45' Labiad
72' La Greca
79' Ermini Polacci
ARBITRO: Antonio Pacilio di Pistoia
RETI: 45' Labiad, 72' La Greca, 79' Ermini Polacci
I sogni sono così impalpabili che per ricordarsi d'aver sognato talvolta serve un promemoria. Ormai consapevole che la Sestese è irraggiungibile, per ricordarsi quant'è stato bello combatterla la Floriagafir punta a un obiettivo concreto: dissipata l'amarezza per le speranze sbriciolate, il secondo posto certificherebbe la bontà assoluta d'una stagione comunque memorabile. Lo farebbe anche il terzo (più sotto non c'è verso di finire: podio lo sarà di sicuro, e già di per sé è un successo), che però ormai sarebbe opportuno evitare: di tenersi dietro l'Affrico la Floriagafir ha una gran voglia, se n'accorge la Pietà, sconfitta 3-0 e ormai certa che nella prima metà della classifica non potrà più arrivare. È un dettaglio poco rilevante per una neopromossa, peraltro mai a rischio, alla quale però dispiace la striscia di risultati negativi: sono passati quasi due mesi dall'ultima vittoria (fu 3-1 nel derby col Maliseti inguaiato), cui seguirono un pari e un filotto di sconfitte. A lungo l'approccio sembra quello giusto per interrompere la serie: fino al 45' la Floriagafir deve accontentarsi d'una progressione di Giannone, che s'allunga il pallone una volta giunto in prossimità di Mammoli, e d'un paio di traversoni di Mosconi, ai cui rasoterra da sinistra nessuno risponde con la spirito giusto. Solo a un istante dallo scadere la Pietà, che aveva replicato con un tiro di Ciaschi (centrale: para Prelashi) e qualche spunto di Pareti a destra e di Marzullo a sinistra, cede: calciando col destro di controbalzo segna Labiad, che cattura il traversone di Soliman e a colpo sicuro segna l'1-0. Pesa l'incertezza di Daly, che lascia passare il pallone e che al riavvio dopo la pausa è ancora così dispiaciuto da indurre Zambello a sostituirlo: la mossa s'accompagna a un ritocco tattico, visto che l'ingresso di Pitronaci porta con sé il cambio di sistema, che ora prevede la presenza d'un trequartista. Per qualche minuto questa posizione l'occupa Rrapaj cui subentra Tartoni, subito protagonista sia con la punizione che Prelashi devia in angolo, sia col successivo schema dalla bandiera a rimorchio per Palaj: il tiro a colpo sicuro s'infrange sul palo, e sulla ribattuta Ciaschi più che alla porta s'avvicina al tendone del Mandela Forum. Non ha gran fortuna la Pietà, non ce l'ha neppure nell'occasione che segue: cresce ancora il contatore dei legni, che registra l'incrocio colto da Ciaschi con un tiro di collo favorito dal filtrante di Pitronaci e dal dribbling su Benvegnu. Rinnovata l'amicizia con la sorte dopo settimane di gelo, la Floriagafir ne approfitta subito: prolungato ma non allontanato da Palaj, il traversone di Mosconi pesca La Greca, che accompagna il pallone in porta colpendolo con la parte bassa della coscia. La combinazione tra i due legni e il doppio svantaggio soffoca la Pietà, che esce dalla partita e alla Floriagafir concede lo spazio per la terza rete: dopo esser sceso a destra la segna Ermini Polacci alla fine dello sprint che in scivolata Marseo riesce a infastidire ma non a interrompere. È il 3-0, lo stesso risultato ottenuto dall'Affrico: è alle sue partite, non più a quelle della Sestese, che la Floriagafir presta attenzione. Le serve un promemoria per ricordarsi d'aver sognato, e che sognare è stato splendido.
Calciatoripiù: Mosconi, Labiad (Floriagafir), Palaj e Ciaschi (Pietà).