• Juniores RegionaliElite
  • 21/03/2026 15.30.00
  • SESTESE
    18' Patrignani
    36' Patrignani
    75' Nesti
    90' Zei
  • 4 - 0 21/03/2026 15.30.00
  • FLORIAGAFIR BELLARIVA

Commento


ARBITRO: Tommaso Di Sacco di Pisa
RETI: 18' Patrignani, 36' Patrignani, 75' Nesti, 90' Zei
(Sa cosa sento? Niente). Così, facendogli notare quant'è insolito quel silenzio ((Nessun passo per le scale, nessuna navetta alla finestra, nessun clicchettio di ragnetti spie)), Lamar Burgess rivela a Colin Farrell e a noi qual è il vero snodo di Minority report. È un silenzio analogo a quello che sale dal Torrini alla fine del big match che si sapeva che avrebbe deciso la stagione, o quantomeno che ne avrebbe annunciato l'esito: qui però è il silenzio dei riti sacri, delle incoronazioni, della maestà; e per un aspetto è anche il silenzio della resa. Non ci sarà un finale insolito, nessun colpo di scena che ribalti il senso delle settimane che al big match hanno condotto: la Floriagafir dovrà accontentarsi d'aver tenuto vivo un campionato che altrimenti avrebbe perso d'interesse troppo presto, dovrà esser fiera d'averlo guidato per dieci giornate delle ventisette disputate finora, e - pronostico facile - delle trenta complessive. Di più non le si può chiedere: questo campionato lo vincerà la Sestese, cui il 4-0 assicura che - molte di più le difficoltà rispetto all'anno scorso - le spettano di nuovo il trono, lo scettro e la corona, e che di difendere lo scudetto avrà diritto. A tre giornate dalla fine è impossibile ipotizzare uno scenario diverso: lo è sia per quello che traspare limpido dalla classifica, sia per il risultato e lo sviluppo della partita. È vero che la Floriagafir ci arrivava fragilissima, con appena due punti in quattro turni e il peso d'aver subito una rimonta che un mese fa sembrava improbabile in tempi così stretti; è vero che senza le parate di Fantini o qualche errore individuale il primo tempo sarebbe potuto finire pari; è tutto vero, e tutto rafforza l'assunto di partenza: questo campionato lo vincerà la Sestese, e lo vincerà alla svelta. Nessuna rimonta è possibile: non quella dell'Affrico, troppo lontano (bastano quattro punti per tenerlo dietro), né quella della Floriagafir, che dallo 0-0 di Bibbiena s'è impaurita e impaurendosi s'è persa. L'avvio della partita del Torrini, l'ultima chance per una primavera rivoluzionaria, sembrava suggerire che quella paura si fosse dissolta: coprendo in tuffo l'angolo basso e impedendo che dopo tre minuti scarsi il destro volante d'Ermini Polacci (lo aveva innescato la rimessa laterale di Soliman prolungata di testa da La Greca) regali un taglio diverso al finale di stagione Fantini l'evoca di nuovo. Resta solo da scatenarla, operazione efficace al primo tentativo: sugli sviluppi d'una punizione che Di Sacco concede ai trentacinque metri (fallo di Diego Lenzi su Menchetti) e che il destro di Gaffarelli calcia profonda, anziché allontanare il pallone Soliman lo deposita al limite dell'area di rigore, da dove dopo lo stop Patrignani calcia al volo con l'esterno del destro e segna l'1-0 con l'aiuto della traversa. È il 18', ed è già chiaro come finiranno partita e campionato. A questo destino prova a opporsi la Floriagafir, che reagisce subito e inaugura il secondo quarto come aveva inaugurato il primo: c'è di nuovo Fantini, splendido in tuffo, a neutralizzare l'occasione per il pari, quella nata dal traversone di Labiad oltre il secondo palo e rifinita da Giannone, il cui destro scatenato dalla sponda d'Ermini Polacci aveva spedito il pallone verso l'incrocio. La ribattuta è l'emblema del momento complessivo: forse per sfortuna o forse per la pressione, pur avendo il tempo di prendere la mira Serrini calcia alto (24'). Conseguenza diretta della forza mentale e nervosa, la capacità di concretizzare è ciò che distingue le due squadre: dal peso del pallone che, con un retropassaggio di testa troppo corto per Raggi, gli consegna La Greca non si fa impressionare Patrignani, che anzi s'infila nell'unico spiraglio disponibile e incrociando rasoterra il mancino di prima porta a due le reti di vantaggio. Diciotto minuti erano trascorsi dal calcio d'inizio all'1-0, altri diciotto fino al raddoppio: a poco più d'un terzo del big match è ancora più chiaro come finiranno partita e campionato. Stavolta, almeno fino alla pausa, di provare a opporsi a questo destino la Floriagafir non ha la forza; non ce l'ha perché Zei (partita favolosa da mediano, premio meritato la rete del 4-0) e Gaffarelli sovrastano La Greca e Diego Lenzi, e perché anche se da trequartista Menchetti non è brillantissimo Athuman a destra e soprattutto Patrignani a sinistra creano costantemente la superiorità numerica. Non è una valutazione della sola tribuna, la conferma il cambio deciso da Bertuccio nel corso della pausa: Soliman resta negli spogliatoi, nella ripresa il terzino destro lo fa (bene) Landolina. Sull'altra corsia però i problemi continuano: li evidenzia l'azione che inaugura la ripresa, il triangolo tra Menchetti e Athuman, che dopo aver prolungato il rinvio di Fantini sprinta per ricevere il pallone di ritorno e col destro scarica verso il secondo palo un diagonale rasoterra, troppo ampio però per la porta e troppo lungo per Patrignani (47'). Vista evaporare l'occasione che l'avrebbe tramortita, la Floriagafir raccoglie tutte le energie fisiche e nervose per conquistare un angolo (è il quarto di sei: l'ultimo, dettaglio statistico, Di Sacco lo fischierà per sanzionare il rilancio ritardato di Fantini), che Labiad calcia da sinistra a rientrare e che la difesa sporca prolungando la traiettoria verso il settore opposto: da qui, crossato da Giannone e spizzato da Nahi Guelasseh, il pallone scende sul vertice sinistro dell'area di porta, posizione da cui La Greca esplode il mancino da distanza ravvicinata giusto per consentire a Fantini di sfoderare la terza parata notevole e decisiva. Resta ben udibile il segnale d'allarme, sentendo il quale Alessandro Rossi agisce di conseguenza: l'ingresso di Gianluca Nesti (fuori Napolitano, Athuman trasla a sinistra e s'abbassa in posizione di terzino) da mezzala destra rafforza il centrocampo, che rispetto al 4-2-3-1 di partenza ora può contare su un effettivo in più. Per stabilizzare il nuovo assetto alla Sestese servono però alcuni secondi: tenta di sfruttarli la Floriagafir col lancio di Mosconi per Serrini, che allo sprint efficace tra Pecori e Papucci non riesce ad associare un tiro analogo, troppo debole per infastidire Fantini (54'). Più paura fa la Sestese ogni volta che avanza, molta più paura: solo l'opposizione di Landolina impedisce a Fiorentino, che sul lancio di Gianluca Nesti aveva sfondato a sinistra e una volta raggiunto il fondo aveva stretto verso la porta, di lasciare un'impronta anche su questa partita. È un'occasione non granché rimpianta dalla Sestese, che continua a non rischiare e a trasformarsi: l'ingresso di Chelli, Verzicco e Cesarano per Menchetti, Athuman e Patrignani spinge Papucci sul lato sinistro della difesa e converte il sistema in un 4-3-1-2 nel quale sgombrare gli esterni non è più un problema. Tra le linee ora galleggia Gianluca Nesti, che sfruttando le sponde di Fiorentino (la seconda diretta, la prima mediata da Zei) e la mancata pressione della difesa calcia verso la porta per due volte in due minuti: ampio d'un metro il destro, perfetto invece il mancino rasoterra nell'angolo lontano (3-0, 75'). La forza di reagire la Floriagafir l'aveva persa quasi un'ora prima, quando da singolo lo svantaggio s'era fatto doppio: tra campo, panchina e tribuna sono tutti consapevoli che il sogno s'è sbriciolato. Di farne frammenti ancora più fini la Sestese ha una gran voglia; voglia ne ha Verzicco, che dopo esser sbattuto su Benvegnu deciso a proteggere la porta incustodita (molto meno che perfetta l'uscita di Raggi sul filtrante di Gianluca Nesti) decide di giocare da pivot e così d'impreziosire il break col quale Chelli aveva coperto di scatto una cinquantina di metri: a ricevere la sponda c'è Zei, il cui destro rasoterra incrociato finisce di correre dalla parte giusta del palo lontano (90'). È il 4-0, e un'occhiata veloce al tabellino è abbondante per spiegare perché partita e campionato sono andati così: a combattere per certi traguardi la Sestese è abituatissima, così abituata da non sentirne peso e pressione, abituata da silenziare qualsiasi possibile rumore di fondo.
Calciatoripiù
: non può essere il solo Landolina, che disputa una ripresa di livello prima da terzino e poi da ala destra, a tenere viva la Floriagafir. Quando entra lui da quella parte i pericoli si riducono, ma quello che doveva fare Patrignani l'aveva già fatto: la doppietta in trentasei minuti è più d'un comunicato ufficiale, il cui messaggio ribadiscono le parate di Fantini (tre, superlative: sullo 0-0, sull'1-0, sul 2-0, e l'indicazione non è soltanto statistica) e le reti di Gianluca Nesti e di Zei nel quarto d'ora finale. Se a ciò s'aggiungono la classe di Gaffarelli e la solidità di Pecori, impressionante in marcatura ed elegante quando si tratta di far ripartire l'azione, si capisce perché per il secondo anno di fila il titolo regionale prenderà - ma di fatto l'ha già presa - la via di Sesto.