Kulla
ARBITRO: Filippo Bertoloni di Prato
RETI: Kulla
Gli dei del calcio rivolgeranno sempre uno sguardo benevolo alle squadre come la Sestese di Jacopo Corti che sincronizzano i battiti profondi del proprio cuore con l'arte pedatoria espressa ad alti livelli: nonostante l'inferiorità numerica concessa loro malgrado agli avversari per oltre metà gara i rossoblù vincono lo scontro diretto con il Tau impedendo così la fuga solitaria in testa alla graduatoria da parte degli amaranto. Dopo aver eseguito fino a qui 14 vigorose bracciate la capolista arriva a quella che la proietta oltre la boa di metà navigazione con il fiato un po' corto o, per meglio dire, le idee non lucidissime, e la Sestese è stata eccezionale nel renderle ancor più contrastanti e opache tramite la luce irradiata da ognuno degli interpreti scesi in campo nelle proprie file. Quella che di fatto sarà una domenica amara, forse la più grigia di questo campionato degli amaranto, si apre però con un buon approccio al match da parte loro anche perché Fiore ha il piede caldo in avvio e al 2' chiama in causa Varosi, intercettando un errato disimpegno dal basso dei centrali avversari e poi scagliando un tiro che è preda del portiere di casa; passano 2' e Igliori e Maffei dialogano dal basso pur pressati da Bartoli, il capitano ospite fa poi partire un rilancio per vie verticali indirizzato verso Lucchesi che costringe Varosi a un'importante e non semplice uscita al limite esatto della propria area per sventare la minaccia. Al 6' spazio per il primo calcio d'angolo del match, conquistato proprio da Lucchesi; la battuta e il successivo tentativo di cross di Fiore finiscono per due volte preda di Di Vico prima e Bartoli poi, utilissimi in fase di ripiegamento difensivo. La Sestese si difende ma non si schiaccia e, al 9', colpisce lasciando un segno indelebile su tutto il match. L'azione d'attacco dei locali che porta al gol decisivo si sviluppa sul centro-sinistra dove i vari Campani, Kulla, Di Vico e Shabani vengono murati dal nugolo di maglie amaranto che circondano il pallone; la Sestese però non demorde anche perché Shabani, con gran caparbietà, rivitalizza l'azione, guadagna il fondo e serve Kola, che poi tocca verso il secondo palo dove Kulla gode di tutta la libertà necessaria per prendere la mira e superare di prima intenzione il portiere avversario da distanza ravvicinata, siglando la sua prima, pesantissima rete stagionale. La difesa del Tau, bravissima in un primo momento nel fare densità sugli attaccanti avversari, si lascia poi sfuggire la marcatura sul numero 7 avversario che firma l'uno a zero. La formazione di Vannini prova subito a reagire testando i riflessi difensivi di Ghinea e Bartolozzi, attentissimi al pari del portiere Varosi, che continua a svolgere l'insidiosa ordinaria amministrazione cui è chiamato, come avviene al 14' in occasione del velenoso tiro-cross di Masala dalla destra. Passano due minuti e il portiere di casa si ripete uscendo bene su Fusco, che era stato cercato con un'imbucata perfetta in area da Turco, quest'ultima è una buona azione del Tau, proposta a ritmi più bassi ma in maniera ragionata e con maggiore precisione. La Sestese infatti fin qui (e poi anche oltre) è semplicemente perfetta in fase di non possesso palla, ripiegando con armonia ed efficacia in ogni zona del campo senza mai abbassarsi, e neanche la tegola che si abbatte al 18', quando Ghinea si infortuna durante uno scontro di gioco ed è costretto al cambio, fa perdere gli equilibri ai locali, anche perché Serricchio, che subentra al centro della difesa di casa, non risente minimamente dell'ingresso a freddo e si cala alla perfezione nel clima rovente della sfida. Attorno al 25' i ritmi in campo si fanno più bassi, cosa che agevola Il compito dei locali che si difendono compatti e agiscono in contropiede, guidati da Shabani e Di Vico, abilissimi nel tenere in allarme costante la difesa lucchese. Il copione del match che fin qui si legge in maniera abbastanza lineare rischia però di venire scombinato dall'episodio che avviene al 26', quando Di Vico e Fiore si contendono un pallone a metà campo, il numero 9 di casa, nella caduta, scalcia un po' l'avversario e l'intervento viene punito con il rosso diretto dal direttore di gara. Una valutazione che, ci sentiamo di definire, è troppo severa; il giallo era semplicemente quello che serviva. Mister Corti corre subito ai ripari posizionando Kulla come riferimento offensivo di una squadra che continua a sacrificarsi in maniera generosa ma intelligente in fase di non possesso e a gestire in maniera altrettanto sapiente quella di possesso attivo. Il Tau prova a forzare il ritmo ma senza riuscirci fino in fondo; al 30' un altro ripiegamento difensivo di Bartoli allontana il cross di Bavaro, che era arrivato al traversone dopo un dialogo con Fusco. Gli ospiti insistono e vanno vicini al gol con Turco che, dopo uno scambio con Lucchesi, si ritrova a calciare una sorta di rigore in movimento che viene neutralizzato dallo splendido tuffo di Varosi. Gli amaranto chiudono in attacco il primo tempo ma come detto senza riuscire a cambiare passo, mentre la Sestese difende e rifiata con pericolosi e costanti alleggerimenti, sempre trovando in Shabani il suo uomo ubiquo. Le due squadre tornano negli spogliatoi e poi di nuovo in campo, i primi minuti della ripresa si continua a non notare l'uomo in meno che i padroni di casa stanno scontando nei confronti degli avversari: implacabili in fase difensiva, eccellenti nelle due fasi di gioco sulla mediana, i rossoblù non rinunciano a provarci come dimostra la proiezione offensiva di Dainelli che, dopo pochi minuti, propone un cross allontanato con un certo affanno dalla difesa ospite. Il Tau risulta ancora troppo impreciso negli ultimi 30 metri di campo e non sfrutta le poche ripartenze che la Sestese gli concede, come quella al 42' quando avrebbe i giri giusti il contropiede proposto da Turco ma Serricchio è strepitoso nel non abboccare alla serie di finte dell'avversario per poi vincere il rimpallo che fa da diga alla porta di Varosi. Nei minuti successivi i padroni di casa svolgono ancora una volta al meglio il loro compito e, archiviato un tiro di Campani da 30 metri che finisce abbondantemente fuori, al 50' il neo-entrato Petrini converge dalla sinistra e, raggiunto il lato corto dell'area di rigore avversaria, cerca il secondo palo mancandolo di poco. Il taccuino torna ad annotare un'altra potenziale chance al 55' e nuovamente lo spunto è di marca rossoblù: Sponsale e Petrini, forze fresche inserite da Corti nella ripresa, tengono impegnati i due centrali avversari, la finalizzazione è affidata a Petrini e poco importa se il suo tiro non punge come voluto perché la cosa fondamentale per i locali resta ancora quella di tenere lontani, quasi distratti gli avversari dallo sviluppare la loro fase offensiva. Anche il tecnico ospite inizia a variare la fisionomia in avanti dei suoi che tornano a farsi vedere in attacco al 59', quando Giardina Papa guadagna una punizione che è una sorta di corner corto; il cross di Turco origina una furibonda mischia in area sestese, Fusco prova a risolverla ma l'intervento di Varosi interrompe tutto sul più bello. Passano centoventi secondi e il Tau colpisce una rocambolesca traversa con il colpo di testa di Masala, successivo a una rimessa laterale, che sembrava più una sponda che un reale tentativo di ingannare Varosi, parso in controllo ma avvalendosi comunque dell'ausilio del legno orizzontale per recuperare il pallone. I minuti corrono veloci sul cronometro mentre la Sestese gioca sempre con il cuore, con i piedi ma anche e soprattutto con la testa, smorzando i ritmi con sagacia e non concedendo niente agli avversari. Si gioca fino al 75' ma neanche gli ultimi disperati tentativi del Tau hanno esito significativo, la Sestese non sbanda sul più bello e arriva sotto la linea del traguardo con le braccia meritatamente, orgogliosamente alzate. Una vittoria come questa può sicuramente schiudere a un girone di ritorno da vivere tutto d'un fiato. Intanto vale molto, moltissimo già di per sé.
Calciatoripiù: verrebbe voglia di fare il copia e incolla della formazione della Sestese per evidenziare i cognomi da apporre in questa rubrica, ma stabilendo un minimo di gerarchia, che parte dal nome di Jacopo Corti per il modo in cui ha dimostrato di aver preparato e poi, soprattutto, interpretato e condotto dalla panchina questo match, nelle file rossoblù si citano Shabani, Campani, Varosi, Kulla, Franchi, ma anche i subentrati dalla panchina come Serricchio, Sponsale e Petrini. Pochissime luci illuminano gli amaranto, si salvano capitan Maffei e Pardini.