestese se lo procaccia direttamente dal dischetto degli undici metri. Pancella sguscia in area e Zangarelli, nel tentativo di portargli via il pallone in tackle scivolato, lo abbatte inducendo il bravo Pietrini (condotta più che sufficiente, ha diretto con buona autorevolezza un super classico sempre molto delicato e di difficile interpretazione) a sanzionare un'irregolarità evidente. Sul dischetto si presenta un autentico specialista, Niccolò Minniti, che sfruttando una rincorsa lunga e particolare spiazza Bracci e riporta la situazione in parità. Una sfida che in campionato è stata risolta da due reti, una all'andata e una al ritorno, ne vede adesso realizzate altrettante in soli dieci minuti. L'equilibrio ritrovato sembra non volersi più spezzare: anche se le due squadre continuano a interpretare il match a gran ritmo, nella fase centrale del primo tempo sono le difese ad avere la meglio sugli attacchi. È a sette minuti dall'intervallo che Mugnaini sale in cattedra e dà al pomeriggio il secondo scossone decisivo. Al 38' è lui a tagliare direttamente verso la porta una punizione dalla sinistra, con la quale costringe Giorgetti alla deviazione oltre la traversa. Pochi secondi più tardi un'altra traiettoria da sinistra, stavolta con pallone in movimento, disegnata ancora da Mugnaini, mette sulla testa del ben appostato Andres un cioccolatino che è impossibile non spedire in rete da due passi. La prima frazione si conclude, fra il 43' e il 44', col classico botta e risposta. Prima è Santiago Palmini a impegnare Bracci con una conclusione dalla distanza in posizione centrale: Bracci risponde con sicurezza inchiodando il pallone in tuffo. Poi è Fossi, sugli sviluppi di un corner che dalla bandiera di sinistra Mugnaini taglia verso il secondo palo, a tentare la girata in spaccata da due passi, senza però centrare lo specchio della porta. In avvio di ripresa la Sestese, costretta a rimontare, ripropone il medesimo copione che nel primo tempo l'aveva portata ad un passo dal vantaggio. Adesso, ad accendersi, è il talento cristallino di Pancella, che dopo appena un minuto e mezzo, dopo essersi liberato nello stretto con un dribbling elegante, incrocia a rete una rasoiata dalla sinistra: il pallone sibila a lato dopo aver accarezzato il montante sinistro della porta difesa da Bracci. Al 50' ancora lo scatenato Pancella fa il diavolo a quattro nel cuore della difesa locale fornendo poi a un compagno un pallone che rimesso al centro, è toccato con la mano da un difensore. Anche stavolta Pietrini vede e provvede. Calcio di rigore in favore della Sestese, e la scena si ripete: dopo la lunga rincorsa di Minniti il pallone scuote la rete alle spalle di Bracci. È il 2-2. Da questo momento in poi, le due squadre ripropongono il medesimo canovaccio che ha caratterizzato il primo tempo: i ventidue protagonisti si annullano a vicenda e, fra l'81' e l'82', danno vita a un nuovo reciproco scambio di cortesie. Al colpo di testa indirizzato fuori da Andres, innescato dalla consueta precisa parabola disegnata su punizione dal piedino magico di Mugnaini, risponde il subentrato Iuliucci, che dai sedici metri spara oltre la traversa. I minuti scorrono inesorabili e alle porte del San Michele bussa con sempre maggior insistenza lo spettro dei tiri di rigore. Al 95' ci riprova, senza fortuna, ancora Andres, ma ormai non c'è più tempo. Il fischio di Pietrini fuga ogni dubbio: la semifinalista sarà decisa dalla roulette russa. Anche in questo caso, però, il sottile ma robustissimo filo dell'equilibrio, lungo il quale hanno camminato le due squadre per novanta minuti, non vuol saperne di spezzarsi. La prima canonica serie dei cinque tiri dal dischetto termina infatti sul 4-4. Bracci ipnotizza Riboli in occasione del secondo penalty rossoblù, ben più pesante è l'errore commesso in occasione dell'ultimo decisivo rigore sammichelino da uno dei migliori in campo, Manuel Mugnaini, che indirizzando il pallone oltre la traversa manda la serie a oltranza. I successivi tiratori dimostrano grande freddezza e così, sull'aggregato di 9-9, sono i due portieri a salire in cattedra. Bracci murare il tentativo di Bassetti, Giorgetti compie il miracolo neutralizzando a Zini il secondo match point e mantenendo la Sestese in linea di galleggiamento. Il ruolo di eroe però tocca all'altro portiere, Tiziano Bracci, bravissimo prima nell'intuire e respingere in tuffo la battuta tutt'altro che impeccabile di Pancella, poi a incenerire Giorgetti e a far esplodere la festa in casa virtussina. Al termine di una partita infinita e vissuta al cardiopalma, la Cattolica riesce a prendersi la rivincita volando in semifinale. L'essenza di una partita al termine della quale entrambe le squadre avrebbero meritato il passaggio del turno sta tutta nell'abbraccio e nei complimenti che i tecnici si scambiano prima dell'esecuzione dei tiri di rigore. «Comunque vada» si dicono entrambi «complimenti. Hai una bella squadra con la quale hai fatto un ottimo lavoro». Questa è la dura legge dello sport. Ma anche se alla fine uno vince e l'altro perde, mai devono venir meno il reciproco rispetto, una stretta di mano ed i complimenti al più forte e anche allo sconfitto. I due Marco, Fraccone e Ferro, assieme a tutti i loro ragazzi, ci hanno ricordato una lezione che troppo spesso tendiamo a non tenere a mente. Calciatoripiù: Bracci, De Sa, Mugnaini, Crini, Andres e Fossi (Cattolica Virtus), Minniti, Musa, Pancella, Durgoni, Santiago Palmini e Pacini (Sestese).

Commento di : calciopiu
Follonica Gavorrano-Terranuova Traiana 2-4



Il Terranuova Traiana espugna il campo del Follonica Gavorrano e ne interrompe il sogno di proseguire il più a lungo possibile nel proprio percorso in coppa: sul prato del Malservisi i ragazzi di Bianchi si impongono con un pirotecnico 4-2. A partire forte sono però proprio i padroni di casa che, nei primi 25', alzano il proprio baricentro e mettono sulla difensiva gli avversari, stazionando ripetutamente in avanti nella metà campo rivale. Al 10' Bartolini affonda sulla destra, salta tre avversari in sequenza e, dopo aver raggiunto il fondo, scarica all'indietro per l'accorrente Haxhini che, dal limite dell'area, supera in diagonale Garavino; fra le proteste dei locali, però, il direttore di gara non convalida la segnatura, ravvisando una posizione di off-side di Minichini che però, nell'occasione, sembrava estraneo allo svolgimento sia dell'azione sia del tiro vincente del compagno. Si prosegue e al 17' Santini lancia Cinelli sulla sinistra, pronto il cross di quest'ultimo, perfetto per Barontini che gira in porta ma Garavino devia in angolo. Al 26' però inizia l'incubo dei locali: Roncucci raccoglie una respinta corta di Masini, lo supera in velocità e calcia un diagonale sul quale Coltelli non arriva, 0-1. Passa appena un minuto e Palladino evita in dribbling Delle donne, poi conclude ma Coltelli devia in angolo. Il Terranuova resta in costante proiezione offensiva e al 30' Diego Cincinelli si presenta a tu per tu con il portiere di casa, ma si fa parare la conclusione; lo stesso Cincinelli però si riscatta al 38', quando sfrutta al meglio l'assist offertogli da Masini e firma il raddoppio. Al 41' lo scatenato Cincinelli Diego approfitta di una sbavatura di Masini e realizza anche lo 0-3, parziale con cui poi si va al riposo. La ripresa vede i ragazzi di mister Labardi ripartire aggressivi fin da subito, nonostante il considerevole svantaggio; al 54' l'arbitro espelle Quaranta e gli ospiti faticano a rispondere ai continui attacchi degli avversari, tanto che al 57' Ferrario, appena entrato in campo, raccoglie un cross di Haxhini e, di testa, realizza il gol dell'uno a tre. Passano un paio di minuti e lo stesso Ferrario, con un altro colpo di testa, stavolta su cross di Cinelli, va vicinissimo anche alla doppietta personale. La gara si infiamma ulteriormente al 61': sugli sviluppi di un cross di Cinelli, Falsetti intercetta il pallone con la mano all'interno della propria area di rigore, l'arbitro assegna quindi un penalty, che Haxhini trasforma riducendo ulteriormente lo svantaggio dei suoi. Al 69' però ecco il gol che chiude i conti da parte degli ospiti: sugli sviluppi di un fallo laterale di Cinelli, Del Rio inciampa sul pallone e il solito Diego Cincinelli ne approfitta, realizzando la sua tripletta personale, che vale il definitivo 2-4. Nel tempo che resta fino al novantesimo, infatti, inclusi i 6 di recupero, non accade niente di rilevante, se non l'espulsione di Di Fraia. Poi, a fine gara, spazio per il comprensibile rammarico di un Follonica il cui cammino stagionale resta però strepitoso; il Terranuova invece avanza in coppa con tutte le sue squadre, e la formazione di Bianchi si regala così un altro giro di giostra davvero intrigante, in casa stavolta, contro il Venturina. Calciatoripiù: Cinelli, Cruciani (Follonica Gavorrano); Diego Cincinelli, Roncucci (Terranuova Traiana).

Commento di : calciopiu
Venturina-Figline 1965 1-0

RETI: Lenci


VENTURINA: Leoni, Bologna, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Tosi, Priore, Mezzetti, Monaci, Guazzini, Panichi. A disp.: Galli, Tognazzi, Tassi, Casoli, Lenci, Galbiati, Messina, Nfaiedh, Vigano. All.: Fabio Bucciantini.
FIGLINE: Tacconi, Cavaliere Leo., Sarci, D'Aloia, Mori, Terzani, Parisi, Bonatti, Iaiunese, Innocenti, Morandi. A disp.: Cavaliere Lor., Degl'Innocenti, Nikaj, Baggiani, Menditto, Perone, Marchi, Ricci, Hoxha. All.: Jacopo Piantini.
ARBITRO: Picchiotti di Piombino.
RETE: 95' Lenci.
Il guizzo di Lenci a un passo dai rigori decide la sfida del Mazzola: il Venturina esulta all'ultimo minuto, al 95', sull'ultimo angolo della partita e si qualifica così per le semifinali del Torneo regionale. È stata un'altra ottima partita (un'altra senza subire gol dopo lo 0-2 di Calenzano) per la squadra di Bucciantini, che ha sempre provato a fare la partita, facendo girare bene il pallone e costruendo le sue occasioni in area di un Figline che comunque non ha demeritato, lottando su ogni pallone e uscendo dal campo a testa altissima dopo oltre novanta minuti giocati con ordine, attenzione e determinazione, offrendo anche alcuni buoni spunti offensivi. Il Venturina approccia bene al match, subito vivace, creando in avvio un paio di pericoli in area gialloblù su delle rimesse laterali battute da Priore: sia Monaci sia Da Frassini non riescono tuttavia a concludere l'azione a pochi passi dalla porta. I biancocelesti fanno girare bene il pallone e si presentano con buona frequenza a ridosso dell'area avversaria, riuscendo a mettere in apprensione la retroguardia ospite soprattutto con gli spunti di Mezzetti e Monaci sugli esterni. Il Figline comunque tiene bene, difendendosi con ordine e cercando a sua volta di innescare i suoi riferimenti offensivi. Dopo i tentativi in avvio, le migliori occasioni del primo tempo sono del Venturina, vicino al vantaggio prima su calcio d'angolo, con un colpo di testa ravvicinato di De Angeli neutralizzato da Tacconi, e poi allo scadere con un tentativo ancora di Da Frassini, che si divora una ghiottissima occasione a pochi passi dalla porta. Nel secondo tempo il Venturina riparte bene, fin da subito arrembante e propositivo. Nonostante la partita si sblocchi solo allo scadere, il match resta acceso e giocato con grande intensità anche nella ripresa, caratterizzato da diverse occasioni da gol. Il primo squillo locale dei secondi quarantacinque minuti è affidato a Priore: il suo tiro a giro viene neutralizzato da Tacconi con un grande intervento. Poco dopo è Monaci a sfiorare l'1-0, calciando alto da pochi metri sugli sviluppi di una bella azione sviluppata da Nfaiedh. I locali insistono in avanti, alla ricerca dello spunto giusto per sbloccare la partita. Dall'altra parte il Figline non sta a guardare, lottando su ogni pallone in mezzo al campo e cercando di pungere sui calci da fermo e in ripartenza. E nel finale in particolare si registrano due buone opportunità gialloblù, entrambe proprio in ripartenza. La prima, all'80', arriva con l'invito di Morandi per Iaiunese, smarcato solo in area davanti alla porta; il portiere di casa è bravo a chiudere lo specchio, costringendo il numero 9 ospite ad allargarsi sull'esterno: la successiva conclusione finisce fuori. Poi ci prova Morandi dal limite dell'area, ma anche in questo caso senza riuscire a inquadrare lo specchio. Il punteggio resta bloccato sullo 0-0 fino al 90' e anche nel recupero, poi quando tutto sembra che saranno i rigori a decidere la semifinalista, ecco che il Venturina riesce a colpire. La zampata vincente la trova il neoentrato Lenci, lesto ad avventarsi sul pallone rimasto pericolosamente in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo e a spingerlo in rete di piatto sul secondo palo. Finisce così una sfida combattuta e sempre molto corretta. È un gol pesantissimo quello di Lenci, che evita l'epilogo ai rigori consegnando al Venturina il pass per la semifinale contro il Terranuova Traiana. Esulta dunque il Venturina, è un finale amaro invece per il Figline, che saluta la coppa ma a testa altissima dopo un percorso positivo e una altrettanto positiva stagione. Calciatoripiù: Tosi, De Angeli (Venturina); Mori (Figline).

Commento di : calciopiu
Prato-Grosseto 3-1

RETI: Checchi, Messina, Pazzagli


Grazie a un finale entusiasmante, vissuto dando fondo alle energie fisiche e mentali di cui dispone, il Prato ribalta il Grosseto, rimonta lo svantaggio maturato in avvio di secondo tempo e stacca il pass per una prestigiosissima semifinale contro la Cattolica Virtus. I padroni di casa risultano cinici e concreti, sfruttando al meglio le occasioni create per piegare un ottimo avversario come il Grosseto, autore di una prova di spessore fino al vantaggio; dopo aver trovato il gol, però, gli ospiti accusano un calo che coincide con la crescita dei locali, capaci di sprintare fino al definitivo tre a uno. Pronti, via e il Grosseto si porta subito in attacco, conquistando già al 1' un calcio d'angolo dalla destra, battuto da Capitani, Rotelli arriva sul pallone con l'interno del piede e spedisce di poco sul fondo, sfiorando palo alla sinistra di Rimediotti. Al 3' si vedono i locali con un tiro senza troppe pretese dal limite dell'area scoccato da Checchi, Galloni para a terra; i locali ci riprovano al 12' in ripartenza, Pazzagli riceve un lancio lungo sul lato sinistro dell'area avversaria, rientra sul destro e conclude alto sopra la traversa. Passano cinque minuti e i lanieri provano a dare continuità ai loro attacchi: sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla destra, si origina un batti e ribatti in area locale, Puzzangara conclude debolmente e Galloni para. Al 23' il Grosseto torna a rendersi pericoloso sempre su corner, battuto ancora da Capitani per il colpo di testa di Rotelli che finisce a lato, alla sinistra del portiere avversario. Al 34' i maremmani ci riprovano con Capitani, autore di un tiro da fuori parato a terra da Rimediotti; trascorre un ulteriore minuto e i biancorossi conquistano una punizione dai 25 metri, sul centro-destra; Capitani batte aggirando la barriera, Rimediotti sventa con un bellissimo tuffo. Il primo tempo termina quindi reti inviolate, e la ripresa si apre con un tiro per parte, quello da fuori di Puzzangara al 4' e quello di Caridi per gli ospiti al 9'. Si passa poi all'episodio che sblocca la gara: il Grosseto attacca con Balocchi, che conquista palla in area e viene atterrato, l'arbitro assegna un calcio di rigore della cui battua s'incarica Totino. Il numero undici ospite apre il destro e spiazza Rimediotti, 0-1 al 55'. Il Prato non ci sta e prova a reagire ma al 67' si segnala una ghiottissima occasione per gli ospiti: sugli sviluppi di un angolo dalla destra di Capitani, Pierallini impatta di testa schiacciando il pallone, Rimediotti si supera e sventa la minaccia con un balzo felino. Al 69' arriva il pari dei padroni di casa: Puzzangara, in azione sul lato corto dell'area avversaria, sulla destra, effettua un cross lungo sul secondo palo sul quale si avventa il neo-entrato Messina, che colpisce di testa; ne viene fuori un pallonetto sul primo palo, Galloni si tuffa ma non riesce a intercettare il pallone, che carambola sul palo, poi sulla gamba del portiere e gonfia la rete, 1-1. Il Prato insiste e all'82' si porta in vantaggio: altro errore da parte degli ospiti, stavolta in uscita, Badiani riconquista il pallone e imbuca subito per Checchi, che incrocia il tiro rasoterra firmando il raddoppio. A questo punto li Grosseto si riversa in avanti cercando di rientrare in pista, ma all'89' arriva il gol che chiude i giochi: un lancio in verticale sul filo del fuorigioco premia la corsa di Pazzagli che, appena entrato in area, supera il portiere con un pregevole tocco morbido. A nulla vale l'assalto finale dei maremmani per riaprire una gara che sorride per intero ai lanieri. Dopo aver eliminato la Lastrigiana, il Grosseto cade al secondo turno e lo fa a testa altissima; il Prato prosegue nel suo ottimo cammino e come detto si regala una semifinale di grande prestigio contro la corazzata Cattolica Virtus.

Commento di : calciopiu

Grazie a un finale entusiasmante, vissuto dando fondo alle energie fisiche e mentali di cui dispone, il Prato ribalta il Grosseto, rimonta lo svantaggio maturato in avvio di secondo tempo e stacca il pass per una prestigiosissima semifinale contro la Cattolica Virtus. I padroni di casa risultano cinici e concreti, sfruttando al meglio le occasioni create per piegare un ottimo avversario come il Grosseto, autore di una prova di spessore fino al vantaggio; dopo aver trovato il gol, però, gli ospiti accusano un calo che coincide con la crescita dei locali, capaci di sprintare fino al definitivo tre a uno. Pronti, via e il Grosseto si porta subito in attacco, conquistando già al 1' un calcio d'angolo dalla destra, battuto da Capitani, Rotelli arriva sul pallone con l'interno del piede e spedisce di poco sul fondo, sfiorando palo alla sinistra di Rimediotti. Al 3' si vedono i locali con un tiro senza troppe pretese dal limite dell'area scoccato da Checchi, Galloni para a terra; i locali ci riprovano al 12' in ripartenza, Pazzagli riceve un lancio lungo sul lato sinistro dell'area avversaria, rientra sul destro e conclude alto sopra la traversa. Passano cinque minuti e i lanieri provano a dare continuità ai loro attacchi: sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla destra, si origina un batti e ribatti in area locale, Puzzangara conclude debolmente e Galloni para. Al 23' il Grosseto torna a rendersi pericoloso sempre su corner, battuto ancora da Capitani per il colpo di testa di Rotelli che finisce a lato, alla sinistra del portiere avversario. Al 34' i maremmani ci riprovano con Capitani, autore di un tiro da fuori parato a terra da Rimediotti; trascorre un ulteriore minuto e i biancorossi conquistano una punizione dai 25 metri, sul centro-destra; Capitani batte aggirando la barriera, Rimediotti sventa con un bellissimo tuffo. Il primo tempo termina quindi reti inviolate, e la ripresa si apre con un tiro per parte, quello da fuori di Puzzangara al 4' e quello di Caridi per gli ospiti al 9'. Si passa poi all'episodio che sblocca la gara: il Grosseto attacca con Balocchi, che conquista palla in area e viene atterrato, l'arbitro assegna un calcio di rigore della cui battua s'incarica Totino. Il numero undici ospite apre il destro e spiazza Rimediotti, 0-1 al 55'. Il Prato non ci sta e prova a reagire ma al 67' si segnala una ghiottissima occasione per gli ospiti: sugli sviluppi di un angolo dalla destra di Capitani, Pierallini impatta di testa schiacciando il pallone, Rimediotti si supera e sventa la minaccia con un balzo felino. Al 69' arriva il pari dei padroni di casa: Puzzangara, in azione sul lato corto dell'area avversaria, sulla destra, effettua un cross lungo sul secondo palo sul quale si avventa il neo-entrato Messina, che colpisce di testa; ne viene fuori un pallonetto sul primo palo, Galloni si tuffa ma non riesce a intercettare il pallone, che carambola sul palo, poi sulla gamba del portiere e gonfia la rete, 1-1. Il Prato insiste e all'82' si porta in vantaggio: altro errore da parte degli ospiti, stavolta in uscita, Badiani riconquista il pallone e imbuca subito per Checchi, che incrocia il tiro rasoterra firmando il raddoppio. A questo punto li Grosseto si riversa in avanti cercando di rientrare in pista, ma all'89' arriva il gol che chiude i giochi: un lancio in verticale sul filo del fuorigioco premia la corsa di Pazzagli che, appena entrato in area, supera il portiere con un pregevole tocco morbido. A nulla vale l'assalto finale dei maremmani per riaprire una gara che sorride per intero ai lanieri. Dopo aver eliminato la Lastrigiana, il Grosseto cade al secondo turno e lo fa a testa altissima; il Prato prosegue nel suo ottimo cammino e come detto si regala una semifinale di grande prestigio contro la corazzata Cattolica Virtus.

Commento di : calciopiu