53' Poggiali
11' Monterisi
20' Barbanti
84' Scura
SCANDICCI: Contieri, Boli, Bini, Catarzi, Pinzani, Sersif, Hatija, Gjonaj, Cardella, Brandani, Deliperi. A disp.: Verna, Gjini, Londi, Gori B., Nacci, Zani, Brahimaj, Poggiali . All.: Fanfani Filippo
SESTESE: Bellocci, Martinelli, Cecchi, De Ferdinando, Shera, Tarchiani, Taddei, Bonta, Monterisi, Cetani, Barbanti. A disp.: Bardazzi, Coppini, Grisolini, Cassiolato, Pieri, Scura, Oublady, Nesi. All.: Ferro Marco
ARBITRO: Marco Luddi di Firenze
RETI: 11' Monterisi, 20' Barbanti, 53' Poggiali, 84' Scura
A inseguire ha dimostrato d'esser portata, portatissima: ora la Sestese dovrà essere altrettanto brava a reggere la pressione che grava su chi governa. La combinazione dei risultati dell'ultimo turno prima della sosta esprime un verdetto non equivocabile: la sconfitta del Montevarchi nel big match col Tau spalanca la pista per il sorpasso, nella quale l'1-3 inflitto a un grande Scandicci consente d'accelerare. Dopo un'eternità cambiano le posizioni di testa: scavalcato dal Tau il Montevarchi scivola al terzo posto, e davanti a entrambi si sgancia la Sestese, che ora più che con loro dovrà combattere con sé stessa e con i propri fantasmi. Regalando alla squadra la maturità che la scorsa stagione le mancò, difetto che la fece vacillare quando non se lo poteva permettere, Ferro ne ha già fatti dissolvere un gran numero: per gli ultimi, quelli più insidiosi e che sbucando dagli angoli meno attesi ricordano come finì un anno fa, la primavera e la sosta forniscono l'occasione giusta. È una situazione simile a quella che si verifica quando si passa in vantaggio alla fine del primo tempo; solo un dettaglio può sporcare l'analogia e far balenare un guizzo d'inquietudine: la Sestese sta così bene (ventotto i punti nel girone di ritorno: più dei ventisei del Tau, dei ventuno dello Scandicci, dei diciannove del Montevarchi) che avrebbe preferito andare a diritto fino alla fine. Invece le tocca fermarsi e ripartire, operazione mai scontata; di sicuro la s'affronta meglio una volta completata una rimonta imbastita da mesi, e che però rischia di naufragare nei primi scambi della partita con lo Scandicci: lo svantaggio a freddo, o quasi (nove i minuti sul cronometro di Luddi, incerto nella direzione complessiva), lo evita Bellocci, strepitoso nell'opporsi col piede alla volée di Brandani sul cui destro il mancino di Sersif aveva fatto scendere un pallone invitantissimo. Più concreta è la Sestese, più concreta ai limiti del cinismo, perché le è sufficiente un'azione per passare in vantaggio: segna - rete numero sedici - Monterisi, che raccoglie il tiro di Cetani respinto corto da Contieri e defilato finalizza l'azione nata dal lancio di Bontà (in regia torna lui, De Ferdinando l'accompagna da mezzala) e alimentata dallo sprint di Taddei sulla destra. Lo 0-1 all'11' accende la partita, che lo Scandicci cerca subito di pareggiare con la combinazione tra Brandani e Cardella, evaporata sul ripiegamento della difesa; un intervento così lo esclude Barbanti, che ricevuto il pallone da De Ferdinando (efficacissima la pressione alta) in zona venticinque metri l'addomestica col mancino e col destro lo calcia a giro direzione incrocio. È una rete stratosferica - in stagione fanno ventuno - e pesantissima, perché vale il vantaggio doppio a metà esatta del primo tempo. Consapevole della forza dello Scandicci, che sul piano del palleggio ha pochi rivali, neppure dello 0-2 la Sestese s'accontenta: al 35' Bontà, che poco prima aveva ricevuto da Shera e aveva verticalizzato per Monterisi contenuto in angolo da Catarzi, media tra De Ferdinando e Martinelli, sul cui invito Taddei spinge a destra da dove, ingolosito dalla porta, calcia senza mira né fortuna anziché servire Barbanti solo. La replica produce l'occasione più nitida che lo Scandicci costruisce tra le reti avversarie e la pausa: dopo la deviazione di Tarchiani sbatte sul palo il tiro di Brandani, liberato in pedana dalla combinazione con Sersif nello stretto. Alla pausa restano due le reti di scarto, e ci restano anche sul tiro con cui De Ferdinando manda in archivio il primo tempo sul filtrante di Cecchi da sinistra: alto il pallone dal limite dell'area di rigore. Segue una ripresa dai ritmi ancora più elevati; per tenerli così la Sestese s'affida a De Ferdinando, che prima alimenta un'azione imbastita da Cecchi e proseguita col filtrante di Bontà e col traversone profondo di Taddei per Monterisi (colpo di testa alto), poi s'incarica di calciare una punizione dal limite dell'area di rigore e cerca la porta in due tempi dopo la prima respinta della barriera: all'esterno destro di controbalzo s'oppone Contieri. Sui calci da fermo lo Scandicci si rivela più efficace: sull'angolo che Boli batte bene Cecchi si perde Poggiali, che di testa dimezza le distanze e riapre la partita. Segue il frangente nel quale la Sestese vacilla di più: prova a farla piangere Brandani, che in contropiede s'apre a destra e, consapevole che - era già successo qualche minuto prima - la difesa gli chiuderà il mancino, sterza sul destro e calcia forte a incrociare, a lato d'un pollice o forse due. Per allontanare i timori che ogni tanto balenano la Sestese ora s'affida a Monterisi, che prima protesta con Luddi per il fischio con cui gli annulla la rete della doppietta (dubbio il fuorigioco sul servizio di Taddei, che l'aveva liberato davanti alla porta sguarnita), poi prolunga sul secondo palo l'angolo ben battuto da De Ferdinando: è un invito favoloso, rimasto però senza esito. Da distanza ravvicinata, infatti, calcia fuori Tarchiani, che però trova subito il modo di riscattarsi: senza la sua scivolata sulla linea, il tiro di Poggiali sul traversone di Gjini (aveva approfittato di un'incomprensione tra Nesi e Scura, entrati per Cetani e Taddei) sarebbe finito in porta. Al pari lo Scandicci deve accontentarsi d'andare vicino, vicino ora e vicino sul tentativo di Pinzani, liberato al tiro dalla combinazione con Londi: come nel primo tempo, Bellocci s'esalta ancora. E come nel primo tempo anche stavolta la Sestese dà sfoggio di quel cinismo che più di tutto le mancò l'anno scorso, quando una partita così non l'avrebbe vinta e di uno scenario così non avrebbe approfittato: ricevuto il pallone da Nesi, al 4' di recupero De Ferdinando ha ancora la lucidità che serve per accentrarsi, alzare la testa e verticalizzare per rompere due linee di pressione e premiare il taglio di Scura, che - sospetta la posizione di partenza - attacca lo spazio prendendo il tempo a Gjini, controlla il pallone col destro e col mancino lo scaraventa in porta. È l'1-3, la rete che ufficializza che per almeno tre settimane - ma è probabilissimo che sia bene contarne quattro, alla ripresa il calendario propone la Sangiovannese già retrocessa - davanti a tutti c'è la Sestese. La Sestese sola, verticale, bella e cattivissima.
Calciatoripiù: sulle reti di Monterisi e di Barbanti (in due fanno trentasette) la Sestese ha costruito buona parte della rimonta, che ora punta a consolidare blindandosi al centro (sicuri Tarchiani e Shera) e affidandosi alle verticalizzazioni di De Ferdinando e agli inserimenti di Taddei. In una stagione formidabile è venuta fuori una partita formidabile grazie alla qualità, all'interpretazione complessiva e al ritmo dello Scandicci, che prova a concedere il meno possibile grazie a Pinzani e a Catarzi, che con Sersif sa dove cercare sostanza e imprevedibilità e che con la rete di Poggiali (manca un sospiro per la doppietta) era riuscito a riaprire la partita.
esseti