Sestese-Scandicci 2-1
RETI: Autorete, Campani, Zaiti
SCANDICCI: Fioravanti, Martinelli, Rogai, Mugnaini, Baldi, Dani, Paoli, Gazzarri, Mazzoni, Bouirki, Biagini Moretti. A disp.: Gamannossi, Catorcini, Collini, Ciani, Conti, Trambusti, Sementa, Lo, Fiesoli. All.: Filippo Fanfani.
SESTESE: Varosi, Zaiti, Franchi, Bartoli, Ghinea, Bartolozzi, Kulla, Giovannelli, Petrini, Campani, Kola. A disp.: Sorisi, Acca, Dainelli, Di Vico, Dondini, La Grotta, Shabani, Sponsale. All.: Jacopo Corti.
ARBITRO: Bini di Firenze.
RETI: 9' Zaiti, 66' autorete pro Scandicci, 73' Campani.
Il cinismo, la rapidità nelle ripartenze e la forza d'urto della Sestese hanno la meglio, al termine di settantacinque equilibratissimi minuti di gioco su uno Scandicci bello, propositivo, ampio e vario nelle giocate ma che ha avuto anche il demerito di risultare poco incisivo negli ultimi sedici metri. La semifinale andata in scena sul sintetico del Bartolozzi , ha scacciato lo spettro dei calci di rigore solo in pieno recupero, premiando i ragazzi di Corti e facendo calare il gelo su quelli di Pippo Fanfani che con costanza, applicazione, pieno merito e anche con quel pizzico di buona sorte che in certi casi non guasta, stavano già pregustando la possibilità di giocarsi il tutto per tutto attraverso la roulette russa dei calci di rigore. Un rischio che la Sestese non voleva, invece, correre un'altra volta; col San Miniato era andata bene ma la seconda incognita, i rossoblù, non volevano in alcun modo affrontarla. Ci ha pensato capitan Alessandro Campani, nel male prima e nel bene poi: dopo aver involontariamente incenerito il proprio portiere Varosi rimettendo in corsa i Blues, ha fatto lo stesso a parti invertite con Fioravanti, scagliando verso i suoi pali un autentico missile che ha spedito gli ospiti in finale. Mai come in questa occasione la gara segue un unico filo conduttore. Uno Scandicci pimpante e arrembante tiene costantemente in mano l'iniziativa in virtù del buon pressing esercitato sulla trequarti, delle doti dei suoi singoli in fase d'impostazione e della velocità d'esecuzione degli schemi. Sono molte le variazioni sul tema che consentono ai ragazzi di Fanfani di tenere saldamente in mano il bastone del comando costringendo la Sestese ad arroccarsi nella propria trequarti. La costante spinta lungo le corsie esterne di Baldi a destra e Gazzarri a sinistra, unite al supporto offerto nel cuore della mediana da Paoli e dall'abile regista Mazzoni, consente ai Blues di allargare le maglie della retroguardia rossoblù e al tempo stesso di sfruttare i varchi che si aprono centralmente per dare poi la possibilità alle due punte Bouirki e Biagini Moretti di provare ad infastidire Varosi. È però in fase conclusiva che gli scandiccesi evidenziano le maggiori difficoltà. Il dispositivo difensivo disegnato da Corti, infatti, è assai solido e ben puntellato. La coppia centrale formata da Ghinea e Bartolozzi fa in pieno il suo lavoro concedendo pochissimo ad una batteria di fuoco potenzialmente letale e molto bene si comportano, in fase di contenimento, anche i due esterni Zaiti e Franchi che come vedremo sviscerando la cronaca, saranno utilissimi anche in fase conclusiva. Completa un fortilizio al limite del granitico, il mediano Bartoli che nonostante le molteplici sollecitazioni a cui è sottoposto, ben si disimpegna sia in fase di rottura, sia quando si tratta di far ripartire il gioco. Ed è proprio l'estrema rapidità nei rovesciamenti di fronte l'altra arma vincente che l'ex tecnico del Club Sportivo sfodera dal proprio arsenale quando gli avversari gliene danno l'opportunità. Approfittando dell'intelligenza tattica di due abili e lucidi costruttori come Giovannelli e Campani e dei frequenti interscambi lungo le corsie di due esterni rapidi e talentuosi del calibro di Kulla e Kola, i rosso blu colgono spesso e volentieri di sorpresa la retroguardia blues dando modo non solo al centrattacco Petrini ma anche agli altri interpreti della fase offensiva di far male a Fioravanti e compagni. Così, mentre il gran dialogare scandiccese trova sfogo solo in una debole e prevedibile conclusione dal limite di Biagini Moretti facilmente disinnescata da Varosi (5'), al 9' il micidiale contropiede sestese fa subito centro. L'azione buona prende forma lungo l'out di sinistra, dove il dialogo sullo stretto fra Giovannelli e Kola consente all'undici di Corti di sprintare sin quasi sul fondo andando via in progressione al diretto avversario per poi tagliare verso il centro un insidioso traversone sul quale Petrini non riesce ad intervenire. La palla sfila però sul settore di destra dove nel frattempo è salito a supporto della manovra l'esterno basso Mattia Zaiti. Per il numero due in maglia rosso blu, a questo punto è un gioco da ragazzi agganciare la sfera e spedirla imparabilmente alle spalle di Fioravanti. Nonostante in Piazza Marconi splenda il primo caldissimo sole primaverile dell'anno, sullo Scandicci si abbatte un autentico fulmine a ciel sereno. I ragazzi di Fanfani faticano a raccapezzarsi andando a pochi centimetri dal secondo capitombolo allo scoccare dell'11'. La scena si ripete in fotocopia; a cambiare sono solo i protagonisti e fortunatamente per Fioravanti, l'esito dell'azione. Stavolta è Kulla ad incunearsi in area dalla sinistra per poi indirizzare sul primo palo una velenosa fiondata a rete che dopo aver superato le mani dell'estremo di casa vanamente proteso in tuffo, va a baciare il montante destro della porta prima di spegnersi oltre la linea di fondo. Anche se il resto della prima frazione scorre via piacevole in virtù della buona interpretazione resa da due squadre atleticamente in palla e ricche di idee e buone qualità, la cronaca sta tutta in questo avvio al fulmicotone. Nei minuti successivi, lo Scandicci prova senza successo a scassinare la cassaforte rossoblu mentre gli ospiti, di tanto in tanto, si divertono a pungolare la retroguardia avversaria e a tener desta l'attenzione di un Rogai sempre concentrato, disinvolto in chiusura ed anche elegante e preciso nell'interpretazione del ruolo di regista arretrato. I primissimi minuti della ripresa sono caratterizzati da alcuni cambi e da un interessante botta e risposta che rinfocola il tifo del buon pubblico presente in tribuna. Alla precisa stoccata tesa dalla distanza proposta dal subentrato Ciani e bloccata con sicurezza da Varosi, risponde l'insidiosa traiettoria su punizione dalla sinistra indirizzata da Kulla verso la porta di Fioravanti ed alzata non senza patemi oltre la traversa dai pugni del numero uno scandiccese. Poi, ecco che il cliché che ha caratterizzato il primo tempo, si rinnova in maniera fin troppo stucchevole. Pur tornando a spingere ed a far gioco e legna in mezzo al campo, fra il 46' e il 48', lo Scandicci non concretizza due ottime occasioni. Prima è Bouirki a non inquadrare la porta e poi tocca a Dani, servito dallo stesso numero ventinove in casacca blues, a perdere l'attimo buono per la battuta a rete finendo poi per calciare sulle gambe di un difensore che attutendo la potenza del tiro, fanno carambolare docilmente la sfera fra le braccia di Varosi. Al 54', a provarci, è un altro dei subentrati di casa Fanfani; Trambusti è bravo ad andar via sulla destra e dopo essersi accentrato, fa partire una precisa conclusione alla quale Varosi si oppone nuovamente con sicurezza. C'è poco da fare; per lo Scandicci questa semifinale sembra stregata. Ai blues servirebbe un piccolo aiuto; quel colpo di fortuna che ti svolta la giornata. Mancano solo quattro minuti alla fine e l'ennesimo attacco dei ragazzi di Fanfani, frutta loro un corner dalla bandierina di sinistra della cui battuta s'incarica un altro dei nuovi entrati, Tommaso Conti. La sua parabola indirizzata a centro area è precisa ed è a questo punto che capitan Campani si trasforma nel più classico degli uomini sbagliati al posto sbagliato. La sua involontaria deviazione a due passi dalla porta è mortifera per l'incolpevole Varosi che si vede costretto, suo malgrado, a raccogliere la palla dal fondo della propria rete. Così, inaspettatamente ma anche con pieno merito, lo Scandicci torna in linea di galleggiamento e adesso, visto che al termine mancano solo pochi giri di lancette, alla porta del Valerio Bartolozzi inizia a bussare con insistenza lo spettro dei calci di rigore; proprio quello che una settimana fa ha condannato all'eliminazione, sul terreno della Cattolica, gli Allievi rosso blu guidati da Marco Ferro che seduto a pochi metri da noi, inizia a guardare con preoccupazione l'orologio. Compie la medesima operazione, sul campo, l'arbitro fiorentino Lapo Bini che dopo aver dato una rapida occhiata al suo cronometro, assegna quattro minuti di recupero. Ed è proprio nel pieno di quello che oltre manica chiamano tempo spazzatura , che Alessandro Campani decide di rimediare facendo pulizia. Minuto settantatré; una giocata ospite sviluppatasi sul settore di sinistra, è respinta in maniera approssimativa dalla difesa di casa. La palla giunge sui piedi di Campani che dopo aver preso la mira, indirizza a rete uno splendido fendente mancino dalla distanza che fila a pelo d'erba andando a morire in buca d'angolo alla sinistra di un esterrefatto Fioravanti. Il cinismo e la voglia di vincere della Sestese hanno colpito ancora e stavolta, per lo Scandicci, il tempo è scaduto. Il triplice fischio di Bini manda in paradiso la truppa di Jacopo Corti che adesso può guardare con fiducia alla prestigiosa finale che la vedrà opposta al Grosseto. Allo Scandicci non basta, invece, giocare una ottima partita. Quel cerchio che si era aperto lo scorso 21 settembre con la sfida giocata sempre in Piazza Marconi con la Sestese, si chiude nello stesso modo. Un finale amaro per i ragazzi di Fanfani che in stagione non sono mai riusciti ad avere la meglio su quelli di Corti. Peccato, perché stavolta, i blues, avrebbero meritato molto di più.
Calciatoripiù: nello Scandicci sono andati ben oltre la sufficienza Rogai, Baldi, Gazzarri, Bouirki e i subentrati Ciani, Conti e Trambusti. Nelle file della Sestese le note di merito vanno a Zaiti, Bartoli, Giovannelli, Kulla e Kola, ma soprattutto al match winner Campani. Più che sufficiente anche la direzione di gara dell'arbitro fiorentino Lapo Bini.
Nico Morali
Commento di : calciopiu
Terranuova Traiana-Grosseto 3-6
TERRANUOVA TRAIANA: Vitrone, Pasquini, Borgogni, Tinivella, Donati, Mascia, Mazzoni, Palladino, Benedetti, Baroni, Soraj. A disp.: Macconi, Barboni, Bruni, Foggi, Mugnai, Romolini, Rossi. All.: Francesco Zatini.
GROSSETO: Schiavone, Galatolo, Turco, Sedicini, Dovidio, Uritescu, Rossi, D'Ambra, Baraldi, Tortelli, Ginanneschi. A disp.: Fulda, Palmacci, Savelli, Palmieri, Musardo, Ferroni. All.: Maurizio Angeli.
ARBITRO: Papale di Arezzo.
RETI: 48' Benedetti, 57' Mazzoni, 62' Baraldi, 72' Ferroni.
Mai dare per vinto il Grosseto: rimonta due reti di svantaggio contro il Terranuova Traiana negli ultimi dieci minuti, poi la spunta ai tiri di rigore e vola in finale quando tutto sembrava perduto. In avvio, dopo qualche minuto di studio, la prima occasione è per gli ospiti con una punizione centrale dai trenta metri calciata da D'Ambra, il pallone prende una traiettoria molto strana dopo il rimbalzo ma Vitrone sventa e devia in angolo. In campo c'è tanto agonismo, a discapito delle reti di passaggi, infatti lo spettacolo non carbura durante la prima frazione. Ci riprova il Grosseto da fuori, con un tiro di Sedicini che però si perde sul fondo. I locali si fanno vedere al 22' con una conclusione di Soraj da lontano, Schiavone respinge ma la lascia nella zona di Palladino, che subisce un tackle provvidenziale al momento del tiro. Gli ultimi minuti sono tutti per il Terranuova, che spinge a caccia del vantaggio. Palladino calcia dal limite e mette paura a Schiavone, il tiro sfiora il palo ed esce. Due minuti più tardi Benedetti riceve un bel cross e stacca di testa in solitaria, ma non indirizza il colpo e manca una grande opportunità. Le emozioni aumenteranno nella ripresa, anche se l'avvio è tutt'altro che entusiasmante. Al 48', da una punizione lunga da metà campo battuta da Mascia, Benedetti si fa trovare solo sul secondo palo, pronto a staccare di testa e a portare avanti i suoi. Il Grosseto prova a reagire qualche minuto dopo con un tiro di Tortelli uscito di poco a lato. Dopo qualche folata offensiva dei maremmani, Baroni riceve palla tra le linee e poi serve Mazzoni sul filo del fuorigioco (proteste ospiti, c'era il sospetto sulla posizione), il numero 7 calcia e raddoppia. Sembra il gol decisivo per il Terranuova, che sente l'odore della finale. Ma la partita è tutt'altro che finita. Mister Angeli prova a incidere coi cambi e, in effetti, Musardo va vicinissimo al gol con un colpo di testa insidioso. I conti si riaprono definitivamente al 62', in un'azione rocambolesca: Donati spizza di testa da rimessa laterale e manda nella zona di Benedetti che ha il pallone del terzo gol per chiudere i conti, ma di piatto colpisce l'incrocio dei pali e il nuovo tentativo di Borgogni è troppo debole. Parte un ribaltamento di fronte con Baraldi che si libera di un difensore e tocca verso la fascia dove Musardo ritocca in mezzo per lo stesso Baraldi, che dimezza lo svantaggio. Dal possibile colpo del k.o. a una partita riaperta, nel giro di neanche sessanta secondi. Il Grosseto si spinge in avanti e lancia lungo verso il suo numero 9, che trascina la manovra offensiva. Incide anche Ferroni, che fa la barba al palo in mezza girata. In pieno recupero, quando le speranze sono al minimo, ecco un calcio di rigore per gli ospiti, tra le proteste degli avversari. Ferroni non trema dal dischetto e apre, di fatto, la lotteria dei tiri di rigore che poco dopo prenderà il via. Il Terranuova sbaglia due volte, la squadra di mister Angeli fa quattro su quattro: finisce così, in modo incredibile. Il Grosseto stacca il pass per l'ultimo atto in maniera soffertissima, senza mai mollare un centimetro. Il Terranuova Traiana era a meno di dieci minuti dalla finale, poi gli episodi e il forcing finale avversario hanno decretato la lotteria dei rigori, fatale e amara per i ragazzi di mister Zatini. Il sogno si interrompe, ma la squadra esce a testa più che alta.
Commento di : calciopiu
Sestese-Grosseto 3-1
RETI: Campani, Kulla, Baraldi, La Grotta
SESTESE: Varosi, Zaiti, Franchi, Bartoli, Ghinea, Bartolozzi, Kulla (63' Sponsale), Giovannelli (55' La Grotta), Petrini (63' Shabani), Campani, Kola. A disp.: Sorisi, Acca, Dainelli, Di Vico, Dondini. All.: Jacopo Corti.
GROSSETO: Schiavone, Palmacci (63' Galatolo), Turco, Secidini (38' Musardo), Dovidio, Uritescu, Ferroni, Ginanneschi, Baraldi, Tortelli, Rossi (50' D'Ambra). A disp.: Giabbani, Palmieri, Fulda, Savelli, Della Monaca. All.: Maurizio Angeli.
ARBITRO: D'Ascoli di Arezzo, coad. da Tilli e Gentili.
RETI: 28' Campani, 50' Kulla, 66' Baraldi, 70' La Grotta.
Narrando di Holden Caulfield, Salinger lo rese un filone letterario degno d'esser considerato a sé, ma alla fine questo genere di storie sono universali, piccole tessere del più grande mosaico rappresentato dalla storia dell'umanità. La quale passa sempre attraverso il passaggio compiuto dai suoi giovani individui verso l'età adulta. Somiglia a un romanzo di formazione la storia di Jacopo Corti alla guida dei suoi classe 2012, perché dentro c'è tutto quello che connota una storia simile, che passa attraverso ostacoli e difficoltà, prove superate, errori e cadute ma anche vittorie e rivincite in bello stile; una missione più che un'avventura di coppa, che, per compiersi davvero, presenta davanti i conti in sospeso durante il campionato, come quelli contro San Miniato e Scandicci, che erano riusciti a fare muro e impedire il successo degli avversari. Ancora una volta i propri limiti davanti, la voglia di superarli, la possibilità che regala il calcio - come la vita - di poterli affrontare una seconda volta, possibilmente con esito vincente. Se un anno fa i rossoblù accarezzarono soltanto la possibilità di regalarsi la finale per il titolo regionale Giovanissimi B, uscendo in semifinale, stavolta il sintetico tirato a lucido delle Due Strade accoglie e diventa catalizzatore di gioia: la coppa del Trofeo Regionale Under 15 finisce nella bacheca di una delle società più titolate della Toscana, e la consegnano con orgoglio al proprio club capitan Campani e compagni, che vincono una finale dal sapore intensissimo contro il Grosseto. Alla squadra di Maurizio Angeli va non solo l'onore delle armi che si tributa alla squadra perdente una finale, ma anche l'encomio per averla interpretata con personalità e impianto di gioco degni di una squadra con l'iniziale maiuscola; il valore dell'avversario, che è in fase di transizione verso i palcoscenici professionistici che gli competono, fornisce un'ulteriore sottolineatura sul prestigio del successo dei ragazzi di Corti. Autore di una stagione vissuta costantemente ai vertici del proprio girone, il Grosseto questa finale se l'è guadagnata con merito, lottando e vincendo ogni incontro che il calendario gli ha proposto; arrendersi così, sul più bello, non può che bruciare, ma se a mente lucida Uritescu, Ginanneschi e i suoi compagni osserveranno sulla cartina quanto è stata lunga e bella la strada percorsa, l'amaro in bocca sparirà. Almeno un po'. Ora la cronaca. Quasi a voler aggredire la finale fin da subito, a cominciare dalle sue primissime battute, la Sestese si presenta con un rilancio a cercare Giovannelli sul quale monta un'ottima guardia d'Ovidio, mentre al 3' i rossoblù propongono un'importante accelerazione sulla destra, proprio sotto le tribune del Bozzi: Campani cerca e trova Petrini, che poi prolunga ulteriormente per Giovannelli, abile nel vincere il duello fisico con Dovidio e sparare in corsa col destro da dentro l'area, cercando l'incrocio dei pali a lui più vicino, il pallone si perde sul fondo di non più di un paio di metri. La Sestese prova a dare al proprio inizio i caratteri di un forcing e al 4' insiste con un bel cross dalla sinistra da parte di Kola, ottima però la diagonale difensiva di Turco che anticipa l'avanzata di Zaiti dalla parte opposta del campo; per udire il Grosseto battere un colpo basta attendere un altro poco, al 6' ecco allora l'improvvisa rasoiata dalla media distanza di Tortelli, che scalda i guanti all'attento Varosi, dopo 120 secondi però arriva un'altra fiammata dei rossoblu; Giovannelli ne è l'interprete ma il suo spunto viene chiuso sul più bello pur con qualche affanno dalla retroguardia grossetana, mentre la successiva conclusione di Bartoli ha la giusta potenza ma non la necessaria precisione e si perde sul fondo. Dopo un inizio favorevole alla compagine fiorentina, i biancorossi di Angeli trovano il modo di alzare il loro schieramento tattico e al 10' esatto si rendono molto pericolosi. Lo fanno con una ripartenza fulminea sulla sinistra, Baraldi serve Ferroni che entra in area dopo aver vinto un duello spalla contro spalla con un avversario e poi cerca l'angolo vincente all'altezza del primo palo: Varosi si disimpegna ancora con efficacia. Trascorsi cinque minuti interlocutori dopo questa azione ecco che sul taccuino ne finisce un'altra di marca Grosseto: ancora protagonista Ferroni, che arriva al tiro forse con troppa facilità, un'autentica bordata che Varosi respinge coi pugni, poi è quasi decisivo l'intervento di Ghinea che anticipa e impedisce il tap-in di Rossi. Per ritrovare la Sestese pericolosa in fase offensiva occorre attendere il 18', minuto in cui il calcio spiazzato partito dai piedi di Kulla è eseguita in bello stile ma non costituisce un serio problema per Schiavone, che disinnesca con sicurezza; ben più consistente la chance che i ragazzi di Corti costruiscono al 20', quando sugli sviluppi di una rimessa laterale di Zaiti il velo di Giovannelli consente a Kulla di arrivare al tiro da ottima posizione, Schiavone però compie un grandissimo intervento e poi si supera impedendo Il tocco ravvicinato che sarebbe stato sicuramente vincente da parte di Giovannelli. Il match decolla definitivamente e dopo un minuto esatto la Sestese sfiora ancora il vantaggio: Kulla riceve in area avversaria un rilancio in profondità e tocca il pallone anticipando l'uscita dell'estremo difensore avversario, d'Ovidio però legge al meglio la situazione e recupera il pallone prima che oltrepassi la linea di porta. Ma la situazione di equilibrio non è destinata a durare ancora a lungo, e le avvisaglie arrivano al 26', minuto in cui la Sestese costruisce un'ottima ed elaborazione manovra da destra verso sinistra; il pallone passa rapidamente dai piedi di Petrini a quelli di Bartoli e Kola fino ad arrivare a Giovannelli, cui è affidata la finalizzazione, il suo tiro però non è precisissimo. Trascorrono ulteriori 2' ed ecco che stavolta i ragazzi di Corti aggiustano la mira, e lo fanno soprattutto grazie ai piedi fatati di Campani, che si incarica di battere una punizione dai 30 metri, leggermente defilata sulla sinistra, e disegna una traiettoria splendida, che si insacca a fil di palo all'altezza del primo montante rispetto al suo punto di battuta. Il dizionario dei luoghi comuni del calcio recita tante frasi fatte, ma alcune hanno una loro verità indiscussa; una di queste fa sì che sia giusto definire una mazzata un gol subito da una squadra proprio al termine di un primo tempo giocato praticamente alla pari contro un avversario dal potenziale enorme; nonostante esprimano il loro calcio con tante differenze le due squadre hanno dato vita infatti a un primo tempo dinamico, che la Sestese è stata brava ad aggiudicarsi proprio a fil di sirena. Quando si riparte per il secondo tempo però i rossoblù intuiscono in fretta quanto i luoghi comuni siano insidiosi e in buona sostanza dei falsi amici, perché il Grosseto prova a trasformare la doccia fredda subita in precedenza con tanta voglia di rivalsa e impegna subito gli avversari con Baraldi, sul quale compie un recupero decisivo l'attentissimo Ghinea. La gara si fa concitata e si sporca anche un po', il Grosseto cerca il pareggio e al 40' ci riprova con la coppia Tortelli-Baraldi, ma i centrali avversari, nello specifico Bartolozzi e il già citato Ghinea, sono ancora una volta insuperabili. Al 43' la Sestese beneficia di una punizione in posizione molto simile a quella che ha portato al gol di Campani, stavolta però il numero 10 conclude sulla barriera. Il Grosseto usa la stessa arma 2' più tardi: sugli sviluppi di una punizione sulla trequarti battuta da Ginanneschi, il pallone arriva a Ferroni il cui tiro rimbalza sulla coscia di un difensore avversario secondo l'arbitro, mentre i maremmani reclamano a gran voce il calcio di rigore, cuori sostenendo che il pallone abbia sbattuto contro la mano di un giocatore avversario. Le vibranti proteste che seguono non distraggono i ragazzi di Angeli che, al 49', ci riprovano con il cross di Dovidio a cercare Palmacci e Rossi, che riescono a sollecitare ma non a scardinare la retroguardia rivale. Ne contesto di una una fase di gioco apertissima, il risultato è destinato a cambiare in fretta e la cosa avviene al 50', quando da Sestese raddoppia i conti grazie all'invenzione di Kulla che, dalla bandierina del calcio d'angolo di destra, sorprende il portiere avversario insaccando il pallone direttamente in porta, anche prima del tocco di Bartolozzi appostato proprio sulla linea. Il Grosseto prova ancora una volta a recuperare una situazione complicata e si espone alle ripartenze degli avversari che, al 55', affondano in contropiede con Petrini e Zaiti, la cui mira però non è precisa, mentre al 57' il solito Ferroni prova a scuotere i suoi ma anche il suo tentativo non inquadra Il bersaglio. Il grande merito del Grosseto è quello di non uscire mai da una gara così difficile e al 61' si rende pericoloso con una deviazione aerea di d'Ambra su cross da calcio piazzato di Musardo; adesso i maremmani cercano di lanciare il più possibile Baraldi negli uno contro uno con la difesa avversaria e al 66' proprio il centravanti biancorosso riesce a dimezzare le distanze di svantaggio beffando Varosi in uscita e concretizzando al meglio il lancio di Uritescu e la sponda di Baraldi. Il finale, gli ultimi minuti, sono palpitanti, e mentre il Grosseto cerca di tirar fuori tutte le residue energie di cui dispone, al 70' la Sestese assesta il colpo del ko: Petrini addomestica il pallone per l'accorrente La Grotta, la cui conclusione sorprende Schiavone, che non riesce a impedire che il pallone termini in rete. Neanche il tris di un avversario ormai lanciato verso il traguardo a braccia semi-alzate arresta lo spirito guerriero del Grosseto, che s'arrende solo al triplice fischio. Quest'ultimo è un suono meraviglioso per la Sestese: non c'è successo più bello di quello che nasce dall'aver vinto, anzi stra-vinto in primis contro tutti i propri (presunti) limiti.
Lorenzo Martinelli
Commento di : calciopiu