• Allievi RegionaliElite
  • 21/12/2025 11.00.00
  • SESTESE
    60' Pancella
  • 1 - 0 21/12/2025 11.00.00
  • CATTOLICA VIRTUS

Commento


ARBITRO: Daniel Vannoni di Prato
RETI: 60' Pancella
Grande è non chi scintilla sempre, grande è chi ottiene il massimo anche quando non riesce a scintillare. La ragione è semplice: se così non fosse, grande non sarebbe nessuno, perché nessuno ha la forza di scintillare sempre. Dopo l'1-0 rifilato alla Cattolica Virtus, che perde la quinta partita stagionale e la seconda consecutiva dopo il successo nel derby con lo Scandicci, la Sestese si scopre grande: ha vinto una partita complicatissima, e vincendola ha mangiato due punti sia al Tau, avversario nella partita che aprirà il 2026 e chiuderà il girone d'andata, sia al Fucecchio. Per riuscirci ha usato come fulcro la decima rete stagionale di Pancella (di testa, di nuovo, come a Lastra a Signa: è un momento incantato) e un carattere feroce, che le ha consentito di ridurre al minimo i pericoli anche quando è rimasta in inferiorità numerica, sia in dieci contro undici (espulso Materassi appena entrato) sia in nove contro dieci (espulsi Gabriele Sostegni e Cullhaj per un bisticcio che Vannoni punisce con severità eccessiva). Il pericolo maggiore la Cattolica lo crea in avvio: lo confeziona l'ottima pressione di Crini su Riboli, che traccheggia al limite della propria area di rigore, non lo concretizza Andres, che calciando piano e centrale favorisce la parata di Giorgetti. All'amnesia difensiva aveva preso parte anche Musa, che dopo il contrasto perso dal compagno aveva mancato il rinvio e che subito si riscatta avviando un'azione offensiva con l'apertura per Minniti, che Ferro ripropone terzino sinistro dopo l'ottima performance di Lastra a Signa: il filtrante di prima porta in pedana Santiago Palmini, il cui diagonale anticipa l'uscita di Dallai e sfila d'una spanna a lato. Segue, quasi immediato, un contrattacco della Cattolica Virtus sulla combinazione tra Crini e Fossi chiusa con un tiro alto. Sembra l'antipasto sostanzioso d'una partita pirotecnica, è un'illusione: di qui alla fine del primo tempo si registrano soltanto una percussione di Notari, che si fa rimontare dalla difesa sull'azione verticalissima orchestrata da Minniti, Ceccherini e Riccardo Pacini, e una torre di Pancella per nessuno su un calcio d'angolo di Santiago Palmini a rientrare. Da una situazione analoga, la ripresa iniziata da un quarto d'ora, nasce la rete che decide la partita: stavolta Pancella cerca direttamente il secondo palo, e lo trova con una traiettoria perfetta a scavalcare Dallai. Sulla ripresa del gioco la Cattolica costruisce subito l'occasione del possibile pareggio: lo manca Fossi, che invitato da Crini a entrare in area si serve della punta del mancino per anticipare l'uscita di Giorgetti e calcia dalla parte sbagliata del palo. La partita s'accende, la Cattolica ci riprova con una punizione di Cullhaj da sinistra: Andres stacca bene, Musa s'oppone in prossimità della linea. La Sestese replica costruendo l'occasione più limpida per il raddoppio: glielo nega Dallai opponendosi al destro d'Iuliucci, che sul filtrante di Gabriele Sostegni da destra s'era creato lo spazio per il tiro superando Peccini in tunnel. Se si fa eccezione per due ripartenze non finalizzate da Iuliucci, è l'ultima occasione da rete che la Sestese costruisce: l'inferiorità numerica (espulso Materassi per un fallo duro ma non così grave, poi insieme Gabriele Sostegni e Cullhaj) la costringe a difendere il vantaggio, che visto che Morozzi e Andres s'ostacolano all'interno dell'area di porta la Cattolica non riesce a scalfire neppure con l'ultima punizione calciata da Mugnaini nella mischia. Stavolta il recupero non consegna sorprese: la Sestese vince, vince per la quarta volta di fila, e dopo avergli mangiato due punti in un mese (addirittura il doppio al Fucecchio) si prepara a ospitare il Tau capolista. Sarà già il 2026, più o meno dopodomani.
Calciatoripiù: Pancella
segna la rete del successo, che la Sestese difende bene grazie all'ingresso d'Iuliucci e Stasi, preziosi nel tenere alto il baricentro quando scatta l'inferiorità numerica.