• Juniores RegionaliElite
  • 28/02/2026 15.30.00
  • FLORIAGAFIR BELLARIVA
    54' Giannone
  • 1 - 3 28/02/2026 15.30.00
  • AFFRICO
    43' Morelli
    47' Sciulli
    77' Tinelli

Commento


ARBITRO: Filippo Serpentoni di Pistoia
RETI: 43' Morelli, 47' Sciulli, 54' Giannone, 77' Tinelli
Anche le armate più invincibili, prima o poi, sono destinate ad arrendersi. E quando la cavalcata è così prorompente, la resa è ancora più dolorosa. Coloro che, a suon di punti conquistati, si erano erti a invincibili devono piegarsi ad un avversario di livello, capace di dimostrare che un antidoto contro la Floriagafir esiste: sulla fialetta che lo contiene c'è scritto, a caratteri cubitali, Affrico, solo e soltanto Affrico. Non serve Hercule Poirot per scoprire il colpevole, o meglio dire l'artefice, di questa impresa: Filippo Gori. Gori ha preparato una partita tatticamente perfetta, con l'obiettivo di soffocare i principi di gioco di Bertuccio: il risultato finale premia lui e i suoi ragazzi, netta (1-3) e meritata la vittoria contro la capolista, che comunque mantiene tre punti di vantaggio sulla Sestese. Fin dai primi minuti la chiave tattica della gara è molto chiara. L'Affrico pressa altissimo per ostacolare le uscite dal basso della Floriagafir. In fase difensiva l'attenzione dell'Affrico è altissima, soprattutto sugli esterni, dove i primi della classe fanno la differenza. L'assenza di Serrini, capocannoniere, incide molto: lo sostituisce La Greca, tuttofare ma a poco agio lungo la linea laterale. Proprio sul pressing alto dell'Affrico arriva la prima occasione della partita: Morelli recupera il pallone al limite dell'area avversaria e calcia in diagonale dalla destra, Raggi respinge. Nei primi minuti la partita si gioca soprattutto sulla fascia sinistra dell'Affrico, dove Fanticelli deve gestire le due frecce blues Bahry e Galgano, oltre a Sciulli, che spesso si trova a gravitare in quella zona. Al 9' è proprio Galgano a scendere sulla fascia ed effettuare un cross basso, che Morelli attacca sul primo palo e in anticipo devia verso la porta: Raggi respinge nuovamente. Subito dopo s'accende Labiad, che raccoglie un pallone vagante nell'area avversaria e da posizione leggermente defilata sulla sinistra cerca il palo più lontano: miracoloso, in tuffo Mugnaini smanaccia in calcio d'angolo. Fino al 20' i protagonisti assoluti sono i due portieri: all'ennesimo tentativo, questa volta di Iania, verso la porta Raggi risponde col piede, facendosi trovare pronto per la terza volta in pochi minuti. L'Affrico continua a spingere e la Floriagafir non riesce a emergere: sia Diego Lenzi che Lorenzo Gori non riescono a ricevere troppi palloni da poter giocare ai terminali offensivi, e anche le due saette Fanticelli e Mosconi sono ben neutralizzate e soprattutto messe a dura prova da Galgano e Termini, scatenati sull'esterno. Neanche lo scambio di posizione tra Lorenzo Gori e Fanticelli, mossa con cui la Floriagafir tenta di guadagnare qualche metro e giocare palloni puliti, si rivela efficace. Al 27', sull'ennesimo cross di Galgano, solo l'intervento di Benvegnu impedisce a Morelli di segnare a porta semivuota. L'Affrico insiste con un ottimo cross di Bahry, sul quale si lancia in tuffo Termini, che di testa colpisce da pochi passi: in qualche decimo di secondo Raggi sfodera un riflesso favoloso e alza il pallone sopra la porta. Il successivo calcio d'angolo, ben battuto da Ala, trova la deviazione di Sciulli: il pallone colpisce l'incrocio dei pali. L'assedio dell'Affrico porta i suoi frutti al minuto quarantatré: Termini riceve il pallone in area e lo lavora bene servendolo a rimorchio per Ala, che senza troppi indugi calcia di prima e trova la respinta col braccio di un difendente avversario. Serpentoni non ha dubbi e concede all'Affrico il calcio di rigore: dagli undici metri si presenta Morelli, freddo a spiazzare Raggi col piattone destro e a portare i suoi sull'0-1. La Floriagafir accusa il colpo, e allo scadere del primo tempo l'Affrico raddoppia. Un calcio d'angolo battuto basso da Galgano sfila tra le gambe dei difensori e raggiunge il secondo palo, dove si trova Sciulli, che sulla linea di porta segna il facilissimo 0-2. Nella ripresa la gara cambia: l'equilibrio torna a fare da padrone, e un inevitabile calo fisico dell'Affrico permette alla Floriagafir di giocare senza una pressione asfissiante, e quindi di presentarsi più volte dalle parti di Mugnaini. Al minuto cinquantaquattro la corsa di Labiad in area avversaria viene ostacolata da un pestone, e Serpentoni indica nuovamente il dischetto del rigore, anche se il pallone era ormai destinato alle braccia di Mugnaini. Del tiro s'incarica Giannone, che opta per uno scavetto elegante e di successo: 1-2, la partita si riapre. Bertuccio tenta di cambiare il suo undici: rispetto a Labiad, da sempre mezzala e ora trasformato in un nove dinamico, De Simone porta fisicità e un riferimento più facile da trovare per i compagni. La partita ora vive di duelli fisici, senza che la Floriagafir riesce a mettere ordine per proporre azioni d'attacco pericolose. C'è spazio per i contropiedi dell'Affrico: che dopo una galoppata Ala serve sulla sinistra Morelli, che rientra sul piede forte e calcia debole. Al minuto sessantanove si rivede in avanti la Floriagafir, da calcio piazzato: Mosconi trova la porta dalla fascia sinistra, Mugnaini alza il pallone in angolo. Poco dopo, Benvegnu è di nuovo prodigioso nel sostituirsi a Raggi, respingendo un tiro di Morelli a colpo sicuro: efficace il tuffo disperato sulla linea di porta. È solo un modo per rinviare la resa: a quindici minuti dalla fine Tinelli mandare definitivamente l'Affrico in paradiso. Sugli sviluppi di una rimessa laterale sulla destra, è lui a raccogliere un cross in area di rigore e a segnare sul primo palo per il definitivo 1-3. Resta spazio per un'occasione a testa, prima per Nunziati con un tiro sul primo palo respinto da Raggi, poi per Pellecchia, che sull'imbucata di De Simone si fa ipnotizzare da Mugnaini. Quando cala il sipario sul match è festa blues. L'Affrico domina in casa della prima in classifica e si conferma sempre più in zona coppa, con un occhio di riguardo alle prime due, forse non troppo lontane. Fatti i complimenti doverosi a Filippo Gori e ai suoi, è lecito chiedersi dove avrebbe potuto essere oggi questa squadra se la continuità durante l'anno fosse stata maggiore. Nella Floriagafir la delusione non può che essere forte, ma la consapevolezza che il percorso resta eccellente deve prevalere. Bertuccio dovrà essere bravo a spremere le forze rimaste nei suoi ragazzi per questo ultimo tour de force che profuma di leggenda. Dovrà farlo con la consapevolezza che a sei giornate dalla fine, ormai, la formula dell'antidoto per battere gli invincibili è stata scoperta (forse), e Gori avrà tutto l'interesse del mondo a renderla pubblica con chi sta dietro in classifica e prossimamente affronterà la Floriagafir: sognare non costa nulla.
Calciatoripiù
: dopo partite importanti, la Floriagafir abbassa il tiro, e così anche i suoi giocatori. Tra i migliori c'è Raggi, grazie a numerosi interventi e un miracolo vero e proprio. Si aggiunge Mosconi, sempre uno dei più attivi in campo. Bravo anche Benvegnu nei due interventi decisivi. Nell'Affrico sarebbero tutti candidati a un posto tra i migliori in campo. In difesa spicca Mugnaini, sempre attento e autore di due grandi parate. Ottima la prova del capitano Shehade, che offre solidità a tutto il reparto. In regia è giusto premiare Sciulli, marcatore e sempre ordinato nella gestione del pallone. Davanti i migliori sono Galgano e Morelli, che mettono gol e assist a disposizione della squadra.