70' Fossi I.
ARBITRO: Samuele Rocchi di Firenze
RETI: 70' Fossi I.
Quattr'anni sono abbastanza per spezzare un sortilegio, abbastanza da sembrare infiniti. Dalla finale persa nel 2022 a Lamporecchio la Cattolica Virtus non aveva più battuto il Tau nell'U17; anzi, fatta eccezione per un 2-2 (irrilevante, era l'ultima giornata d'un campionato deciso da tempo) era sempre uscita sconfitta. Eliminare la metafisica da una partita che da quattr'anni era lecito percepire maledetta, riportarla nell'alveo dei grandi classici del calcio toscano senza sovrappiù di senso o di magia, tocca a Fossi, mancino incantevole; o forse è più corretto dire che tocca a Fossi, mancino incantevole, e a Fraccone. È Fossi, con una rete favolosa ((Brutta l'hai fatta, Iacopo; l'hai fatta brutta!) gli gridano gli amici dalla tribuna mentre lui sveste la maglia col dieci, numero perfetto, e pazienza per l'ammonizione), a consentire alla Cattolica di tornare a battere il Tau, che della classifica mantiene il comando solitario soltanto per il crollo inatteso della Sestese col Seravezza; ed è Fraccone (va inteso come nome collettivo: Fraccone frontman del suo staff) a rendere possibile la vittoria. È efficace la scelta di schierare Manuel Lazzerini terzino sinistro d'emergenza, così com'è efficace il messaggio trasmesso alla squadra nel corso d'una settimana in cui la lista degli assenti s'è allungata fino a comprendere Narduzzi, Pagnotta, Peccini, Tapinassi, Donà, Morozzi e Veltre: solo combattendo su ogni pallone la Cattolica Virtus avrebbe potuto ottenere un risultato positivo. Da positivo diventa positivissimo perché la battaglia si fa totale: nel corso del primo tempo non si registra neppure una circostanza nella quale Moschini e Matteucci, le due mezzali del Tau, catturano un rimbalzo prima di Cullhaj e Zini, i loro dirimpettai. Eppure di palloni di questo genere la partita ne propone a dozzine: tanti, superando l'asse centrale che ha in Bracaloni e in Sarnataro i due perni, sono quelli che Rigacci e Marzano lanciano verso Giovannelli e Jacopo Niccolai, che con le proprie sponde cercano di favorire l'inserimento dei compagni. È una scelta che non paga, perché la Cattolica corre così tanto e così bene - e a correre così tanto e così bene ha bisogno di continuare se vuole qualificarsi per la coppa - che gli spazi che sembrano dischiudersi ogni volta che il Tau imbastisce l'azione da dietro spariscono sia sulle sponde eventuali, neutralizzate, sia sui rilanci di Chirinos Calderon, colossale. A una soluzione il Tau scopre subito di non potersi affidare: non ha senso puntare sulle corsie laterali, dove per Giovannini (uscirà in avvio di ripresa, dentro Romanelli) e Matteoni (non rientrerà dagli spogliatoi, dentro Serafini) sono più i problemi che gli spunti. Diventa inevitabile cercare d'affondare al centro, dove dopo un quarto d'ora altissimo per ritmi e privo d'occasioni nasce il primo episodio da annotare: da qui, la trequarti offensiva come riferimento, Matteucci verticalizza per Giovannelli, che ingaggia con Chirinos Calderon un duello in velocità risolto dall'uscita di Bracci. Intercettando un rinvio di Mugnaini l'azione l'aveva avviata Bracaloni, che al 20' si conferma prezioso anche in fase di copertura: anche se sul rimpallo rischia di provocare un'autorete - la evita il riflesso di Jordan Ricci - è provvidenziale la sua chiusura sul rasoterra di Fossi, che aveva sfruttato l'apertura d'Andres per affondare sul fronte sinistro dell'area di rigore, da dove aveva tentato di chiudere il triangolo. Il pericolo era nato sulla corsia opposta, la destra d'attacco della Cattolica, dove Matteoni non riesce a tenere il passo di Crini: innescato da un filtrante di Mugnaini e neutralizzato dalla parata di Jordan Ricci, reattivo in uscita sull'interno destro in corsa, il duello si ripete cinque minuti più tardi e di nuovo alla mezz'ora, quando il Tau rischia di nuovo. Lo salva la decisione di Rocchi jr (grande presenza, ottima direzione: si vede che d'arbitraggio ne mastica da prima d'iniziare a camminare), che ritiene che il contatto falloso, l'ammonizione in allegato, si concretizzi un passo prima dell'ingresso in area di rigore dal lato corto: alla fine dell'azione nata dal contrasto che Zini vince con Giovannini e che prosegue con l'ennesima giocata d'Andres a spostare il baricentro da un fronte all'altro la Cattolica deve accontentarsi d'una punizione, calciata rasoterra su Sarnataro unico in barriera. Non è granché la soluzione che sceglie Cullhaj, di sicuro meno efficace di quella con cui inaugura la ripresa, giusto trenta i secondi dal riavvio: sull'invito di Mugnaini schiaffeggia la traversa il mancino a incrociare dalla trequarti sinistra. Sulla ribattuta, Jordan Ricci a terra, la Cattolica non ha fortuna: esce alto il colpo di testa d'Andres, che infastidito dalla marcatura di Marzano da cinque metri non riesce a schiacciare il pallone verso terra. Dunque il punteggio resta ancora in equilibrio, e sugli sviluppi d'una punizione di Bracaloni in equilibrio torna subito anche il conto delle traverse: è qui che rimbalza il pallone calciato dal piede destro di Sarnataro, che al limite dell'area di rigore calamita il servizio d'Jacopo Niccolai e col primo spunto d'una partita complicata cerca il vantaggio in due tempi dopo l'opposizione di Mugnaini. Passato un quarto d'ora d'assestamento, al primo vero pericolo la Cattolica reagisce con l'ennesima azione di sfondamento sulla corsia destra, dove Serafini fa solo un po' meglio di Matteoni: sulla rimessa che De Sa batte profonda lo beffa Crini, il cui traversone rasoterra attraversa l'intera area di porta senza che né Andres né Fossi riescano a deviarlo. Nel giro di trenta secondi si finisce subito dall'altra parte, perché ormai esausto Cullhaj lascia sfilare un pallone di per sé innocuo consentendogli di raggiungere il fronte destro dell'attacco del Tau: s'inserisce Romanelli, che da poco aveva rilevato Giovannini e che affonda fino al vertice dell'area di rigore, da dove crossa per il destro d'Jacopo Niccolai, ben incrociato ma troppo debole per dar noia a Bracci. È l'ultima azione che consente al Tau d'ipotizzare il vantaggio: quattro minuti più tardi segna la Cattolica. L'azione decisiva nasce da un rinvio all'apparenza banale di Rigacci verso il fronte sinistro della mediana: lo legge male Pierucci, che da poco aveva rilevato Moschini (Matteucci passa mezzala destra) e che troppo statico si fa anticipare da Zini, rapido nella verticalizzazione per il taglio di Fossi dietro le spalle di Romanelli; segue un pezzo assoluto di bravura, sprint a sinistra fino ai venti metri e mancino magnifico sotto l'incrocio lontano. È l'1-0, venti i minuti al 90': per soffrire il meno possibile la Cattolica cerca subito il raddoppio, che Jordan Ricci le nega alzando in angolo il tiro scagliato dal mancino d'Andres (lo ispira Fossi, immarcabile) dall'arco che invita all'area di rigore. È l'unica occasione per chiudere la partita: di qui alla fine ci si sposta in zona terrazza, per l'assalto finale del Tau. È doppia la prima occasione per il pari, due volte Giovannelli a colpire di testa sull'angolo che Matteucci calcia da sinistra: l'incrocio più lontano lo proteggono prima Cullhaj, l'uomo sul palo, e poi Bracci con la mano di competenza. Più lontano dallo specchio si ferma invece Sow, che sul doppio filtrante combinato tra Gabbrielli (fuori Bracaloni) e Giovannelli aveva preso il tempo a Chirinos Calderon: alto e sbagliato il lob col mancino in corsa (85'). Con due errori consecutivi sul calcio di rinvio Bracci rischia di rovinare una domenica fin lì perfetta. Al servizio involontario per Giovannelli in zona venti metri segue l'uscita poco ragionata su Jacopo Niccolai, che aveva ricevuto il pallone immediato al limite dell'area di rigore e che col dribbling si defila a sinistra, da dove cerca di chiudere il triangolo: la porta altrimenti sguarnita la protegge Chirinos Calderon, con la cui assenza si spiega più che in parte la frenata della Cattolica nella parte centrale della stagione. Con una difesa così (quattro le reti subite negli ultimi sei turni), questa dedizione alla battaglia e un dieci come Fossi ci sta di vincere le partite, scalare posizioni, spezzare i sortilegi.
Calciatoripiù: se insieme al portiere (ottimo rientro per Jordan Ricci) il centravanti è il migliore anche quando non segna e la squadra perde, non c'è bisogno d'aggiungere tanto altro per spiegare le difficoltà d'una domenica complicata. Il Tau s'aggrappa a Giovannelli, che nel finale sfiora la quindicesima rete in campionato con un doppio - sfortunatissimo - colpo di testa. Sarebbe stato il pari, e non sarebbe stato immeritato anche in una mattina in cui pochi spiccano (forse Rigacci, in ritardo però nell'azione decisiva; forse Matteucci nella ripresa). È sul piano dell'aggressività che, tanto bello a vedersi quando s'apre per impostare, il Tau manca: a combattere è più brava la Cattolica, che s'esalta per l'abnegazione di Manuel Lazzerini da terzino sinistro e per le chiusure monumentali di Chirinos Calderon, e che s'impadronisce della mediana grazie alla duttilità di Mugnaini, stavolta più mediano che regista, e ai polmoni di Cullhaj (esce stremato) e di Zini. È lui a servire a Fossi l'assist vincente, l'innesco per la rete che vale titolo, copertina, tutto.