25' De Simone
72' Pellecchia
81' Ermini Polacci
89' Serrini
49' Dragone
ARBITRO: Edoardo Pisaneschi di Pistoia
RETI: 25' De Simone, 49' Dragone, 72' Pellecchia, 81' Ermini Polacci, 89' Serrini
È difficile identificare il momento esatto nel quale la Floriagafir s'è resa conto che questo campionato non avrebbe potuto vincerlo, e da lì da quest'idea s'è fatta così condizionare da non vincerlo davvero: forse a Bibbiena, forse a Pontassieve, forse in casa con l'Affrico o il Ponsacco. È difficile identificarlo, difficile farlo coincidere con lo scontro diretto del Torrini: il primo giorno di primavera era già chiaro che l'assegnazione del titolo non sarebbe stata nient'altro che un replay dell'anno scorso. È da tempo che quel sogno immenso s'è spezzato, ne resiste però un altro che pare più piccolo soltanto se paragonato alle dieci settimane al comando: d'arrivare seconda la Floriagafir ha una gran voglia. Per riuscirci deve neutralizzare la rincorsa dell'Affrico, che nelle ultime nove giornate ha totalizzato ventitré punti e che però a novanta minuti dalla fine resta indietro, di poco ma indietro: pesa tantissimo il 4-1 sullo Sporting Cecina, che dal Grazzini viene via consapevole d'aver raccolto molto meno di quanto avrebbe potuto e che ora vede a rischio (migliore però lo score negli scontri diretti col Forte dei Marmi) la qualificazione in coppa. Tocca a De Simone complicare per primo i piani degli avversari: è lui a ricevere il filtrante di Diego Lenzi dietro la difesa, a scartare Bendinelli, che nell'avvio dell'azione avversaria aveva già avuto parte con un colpo di testa impreciso in uscita ai venti metri, e a depositare in porta il pallone dell'1-0 (25'). All'episodio lo Sporting Cecina reagisce col consueto mix di furia e grandi giocate, alle quali però manca la fortuna: di testa colpiscono i legni sia Lega, che era rimasto alto sugli sviluppi d'un angolo respinto e che centra il palo, sia Londi, che il cross di Zazzeri invita a cercare la porta e al quale Prelashi s'oppone con l'aiuto della traversa. È la prima d'una serie di parate notevoli, alle quali però in avvio di ripresa s'inframezza l'1-1: lo segna Dragone, che cattura un pallone riproposto in avanti dal filtrante di Tei e lo scaraventa in porta dopo aver spaccato la difesa a metà. Il pari sembra avviare la rimonta dello Sporting Cecina, costretto però a confrontarsi con la giornata strepitosa di Prelashi, decisivo prima su Yasser Dardar, poi su Dragone, infine due volte su Tei, che aveva cercato il vantaggio dalla distanza. Si sa quale mossa suggerisce l'istinto a chi si trova davanti un portiere insuperabile: si cerca d'angolare al massimo la traiettoria, scelta che impedisce a Castelli di trovare lo specchio da posizione favolosa. Alla sequenza di pericoli la Floriagafir replica con una serie d'azioni d'attacco al centro delle quali c'è Serrini: più che quelli da stoccatore (sbatte sull'uscita di Bendinelli il tentativo a colpo sicuro) gli calano bene i panni del rifinitore, i cui inviti rasoterra da posizione laterale portano in pedana prima Giannone (alto), poi Ermini Polacci (alto), infine Pellecchia, che sottoporta segna il 2-1. Stavolta lo svantaggio lo Sporting Cecina non riesce a rimontarlo, non ci riesce perché la Floriagafir allunga in dieci minuti scarsi: segna Ermini Polacci, che da cinque metri corregge in rete il traversone rasoterra di Mosconi. Sul 3-1 la partita è finita: c'è tempo ancora per la diciassettesima rete stagionale di Serrini, che scartando Bendinelli sul filtrante di Benucci torna a segnare dopo due mesi. Anche dopo il cambio di destinatario, ormai irraggiungibile la Sestese, il messaggio risuona limpido: è bene che l'Affrico lo sappia, la Floriagafir non s'è arresa.
Calciatoripiù: Prelashi, Mosconi (Floriagafir) e Yasser Dardar (Sporting Cecina).