• Giovanissimi RegionaliElite
  • 18/01/2026 10.45.00
  • LASTRIGIANA
  • 0 - 2 18/01/2026 10.45.00
  • SAN MINIATO
    Riascos Sanchez
    Francini

Commento


LASTRIGIANA: Cei, Ponzio, Belli, Relli, Valenti, Tarchi, Spanu, Curello, Cingari, Poggi, Oliarca. A disp.: Bletaj, Glielmi, Bambagioni, Shehu, Kallorica, Rossi L., Gadelotti, . All.: Fanfani Filippo
SAN MINIATO: Tiradritti, Francini, Conforti, Molinaro, Cresti, Tassinari, Sicuranza, Rossi, Riascos Sanchez, Giomarelli, Perugini. A disp.: Casani, Dei, Buoni, Rosati, Carlucci, Castagnini, Donati, . All.: De Nisco Simone
ARBITRO: Luca Passero di Empoli
RETI: Riascos Sanchez, Francini
Sarebbe sbagliato porsi limiti, perché vincere una partita appiccicosa come quella della Guardiana equivale a dire che limiti non ci sono. E sì, la Lastrigiana ha ragione a lamentarsi per il rigore - inesistente, inesistentissimo - che sblocca il punteggio e a dire che fino a quel punto lo 0-0 lo aveva retto, e che lo 0-2 finale è conseguenza inevitabile d'una decisione sbagliata; nessuno però può dire che la vittoria il San Miniato, che la legittima con due traverse e soprattutto mantenendo al minimo il contatore dei pericoli (giusto due uscite per Tiradritti, zero le parate), non l'abbia meritata. L'ha più che meritata, perché non s'è fatto cogliere dalla frenesia quando sfondare sembrava impossibile e da Altopascio e Pietrasanta arrivavano notizie fastidiose; e perché sin dal primo minuto ha cercato, con ordine e abnegazione, di trovare un varco nel quale farsi largo per rompere la resistenza degli avversari. Riuscirci non è stato facile: Fanfani aveva preparato una partita accorta, interpretata con un solido 3-5-2 nel quale i due esterni - Tarchi più spesso di Relli, peraltro il migliore, a conferma dell'idea che l'età è solo una convenzione - avevano soprattutto il compito di ripiegare sull'ultima linea, per neutralizzare gli effetti prodotti dalle sovrapposizioni di Perugini a sinistra e Tassinari a destra rispettivamente su Giomarelli e Sicuranza. Visto che in mediana si va alla pari, almeno per numeri (la realtà è che, nonostante il pressing di Curello e Ponzio, Cresti e soprattutto Molinaro si prendono tutto lo spazio di cui sentono il bisogno, e che solo Oliarca esce alla pari dal confronto con Matteo Rossi), è facile capire in quale settore la Lastrigiana patisce: davanti Spanu e Cingari finiscono nelle fauci di Francini e Conforti, giganteschi, e non ne escono più. Solo in contropiede s'apre un po' di spazio, uno spazio però sfruttato male: in avvio è tempestiva l'uscita di Tiradritti sul filtrante d'Oliarca, che aveva imbastito il break dopo che la difesa della Lastrigiana s'era compattata sugli sviluppi d'una punizione concessa da Relli sul lato destro dell'area di rigore, molto vicino all'incrocio delle linee; col mancino l'aveva calciata Perugini chiamando lo schema per Sicuranza, che prima di vedersi respingere il tiro il fallo l'aveva subito e che un minuto più tardi lancia di nuovo la sfida con un taglio neutralizzato in due tempi dall'uscita di Cei. Dalla trequarti sinistra il pallone lo aveva servito Cresti, pericolosissimo quando dallo stesso Sicuranza riceve la sponda che alimenta l'occasione successiva, quella nata dalla combinazione tra Conforti e Molinaro con filtrante allegato: è la traversa a opporsi al destro a scendere scagliato dal limite dell'area di rigore (11'). La sorte sembra aver parlato, e la Lastrigiana cerca subito d'approfittarne: Relli - il migliore, a conferma dell'idea che l'età è solo una convenzione - sottrae il pallone a Francini, che si concede l'unica leggerezza d'una partita altrimenti impeccabile, e dal fronte sinistro dell'attacco scarica a Cingari, rapido nel servizio centrale; l'idea è giusta, meno lo sviluppo: col destro Oliarca calcia male, e con lo stesso piede Curello, solissimo ai dieci metri, calcia ancora peggio, e non sfrutta l'occasione offertagli da un tiro strozzato trasformatosi in un assist interessante (16'). Ben più grande è il pericolo che tre minuti più tardi costruisce il San Miniato sugli sviluppi d'una punizione che, invertendo il fallo, Passero assegna alla squadra sbagliata (da Riascos Sanchez il fallo Valenti l'aveva subito): esce di pochissimo il pallone che dal vertice destro dell'area di rigore Perugini aveva crossato, o calciato, verso il secondo palo. A lui, gran mancino, De Nisco affida buona parte degli schemi sulle riprese del gioco: c'è lui a dialogare nello stretto con Sicuranza, che alla mezz'ora batte corto il primo angolo della partita e con l'esterno destro calcia malissimo il pallone di ritorno; lui a crossare in mezzo l'ennesima punizione (di Belli stavolta il fallo) concessa dalla Lastrigiana sul fronte destro dell'attacco avversario: non è granché la respinta di Cei, che innesca un doppio rimpallo catturato da Riascos Sanchez, e non è granché neppure la valutazione di Passero, che non s'accorge che Cresti è scattato in fuorigioco e che, se anziché da quella sbagliata il diagonale fosse finito dalla parte giusta del palo lontano, avrebbe convalidato una rete palesemente irregolare. Sull'episodio il dio del calcio butta un occhio, e cancella ogni possibile polemica: si resta sullo 0-0, come ci si resta sugli sviluppi dell'ultima punizione del primo tempo (di Ponzio il fallo su Giomarelli), che col destro Sicuranza calcia sulla barriera dopo il tocco non precisissimo di Cresti. A un pallone inattivo il San Miniato affida anche il primo pericolo della ripresa, un pericolo enorme per la Lastrigiana: sulla girata di Riascos Sanchez, servito sottoporta dal tocco sporco di Tassinari (nella sua zona era sceso il traversone di Sicuranza, invitato a crossare dall'angolo che Perugini aveva battuto corto dalla bandiera destra), è la traversa a salvarla (37'). Dunque di Cei non c'è bisogno, come invece c'è un minuto più tardi: è sicura la sua presa sul colpo di testa di Sicuranza, che sul traversone di Riascos Sanchez (ora gravita a sinistra, Giomarelli il centravanti) aveva tagliato sul primo palo per cercare il secondo. È il segno che la pressione del San Miniato non è più contenibile, e forse contenibile non lo sarebbe anche senza l'episodio più che controverso che sblocca la partita: chiamato a valutare il contatto tra Tarchi e Perugini, che duellano col fisico e finiscono a terra insieme, Passero poteva optare per la soluzione migliore, nessun fischio, o per una decisione non entusiasmante, fallo per la difesa; di sicuro è sbagliata la strada che intraprende, il rigore per il San Miniato: aprendo secco il destro rasoterra Riascos Sanchez segna lo 0-1, e la Lastrigiana si trova a rincorrere nel momento in cui meno lo meritava. Per l'episodio s'innervosisce Fanfani, espulso dal recinto di gioco; dello sbandamento avversario approfitta subito il San Miniato, che al 48' si porta sullo 0-2. Quello buono è il quinto angolo di nove totali, di nuovo Perugini alla bandiera destra e di nuovo Sicuranza a crossare sul servizio corto: dopo la respinta di Cei e, incastonato tra due rimpalli, il colpo di testa di Cresti da una quindicina di metri, il pallone schizza intorno al limite dell'area di porta, da dove il destro di Francini sferra il diagonale rasoterra buono per il raddoppio (48'). Anche se da giocare resta più dell'ultimo quarto, la partita finisce qui, più di un orecchio alle notizie che arrivano da Altopascio e Pietrasanta; neppure d'accennare la rimonta la Lastrigiana ha forza, più vicino alla rete va semmai di nuovo il San Miniato, di nuovo su un calcio d'angolo, che stavolta Sicuranza crossa direttamente al centro dalla bandiera sinistra: gli effetti li neutralizza Cei, che in tuffo s'oppone alla girata aerea di Conforti. Sarebbe stato il secondo difensore centrale a punire la Lastrigiana, cui già lo 0-2 fa male: d'un passivo maggiore non c'è bisogno, una volta rotto l'equilibrio tra un miliardo di polemiche il San Miniato ha chiarito in che modo nel giro di quattro mesi è riuscito a mettersi dietro il Tau, la Sestese, l'Affrico; e quando ci si mettono dietro il Tau, la Sestese e l'Affrico porsi limiti è sbagliato, sbagliatissimo.
Calciatoripiù
: fino all'episodio che spezza l'equilibrio la Lastrigiana si mostra ordinatissima in difesa - nato centrocampista, Poggi ha il piglio per esserne il leader - e prova a proporsi con gli sprint di Relli, il migliore, a conferma dell'idea che l'età è solo una convenzione. Forse su queste sollecitazioni qualche altra difesa si sarebbe potuta infradiciare: non quella impermeabilizzata da Francini e Conforti, che tengono sgombra l'area di rigore del San Miniato e dalla propria trequarti avviano la manovra offensiva, alimentata dalle sovrapposizioni di Perugini a sinistra e dal radar che Molinaro sembra avere in testa, negli occhi, nel destro, ovunque.
Samuele Tofani