34' Di Bianco
44' Laboti
58' Barresi
5' Peccini
24' Chirinos rig.
33' Chirinos rig.
76' Andres
PIETRASANTA: Pennucci, Tonini, Bacci, Karafili, Barresi, Puccinelli, Dezulian, D Este, Remorini, Di Bianco, Laboti. A disp.: Bardi, Cresci, Paganini, Bufalini, Angeli, Cianelli, Petacchi, Toncelli, Kahindi. All.: Lazzarini Alessandro
CATTOLICA VIRTUS: Dallai, De Sa, Peccini, Mugnaini, Chirinos, Zangarelli, Zini, Lazzerini M., Crini, Fossi I., De La Cruz. A disp.: Bracci, Andres, Burgassi Da., Burgassi Di., Dona, Lazzerini C., Narduzzi, Pagnotta, Tapinassi. All.: Fraccone Marco
ARBITRO: Saad Benkhaoudane di Pisa
RETI: 5' Peccini, 24' rig. Chirinos, 33' rig. Chirinos, 34' Di Bianco, 44' Laboti, 58' Barresi, 76' Andres
Da una partita caotica la Cattolica esce con tre certezze: dopo tanti errori ha trovato il rigorista (Chirinos Calderon, doppietta); s'è così fortificata da non andare in frantumi neppure dopo esser stata rimontata dallo 0-3 al 3-3; e con un po' d'attenzione in più in fase difensiva (fa strano dirlo: aveva battuto 1-0 sia il Tau sia la Lastrigiana) può entrare in coppa di slancio. È questo il messaggio finale che risuona alla Pruniccia, dove il Pietrasanta esce sconfitto 3-4, punteggio che lo costringe a rimandare a dopo la sosta la festa per la salvezza: resta lontana la Settignanese, lontana a meno sei, divario più che cospicuo quando c'è ancora da scontare il turno di riposo. Troppi calcoli però non c'è tempo di farli, non c'è tempo perché l'equilibrio si spezza quando dal primo fischio di Benkhaoudane (direzione negativa) sono trascorsi appena cinque minuti: accentrandosi da sinistra segna Peccini, segna in due tempi dopo la respinta di Pennucci, che s'era opposto al primo tiro favorito dal triangolo con Crini. Passata subito in vantaggio, la Cattolica continua ad attaccare: sulla combinazione tra Zangarelli (stavolta meglio a impostare che a difendere) e Fossi il pallone per il raddoppio capita a Manuel Lazzerini, il cui tiro dalla distanza Pennucci devia in angolo. È però soprattutto a Crini che la Cattolica s'affida per rompere le marcature avversarie: è lui a offrire al destro di Fossi, piede debole, un gran servizio girato d'una spanna oltre il palo; lui a intercettare un passaggio pigro tra i centrali avversari e a nascondere il pallone a Pennucci, che in uscita commette fallo: è limpido il rigore, che gelido Chirinos Calderon trasforma nello 0-2. Neppure allo svantaggio doppio il Pietrasanta reagisce, e non reagendo lascia spazio alla Cattolica, che sfonda sia a sinistra (pregevole il traversone di Peccini per De La Cruz, anticipato all'ultimo) sia a destra, da dove arriva un pallone che coglie Fossi in leggerissimo ritardo. Glielo aveva servito Crini, immarcabile allora e immarcabile di nuovo al 33', quando sul filtrante di Zangarelli conquista il secondo rigore di giornata: di nuovo Chirinos Calderon non ne sente la pressione, e con un'esecuzione perfetta trova doppietta e 0-3. Sbaglia però chi pensa che la partita sia finita: sulla ripresa del gioco Zangarelli interviene poco coordinato su un pallone fatto spiovere dalla corsia laterale, così poco coordinato da toccare con la mano. Benkhaoudane fischia il terzo rigore in dieci minuti, stavolta per il Pietrasanta: Di Bianco lo converte nell'1-3 e suggerisce che la partita ha ancora molto da raccontare. La sensazione la conferma Laboti, che a due minuti dalla pausa riporta la Cattolica a tiro: De Sa non riesce a intercettare il filtrante di Dezulian, è facile battere Dallai da distanza ravvicinata. Dunque si va alla pausa sul 2-3, punteggio dal quale la Cattolica non può essere rassicurata: in avvio di ripresa glielo ricorda Remorini, al cui tiro in mischia s'oppone Zangarelli col corpo. Subito dimenticata la volée di Manuel Lazzerini, che calcia alto d'un pollice sul servizio di De La Cruz sceso a destra, all'ora di gioco il Pietrasanta pareggia: è corta la respinta di Dallai sul tiro che D'Este sferra carico d'effetto, corta e invitante per la replica vincente di Barresi. Raggiunto il pareggio, il Pietrasanta cerca di completare una rimonta clamorosa: il pallone buono capita a Puccinelli, che sul traversone di Di Bianco si gira bene e calcia fuori d'un centimetro. Fraccone capisce che se non aggiusta qualcosa rischia di vedere la Cattolica travolta, e si gioca il cambio più prezioso: è la mossa vincente perché ad Andres, reduce da un leggero acciacco, sono sufficienti cinque minuti scarsi per addomesticare il lancio di Mugnaini e battere Pennucci in uscita. La quattordicesima rete stagionale (come lui solo Giovannelli e Pancella) del calciatore più atteso rende di nuovo dispari il punteggio e scombina ogni tipo di piano: nel quarto d'ora finale la partita perde ogni logica e vive soltanto di contropiedi non sfruttati (gigantesco quello che, tre contro uno, Manuel Lazzerini lascia sfumare) e di mischie nell'area di rigore della Cattolica Virtus. È qui che nel recupero si registrano due episodi dei quali in Versilia si continua a discutere: più che dopo una spintarella a Toncelli, il Pietrasanta protesta per un possibile fallo di Pagnotta su Petacchi. Benkhaoudane non se la sente di fischiare il quarto rigore d'una partita nella quale ha cambiato linea tecnica con la frequenza con cui si starnutisce in primavera: la Cattolica si salva, la sesta vittoria consecutiva rende la sua classifica notevolissima.
Calciatoripiù: le reti di Di Bianco, Laboti e Barresi riescono soltanto a illudere il Pietrasanta, che a cavallo della pausa aveva rimontato la rete di Peccini e i due rigori conquistati da Crini (immarcabile, il migliore in assoluto) e realizzati da Chirinos Calderon, ormai tiratore designato. Sul 3-3 entra Andres, e il 3-3 si dissolve subito.
esseti