63' Bouirki
SCANDICCI: Fioravanti, Baldi (58' Catorcini), Martinelli, Paoli (53' Mugnaini), Rogai, Collini, Gazzarri, Mazzoni, Bouirki (68' Trambusti), Dani, Biagini Moretti (53' Ciani). A disp.: Gamannossi, Conti, Sementa, Lo, Fiesoli. All.: Vannucci Matteo
TAU CALCIO: Giovannelli, Masala, Tafani, Igliori (68' Gargano), Maffei (68' Simonini), Pardini, Fiore, Bonino (61' Bavaro), Fusco, Turco (61' Puccini), Lucchesi (46' Giardina Papa). A disp.: Biondi, Sensi, Innocenti, Chimenti. All.: Vannini Marco
ARBITRO: Niccolo Venuti di Valdarno
RETI: 63' Bouirki
Eppure lo sapeva che era alto, alto e insidiosissimo. Nel primo dei quattro ostacoli che costellano la strada verso il titolo il Tau inciampa così forte da rischiare di farsi male: la rete con cui Bouirki consegna il successo (1-0) allo Scandicci e ricorda che, anno dopo anno, la trasferta sulla Greve rischia spesso d'essere dolorosa non è l'aspetto più preoccupante. Ci sta di perdere a Scandicci, contro una squadra in forma e allenata benissimo, e di giocarsi subito il jolly che consente di restare davanti a Sestese (+3, all'ultima il calendario propone lo scontro diretto) e San Miniato (+5); ci sta meno di creare pochissimo, giusto l'incrocio colto da Turco in avvio, e d'aggrapparsi a Giovannelli, fuoriclasse, per rinviare la resa più in là possibile. Più di tutto un aspetto sorprende: uno spettatore inconsapevole sarebbe stato legittimato a pensare che fosse lo Scandicci, così brillante e così feroce, la squadra decisa a consolidare il proprio primato. Solo in avvio il Tau, che Vannini schiera col consueto 4-3-1-2 (parte in panchina Giardina Papa, di punta con Fusco gioca Lucchesi), fa lampeggiare il messaggio che ricorda chi governa la classifica: più che la punizione di Fiore (fallo su Bonino, mezzala destra), a lato di tanto, rischia di lasciare il segno il tiro che da una ventina di metri il mancino di Fusco scarica verso la porta, protetta dal rimbalzo sull'incrocio più vicino (4'). Al pericolo c'erano due modi di reagire, rintanarsi o proporsi all'attacco: due strade trovò nel bosco, e lo Scandicci scelsi quella meno battuta. S'accende Gazzarri, che in un sistema mutevole tra il 4-3-3 e il 4-3-1-2 (Dani fa un po' il falso centravanti, un po' il vero trequartista) ha un ruolo chiaro e un compito chiaro, l'ala destra che inventa, s'accentra e rientra sul mancino per creare scompiglio. Avviato dalla pressione alta su Igliori, il primo dei suoi mille affondi si completa con una scucchiaiata per Biagini Moretti, che da mezzala s'inserisce col timing perfetto e che dal vertice dell'area di porta calcia al volo col destro in anticipo su Pardini, le cui preghiere qualcuno ascolta: sull'amen il pallone esce dalla parte sbagliata del palo lontano (7'). Più di tutti l'enormità del pericolo corso la capisce Maffei, che prova a risolvere la partita con un break dalla propria area di rigore a quella avversaria: ben scoccato col collo destro, il pallone esce a lato di pochissimo. Fioravanti, fermo, ringrazia (9'). Il Tau ci riprova intorno al quarto d'ora, quando Fiore - non è la sua partita migliore, ma resta comunque un gran talento - si libera in palleggio sul fronte sinistro dell'area di rigore, cattura il rimpallo e anziché calciare si serve del destro volante per servire Bonino appostato in prossimità del secondo palo: la scelta di calciare di controbalzo anziché di prima non è la migliore, perché in questo modo Collini ha il tempo di frapporsi a copertura dello specchio altrimenti spalancato. Si resta sullo 0-0, e ci si resta anche sull'azione che segue, quella che si chiude con la prima delle parate notevoli sfoderate da Giovannelli: è superlativo il suo riflesso ad alzare in angolo - il primo d'otto totali, contro i due soli del Tau - il tiro di Bouirki, che sul filtrante di Mazzoni (inarrestabile lo sprint a sinistra, la porzione di campo che gli compete da mezzala, dopo il contrasto vinto con Masala) aveva corso così rapido da riuscire a raggiungere il lato corto dell'area di porta (18'). L'accesso non era riuscito a negarglielo Maffei, che prova a far dimenticare la differenza di passo con un altro break verso la metà campo avversaria, stavolta aggredita non lungo la pista centrale bensì a sinistra, dove non riescono a tenerlo né Biagini Moretti né Baldi, che da quella parte opera come terzino: dirompente, l'azione si chiude con un traversone mancino rasoterra sul quale però nessuno degli attaccanti - non Lucchesi, che avrebbe dovuto aggredire il primo palo, non Fusco, atteso sul secondo - riesce a intervenire. Più vicino al vantaggio si porta lo Scandicci, che alla mezz'ora deve di nuovo confrontarsi col talento di Giovannelli: pochi portieri, non solo quindicenni, sarebbero riusciti a neutralizzare il destro volante di Dani, che aveva preso il tempo a Pardini e che in girata aveva inquadrato la porta sul traversone di Martinelli, invitato dallo scarico di Mazzoni a crossare dal limite dell'area di rigore. Segue la pausa, che se possibile alimenta ancora l'aggressività dello Scandicci, pericoloso già nel giro di due azioni dal riavvio: nessuno si sarebbe risentito se Venuti, che peraltro per il resto dirige molto bene (incomprensibili le proteste dei tifosi del Tau), avesse punito col rigore il tackle di Bonino, che dopo aver perso il pallone sul contrasto era andato dritto su Biagini Moretti. Di rammaricarsi lo Scandicci non ha neppure il tempo, perché quasi immediata segue un'altra occasione da rete: la neutralizza di nuovo Giovannelli, che rilanciando con troppa fretta aveva colto di sorpresa i compagni - distratti, distrattissimi - e che però si riscatta subito coprendo l'angolo basso sul mancino velenosissimo di Gazzarri, al tiro dalla trequarti dopo appena un passo avanti (39'). È meno complessa ma ugualmente efficace la parata in scena sugli sviluppi della ripresa del gioco: esce potente ma centrale il tiro di Dani, liberato sottoporta dal traversone di Bouirki mancato da Paoli, che l'azione l'aveva avviata calciando da sinistra l'angolo a rientrare e che sulla ribattuta aveva tagliato al centro, dove aveva tentato l'acrobazia. In affanno, il Tau decide di rompere la pressione dello Scandicci scavalcando il centrocampo, dove Igliori fatica a trovare gli spazi in cui ragionare: di nuovo imbastire l'azione dalle retrovie tocca a Maffei, che avanza e premia il movimento di Turco, il cui mancino incrociato dai venti metri si spegne sui guantoni di Fioravanti. La traiettoria non è angolatissima, la parata efficace ma non oltremodo complicata: lo è molto di più quella cui, liberato ai venticinque metri dallo scambio insistito tra Dani e Bouirki, il gran destro di Mazzoni convoca Giovannelli (44'). L'inerzia della ripresa è chiara, il finale scontato: se si continua così, alla fine lo Scandicci segna. Per scongiurare l'ipotesi Vannini decide d'appesantire l'attacco inserendo Giardina Papa (fuori Lucchesi), che subito ingaggia con Collini, gran centrale, un duello fisico a cavallo del limite dell'area di rigore: è corretta la lettura di Venuti, reciproca la trattenuta, giusto lasciar correre e dunque far esaurire l'azione nata dalla pressione alta di Fiore su Baldi e alimentata dalla verticalizzazione immediata di Fusco ad avviare l'uno contro uno (50'). La contromossa spetta a Vannucci, che chiamando fuori Biagini Moretti e Paoli cambia due terzi del centrocampo: in regia entra Ciani, Dani s'abbassa in posizione di mezzala destra e lascia Mugnaini, fresco, a condividere con Gazzarri, ora quasi centravanti, e Bouirki il peso dell'attacco. Segue, una dozzina i minuti allo scadere, un ritocco anche alla fase difensiva: l'ingresso di Catorcini per Baldi dirotta Martinelli in posizione di terzino destro, a proteggere una zona in cui il Tau aveva fatto capire di poter passare. La manovra ora si sposta sulla pista centrale, dove Fiore verticalizza per Giardina Papa, la cui sponda innesca Puccini, appena entrato per Turco: lento il destro, facile la parata (62'). Più che per questa, Fioravanti entra nella storia della partita per il lungo rinvio che un minuto più tardi si trasforma nell'assist vincente: Bouirki è più veloce sia di Masala sia di Maffei, così veloce da sgusciare in mezzo a loro, violare l'area di rigore e aprire il destro rasoterra al quale neppure Giovannelli stavolta riesce a opporsi. È il duello decisivo, e non conta che qualche minuto più tardi, sugli sviluppi d'un angolo che Catorcini calcia a rientrare col mancino, l'esito sia dissimile: non conta la parata, ennesima e stavolta d'istinto, sul colpo di testa sottoporta a botta quasi sicura. Non conta, perché anche se nel recupero lo Scandicci spreca l'occasione del raddoppio (la neutralizza Bavaro contenendo Trambusti in una sfida tra due subentrati, fuori Bonino e proprio Bouirki) il Tau ha già subito la rete che gli fa male, gli fa male come l'impatto con la sbarra d'un ostacolo che si pensava più basso. Davanti ce ne sono altri tre, e l'ultimo è ancora più alto: ora i jolly sono esauriti, inciampare non è più ammissibile.
Calciatoripiù: se non ci fosse stato Giovannelli, che sullo 0-0 sfodera tre parate sovrumane, il Tau si sarebbe ritrovato in svantaggio molto prima. Per segnare la rete del successo lo Scandicci deve attendere lo sprint decisivo di Bouirki a sette minuti dalla fine: l'1-0 è il premio per una partita perfetta in difesa, dove giganteggia Collini ben supportato da Rogai e da Martinelli, duttilissimo, e strabiliante in attacco, dove la qualità di Gazzarri crea sovente la superiorità numerica.
Samuele Tofani