• Allievi RegionaliElite
  • 01/02/2026 11.00.00
  • GIOV. FUCECCHIO
    93' Fogli
  • 1 - 0 01/02/2026 11.00.00
  • VENTURINA

Commento


GIOV. FUCECCHIO: Buti, Borghi, Federighi, Dainelli, Collura, Sica, Sardelli, Salvadori N., Lenzi, Romani, Fogli. A disp.: Tacchi, BIONDI, Ciampalini, Piazza, Capocchi, Fondelli, . All.: Citi Michele
VENTURINA: Kohler, Lenci, De Angeli, Da Frassini, Lolini, Guazzelli, Mezzetti, Priore, Galbiati, Guazzini, Nista. A disp.: Leoni, Tognazzi, Tassi, Tosi, Panichi, Casoli, Bologna, Messina, Monaci. All.: Bucciantini Fabio
ARBITRO: Daniele Sansossio Varnagallo di Pontedera
RETI: 93' Fogli
Tra la profezia e l'abbaglio c'è una differenza minima, la differenza che passa tra l'indovinarci o no. Per tutta la partita la tifoseria del Fucecchio ha invitato Gabriele Fogli a non rammaricarsi per gli errori sottoporta, a rimanere calmo: avrebbe segnato, gli pronosticava, nell'occasione successiva («la prossima!»). Per novantatré minuti è sembrato che l'occasione successiva fosse come il messia per il sinedrio: si diceva che sarebbe dovuto arrivare, e si faceva conto che non sarebbe arrivato mai. Si sa com'è finita: bastava avere pazienza, e con la pazienza avere fede. Il Fucecchio ha avuto entrambe fino alla fine d'una partita che sembrava destinato a non vincere, tanto bene l'aveva preparata Bucciantini e tanto aveva inciso la sorte, che all'81' aveva spinto sulla faccia inferiore della traversa la girata di Niccolò Salvadori a colpo sicuro; e con entrambe, pazienza e fede, al 93' ha piegato la resistenza del Venturina, e l'ha costretto a cedere trono e corona. Se li prende la Sestese, alle cui spalle le due rivali di giornata s'associano al Tau, stessi punti - due dalla vetta - e una partita in meno: la rinuncia del San Miniato costringe la Toscana a confrontarsi con una tristissima classifica dispari, dispari e zoppa. Per non stare a fare troppi conti, sentirsi capolista anche di diritto, il Venturina aveva bisogno di vincere; e per vincere ha giocato la prima metà della partita: è coraggioso il 4-2-3-1 con cui Bucciantini schiera i suoi, nel tentativo d'impadronirsi della trequarti dove ai lati di Priore agiscono Mezzetti e Galbiati, ben protetti dalla dentellatura che chiude la cerniera proposta dai due semiomonimi Guazzini e Guazzelli. Nel primo tempo i due corrono così tanto che a lungo non ci s'accorge - sarà diversa la ripresa - che in mediana il Fucecchio può contare sulla superiorità numerica; non ci se n'accorge anche perché nel 4-3-3 scelto da Citi si viaggia soprattutto sulle corsie laterali, dove la doppia catena Sica-Francesco Lenzi e Borghi-Sardelli promette benissimo già dall'avvio. Dal primo fischio di Sansossio Varnagallo, cognome lungo e grande personalità (il pubblico, d'entrambi i colori, lo contesta spesso, e spesso lo contesta perché non ne apprezza la soglia tecnica molto alta: in realtà è un pregio, tanto più perché per tutta la partita il metro resta unico; dei tre episodi cruciali, una rete annullata a ciascuna delle due squadre e un possibile rigore non concesso al Venturina, ci sarà modo di tornare poi), sono trascorsi cento secondi e già si capisce che da terzino sinistro Lolini farà una gran fatica per evitare d'essere preso in mezzo. La mossa inaugurale è una trattenuta a Sardelli in prossimità del vertice dell'area di rigore, nella zona che alla tribuna offre ancora una visuale sgombra prima che sull'intorno del calcio d'angolo s'erga il tendone d'un gazebo: si vede bene anche il primo ramo della parabola che Francesco Lenzi calibra sul secondo palo, invito per la rovesciata di Niccolò Salvadori, bellissima e alta. Invertita la dinamica, fallo di Sardelli su Lolini, anche la replica del Venturina passa da una punizione, una delle situazioni più temute: sul traversone di Priore dalla trequarti sinistra non funziona la gabbia intorno a Da Frassini, non funziona e non è un problema, perché sulla sua volée mancina altrimenti vincente Sansossio Varnagallo fa calare il fischio che sanziona il fuorigioco. Il Venturina, che accennando l'esultanza poi evaporata era corso verso Bucciantini, squalificato e riconoscibilissimo per la felpa rosso intenso, ci riprova al 12' sullo sprint di Priore, che scappa a sinistra sull'invito di Nista, attrae Dainelli fuori posizione e a rimorchio serve un gran rasoterra: non lo sfrutta Guazzini, che dal limite dell'area di rigore calcia sporco, lento e a lato. Più nitida è l'occasione che il Fucecchio confeziona alla fine del primo quarto: a cucirla sono Fogli, che sulla chiusura di Da Frassini scarica a sinistra, e Sica, pronto al controtraversone; il traversone, dopo lo sprint su Lolini, l'aveva indovinato Sardelli, sul cui esterno destro capita un pallone incantevole sparacchiato in direzione palazzetto. La porta non la trova neppure Fogli alla fine dello sprint che, favorito dalla spizzata involontaria di Guazzini, gli consente di coprire il fronte sinistro della trequarti e raggiungere il limite dell'area di rigore, dove lo fronteggia Da Frassini: è inevitabile non azzardare il dribbling e calciare da lì, verso la parte sbagliata del palo lontano (37'). Con una rimessa laterale battuta profonda l'azione l'aveva avviata Sica, che calamitando l'apertura di Romani alimenta anche l'ultima occasione del primo tempo: sul traversone rasoterra non la finalizza Niccolò Salvadori, murato prima da Lolini (ottima la diagonale) e poi da De Angeli (42'). La sequenza di queste azioni suggerisce a Bucciantini che c'è da cambiare qualcosa sulle corsie laterali: serve un po' più di sprint, dunque per Mezzetti entra Bologna. È lui ad avviare l'azione che a metà ripresa potrebbe far svoltare la partita: sul suo lancio, con la mediazione di Lenci sceso a destra, il pallone giunge a Casoli, altro neoentrato (fuori Priore; e fuori anche Guazzelli e Nista per Tosi e Monaci), neutralizzato da Federighi con una trattenuta rischiosissima ma nel perimetro stabilito fin lì da Sansossio Varnagallo. Il Fucecchio, che in avvio di ripresa aveva provato a pungere col destro di Fogli dal limite dell'area di rigore (prezioso l'invito di Niccolò Salvadori, pallone alto), replica con una ripartenza condotta tre contro De Angeli, alimentata da Francesco Lenzi e non finalizzata da Sardelli, chiuso dal ripiegamento decisivo di Lolini (67'). Cento secondi più tardi con un'azione più ragionata e meno verticale il Fucecchio riesce a concludere, e in teoria a concludere bene: non è d'accordo Sansossio Varnagallo, che rileva un pestone di Borghi a Mezzetti un istante prima del filtrante e non convalida la rete di Fogli, altrimenti efficace nell'esecuzione col destro rasoterra. Lo sviluppo era nato da una combinazione tra Romani e Niccolò Salvadori che, il primo a ispirare e il secondo a rifinire, con la cucitura di Sica sovrappostosi a sinistra confezionano l'occasione più nitida del tempo regolamentare, quella neutralizzata dalla faccia interna della traversa. Il Venturina trema, e comprende che solo se contrattacca può evitare la sconfitta: all'acme della ripartenza imbastita dalla discesa di Bologna e impreziosita dal velo di Monaci il pallone del trionfo capita sul mancino di Lenci, che esausto stringe troppo la traiettoria e manca lo specchio. È un episodio di cui il Venturina avrà modo di rammaricarsi tantissimo, perché la partita si risolve nei cinque minuti di recupero assegnati da Sansossio Varnagallo. Nessuno capisce che l'errore di Fogli, che sul contropiede imbastito da Borghi si libera di Da Frassini forse con un fallo (alta, altissima la soglia dell'intervento tecnico) e saltato Kohler si defila così tanto da non avere più luce verso la porta, non è il sigillo sui rimpianti del Fucecchio, ma il segnale che il Venturina sta per cedere; nessuno lo capisce finché Sardelli si libera al limite dell'area di rigore e col destro cerca il secondo palo, protetto da Kohler in tuffo: sulla ribattuta si spalanca lo specchio davanti a Fogli, che resta freddo a sufficienza per colpire il pallone con l'interno mancino e, mentre lo spazio si fa sempre più stretto, farlo passare nell'unico spiraglio disponibile. I suoi gliel'avevano detto che avrebbe segnato all'occasione successiva, gliel'avevano detto anche dopo quella sprecata al 92', quando poteva sembrare che non fosse una profezia, che fosse un abbaglio: avevano ragione, bastava avere pazienza, pazienza e fede.
Calciatoripiù
: fino all'azione in cui lo salva la traversa il Venturina rischia pochissimo, perché De Angeli e Da Frassini costituiscono una coppia centrale favolosa, e a destra Lenci è efficacissimo nell'ostacolare le sortite degli avversari, che per trovare spazio devono affidarsi spesso alle sovrapposizioni di Sica. L'equilibrio si spezza quando alla solidità difensiva (gigantesco Dainelli) il Fucecchio abbina il governo della mediana, di cui alla distanza s'impadroniscono Niccolò Salvadori e Romani, mezzali di qualità sopraffina. La pressione cresce, e crescendo produce l'azione della rete: la confeziona Sardelli con un destro sublime, sulla ribattuta la segna Fogli, che aveva intuito che i tempi fossero maturi, che d'occasioni successive non ce ne sarebbero state più.
Samuele Tofani