• Allievi RegionaliElite
  • 25/01/2026 11.00.00
  • SCANDICCI
  • 0 - 1 25/01/2026 11.00.00
  • SESTESE
    92' Palmini

Commento


SCANDICCI: Pesci, Torracchi, Salvadori, Catarzi, Morosino, Belli (53' Talbi), Lodovisi (88' Gelli), Borchi (74' Gjonaj), Nocentini (63' Focardi), Bagala (76' Kurti), Drago. A disp.: Contieri, Galletti, Gori B., Prelashaj . All.: Bernocchi Lorenzo
SESTESE: Giorgetti, Sostegni (74' Minniti), Dervishi, Stasi (67' Breccia), Musa, Riboli, Pancella, Ceccherini, Iuliucci (67' Bellini), Materassi (46' Palmini), Durgoni. A disp.: Del Rosso, Bassetti, Paci, Pacini, Guidi. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Margherita Calvani di Prato
RETI: 92' Palmini
Non c'è bisogno del sistema mnemonico di Splendini per ricordarsi il numero del calciatore (è il sedici, sedici come i cavalli blu) che, convinto che né l'azione né la partita siano finite nonostante i novantadue minuti sul cronometro e la parata di Pesci su Ceccherini, spezza un equilibrio all'apparenza eterno; non ce n'è bisogno, perché sembrano mille o duemila o tremila le voci che invocano Santiago Palmini subito dopo che il suo destro consente alla Sestese di venire a capo dello Scandicci, di scavalcare il Fucecchio e d'agguantare la seconda posizione, a un punto soltanto dal Venturina capolista. Non ce n'è bisogno, perché nel giro di qualche minuto lo sa tutta la Toscana; e tutta la Toscana ora s'aspetta la Sestese tra le protagoniste della corsa che mette in palio il titolo più ambito. Dal Bartolozzi modalità ghiacciaia la Sestese non trae soltanto tre punti: nello 0-1 maturato a pochi secondi dall'ultimo fischio di Margherita Calvani (eccezionale, e l'aggettivo basti per descriverne la direzione) ci stanno un messaggio feroce alle rivali e la consapevolezza definitiva d'un carattere formidabile come quello del suo allenatore. Nella vittoria c'è tanto di Marco Ferro: ci sono i cambi azzeccati (a partita in corso entrano sia Santiago Palmini sia Breccia, inventato mezzala sinistra, che l'azione decisiva la confeziona); c'è un impianto di gioco riconoscibilissimo, contrassegnato dalla volontà - si direbbe quasi dal bisogno - d'attaccare sempre; c'è la solidità d'una difesa che nella coppia Musa-Riboli ha trovato sicurezze inscalfibili; c'è quello che da settimane si propone come il centrocampo forse più forte no, ma di sicuro meglio assortito della Toscana - e grande occhio ha avuto Bob Pacini nel selezionare Durgoni come il compagno perfetto per Ceccherini e Stasi; c'è la capacità di trovare soluzioni d'attacco efficaci anche in assenza d'un centravanti classico; c'è, infine, l'impossibilità strutturale d'accontentarsi o d'arrendersi. C'è tanto, e a lungo quel tanto non è bastato; e ha rischiato di non bastare perché anche senza rendersi granché pericoloso (non ci riesce Nocentini, che non calcia mai verso lo specchio; ci riesce poco Focardi, cui Bernocchi concede la mezz'ora finale) lo Scandicci ha offerto una prova sontuosa, intensissima e ricca di raddoppi, impressionante nella capacità di compattare lo schieramento intorno a Catarzi e a Morosino per tamponare ogni possibile attacco avversario. Il primo si registra a freddo, ed è uno dei pochi con i quali la Sestese riesce a sfruttare l'effetto sorpresa: funziona benissimo l'asse tra Ceccherini, che sul fronte sinistro della trequarti sgraffigna il pallone a Lodovisi, e Pancella, che si defila dal centro verso destra e crossa sul secondo palo; funziona meno bene il finale dell'azione, perché il colpo di testa d'Iuliucci esce sopra la porta spalancata. Dall'avvio si contano cinquanta secondi; ne trascorrono altri seicento e un possesso morbido - uno dei pochi, forse l'unico - della mediana della Sestese consente allo Scandicci di contrattaccare: sul filtrante di Borchi, che Bernocchi schiera mezzala sinistra del 4-3-3, scappa Bagalà, il cui destro Musa sporca e Giorgetti accompagna in angolo con un po' d'apprensione. Ben di più ne vive la tifoseria dello Scandicci sulla giocata che cento secondi più tardi spalanca alla Sestese la strada verso il vantaggio: lo manca Pancella, che taglia tra Morosino e Catarzi per catapultarsi sul pallone servitogli da Iuliucci con una sorta di rovesciata e che però grazia Pesci (gioca col 27, unica anomalia d'una numerazione finalmente regolare) alzando d'un metro il lob col destro. È identica la traiettoria della prima della serie di punizioni che Materassi conquista e calcia dai venti metri: la porta resta un desiderio (21'). Lo resta - ed è l'altra porta - anche per Borchi, che commettendo il fallo l'occasione precedente l'aveva concessa e che trova più agio quando può partecipare alla manovra d'attacco: nell'azione nata dal rilancio di Catarzi, su cui era sbattuto Iuliucci, è lui a tagliare sul rasoterra che da destra Drago (aveva iniziato sull'altra fascia: già al quarto d'ora Bernocchi lo inverte con Bagalà) aveva calibrato in zona primo palo dopo il dribbling su Dervishi, lui a farsi anticipare dal ripiegamento sopraffino di Durgoni. Corre il 23', la metà esatta del primo tempo: da qui alla pausa la Sestese terrà sempre sgombra la propria area di rigore. Anche se deve far fronte a una pressione un po' più intensa, nell'operazione riesce anche lo Scandicci, che non si scompone fin quando Catarzi non affonda un tackle troppo duro su Iuliucci in prossimità del vertice sinistro dell'area di rigore: la preoccupazione dura giusto il tempo di piazzare la barriera, esce ben oltre il secondo palo la punizione che Materassi calcia malissimo. È lui, colui che all'andata la partita l'aveva decisa, l'unico dei ventidue a non rientrare in campo alla fine della pausa, nella quale la scena se la prendono i biscotti home made e i boccioni di tè e di caffè con i quali - manca solo la tovaglia - la tifoseria della Sestese apparecchia gli spalti. Davanti Ferro ha bisogno di qualcosa di diverso, e pensa che Santiago Palmini sia l'uomo giusto per proporlo: è l'intuizione vincente, ma prima che sia possibile accorgersene scorre quasi tutta la ripresa, inaugurata dalla punizione che Pancella conquista per una trattenuta di Gabriele Salvadori, e che cercando il primo palo Stasi si fa sporcare dalla barriera (49'). Segue, alla bandiera Santiago Palmini, un calcio d'angolo sugli sviluppi del quale la Sestese si fa trovare scoperta: è efficace la chiusura di Catarzi con lancio in allegato, altrettanto efficace l'uscita di Giorgetti, che leggendo in anticipo l'invito di Belli riesce a intercettare il lob non appena il pallone si stacca dal destro di Bagalà. È l'occasione che avvia il miglior momento dello Scandicci, di nuovo pericoloso al 57' sugli sviluppi della punizione che Dervishi concede a Lodovisi e che dal fronte destro della trequarti offensiva Talbi (aveva appena rilevato Belli) calcia in direzione secondo palo: è perfetto lo stacco di Morosino, non altrettanto la mira a botta pressoché sicura. Anche la Sestese affida il contrattacco a una punizione (la conquista Durgoni, di Belli il tackle): dal lato corto dell'area di rigore la calcia Stasi col destro a uscire, il pallone sfila d'una spanna oltre il palo lontano. In girata lo aveva pizzicato Dervishi, che quasi alla fine del terzo quarto calamita l'attenzione di Margherita Calvani per una spinta a Drago innescato da un rinvio profondo di Pesci: il metro tenuto fin lì, e da lì in poi, legittima la decisione di non concedere il rigore; resta intatta la valutazione sul rischio assunto, quella che se ci s'aggiunge un po' d'educazione si riassume nella formula «se te lo fischia affari tuoi». Dall'episodio lo Scandicci trae l'energia che gli consente d'attaccare altre due volte, entrambe senza effetto: è in ritardo Focardi sul traversone rasoterra di Drago, che dopo aver sfidato Durgoni a un duello di velocità e aver vinto aveva spedito il pallone ad attraversare tutta l'area di porta (67'); e subito prima d'esser sostituito (dentro Kurti) Bagalà sfrutta il lancio di Talbi per anticipare l'uscita svagata di Giorgetti, non però per calciare forte verso lo specchio ben protetto dal ripiegamento di Riboli (75'). S'aggiusta Ferro, s'aggiusta quanto basta per vincere la partita: sulla sinistra della Sestese lo Scandicci sta cominciando a sfondare; dunque serve qualcuno che accompagni Dervishi in copertura. L'uomo giusto (esce Stasi, Durgoni finisce a destra di Ceccherini) è Breccia, che non si limita a potenziare la fase difensiva; non si limita al punto che, il recupero già introdotto, è un suo sprint ad avviare l'azione decisiva. Il suo servizio arretrato lo cattura Ceccherini, che dal limite dell'area di rigore controlla il pallone col destro, e con lo stesso piede calcia a mezz'altezza direzione porta: Pesci la protegge in tuffo, e sulla ribattuta la centra Santiago Palmini, che aveva seguito l'azione fino ad affondare all'interno dell'area di rigore e che in scivolata mira all'angolo basso accanto al palo lontano. È lo 0-1, l'avvio dell'apoteosi della Sestese, che nelle temperature artiche del Bartolozzi si ritrova a invocare un nome che sa di Spagna, di caldo, di devozione e di trofei.
Calciatoripiù
: a lungo lo Scandicci regge perché regge la cerniera chiusa da Morosino e Catarzi, che l'anno in meno lo maschera benissimo sotto la tranquillità del leader, e reggendo consente a Drago, uno degli ex più attesi, di affondare prima a sinistra e poi a destra, dove lo dirotta Bernocchi quando s'accorge che da quella parte c'è modo di passare. È più difficile farlo per vie centrali, dove Riboli (sembra un veterano dell'élite, bisogna fare uno sforzo per ricordarsi che sette mesi fa giocava a Rifredi: bravo lui, bravo Ferro e bravo Pacini a scovarlo) e Musa minimizzano gli spazi a disposizione. È innanzitutto su una fase difensiva pressoché impeccabile che la Sestese costruisce la vittoria; il resto lo fanno i tre che entrano nell'azione decisiva: Breccia con lo sprint, Ceccherini (favoloso, favolosissimo dal primo all'ultimo pallone che gioca, sempre pulito e sempre avanti) cercando la porta, Santiago Palmini trovandola sulla ribattuta.
Samuele Tofani