59' Serrini
ARBITRO: Matteo Marconcini di Livorno
RETI: 59' Serrini
Tenere il profilo basso è giusto, giustissimo, forse doveroso: giustissimo e impossibile. Dopo due giornate del girone di ritorno la Floriagafir è prima, dato che da solo basterebbe a farla finire al centro della scena; se ci s'aggiunge che, come già la Sestese a fine novembre, davanti a lei cade (0-1) il Fratres Perignano, una delle big del campionato e una delle due squadre che finora sono riuscite a batterla (l'altra è il Forte dei Marmi), non calcolarla tra le candidate alla vittoria finale inizia a esser complicato. Bertuccio, che di questo primato è architetto e capomastro, predica prudenza, e però davanti alla squadra s'è assunto un compito chiaro, quello di colui che il sogno ha il compito (forse il dovere?) d'alimentarlo, anche perché il contesto glielo consente: non esistono pressioni, e se alla fine d'aprile la classifica dirà secondo posto, o terzo, o quarto, sarà comunque una stagione trionfale. È la progressione a renderla tale: vittoria nei provinciali, vittoria in uno dei gironi regionali, consolidamento nell'élite con annessa qualificazione in coppa, infine azione di disturbo alle grandissime. Nel lotto che le descrive c'è da tempo il Fratres Perignano, che costretto a emigrare a Vicarello (la nevicata dell'Epifania ha messo in crisi il Matteoli, che due partite in ventiquattr'ore non le avrebbe rette, e domenica era in programma la partita d'Eccellenza contro il Montespertoli) perde l'occasione per l'aggancio e si ritrova al quarto posto, superato anche dall'Affrico. È il destino di chi perde uno scontro diretto, che fino alla pausa per via delle condizioni complicate d'un terreno di gioco insolito regala ritmi altissimi e una sola occasione per parte: imbeccata dalla percussione di Zampardi sulla destra, la volée di Riccomi gratta il palo; verso lo specchio della porta la Floriagafir non riesce neppure a calciare, perché sul traversone d'Ermini Polacci nessuno trova l'impatto. Non lo trova Labiad e non lo trova neppure Serrini, cui in avvio di ripresa è sufficiente il primo pallone davvero giocabile per rompere l'equilibrio e decidere la partita: oltre che gustoso, per superare la mezza uscita di Stefano Calloni e ottimizzare il lancio strepitoso di La Greca è efficacissimo il pallonetto scoccato dal vertice mancino dell'area di rigore (59'). Lo svantaggio fa sbandare il Fratres Perignano, che alla fine del terzo quarto rischia di vederlo incrementare: il raddoppio lo cestina Giannone, che di testa manca il servizio offertogli da Mosconi - nessuno lo frena nello sprint a sinistra - davanti alla porta sguarnita. Dunque il punteggio resta contendibile e nel finale, Pucci sempre protagonista, il Fratres Perignano costruisce due occasioni per pareggiare: più che la seconda, confezionata dallo scarico di Piccirilli dopo la battaglia fisica con Nahi Guelasseh e Benvegnu (centrale il tiro da una ventina di metri), quella nitida è la prima, nella quale lo slalom dalla trequarti fino all'imbocco dell'area di rigore si chiude con un tiro secco sulla traversa. Anche d'aiuti come questo c'è bisogno per vincere partite così tirate: intanto le partite, per il resto si starà a vedere.
Calciatoripiù: anche se penalizzato dal terreno di gioco, che favorisce semmai calciatori come Ben Toraa (ottima la sua prova in mediana a sostituire Pirrone squalificato), Pucci costruisce l'occasione principale per il Fratres Perignano; altre Nahi Guelasseh e Benvegnu, coppia di centrali solidissima, non ne concedono, e dunque la rete di Serrini è sufficiente alla Floriagafir per vincere un altro scontro diretto.