68' Hasanaj rig.
74' Riascos Sanchez rig.
ARBITRO: Arturo Monasta di Firenze
RETI: 68' rig.Hasanaj, 74' rig. Riascos Sanchez
Era necessario far pari con quella dell'Ariston, dove sembrava che ci si stesse attovagliando per un matrimonio poco sobrio: il San Miniato deve ammettere che è positiva l'ultima scena in onda al Grazzini. Positiva, eppure amarissima: anche se evita la sconfitta (sarebbe stata la quarta stagionale), il rigore perfetto con cui Riascos Sanchez archivia la partita non riesce a impedire il controsorpasso del Tau, che per tornare al comando impiega una settimana sola. Non riesce a impedirlo, perché due minuti prima che s'esaurisse il tempo regolamentare la difesa aveva letto così male una ripartenza della Floria da costringere Perugini a rincorrere Nasca e a contrastarlo solo quando affondare il tackle era rischioso, rischiosissimo; e il tackle era stato falloso, fallosissimo, e Hasanaj aveva calciato gelido - gelidissimo - il rigore del provvisorio vantaggio. Sarebbe sufficiente questa manciata di righe - e non sarebbe una cattiva scelta: meno tempo, meno fatica, meno polemiche, meno astio - per raccontare come e perché il San Miniato non riesce a uscire indenne da una partita complicata, come e perché a Campo di Marte deve accontentarsi d'un 1-1 che gli costa il primo posto. Sarebbe sufficiente, e rimarrebbe fuori troppo: fuori le tante occasioni non concretizzate soprattutto nel primo tempo, fuori la prova formidabile di Riascos Sanchez in tre dei quattro ruoli d'attacco (gli manca solo l'ala sinistra: parte trequartista, al 13' passa a destra, al 24' centravanti), fuori le insolite incertezze di Conforti e di Francini, fuori il gran carattere della Floria, che solo per un'ingenuità evitabilissima deve rinunciare alla copertina di giornata. Se la sarebbe presa se avesse retto per altri trenta secondi; o se Ibra, entrato da cento, non avesse azzardato una scivolata rischiosissima per interrompere una delle azioni meno pericolose costruite dal San Miniato. Ben di più lo era stata quella che avviando la partita le aveva fatto da prologo: lo era stata ben di più perché, sul rasoterra di Giomarelli che aveva sprintato a destra approfittando dell'incertezza tra Celano e Bourrousse, si spalanca la porta davanti al mancino di Perugini, che invece calcia d'una spanna scarsa dalla parte sbagliata del primo palo. È il 4', i quattro minuti che seguono sono utili a decrittare la disposizione tattica del San Miniato, che De Nisco squalificato governa dalla tribuna: si parte con Riascos Sanchez dietro Giomarelli, Matteo Rossi ala destra e Perugini ala sinistra, Francini insolito mediano insieme a Molinaro. Dietro, insieme a Dei e Rosati come terzini, tocca a Tassinari - il migliore del reparto - far coppia centralmente con Conforti, che all'8' si prende troppa confidenza col terreno e costringe il pubblico a dare per definitiva - illusione - la componente tattica: è necessario concentrarsi sullo sviluppo dell'azione che vede Hasanaj conquistare il pallone ai venti metri e premiare il taglio di Magnarosa, che dopo l'ottimo controllo in corsa opta per un diagonale stretto e frettoloso, a lato. Per un po' resta un pericolo solitario per il San Miniato, che al 13' cambia aspetto per la prima volta (De Nisco inverte le posizioni di Riascos Sanchez, adesso ala destra, e di Matteo Rossi, che s'accentra) e al quarto d'ora leva la prima d'una serie di proteste prolungate all'indirizzo di Monasta, che sugli sviluppi d'una punizione crossata da Tassinari e prolungata di testa da Perugini sorvola su una spintarella rischiosissima di Quintarelli a Francini, timore costante quando s'affaccia nell'area di rigore avversaria. L'azione era nata a destra, come quella che immediatamente segue: Celano e Bourrousse fanno una gran fatica a contenere Riascos Sanchez, che di forza raggiunge l'ultima linea e da lì offre un rasoterra perfetto a Giomarelli, impreciso nel concludere col destro dal limite dell'area di porta. È un'occasione notevole, dalla quale la Floria dà mostra di non farsi impressionare: mezzala destra trasformatasi all'istante in centravanti di manovra, giocando di sponda sull'invito d'Hasanaj defilatosi a sinistra Quintarelli invita in pedana Magnarosa, il cui destro di prima finisce alto. Anche se la dinamica è diversa, è inefficace anche l'azione che il San Miniato confeziona sul lungo rinvio di Tiradritti favorito dalle dimensioni ridotte del Grazzini e dall'incertezza di Bellizzi, che sbagliando l'intervento di testa prolunga la traiettoria in direzione di Giomarelli: stavolta la rete la trova, ma dalla parte esterna, quella che non conta (20'). Due minuti più tardi lo specchio lo inquadra Francini sugli sviluppi della punizione che Perugini conquista al vertice sinistro dell'area di rigore (tante le proteste del San Miniato, tante e poco giustificate: fuori area il fallo di Bellizzi) e che Molinaro crossa sul secondo palo: lo schema funziona e il colpo di testa non è male, non così angolato però per sorprendere Lucente dopo il rimbalzo sul terreno di gioco. Tra i due compagni aveva mediato, gran torre, Riascos Sanchez, cui al 24' De Nisco cambia di nuovo posizione: centravanti, come dev'essere chi sulle spalle porta il nove. Ispirato da Conforti, è lui a confezionare l'occasione successiva con uno sprint verso sinistra chiuso con un rasoterra per Matteo Rossi: il destro a colpo sicuro glielo nega Cisbani con una lettura sensazionale (27'). La sua è una diagonale efficacissima, come efficacissima era stata quella di Dei sul contropiede imbastito dalla Floria qualche istante prima: senza di lui Bourrousse avrebbe calciato a colpo sicuro sul servizio di Nasca. A correre sulla corsia destra lo aveva invitato Hasanaj, che manda in archivio il primo tempo con una punizione potentissima da trenta metri misurati: in tuffo Tiradritti riesce a coprire il palo di pertinenza della barriera. Favorito da un'altra incertezza di Conforti sulla pressione avversaria, il duello si ripete dopo la pausa: anche se cambiano il piede che calcia, la posizione della pedana e la soluzione scelta, ora diagonale col mancino dal limite dell'area di rigore, è identico l'esito, solo angolo (37'). Del modo in cui il San Miniato ha approcciato la ripresa De Nisco non è soddisfattissimo: nel giro d'otto minuti entrano Buoni e Sicuranza (fuori Dei e Rosati, Francini s'abbassa, Tassinari scala a destra), cui è affidato l'incarico di rendere imprevedibili le azioni d'attacco. Imprevedibile di sicuro è la traiettoria scaturita dal destro di Riascos Sanchez sugli sviluppi dell'angolo che il mancino di Perugini calcia a rientrare dalla bandiera destra: così la valuta Monasta, che dunque considera inatteso (lettura legittima) il pallone che all'interno dell'area di rigore della Floria sbatte su un braccio vestito di blu (45'). Era quello d'Hasanaj, sul cui piede destro sette minuti più tardi capita un pallone preziosissimo: senza volerlo glielo serve Francini, che interviene male sul lungo rilancio di Bellizzi e che si vede graziato da un'esecuzione fuori bersaglio. Non si schioda il punteggio di partenza, non si schioda neppure quando attaccare tocca al San Miniato: è superlativa la diagonale con cui Concilio impedisce a Riascos Sanchez d'appoggiare in porta il traversone di Giomarelli (di lì a poco si ritroverà ammonito: usa la mano per anticipare Lucente sul lancio di Molinaro) liberato a destra dall'apertura di Dei (55'). Resta inscalfibile lo 0-0, inscalfibile per un'altra decina di minuti; poi inizia lo show. Il sipario l'apre la cattiva lettura della difesa del San Miniato, che non s'accorge che Nasca gravita smarcato un passo dietro la linea mediana; non se n'accorge, e dunque sul lancio profondissimo di Celano a Perugini tocca correre verso la propria porta, e affondare il tackle dove farlo è rischioso, rischiosissimo; e il tackle è falloso, fallosissimo, e Monasta fischia un rigore solare (corretta l'ammonizione, sanzione derubricata: l'occasione da rete è chiara come la volontà di giocare il pallone), che aprendo il destro gelido - gelidissimo - Hasanaj converte nel vantaggio. Anche se alla fine del tempo regolamentare mancano due minuti soltanto, è un vantaggio provvisorio: sull'ultimo angolo della partita Ibra, che Benevento aveva inserito da un istante (fuori Bourrousse) per rendere più salda la resistenza dinanzi al prevedibile assalto finale, azzarda una scivolata in ritardissimo su Riascos Sanchez, che aveva addomesticato il traversone lungo di Sicuranza e che stava pensando come alimentare l'azione d'attacco. La soluzione gliela propone Monasta: calciando (benissimo, bello secco e bello aperto il destro rasoterra) in porta il rigore del pareggio. Ne viene fuori un punto di cui il San Miniato, che nei venti secondi che rimangono chiede un altro rigore per un possibile tocco di mano (situazione confusa, ravvicinatissima la distanza: Monasta fischia fallo in attacco e contestualmente la fine della partita), deve accontentarsi. Contento davvero è il Tau: a sette turni dalla fine - un'eternità - torna lui in testa a una classifica che grazie a Dio e alla Federcalcio non prevede televoto.
Calciatoripiù: la tredicesima rete di Riascos Sanchez, centravanti totale, evita una sconfitta dolorosissima. Lo svantaggio era maturato nel finale d'una partita che a lungo aveva visto il San Miniato governare grazie al talento di Molinaro in mediana e alle chiusure di Tassinari, efficace sia da centrale di difesa sia da terzino destro. Governare, non segnare: Cisbani aveva reso impermeabile la difesa della Floria, che grazie al talento di Zuffanelli sa sempre come ripartire rapida ogni volta che riconquista il pallone. Rapidissimo è Nasca nello sprint che porta al primo rigore e che avrebbe potuto decidere partita e campionato: viaggiare così veloci al 67' della domenica in cui si scavalla la metà del girone di ritorno è segno d'una brillantezza straordinaria.