32' Dervishi
24' Celestre
SESTESE: Giorgetti, Minniti (61' Sostegni (86' Asmodeo)), Dervishi, Stasi (46' Durgoni), Musa, Riboli, Pacini (73' Breccia), Ceccherini, Notari (61' Pancella), Palmini (67' Materassi), Iuliucci (81' Paci). A disp.: Faggi, Bassetti, Bellini . All.: Ferro Marco
OLTRERA: Bullari, Casiero (93' Landi), Sostegni, Franchi, Kamal, Clemente (76' Paffi), Scarnicci (86' Marino), Campana (75' Cappagli), Celestre (71' Pangallo), Tani (87' Pratelli), Cecchi. A disp.: Faggioli. All.: Del Vita Matteo
ARBITRO: Matteo Randellini di Arezzo
RETI: 24' Celestre, 32' Dervishi
NOTE: Ammoniti Ceccherini, Durgoni, Paci, Scarnicci.A chi ci s'era appassionato negli anni Novanta, prima che lo scempio regolamentare la rendesse interessante quanto il wrestling, la Formula Uno aveva insegnato una regola universale: nei giri che seguono la sosta del rivale chi ai box si ferma per ultimo deve tirare al massimo, così da acquisire un vantaggio che dalla pit lane gli consenta di rientrare davanti. Troppo giovani per appassionarsi alla Formula Uno degli anni Novanta, i calciatori della Sestese quest'insegnamento non l'hanno appreso; o se l'hanno appreso altrove non sono riusciti a metterlo in pratica. Il primato solitario è durato una settimana appena: il pianerottolo che affaccia sull'attico ora va diviso col Venturina e soprattutto col Tau, che il turno di riposo l'ha già scontato e che ora per sganciarsi attende soltanto che si fermino gli altri. Dal Torrini l'Oltrera esce indenne, indenne dopo esser riuscita a segnare a metà del primo tempo (il vantaggio dura poco, Dervishi pareggia alla mezz'ora): poco le importa che la Lastrigiana l'abbia agganciata al quinto posto e che lo Scandicci si sia avvicinato a un punto soltanto, le importa poco perché quando gioca con le big - solo il Venturina le ha strappato sei punti; nel doppio confronto Tau e Sestese non sono riusciti a ottenere più d'un pari in casa; e il Fucecchio in casa ha perso - s'esalta. S'esalta perché è una squadra tonica, capace di far coesistere due attaccanti di spessore come Filippo Tani e Cecchi; e poi s'esalta perché Del Vita le partite le prepara in ogni dettaglio. È facile accorgersene già dai primi scambi, che dalle tribune d'uno stadio vero come il Torrini è facile apprezzare e analizzare: la scelta di disporsi a specchio sul 4-3-1-2 della Sestese riduce gli spazi a disposizione di Ceccherini, intorno al quale gravita Celestre (sulle spalle il nove, gioca trequartista) feroce nella prima pressione, e costringe Santiago Palmini a dedicarsi alla marcatura di Clemente, che non appena ha a disposizione un metro verticalizza con tanta rapidità da costringere spesso gli avversari a correre all'indietro. Per la Sestese esiste una sola contromossa possibile: sfruttare le corsie laterali, dove i terzini hanno spazio a sufficienza per prendere lo slancio e ingaggiare con i dirimpettai una serie di duelli individuali. È da una di queste situazioni, appena un centinaio i secondi dal primo fischio di Randellini (sbaglia abbastanza, ma niente di decisivo), che scaturisce il primo sussulto: Kamal legge male il lancio profondo di Minniti e saltando a vuoto consente a Iuliucci d'avanzare verso il limite dell'area di rigore e da lì di cercare Notari, il compagno dell'attacco pesante (panchina per Pancella), chiuso col fisico da Franchi al quale s'accompagna l'uscita di Bullari. Sfruttando l'altro fronte, quello sinistro, la Sestese ci riprova quattro minuti più tardi, in una delle poche circostanze nelle quali Ceccherini trova spazio per verticalizzare. Sul suo filtrante Riccardo Pacini (insieme a Stasi mezzala gioca lui, panchina per Durgoni) combina con Iuliucci pronto alla sponda per Santiago Palmini al limite dell'area di rigore: alta l'esecuzione con l'esterno collo del destro, usato per colpire il pallone di controbalzo. Non va a buon fine neppure il terzo tentativo, di nuovo alimentato dallo sprint di Riccardo Pacini a sinistra, stavolta chiuso con un traversone profondo: non va a buon fine perché Franchi s'immola e mura il destro di Notari, che sul rinvio corto di Kevin Sostegni aveva armato il destro a colpo sicuro, o quasi. È l'11', e da qui in poi l'Oltrera prende le misure a una partita ricca di nodi; le prende così bene da cancellare ogni pericolo, e da costruirne uno letale non appena scavallata la metà del primo tempo: è feroce la pressione di Celestre, che sullo scivolone di Riccardo Pacini in mediana conquista subito il possesso, verticalizza per lo sprint di Filippo Tani e accompagna l'azione per ricevere lo scarico che, filtrato nonostante il raddoppio Dervishi-Musa, dal limite dell'area di rigore trasforma nello 0-1 con un destro incrociato a mezz'altezza. Le notizie orribili che arrivano da Altopascio, dove il Tau sta già dilagando contro lo Sporting Cecina, costringono la Sestese a reagire subito, nel tentativo di pareggiare prima della pausa così da poter impiegare tutta la ripresa per completare la rimonta. Della responsabilità si fa carico Dervishi, che tra il 28' e il 32' crossa tre volte dalla corsia di competenza, quella sinistra: il primo spunto, una punizione dalla trequarti prolungata dall'acrobazia di Santiago Palmini, porta in pedana Notari, che dal vertice dell'area di porta calcia male col destro al volo; il secondo lo neutralizza Bullari, che protegge l'incrocio dopo la deviazione rischiosissima di Casiero in copertura (ne nasce un angolo, il primo d'una partita che n'è avara); il terzo, un traversone che nessuno tocca e sul quale il movimento d'Iuliucci tradisce tutto il pacchetto difensivo dell'Oltrera, produce senz'altri tocchi, fortuita ma meritata, la rete dell'1-1. La Sestese quasi non fa in tempo a goderselo, perché dopo tanti sforzi per pareggiare prima della pausa rischia di ritrovarsi di nuovo in svantaggio: è un'eventualità rimossa da Giorgetti, che con una parata non elegantissima (e un po' corta, per sgombrare l'area di porta c'è bisogno dell'aiuto della difesa) ma efficace disinnesca il destro di Filippo Tani, invitato a tirare dalla sponda di Scarnicci sul servizio di Campana (39'). È l'ultimo episodio rilevante prima della pausa, nella quale la scena se la prendono i cenci - la stagionalità è un valore - home made con i quali la tifoseria della Sestese apparecchia gli spalti e alla fine della quale Ferro inizia a rivoluzionare la Sestese nel tentativo di scardinare le certezze degli avversari. Si legge in quest'ottica l'ingresso di Durgoni (fuori Stasi), chiamato a dare dinamismo al centrocampo e soprattutto ad allentare la pressione di Celestre su Ceccherini. La mossa, logica, rischia d'essere vanificata subito: la partita avrebbe piegato verso un'altra direzione se sul lancio profondo di Kamal il diagonale di Scarnicci da destra fosse finito in porta direttamente o col tocco di Cecchi, che spizzando il pallone l'azione l'aveva alimentata e che s'era fiondato in area di rigore per raccogliere l'eventuale pallone di ritorno. La traiettoria è invece troppo ampia, e l'1-1 resta solido; lo resta anche sull'ultimo pericolo, quello confezionato di testa da Riccardo Pacini sul traversone di Santiago Palmini dalla trequarti destra e neutralizzato in tuffo da Bullari. È l'ultimo pericolo anche se è appena il 50', e la partita apertissima: pur se rivoluzionate nell'assetto (Ferro cambia due terzi dell'attacco inserendo Materassi e Pancella per Santiago Palmini e Notari; dentro, per Riccardo Pacini, anche Breccia nell'insolita posizione di mezzala destra: Durgoni passa dall'altra parte; Del Vita replica cambiando tutta la mediana, che chiude con Marino, Paffi e Cappagli, e sostituendo Celestre esausto con Pangallo), le due squadre non riescono più a creare pericoli verso le due porte. Fa un po' di più la Sestese, ma non abbastanza: per la difesa dell'Oltrera non è un problema sgombrare l'area di rigore dai traversoni che arrivano sempre più stanchi. Neppure i (pochi) calci da fermo riscaldano la tifoseria sestese, che se negli anni Novanta seguiva la Formula Uno conosce il significato di quella silhouette amaranto vista arrivare di lontano e ora specchietto a specchietto nonostante il pit stop già effettuato; lo conosce, eppure continua a crederci, convinta che se le distanze restano minime ci sono ancora un paio di curve in cui è possibile tentare l'assalto e tornare davanti.
Calciatoripiù: nella prova dell'Oltrera pivotali sono due dei vertici del rombo, Clemente sulla trequarti difensiva e Celestre, che a una prova superlativa aggiunge la rete del provvisorio 0-1, su quella offensiva. In mediana sono loro a prendersi la scena d'una partita che per il resto, e soprattutto nella ripresa, premia soprattutto le difese: a Franchi, autorevole fin dalla prima azione, replicano efficacissime le marcature di Riboli e le letture di Dervishi, che con la spinta della fortuna regala alla Sestese quantomeno il pareggio.
Samuele Tofani